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L’Europa da vicino grazie a Debora Serracchiani

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Nata dal terribile disastro della Seconda Guerra Mondiale, l’Europa unita è uno degli esempi più alti della civiltà umana avendo riunito le forze di nazioni vicine e divise durante i secoli solo dai confini e dalla cecità degli uomini. Camminare per le strade di Strasburgo, entrare nell’imponente sede del Parlamento europeo, sentire direttamente dalla voce della parlamentare Debora Serracchiani come funziona la macchina europea, rende l’idea di cosa stiano costruendo i governi e, si spera sempre di più, i popoli europei.

Debora Serracchiani (membro della commissione trasporti e turismo, membro sostituto della commissione libertà civili, giustizia e affari interni) spiega infatti come il lavoro del Parlamento europeo, della Commissione e del Consiglio europeo sia centrale nella vita quotidiana di ogni cittadino dell’Unione anche se i media italiani attenuano l’eco di tale attività legislativa. Si parla di tutela del lavoratore, di un possibile codice della strada europeo, di gran parte delle normative emanate dal Parlamento nazionale che sono applicazioni dei regolamenti o delle direttive del diritto comunitario. Ad esempio, come può agire l’Unione europea in materia di lavoro ed occupazione? L’on. Serracchiani ricorda che l’Europa è intervenuta per garantire la parificazione dei titoli di studio tra i diversi paesi, ha stabilito l’introduzione di un salario minimo garantito e di ulterori tutele per le donne lavoratrici parasubordinate oltre a seguire con attenzione il tema della sicurezza sul lavoro.

Altro aspetto interessante è il rapporto del parlamentare europeo con le cosiddette “lobby“. Come negli Stati Uniti, il mondo imprenditoriale si espone verso la politica per rendere chiare le proposte e gli interessi riguardanti un determinato progetto, l’on. Serracchiani afferma: “Facendo parte della commissione trasporti, vengo contattata dalle imprese del settore che mi propongono le loro istanze. Tutto questo alla luce del sole, tutto con la massima indipendenza di giudizio e di voto. In Italia avviene la stessa cosa ma non si dice in giro, la parola “lobby” ha perfino un’accezione negativa. Tuttavia il buon politico deve ascoltare, confrontarsi, trovare più soluzioni e, infine decidere.”

In questo piccolo assaggio d’Europa non poteva mancare una chiusura sulle origini intellettuali dell’integrazione europea, sulla figura di Altiero Spinelli, autore con Ernesto Rossi durante il confino nel periodo fascista de “Il manifesto di Ventotene”, il cui modus operandi può essere descritto da un pensiero presente nel testo autobiografico “Come ho tentato di diventare saggio“: “La federazione europea non mi si presentava come un’ideologia […] era la risposta che il mio spirito desideroso di azione politica andava cercando”. Queste parole erano in un libro, oggi sono vicine a tutti noi.

Federico Gangi
federico.gangi@ildiscorso.it

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About Federico Gangi

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Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013 Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Agli studi universitari ha affiancato diverse attività lavorative nel Triveneto. Ideatore della Fedarmax, direttore della Calcetto Udine e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

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