FARE TEATRO A SCUOLA SECONDO NOI 2019 11^ edizione

Sabato 16 novembre il Teatro Nuovo Giovanni da Udine accoglierà una nuova edizione l11ima – di Fare Teatro a Scuola secondo Noi, iniziativa promossa dall’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine e il Comune di Udine e con il riconoscimento dell’Ufficio scolastico regionale del MIUR. Una giornata di formazione, confronto e dialogo dedicata agli adulti insegnanti ed educatori, operatori culturali e sociali, bibliotecari e artisti, ma anche genitori e familiari – che a vario titolo si occupano di infanzia e sono i primi mediatori e promotori di un avvicinamento dei più piccoli ai linguaggi artistici.

La giornata – con inizio alle ore 9.00 – sarà articolata al mattino in una tavola rotonda sul tema Abbandonarsi: l’arte di lasciare e lasciarsi andare alla quale parteciperanno Agnese Doria (critico teatrale per il collettivo Altre Velocità), Roberto Frabetti (autore, attore e regista, fondatore della compagnia La Baracca / Testoni Ragazzi di Bologna), Claudio Milani (attore e autore, Premio Eolo 2012) e Michele Rabbia (musicista e compositore).  Nel pomeriggio, a partire dalle ore 14.30, i relatori condurranno una sessione di approfondimento teorico-pratico incentrato sui metodi e sugli strumenti per favorire la relazione tra i bambini e le arti sceniche. La partecipazione alle attività è gratuita ma è necessario iscriversi contattando l’ERT allo 0432.224214 oppure info@teatroescuola.it.

Dal 1988 l’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia dedica attraverso le attività del teatroescuola una particolare attenzione al mondo della scuola, promuovendo l’incontro dell’infanzia con l’arte in ogni sua forma. Per ulteriori informazioni e per conoscere tutte le attività dell’ERT visitare il sito www.ertfvg.it.




Inaugura il 17 novembre la nuova stagione di prosa del TeatroPasolini a Cervignano

La nuova stagione artistica del Teatro Pasolini di Cervignano prende quest’anno “La forma delle emozioni” e si prepara all’inaugurazione della stagione 2019_2020 il prossimo 17 novembre con un ospite d’eccezione, Leo Gullotta e il suo ultimo spettacolo, Pensaci Giacomino! tratto dall’omonima novella di Luigi Pirandello.

La nuova stagione sarà un coinvolgente susseguirsi di esperienze emotive, narrazioni, visioni che, fino al 15 aprile 2020, compongono il nuovo cartellone di 10 appuntamenti di teatro e  danza ideato dal CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e realizzato con il fondamentale sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Cervignano e della Fondazione Friuli.

La stagione teatrale 2019-2020 si inaugura il 17 novembre con la commedia scritta da Luigi Pirandello, Pensaci, Giacomino! con la brillante e sapiente e interpretazione di Leo Gullotta nel ruolo del protagonista e la regia di Fabio Grossi. Pensaci, Giacomino! nasce in veste di novella del 1915, per poi avere la sua prima edizione teatrale, in lingua, nel 1917.  In Pensaci, Giacomino! Leo Gullotta interpreta il professor Toti, un insegnante sottopagato e bistrattato, che si offre come marito per un matrimonio riparatore a una giovane conoscente  rimasta incinta del suo giovane fidanzato. Una commedia piena di contatti con l’attualità nell’affrontare il tema dell’affido e di scelte anticonvenzionali nelle relazioni,  dove dominano i punti fermi della poetica pirandelliana , con un finale pieno di amara speranza.

Il 25 novembre, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, debutta in prima assoluta, al Teatro Pasolini, in collaborazione con Teatro dei Luoghi 2019, Se non avessi più teuno spettacolo scritto da Manuel Buttus (Teatrino del rifo), che incontra la ricerca  musicale e vocale di Nicoletta Oscuro e di Matteo Sgobino.. Un’occasione per riflettere su l’inquietante escalation di casi di abusi, violenze e femminicidi nel nostro Paese, un fenomeno strutturale e trasversale della società e che affonda le sue radici nella disparità di potere fra i sessi.

