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A Carlo Cracco il premio speciale FriulAdria-Gusti di Frontiera di GORIZIA
Bumbaca Gorizia 25.09.2015 Gusti di Frontiera Fotografia di Pierluigi Bumbaca

A Carlo Cracco il premio speciale FriulAdria-Gusti di Frontiera di GORIZIA

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Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Bagno di folla per lo chef Carlo Cracco, che ieri  pomeriggio ha ricevuto a Gorizia il premio speciale Friuladria – Gusti di Frontiera, davanti a migliaia di persone che in piazza Sant’Antonio hanno accolto il cuoco stellato, proprietario del Ristorante Cracco e volto noto del piccolo schermo. Centinaia di fan hanno atteso pazientemente in fila anche più di un’ora per un selfie con il giudice di Masterchef o per un autografo su “Dire fare brasare“, l’ultima fatica dello chef, edita da Rizzoli.  Arrivato a Gorizia poco dopo le 16, Cracco ha ritirato il premio speciale, consegnato dal sindaco di Gorizia Ettore Romoli e da Mara Del Puppo di FriulAdria Credit Agricole. Come recita la motivazione della Guida «prima di diventare celebre in televisione, Cracco è (e resta) un cuoco curioso e intelligente, che sa scavare, come un tenace minatore, nelle profondità e oltre le frontiere del gusto, giungendo a risultati inaspettati».

Dopo aver ritirato il premio, Cracco – intervistato da Luigi Costa, che ha sottolineato il lungo percorso che ha portato

Premiazione con Mara Del Puppo di FriulAdria Credit Agricole e il sindaco Ettore Romoli-  Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Premiazione con Mara Del Puppo di FriulAdria Credit Agricole e il sindaco Ettore Romoli- Fotografia di Pierluigi Bumbaca

lo chef ai traguardi raggiunti, passando sotto la “scuola” dei grandi maestri Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse – ha parlato di “confini”, rimarcando come – nel suo modo di fare e pensare – non esistano se non a livello burocratico e, in cucina, essi vadano superati, aprendosi sempre al nuovo. «La cosa bella di chi arriva a fare il cuoco – ha affermato – è che il nostro mestiere consiste nell’unire, nel far star bene la gente a tavola». Del mondo della cucina ha poi osservato come essa sia qualcosa che «vive ogni giorno e ogni giorno cambia. Come le barriere fisiche, così anche quelle culinarie sono destinate a cadere. La cucina italiana è senz’altro importante, ma non serve a nulla dirlo tra noi, serve valorizzarlo. Non è perché essa sia tra le migliori, tra le più belle e le più buone, che esca vincitrice. Ci sono tante culture che “spingono” per far conoscere la loro cucina e le loro tradizioni. La lotta a chi arriva primo non serve a niente, serve essere uniti e valorizzare i territori, le cose uniche e buonissime che ogni realtà possiede».

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