Angelo Pintus porta al Politeama Rossetti 50 Sfumature di Pintus martedì 17 dicembre

Non siamo davanti a un altro capitolo della trilogia di romanzi erotici di E. L. James, di grande successo, il cui primo libro – Cinquanta sfumature di grigio – diventerà a breve un film. Ma Angelo Pintus ammette di averne tratto spunto per il suo nuovo tour teatrale intitolato proprio 50 Sfumature di PintusA differenza dei libri della James, Pintus promette risate: «Care donne, a differenza di quelle di grigio, le sfumature di Pintus vi faranno ridere!!! Forse… e se lo dico io potete non credermi!!… la comicità è dappertutto… Nei politici che litigano… in alcune storie assurde di alcuni programmi televisivi… e nelle pubblicità… basti pensare che Banderas parla con una gallina che si chiama Rosita! Insomma non ci vuole molto… Fa ridere vedere un uomo con la febbre a 36,8… Fa ridere vedere una donna che parcheggia… (senza offese!) Mi fa ridere la vita…». Angelo Pintus è nato a Trieste e per la prima volta nella sua carriera di comico calcherà il palcoscenico del Politeama Rossetti. Noto per le sue imitazioni, vanta una lunga lista di “vittime” illustri tra i quali figurano Bruno Pizzul, Valentino Rossi, Josè Mourinho, Silvio Berlusconi, Zlatan Ibrahimovic, Belen Rodriguez, Antonio Banderas, George Clooney, Mario Balotelli, Gandalf, Cesare Maldini, Marco Mengoni, Maria De Filippi, Pupo, Jovanotti, Max Pezzali. 

Per la prima volta nella sua città natale, Angelo Pintus porta al Politeama Rossetti 50 Sfumature di Pintus. Lo spettacolo, vista l’eccezionale richiesta per la recita di martedì 17 dicembre, replicherà anche il 23 gennaio 2014”.

I biglietti si possono acquistare presso i consueti punti vendita del Teatro Stabile regionale, attraverso il sito www.ilrossetti.it, mentre informazioni sono disponibili anche al telefono chiamando il Teatro allo 040-3593511.




Da venerdì 13 dicembre al Giovanni da Udine ritorna in scena l’irresistibile Paolo Poli con Aquiloni

Con le scene del grande Emanuele Luzzati e i costumi di Santuzza Cali’, da venerdì 13 a domenica 15 dicembre, alle ore 20.45, Paolo Poli torna al Teatro Nuovo Giovanni da Udine con uno spettacolo su Pascoli che ha registrato il tutto esaurito nella passata stagione nei principali teatri italiani.Un ritorno atteso e desiderato dal pubblico che ha da sempre un’affezione particolare e viva per questo grande artista e il suo teatro. Considerato uno dei più grandi attori italiani del dopoguerra, Paolo Poli, nato a Firenze il 23 maggio del 1929, ha condotto una carriera inimitabile per quantità e qualità. Il suo è un mestiere coltissimo e raffinato che fonde insieme le sacre rappresentazioni medievali, il teatro elisabettiano, la commedia dell’arte, la tradizione orientale, il musical ed il cabaret.Aquiloni, come viene decritto dall’attore stesso, è un’allegoria del comporre poetico, giocattolo antico preindustriale che affettuosamente ci ricorda Giovanni Pascoli. Fino alla metà del Novecento la scuola italiana si nutrì della sua produzione.poliiLa critica letteraria, a cominciare da Croce, privilegiò le rime giovanili, fino a Contini che ne elogiò il plurilinguismo, a Pasolini che rilevò la dicotomia psicologica, per arrivare a Baldacci che ne curò la ricca antologia. Da Myricae e dai Poemetti lo spettacolo intende evocare la magia memoriale e la saldezza linguistica nelle figure contadine di un’Italia ancora gergale. Nello sdrammatizzare, che sicuramente discosta Poli dalla poetica pascoliana, risiede l’interessante possibilità che l’attore ci fornirà: sfrondare questi capolavori da oltre un secolo di (pur necessaria) didattica categorizzazione, per riconsiderarli, per cogliere l’essenza della parola.Uno spettacolo imperdibile che ha la capacità di evocare, nella magia del gioco, affetti e sentimenti profondi per poi rasserenare lo spettatore nel sorriso.Si ricorda inoltre che sabato 14 dicembre, alle ore 17.30, nel Foyer del Teatro Nuovo, ci sarà l’ultimo appuntamento del corso “Dire Fare, Ascoltare Teatro” che vede il Giovanni da Udine collaborare con l’Università delle Libertà FVG.polL’incontro, intitolato Passione e attualità dei classici, avrà come protagonisti Paolo Poli e il Direttore Artistico Prosa del Giovanni da Udine, Giuseppe Bevilacqua, ed è inserito nell’iniziativa Casa Teatro 2013-14, uno spazio di cultura teatrale che presenta ed elabora i temi degli spettacoli della Stagione, per fare, attraverso il dialogo e l’ascolto, del gioco teatrale un momento di inclusione e pensiero critico.




