Toutes le femmes en moi apre la stagione di Codroipo 2 nov.

Conto alla rovescia per la stagione teatrale di Codroipo. Come da consolidata tradizione, l’apertura del cartellone è affidata allo spettacolo vincitore del Palio Teatrale Studentesco Città di Codroipo 2018, svoltosi nel teatro cittadino in tarda primavera. Venerdì 2 febbraio alle 20.45 il gruppo Avidi Lumi della scuola paritaria Bertoni di Udine porterà sul palco del Teatro Benois-De Cecco Toutes le femmes en moi, uno spettacolo diretto da Daniela Zorzini e interpretato da Ester Bortolussi, Giorgia Rampino, Maria Sofia Rizzi e Tosca Vantaggiato.

 

Toutes le femmes en moi prende spunto da una domanda: “C’è qualcosa che ti sta a cuore?”. La risposta delle ragazze è stata unanime: raccontare vite di donne che hanno lottato per i loro diritti a tal punto da lasciare un segno indelebile nella società. Attingendo a fonti storiche, scientifiche, poetiche, le giovani interpreti si sono appassionate ad alcune storie in particolare e hanno creato un copione originale. Contemporaneamente hanno partecipato al laboratorio di drammaturgia pensato per i giovani paliensi da Matearium e dalla compianta Angela Felice. Il testo dello spettacolo è il frutto di una accurata ricerca di cui le ragazze si sono fatte carico e che nel laboratorio di teatro è poi diventata corpo e parola e ha ridato vita e voce alla prima ominide Lucy, alla poetessa Marina Cvetaeva, alla danzatrice Jane Avril, alla stilista Coco Chanel, alla cantante Billie Holiday, alla fotografa di guerra Gerda Taro e al gruppo delle scatenate Pussy Riot.
Il canto dal vivo curato dalla maestra Annalisa Masutti ha aggiunto un’ulterirore elemento artistico al lavoro che ha meritatamente vinto il Palio codroipese.

 

Lo spettacolo fa parte del carnet di abbonamento alla stagione, il biglietto di ingresso per i non abbonati è di 5 euro. La stagione del Benois-De Cecco proseguirà giovedì 15 novembre con Coast to coast, il nuovo spettacolo di Rocco Papaleo. Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it e chiamando il Teatro Benois De Cecco di Codroipo (0432 908467).




[Teatro Verdi Gorizia] – Sabato l’inaugurazione della stagione con Basabanchi Rèpete con Alessandro Fullin e Ariella Reggio

A volte ritornano: è il caso delle irresistibili e scanzonate suore della Beata Pinza, a cui è affidato il compito di inaugurare con il loro Basabanchi Rèpete la stagione artistica 2018/2019 del Teatro Verdi di Gorizia. L’appuntamento è per sabato 3 novembre alle 20.45. Una produzione Contrada, in dialetto triestino, sequel della storia che già l’anno scorso ha divertito il pubblico di Gorizia, riscuotendo un enorme successo. Lo spettacolo porta la firma del comico triestino Alessandro Fullin, autore, regista e protagonista dello spettacolo, affiancato da Ariella Reggio e dagli attori della compagnia stabile della Contrada: Rosanna Bubola, Franko Korošec, Francesco Godina, Valentino Pagliei, Sara Zanni e Leonardo Zannier. Il poliedrico Fullin è tornato alle sue origini triestine dopo lunghi anni di lontananza, che gli hanno permesso però di osservare con occhio più lucido e divertito l’anima vera di Trieste. Un racconto scanzonato e surreale, popolato da personaggi che richiamano atteggiamenti e sentimenti in cui tutti possono riconoscersi, portandoli però al paradosso e oltrepassando volutamente la commedia per sconfinare nel varietà. La vicenda è ambientata nel 1969, anni lontani dai nazisti e dalla guerra che avevano afflitto le suore nella prima parte, ma i problem non mancano: la Madre Superiora ha deciso di affrescare tutte le sale del convento affidando l’incarico al noto pittore Duccio da Sgonico, così le suore si sono indebitate. Provvidenziale l’arrivo di una troupe cinematografica che vuol girare un film nel convent, la cui presenza darà luogo a una serie di equivoci ed episodi improbabili. Tra i nuovi personaggi che accompagneranno Suor Camoma, Suor Palacinka e la Madre Superiora, ci saranno Tullio Teciapa, Suor Bonfa, Borut Rasnici e Goran Cevapcici.




