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Con l’economia deve risollevarsi anche la politica

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Berlusconi si è dimesso, Monti ha accettato l’incarico di governo con riserva. L’ex premier si è presentato in televisione, suo mezzo preferito, per mandare un messaggio agli italiani riferendosi a progetti e programmi sempre vivi nella sua mente ma, evidentemente, morti già dal 1994. Nella sua prima dichiarazione da Presidente del Consiglio in pectore, Mario Monti ha parlato poco, per tre minuti circa, affermando di non avere tempo per rispondere alla mera curiosità dei giornalisti sulla composizione del nuovo esecutivo perché c’è tanto da fare.
Ebbene mi auguro che il governo Monti prenda il tempo necessario per consolidare l’economia italiana e dia il tempo alle forze politiche di trovare una via più civile di presentazione delle proprie posizioni e di confronto con gli avversari.

Angelino Alfano, segretario del PdL, ha parlato di sovvertimento del risultato elettorale, di governo Monti instaurato in modo “autoritario” in linea con i “festeggiamenti” di Roma in seguito alle dimissioni di Berlusconi. Il giorno dopo quindi i sostenitori del PdL si sono riversati a Roma per chiedere le elezioni, gridando che il Presidente del Consiglio si è dimesso “nonostante il popolo lo volesse ancora al suo posto”. Le nozioni della costituzione materiale (di fatto) formulate dal PdL sono esse stesse autoritarie poiché parla in nome di tutto il popolo considerandosi primo partito italiano, anche se ha vinto nel 2008 con il 36% dei consensi ed oggi, secondo i sondaggi, otterrebbe il 25%, un punto in meno del Pd. E’ un tentativo di di gettare fumo negli occhi, di scombinare le carte in tavola. Per qualche saggio motivo la Costituzione prevede il ruolo di arbitro del capo dello Stato che, in momenti come l’attuale, ha dimostrato la sua fondamentale importanza definendo le dimissioni del governo Berlusconi “correttamente rassegnate” e consegnando la guida del Paese a personalità più affidabili e coerenti.

Nell’ultimo anno Berlusconi non aveva più la maggioranza politica, riusciva ad ottenere la fiducia in Parlamento, di cui bisogna dargli certamente atto, esercitando il proprio potere di lobby, altrimenti sarebbe riuscito a proporre ed emanare leggi di riforma, introdurre misure forti, coordinare i propri ministri con metodo. A riguardo, gravissimo è il caso del ministro dello Sviluppo economico, incarico per mesi vacante, poi ricoperto dopo 15o giorni da Paolo Romani. Sappiate che intanto le imprese tedesche conquistavano il mercato della telefonia cinese con l’appoggio del governo di Berlino.

La speranza è che oltre all’economia, si risollevi anche la politica. Il Pd deve diventare ancor più un partito riformista, il PdL deve riconquistare i valori della destra europea. Se la sinistra ha Benigni, la destra era arrivata ad avere Berlusconi come comico di riferimento, basti guardare la serie di gaffe, battute, scenette del cavaliere nei suoi ultimi anni di governo: esilaranti ma tristi.
Servono nuovi leader a sinistra ma ancora di più a destra, per dare maggiore spinta alla democrazia che, come l’economia, è ora in emergenza. Alfano deve capire che il “commissariamento” di Palazzo Chigi da parte del Quirinale è responsabilità del governo uscente che non ha fatto nulla per consolidare l’affidabilità dell’Italia sui mercati e in Europa proprio perché si riteneva custode della sovranità del popolo (di un popolo ricco e agiato che frequenta ristoranti e feste) dimenticando che, al contrario, doveva servire lo Stato.

Federico Gangi
federico.gangi@ildiscorso.it

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About Federico Gangi

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Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013 Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Agli studi universitari ha affiancato diverse attività lavorative nel Triveneto. Ideatore della Fedarmax, direttore della Calcetto Udine e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

