Confermata per il 2015 la direzione artistica del Teatro Nuovo Giovanni da Udine al maestro Marco Feruglio e al professor Giuseppe Bevilacqua .

Il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, riunitosi il 24 novembre, in un clima di condivisione dell’apprezzamento per il loro operato, ha deliberato la conferma nell’incarico per l’anno 2015 del maestro Marco Feruglio quale sovrintendente e direttore artistico per la musica e la danza, e del professor Giuseppe Bevilacqua quale direttore artistico per la prosa.

Nella stessa riunione, ha approvato il progetto di bilancio dell’esercizio 2013-2014, che chiude alla data del 31 agosto 2014 e registra un utile dopo le imposte di € 12.469.

Il Consiglio in carica terminerà il suo mandato con l’approvazione del bilancio al 31 agosto 2014 nel corso dell’Assemblea degli enti partecipanti alla Fondazione, che si terrà nella settimana dal 15 al 19 dicembre.




“Nuda proprietà”: Lella Costa e Paolo Calabresi mercoledì 26 a Tolmezzo e giovedì 27 nov. a Gemona

Dopo anni di felice matrimonio Lella Costa si separa momentaneamente dalla forma del monologo per raccontare l’amore a sessant’anni. L’attrice milanese sarà in scena nel circuito ERT con due repliche di Nuda proprietà, testo di Lidia Ravera che la vedrà sul palco assieme a Paolo Calabresi (il Biascica di Boris), Marco Palvetti (il boss Salvatore Conte nella serie tv Gomorra) e Claudia Gusmano (migliore attrice al Roma Fringe Festival 2014). La pièce, diretta da Emanuela Giordano, sarà ospite mercoledì 26 novembre del Teatro Luigi Candoni di Tolmezzo (ore 20.45) e giovedì 27 novembre del Teatro Sociale di Gemona (ore 21)

In questo Nuda Proprietà, Lidia Ravera racconta l’amore in tarda età. Innamorarsi a sessant’anni è una sfida, una forma d’arte, un capolavoro. É la vittoria della libertà contro gli stereotipi. Nuda proprietà 4
Tutto comincia con una stanza in subaffitto. Iris (Lella Costa) la offre a Carlo (Paolo Calabresi), psicanalista sfrattato del pianoterra. Intanto lei, rimasta senza un soldo, vende in nuda proprietà la casa. Dissipatrice accanita, senza pensione, non ha altra scelta che cedere il suo unico bene al miglior offerente, fingendosi molto più malandata di quanto non sia in realtà. Il miglior offerente è senza scrupoli e una nipotina bella e nullafacente fa irruzione proprio quando Iris e Carlo capiscono che sta succedendo qualcosa di imprevedibile.
Mentre Carlo scopre di essere malato, Iris si accorge che non può più fare a meno di lui, della sua intelligenza, della sua ironia, della sua capacità di decifrare la vita per quello che è. Carlo è affascinato da questa donna problematica e vitale, che si espone, si dichiara, senza farsi mortificare dalle convenzioni. Decidono di vivere insieme tutto quello che resta da vivere. In due riescono a guardare in faccia la realtà, a chiamare per nome tutte le loro paure e a riderci sopra.
Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it , chiamando l’ufficio IAT di Gemona (0432 970520) e l’Ufficio Cultura del Comune di Tolmezzo (0433 487961)

 




Teatro Nuovo Giovanni da Udine dal 2 al 4 dicembre 2014 – ore 20.45 SERVO PER DUE con Pierfrancesco Favino