Pupkin kabarett show 5 novembre 20.33 prima di stagione

Lo show che spaventa i mercati

Lunedì, 5 novembre al teatro Miela, alle 20.33, puntuale come il rimorso, il primo appuntamento di stagione con il Pupkin  Kabarett , il tradizionale appuntamento del lunedì, con il cabaret musicale della compagnia piC9 strampalata e originale dell’Europa centro orientale.

Dal  2001 calcano continuativamente le scene del Miela e di altri teatri e nel corso di questa stagione diventeranno finalmente maggiorenni. Sempre accompagnati dalla musica dei fedeli musicisti della Niente Band, danno un senso al primo giorno della settimana come nessun altro sia mai riuscito a fare. Molte persone che odiavano il lunedì, da anni ormai attendono questo giorno con estrema eccitazione.

Il loro segreto? Lo sport, la dieta mediterranea e una leggera dose di follia accompagnata da una adeguata sconsideratezza e da un congruo quantitativo di sfacciataggine. Le loro maggiori qualità morali? Disfattismo, negatività e improvvisi entusiasmi ingiustificati. Bipolari convinti.

Quest’ estate le hanno pensate tutte e si presenteranno sul palco pieni di entusiasmo e con tante novità . Vari ospiti si alterneranno nelle varie serate.

”Affronteremo temi nazionali, internazionali, locali e subacquei –  ci anticipa Stefano Dongetti – e cercheremo di aprire una finestra “ storico-artistica”  sulla vita e le opere di leopardo Da Vinci, nei 500 anni della sua scomparsa” . Alessandro Mizzi annuncia una stagione leggermente sovranista senza mai perdere lo spirito europeista e logopedista. Per ora l’ ufficio stampa di Laura Bussani (che è lo stesso di Lady Gaga) non rilascia dichiarazioni e Flavio Furian combatte quotidianamente con le sue molteplici personalità  ed è seguito da uno staff di psicanalisti internazionali. Attori e musicisti confidano tutti nel reddito di cittadinanza e nella flat tax.

Non lasciateli soli, aderite numerosi alla campagna “Adotta anche tu un Pupkin a distanza, aiutiamoli a casa loro”.

Prossimi appuntamiti 2018: 19 novembre, 3 dicembre e 17 dicembre

Vi aspettiamo numerosi!  

Anche quest’anno si è pensato ad un mini abbonamento 2018,  4 spettacoli a 32 euro.

Prevendita c/o biglietteria del teatro tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00. oppure on line su vivaticket

www.miela.it

Andrea Forliano




TEATRO COMUNALE DI CORMONS ‘Ho perso il filo’ il 30 ott. Con Angela Finocchiaro

Il Teatro Comunale di Cormons aprirà la stagione artistica martedì 30 ottobre, alle 21, con una grande protagonista, Angela Finocchiaro, che in PRIMA REGIONALE, porterà in scena ‘Ho perso il filo’ un soggetto della stessa attrice-autrice, di Walter Fontana e Cristina Pezzoli, anche regista della pièce. Accanto alla poliedrica comica milanese ci saranno le Creature del Labirinto, ovvero i danzatori Giacomo Buffoni, Fabio Labianca, Alessandro La Rosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni, Alessio Spirito.

Lo spettacolo proseguirà la tournèe in Regione toccando diverse piazze: l’8 novembre ad Artegna, il 22 novembre a Cordenons e il 15 febbraio 2019 ad Azzano X.