7 commenti

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    Quanto evidenziato dall’opinionista Federico mi inducono ad una serie di riflessioni di natura pessimistica per una lunga sequenza di motivi che riassumerei così: la speranza che ‘questa’ classe politica sia in grado di risollevare il Paese mi pare una mera illusione (non ho soluzioni in proposito ma solo pensieri negativi). Illudersi che il Pd sia forza riformista é appunto una mera illusione, ha più volte dimostrato di essere un monolite ingessato attorno a liturgie partitiche consolidate. Il PdL é finito per definizione in quanto creatura ‘personalistica’ di un leader che non é più riconoscibile come tale e pertanto il PdL é destinato alla dispora che fu delle varie DC e PSI. Un autentica destra europea e democratica in Italia non é mai nata. Infine, é tristissima l’evocazione ‘Se la sinistra ha Benigni’ perché se un governo e le necessarie riforme che ne dovrebbero scaturire siano originate dalle affermazioni di un comico (?) significa che i valori del lavoro, dell’impegno, della costanza, della coerenza e della solidarietà sono definitivamente archiviati nella memoria di pochi. L’ormai ex capo del Governo Italiano si é sicuramente distinto per quelle che vengono definite: gaffes, battute e scenette (molte delle quali di pessimo se non orrido gusto), ma bisogna pur sempre tener conto conto che in democrazia, governa chi vince le elezioni (aggiungo: e che sappia coagulare di forte consenso una coalizione ancorché eterogenea, come d’altronde risulta essere ogni coalizione) e non chi perde nei sondaggi. Infine, l’economia nazionale é in emergenza ma d’altronde quale economia di altri paesi non si trova in affanno nel momento attuale. Facciamo i nomi? Il sistema finanziario francese (ancorché il tutto venga sottovalutato dalla compagine governativa di quel paese) é a rischio collasso per la mole spaventosa di titoli ‘tossici’ detenuti; la Gran Bretagna e l’Austria hanno dovuto nazionalizzare parte del proprio sistema bancario; la Germania é detentore della stragrande maggioranza di titoli di stato della Grecia che notoriamente é a rischio default; la Spagna é da anni allo sbando economico nonostante il governo del Salvatore della Patria osannato dai guitti nostrani (ricorderete la Guzzanti in Viva Zapatero). Si può ben affermare che l’economia globale mondiale é sottoposta ad una pressione mai riscontrata dal dopoguerra ad oggi e quindi ritengo sia estremamente riduttivo ricondurre i gravissimi problemi nazionali ai nanerottoli Alfano, Bersani, Bossi, Casini, Di Pietro e compagnia. Ben venga il professor Monti, sempre che riesca ad avere il tempo e la serenità per condurre in porto quella serie di riforme necessarie affinché questo Paese, che ne ha tutte le possibilità, possa riprendere il cammino a suo tempo tracciato da uomini con il forte senso dello Stato (agli Italiani sarebbe consigliabile rileggersi Einaudi, probabilmente il più luminoso esempio di un Italiano dotato di quel sapiente mix fatto sia di orgoglio nazionale che di liberismo economico) e lasciamo stare i luoghi comuni e le pessime battute dei comici. Vive cordialità a Federico e alla Redazione, spero con questo intervento di suscitare un nuovo percorso dialettico (in cui Il Discorso si sta felicemente inserendo) al di là di steccati, schieramenti, ideologie e nuovamente basati sull’onestà intellettuale e sull’impegno comune, di cui credo che gli Italiani siano ampiamente forniti. Ho aperto questo intervento all’insegna del pessimismo e chiudo all’insegna dell’ottimismo perché in tale ottica bisogna valutare il futuro e non cedere al facile sconforto oppure alle scorciatoie della sterile polemica.
    Con stima e affetto.

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      Federico Gangi

      Gentilissimo Maurizio,
      condivido in più punti la sua analisi, in particolare l’affermazione: “ritengo sia estremamente riduttivo ricondurre i gravissimi problemi nazionali ai nanerottoli Alfano, Bersani, Bossi, Casini, Di Pietro e compagnia”. Tuttavia, a mio parere, bisogna essere rigorosi e ottimisti come Einaudi ponendo nel presente la possibilità di cambiamento e tollerando sempre meno un modo di fare politica incentrato su problemi secondari. In sostanza: non è sicuramente solo “colpa” dei politici sopra citati ma di certo questi hanno responsabilità forti negli attegiamenti ostili, nelle barricate faziose e nella perdita di credibilità dell’Italia.
      Cordialmente

      Federico Gangi

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    Nell’aprile del 1821 i moti costituzionali piemontesi, passarono dal piano della cospirazione a quello dell’azione e furono la genesi della Nazione Italia. L’ironia della sorte vuole che oggi il Governatore di quella regione sia un esponente di un movimento anti-costituzionale e il partito che rappresenta vuole riaprire il Parlamento Padano. Oltre al triste momento economico ed intellettuale che stiamo vivendo anche il momento storico, politico e culturale è molto complesso, nel quale le celebrazioni del 150° Anniversario dell’unità italiana rischiano di diventare un rancoroso atto di accusa contro l’unità e l’identità nazionale. Idendità che uccide l’etica e la morale. Senza sortire in grossi temi economici e politici vorrei solo dire a Federico che forse è l’ora che persone con un poco di sale in zucca riprendano a gestire la cosa pubblica con più rispetto per gli altri. Che sia Monti, o qualcun’altro a prendere le redini di questo sfascio l’importante ora è agire. Voi, almeno per ora, sembrate non schierati e mi auguro che si possa passare dalle parole ai fatti come circa duecento anni orsono e che l’Italia grazie a persone come Voi risorga come l’araba Fenice. Forza Federico, forza Direttore mantenete sempre un profilo super partes e tanti come me continueranno a seguirvi. Grazie per l’ospitalità Roberto

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      Federico Gangi

      Carissimo Roberto,
      la ringrazio per le parole di sostegno ed elogio. Le cose importanti sono il metodo, le proposte e la coesione tra le diverse anime del Paese.

      Cordialmente

      Federico Gangi

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    Aldo Meluzzi

    Fa bene “il discorso” ad appoggiare l’esecutivo tecnico di Monti. C’è più moderazione e sale in zucca nella maggioranza del popolo italiano che nei suoi litigiosi rappresentanti in Parlamento. Ambienti della Corte dei Conti fanno sapere che la bancarotta dell’Italia è molto più vicina di quanto non si percepisca. Ossia, basta un nulla di fatto e pummete(!), sono finiti i giochi. Continuo a seguirvi ed a sostenervi.
    Aldo

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      Federico Gangi

      Gentilissimo Aldo,
      la ringrazio per il sostegno. Monti deve rappresentare per gli italiani un simbolo del “servitore dello Stato”, non un nuovo “uomo della provvidenza” per risollevare l’economia ed il modo di fare politica.

      Cordiali saluti

      Federico Gangi

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        Gentile Federico intervengo non per un solo sterile panegirico ma voglio associarmi e lodare l’utilizzo della definizione ‘servitore dello Stato’, categoria di persone sempre più rara e assolutamente necessaria in un momento di congiuntura più che sfavorevole per le sorti della nostro amato Paese.

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