UN “BACIO” DA NON PERDERE

Mario Perrotta torna al Palamostre di Udine: dopo Atto Finale – Flaubert, ma soprattutto dopo aver appena vinto il premio Ubu, l’Oscar del teatro italiano, come miglior attore protagonista. Ieri sera per la stagione Akropolis.14 del Teatro Club ha portato in scena lo spettacolo “Un bes – Antonio Ligabue” nella molteplice veste di autore, regista e attore. E’ la storia della vita travagliata del geniale pittore Ligabue, bambino “speciale” nato tredici giorni prima del 1900 e convinto che proprio quei tredici giorni abbiano influito in modo nefasto sulla sua vita. Abbandonato dalla madre naturale, vivrà in Svizzera con quella che chiama e considera la sua vera mamma “Mutter”, la madre adottiva fino ad essere costretto ad abbandonarla per andare in Italia in provincia di Reggio Emilia dal patrigno.

Il filo conduttore è la profonda malinconia di Toni Ligabue, del non essere compreso e rifiutato perchè non come gli altri. Considerato il matto del paese da deridere, per riempire la solitudine parla con piante di un bosco di pioppi dove disegna figure di donne. Non ha grandi pretese, solo un po’ di affetto, solo un bes, un bacio che invece gli è rifiutato da tutti. Così la storia si articola in tre momenti, la Svizzera, l’Italia nel paese di Gualtieri, il bosco. Ottima e struggente l’interpretazione di Perrotta che si cala nelle vesti del personaggio fino a diventare personaggio lui stesso.bes1

Dapprima la narrazione dell’attore, poi l’attore diventa esso stesso protagonista incarnando il personaggio: Perrotta racconta le vicende anche per mezzo di disegni (belli) a carboncino  che supportano le parole. Perrotta è solo sul palconscenico supportato solamente da tre cavalletti che diventano le tavolozze ideali per i suoi schizzi e disegni. Disegno dopo disegno, parola dopo parola, gli spettatori sono coinvolti e portati a riflettere sulla ricerca di affetto mai colmato di Ligabue, sulla richiesta anche ossessiva di un bes, di un bacio che il pittore vorrebbe. E che chiede anche agli spettatori in sala.

E di persone come Ligabue nel mondo ce ne sono tante, e Perrotta consente di allargare il raggio della solitudine a tutti coloro che non possono essere incasellati in modelli di normalità o presunta tale. Molto coinvolgente infine anche la ricerca della lingua portata sul palco: Perrotta, pugliese di origine, ha scelto di recitare alcune parti in italiano alternato a tedesco per poi arrivare all’emiliano. Da non perdere.

Maria Teresa Ruotolo

 




La vita non è un film di Doris Day”. Teatro Bobbio, 14 e 15 dicembre

È in arrivo un weekend speciale al Teatro Bobbio, sabato 14 e domenica 15 dicembre, con “La vita non è un film di Doris Day” di Mino Bellei, uno spettacolo fuori abbonamento di e con Claudio de Maglio, Caludio Mezzelani e Massimo Somaglino.Tre attori che porteranno in scena, en travesti, tre deliziose vecchiette, per un remake di un fortunato spettacolo degli anni ’90, trasformandosi rispettivamente in Amalia, un’ex attrice di successo, in Angiolina, una donna con poco cervello, e in Augusta, una donna ricca, senza peli sulla lingua che sa spesso imporsi sulle altre.  Tre amiche da una vita, tre donne che si conoscono da sempre, che hanno frequentato le stesse scuole, fino al traguardo dell’università, e che hanno poi inseguito i loro sogni, da sempre condivisi. Ormai vedove, per un bizzarro destino che le ha private tutte dei loro mariti, e con dei figli che stentano a fare anche solo qualche telefonata ogni tanto, si trovano immerse in una realtà parecchio arida di conoscenze. Nemmeno tra loro si frequentano spesso, ma da oltre dieci anni hanno preso l’abitudine di passare il Natale e Santo Stefano insieme, nella casetta di campagna di Amalia, che inizia però ad avere dei seri problemi economici, nonostante abbia alle spalle una brillante carriera. Come accade in questi casi, l’amicizia, consolidata, porta a conversazioni che possono rivelarsi anche pericolose, soprattutto se la situazione personale delle persone coinvolte nasconde delle verità che si vorrebbero tenere nascoste o che per anni si è scelto di non rivelare.Un affresco comico ma anche malinconico di quella che può essere la terza età nell’epoca contemporanea, che sa anche andare a fare luce su quelli che sono i cambiamenti legati ad una diversa disponibilità economica, restando comunque legato all’amicizia, quella vera, che riesce ad andare oltre il passare degli anni e le difficoltà. Uno spettacolo in grado di fare ridere il pubblico grazie alle sue battute taglienti, ma regalando molto di più.

