“L’Avaro” di Molière fa il pieno al teatro di Gemona del Friuli

Fragorosi applausi hanno risuonato nel colmo teatro di Gemona, al concludersi di un classico senza tempo. L’Ert Fvg ha offerto un’altra perla culturale, “L’avaro” di Molière, presentato da Arca Azzurra Produzioni con l’adattamento di Ugo Chiti alla regia. Nel ruolo del protagonista Arpagone un navigato Alessandro Benvenuti, abilissimo nel colloquiare direttamente con il pubblico e determinato ad abbattere il muro invisibile che si instaura tra spettatore e attore. La commedia, estremamente esilarante e verosimilmente grottesca è stata sviscerata in un contesto scenografico minimale ma efficace, attraverso figure poliedriche monocromatiche. I costumi anacronistici dei personaggi, estremamente sontuosi, risaltavano ulteriormente il distacco con l’ambiente scenografico, generando un contesto ancor più surreale ma pittoresco. La storia del borghesotto taccagno si intreccia con le peripezie amorose e le furbesche vicende monetarie dei suoi figlie e dei suoi servitori, in un susseguirsi di colpi di scena incredibili e bizzarri. Benvenuti-Arpagone mostra tutta la sua patologica ossessione per il denaro e tutto quello che occorre fare per non disperderlo arrivando ai limiti dell’esagerazione tragicomica decisamente esilarante. Il figlio e la figlia, costretti a una vita di stenti a causa della tirannica avarizia del padre, si vedono obbligati a boicottare il proprio genitore, grazie anche all’aiuto dei miserabili servi. Questi, sperando invano di scuotere la saccoccia del padrone per ottenere quei pochi spiccioli, giocano di furfanteria e di lusinghe che però non muovono di un millimetro il loro tirchiosissimo committente. Lo spettacolo, sin da subito esilarante, si conclude con una standing ovation meritata. Gli attori in scena, oltre al sopracitato Alessandro Benvenuti, sono stati Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Paolo Ciotti, Gabriele Giaffreda ed Elisa Proietti.

Carlo L.