Il grande ritorno di Sinéad O’Connor e della sua immensa voce! Le immagini del concerto al Capitol di Pordenone

Il palco con l’immagine del nuovo nome di Sinéad O’Connor proiettata sullo sfondo

Sinéad O’Connor è tornata! Ed è tornata con tutto lo splendore dell’inconfondibile voce che la cotraddistingue e che l’ha resa celebre in tutto il mondo.

Dopo un periodo della sua vita piuttosto tormentato Sinéad ha ripreso a calcare i palcoscenici, abbiamo avuto il piacere di ascoltarrla la scorsa settimana a Pordenone dove si è esibita alla Capitol Event Hall nella prima delle sole tre date previste in Italia in un concerto senza tanti fronzoli ma con una unica grande componente: la sua voce!

Dopo la sua recente conversione alla religione islamica in molti si aspettavano di vederla con lo “Hijab”, il velo utilizzato per coprire la testa e parte del busto, ma Sinéad – che ora si fa chiamare “Shuhada Sadaquat ” – si è invece presentata sul palco con un lungo vestito scuro decorato a motivi floreali ma con il capo scoperto, un look androgino che non ha lasciato spazio alcuno alla sua femminilità e che ha stupito moltissimi spettatori (ma forse è proprio quanto da lei voluto).

La cantante irlandese, a piedi scalzi su un grande tappeto, ha aperto la serata con Queen of Denmark (cover del brano originale di John Grant) mettendo subito in evidenza le sue qualità vocali, Sinéad O’Connor ha dato poco spazio all’interazione con il pubblico – a parte un paio di occasioni per presentare e ringraziare la band – ed ha badato al sodo snocciolando, quasi sempre a occhi chiusi, uno dietro l’altro i brani del suo repertorio. Con Take me to Church ha via via scaldato la voce per poi esprimersi al meglio in due brani a cappella: I Am Stretched on Your Grave e In This Heart (il secondo in parte eseguito con i due chitarristi della band) dove la cantautrice ha dato prova di tutta la sua maestria senza l’ausilio di alcuno strumento.

Nel corso della serata sono stati proposti brani tratti da album pubblicati in epoche diverse dalla O’Connor, da I Do Not Want What I Haven’t Got fino al suo ultimo lavoro I’m Not Bossy, I’m the Boss (del 2014), senza però presentare nulla dal suo primo e bellissimo The Lion and the Cobra con sommo dispiacere di numerosi fan in sala.

Le sonorità tipiche della sua terra d’origine si sono potute riscontrare in molti brani del suo repertorio, alcuni poi richiamavano alla mente il sound degli In Tua Nua, la band irlandese con cui Sienad O’Connor ha iniziato la sua carriera e che ha sicuramente lasciato un’imprinting indelebile alla cantautrice di Dublino.

Alcune immagini dei musicisti che l’hanno accompagnata:

Non poteva mancare il pezzo che le ha dato notorietà, quel Nothing Compares 2 U di Prince eseguito con un’interpretazione molto intensa che ha messo i brividi a più di qualcuno.

I bis di rito sono stati affidati a Milestones ed a Back Where you Belong con cui la O’Connor ha chiuso un concerto breve (poco meno di un’ora e mezza) ma molto concentrato, con ben 17 brani brani sparati uno dietro l’altro.

L’aspetta ora una lunga tournée negli States, dove suoi spettacoli registrano già il tutto esaurito, che si concluderà in estate nella sua Irlanda, un tour che potrà riscattarla da un periodo difficile della sua vita e dove quello che conterà veramente sarà solo la sua splendida voce.

Al termine dello spettacolo: un roadie ha staccato uno ad uno dal pavimento del palco i fogli con la scaletta del concerto ad uso dei singoli musicisti distribuendoli di sua iniziatia al pubblico ancora assiepato alle transenne, un gesto inusuale ai concerti e molto apprezzato da chi intendeva portarsi a casa un ricordo dell’evento.

Il concerto si è tenuto alla Capitol Event Hall, l’ex sala cinematografica trasformata in sala per concerti che, con la possibilità di assistere agli eventi in piedi vicinissimi al palco o comodamente seduti sugli ampi divani posizionati nella parte alta della sala, risulta ideale per ospitare appuntamenti musicali; la location poi, a due passi dalla stazione ferroviaria e in prossimità del centro storico di Pordenone, non può che favorire l’offerta musucale dal vivo nella nostra regione.

Il chitarrista della band mentre firma un autografo “al volo” al termine dello spettacolo.

Servizio e foto: Dario Furlan