mercoledì , 3 Giugno 2020
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La terra del gusto

La terra del gusto

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Difficile immaginare la nostra Gorizia lontano dal confine. Negli anni questa splendida città ha saputo elevarsi culturalmente, prendendo spunti da diverse popolazioni e periodi storici. Influenzata nei secoli da tante civiltà, ha comunque mantenuto la sua eleganza negli anni, nonostante sia stata presa di mira in entrambe le guerre mondiali.

Splende luminoso al centro della città, sul colle più alto, il castello medievale di Gorizia, uno dei vanti di questa popolazione, risalente al XI secolo e restaurato nel 1937, dopo un bombardamento durante la Grande Guerra. La storia di questi luoghi però, non è contrassegnata solo da edifici maestosi, che inondano tutte le vie e variano tra architetture ottocentesche e barocche, ma anche da una piacevole armonia tra cultura e cibo. Doveroso ricordare come questa culla del Friuli sia protagonista di uno degli eventi enogastronomici più importanti del triveneto. Parliamo di Gusti di Frontiera, che ogni anno a settembre unisce centinaia di stand provenienti da tutto il mondo, arrivando a coinvolgere quasi un milione di persone.

Le esperienze gastronomiche di questi luoghi collinari però non finiscono qui, perché dalla notte dei tempi i goriziani si sono presi cura della rosa più romantica del Friuli; La Rosa di Gorizia.

Per chi non la conoscesse, non si faccia ingannare dal nome, infatti non si tratta di una vera e propria rosa, ma di un radicchio chiamato con questo nome per la sua straordinaria somiglianza ad essa. Un radicchio raffinato, ricercato dalle migliori cucine di tutta Italia ed anche da fuori confine. La rosa di Gorizia è un alimento molto sano ed integrato in numerose diete e ricette, in quanto troviamo delle proprietà depurative, antiossidanti e diuretiche. Il suo colore è di un rosso intenso, che può variare con sfumature tendenti al rosa oppure al rosso granato. Si possono ricreare diversi piatti, variando tra antipasti e primi, oppure gustandola anche da sola. Al palato risulta croccante, con un sapore tipicamente amarognolo, intenso ed allo stesso tempo delicato. Questa cicoria viene seminata durante i primi soli primaverili, il colore poi diventerà da verde a rosso verso ottobre grazie alle prime brine, ed il raccolto successivamente viene fatto intorno a novembre.

Per tutte queste peculiarità è sotto il presidio Slow Food ed è riconosciuta dal marchio P.A.T. (prodotto agroalimentare tradizionale).

Nonostante il duro lavoro che troviamo dietro a questo umile ortaggio, bisogna sottolineare come le fatiche e la determinazione dei goriziani, abbiano portato questo splendido radicchio sulla bocca dei maggiori esponenti della ristorazione, confermandoci terra di raffinati ambasciatori del gusto.

Luca Fasano

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