L’eterno divario fra cultura umanistica e scientifica si intrecciano in L’infinito tra parentesi (in scena il 27 novembre), affascinante pièce adattata dall’omonimo romanzo di Marco Malvaldi, popolare giallista e chimico, con la regia di Piero Maccarinelli e protagonisti due fratelli d’arte come Maddalena Crippa e Giovanni Crippa. Sono loro i due professori universitari che intavolano una discussione sull’argomento e riscrivono una “storia sentimentale della scienza”, da Omero a Borges.

La MM Contemporary Dance Company, l’apprezzata compagnia di Reggio Emilia fondata dal coreografo Michele Merolaporta in scena il 7 dicembre, per una doppia serata all’insegna della danza, due grandi titoli del repertorio musicale del Novecento: La sagra delle primavera di Igor’ Stravinskij nella recente versione coreografica di Enrico Morelli e il Bolero di Maurice Ravel nell’interpretazione di Michele Merola.

Due grandi interpreti della scena italiana, autori e registi, magistrali e raffinati interpreti di commedia dell’arte, Elena Bucci e Marco Sgrosso inaugurano il 2020, il 15 gennaio, al Teatro Pasolini di Cervignano, con La pazzia di Isabella. Vita e morte dei Comici Gelosi.
Comico, drammatico, vero, scritto con l’ironia e la leggerezza che rendono la Natalia Ginzburg unica nel panorama della narrativa e della drammaturgia italiana, La Parrucca (in scena il 31 gennaio) rivela Maria Amelia Monti come straordinaria interprete ginzburghiana, l’attrice più adatta oggi a far rivivere i personaggi femminile che tanto avevano di Natalia stessa.

Geppy Gleijeses dirige un grande classico della commedia brillante, consacrato da Broadway e da Holliwood,  Arsenico e vecchi merletti di Joseph Kesserling, con protagoniste prime donne del teatro italiano, Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini. Un’irresistibile commedia degli equivoci, in scena il 25 febbraio..  Si nota all’imbrunire. Solitudine da paese spopolato è il testo della drammaturga, regista e attrice Lucia Calamaro, che vede protagonista (in scena l’8 marzo) un intenso Silvio Orlando in una raffinata tragicommedia su uno dei mali del nostro tempo, la solitudine sociale.
Per il teatro in lingua friulana, torna al Pasolini il 24 marzo, l’irresistibile comicità della Compagnia del Teatro Incerto con il nuovo spettacolo Fieste, un viaggio tenero e struggente alla ricerca di un amore perduto alla vigilia del bilancio di sessant’anni di vita.
Chiude la Stagione di prosa, il 15 aprile, lo spettacolo Gli sposi – romanian tragedytratto dal testo del drammaturgo francese David Lescot.  Gli sposi è la storia di un’ordinaria coppia di potere Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu interpretati oggi da Elvira Frosini e Daniele Timpano, attori e autori di uno dei più interessanti sodalizi artistici di questi anni.  Un’emblematica storia di due creature senza smalto in un mondo senza orizzonte.

Informazioni, abbonamenti, biglietteria: Cervignano, Teatro Pasolini, martedì, mercoledì e venerdì , ore 16-18, giovedì e sabato, ore 10-12. Tel. 0431.370273. 

 




Napoli : Vayu House Theater 15 nov- 21:30, con “L’Eco”

Al Vayu in scena.  L’eco Venerdì 15 novembre – ore 21:30

Dopo 10 anni di vita, di musica e di intensi concerti in acustico, il Vayu House Concerts fa un regalo al suo pubblico e accoglie il teatro. Per questa nuova e decima stagione, Stefano Morelli ha affidato la direzione artistica per il programma teatrale al giovane attore Daniele Marino.

Il primo appuntamento con il Vayu House Theater è venerdì 15 novembre, alle ore 21:30, con “L’Eco”, scritto e diretto da Mauro Palumbo. La voce off è di Sara Missaglia e il protagonista è Antonio Buonanno. “L’eco” nasce da racconti di padri divorziati, che perdono molto di più che un rapporto di coppia: sono uomini che smarriscono il loro diritto alla paternità.

Per partecipare e ricevere l’indirizzo del Vayu, scrivere a vayuhousetheater@gmail.com

I posti sono limitati e l’ingresso: 15€ (Spettacolo + Buffet)




TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE 15 nov. -20.45 DIO RIDE Nish Koshe

Una zattera in forma di piccola scena approdava in teatro ventisei anni fa. Trasportava sei vagabondi, cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich. A chi sentiva il desiderio di ascoltare, Simkha raccontava storie di una gente esiliata, cantava le canzoni di quel popolo che illuminò e diede gloria alla diaspora. I musicanti lo accompagnavano con i loro strumenti e con lui rievocavano le melodie che quel mondo – fatto di comunità grandi, piccole e piccolissime – aveva creato per vivere le feste, le celebrazioni e i riti di passaggio.