Una commedia, una danza, un gioco, una festa, questo è HO PERSO IL FILO, prodotto da Agidi.

In scena un’Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità e ironia un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro.

Angela si presenta in scena come un’attrice stufa dei soliti ruoli: oggi sarà Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte. Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto. Viene assalita da strane Creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti dispettosi, che la circondano, la disarmano, la frullano come fosse un frappè, e soprattutto tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno. Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto, che si esprime con scritte e disegni: ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farglielo ritrovare.

Passo dopo passo, una tappa dopo l’altra, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi e a riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo. Alla sua maniera naturalmente, come quando – di fronte ai ragazzi ateniesi che la implorano di salvarli dal Mostro che li sta già sgranocchiando – promette firme e impegno sui social; o come quando è sottoposta a una sfida paradossale dal vero Teseo, sceso di corsa dalle vette del mito, indignato perché la sua interprete difetta delle necessarie qualità eroiche; o quando deve fare del bene a una mendicante rom e decide di darle non una semplice elemosina ma di regalarle un’intera spesa: se la porta dietro al supermercato ma, siccome la mendicante la irrita ignorando i prodotti bio per fiondarsi invece su merendine industriali e insaccati carichi di conservanti, finisce per farla arrestare.

Lo spettacolo vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle Creature del Labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti.

Il Labirinto è un simbolo antico di nascita – morte – rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.

Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori guidati dall’inventiva di Hervé Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che è molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti.

E.L.




Fanes, il mito come inno al pacifismo

“Il canto della caduta” è lo spettacolo che è stato scelto per l’apertura della nuova stagione di Teatro Contatto. Marta Cuscunà porta in scena (in prima assoluta a Udine) un’antica storia Ladina, il mito di Fanes, storia di un popolo pacifico ed egualitario la cui esistenza viene stravolta dall’arrivo di un re straniero.

Sul palcoscenico una struttura di metallo a rappresentare una montagna sul cui cocuzzolo sono appollaiati dei corvi che scrutano e osservano quanto accade. Sono in attesa di poter banchettare con ciò che resta degli uomini caduti in guerra. La guerra non si vede in scena ma è percepita e immaginata dal pubblico attraverso il punto di vista dei corvi. Si tratta di animali meccanici la cui movimentazione si basa su tecnologie applicate in animatronica progettate e realizzate della scenografa Paola Villani.

In basso, nelle viscere della terra i bambini superstiti rimangono in attesa “del tempo promesso della pace”. Nel mezzo della struttura un video che proietta immagini di terre desolate e parole appartenenti al racconto del mito.

Marta Cuscunà diventa corvo prestando la sua voce sua voce  agli uccelli metallici che ragionano sulla guerra, sui morti, sul perché delle guerre. Anche se loro alla fine si cibano dei morti, si chiedono se tutto questo è necessario. Si chiedono fino a che punto può arrivare l’ambizione di un re che addirittura riesce a sacrificare la figlia il nome della vittoria.

In contrapposizione ci sono i bambini delle viscere, i bambini che vogliono sopravvivere, i bambini a cui è affidato il futuro. Anche in questo caso si tratta di pupazzi nascosti dalle teste di topo come i bambini disegnati da Herakut, duo tedesco di streetartists che ha lavorato in campi profughi e zone devastate dalla guerra. Bambini topo perchè  “i cecchini non sparano sui topi”. Si apprende, grazie alla voce della Cuscunà, che i bambini hanno paura, freddo  fame, tremano sentendo in lontananza i rumori della guerra e si sentono traditi perché non sanno fino a che punto potranno resistere e non sanno soprattutto quando potrà arrivare il tempo promesso della pace grazie al quale tutto il popolo di Fanes potrà ritornare finalmente la vita.

Lo spettacolo invita gli spettatori ad una riflessione profonda au cosa si può fare per avere, senza retorica alcuna, un mondo migliore, senza guerre e sopraffazioni. E soprattutto un mondo dove, chi detiene il potere lo deve esercitare come strumento di libertà, giustizia ed equità.

