Le immagini del 21° Prealpi Master Show, acqua e fango non hanno fermato la gara.

Tempestini – Palitta

Acqua e fango, ma soprattutto fango, tanto fango, questo è stato il leit motiv del 21° Prealpi Master Show, il rally ronde disputatosi lo scorso fine settimana nelle campagne trevigiane. La pioggia caduta abbondantemente nella settimana e nelle giornate di gara non è però riuscita a scompaginare i piani e l’organizzazione del Motoring Club Sernaglia che ha stretto i denti ed ha fatto l’impossibile per riuscire a portare a termine una gara nata sotto i peggiori auspici dal punto di vista meteorologico. C’è stato bisogno di prendere qualche drastica decisione probabilmente non gradita ai più, come ad esempio l’abolizione del passaggio sul dosso situato verso il fine prova che richiama sempre un foltissimo pubblico per la sua spettacolarità, uma decisione però necessaria per garantire la sicurezza di piloti e pubblico.

Partemza bagnata

Tempestini – Palitta

I piloti hanno dovuto dare fondo a tutte le loro abilità di guida per portare le vetture sul palco di arrivo a Sernaglia, le condizioni del fondo erano davvero proibitive con enormi pozze d’acqua e fango a volontà che pregiudicavano l’aderenza ma che hanno regalato tanto spettacolo al pubblico; numerosi i concorrenti costretti al ritiro ma per chi ha visto la pedana di arrivo la soddisfazione è stata enorme in quanto riuscire a portare a termine una gara del genere è stato comunque un grosso risultato indipendentemente dalla posizione di classifica ottenuta.

Bresolin – Ometto, secondi classificati

Bettega – Cargnelutti, terzi

Scattolon – Nobili,, quarti

Mauro Trentin -Alice De Marco, quinti classificati

Signor – Bernardi, sesti

Romagna – Addondi, settimi classificati

Anche gli apripista hanno regalato spettacolo al Prealpi Master Show:

Maselli-Arena

Il re delle salite Christian Merli

Alberto Battistolli

Atmospere:

Barisan – Mengon, 85esimi con la piccola Panda

Atmosphere:

Fabrizio Martinis

Ritornando alle condizioni meteo c’è da dire che nella tarda mattinata di domenica la pioggia è cessata ed un forte vento ha iniziato a spazzar via le nuvole lasciando finalmente intravedere il sole a fine giornata con una bella luce che ha illuminato i concorrenti che si cimentavano nell’ultima prova speciale prima del calare dell’oscurità che ha accompagnato gli ultimi equipaggi all’arrivo.

In attesa dei concorrenti con la neve che ha imbiancato le colline circostanti

Jari-Matti Latvala, apripista deccezione al Prealpi

Jari-Matti Latvala

Dei risultati sportivi abbiamo già parlato nel servizio pubblicato a fine gara, ci soffermiamo invece sul successo e sui numeri che questa gara riesce sempre a conseguire: le iscrizioni registrano ogni anno il sold out, gli organizzatori hanno ricevuto quest’anno 200 (!) richieste di iscrizione, ben oltre al limite massimo ammesso dal regloamento e, grazie alla deroga concessa da ACI Sport, 172 equipaggi sono stati ammessi al via. Sarà per l’attrazione dello sterrato che caratterizza la prova – in Italia non sono più molte le gare su questo tipo di fondo – o per la collocazione a calendario dell’evento che, lo ricordiamo, va solitamente in scena a dicembre inoltrato, e che potrebbe invogliare i piloti a farsi l’ultimo regalo della stagione con la partecipazione ad una gara divenuta oramai un must, sta di fatto che il Prealpi Master Show si è ritagliato uno spazio importantissimo nel cuore dei piloti e degli appassionati.

Tamara Molinaro

Rachele Somaschini

Non è stata molto positiva la gara di Andrea De Luna, bersagliata da alcuni problemi al motore

Grande soddisfazione sulla pedana di arrivo a Sernaglia della Battaglia

Un altro motivo di soddisfazione per gli organizzatori di questo rally è il notevole numero di spettatori che si riversano sul percorso di gara sfidando solitamente il freddo del periodo – quest’anno anche la pioggia ed il tantissimo fango che si incollava a stivali e doposci – provenienti da tutto il triveneto e oltre nonché dai paesi confinanti (almeno un paio i bus di appassionati provenienti dalla Slovenia).

Spettatori che non hanno mancato di far sentire il loro calore ai concorrenti e che sono l’elemento caratterizzante di questo evento con i loro accampamenti spesso improvvisati, ma a volte pianificati con cura nei minimi dettagli, e che offrono ristoro a chiunque si trovi a transitare in zona. Un modo per rendere speciale una giornata dedicata alla passione del cuore e per resistere alle avversità meteorologiche che il periodo riserva, trovando nella condivisione delle vivande un motivo di aggregazione e divertimento nel seguire questo sport meraviglioso.

La perfetta organizzazione del fun-club MauroTrentin e Alice De Marco:

Un enorme albero di Natale creato sulla vicina collina ha simbolicamente augurato Buone Feste a piloti e pubblico

Servizio e foto: Dario Furlan




Udinese e Pordenone, doppia vittoria per un bel Natale

Finalmente una doppia vittoria sotto l’arco del Friuli, con i tifosi friulani che possono godersi un bel Natale. Impegni non semplici per Udinese e Pordenone contro la rivelazione Cagliari e contro un Ascoli sempre in zona playoff.