Dopo aver toccato tante destinazioni e aver riscosso un successo straordinario, Moni Ovadia e i suoi compagni di avventura saranno al Teatro Nuovo Giovanni da Udine venerdì 15 novembre con Dio ride. Nish koshe, un nuovo spettacolo ispirato alla tradizione del cabaret yiddish fatto di canzoni, musiche, piccole letture e tanto umorismo, dove l’ebraicità è raccontata in modo originalissimo attraverso il paradosso e soprattutto il sorriso.

Dopo lo storico spettacolo Oylem Goylem che proprio lo scorso anno ha toccato il 25mo anniversario, con Dio ride. Nish koshe (il sottotitolo significa in yiddish “così così”), Moni Ovadia intraprende dunque un nuovo viaggio umoristico -paradossale nei grandi temi della spiritualità ebraica che ci permette di guardare in modo nuovo la realtà, le sue contraddizioni e anche di arginare le sue derive: perché, come ha detto lo stesso Ovadia, “L’umorismo è uno strumento poderoso per spiazzare il potere, le regole rigide, l’ossificazione del pensiero”.  Dio ride. Nish Koshe è uno spettacolo lirico e civile, dove l’umorismo e la saggia leggerezza si rivelano essere le uniche possibili risposte dell’intelligenza alle avversità e al male del mondo. Conflitti, intolleranza, nuovi muri come quello che divide Israele da Gaza allontanano gli uomini oggi più che mai e oggi più che mai è necessario dare voce al bisogno di memoria, di giustizia e di pace. Come scrive il Talmud, “Dio ride per essersi intromesso nelle cose degli uomini”. Ma può ancora farlo di fronte a tanta stoltezza? Così così.

Salomone “Moni” Ovadia nasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita. Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche ha dato avvio alla sua carriera d’artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, come Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi, via via proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un “teatro musicale” assolutamente peculiare, in cui le precedenti esperienze si innestano alla sua vena di straordinario intrattenitore, oratore e umorista. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il “vagabondaggio culturale e reale” proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell’immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui si fa memoria per il futuro.

Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine aperta dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.00. L’acquisto dei biglietti è possibile anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it, nei punti vivaticket e alla Libreria Feltrinelli di Udine (Via Canciani), il venerdì mattina dalle 9.30 alle 13.00.  La biglietteria di via Trento venerdì 15 novembre sarà attiva anche a partire da un’ora e mezza prima dell’inizio degli spettacoli. Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it. Previste speciali riduzioni per i possessori della G-Teatrocard.

TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE

venerdì 15 novembre 2019 – ore 20.45

DIO RIDE

Nish Koshe

di e con Moni Ovadia

con le musiche dal vivo della Moni Ovadia Stage OrchestraMaurizio Dehò, Luca Garlaschelli, Albert Florian Mihai, Paolo Rocca, Marian Serban

luci Cesare Agoni, Sergio Martinelli

scene, costumi ed elaborazione immagini Elisa Savi

progetto audio Mauro Pagiaro

regia Moni Ovadia

produzione CTB Centro Teatrale BrescianoCorvino Produzioni




Kafka e la bambola viaggiatrice domenica 10 novembre alle ore 17 al Teatro S. Giorgio di Udine a Contatto TIG

Debutta in prima assoluta, domenica 10 novembre alle ore 17 al Teatro S. Giorgio di Udine a Contatto TIG in famigliaKafka e la bambola viaggiatrice lo spettacolo teatrale ispirato a un episodio della vita di Franz Kafka che unisce la forza del teatro e delle video proiezioni in una storia sull’incontro fra il mondo degli adulti e quello dei bambini.

Durante la quotidiana passeggiata al parco berlinese di Steglitz, lo scrittore s’imbatte in una bambina disperata perché ha perso la sua bambola Brigida. Questo incontro inaspettato rappresenta lo spunto per l’ultima opera del grande scrittore.