Meritatissimi i lunghi applausi che il pubblico di Udine ha tributato a Marta Cuscunà e a “Il canto della caduta”.

MariaTeresa Ruotolo




LE CRONACHE SESSUALI” DI CORNACCHIONE FANNO TAPPA ALLA CORTE DI OSOPPO 27 ottobre

Ospite della stagione firmata da Anà-Thema Teatro l’istrionico comico

che porta in scena una divertentissima pièce sulle abitudini sessuali degli italiani

Prosegue la stagione del Teatro della Corte di Osoppo (Ud) con il nuovo imperdibile spettacolo dell’istrionico Antonio Cornacchione. Dopo il debutto con l’intenso “Neve”, monologo di e con Luca Ferri che ha emozionato con la sua intensa riflessione- confessione, la stagione di Aná-Thema Teatro cambia decisamente registro.

Sabato 27 ottobre, alle 20.45, a calcare il palco del teatro osovano sarà l’attore comico Antonio Cornacchione con il suo “Cronache Sessuali”, per una produzione Epochè ArtEventi.

Dopo il rapporto Kinsey che svelò al modo tutte le abitudini sessuali degli americani negli anni ’60 Antonio Cornacchione prova a scrivere un suo rapporto sulle abitudini sessuali degli italiani. Si parte dagli anni 70 per capire se la rivoluzione sessuale di quegli anni si è compiuta e se ha finalmente portato la felicità che prometteva o se invece ha alimentato soltanto frustrazione in quanto creatrice di un mondo di illusione lontano dalla realtà…

Le domande sono semplici e dirette: Se il sesso è la felicità dell’uomo moderno.. allora le persone più felici della terra sono gli attori porno? E’ vero che non è possibile aprire una scuola per attori porno in quanto gli studenti vorrebbero tutti ripetere l’anno? Ma il sesso è la via più facile per arrivare al successo? L’orgasmo è un diritto o un dovere? Dietro al libertino mondo del web resiste un incallito moralista? In tutto questo c’entra qualcosa Berlusconi?

Una risata vi seppellirà. Ma era quella del cavaliere?

Si parte da questo per arrivare al racconto di varie storie che Cornacchione recita in prima persona. Il ragazzo timido che si innamora della porno star, l’uomo maturo che trova il punto “G” della moglie per errore mentre cerca i calzini, la femminista che odiava gli uomini e amava le donne che copiano gli uomini.

Cornacchione, con le sue Cronache sessuali, propone una rivisitazione delle abitudini sessuali degli americani negli anni Sessana e lo fa in salsa tipicamente italiana. La sua comicità schietta stimola e scioglie l’imbarazzo della platea, suggerito anche dall’espediente del repentino cambio di argomento che devia verso la politica. Cornacchione non rinuncia, infatti, malgrado la specificazione del titolo, ad affrontare con la sua ironia pungente anche questo genere di cronaca, quella di cui è sempre stato salace esaminatore e dalla quale più spesso lo abbiamo visto trarre ispirazione.

Il “rapporto Cornacchione” analizza i comportamenti sessuali degli italiani quando ormai ogni tabù è stato superato e nessuna piccola perversione sembra più indecorosa. E lo fa rimanendo nei limiti senza essere scontato e senza scadere nella volgarità a facendo ridere e riflettere lo spettatore.

Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare allo 04321740499 o al 3453146797, inviare una email all’indirizzo info@anathemateatro.com o consultare il sito www.anathemateatro.com.




