lunedì , 16 luglio 2018
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Necessità e principi

Stiamo assistendo al famoso “cambiamento di rotta” tanto atteso? A Roma vediamo delle variazioni alla consueta formazione del governo, in quanto le tre grandi forze politiche si trovano ad affrontare le necessità e difendere i principi ognuno a modo proprio.

Il Movimento 5 Stelle sta portando la “gente comune” nelle stanze del potere e delegittima l’avversario politico rinunciando a conformarsi sotto la definizione di partito. Al contrario si erge a difensore della Costituzione contro la partitocrazia e la subordinazione del Parlamento a qualsivoglia governo che non sia guidato da propri esponenti. La necessità di “rinnovamento” portata avanti dai grillini è bloccata dalla chiusura a qualsiasi dialogo con le altre rappresentanze di milioni di italiani. Un cambiamento c’è: i grillini stanno applicando nuove regole di non governo e di opposizione parlamentare, stanno scrivendo una costituzione materiale degna dei migliori bar, autorevolissime sedi dei milioni di allenatori della nazionale.

Il Partito democratico ha posto come punto di partenza di qualsiasi trattativa la necessità di formare un governo. Un atteggiamento responsabile che, tuttavia, è stato indebolito dalla strenua difesa dei principi che differenziano il Pd dal PdL e che ha portato Bersani a cercare un appoggio ai super riformisti grillini. Peccato che il M5S ha rifiutato ogni offerta considerando sia Pd che PdL inadeguati.

Il PdL, con il leader assoluto Berlusconi, conscio che un’azienda senza CdA non può che rischiare grosso (il paragone è volutamente semplicistico) ha proposto un governo di larghe intese (forse simile a quello di Monti?) per garantire la necessità di dare stabilità all’Italia non dimenticando i principi tanto cari ai pidiellini e così vicini agli interessi personali del proprio leader. In “aiuto” ad Alfano è giunto Renzi con un richiamo per dare dignità ai dieci milioni di elettori del centro-destra ma chissà se il prossimo Presidente della Repubblica sarà più attento a questa questione.

Il “cambiamento” diventa una parola meno affascinante nel momento in cui si devono far coincidere la necessità con i principi. Gli innovatori di giornata sono i primi a dar battaglia se nella via di residenza viene messo il “senso unico” e sono gli ultimi a considerare che l’innovazione tecnologica può rendere obsolete e fuori mercato numerose attività commerciali (si pensi all’indotto della Fiat e per approfondire basta studiare la trasformazione di Detroit, un tempo capitale mondiale dell’auto).

Alcuni principi sono inviolabili ma sono quelli legati ai diritti dell’uomo non alla convenienza di parte.

Federico Gangi

federico.gangi@ildiscorso.it

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About Federico Gangi

Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013 Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Agli studi universitari ha affiancato diverse attività lavorative nel Triveneto. Ideatore della Fedarmax, direttore della Calcetto Udine e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

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