Tratto dal romanzo dell’autore catalano “Kafka y la muñeca viajera” di Jordi Sierra i Fabra, Kafka e la bambola viaggiatrice racconta di ventuno giorni e tante lettere per immaginare un’altra febbrile verità: la bambola non si era persa, aveva deciso di partire per un lungo viaggio e quelle lettere avrebbero raccontato con la voce di Kafka, che s’inventa “postino delle bambole”, le sue avventure in giro per il mondo.

Nuova produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia con Teatro delle Apparizioni, una delle compagnie italiane che più stanno innovando i linguaggi e le forme sceniche del teatro per ragazzi, lo spettacolo Kafka e la bambola viaggiatrice è per tutti, particolarmente consigliato alla visione in famiglia, per un pubblico di adulti e bambini, dai 6 anni.

Kafka e la bambola viaggiatrice diventa, grazie alla regia di Fabrizio Pallara, fondatore de Teatro delle Apparizioni, che insieme a Valerio Malorni ha curato l’adattamento e la drammaturgia, un racconto di parole e immagini animate con in scena una formidabile coppia d’attori, lo stesso Malorni Desy Gialuz che manipola la bambola ideata e costruita da Ilaria Comisso. Le scene e i costumi sono realizzati dall’artista e scenografa Luigina Tusini e le videoproiezioni create dall’illustratore Massimo Racozzi animano e descrivono luoghi, viaggi e fantasie.

 

Kafka e la bambola viaggiatrice è una storia adulta che parla di nostalgia, è una storia dell’infanzia che dice di stupori, occhi aperti sul mondo, vita che arriva tumultuosa e piena. Un incontro tra umanità, tra condizioni diverse, diversi tempi della vita, ma dentro un’esperienza che appartiene a tutti: crescere, cambiare, lasciar andare.

“Dalle pagine dello scrittore spagnolo – raccontano Valerio Malorni e Fabrizio Pallara – alla messa in scena il testo ha subito delle variazioni, necessarie, per raccontare con gli strumenti a disposizione del teatro ciò che un romanzo fa solo con le parole. La nostra bambina è una bambola manipolata da un’attrice, teatro d’attore e di figura, accompagnato da un lavoro di videoproiezioni che raccontano il viaggio di Brigida. L’occasione dunque per far dialogare letteratura e teatro per le nuove generazioni, continuando a cercare i modi in cui si può parlare a chi sta iniziando a incontrare la vita. Uno spettacolo che esiste grazie al guizzo geniale di un grande scrittore in un pezzetto della sua vita sconosciuto ai più, e grazie alla curiosità e all’attenzione con cui un altro scrittore ha saputo raccogliere e raccontare una storia, per farla arrivare fino a noi”. 

L’appuntamento di domenica inaugura Udine Città-Teatro per i bambini, il percorso teatrale promosso da CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e dal Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Assieme alla replica pomeridiana di Contatto TIG in famigliaKafka e la bambola viaggiatrice sarà proposto anche in matinée per gli studenti delle nell’ambito della Stagione Contatto TIG Teatro per le nuove generazioni del CSS dal 6 al 9 novembre e il 12 al Teatro S.Giorgio di Udine, il 13 Cervignano, al Teatro Pasolini.

Lo spettacolo sarà poi in tournée e farà tappa nei teatri delle città di Roma per il prestigioso Romaeuropa Festival Kids, Riccione (Teatro Tondelli), Padova (Teatro Don Bosco), Mira (Villa dei Leoni), Vicenza (Teatro Astra), Codroipo (Teatro Benois De Cecco), Fagagna (Sala Vittoria), Cascina (Fondazione La città del Teatro).




ANATHEMA : Teatro della Corte Osoppo: La somma di due…un lavoro ben costruito ma che il pubblico accoglie tiepidamente.

Lo spettacolo, tratto dall’opera omonima di Lidia Ravera, racconta la storia del rapporto fra due sorelle, Angelica e Carlotta, separate come i genitori.  Due sorelle adolescenti, Angelica e Carlotta, vengono separate dal divorzio dei genitori.

