martedì , 20 Agosto 2019
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Gli errori che devono portare a strategie

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Il caso Ilva di Taranto rappresenta il contrario di quello che dovrebbe accadere in una società evoluta e in uno Stato di diritto. La speranza è che questo esempio negativo sia un monito per il futuro della politica italiana: il potere giudiziario interviene per tutelare il diritto inviolabile alla salute facendo chiudere i battenti al più grande stabilimento siderurgico d’Europa in un periodo di estrema difficoltà per l’occupazione, l’esecutivo risolve la situazione emanando un decreto legge che aggira l’intervento della magistratura per garantire all’impresa la riqualificazione del sito. Molto bene, anzi, un disastro. La magistratura ha agito applicando la legge, il governo ha fatto opera di mediazione contemperando i delicatissimi interessi in gioco, ma stiamo assistendo ad una macroscopica manifestazione della mancanza di visione della politica, della gravissima mancanza di uomini di partito che, secondo la definizione di De Gasperi “Il politico pensa alle elezioni, lo statista alle generazioni future“, rientrino nella seconda categoria.

L’Ilva di Taranto è una dei più grandi fallimenti di politica industriale d’Europa, mentre in tutto il mondo da venti anni la siderurgia ha innovato i metodi di produzione costruendo impianti ridotti e a minore impatto ambientale, in Italia ci troviamo a dover curare una malattia molto grave con l’aspirina. La prevenzione, la strategia a lungo termine, la valorizzazione delle buone pratiche a discapito di quelle negative, sono temi ancora fuori dalla normalità civile del nostro Paese. Non esiste piano straordinario che tenga, non ci sono leggi che siano efficaci tanto quanto una strategia ragionata, ampia e lungimirante che venga applicata e aggiornata quotidianamente. Serve una visione politica, un adeguamento dello Stato e dei partiti alla società in continuo mutamento.

Gli errori servono. Gli esempi negativi sono essenziali alla vera crescita (che non è solamente riferita al prodotto interno lordo) poiché il modo migliore per costruire il futuro è superare sé stessi.

Federico Gangi

federico.gangi@ildiscorso.it

© Riproduzione riservata

About Federico Gangi

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Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013 Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Agli studi universitari ha affiancato diverse attività lavorative nel Triveneto. Ideatore della Fedarmax, direttore della Calcetto Udine e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

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