sabato , 21 Settembre 2019
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“Four more years”

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Ancora quattro anni, è questa la notizia che è in risalto su tutti i quotidiani, nazionali e non. Obama e i democratici saranno ancora i traghettatori degli Stati Uniti d’America, nonostante le ultime votazioni abbiano sottolineato una profonda divisione del popolo americano. Questa vittoria sofferta è sicuramente da imputare alla crisi economica mondiale, alla grande pressione fiscale con cui il rieletto Obama dovrà fare i conti; il gioco non sarà per niente facile se non riuscirà a trovare l’intesa con gli sconfitti di questa tornata elettorale. Ma si sa, gli americani sono un popolo orgoglioso e fiero, altamente patriottico, che farà tutto il possibile per tornare lo stato leader, il traghettatore delle faccende mondiali. Romney dopo una campagna altalenante, non è riuscito a imporre la sua visione di cambiamento di rotta, incentrata a evitare il declino dell’economia degli USA. Il candidato repubblicano paga il fatto di essere idealmente lontano dalla classe media americana; la sua campagna elettorale ha sottolineato un atteggiamento troppo conservatore sugli aspetti sociali e religiosi. Di fatto tutti gli incerti moderati hanno percepito in questo atteggiamento di Romney una chiusura mentale non tollerabile nel XXI secolo e per questo l’hanno punito appoggiando senza troppo entusiasmo il candidato dei democratici. Analizzando l’opinione del resto del mondo si evince che le preferenze per Obama sono schiaccianti; il presidente afro-americano suscita maggiore concretezza sui temi cari all’umanità. Non ha vinto per le sue capacità di risolvere i problemi economici dell’America, ha vinto per gli ideali che rendono virtuose le società; la famiglia, il welfare, l’immigrazione e la disoccupazione. L’economia svolge un ruolo predominante nella società moderna, ma nonostante ciò l’iniezione di fiducia e l’interessamento verso tutte le classi popolari, anche le più basse e disagiate porta Obama a ricevere consensi aperti da buona parte del globo. Ora il riconfermato presidente potrà sfruttare i prossimi quattro anni per lasciare un segno nella storia degli USA, con l’ulteriore consapevolezza che fra quattro anni non avrà il problema di doversi riconquistare l’opinione pubblica; questa sicurezza sarà la marcia in più per lo svolgimento del lavoro privo di pressioni, si fa per dire…

 

Carlo Liotti

carlo.liotti@ildiscorso.it

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About Carlo Liotti

Carlo Liotti
Giornalista Pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti da Aprile 2013. Dottore in Scienze e Tecnologie Alimentari. Appassionato di fotografia e di viaggi, capo redattore de ildiscorso.it, reporter/collaboratore per altri canali di comunicazione.

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