Marina Massironi

Una con la madre, l’altra con il padre in un’altra città. Si mancano, si accusano, si scrivono, si rincorrono per non perdersi. Perché le sorelle sono quelle che ti aiutano a misurare la strada, a comunicare con il resto del mondo, sono un complice o un ostacolo per diventare quello che sei, sono ‘l’altro’ che ti spinge al confronto con te stesso e con la vita.
Lidia Ravera disegna con linguaggio fresco, ironico e fortemente critico, quel legame naturale eppure misterioso che unisce due esseri umani dalla nascita, collocandolo nella confusione esistenziale e sentimentale di un mondo sempre più segnato dalla mancanza di rapporti reali, e ci spinge a indagare il nostro profondo e umano bisogno di “sorellanza”.

Molto intimistico, scarno di colpi di scena e poca verve delle protagoniste  creano uno spettacolo abbastanza coerente con le problematiche proposte, ma a volte lento e stancante dal punto dei tempi scenici, meglio Nicoletta Fabbri che Marina Massironi, ma nel complesso un lavoro sopra la sufficienza dove a volte traspira il Pathos del legame forte ed indissolubile che unisce due sorelle anche se

Nicoletta Fabbri

costrette a separarsi per una causa non certo scelta da loro. Mi sono meravigliato  perché tutti, in sala, ridevano. Ridevo malinconicamente anche io,  delle fantasiose iperboli dietro cui la piccola Angelica occulta un dolore che non riesce a nominare.  Una buona trasposizione teatrale del testo di Lidia Ravera, ma forse rappresentato  con troppo intimismo dalle due attrici. Il pubblico segue ed applaude al calar del sipario ma ci appare con non grande calore, forse per il tema molto scevro da istanti di grande teatralità e la monotonia dei dialoghi attraverso lettere tra le due sorelle rende il parterre non completamente entusiasta.

tratto dal romanzo 𝑺𝒐𝒓𝒆𝒍𝒍𝒆 𝐝𝐢 𝐋𝐢𝐝𝐢𝐚 𝐑𝐚𝐯𝐞𝐫𝐚 (edizioni Bompiani)

adattamento di Marina Massironi e Nicoletta Fabbri
con Marina Massironi e Nicoletta Fabbri
regia di Elisabetta Ratti
scene Maria Spazzi
costumi Narguess Hatami
assistente alla regia Chiara Senesi
assistente scenografa Francesca Guarnone
tecnico di scena Martina Ciavatta
foto Marina Alessi
produzione Pickford – Nidodiragno/CMC

Enrico Liotti

enrico.liotti@ildiscorso.it

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TEATRO COMUNALE DI CORMONS ‘Un tram che si chiama desiderio’ Martedì 12 nov. in prima regionale

Un’altra serata a teatro, un’altra prima regionale: al Comunale di Cormòns è atteso per martedì 12 novembre, alle 21, ‘Un tram che si chiama desiderio’ di Tennessee Williams (nella traduzione di Masolino D’Amico) con Mariangela D’Abbraccio e Daniele Pecci, che calcheranno il palco assieme a Angela Ciaburri, Stefano Scandaletti, Gabriele Anagni, Erika Puddu e Massimo Odierna, guidati dalla regia del grande Pier Luigi Pizzi. Lo spettacolo sarà corredato dalle musiche di Matteo D’Amico. La leggenda vuole che fosse proprio su un tram, su cui girovagava da studente, che il giovanissimo Tenessee Williams si facesse l’idea di un dramma che svelava il lato oscuro del sogno americano. Questa storia divenne il capolavoro di Williams un testo amato, odiato, comunque conosciuto in tutto il mondo, una pietra miliare del teatro e del cinema che ancora oggi si continua a leggere e a vedere rappresentato con interesse ed emozione: Una storia in tre atti che alzava il velo sulla macchina oppressiva della famiglia, dell’anima ipocrita dei pregiudizi, la feroce stupidità delle paure morali. Il dramma, premio Pulitzer nel ’47, mette per la prima volta l’America allo specchio su cose come l’omosessualità, sesso, disagio mentale, famiglia come luogo non proprio raccomandabile, maschilismo, femminilità maltrattata, ipocrisia sociale. Col tempo è diventato veicolo di altre ragioni, sociologiche, ideologiche. Il testo è ambientato nella New Orleans degli anni ’40 e narra la storia di Blanche che dopo che la casa di famiglia è stata pignorata si trasferisce dalla sorella Stella sposata con un uomo rozzo e volgare di origine polacca Stanley. Blanche è alcolizzata, vedova di un marito omosessuale, e cercherà, fallendo, di ricostruire un rapporto salvifico con Mitch, amico di Stanley. Ma il violento conflitto che si innesca fra lei e Stanley, la porterà alla pazzia, già latente in lei.