 Prevendita dei biglietti, prenotazione dei posti presso la biglietteria del Teatro Bobbio (tel. 040.390613/948471) o al TicketPoint di Corso Italia 6/C (tel. 040.3498276/3498277). Prevendita On Line: Circuito VIVATICKET by Charta (vivaticket.it).

Informazioni: 040.948471 / 948472 /390613; contrada@contrada.it; www.contrada.it.




Sabato 14 dicembre, ore 20.45 O’SCARFALIETTO di E. Scarpetta Teatro della Corte di Osoppo

Sabato 14 dicembre alle ore 20.45, al Teatro della Corte di Osoppo, si alzerà il sipario su una delle più belle commedie napoletane di Eduardo Scarpetta. La stagione di Anà-Thema Teatro è felice di ospitare la Compagnia “Gradisca il Teatro” con lo spettacolo O’Scarfalietto”. La commedia, liberamente tradotta da Oscar Limpido e con la regia di Salvatore Zona, tratta delle traversie di Felice Sciosciamocca e della moglie Amalia Maruzzella che dopo un anno di matrimonio vissuto per lo più tra continui litigi e incomprensioni decidono di separarsi. In questa situazione si trovano coinvolti, loro malgrado, il cameriere Michele Pascone, la cameriera Rosella Paparella e il Giudice Gaetano Papocchia. Un susseguirsi di equivoci, esilaranti battute che coinvolgeranno lo spettatore in una continua risata con un finale a sorpresa.Scarfalietto 2

O scarfalietto è una delle commedie più belle di Scarpetta, scritta nel 1881 è ispirata all’opera francese “La Boulé” di Meilhac e Halévy. Il personaggio centrale, don Sciosciammocca, maschera tra le maschere che risponde al disegno dell’autore di avvalorare le esigenze della sua variopinta fantasia con il controllo del quotidiano, esprime in sé i caratteri fondamentali della commedia napoletana, i quali ricorrono senza alcun dubbio nell’arte di Eduardo De Flilippo.

 Info e prenotazioni 04321740499 – 345.3146797 info@anathemateatro.com Biglietti intero €10 – ridotto € 8

 




Luca Zingaretti e Massimo de Francovich dal 11 dic. nella commedia La torre d’avorio

 In scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. 

 