servServo per due è un adattamento di Richard Bean (2010) della commedia di Carlo Goldoni Il Servitore di due padroni, scritta su commissione nel 1745 con la tecnica del Canovaccio, in uso nella servo per dueCommedia dell’arte, con molte parti che venivano recitate a soggetto dagli attori. La versione di Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli è il risultato di un lungo lavoro di preparazione e affiatamento di un gruppo di attori, acrobati, musicisti, alla riscoperta dell’energia pura del gioco teatrale, del fascino di una comunicazione gioiosamente immediata e trascinante: il comico nel suo senso più puro, con attori che cadono dalle scale, che sbattono le porte, che fanno battute a doppio senso e interagiscono con il pubblico; la musica è parte integrante dello spettacolo e viene eseguita dal vivo dall’orchestra Musica da Ripostiglio, composta da 4 elementi che hanno curato anche gli arrangiamenti delle più note canzoni degli anni ’30, l’epoca in cui è adattata l’azione. Una perfetta combinazione di commedia visiva e verbale che ha dato vita ad uno spettacolo di grande successo.

SERVO PER DUE
One Man, Two Guvnors di Richard Bean
liberamente tratto da Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni
tradotto ed adattato da Pierfrancesco Favino, Paolo Sassanelli, Marit Nissen, Simonetta Solder
con Pierfrancesco Favino
con gli attori del Gruppo Danny Rose
in o.a. Bruno Armando, Gianluca BazzoliClaudio Castrogiovanni, Pierluigi Cicchetti, Ugo Dighero, Anna Ferzetti, Giampiero Judica, Marit Nissen, Stefano Pesce, Pietro Ragusa, Marina Remi, Diego Ribon, Eleonora Russo, Fabrizia Sacchi, Luciano Scarpa, Chiara Tomarelli, Thomas Trabacchi, Valentina Valsania
Luca Pirozzi chitarra, voce e banjo
Luca Giacomelli chitarra e voce
Raffaele Toninelli contrabbasso e voce
Emanuele Pellegrini percussioni e voce
gli attori della compagnia si alterneranno nei 12 ruoli durante tutta la tournée
scene di Luigi Ferrigno
costumi di Alessandro Lai  
luci di Cesare Accetta
coreografie di Fabrizio Angelini
canto Gabriele Foschi
musiche dal vivo con l’orchestra Musica da Ripostiglio
regia di Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli
produzione: Compagnia Gli Ipocriti-REP/Gruppo Danny Rose




Teatro Palamostre – Udine 28 novembre 2014 in scena : Hanno tutti ragione per [Teatro Contatto]

L’idea di mettere in scena il protagonista del romanzo di Sorrentino mi è venuta per innamoramento. Avevo letto in pubblico due capitoli del libro a Fiesole, e il piacere di incarnare Tony Pagoda e di dare suono alla bellissima lingua del libro è stato tale, che mi ha fatto desiderare di farne uno spettacolo.

hannotuttiQuesto cantante cocainomane, disperato e vitale, è una creatura così oltre i generi che può essere, a mio avviso, incarnato anche da una donna. Mi piace immaginare che il ghigno gradasso di Pagoda nasconda un anima femminile, una “sperdutezza”, un anelito ad un “armonia perduta”. E poi, semplicemente, il teatro è, per fortuna, un luogo dove il naturalismo può essere bandito, ed i limitihannotutti ragione
della realtà espandersi.
Lo spettacolo è concepito come un concerto, in cui i pensieri del cantante nascono nell’emozione di esibirsi davanti a Frank Sinatra, al Radio City Music Hall. In una sorta di allucinazione del sentire provocatagli dall’ alcool e dalla cocaina, Pagoda, mentre canta, è attraversato da barlumi di memoria, illuminazioni di sé, “struggenze” d’amore, sarcastiche considerazioni partorite tra le note delle canzoni, dove la musica che accompagna la performance dialoga con le parole stesse usate come una partitura. Un flusso di pensiero che, avendo già interpretato Molly Bloom di Joyce, mi ha incantato come un negativo maschile allucinato e rauco di quell’urlo di amore di Molly, di quell’urlo a cui amo dar voce nei personaggi che incontro.(Iaia Forte)

Al termine Iaia Forte incontra il pubblico
testoPaolo Sorrentino

interpreti : Iaia Forte

scene/luci : scene Equipe di Scena / elementi scenici Katia Titolo e Marina Schindler disegno luci Paolo Meglio foto di scena Rocco Talucci

musiche Pasquale Catalano e Peppino di Capri / eseguite da Fabrizio Romano

e aiuto regia Carlotta Corradi

produzione Pierfrancesco Pisani e OFFROME in collaborazione con Nidodiragno Produzione e Distribuzione e Infinito s.r.l.




