venerdì , 22 Novembre 2019
Notizie più calde //
Home » Il Discorso su » Applausi a scena aperta per Zingaretti al Giovanni da Udine

Applausi a scena aperta per Zingaretti al Giovanni da Udine

image_pdfimage_print

Fino a domenica 13 aprile al Teatro Nuovo Giovanni da Udine si potrà assistere alla performance di Luca Zingaretti attore e regista de “La torre d’avorio” , tratto dal lavoro di Ronald Harwood “Taking sides”.
La scena conduce gli spettatori alla fine della seconda guerra mondiale e mette a confronto il grande direttore d’orchestra tedesco Wilhelm Furtwängler (de Francovich) con il maggiore dell’esercito americano Steve Arnold (Zingaretti) incaricato di verificare la  collusione del maestro con il regime nazista. Storia tuttora controversa quella di Furtwängler che pur non iscrivendosi mai al partito nazista non lo osteggiò mai direttamente: rimase a fare il direttore all’Opera di Berlino e questo fu considerato dagli americani come un sostegno al partito stesso. Controverso anche il suo rapporto con gli ebrei: se da una parte salvò alcuni colleghi della Filarmonica dalla deportazione, dall’altra sostenne il boicottaggio degli ebrei.

Due modi di vivere e concepire la vita con tutti i suoi aspetti vengono ad incontrarsi e a scontrarsi nell’ufficio del maggiore, lui che non è stato sedotto dall’arte della musica e osteggia e combatte chi in nome dell’arte ha deciso di non schierarsi apertamente contro il regime. Il maestro invece ha deciso di rifugiarsi, in nome dell’arte, sublimando la musica, in una sorta di “Torre d’avorio”, lontano dalle cose materiali, lontano dall’orrore di cui era pervasa la vita in quel periodo in modo da non far morire la musica tedesca o farla diventare strumento di propaganda,  conservare la musica per farla ascoltare ai tedeschi.

La tensione corre sul filo, i dialoghi sono serrati: il maggiore ha una sua strategia d’azione, due semplici domande da proprorre al interlocutore, ma soprattutto la domanda, quella a cui il colpevole non sa rispondere. La sua è una ricerca spasmodica della colpevolezza del musicista che da par suo motiva fermamente la sua innocenza. Se nel film del 2001 “A torto o a ragione” (proiettato a ottobre dello scorso anno proprio al Nuovo) tratto dal testo di Harwood, il regista Istvan Szabò assolve il Maestro, la piece di Zingaretti costringe, insinuando il dubbio, gli spettatori a schierarsi. Pubblico entusiasta che non smette di applaudire gli interpreti. Da non perdere.

Maria Teresa Ruotolo

 

About Maria Teresa Ruotolo

Avatar
Nata a Udine nel 1970 vive a Grado. Giornalista Pubblicista dal 2004; Laurea in Scienze Politiche indirizzo politico sociale collaborazione varie: con il Consorzio Agenti Immobiliari per la redazione dell’editoriale di Corriere Casa Nord Est; con Gruppo Sirio per la redazione di articoli pubblicati sul periodico Business Point e altre varie collaborazioni per la redazione di articoli di attualità e politica.

Commenti chiusi.

[fbcomments]
Scroll To Top