La regia dello spettacolo è affidata ad un grande maestro di fama internazionale: Pier Luigi Pizzi, fondatore con Giorgio De Lullo, Romolo Valli e Rossella Falk della “Compagnia dei giovani”. Regista, scenografo costumista ha dedicato le sue immense doti di creatività e sensibilità al servizio di spettacoli teatrali sia di prosa che di lirica, con lavori che hanno segnato il percorso e l’evoluzione della storia del Teatro. Ogni suo spettacolo porta il segno dell’eccezionalità. Il ruolo di Blanche Du Bois è affidato a Mariangela D’Abbraccio, grande interprete del nostro teatro, reduce dai successi di Filumena Marturano per la regia di Liliana Cavani. Il ruolo di Stanley Kowalski, che fu di Marlon Brando, è affidato a Daniele Pecci.

Prevendite biglietti lunedì e venerdì dalle 17 alle 19 e un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

E. L.




TEATRO LA CONTRADA: DA VENERDì 8 AL 13 NOVEMBRE AL BOBBIO “La Camera Azzurra”

Arriva a Trieste per il secondo appuntamento del cartellone La Contrada venerdì 8 novembre alle 20.30 al Teatro Bobbio lo spettacolo “La camera azzurra” dalla penna di Georges Simenon e la regia della pluripremiata Serena Sinigaglia, interpretato da Fabio Troiano, attore popolare e sensibile di cinema e tv, e la giovane Irene Ferri affiancati da Giulia Maulucci e Mattia Fabris.

Si tratta della prima trasposizione teatrale dell’omonimo romanzo erotico noir, pubblicato nel 1963 e poi divenuto importante film, ed è una vicenda archetipica ove si mescolano sensualità, paura, pettegolezzo, omertà, tradimento e moralismo nello scenario di una provincia francese retriva e giudicante. Lo spettacolo si avvale delle scenografie di Maria Spazzi, vincitrice del Premio Hystrio Altre Muse, che per l’occasione ha immaginato un’ambientazione di grande impatto estetico ed emotivo. La storia, che coinvolge quattro volti sulla scena, è quella di due amanti, Tony e Andrèe, ex compagni di scuola oggi quarantenni ed entrambi sposati, che si incontrano nella camera azzurra per dare sfogo alla propria passione irrefrenabile. Sono loro a ritrovarsi tempo dopo separati in un’aula di tribunale, accusati di aver commesso crimini efferati: l’eliminazione di entrambi i coniugi con modalità diaboliche. L’interrogatorio cui vengono sottoposti per svelare la verità e rispondere alla sete di giustizia della comunità diventa occasione per scoprire intriganti meccanismi e condurre uno scandaglio sull’umano e i suoi istinti più  segreti, la parte più interessante del romanzo. Concentrata sul cupo erotismo del testo e l’eterna conflittualità tra passione e ordine – la passione degli amanti e l’ordine della famiglia – la regia lavora sul concetto di colpa e l’ipotesi di plagio, scegliendo l’interrogatorio come luogo drammaturgico in cui si snoda il racconto e da cui si aprono e chiudono frammenti di realtà come flashback della storia. A guidare il confronto tra i personaggi un commissario ossessionato dalla risoluzione del caso, un poliziotto che conosce e vive in quell’ambiente di provincia asfittico, lui stesso parte di quella comunità chiusa e giudicante della quale, forse, è anche lui vittima e carnefice. 

Lo spettacolo sarà in scena fino al 13 novembre.




Sabato 9 novembre MARINA MASSIRONI SUL PALCO DEL TEATRO DELLA CORTE DI OSOPPO in “LA SOMMA DI DUE” per la stagione Eureka10 di Anà-Thema Teatro

Sabato 9 novembre alle 20.45 al TEATRO DELLA CORTE DI OSOPPO

Due sorelle adolescenti divise dal divorzio dei genitori. Una con la madre in una città, una con il padre in un’altra. Costrette non per loro scelta a vivere lontane si mancano, si scrivono, si rincorrono per non perdersi. Al centro due genitori narcisi, distratti, ostinatamente giovani, decisi a inseguire le loro necessità amorose a scapito delle figlie.