Da martedì 25 novembre in prevendita gli irrinunciabili appuntamenti di dicembre del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Prenderà il via martedì 25 novembre la prevendita per gli appuntamenti di dicembre del ricco cartellone 2014/15 del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

La programmazione del mese di dicembre sarà aperta dall’Arlecchino di Goldoni, passato per le mani di adattatore, regista e protagonista di Pierfrancesco Favino (in scena dal 2 al 4 dicembre), con il titolo Servo per due, risulterà meravigliosamente rinnovato, grazie ad una produzione generosa per numero di attori coinvolti, imponenza della scenografica e per la presenza costante della musica dal vivo. La Stagione delle Operette prenderà il via con un appuntamento imperdibile: il 10 dicembreandrà infatti in scena La Principessa della Czarda. Sarà invece dedicato ai bambini dai 2 ai 5 anni lo spettacolo Circoluna (in scena domenica 14 dicembre – alle ore 15.00 e 17.00).

Si prosegue quindi con Cristina Comencini, attenta analista delle psicologie femminili (interpreti de La scena, sul palcoscenico dal 16 al 18 dicembre, due attrici di sicuro talento comico quali Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti).

Come da tradizione, il 31 dicembre ci sarà l’attesissimo concerto di fine anno della Strauss Festival Orchester Wien diretta da Peter Guth con le travolgenti musiche della famiglia Strauss.

Si ricorda inoltre che sono sempre disponibili i biglietti per gli spettacoli organizzati in collaborazione con Azalea Promotion e quelli per le proposte della rassegna “In Arte Comici”, protagonisti Natalino Balasso (12 dicembre); Lillo&Greg, (26 gennaio); Claudio Bisio (25 e 26 gennaio) e per l’ospitalità internazionale “Open for Everything”, spettacolo di Constanza Macras. 

La Biglietteria è attiva da martedì a sabato (dalle 16.00 alle 19.00), martedì 25 novembre sarà aperta anche la mattina, dalle 9.30 alle 12.30. Il servizio di prevendita è disponibile anche online. Per ulteriori informazioni consultare il sitowww.teatroudine.it

 




Tanti saluti apre la stagione Akropolis.15 a Udine

E’ cominciata ieri sera all’auditorium Zanon di Udine la nuova stagione di Akropolis.15, percorsi di teatro civile 2014 -2015 che ha presentato il lavoro “Tanti saluti” di, e con, Giuliana Musso. L’attrice, che scrive i suoi lavori dopo un’attenta e puntuale ricerca, rende protagonista di questa rappresentazione  la morte, descrivendo i “teatri” in cui essa avviene, quali ospizi, ospedali, hospice, case.

Giuliana Musso

Giuliana Musso

E lo fa in un modo diverso rispetto ad altri suoi lavori, con tre clown sul palco, spesso seduti su una bara, a cui è affidato il compito di raccontare la debolezza dell’essere che non vuole accettare il terminare della vita. Morte demonizzata, non accettata e, per quanto possibile rimandata. Si alternano così sketch divertenti a testimonianze di chi ha a che fare con la morte quotidianamente, medici, anestesisti, infermieri, parenti.