PORDENONE, TEATRO VERDI: 28 OTT.AL VIA IL CARTELLONE DI PROSA CON “WIKIPIERA”: di PIERA DEGLI ESPOSTI

Nel segno di una grande protagonista del teatro italiano, la “primadonna” Piera Degli Esposti, si apre domenica 28 ottobre il cartellone di prosa del Teatro Verdi di Pordenone, curato da Natalia Di Iorio: ben 30 proposte in programma, con prestigiose prime nazionali e tante esclusive trivenete. Domenica, alle 16, appuntamento il sipario si alzerà su “Wikipiera”, uno spettacolo divertente ed “enciclopedico” che raccoglie alcuni dei cavalli di battaglia di più di cinquant’anni di carriera della estrosa e impareggiabile mattatrice delle scene: uno spettacolo dal vivo nella forma dell’intervista, ma potremmo definirlo anche una sorta di ‘flusso di coscienza’ affidato alle cure di Pino Strabioli, per una performance personalissima e altamente carismatica. Prodotta da Alt Academy, “Wikipiera” è una carrellata per ripercorrere la vita tra teatro e cinema, vissuti da Piera Degli Esposti, sempre in frontline, e sempre incrociando gli eventi della sua avventurosa vita: dagli amori impossibili e quelli possibili, il rapporto profondo e controverso con la mamma, la passione per Bologna, gli incontri fondamentali come quello con Marco Ferreri e con Dacia Maraini, sbocciato nella “Storia di Piera” diventato poi un film con Hanna Schygulla e Marcello Mastroianni, recentemente trasformato da Peter Marcias nel film-documentario “Tutte le storie di Piera”; e ancora, altri incontri che hanno scandito la vita di Piera: quelli con De Chirico e Lucio Dalla, per esempio, quest’ultimo compagno di scuola del fratello di Piera. E poi ancora le tappe della carriera, dall’indimenticabile interpretazione di Molly cara di Joyce – che fece esclamare a Eduardo De Filippo “Chesta è o vierbo nuovo” – al cinema d’autore. Wikipiera è uno spettacolo nello spettacolo, un vero e proprio show fra brani di grande teatro e ricordi. Da Joyce a D’Annunzio, da Beckett a Campanile. Sul palco solo pochi elementi essenziali perché la scena è tutta per Piera; tra i due si stabilisce subito un legame di complicità e di stima, costruito con equilibrio e rispetto dei ruoli; Strabioli è un’ottima spalla presente ma non invadente, lei è emozionata, divertita, come se fosse la sua prima volta sul palcoscenico. In questo equilibrio costante si gioca tutta la piacevolezza dello spettacolo. Lei dice di sé: “Preferisco essere raccontata in vita che da morta. Lo spettacolo è il dietro le quinte di un’attrice, la formazione, le bocciature iniziali e poi i consensi. Penso che ai giovani possa servire vedere che si può costruire un cammino andando controcorrente”. Un’occasione unica per conoscere da vicino una grande attrice ma anche una grande donna: carismatica, energica, vitale, che sa emozionare, divertire e commuovere.  L’intesa fra la ‘nonna jena’ di “Tutti pazzi per amore” e Pino Strabioli è nata in televisione dopo la fortunata trasmissione di Rai 3 “Colpo di scena” e dopo una serata ai Solisti del Teatro. “Wikipiera” è arrivato dunque come naturale prosieguo di una alchimia per un’attrice che, prima di diventare tale, è riuscita a ritagliarsi anche un ruolo di sarta per seguire le proprie fantasie. E che confessa di aver inseguito per una vita il sogno di incontrare l’attore Robert Mitchum. «Ti amo da quando avevo quattordici anni – gli confessa in una lettera – Tutto in te è ambiguo, osceno e speranzoso…», come il loro incontro riuscito grazie a Lina Wertmüller, due anni prima della scomparsa di Mitchum.
L’esibizione di Piera Degli Esposti sarà anticipata dall’incontro di sabato 27 ottobre alle 20.30 al Convento di San Francesco di Pordenone quando – in occasione della sua presenza a Pordenone – all’attrice sarà conferito il Premio Cavallini per la carriera.
In corrispondenza con Wikipiera si inaugura anche “Happy Kids” edizione 2018/2019, al via, quindi, le attività per i bambini a Teatro: laboratori e letture alla scoperta delle più belle favole della letteratura mondiale. Ideato dal Teatro Verdi in collaborazione con l’Accademia Teatrale Lorenzo Da Ponte di Vittorio Veneto: per  sei domeniche si terranno altrettanti laboratori di sperimentazione e avvicinamento al teatro, rivolti a bambini dai 4 ai 9 anni, ospitati all’interno dello Spazio Due. I laboratori coincideranno con altrettante rappresentazioni – la prima appunto Wikipiera di domenica 28 – offrendo così alle famiglie una ulteriore opportunità per vivere il Teatro.  I laboratori sono riservati esclusivamente per bambini, i familiari potranno assistere tranquillamente allo spettacolo in sala Grande, nel frattempo i piccoli teatranti si approcceranno all’arte del palcoscenico attraverso il gioco e le letture dei classici della letteratura. Domenica 28  si comincia con la fiaba “Aladino”: il laboratorio avrà inizio alle 15.30 fino alle 18.30 e sarà aperto a tutti quei bambini che vorranno immergersi in un pomeriggio di esperienza teatrale in modo divertente, interessante e autonomo, insieme a nuovi amici. (Biglietti € 3 se i familiari sono in possesso del biglietto per lo spettacolo della sala grande/€5).

