lunedì , 23 luglio 2018
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Un piccolo Paese immerso fra tante luci e altrettanti contrasti ed emozioni : L’Albania.

Un piccolo Paese immerso fra tante luci e altrettanti contrasti ed emozioni : L’Albania.

Era l’8 agosto 1991,la nave mercantile Vlora,carica di oltre 20 mila profughi partiti il giorno prima dall’importante città costiera albanese di Durazzo, attraccava al molo di Levante del Porto di Bari:iniziava una nuova Era per entrambi i Paesi dirimpettai sull’Adriatico. L’Italia era stato fino ad allora un Paese di Emigrazione verso altre realtà; immigrati ce ne erano ben pochi e  per la prima volta stava sperimentando questo fenomeno alla quale era impreparata , che a oggi e’ diventato notizia di quotidiana attualità.In Albania,invece,si erano invece aperte da poco le porte alla Democrazia:il regime Comunista inaugurato nel 1944 dal terribile dittatore Enver Hoxha e continuato dal suo successore Ramiz Alia,si era appena dissolto,lasciando la nazione in una terribile crisi economica e nel caos piu’ completo,invogliando molta gente,ora finalmente libera, a scappare verso il “Paradiso visto attraverso la Tv”.A Bari,parlo in prima persona in quanto all’epoca vivevo lì la mia adolescenza;era una giornata nuova,inaspettata e piena di emozioni a volte contrastanti;ci trovavamo davanti a questa marea di disperati, ma esseri umani.”Sono Persone!” Esclamo’ il nostro Sindaco di allora Enrico Nicola Dalfino contro la decisione del Governo(Andreotti) di rinchiuderli nel vecchio stadio .Buona parte di noi esprimeva solidarietà ma molti erano anche abbastanza spaventati da questa gente così “diversa”,in una città moderna per alcuni aspetti ma ancora,tanto, legata al passata per altri . Da quel momento gli albanesi diventarono parte della nostra vita nel Capoluogo Pugliese;dovunque,a scuola,nei parchi e in tutti i luoghi pubblici era facile incontrare uno di loro,ma bisognava stare “attenti ” si sentiva spesso dire .-Non ti fidare di quelli che non si sa mai quello che possono fare- ,era una delle frase che ogni giorno mi toccava udire in giro per le vie della città e molto spesso venivano etichettati negativamente ,osservati in maniera poco benevola e sempre piu’ soventemente, l’epiteto “Albanese”assumeva connotazioni dispregiative.A dispetto di tutti i pregiudizi di allora,dopo 26 anni,io- adolescente piu’ stagionato- ero  a spasso per Tirana,in compagnia degli “albanesi”, a mio avviso,gente  molto gentile e ospitale,spesso ingenua ma sempre col sorriso sulle labbra con i quali ho condiviso  pranzi,caffè e  chiacchierate molto piacevoli.Tirana e’ ormai una metropoli di quasi un milione di abitanti dove le tante automobili di ottima marca tedesca,si affollano su enormi ed eleganti “boulevards” alberati ma con parecchi buchi sull’asfalto e in pessimo stato di manutenzione contornati da segnali stradali che sono la perfetta copia di quelli in uso nelle nostre regioni .  Tanti,fra donne e uomini vestiti quasi sempre all’ultima moda “fashion” escono da fabbricati ,il piu’ delle volte vecchi e fatiscenti.I nuovi  e splendenti grattacieli dell’esclusivo quartiere del Bloku fanno da contrasto alla attigua baraccopoli eretta intorno alla Piramide,monumento simbolo costruito al tempo del Comunismo .Un folto numero di  poliziotti in barba alla loro divisa ,si sporgono dall’abitacolo della loro auto per offrire servizio Taxi e ,nelle numerose bancarelle site in tutte le parti della città,si possono trovare allo stesso tempo ,smartphone e tablet di ultima generazione(peraltro molto diffusi)insieme a frutta,verdura,oggetti di seconda mano e pacchetti di sigarette.Ed è ,forse,per questo che sono rimasto colpito da questa Metropoli “fantasiosa”,dove tanta gente vive in maniera molto spensierata e magari non troppo “attenta” ma giustificato dal trauma,   dei tanti anni di Dittatura dove si viveva come in una grande prigione controllati ogni minuto dagli apparati statali e dalla feroce polizia segreta” Sigurimi”,e dagli anni successivi caratterizzati da malversazioni,abusi, e grande corruzione  da parte del governo “democratico” del dottor Sali Berisha. Scoprendo ,questa variopinta realta’ urbana,passo dopo passo si nota come in un raggio di poche centinaia di metri venga rappresentato tutto il passato multiculturale e ideologico di questo luogo. I giardini della Moschea e della torre dell’Orologio costruiti in Epoca Ottomana,la quale ha caratterizzato la storia della città per oltre 3 secoli,fanno da preludio alla Grande Piazza,da poco ristrutturata, dedicata all’indomito eroe nazionale Gergi Kastriota Skanderbeg,ivi raffigurato in una statua.Da un lato della Piazza vi sono i Ministeri in stile Liberty italiano,a ricordo dell’occupazione del nostro Paese durante il ventennio Fascista;dal lato opposto vi sono il Palazzo dell’Opera,il Museo Nazionale realizzati in arte Socialista e un grande Bunker.Quest’ ultimo come altri,numerosi in città come in tutto il Paese(erano 700 mila,edificati con l’aiuto della Corea del Nord) ,costruiti negli anni 70 dal Dittatore Hoxha(spaventato da una possibile invasione,sia dagli Stati capitalisti Occidentali che dagli stati “socialcapitalisti “e traditori dello Stalinismo” dell’Est Europa)  si sono svestiti ora di quella immagine di crudeltà e oppressione di un tempo e sono stati adibiti ad altre funzioni fra cui, Musei.In uno di questi ho potuto conversare a lungo,in perfetta lingua italiana,conosciuta e parlata dalla stragrande maggioranza della popolazione locale,con uno reduce dello sbarco della Vlora di 26 anni fa’. E’ stato per me un piacere enorme parlare amichevolmente con uno che era “dalla altra parte della barricata” e potere mettere a confronto le nostre sensazioni di un tempo.Una gioia,a mio avviso, unica, che si prova solo scoprendo altre culture e non rimanendo arroccati in “una parte della barricata”,una felicità che solo l’essere umano quando incontra altri essere umani senza timori e pregiudizi, puo’ essere in grado di provare.

Andrea Forliano

 

About Andrea Forliano

Andrea Forliano
Nato a Bari il 22/05/1978,vive a Trieste,di formazione umanistica sta completando il corso di laurea in Storia indirizzo contemporaneo,è da sempre appassionato di storia,viaggi,letteratura,politica internazionale e in costante ricerca di conoscere nuove culture.Inoltre segue l'attualità,il calcio,il cinema e il teatro

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