mercoledì , 14 novembre 2018
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Un’Italia in fumetto

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Ogni supereroe che si rispetti ha subito un forte trauma, che sia la perdita dei genitori o il loro abbandono in tenera età da una parte o una gravissima lesione fisica o l’esito di un esperimento scientifico dall’altra, si tratta sempre di una prova che il nostro beniamino ha dovuto superare con forza, determinazione e coraggio. Uno dei più importanti messaggi dei fumetti è, forse, quello di raccontare che anche orfani miliardari o nobili alieni incontrano difficoltà e hanno le stesse paure e angosce di noi poveri mortali. Il tutto dovrebbe fermarsi al messaggio di speranza e alla bella consolazione cartacea che dentro di noi possiamo trovare le soluzioni ai nostri problemi.

Il problema sorge quando, all’interno di un reale psicodramma, uomini di stato e autorevoli rappresentati politici (chiamiamoli così) scrivono pagine da fumetto immedesimandosi in eroi irreali convincendosi che “trovare le soluzioni ai nostri problemi” dentro noi stessi equivalga a negare l’esistenza dell’errore: basta portarlo all’esterno e dare la responsabilità delle sue conseguenze ad altri. Lo facciamo tutti è umano ma i ruoli, specie se istituzionali, esistono proprio per dirci che dobbiamo porci dei limiti nell’esercizio di determinate funzioni.

Volete un’Italia da fumetto? Avremo un’Italia in fumo?

Così dicono in molti e non si tratta di essere esterofili o disfattisti ma l’impressione è che, da noi, il senso della comunità e il senso delle istituzioni sia utilizzato in modo poco responsabile. Da cosa si deduce? Basti pensare all’ultimo gesto dei deputati del Pdl: l’intenzione di dimettersi in massa. Per di più in concomitanza con il viaggio di Stato del Presidente del Consiglio Enrico Letta negli Stati Uniti d’America è disarmante. Ci si concentra sulla dubbia costituzionalità della legge Severino quando, anche se non fosse stata approvata, un leader politico condannato dovrebbe avere la dignità di dimettersi. Le ragioni dei vari Brunetta, Santanché e Cicchitto devono essere certamente ascoltate ma anche loro dovrebbero capire che non fanno parte della Justice League. Come dicevo, c’è un limite a tutto.

Insomma, storie da romanzo. Ma il vero problema è che la nave da crociera Italia naviga a vista da decenni, troppe volte senza una strategia. Berlusconi non è la causa di tutti i problemi, anzi, ma non è nemmeno la soluzione, sempre che l’Italia non sia un fumetto. Gulp!

Federico Gangi

About Federico Gangi

Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013 Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Agli studi universitari ha affiancato diverse attività lavorative nel Triveneto. Ideatore della Fedarmax, direttore della Calcetto Udine e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

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