“Wikipiera”, informazioni: Biglietteria del Teatro Verdi, tel 0434.247624 da lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00 www.comunalegiuseppeverdi.it

 Bar Licino aperto da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo in sala grande.




NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO VIAGGIO NELLA SCATOLA MAGICA 27 e 28 ott.

Un nuovo accattivante appuntamento dedicato alle famiglie: a.ArtistiAssociati proporrà nei pomeriggi del 27 e 28 ottobre, con doppia replica alle 15.30 e alle 17.00, Viaggio nella scatola magica, una visita guidata teatralizzata all’interno del Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo. Partendo dall’atrio verso i meandri più reconditi del teatro, attraverso i camerini e il ballatoio, i visitatori incontreranno le figure professionali che normalmente qui lavorano: dalla cassiera al macchinista, al direttore di sala, dai tecnici agli attori. Scopriremo insieme i trucchi del mestiere, esploreremo aree precluse al pubblico, impareremo cos’è una cantinella, un’americana, un mantegno e alla fine assisteremo in modo più consapevole allo spettacolo imparando un po’ di storia di questo Teatro. E come in ogni Teatro che si rispetti, non mancherà… il fantasma!

‘Viaggio nella scatola magica’, di Enrico Cavallero per la regia di Chiara Cardinali, vedrà come protagonisti Enrico Cavallero, Chiara Cardinali, Serena Finatti, Camilla Tuzzi, Fulvia Cristin, Giancarlo Schilter e Matteo Clemente.

Ogni visita dovrà essere prenotata dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, al numero 0481532317 o scrivendo ateatrogiovani@artistiassociatigorizia.it ed anche durante la prevendita direttamente in Teatro: ogni martedì dalle 17 alle 19 e il sabato dalle 10.30 alle 12.30.

E.L.

 




Giovedì 25 ottobre ore 20.30 – Teatro Miela LA PETITE FEMME BAMOUN

Giovedì 25 ottobre la serata di Spaesati Eventi sul tema delle migrazioni è dedicata al cinema. Alle 20.30 la  proiezione di LA PETITE FEMME BAMOUN di Ousmane Stéphane e Sergio Marcello , Cameroun, 2014.
Destinata a sposare un uomo più anziano, Roukaya si fa sostituire dalla sua amica Viviane, ragazza intelligente, che si fingerà Roukaya. Deve moltiplicare trucchi e sotterfugi per non essere smascherata e non dormire con il suo presunto marito. Sfortunatamente, incontra e si innamora di Ngaju Faraz, che la costringerà a
rivelare le sue vere intenzioni e scoprirà che il suo cosiddetto nemico è in realtà un uomo con un grande cuore, una vittima della tradizione e della sua famiglia.

