Religione nelle scuole: un’occasione per insegnare il rispetto delle persone

In questi giorni il ministro dell’istruzione Francesco Profumo ha spaccato l’opinione pubblica sul tema dell’ora di religione nelle scuole. Le critiche del mondo cattolico sono arrivate puntuali, accompagnate da diverse parti politiche. L’argomento è molto delicato e richiede una riflessione accurata e priva di pregiudizi. Negli ultimi cinquant’anni con l’aumento dell’immigrazione le scuole italiane hanno dovuto adeguarsi a un nuovo assetto multietnico, con giovani provenienti da ogni parte del mondo e con le culture più differenti. Vorrei a tal proposito ricollegarmi al ministro Profumo riguardo all’ora di religione cattolica nelle scuole pubbliche italiane; essendo la scuola un’istituzione laica la partecipazione all’ora di religione è facoltativa ma questo meccanismo non è un metodo valido per un insegnamento egualitario e soprattutto utile all’integrazione dei ragazzi stranieri. Ritengo che il ministro, volendo riformare strutturalmente l’ora di religione, non intenda rinnegare la tradizione cristiana cattolica a cui l’Italia è legata, ma anzi creare l’opportunità a persone di cultura e tradizione differente di conoscere la religione cattolica e viceversa ampliare le conoscenze dei ragazzi italiani verso religioni che oggi si sono affacciate anche sul nostro territorio. L’ora di religione, come giustamente afferma Profumo, non deve essere l’integrazione del catechismo; la storia delle religioni, le differenze e i tratti peculiari delle diverse religioni dovrebbero essere le argomentazioni di questa materia dedicata alle culture dei popoli. La conoscenza e la scoperta dei diversi culti porterebbe sicuramente a un maggior rispetto delle tradizioni altrui e a una maggiore consapevolezza delle proprie credenze. Sarebbe un’occasione da dare ai ragazzi per farli crescere con una mente più aperta, per creare giovani che dialoghino senza disprezzare le differenze e che conoscano molteplici realtà che gli permettano il confronto con la multi etnicità del mondo odierno.

Conoscere e ripettare gli altri per rispettare se stessi.

Carlo Liotti