sabato , 23 febbraio 2019
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Riflessioni sulla”Grande Guerra” e i “sentieri della Grande Gloria”

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La giornata di domenica 19 gennaio del TFF è stata dedicata al grande capolavoro di Mario Monicelli girato nel 1959″la Grande Guerra” e dopo è seguito il documentario “i sentieri della Grande Gloria” che è stato un viaggio-intervista fatto da Monicelli,nel 2004, in Friuli nei luoghi  scelti per girare il film. Il periodo in cui fu girato il capolavoro, il 1959,  era particolare a causa del fatto che si era da poco usciti dal disastro della seconda guerra mondiale e il Friuli era un luogo prettamente contadino, non ancora coinvolto dal boom e dalla industrializzazione avvenuta qualche anno dopo. Quello che, molto abilmente, il maestro ha voluto sottolineare al momento delle riprese era il fatto che l’Italia del 1915 era un paese in prevalenza agricolo e che il tasso di alfabetizzazione era molto basso, poi, destrafilomsoprattutto, non essendo ancora diffusi i mezzi di comunicazione di massa e con l’unificazione italiana avvenuta appena 50 anni prima,  era praticamente assente il concetto di Nazione. Un contadino di appena 20 anni, infatti, si trovava a combattere per una patria che a stento conosceva e certe volte non capiva neanche il motivo, gli avevano solo detto che bisognava raggiungere a tutti costi Trento e Trieste, città per loro sconosciute; quel momento infatti è stata la prima occasione, nonostante la tragedia della guerra, in cui ci si trovava gente da ogni parte del Paese a combattere e a condividere qualcosa insieme. Il maestro, Monicelli, anche grazie alla bravura di Alberto Sordi e di Vittorio Gassman, ha voluto evidenziare, l’ingenuità di quei ragazzi qualsiasi portati in una squallida trincea, sotto il tiro di granate. La trincea era un piccolo mondo, variegato…e molti erano abituati a dure condizioni di vita, essendo appunto per la maggior parte contadini che vivevano in umili poderi, altri un po’ meno, a ciò che non si era abituati era il fuoco incessante dell’artiglieria nemica. Sottolinerei, che la maggior parte degli ufficiali erano di complemento, cioè temporanei..erano li solo perchè avevano terminato gli studi superiori e non per l’effettiva bravura in campo militare,…ragazzi anche essi.  sinistrafilmIn quel film ci siamo calati in questo mondo, pieno di ragazzi ingenui, semplici, e genuini..attaccati più alla piccola località di nascita e pieni di pregiudizi campanilistici che alla grande Patria. Ragazzi creduloni che immaginavano i soldati austriaci con la coda come il demonio, ragazzi che erano pronti a svignarsela e allo stesso tempo a fare atti eroici, nella più completa spontaneità; una folla di giovani con i  loro vizi e virtù, portati da un momento all’altro in un fronte di guerra, incoscientemente…coscienza che hanno acquisito quattro anni dopo, in occasione della battaglia sul Piave. Nel documentario  Monicelli  parla senza condizionamenti,  mentre percorre in treno, dopo tanti anni le”location” del film, paesi come Venzone, Gemona del Friuli,  Palmanova e discute  in tutta semplicità con i protagonisti e le comparse del film, con qualche anno in più ma con entusiasmo intatto e rapporto  emotivo dei problemi,  e dei coinvolgimenti vissuti affrontando i momenti della costruzione della sulla visione storica con un film diventato un cult.

                                                                                                                                                                   Andrea F.

About Andrea Forliano

Andrea Forliano
Nato a Bari il 22/05/1978,vive a Trieste,di formazione umanistica sta completando il corso di laurea in Storia indirizzo contemporaneo,è da sempre appassionato di storia,viaggi,letteratura,politica internazionale e in costante ricerca di conoscere nuove culture.Inoltre segue l'attualità,il calcio,il cinema e il teatro

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