venerdì , 19 ottobre 2018
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La rivoluzione trasparente

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Molte cose stanno cambiando, la chiamiamo crisi. Si è scritto tantissimo a riguardo e molto spesso si è sottolineato come l’etimologia del termine “crisi” nasconda significati positivi e racconti l’opportunità di scoprire nuove vie e orizzonti. Vorrei però andare oltre l’analisi del rallentamento dell’economia occidentale, del calo dell’occupazione, della chiusura di molte attività imprenditoriali, concentrandomi sulla rivoluzione che la nostra società sta vivendo. Assistiamo agli eventi, li guidiamo, li subiamo senza accorgerci che tra noi e la realtà si sta frapponendo una pellicola di plastica trasparente. I cambiamenti sono così veloci che non riusciamo a vedere o a riconoscerli del tutto, vediamo la realtà con gli schemi e le strutture di un passato sempre più remoto che fino a ieri aveva il sapore del presente. La rivoluzione c’è ma è trasparente. Nulla di nuovo nei temi, l’innovazione sta nella velocità del cambiamento.

I temi, appunto, sono due: l’esclusione e l’inclusione. Dobbiamo insomma decidere se attuare politiche e strategie inclusive verso “il nuovo mondo” oppure chiudersi ed escluderci dal cambiamento limitandoci ad estrarre dallo sclerotico stato esistente. Il problema della scelta è acuito dalla crescente velocità del cambiamento, elemento che crea forte incertezza e disorientamento. A tutti i livelli della nostra società si assiste alla tensione tra il mantenimento dei privilegi acquisiti e l’apertura coraggiosa verso il nuovo con il limite che non sono certi gli schemi con cui accoglierlo.

La nostra società, in questo caso l’Occidente, ha il dovere sempre maggiore di aprire un confronto dialettico sulle regole alla base dell’economia e della democrazia con la giusta autocritica e la forza di affrontare questa rivoluzione che, ora trasparente, si manifesterà nella rottura degli schemi insostenibili e obsoleti. Sta a noi decidere se bearci di essere “esclusivi” o confrontarci con il mondo alla ricerca di una soluzione che aumenti l’importanza dell’uomo e del suo ambiente naturale.

Federico Gangi

About Federico Gangi

Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013 Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Agli studi universitari ha affiancato diverse attività lavorative nel Triveneto. Ideatore della Fedarmax, direttore della Calcetto Udine e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

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