Liberamente tratto da “Sorelle” di Lidia Ravera, approda sabato 9 novembre alle 20.45 al Teatro della Corte di Osoppo “La somma di due”, spettacolo fresco, ironico, ma anche fortemente critico, in cui si racconta un legame naturale, eppure così misterioso, che unisce due sorelle alle prese con il divorzio dei genitori.

Sul palco una straordinaria Marina Massironi a fianco di una altrettanto grandiosa Nicoletta Fabbri che, insieme, hanno curato anche l’adattamento e il progetto scenico di uno spettacolo per la regia di Elisabetta Ratti e prodotto da Pickford – Nidodiragno/CMC.

“Siamo noi che non possiamo sceglierci loro, i nostri padri e le nostre madri, ma loro, fra loro, possono scegliersi e quindi licenziarsi vicendevolmente, scegliere da un’altra parte, e così via”, scrive Ravera nel suo romanzo. Ed è così che le due protagoniste, Angelica e Carlotta, si ritrovano a dover affrontare una separazione decisa, senza il loro consenso, dai propri genitori. Ma le sorelle sono quelle che ti aiutano a misurare la strada, a comunicare con il resto del mondo in momenti di apparente o reale difficoltà, sono un complice o un ostacolo da spianare per diventare quello che sei, sono quel folletto che ti riprende quando sei smarrito, quel demone che implacabile ti spinge a fare i conti con te stesso e la vita.

Lidia Ravera disegna con linguaggio fresco, ironico e fortemente critico, come si addice alla sua penna, quel legame naturale eppure misterioso che unisce due esseri umani dalla nascita, collocandolo nella confusione esistenziale e sentimentale di un mondo sempre più segnato dalla mancanza di rapporti reali, e spingendoci inevitabilmente a indagare il nostro profondo e umano bisogno di “sorellanza”.

Per consentire al sempre folto pubblico che accorre ad Osoppo di assicurarsi il proprio posto, Anà-Thema consiglia la prenotazione, telefonando allo 04321740499 o al 3453146797, o inviando una email all’indirizzo info@anathemateatro.com.




Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ricorda Omero Antonutti

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ricorda con affetto e immenso rimpianto Omero Antonutti. Oltre ad essere il raffinato, eccellente interprete che tutto il teatro ed il cinema italiani hanno ammirato e applaudito, per lo Stabile regionale Omero Antonutti è stato un generoso amico, che ha condiviso tappe fondamentali dei suoi oltre sessant’anni di storia.

 

In scena a Trieste fin dalla seconda metà degli anni Cinquanta, ancora nella sede del Teatro Nuovo, negli spettacoli degli allievi della Scuola di Recitazione Silvio D’Amico, Omero Antonutti è entrato presto nella Compagnia del Teatro Stabile della Città di Trieste, interpretando testi di Gogol, Labiche, Goldoni, Pirandello, Shakespeare, Svevo, Nicolaj, Giacosa, Brecht e distinguendosi in prove importanti.

Alla fine degli anni Sessanta, entra nella Compagnia del Teatro Stabile di Genova, un rapporto che mantiene a lungo, ed interpreta altri ruoli memorabili, con cui è spesso ospite sul palcoscenico del Politeama Rossetti: da “Una delle ultime sere di carnevale” di Goldoni a “Madre Coraggio e i suoi figli” di Brecht, alla straordinaria edizione de “I rusteghi” del 1974, dove interpretava Canciano, accanto a Lucilla Morlacchi, Gianni Galavotti, Camillo Milli, Lina Volonghi, sempre diretto da Luigi Squarzina. Dal successo ottenuto in “Padre padrone”, film di Paolo e Vittorio Taviani del 1977, intraprende una grande carriera cinematografica internazionale. Ma non basterebbero molte pagine a raccontare la sua ricca parabola artistica.

 

Allo Stabile ritorna spesso, vivendone momenti e progetti significativi: prende parte agli eventi per i quarant’anni e per il Sessantennale dell’attività del Teatro, nel momento del temporaneo passaggio di sede alla Sala Tripcovich per restauro, è bravissimo protagonista – al fianco di Goran Bregovic – del poetico “Opera 1999”… Fino agi anni recenti: nel 2016, coinvolto dal direttore Franco Però,  regala un’interpretazione profondamente emozionante in “Genius Loci”, produzione firmata da Andrea Collavino per ricordare il terremoto del 1976 in Friuli.

L’ufficio stampa del Teatro Rossetti