In collaborazione con l’associazione MBOA MOV / Dalle Radici

organizzazione: Bonawentura

Ingresso € 5,00

 

Andrea Forliano




VERONICA PIVETTI IN “VIKTOR UND VIKTORIA” AL TEATRO NUOVO DAL 26 OTTOBRE

Uomo, donna oppure entrambi. Tutto diventa possibile nel gioco di scambio fra i sessi al centro della travolgente commedia in arrivo al Teatro Nuovo, protagonista una strepitosa diva en travesti come Veronica Pivetti. Parliamo di Viktor und Viktoria sul palco del Giovanni da Udine venerdì 26 e sabato 27 ottobre (ore 20.45), e domenica 28 ottobre (ore 17.00): una pièce nella quale si intrecciano alla perfezione equivoci, travestimenti, atmosfere bohemien e salotti aristocratici ma che, soprattutto, mette in scena i grandi sentimenti: l’amicizia, l’amore, la libertà come valore assoluto e imprescindibile, quale che sia il genere, lo status sociale, il periodo storico.

Liberamente ispirata all’omonimo film del 1934 di Reinhold Schunzel – del quale peraltro è la prima trasposizione teatrale realizzata in Italia – la commedia ci trasporta nella Berlino stordita prima dai fasti e poi dalla miseria della repubblica di Weimar. Susanne Weber, attrice di talento (Veronica Pivetti) – arriva nella grande città spinta dalla fame e in cerca di una scrittura. L’incontro con un collega attore, Vito Esposito (Yari Gugliucci) immigrato italiano, sembra cambiarle la vita. Mentre la città subisce gli umori delle nascenti forze nazionalsocialiste di Hitler, Susanne e Vito s’immergono negli eccessi della vita notturna condividendo fame, scene, battute e, alla fine, scambiandosi anche sesso e identità. Con i suoi intriganti travestimenti Susanne – nei panni ora di Viktor, ora di Viktoria – conquista le platee, ma il suo fascino androgino scatena presto curiosità e sospetti. L’incontro fatale con il conte Frederich Von Stein (Giorgio Borghetti) spariglierà ulteriormente le carte portando la protagonista, in un gioco serrato di colpi di scena, a un’inevitabile scelta finale.

Spassosa, sensuale, irresistibile, Veronica Pivetti ci racconta e ci canta, sullo sfondo di una Berlino anni trenta, una storia piena di qui pro quo, cambi di persona e intrecci sentimentali senza esclusione di colpi. Magistralmente diretta da Emanuele Gamba e prodotta dai nostri corregionali a. Artistiassociati in collaborazione con Pigra Srl, Viktor und Viktoria è una commedia che ci fa divertire ma anche riflettere, nella quale si legge la critica a una società bigotta e superficiale (la nostra?) sempre pronta a giudicare dalle apparenze.

Sabato 27 ottobre alle 17.30, Veronica Pivetti e la Compagnia dello spettacolo Viktor und Viktoria incontreranno il pubblico nel foyer del Teatro per il secondo appuntamento della stagione di Casa Teatro, progetto ideato da Giuseppe Bevilacqua e Anna Bertolo e realizzato con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine. L’incontro, dal titolo TACCHI E TACCHETTI, metterà a confronto in un dialogo aperto le esperienze di due diversi palcoscenici: quello della finzione, rappresentato dal teatro, e quello della vita e dello sport. Saranno ospiti Nikola Mužíková, social media manager UPC Tavagnacco Calcio Femminile, ed Alma Maraghini Berni, esperta d’arte. Conduce Emanuela Furlan, operatrice culturale, direttore organizzativo Festival Mittelfest di Cividale.

Biglietteria del Teatro aperta 16.00 alle 19.00 (chiuso la domenica, il lunedì e i giorni festivi). L’acquisto dei biglietti è possibile anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it, nei punti vivaticket e, il mercoledì, al Temporary Ticket Store del Teatro attivo in centro a Udine al Caffè Contarena (Via Cavour 1) con orario 10.00-13.00.

Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it. Previste speciali riduzioni per i possessori della G-Teatrocard.