Ha iniziato l’Udinese sabato pomeriggio, volenterosa di rifarsi dopo la sconfitta di Torino contro la Juve. Buon inizio bianconero con un colpo di testa di Troost-Ekong e due percussioni che Lasagna non riesce a concludere in porta. Il Cagliari non sta a guarda e dopo una punizione sul fondo va vicina al gol con Naingollan prima con un esterno sul fondo e al 25’ con un palo a Musso battuto. Al 39’ la sblocca De Paul con un bel destro sul secondo palo che supera il portiere ospite. Buona partenza dei friulani anche nella ripresa con un colpo di testa sul fondo di Nuytinck e una conclusione da fuori di Mandragora, sempre a lato. Il Cagliari non sta a guardare e Joao Pedro va vicino al tap in vincente, bravo Musso. Ci prova anche Faragó di testa, palla sul fondo. Qualche contropiede bianconero da un lato, Cerri e Joao Pedro per gli ospiti, conclusioni di poco a lato. Finale movimentato: all’84’ arriva il pareggio ospite con Joao Pedro che raccoglie un bel cross di Faragò, si gira in area e fredda Musso. Partita finita? Per nulla, l’Udinese vuole vincerla e appena un minuto é Fofana a siglare il gol della vittoria con un tiro forte da pochi passi dopo un’incursione di Okaka che non era riuscito a concludere a rete. Il finale vede solo l’espulsione del cagliaritano Pisacane per doppio giallo con qualche tentativo degli ospiti che non riescono ad impattare sul 2 a 2.

Bella e convincente vittoria dei bianconeri contro un avversario non semplice alla prima sconfitta fuori casa. 18 punti in cascina per una pausa un po’ più tranquilla in vista delle sfide salvezza contro Lecce fuori casa e Sassuolo fra le mura amiche.

2 a 1 casalingo anche per il Pordenone che continua a fare benissimo in casa e si conferma al secondo posto della B con ben 5 lunghezze di vantaggio sulle terze in classifica. Inizio con qualche patema d’animo: doppio colpo di testa di Brosco per l’Ascoli su cui è bravo il portiere Di Gregorio. Pericolo scampato con il Pordenone che guadagno campo mettendo sotto gli ospiti. Vanno alla conclusione Burrai, Ciurria, De Agostini e Pobega, senza trovare la porta. Il gol del vantaggio arriva al 34’ con una magia di destro dal limite dell’area. Passano appena 3 minuti e arriva il raddoppio con il colpo di testa di bomber Strizzolo che approfitta di un bel cross di Ciurria. Ascoli tramortito che non riesce a costruire palle gol per quasi tutto il resto del match, con il Pordenone che controlla e agisce in contropiede rendendosi maggiormente pericoloso. Colpo di testa di Chiaretti è punizione di Burrai dalla distanza con il risultato che non cambia. Cambia al 90’ con il gol di Cavion che con un destro supera Di Gregorio dopo una bella giocata di Da Cruz. L’Ascoli prova a trovare il gol del pari ma non riesce a costruire pericoli permettendo ai neroverdi di conquistare la settimana vittoria in nove gare casalinghe e di godersi la classifica prima della trasferta di Salerno a Santo Stefano e la gara di domenica 29 in casa contro la Cremonese.

Tesser predica calma confermando l’obiettivo salvezza ma i 31 punti in classifica, il fantastico rendimento in casa e il calcio proposto fanno sperare in qualcosa di più.

Tempo al tempo, il campionato è ancora lungo, ma sotto l’arco del Friuli si vedono un bel po’ di sorrisi, per un Natale positivo per i tifosi bianconeri e neroverdi.

Rudi Buset
rudibuset@live.it
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A Simone Tempestini e Masina Palitta il 21° Prealpi Master Show

Il podio (FOTOSPORT)

Tempestini – Palitta (credit Dario Furlan)

Bresolin (FOTOSPORT)

Sono Simone Tempestini e Masina Palitta (Hyundai i20 R5) i trionfatori del 21° Prealpi Master Show, seconda prova del trofeo Raceday Rally Terra. La vittoria è arrivata dopo che il pilota di origini trevigiane ha vinto tre delle quattro prove speciali, quella di sabato sera e due di quelle della domenica. Al termine di una gara magistrale, condotta dal primo all’ultimo metro, il suo è stato un commento entusiasta: <Sono molto contento, la macchina si è comportata molto bene e anche Masina è stata molto brava. Ogni volta che vengo al Master è sempre bello>. Dietro di lui, staccati di 13”7, Edoardo Bresolin e Pietro Elia Ometto (Ford Fiesta Wrc). Il fondo bagnatissimo ha in parte penalizzato la potenza superiore della sua Fiesta, soprattutto durante il primo passaggio sulla prova “Master Show”, quella di domenica.

Bresolin (credit Dario Furlan)

Bettega – Cargnelutti (FOTOSPORT)

Terzo posto dolceamaro per Alessandro Bettega e Paolo Cargnelutti (Skoda Fabia R5), che restano a 15”1 dalla prima piazza ma possono recriminare per un testacoda decisivo durante la PS3: <Non avremmo raggiunto la vittoria perché Simone è andato fortissimo, ma avremmo potuto fare secondo: abbiamo perso una decina di secondi>, ha dichiarato Bettega, vincitore della classifica Raceday Rally Terra.

