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. La mostra di Nata “Nel buio del giorno. Opere 1989-1990” inaugurerà sabato 7 settembre alle 17.30 al Centro culturale Aldo Moro di Cordenons

. La mostra di Nata “Nel buio del giorno. Opere 1989-1990” inaugurerà sabato 7 settembre alle 17.30 al Centro culturale Aldo Moro di Cordenons

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PORDENONE – È nel contrasto che le “tele nere” di Nata si relazionano allesistente, al sacro e alla sua persistenza nel quotidiano. Questo gruppo di opere dellartista, realizzate negli anni Novanta, costituisce la prima delle quattro mostre darte che fanno da corollario alla 28^ edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra promosso da Presenza e Cultura dedicato al tema Sacralità del profano. La mostra di Nata Nel buio del giorno. Opere 1989-1990” inaugurerà sabato 7 settembre alle 17.30 al Centro culturale Aldo Moro di Cordenons, dando avvio a un percorso in più tappe – che prosegue con Roberto Kusterle a San Vito al Tagliamento, Giulio Belluz a Caneva e Bruno Beltramini a Sesto al Reghena – in cui compiere un’indagine che esplora la relazione, non immediata quando si tratta di arti visive, tra sacro e profano.

«Le opere di Nata sembrano essere una meditazione sulla caducità dellesistenza, nelle quali le cose paiono accendersi in un ultimo bagliore prima di scendere nel buio. È, in fondo, la sacralità della fine, di ogni fine, quella che qui viene tematizzata» spiega Maria Francesca Vassallo presidente del Centro Iniziative Culturali Pordenone, organizzatore della mostra assieme allassociazione Media Naonis, per la cura di Giancarlo Pauletto con il coordinamento di Maria Francesca Vassallo e di Mario Giannatiempo.

Quelle di Nata sono opere di notevole dimensione che presentano «il contrasto tra figura e sfondo, sempre netto perché lo sfondo è nero, ed è impossibile non avvertirlo come buio, come notte, insomma come fine”, “estinzione, e ciò che si estingue non può essere che qualcosa che prima era in vita. Ma è proprio qui il punto: ciò che si estingue porta con sé la sacralità della morte, vera non solo per le persone, ma anche per le cose, per tutto ciò che scompare dallorizzonte della nostra esperienza. La reliquia è sacra perché testimonia una precedente vita, e luomo nella storia costruì tombe e mausolei appunto per ricordarla, questa vita, e per poter sperare, forse, in una morte non definitiva. Così si potrebbero definire reliquie tutte le figure che appaiono nelle tele di Nata: reliquie per la loro strana luminescenza, come di creature che emanino un loro ultimo fioco bagliore prima di scomparire definitivamente; per la loro forma spesso incerta, difficile da riconoscere e definire, forse fiori, forse erbe, forse piante la cui ormai consumata vitalità non è più in grado di esprimere una definizione precisa, e talora tocca il limite di una metamorfosi dall’apparenza inquietante – spiega il curatore Giancarlo Pauletto – Nel buio del giorno sta a sottolineare che accanto a ciò che è solare, vitale, costruttivo esiste nel giorno, cioè nella vita ciò che è oscuro, tetro, minaccioso. Il sacro” della vita è fascinans affascinante, ma è anche tremendum, tremendo, insostenibile».

L’inaugurazione della mostra – visitabile dal 7 al 28 settembre ingresso libero lunedì-mercoledì-venerdì-sabato dalle 16 alle 19, info Associazione Media Naonis   media.naonis@libero.it – sarà preceduta sabato dall’intervento musicale della violoinista Eva Miola del Conservatorio J. Tomadini di Udine, che proporrà brani di Johann Sebastian Bach.

La mostra si inserisce nel Festival Internazionale di Musica Sacra curato da Franco Calabretto ed Eddi De Nadai, promosso da Presenza e Cultura con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e sostenuto da Fondazione Friuli, BCC Pordenonese, Diocesi Concordia Pordenone, Fondazione Buon Samaritano, Comune di Pordenone. Info www.centroculturapordenone.it/pec.

Nata Dopo un periodo di formazione allAccademia di Venezia sotto la guida di Emilio Vedova, nel 1985 si trasferisce a Milano. Qui conosce Giovanni Testori che presenta la sua prima personale Relicta presso lo Studio dArte Cannaviello e lAbbazia di Sesto al Reghena. Nel corso delle sue continue evoluzioni stilistiche, la ricerca di Nata si è caratterizzata per la vitalità espressiva e leleganza formale. Fra le mostre degli ultimi anni vi sono Relicta 85/86 (Galleria dArte Moderna di Udine, 2010); I maestri del Novecento. La rappresentazione della figura umana in Friuli Venezia Giulia (Cividale, 2011); Carte mappe tragitti (Comune di Trieste, 2011); Foyer Teatro Lirico Giuseppe Verdi” (Trieste, 2012); Artisti tra opera e comportamento. Omaggio a Goffredo Parise (Torre di Mosto, 2014); Tra la storia e la gente (Corte del Castello, San Vito al Tagliamento, Pordenone, 2014); Foyer Teatro Comunale Luigi Russolo” (Portogruaro, 2015); Colonia artistica Riviera di Parenzo” (Galleria Comunale Zuccato, Parenzo, Croazia, 2017), Destinazioni, Chiesa di San Cipriano (Roncade, 2017), Anni Ottanta: cultura visiva in F.V.G. (Galleria Comunale dArte, Monfalcone, 2018), Pittura di Guerra (Palazzo Frisacco, Tolmezzo/Villa Brandolini, Pieve di Soligo, 2018).

 

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