Un grande direttore d’orchestra convive con la follia nazista pur di non privare il suo popolo della consolazione della bellezza, delle note di Mozart, Brahams, Beethoven… È Wilhelm Furtwängler che Ronald Harwood pone al centro di una commedia tesa e interessante, immaginando l’interrogatorio a cui sarebbe stato sottoposto durante il processo di denazificazione.Si tratta de La torre d’avorio rivelatasi fin dal debutto – nel 1995 a Londra – un clamoroso successo internazionale. È Luca Zingaretti – in veste di regista e interprete – a portare in Italia questo bellissimo testo e a trasformarlo in uno degli spettacoli più applauditi nel panorama nazionale. A Trieste, ospite dello Stabile regionale, arriva mercoledì 11 dicembre e replica per il cartellone Prosa fino a domenica 15.torre1Zingaretti si assume il ruolo del maggiore americano che interroga l’eccellente direttore tedesco (magistralmente interpretato da Massimo De Francovich) che – è realtà – davanti ai colpi dell’accusatore assolutamente indifferente alla sua fama, così si difese: «Sapevo che la Germania era in una situazione terribile: io mi sono sentito responsabile per la musica tedesca, ed è stato mio compito farla sopravvivere a questa situazione, per quanto ho potuto. La preoccupazione per il fatto che la mia musica potesse essere usata dalla propaganda ha dovuto cedere alla preoccupazione più grande di conservare la musica tedesca, di farla ascoltare al popolo tedesco. Questo popolo, compatriota di Beethoven, Mozart e Schubert…».Il grande maestro Wilhelm Furtwängler, considerato fra i massimi direttore d’orchestra del XX secolo, fino al 1945 aveva in effetti diretto i Berliner Philharmoniker: era sul podio in molte occasioni ufficiali durante il regime nazista che lo rispettò per il suo spessore artistico e gli permise di lavorare da privilegiato. Egli mantenne nei confronti del regime comunque grande distacco: non si iscrisse mai al partito, mai fece il saluto nazista. Alla fine di un concerto escogitò un sotterfugio (rimasto famoso) pur di non stringere la mano ad Hitler.Il suo atteggiamento ambiguo rispetto agli ebrei però non aiuta a comprenderlo: da un lato elogiò musicisti ebrei e salvò alcuni elementi dei Berliner dal campo di concentramento, ma dall’altro ostacolò la presenza di ebrei in altre posizioni professionali e gli fu anche imputato di aver fatto propaganda antisemita contro il maestro Victor de Sabata…La sua figura possiede dunque qualche ambiguità: ciò assieme al suo atteggiamento altero e alla sua fama clamorosa ne fece un soggetto ideale, eclatante ed esemplare per il processo di denazificazione in cui i vincitori dal 1946 si impegnarono molto.Chiuso nel suo mondo fatto di armonie e bellezza, vibrante di umiliazione il Maestro è quanto di più lontanto si possa immaginare dal maggiore Adam (cui Luca Zingaretti presta ostinazione e durezza). Fra loro – tradotto nella bella drammaturgia del contemporaneo Harwood, autore di capolavori come Servo di scena, Il pianista, Quartet – avviene quello che nella boxe si definirebbe un “match ideale”.La torre d’avorio di Ronald Harwood è diretto da Luca Zingaretti  sulla traduzone di Masolino d’ Amico. Ne sono protagonisti lo stesso Zingaretti e Massimo de Francovich accanto ai quali applaudiremo in scena Paolo  Briguglia, Gianluigi Fogacci,  Francesca Ciocchetti,  Caterina Gramaglia.Le scene sono firmate da Andrè  Benaim, i costumi da Chiara Ferrantini  e le luci da Pasquale Mari. È prodotto da Zocotoco srl.Lo spettacolo replica dall’11 al 15 dicembre alla Sala Assicurazioni: tutte le recite si svolgono alle ore 20.30 tranne la pomeridiana di domenica 15 dicembre, come di consueto in programma alle ore 16.

I biglietti si possono acquistare presso i consueti punti vendita del Teatro Stabile regionale, attraverso il sito www.ilrossetti.it, mentre informazioni sono disponibili anche al telefono chiamando il Teatro allo 040-3593511.




Ennio Fantastichini è protagonista di Beniamino di Steve J. Spears dall’11 al 13 dicembre al Teatro Miela

