domenica , 27 maggio 2018
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Il Cambridge English Corpus compie 25 anni

Il Cambridge English Corpus compie 25 anni

Nell’ultimo quarto di secolo Cambridge ha raccolto 1,8 miliardi di parole in lingua inglese per conoscere ogni sfumatura dell’evoluzione della lingua più parlata al mondo, dall’inglese delle serie tv di Netflix alla musica trasmessa in radio, dal linguaggio parlato nelle strade di Manchester a quello utilizzato negli uffici della City di Londra

Per creare testi e materiali per insegnare l’inglese come seconda lingua la Cambridge University Press ha fatto propria la massima di George Orwell secondo cui “la lingua dovrebbe essere la creazione congiunta di poeti e operai”, realizzando il Cambridge English Corpus (www.cambridgeelt.it/corpus) una delle più importati e complete raccolta al mondo di parole ed espressioni della lingua inglese parlata e scritta. Le fonti sono le più svariate, i ricercatori del Corpus raccolgono quotidianamente parole ed espressioni utilizzate in libri, canzoni, social network, programmi televisivi, giornali, radio o semplicemente intervistando persone per le strade delle metropoli anglosassoni. Un inglese che non è solo accademico ma raccoglie anche i vocaboli specialistici utilizzati da avvocati, operai, ingegneri, insegnanti, artigiani, finanzieri, musicisti in tutto il mondo. Questa varietà di fonti consente al Corpus di essere sempre aggiornato sulle evoluzioni della lingua inglese, sia parlata sia scritta.

Tutto questo ha permesso negli anni di raccogliere 1,8 miliardi di parole ed espressioni, creando uno tra i più grandi e completi database al mondo della lingua inglese, 320 volte le voci in inglese presenti su Wikipedia. Se mettessimo insieme tutte le parole contenute nel Corpus (e usassimo un carattere grande 12 pt), le parole farebbero un doppio giro del globo, e per leggere tutte le parole del Corpus ci vorrebbero oltre 11 anni, leggendo senza interruzione 24 ore al giorno!

La Cambridge University Press è l’unica casa editrice che ha accesso al Corpus per la creazione dei suoi corsi di lingua, in questo modo questo patrimonio sterminato non è solo utile a ricercatori e linguisti di tutto il mondo ma diventa una risorsa con ricadute concrete per chiunque studi l’inglese utilizzando un libro Cambridge.
“Anche in Italia il Corpus è una fonte di ispirazione da anni “dice Elizabeth Foody, publisher della Cambridge University Press “ed è addirittura diventato il grande protagonista del nostro ultimo corso per le scuole superiori italiane, Talent, dove la sfida di insegnare l’inglese come changing language è stata posta alla base di un corso nato per insegnare ai ragazzi italiani l’inglese autentico, parlato nelle principali metropoli anglosassoni”.

Tuttavia nel Corpus non c’è solo spazio per l’inglese dei madrelingua ma anche per chi prova ad impararlo, raccogliendo e catalogando ogni anno oltre 5 milioni di prove sostenute in tutto il mondo da chi affronta una certificazione Cambridge English (come Preliminary, First, Advanced) vengono raccolti, paese per paese, gli errori più comuni di chi studia l’inglese tenendo conto di variabili come l’età, il sesso, il livello d’istruzione dell’esaminato.
La parola più sbagliata nel mondo? “Because”! Analizzando il Corpus i ricercatori hanno trovato ben 237 modi diversi in cui è stata scritta.

“Quando noi e gli autori della Cambridge lavoriamo per un nuovo libro per insegnare la lingua inglese agli italiani” spiega Claudia Corrias, editor della Cambridge University Press “grazie al Corpus possiamo sapere gli errori più comuni degli studenti italiani e lavorare su contenuti ed esercizi studiati appositamente per evitarli.”

Dai dati del Corpus risulta che, oltre a because, le parole più difficili da scrivere per gli italiani sono accommodation, especially e which.

“La Cambridge University Press è la casa editrice in attività più antica al mondo” racconta Patrizia Zanon, General Manager della Cambridge University Press Italia “la continua ricerca e l’innovazione sono nel nostro DNA: abbiamo iniziato a produrre libri appena quarant’anni dopo la scoperta dell’America e da allora non ci siamo più fermati. Il Corpus è frutto di questa storia – aggiunge Patrizia Zanon – ed è alla base dell’approccio dei nostri corsi di lingua, nati per permettere agli studenti di addentrarsi nella lingua parlata ogni giorno”.

 

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