mercoledì , 8 Luglio 2020
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LIS: LINGUA ITALIANA DEI SEGNI

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A ognuno di noi sarà capitato di incontrare una persona sordomuta e di rimanere affascinati e incuriositi dalla loro lingua. Si chiama Lingua dei Segni Italiana, in acronimo LIS. É una lingua a tutti gli effetti, pur non producendo nessun suono c’è una struttura sintattica e morfologica completa che rende la LIS l’espressione di una comunità: la comunità dei sordomuti.
In Italia ci sono circa 60.000 persone affette da sordomutismo che comunicano tra loro e con gli altri grazie a questa lingua ma il nostro Stato, lo Stato Italiano non la riconosce.
Al mondo più di 40 paesi e la convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006 riconoscono ufficialmente la LIS mentre nel nostro paese é riconosciuta solo in Sicilia con una legge regionale del 2006.
Per questi motivi un gruppo di ragazzi, tutti sotto i trent’anni, si sono mobilitati per abbattere le barriere della comunicazione e si sono impegnati in un progetto radiofonico, con Radio Kaos ItaLis, per promuovere l’integrazione dei sordi. Questa iniziativa ha avuto un notevole successo e seguito e si é sentito forte e chiaro il fracasso della caduta delle barriere. Solo un muro é rimasto in piedi: lo Stato.
Per superare anche quest’ostacolo é stata creata una petizione online diretta ai componenti del Parlamento. In molti si sono mobilitati per quest’opera, tra tanti il rapper Fabri Fibra che ha girato un video della sua canzone “In Italia” in LIS denunciando la situazione dei sordomuti italiani.
Si sono raggiunte 25.000 firme accompagnate da commenti. L’opinione generale delle persone é che la LIS é una lingua di pari importanza alla lingua italiana.
Si dovrebbe renderne obbligatorio l’insegnamento nelle scuole per formare giovani più consapevoli e tolleranti permettendo così una più facile integrazione, facendo il primo passo verso una più reale democrazia.
Il diritto di comunicare con gli altri é un diritto di cittadinanza fondamentale, come fondamentale é per ogni essere umano il diritto di farsi sentire.
Andando sul sito chance.org/iosegno si può firmare la petizione per rendere il nostro paese un luogo sereno per tutti e per dimostrare che a qualcuno importa veramente.
Anche tramite i social network si può dare voce alla LIS. Sempre di più sono i post o le foto con l’ashtag #iosegno.
Non aggiungiamo difficoltà burocratiche a chi già deve affrontarne di altro tipo, aiutiamo queste stupende persone.

Maya Agostino 

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