Beniamino con Ennio Fantastichini in scena dall’11 al 13 dicembre al Teatro Miela rappresenta il secondo appuntamento realizzato in sinergia dal Teatro Stabile regionale (nel cui cartellone altripercorsi l’appuntamento è inserito) e Bonawentura/Teatro Miela.  Ambiguità, solitudine, ferocia… c’è tutto questo nel monologo in cui, nel 1976, Steve J. Spears decideva antesignanamente di affrontare i temi dell’omofobia e della pedofilia. Una scelta coraggiosa e difficile, premiata da un successo clamoroso per l’autore australiano, che deve proprio a questo lavoro – il cui titolo originale è The elocution of Benjamin Franklin – la sua fama: l’esito della sua messinscena a Londra lo rese infatti un cult internazionale, che arriva in Italia grazie alla sensibilità di un regista come Giancarlo Sepe.MIELA 1Nel ruolo del protagonista ha voluto un attore carismatico, potentemente fisico ma capace di notevoli profondità: Ennio Fantastichini. Il pubblico dello Stabile lo ha apprezzato l’ultima volta dal vivo nel 1999, nel testo di Koltès La solitudine nei campi di cotone, ma è impossibile non averlo ammirato in una delle tante prove cinematografiche, fra cui ricordiamo almeno i film di Ferzan Ozpetek Saturno contro e Mine vaganti.  In Beniamino, monologa nel ruolo del maturo protagonista un professore di eloquenza shakespeariana che a Toorak, il paesino dell′Australia dove si svolge la vicenda, offre lezioni di dizione alle signore ed ai giovani afflitti da difetti di pronuncia.  Il professor O’Brien è un anziano omosessuale, ma ha sempre mantenuto il più stretto riserbo rispetto alla propria vita e alle proprie inclinazioni: nel privato sfoga qualche eccentricità indossando a volte capi femminili, esprimendo le sue passioni per Shakespeare e Mick Jagger, confidandosi al telefono con l’amico Bruce, anche lui gay. Ma nulla trapela all’esterno.A scardinare questa situazione giunge un giorno Beniamino, un dodicenne di chiare tendenze omosessuali, che la madre affida al professore peché gli sia curata la balbuzie: O’Brian se ne innamora.MIELA2Nel racconto di Fantastichini-O’Brian autoironia e tragedia s’intrecciano sempre più indissolubilmente a denunciare il dramma – attualissimo – della difficoltà di vivere autenticamente e (ha un valore metaforico, sicuramente, il fatto che il professore curi proprio difetti di parola) di comunicare sé stessi al mondo. È uno spettacolo contro l’omofobia, che continua tutt’oggi a mietere vittime, uno spettacolo in cui il protagonista tratteggia non solo il proprio profilo ma anche l’eco delle voci e delle figure degli altri personaggi di Toorak:personaggi che decreteranno il terribile epilogo dell’esistenza di O’Brian. Accusato – ingiustamente – di pedofilia spenderà i suoi giorni rinchiuso in manicomio.Beniamino di Steve J. Spears, per la regia di Giancarlo Sepe, con in scena Ennio Fantastichini e la voce di Pino Tufillaro, va in scena al Teatro Miela – per il cartellone altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – dall’11 al 13 dicembre.Le scene sono di Fabiana Di Marco, i costumi di Giovanni Ciacci, le luci di Umile Vainieri, le musiche di Harmonia Team. È una produzione di Marionetta Bideri per Bis Tremila.Lo spettacolo debutta mercoledì 11 dicembre alle ore 21. Va in scena in orario serale anche il 12 e il 13 dicembre.I biglietti si possono acquistare presso i consueti punti vendita del Teatro Stabile regionale, attraverso il sito www.ilrossetti.it e, a partire da un’ora prima dello spettacolo, presso la Biglietteria del Teatro Miela.




Verdi di Gorizia. Mercoledì 11 di-cembre “Sei personaggi in cerca d’autore”

Terzo appuntamento con la Prosa al teatro Verdi di Gorizia. Mercoledì 11 di-cembre, sempre con inizio alle 20.45, il teatro Carcano di Milano metterà in scena il dramma più conosciuto di Luigi Pirandello, “Sei personaggi in cerca d’autore”. Tra il pubblico ci sarà anche una consistente rappresentanza di giovani, in quanto allo spettacolo assisteranno gli studenti del polo liceale goriziano
“Sei personaggi in cerca d’autore” rappresenta nel panorama della drammaturgia teatrale un fenomeno irripetibile. Da una parte per l’affetto e l’interesse con cui il dramma è accolto dagli spet-tatori a ogni nuova messa in scena e in special modo dai giovani, che ne rimangono come stregati.Dall’altra parte è forte il fascino che esercita su attori, registi e produttori che da esso rimangono eternamente attratti. La messa in scena del Teatro Carcano è alla sesta ripresa consecutiva dal 2008, da quando Giulio Bosetti ne curò la regia dopo averlo già interpretato o prodotto tre volte: negli anni ’50 nei ruoli del Figlio, a metà degli anni ’70 e a metà degli ’80 come produttore e nel ruolo del Padre. Si è quindi arrivati all’attuale edizione in cui Bosetti fa il regista, lasciando ad An-tonio Salines quello del Padre e affidando a Edoardo Siravo quello del Capocomico. La presente edizione vede quindi impegnati nei ruoli principali Antonio Salines, il Padre, ambiguo e problema-tico, Edoardo Siravo, il Direttore-Capocomico, pacato e curioso, Paola Rinaldi, la Madre, composta e dolente, e Michele Di Giacomo, il Figlio, ribelle e febbrile.
Prosegue la vendita degli abbonamenti “Sotto l’albero”, ideale per chi desidera fare un regalo di Natale originale oltre che per chi vuole essere sicuro di avere un posto per gli spettacoli del 2014. Scegliendo questo tipo di abbonamento, si potrà di fatto vedere tre spettacoli pagandone solo due. Inserita nell’iniziativa “Per Natale regala Cultura”, la speciale promozione natalizia consentirà di acquistare un pacchetto di tre spettacoli a scelta tra i 14 in programma nel 2014. L’acquirente potrà confezionare l’abbonamento a proprio piacimento, indicando uno spettacolo di Prosa (5 in tutto), uno di Musica (5) e uno del programma Grandi Eventi e Balletto (4). Una proposta regalo simpatica e alternativa, con prezzi che vanno dai 25 euro per il pacchetto “giovani” di Seconda Galleria ai 49 euro del pacchetto “intero” in Platea. Il botteghino del Teatro in corso Italia è aperto da lunedì a sabato dalle 17 alle 19, con chiusura nei giorni festivi, dal 24 al 26 dicembre e il 31 dicem-bre. È già aperta la prevendita per il primo spettacolo del 2014, lo spassoso “Carta canta”, di e con Ennio Marchetto, in programma sabato 4 gennaio.