Bettega – Cargnelutti (credit Dario Furlan)

Quarti assoluti Giacomo Scattolon e Matteo Nobili (Hyundai i20 R5), che stavano stampando un tempo di tutto rispetto prima di andare dritti a un bivio a meno da un chilometro dallo stop della PS4, errore costato 10” e la medaglia di bronzo. Quinti Mauro Trentin e Alice De Marco (Fabia R5), protagonisti di una gara in rimonta. Lo stesso si può dire di Marco Signor e Patrick Bernardi (Fiesta Wrc), sesti assoluti anche se attardati nel finale da qualche problema alla pompa della benzina. Simone Romagna e Luca Addondi portano al settimo posto assoluto la loro nuovissima Ford Fiesta MKII R5: senza una penalità di 10” per partenza anticipata in PS2 sarebbe stato quarto. Dietro di loro Leonardo Cesaro e Simone Gaio (Fabia R5), ottavi assoluti e costanti nella top 10, e Andriano e Gianmarco Lovisetto, padre e figlio (Fabia R5). Decimi assoluti e secondi di Raceday Rally Terra dietro a Bettega sono Christian Marchioro e Silvia Dall’Olmo (Fabia R5), fortemente rallentati nella prova di sabato sera dai tergicristalli rotti e dalla fanaliera poco efficace.

Colpo di scena nella PS4 per la vittoria della classifica delle due ruote motrici. Nicolò Marchioro e Marco Marchetti (Peugeot 208 R2B), assoluti dominatori della classe dalla prima alla terza prova speciale, si sono ritirati nell’ultimo tratto cronometrato per la rottura di un cerchio. La vittoria va allora ad Alex Raschi e Cristiano Galante (208 R2B), bravi a resistere all’assalto finale di Fabrizio Martinis e Valentina Voi (208 R2B).

L’allegria non è mancata al Prealpi Master Show nonostante le bizze del meteo (credit Dario Furlan)

Vincitrice della classifica per le scuderie è la Vimotorsport ASD: la somma dei tempi dei suoi piloti è stata di quasi un minuto inferiore di quella fatta segnare Hawk Racing Club e La Superba.

Comunicato stampa 21° Prealpi Master Show.




Giandomenico Basso apripista al 21° Prealpi Master Show

Giandomenico Basso sarà apripista al 21° Prealpi Master Show
“A Sernaglia c’è un meraviglioso senso di famiglia”


Sarà il campione italiano Giandomenico Basso ad aprire la strada ai 172 equipaggi iscritti al 21° Prealpi Master Show, seconda gara del trofeo Raceday Rally Terra che si corre sabato 21 e domenica 22 dicembre attorno a Sernaglia della Battaglia. Basso avrà sulle portiere il numero 0 e accanto Luigi Pirollo, navigatore vicecampione del mondo 1989. Dopo di lui partirà la Toyota Celica ST165 di Jari-Matti Latvala, quindi i concorrenti.

Giandomenico Basso, come sarà per lei incontrare nuovamente Pirollo dentro un abitacolo?
“Gigi mi ha insegnato moltissimo nei miei primi anni di carriera, quelli del Mondiale Junior. È stato fondamentale per me. In quelle gare complesse, anche grazie a lui ho imparato a gestire le corse senza dover sempre dare il massimo”.

Come mai ha accettato l’invito del Motoring a fare da apripista quest’anno?
“Per affetto nei confronti degli organizzatori, del Motoring e di Gabriele Favero: lui e mio papà Piero sono grandi amici. E poi il Motoring se lo merita: la gara fa sempre grandi numeri, tanto che le 41 vetture R5 presenti credo siano un record senza precedenti per qualunque gara sterrata. Il Motoring ha sempre lavorato con grande passione, e questi sono i risultati: a Sernaglia si sente un forte senso di famiglia. Il nuovo gruppo vuole portare avanti lo splendido lavoro di Gabriele”.

Lei le ha provate quasi tutte: quale vettura R5 si confà meglio alle caratteristiche molto peculiari della prova del Master?
“Le R5 si equivalgono molto, non vedo una Casa particolarmente favorita”.

Comunicato stampa Prealpi Master Show




Sabato e domenica ben 172 concorrenti si sfideranno sugli sterrati del 21° Prealpi Master Show

21° Prealpi Master Show – 15° Ronde Prealpi Trevigiane
21 e 22 dicembre 2019
Anche quest’anno il Prealpi Master Show, seconda prova del campionato Raceday, ha fatto il pieno di iscritti: ben 172 i concorrenti  che, anche a seguito della deroga concessa da ACI Sport sul numero massimo di iscritti, prenderanno il via di questo irrinunciabile appuntamento di fine stagione organizzato dagli uomini del Motoring Club Sernaglia capitanati dall’inossidabile Gabriele Favero.

Marco Signor in volo con la Skoda Fabia nel 2018 (credits Dario Furlan)

Solo 2 le vetture WRC in gara: quelle di Marco Signor e di Bresolin Edoardo (entrambi su Ford Fiesta) che  cercheranno di sfruttare il potenziale delle loro muscle car per aggiudicarsi il gradino più alto del podio. Di certo la concorrenza non starà a guardare e fra la quarantina (!) di vetture iscritte in classe R5 qualcuno potrebbe riuscire a sopravanzare le WRC nella classifica finale.

Favoriti? Buttiamo lì qualche nome: il sempre velocissimo e plurivincitore su queste strade Mauro Trentin (Skoda Fabia) e il talentuoso Simone Tempestini (Hyundai i20) giocheranno il ruolo di  outsider contro i già citati Signor e Bresolin, degni di attenzione anche Giacomo Scattolon (con l’altra Hyundai i20), Adriano Lovisetto e il vincitore della scorsa edizione Christian Marchioro (entrambi su Skoda Fabia).

Mauro Trentin-–-Alice De Marco (credits Dario Furlan)

Nicolò-Marchioro-–-Marco-Marchetti (credits Dario Furlan)

Da rilevare la partecipazione di Jari-Matti Latvala in veste di apripista che delizierà il pubblico con la sua Toyota Celica St 165 con il numero 0A sulle portiere; la presenza del finnico sulle strade della pianura trevigiana non è una novità, Jari-Matti è  infatti amico di Gabriele Favero e se ne ha la possibilità cerca sempre di farsi vedere da queste parti.

