sabato , 23 febbraio 2019
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Che meraviglia la democrazia

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I candidati di Berlusconi perdono e quelli dell’opposizione vengono eletti, tutti, con una larga maggioranza.
Il popolo ha esercitato la propria sovranità nelle forme e nei limiti della Costituzione premiando il centrosinistra e prendendo a “sberle” (cito Roberto Maroni) il partito di governo. Si parla della bellezza della democrazia, della libertà e indipendenza del popolo rispetto ai partiti, del diritto dei cittadini di esprimere un giudizio sulla politica nazionale e locale.
Voglio esprimere ed esaltare questi concetti che sintetizzano l’essere Repubblica dell’Italia e non consegnare, come molti faranno, la corona d’alloro ai vari partiti del centrosinistra. Possiamo dire che l’opposizione in Parlamento è ora maggioranza nel Paese ma con le elezioni hanno ottenuto in premio la responsabilità, non la vittoria pura e semplice.
Gli italiani non hanno cambiato squadra di calcio, non si tratta di tifo (come sembrava dalle grida di Vendola a Milano), hanno cambiato medico. Proprio qui sta il punto .

L’economia ferma, il lavoro che diventa un miraggio per giovani e meno giovani, l’immagine dell’Italia che arranca e galleggia in mezzo al Mediterraneo come un gommone pieno di esseri umani che nel maggio 2011 si tengono stretta la democrazia della Repubblica conquistata nel 1946 e non donata da un ente divino superiore, è forse questa una diagnosi?

Le malattie, dicono, si guariscono a metà tra medico e paziente: il paziente sta facendo il suo ora tocca al medico.

Federico Gangi

federico.gangi@ildiscorso.it

© Riproduzione riservata

About Federico Gangi

Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013 Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Agli studi universitari ha affiancato diverse attività lavorative nel Triveneto. Ideatore della Fedarmax, direttore della Calcetto Udine e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

2 commenti

  1. Speriamo che veramente il medico di qualunque colore sia abbia il coraggio di estirpare il male e riportare un poco di serenità per i nostri giovani che ormai vivono senza sapere se un domani avranno un lavoro degno di essere chiamato così

    • Mi auguro che non si avveri il famoso detto: ‘Troppi medici al capezzale del malato, contribuiscono alla dipartita del paziente con maggior velocità’. Infatti, non credo che nel panorama attuale si possano rintracciare né luminari specialisti né umili (sottolineo: umili) medici di campagna………………….ahimé la mediocrità impera!

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