FEDERICO GANGI




LA PROGRAMMAZIONE DELL’ENTE TEATRO REGIONALE PER LA SETTIMANA

Grande spolvero per la settimana teatrale proposta dall’ ERT – FVG che iniziA dalla programmazione di domani  10 DICEMBRE  con Eclisse totale di Pia Fontana con Cochi Ponzoni e Ivana Monti regia di Franco Però ad Artegna riproposto il giorno successivo 11 dic. a Codroipo.  eclisseSempre il 10 dicembre in programma altri due spettacoli per il circuito ERT FVG che sono LE RANE di Aristofane interpretato e diretto da Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Luca Nucera, Tania Rocchetta, Marcello Vazzoler musiche di Alessandro Nidi
scene di Alberto Favretto costumi di Marzia Paparini luci di Luca Bronzo in scena a Monfalcone con replica sempre a Monfalcone il giorno dorissuccessivo e La vita non è un film di Doris Day in programma a Palmanova riproposto l’11 dicembre a San Daniele del Friuli ed il 13 dic. a Zoppola . Il 12 dicembre invece a Latisana sarà proposto Contemporary Tangocon la partecipazione straordinaria di Kledi Kadiucoreografia e regia di Milena Zullomusiche di Astor Piazzolla, Lucio Demare, Anibal Troilo, Juan D’Arienzo, Osvaldo Pugliese, Francisco Canaro, Angel Villoldola compagnia: Placido Amante, Tayma NIane Baldò’, Vincenzo Carpino, Michele Cascarano, Roberta De Simone, Anna Manes, Riccardo Occhilupo, Azzurra Schena, Sophie Tonello, Claudia Vecchi e Stefano Zumpanoproduzione: Balletto di Roma che sarà sempre riproposto nel circuito a metà gennaio.tango Il 14 dicembre a Pontebba sarà la volta dello spettacolo musicale  Harmony Gospel Singers concerto gospel degli Harmony Gospel Singers direttrice Stefania Mauro produzione: Nuove Tecniche. Ed il 15 dicembre  Giuseppe Battiston presenterà il suo L’invenzione della solitudine di di Paul Austerdrammaturgia e regia di Giorgio Gallione produzione: Teatro dell’Archivolto .




TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE : “AQUILONI” DI PAOLO POLI DAL 13 DIC.

Con le scene del grande Emanuele Luzzati e i costumi di Santuzza Cali’, da venerdì 13 a domenica 15 dicembre, alle ore 20.45, Paolo Poli torna al Teatro Nuovo Giovanni da Udine con uno spettacolo su Pascoli che ha registrato il tutto esaurito nella passata stagione nei principali teatri italiani. Un ritorno atteso e desiderato dal pubblico che ha da sempre una affezione particolare e viva per questo grande artista e il suo teatro. Aquiloni, come viene decritto dall’attore stesso, è un’allegoria del comporre poetico, giocattolo antico preindustriale che affettuosamente ci ricorda Giovanni Pascoli.

con Paolo Poli e con Fabrizio Casagrande, Daniele Corsetti, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco

scene di Emanuele Luzzati costumi di Santuzza Calì  musiche di Jacqueline Perrotin coreografie di Claudia Lawrence regia di Paolo Poli  produzione Produzioni Teatrali Paolo Poli – Associazione Culturale