Jari-Matti Latvala (credits Dario Furlan)

Andrea De Luna (credits Dario Furlan)

Il percorso di gara quest’anno presenta delle novità, infatti il tracciato solitamente utilizzato è stato lievemente rivisto e suddiviso in maniera diversa fra la prova che verrà effettuata sabato pomeriggio (di km. 6,30) e che sfrutta una parte dei 9,18 chilometri di quella in programma domenica (da ripetere tre volte nella versione domenicale).  Il tracciato, in buona parte su fondo sterrato e con alcuni brevi tratti in asfalto, si sviluppa nelle campagne tra Farra di Soligo, Pieve di Soligo e Sernaglia della Battaglia.

Sempre presente al Prealpi Simone Romagna con la mitica Lancia Delta quest’anno sarà al via con una Ford Fiesta R5 (credits Dario Furlan)

Le verifiche avranno luogo a partire dal tardo pomeriggio di venerdì 20 dicembre mentre la partenza della prima vettura in gara è prevista per le ore 15.30 di sabato 21 da Sernaglia della Battaglia e lo start della prima speciale è in programma alle 15.50
Si riprenderà domenica mattina alle ore 7.00 con la disputa delle restanti tre prove speciali e con l’arrivo della prima vettura alle ore 15..30, sempre a Sernaglia.

Di seguito gli orari delle prove speciali:
PS 1 ” Trofeo Casagrande” ore 15:50 21.12.2019
PS 2 ” Master Show”  ore 08:20  22.12.2019
PS 3 ” Master Show”  ore 11:45   22.12.2019
PS 4 ” Master Show”  ore 15:00  22.12.2019

Tutte le informazioni, l’elenco iscritti e la tabella tempi si possono trovare sul sito http://www.prealpimastershow.net/.

Dario Furlan

 




Lezione Juve all’Udinese: le partite non durano venti minuti

TORINO
Partita di test importanti per la Juventus, di prova psicologica per l’Udinese. Entrambe sufficienti con riserva si potrebbe dire secondo queste due prospettive. Esame di tenuta mentale davanti ad una probabile sconfitta per i bianconeri del 1896 dell’ex vice di Sarri al Chelsea e campione di Europa League 2019 Luca Gotti, ancora ad interim in attesa di una decisione di Pozzo e Marino.
Vittoria scontata per la Juventus ma l’Udinese deve comunque essere apprezzata per la voglia e la determinazione messa in campo solo nel secondo tempo, purtroppo. Lasagna molto buono se non fosse per un quasi immacolato Buffon, battuto al 94′ dal secondo migliore in campo dell’Udinese Pussetto. De Paul inconsistente, Okaka nervoso.
La Juventus ha sperimentato oltre che dominato, a grandi tratti divertito. Il tridente Dybala, Higuain e Ronaldo è esaltante e non supera i due tocchi come da indicazioni di Sarri, il centrocampo li supporta molto bene con un convincente Rabiot, il solido Matuidi e la sostanza di Betancur. In difesa nel finale Sarri prova la possibile coppia del futuro con Demiral e De Ligt insieme in campo.
Partita bella e frizzante, Ronaldo segna una doppietta letale e tira più volte nello specchio trovando il palo o Musso, Dybala è delizioso segna anche su pallonetto ma la rete è palesemente irregolare, Higuain potente.
L’Udinese nel primo tempo viene schiacciato e annichilito trovando il primo tiro in porta al 31′ con Mandragora. Più vivace nel finale ma per due volte un super Gigi Buffon respinge su Lasagna e va in rete al penultimo minuto con Pussetto che sfrutta una sbavatura di Demiral. In difesa la Juve è tonica, va a segno con Bonucci per il 3-0 di testa, attacca bene sia con Danilo che con De Sciglio e recupera benissimo qualche sbavatura di Rabiot e Betancur. Gli ultimi 25 minuti fanno arrabbiare Sarri che inserisce De Ligt, Bernardeschi e Douglas Costa per Bonucci, Dybala e Higuain ma lamenta una squadra troppo spezzata, subendo le iniziative di Nestorovski, Lasagna e Pussetto.
Lezione di stile e filosofia più colorata che in bianco e nero ad un allievo attento e consapevole ma di un’altra categoria. Lo scenario dell’Allianz Stadium è davvero eccellente, fa da modello in ogni dettaglio con cura e precisione. Siamo vicini al giro di boa e sia a Torino che a Udine si respira aria di rincorsa ma tutto sommato serena, sempre che gli uomini di Gotti imparino finalmente la lezione e con il Cagliari non aspettino gli ultimi venti minuti per approcciare la gara in modo convincente.
Dal nostro inviato :Federico Gangi
@Riproduzione riservata



Giro d’Italia 2020: ecco le nuove Maglie

Realizzate da Castelli con tessuti Sitip, le Maglie sono ottenute principalmente da bottiglie di plastica riciclata. 


Milano, 16 dicembre 2019 – Il Giro d’Italia 103, organizzato da RCS Sport / La Gazzetta dello Sport ed in programma dal 9 al 31 maggio 2020, ha le sue Maglie Ufficiali. Per l’edizione 2020 della Corsa Rosa, le Maglie prodotte da Manifattura Valcismon – col famoso marchio dello scorpione, Castelli, che ne ha curato anche il design e i particolari – sono realizzate con tessuti in fibre di poliestere riciclati.

