lunedì , 1 Giugno 2020
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La città del vento

La città del vento

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Camminando nelle vie strette che poi vanno ad aprirsi in grandi piazze, a Trieste ci sentiamo avvolti da questo vento deciso che ci lascia trasportare con delicatezza perfino nelle strade più ripide. Guardando verso il mare, si è immersi da un blu potente e ci è difficile pensare come tutta questa bellezza per poco non fu Italia.

Capoluogo della regione, è invidiata da tutta la nazione per il suo connubio tra importanti valori storici e letterari. Scrutando meglio il golfo di Trieste è inevitabile imbattersi con lo sguardo nell’incantevole Castello di Miramare, un edificio elegantissimo eretto sul margine di una scogliera. Costruito intorno al 1860, rispecchia uno stile neogotico ed è composto da 20 sale interne, contenenti svariati reperti storici rimasti ancora intatti nel tempo. Immerso nel verde, è circondato da 22 ettari di parco dove si può respirare un aria unica.

Sullo stesso mare dove si affaccia questo storico edificio, ogni anno si è spettatori della regata velica più grande del mondo, la Barcolana, che coinvolge barche provenienti da tutto l’emisfero e che supera le 2000 imbarcazioni iscritte ogni anno. Suggestiva l’aria che si respira in questo particolare giorno di ottobre, che va a riempire tutta piazza Unità di spettatori e stand a tema.

L’intreccio di diverse popolazioni e religioni ha influito su tutta la storia triestina, risentendone ovviamente anche dal lato enogastronomico. Oltre che alla vista è un vero piacere al gusto esplorare questa cittadina, non si possono fare tanti metri senza imbattersi in una tipica osmiza. Questi particolari locali, risalenti all’età di Carlo Magno, si trovano sparsi su tutto l’altopiano del Carso, indicati spesso da una frasca e un cartello rosso. Solitamente si trovano nei giardini o nelle taverne dei contadini del luogo, dove si possono consumare i prodotti freschi elaborati da loro stessi, accompagnati da buoni calici di vino.

E quando incombe l’inverno non dobbiamo preoccuparci perché sarà la tipica Jota a riscaldarci tra i tavoli di Trieste. Un piatto tradizionale, risalente al XV secolo è ormai un simbolo per gli abitanti della vecchia Tergeste. La Jota è un minestrone composto da cappucci acidi, patate, fagioli, ed infine una parte di carne che può variare tra pancetta e salsiccia affumicata. Ovviamente essendo una ricetta molto antica, tramandata spesso a voce, ci sono delle leggere differenze su ingredienti e procedure in base alle zone della cittadina. Per la singolarità di questo piatto ritroviamo l’ennesimo marchio P.A.T (prodotto agroalimentare tradizionale). Nonostante nei secoli questa elegante città sia stata occupata da vari popoli e bandiere, è interessante notare come abbia mantenuto le tradizioni enogastronomiche ben salde e le abbia estese per tutta la regione.

Luca Fasano

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