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Strapparci gli occhi per non vedere il (nostro) genocidio femminile

Strapparci gli occhi per non vedere il (nostro) genocidio femminile

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Amore, inizia tutto da qui. Da una carezza materna al pargolo appena nato, un sorriso di questo che illumina il volto di qualsiasi madre, con quel fagotto di pochi giorni in braccio. Sono la cosa più pura che esista al mondo, genitrice-figlio, un manifesto d’amore primordiale che unisce l’intera natura. O almeno sembrano.

Perché quel Sigmund Freud che, a inizio XX secolo, fondò la psicoanalisi, fu anche l’artefice di un’incredibile teoria riguardante proprio i bambini: il complesso di Edipo. Un qualcosa che mette i brividi: Edipo, infatti, è il protagonista di una tragedia greca che uccide il padre e sposa la madre. Così il pargolo è legato alla figura femminile, ma non essenzialmente per amore, quanto per sopravvivere.

Chi, infatti, lo nutre fin dal primo giorno? Chi lo protegge? Solo chi lo ha messo alla luce e il bimbo, secondo Freud, ha bisogno egoisticamente del genitore per sopravvivere e lotta contro ogni “avversario”, incluso il padre. Tutto ciò dura fino a quando il figlio riesce a svezzarsi da questo attaccamento, superando le fasi che Freud delineò nel suo sviluppo. Ma alcuni non riescono ad affrontarlo completamente, trascinandosi dietro questo complesso anche nella vita adulta.
Al di là delle perplessità che si possono avere per questa teoria (lasciò insoddisfatti anche molti allievi di Freud), viene da chiedersi cosa c’entri quanto detto con l’amore. In effetti ben poco, se non in relazione a tutti quei barbarici casi di “amore violento” con cui si macchiano di sangue, quotidianamente, le pagine di cronaca nera.

Quanto si legge, infatti, ricalca pericolosamente i più oscuri scenari di Freud: l’egoismo del bambino si trasforma in una furia cieca da parte dell’adulto, rifiutato dalla donna di cui “ha bisogno” ed esplode, assassinando la persona che diceva di amare. Omicidi che si ripetono, secondo i dati di Telefono Rosa, ogni due giorni e che in Italia rappresentano uno dei rischi di morte più alti per il gentil sesso.

Nulla cambierà fino a quando tutti noi non divideremo l’egoismo dall’amore, facce della stessa medaglia arrugginita. E ciò deve partire già dal contesto familiare, insegnando quel rispetto per il corpo sempre più denigrato da pubblicità consumistiche e ipocrite. Altrimenti saremo costretti a vedere che stiamo uccidendo le nostre madri e, come Edipo, a strapparci gli occhi per l’orrore.

About Timothy Dissegna

Diplomato nel 2015 al liceo Scienze Umane "Uccellis" di Udine, nasce giornalisticamente parlando dalle pagine del Messaggero Veneto Scuola. Diventa arbitro di calcio a fine 2012 e qualche anno dopo inizia a collaborare con diversi siti online, guardando con estremo interesse al sociale. Ha una penna nel cuore, ecco.

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