Con 102 anni di storia, la Maglia Rosa 103 del Giro d’Italia guarda chiaramente al futuro. Per la prima volta in assoluto durante un Grand Tour, le Maglie leader saranno realizzate in tessuti Eco-sostenibili, prodotti dall’azienda Sitip attraverso processi e tessuti a minor impatto ambientale e ottenuti con tessuti con fibre di poliestere riciclati – certificati GRS (Global Recycled Standard). I tessuti sono derivanti principalmente da bottiglie di plastica, all’insegna dei princìpi e delle politiche di economia circolare.

Da un punto di vista delle prestazioni, le Maglie offrono al leader delle rispettive classifiche l’equipaggiamento più leggero, aerodinamico e ad alte prestazioni disponibile. I tocchi di design di Castelli si esprimono al meglio nella nuova grafica che richiama la forma del Trofeo Senza Fine, con i loghi del Giro d’Italia in gomma rialzati sulle maniche e Amore Infinito stampato sul retro della tasca.

I tessuti con fibre di poliestere riciclati saranno utilizzati non solo per le Maglie utilizzate in gara ma anche per le repliche ufficiali delle Maglie leader di Castelli.

Le Maglie del Giro d’Italia sono:

  • MAGLIA ROSA – sponsorizzata da ENEL – leader della Classifica Generale
  • MAGLIA CICLAMINO – sponsorizzata da SEGAFREDO – leader della Classifica a Punti
  • MAGLIA AZZURRA – sponsorizzata da BANCA MEDIOLANUM – leader del Gran Premio della Montagna
  • MAGLIA BIANCA – sponsorizzata da EUROSPIN – leader della Classifica dei Giovani

Continua la collaborazione con Intimissimi Uomo
Dopo l’edizione 2019, torna la collaborazione tra il Giro d’Italia e Intimissimi Uomo, esclusivo brand italiano di intimo maschile. Come per il Giro edizione 102 le Maglie Rosa da gara e da premiazione avranno uno sponsor interno. Celato con la maglia zippata, perfettamente visibile solo una volta slacciata, il logo Intimissimi Uomo sarà a contatto con la pelle dello sportivo, a ricalcare il claim “Vivi l’emozione sulla tua pelle”.

#Giro

Foto Credit: Castelli




55^ Tirreno-Adriatico, ritorna l’arrivo in salita e niente cronosquadre

La tappa di apertura – con partenza e arrivo a Lido di Camaiore – sarà in linea e non una cronometro a squadre come negli ultimi anni. Il percorso prevede altre due tappe per velocisti, due per finisseur e la classica cronometro finale a San Benedetto del Tronto. Riproposto l’arrivo in salita che sarà ai 1362 m di Sassotetto, dove nel 2018 si impose Mikel Landa. Vincenzo Nibali annuncia la sua presenza alla Corsa dei Due Mari.

San Benedetto del Tronto, 12 dicembre 2019 – Presentata oggi nella cittadina marchigiana la 55^ edizione della Corsa dei due Mari, in programma dall’11 al 17 marzo 2020 e organizzata da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport. Percorso che strizza l’occhio a corridori completi che senza la cronosquadre iniziale dovranno affrontare l’arrivo in salita a Sassotetto, la cronometro finale a San Benedetto del Tronto oltre a tre tappe adatte ai velocisti e due mosse e insidiose adatte ai finisseur.
Vincenzo Nibali, due volte vincitore della Corsa dei Due Mari (2012, 2013) ha annunciato questa mattina che sarà al via dell’edizione 2020.

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Primoz Roglic con il Tridente di Nettuno, il trofeo del vincitore

IL PERCORSO
Tappa n. 1 Lido di Camaiore – Lido di Camaiore, 134 km

Percorso
Tappa suddivisa in due parti entrambe in circuito. Nei primi 90 km circa si percorre 3 volte il circuito del Monte Pitoro (salita dal versante Massarosa) di circa 26 km scendendo su Camaiore. Dopo il terzo passaggio si iniziano due giri quasi completi di un grande circuito di circa 19 km tra Pietrasanta e Lido di Camaiore completamente pianeggiante.

Tappa n. 2 – Camaiore – Follonica, 198 km
Percorso
Tappa mossa e articolata specialmente nella seconda parte. Partenza da Camaiore e attraverso Montemagno si raggiunge prima Pisa e poi il Livornese per abbandonare la parte completamente pianeggiante in prossimità di Castagneto Carducci dopo aver superato Cecina. Si affronta quindi la salita di Sassetta e terminata la discesa si entra nel circuito finale di 20 km caratterizzato dal breve strappo “dell’Impostino”

Tappa n. 3 – Follonica – Sacrofano, 233 km
Percorso
Tappa molto lunga e ondulata. Si attraversa il Grossetano per scalare il GPM di Scansano e poi l’alto Viterbese per costeggiare i laghi di Bolsena e Vico e scalare la salita di Poggio Nibbio dal versante di San Martino in Cimino. Si affronta quindi un lungo tratto a scendere che poi termina con la breve risalita all’arrivo di Sacrofano. Ultimi chilometri per la prima parte in discesa e quindi sempre a salire fino all’arrivo con pendenze attorno al 6/7%.

Tappa n. 4 – Terni – Sassotetto, 204 km
Percorso
Tappa molto impegnativa con 6 salite di cui 4 classificate GPM. In partenza si supera il passo della Somma per scendere su Spoleto e dopo Campello sul Clitunno scalare la salita di Pettino (15 km con pendenze attorno al 6/7%). Segue un tratto misto dove si superano il Valico del Soglio, Cerreto di Spoleto e Norcia per affrontare il GPM di Forca di Ancarano e entrare nei monti Sibillini. Dopo Visso si sale al Santuario di Macereto preceduto dallo scollinamento di Santa Margherita. Raggiunta Polverina si percorrono strade ondulate e mosse altimetricamente per arrivare a Sarnano e affrontare la salita finale di Sassotetto.
Gli ultimi chilometri della tappa coincidono con la salita finale al Sassotetto. Si tratta di una salita dalla pendenza abbastanza costate tra il 6 e il 7% con alcuni picchi oltre il 10% e costituita da lunghi rettilinei intervallati da tornanti. La pendenza si addolcisce a ridosso dell’arrivo.

