venerdì , 19 ottobre 2018
Notizie più calde //
Home » Rubriche » Cultura » Carlo Giacomello: la politica è passione, oggi la sfida è programmare bene
Carlo Giacomello: la politica è passione, oggi la sfida è programmare bene

Carlo Giacomello: la politica è passione, oggi la sfida è programmare bene

image_pdfimage_print

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il Vice Sindaco di Udine e Assessore con delega alla Pianificazione territoriale Carlo Giacomello.

Facendo un bilancio di metà mandato, cosa si aspettava e cosa no?

L’ingresso in politica, lo confesso, è stato del tutto inaspettato. Mio padre ebbe un ruolo importante nella Giunta Candolini ma non avrei mai immaginato di seguire la sua strada fino a quando alcuni amici mi chiesero di candidarmi. Partito dall’esperienza circoscrizionale dieci anni fa, sono diventato prima Assessore, poi Vice Sindaco. Arrivato a questo traguardo devo dire che l’elemento centrale della mia esperienza è la passione, senza di essa sconsiglio questa strada, partendo dal presupposto che la cattiva politica si combatte solo con la buona politica. In questo momento le risorse sono poche e siamo chiamati a guardare lontano, a programmare (ne sono un esempio le Uti)., a immaginare il futuro in mancanza di soluzioni immediate.

Che differenze ha trovato tra fare l’Assessore e il Vice Sindaco?

Il Vice Sindaco è un ruolo istituzionale molto diverso dall’Assessore, specie in termini comunicativi e di rappresentanza. Si segue fedelmente la linea del Sindaco ma è molto importante mediare in Giunta rispettando la struttura del partito. E’ un impegno faticoso ma appassionante, siamo sottoposti

Quali sono gli obiettivi raggiunti e quali quelli da raggiungere nella pianificazione territoriale?

Nei precedenti cinque anni ero presidente della Commissione Territorio e Ambiente quindi ho seguito da vicino l’iter per la costruzione del nuovo Piano regolatore. Devo ammettere che è una materia che mi ha appassionato moltissimo perché ci si confronta con il territorio dalla a alla z, non è solo decidere cosa e dove costruire ma anche vedere la città nel suo complesso. Urbanistica vuol dire architettura, territorio, confronto con le categorie.

Stiamo attuando e gestendo il nuovo Piano regolatore a consumo zero del territorio per il quale abbiamo ricevuto diversi premi. Abbiamo portato da edificabile ad agricolo ettari di territorio  partendo dal fatto che prima si poteva edificare fino a 140.000 abitanti. Abbiamo ragionato con la gente e piano piano ci hanno seguito forse anche grazie alla crisi. Ora sono i cittadini a chiederci di portare i loro terreni da edificabili ad agricoli, tre anni fa era impensabile una simile inversione di tendenza.

Quali sono gli ultimi aggiornamenti sulle aree dismesse?

E’ un tema forte. Per quanto riguarda le caserme usciremo con il bando per la riqualificazione della caserma Osoppo, la cui zona di dieci ettari è stata suddivisa in vari ambiti (istruzione, ricreativo, residenziale, commerciale). A breve inizieranno i primi interventi nella caserma Piave, mentre la Cavarzerani è destinata all’assistenza straordinaria degli immigrati.

Per le aree private come ex Safau e Dormisch stiamo valutando con attenzione alcune proposte.

Come vede il futuro di piazza Primo maggio?

Il mio sogno è rendere piazza Primo maggio come Prato della Valle a Padova, togliendo i posti auto per renderla vivibile. L’impatto sarebbe fantastico e la potenzialità è fortissima. Chiaramente dovremo agire passo dopo passo, finito il parcheggio, ci concentreremo su via Mercatovecchio, poi sarà la volta di piazza Primo maggio che dovrà diventare un punto di arrivo e non più una via di passaggio. Togliere i parcheggi a raso in  favore del parcheggio in struttura migliorerà sicuramente Udine.

I lavori in corso in via della Faula come cambieranno la zona?

Lei pensi che si tratta del più grande investimento privato, credo, a livello regionale. L’investimento privato è di 5 milioni di euro ed ha rivoluzionato la zona e permetterà di posizionare il terminal studenti delle corriere vicino al cimitero facendo uscire i ragazzi in sicurezza dall’uscita posteriore del Marinelli e del Malignani, oltre alla ciclabile e alle rotatorie. Sono opere che non saremmo mai riusciti a complet

About Federico Gangi

Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013 Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Agli studi universitari ha affiancato diverse attività lavorative nel Triveneto. Ideatore della Fedarmax, direttore della Calcetto Udine e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

Commenti chiusi.

[fbcomments]
Scroll To Top