Tappa n. 5 – Pieve Torina – Loreto, 181 km
Percorso
È la tappa dei Muri. Sono tutti concentrati nei 3 giri di circuito che portano la corsa a affrontare 3 volte la salita di Loreto (che costituisce l’arrivo) e 3 volte quello di Recanati. Avvicinamento costantemente in discesa dai Monti Sibillini passando da Camerino e raggiunta la valle del fiume Potenza si affrontano le salite Montefano e Osimo prima di entrare nel circuito e finale.
Circuito finale di 25 km che prevede di affrontare le due salite di Loreto e Recanati. Ultimi chilometri tutti in salita con pendenze attorno al 10%.

Tappa n. 6 – Castelfidardo – Senigallia, 178 km
Percorso
Tappa ondulata nella prima parte e in seguito pianeggiante, non particolarmente impegnativa. Da Numana, attraverso Ancona (parte esterna), Offagna, Jesi e Ostra si svolge un percorso di avvicinamento a Senigallia dove si percorreranno 4 giri di un circuito di circa 16 km.
Circuito finale completamente pianeggiante si svolge tra strade cittadine ampie e ben pavimentate e la campagna limitrofa. Ultimi 3 km interamente cittadini con ultima curva ai 1000 m.

Tappa n. 7 –San Benedetto del Tronto (cronometro individuale), 10.1 km
Percorso
Cronometro individuale di 10’050 m sul percorso che è il medesimo dal 2015. La pedana di partenza è posta in viale Tamerici (Riva sud) da dove si procede verso Porto d’Ascoli lungo il mare. Da Piazza Salvo d’Acquisto (cronometraggio intermedio – km 4.7) si prosegue ancora circa 750 m prima di risalire fino a San Benedetto del Tronto dove la corsa termina sul traguardo tradizionale di viale Buozzi. Gli ultimi 2.5 km sono praticamente rettilinei.

da sinistra: Mauro Vegni, Direttore Ciclismo di RCS Sport, Luca Ceriscioli, Presidente della Regione Marche, Pasqualino Piunti, Sindaco di San Benedetto del Tronto e Stefano Allocchio, Direttore di Corsa di RCS Sport

STATISTICHE

  • Per il 6° anno consecutivo Lido di Camaiore sarà la sede di partenza della Tirreno–Adriatico NamedSport.
  • Sacrofano è città di tappa inedita per la Tirreno-Adriatico NamedSport.
  • Il valico di Sassotetto sarà arrivo di tappa per la 3^ volta alla Tirreno-Adriatico NamedSport dopo il 2009 (Egoi Martinez) ed il 2018 (Mikel Landa).
  • Per la prima volta Loreto sarà città d’arrivo di tappa alla Tirreno-Adriatico NamedSport.
  • Arrivo tradizionale per la Tirreno-Adriatico NamedSport: San Benedetto del Tronto sarà la meta finale per la 54^ volta su 55 (solo la prima edizione, quella del 1966, non terminò a San Benedetto del Tronto: la tappa finale fu la San Benedetto del Tronto – Pescara).
  • Tre inediti di fila: Nelle ultime tre edizioni, tre nazioni diverse hanno ottenuto la loro prima vittoria nella classifica generale della Tirreno-Adriatico NamedSport: Colombia (Nairo Quintana, 2017); Polonia (Michal Kwiatkowski, 2018); Slovenia (Primoz Roglic, 2019).
DICHIARAZIONI

Mauro Vegni, Direttore Ciclismo di RCS Sport, ha detto: “La Tirreno-Adriatico è da sempre una delle corse più importanti nel panorama internazionale. Lo si evince dall’albo d’oro e dai nomi dei vincitori delle ultime tre edizioni: per la prima volta tre nazioni diverse hanno ottenuto il loro primo successo nella Generale della Tirreno-Adriatico.
Nel 2020 la Corsa dei Due Mari, prodotta e trasmessa dalla Rai, verrà distribuita in 151 paesi dei 5 continenti. Uno spettacolo sportivo ma anche turistico e paesaggistico che la Tirreno-Adriatico porterà nella casa di milioni di persone. In quanto corsa WorldTour, la serie massima del ciclismo mondiale, possiamo essere sicuri che come da tradizione ci saranno tantissimi campioni al via che daranno lustro a questa Corsa.”

Luca Ceriscioli, Presidente della Regione Marche, ha detto: “Abbiamo scelto come Regione di promuovere le Marche anche attraverso questa competizione non solo per il legame storico – rappresentato da San Benedetto, da Michele Scarponi e ora da Vincenzo Nibali, ultimo vincitore italiano della gara – ma anche perché vogliamo puntare sulle due ruote come elemento di narrazione del nostro territorio. Vogliamo identificare il nostro territorio con l’andare in bici, perché ha un valore speciale, anche etico. Non poteva mancare quindi la nostra presenza alla Tirreno-Adriatico. Sarà un anno speciale il 2020, l’anno della top destination decretata da Lonely Planet, l’anno del Giubileo di Loreto e poi i Cinquecento anni di Raffaello. Sappiamo quindi che possiamo contare anche sullo straordinario ritorno di immagine che questa gara porta da sempre con sé in tutto il mondo. Grazie, le Marche sono con voi.”     

Vegni, Ceriscioli, Piunti e Allocchio insieme a tutti i rappresentanti delle città di tappa della Tirreno-Adriatico NamedSport 2020

Stefano Allocchio, Direttore di Corsa di RCS Sport, ha detto “Il percorso di quest’anno sarà un po’ diverso rispetto alle ultime edizioni. Abbiamo pensato di togliere la cronosquadre e optare per una tappa in linea adatta ai velocisti. Inoltre ci sarà l’arrivo in salita a Sassotetto – lo stesso che vide nel 2018 vincitore Mikel Landa – che sarà lo spartiacque della corsa. Prima di chiudere con la classica cronometro a San Benedetto del Tronto avremo due tappe insidiose nel Lazio e nelle Marche coi suoi famosi muri e l’arrivo a Loreto. Credo sia un percorso equilibrato che si adatti a corridori completi che sappiano andare forte su tutti i terreni. Sono certo che la vittoria finale rimarrà in bilico fino all’ultima tappa come successo anche nelle passate edizioni”.

Pasqualino Piunti, Sindaco di San Benedetto del Tronto, ha detto: “Il matrimonio tra la città di San Benedetto del Tronto e la Tirreno-Adriatico NamedSport dura da più da 50 anni e nessun legame può resistere così a lungo senza fondamenta affettive più che solide. Questa è una bellissima storia d’amore nata tra i palmizi del nostro mare che mantiene intatto il suo fascino nonostante il passare dei decenni. La scelta di individuare proprio la nostra città come sede per presentare la corsa discende proprio da questa constatazione: qui la Tirreno-Adriatico vede la luce, qui vedrà ancora una volta la sua entusiasmante e suggestiva conclusione. Ne siamo orgogliosi”.

Alessandro Del Dotto, Sindaco di Camaiore, ha detto: “Da sei anni ospitiamo la Grande Partenza della Tirreno-Adriatico NamedSport, un appuntamento che è ormai diventato immancabile per i tantissimi appassionati di ciclismo della Versilia, ma non solo. In questo 2020 il percorso della tappa di apertura omaggerà la nostra tradizione, riportando la corsa sulle strade del mitico Gran Premio Città di Camaiore: un modo per legarci ancor più alla nostra storia e per ringraziare i tanti concittadini che negli anni hanno lavorato con passione e professionalità alla nascita e all’affermazione della corsa dei camaioresi”.

MARCHE OUTDOOR
La Regione Marche torna protagonista e lo fa con lo sviluppo di un turismo sostenibile e di qualità orientato agli amanti dell’outdoor; si parte dalla bicicletta, si parte con il nuovo portale – www.marcheoutdoor.it – e con un network bike: strutture ricettive, ristoranti, officine, guide cicloturistiche e ogni altro tipo di servizio orientati a soddisfare ogni richiesta del viaggiatore e accompagnarlo nell’intero territorio regionale.
La filosofia del progetto è quella di usare la bicicletta come mezzo facendo vivere al ciclo-turista le emozioni che il territorio marchigiano può offrire tra biodiversità, colori diversificati e un paesaggio “intatto” naturale.
Ad oggi i percorsi caricati sulla piattaforma Marche Outdoor sono 24 e da ottobre 2019 è anche disponibile l’App Marche Outdoor pensata per essere vicino a tutti i cicloturisti.

FOTO CREDIT: LaPresse




ROBERTO SCOPEL SORPRENDE TUTTI, TERZO ASSOLUTO A RIJEKA!

Al debutto, in gara, sulla Skoda Fabia R5 il pilota di Possagno è protagonista del weekend croato, mancando il primo alloro in carriera per una toccata nel finale.

Roberto Scopel durante la cerimonia di premiazione (immagine a cura di Mauro Valvasor)

Possagno (TV), 09 Dicembre 2019 – È un Roberto Scopel in grande forma, quello visto in azione nel recente weekend sul tracciato di Rijeka, capace di lasciare di stucco la concorrenza, alla prima apparizione ufficiale sulla Skoda Fabia R5 di Lorenzon Racing, per i colori Xmotors.

Il pilota di Possagno, affiancato da Ermanno Forato alle note, si è trovato a suo agio in condizioni meteo di non facile interpretazione, lottando a lungo per una vittoria assoluta che gli è sfuggita di mano, solo nelle fasi finali, per una toccata contro una barriera di gomme.

A conti fatti il terzo gradino del podio generale è da considerarsi un risultato soddisfacente, in grado di far pendere l’ago della bilancia, per la stagione 2019, di certo verso il segno positivo.

Due le frazioni in programma, la prima delle quali con partenza al Sabato, ed il trevigiano metteva subito in chiaro che non si trovava li per una passeggiata: sul bagnato suo il miglior tempo in apertura, precedendo la Mini Cooper di Zardo e la Lotus Exige di Ghirardo.

A conferma di un già buon affiatamento tra Scopel e la Skoda Fabia R5 il cronometro sanciva lo scratch anche sul secondo crono in programma, seguito a ruota da Ghirardo e Zardo.

Annullata la terza speciale i concorrenti si avviavano verso l’ultimo impegno di giornata ed il pilota di Possagno otteneva un buon secondo parziale che gli consentiva di chiudere la tappa al comando della generale, cinque i secondi di margine sulla vettura gemella di Donetto.

Pur essendo una gara in pista” – racconta Scopel – “abbiamo potuto sfruttare la derivazione rallystica della nostra Skoda Fabia R5 sulla prima tappa, corsa in condizioni di umido per la tanta pioggia caduta nelle giornate precedenti. Onestamente non ci aspettavamo di poter essere così competitivi ma essere riusciti a vincere due delle tre prove disputate ci ha reso molto felici. Avevamo pochissimo margine su Donetto, circa cinque secondi, e la Domenica si faceva davvero molto interessante e stimolante. Volevamo provare a vincere l’assoluta.”

L’indomani non si apriva nel migliore dei modi per Scopel, quinto tempo in prova e perdita della leadership provvisoria, ma il trevigiano non mollava e si manteneva in scia al diretto avversario.

Quando al termine dell’ultimo round del Rally In Circuit Championship mancava un solo tratto cronometrato erano soltanto 7”56 i secondi che il pilota di Possagno doveva recuperare.

Giocandosi il tutto per tutto Scopel si rendeva, purtroppo, protagonista di una toccata contro una barriera di gomme, privandosi sia della vittoria che di una meritata piazza d’onore.

Il terzo posto assoluto, secondo di classe R5, lascia un gusto tra il dolce e l’amaro in bocca.

Il secondo giorno, con l’asciutto, abbiamo pagato un pò” – aggiunge Scopel – “rispetto a chi conosceva meglio la pista. Ci abbiamo provato, sull’ultima, ma non è andata bene. Ci stavamo giocando la vittoria ma abbiamo impattato contro una pila di gomme, perdendo una ventina di secondi nella ripartenza. Pazienza, siamo comunque parecchio contenti di com’è andata. Grazie a tutti i partners, ad Ermanno per l’impegno dimostrato e ad Andrea Prevedello per il sostegno. Grazie ad Ivan Agostinetto, alla famiglia Lorenzon ed all’amico Francesco Stefan.”




2 PERCORSI NUOVI DI ZECCA PER LA 22^ GRAN FONDO LIOTTO

Dopo la notizia, accolta con grande entusiasmo, della nuova data della 22° edizione, ovvero domenica 19 aprile, i colpi di scena sono solo all’inizio. Perché ridisegnare totalmente i percorsi di una gran fondo, si sa, è un lavoro enorme che si traduce nella rielaborazione di ogni singolo aspetto della gara. Ma i percorsi che sono stati individuati e tracciati sorprenderanno e entusiasmeranno anche i più scettici. Il perché è presto detto e ci pensa Pierangelo Liotto, organizzatore, insieme alle sorelle Luigina e Doretta, della manifestazione vicentina.

“Tutti gli anni, senza saltarne uno, abbiamo introdotto delle novità sui percorsi, perché vogliamo che i nostri corridori possano cimentarsi ogni volta in qualcosa di inedito che li sorprenda e li diverta per davvero. Ma questa volta ci siamo superati. Abbiamo rielaborato integralmente i percorsi e il risultato ci riempie di orgoglio e motivazione. Meno pianura, salite favolose di cui la nuova Aquila, da affrontare solo ed esclusivamente nel lungo, che è stata individuata nella mitica Mossano – Crosara, meglio conosciuta tra gli appassionati della zona come “Via Monti” (3,4 km, 309 m D+, pendenza media 9,1%, max. 18%). È una salita inserita anche nel Giro d’Italia 2015, precisamente nella 12° tappa che si concluse poi a Monte Berico con la vittoria del fuoriclasse Philippe Gilbert. Le nostre scelte sono state ispirate da due fattori: bellezza paesaggistica che lascia senza fiato e maggiore sicurezza stradale.”

Dopo 5 anni, in cui i percorsi sono stati ritoccati, ma non rivoluzionati, è arrivato quello della svolta e le due proposte firmate Liotto hanno il sapore della grande sfida. Il percorso medio è sempre di 90 km, con un dislivello di 1490 m, il lungo è leggermente ridotto rispetto al 2019 e totalizza 120 km con 2450 m di dislivello. Confermato l’arrivo panoramico ed emozionante di Monte Berico, ma tutto il resto è da sperimentare in prima persona.

Il sito ufficiale della manifestazione, www.granfondoliotto.it, è stato totalmente aggiornato e, consultando la sezione LA GARA, si possono trovare informazioni dettagliate. Le 4 salite, presenti in entrambi i tracciati, assicurano grande varietà sia dal profilo della prestazione richiesta sia per gli scenari che si incontreranno. In particolare, la prima da affrontare, la apprezzatissima Longara-Villabalzana, di quasi 8 km con una pendenza media del 4,20% e strappi del 12%, situata nella immediata periferia di Vicenza, lontana dal traffico, è abbastanza lunga e regolare da sgranare immediatamente il fiume colorato dei ciclisti, così ognuno è libero di seguire l’andatura che gli è più congeniale e quando si sale, i panorami godibili premiano ampiamente della prima fatica sostenuta. La divisione dei percorsi è posta al 77° km e chi sceglierà di vivere fino in fondo la sfida lanciata dai Liotto, optando per il lungo, troverà pane per i denti, di fonte alla famigerata quinta salita, posta all’88° km, la già citata “Via Monti”.

Le iscrizioni online sono attive e la quota attualmente è di euro 40,00, bloccata fino a fine anno con PRIMA GRIGLIA garantita, mentre per i TEAM è in vigore la promozione 10 +1, ovvero a fronte di 10 iscrizioni, l’11° è gratis, alla tariffa super scontata di euro 35,00 a persona.

Per seguire tutti gli aggiornamenti della gran fondo: https://www.facebook.com/GranFondoLiotto/ 

La Gran Fondo Liotto città di Vicenza è prova unica del Campionato TRIVENETO e fa parte del Campionato Nazionale ACSI. È tappa del Giro delle Regioni e del Challenge Zero Wind Show.