Con la delicatezza che le appartiene la Musso tratta senza timore argomenti che, per quanto si faccia fatica ad affrontare fanno parte spesso del vissuto delle persone quali cure palliative, accanimento terapeutico, protocolli, rianimazione ma anche racconti di chi ha visto la morte da vicino e che “è tornato indietro”. Coadiuvata sul palco da Beatrice Schiros e Gianluigi Meggiorin, la Musso dà vita ad un lavoro toccante che lascia spazio anche all’ironia.
Akropolis.15 per rendere omaggio a Giuliana Musso propone in cartellone altri due lavori dell’attrice veneta ma friulana d’adozione: “La fabbrica dei preti” e “Nati in casa”, rispettivamente il 30 novembre e il 5 dicembre, sempre alle 21 all’auditorium Zanon. Da non perdere.
Maria Teresa Ruotolo

 




PRIMA NAZIONALE del musical BEAUTY AND THE BEAST mercoledì 26 nov. al ROSSETTI

Invito Beauty and the BeastStanno ormai scorrendo gli ultimi giorni d’attesa per il più grande evento internazionale della stagione, Disney’s Beauty and The Beast, che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ospiterà in prima nazionale dal 26 novembre al 7 dicembre. Successivamente – dal 10 dicembre al 3 gennaio – l’imponente produzione sarà in scena in Italia solo a Milano, ospite di Show Bees. La produzione originale da tour di questo amatissimo classico è stata realizzata in occasione del suo 20° anniversario: uno spettacolo incantevole e ricchissimo, che porta a Trieste per la prima volta l’operato di un team di creativi di Broadway e sicuramente attrarrà pubblico anche da fuori regione e dalle vicine Austria, Slovenia e Croazia. Disney’s Beauty and The Beast, visiterà Trieste e successivamente Milano, nel corso di una tournée internazionale che prevede tappe anche in Turchia (poche settimane fa a Istanbul l’accoglienza al debutto è stata trionfale), negli Emirati Arabi, in Kazakhstan, nelle Filippine, in Tailandia, a Singapore, e in Indonesia. La squadra creativa originale di Disney’s Beauty and the Beast si è ricomposta proprio per l’allestimento: il musical è diretto da Rob Roth e coreografato da Matt West; i costumi sono di Ann Hould-Ward (che ha vinto il Tony Award® per il suo lavoro in Disney’s Beauty and the Beast), le luci di Natasha Katz, la scenografia di Stanley A. Meyer, beauty-and-the-beast 15 Augil montaggio sonoro di John Petrafesa Jr. e la supervisione musicale di Michael Kosarin. Basato sul film d’animazione premio Oscar del 1991, Disney’s Beauty and The Beast  ha debuttato a Broadway nel 1994, dove è stato nominato a nove prestigiosi Tony Awards, andando in scena per ben 13 anni. È infatti uno degli spettacoli di Broadway che vanta il maggior numero di rappresentazione e i maggiori incassi di tutti i tempi. La storia è romantica e appassionante e narra della giovane e splendida Belle, figlia obbediente e appassionata lettrice. La corteggia senza fortuna il giovane Gaston, ma la dolce Belle è attesa da ben altro destino: dovrà rimanere in un castello incantato accanto alla Bestia. Il buon cuore di Belle conquisterà e addolcirà l’orribile personaggio fino alla nascita di un tenero sentimento che spezzerà un crudele incantesimo restituendo alla Bestia l’aspetto reale di un uomo bello e coraggioso, che vivrà per sempre accanto all’amata Belle. Una sintesi per oltre due ore di avventure, emozioni, sentimenti e tante celeberrime canzoni che lasceranno il pubblico senza fiato.

Il musical – che andrà in scena in lingua inglese con i sopratitoli in italiano – presenta la musica di Alan Menken (La sirenetta, Aladino, Rapunzel – L’intreccio della torre) e le parole del compianto Howard Ashman (La sirenetta, Aladino), con ulteriore musica di Menken e parole di Tim Rice (Il re leone, Jesus Christ Superstar). Il testo è di Linda Woolverton (sceneggiatura de Il re leone, Alice In Wonderland,  Maleficent). 

Una squadra creativa al top per uno spettacolo che avrà l’incanto – a livello di immagini e di musica – di un’operetta moderna, degno per livello artistico degli appassionati di musical più attenti e raffinati.

Acquisti e prenotazioni si possono fare alla Biglietteria del Politeama Rossetti (orario 8.30-12.30 e 15.30-19.30 da lunedì a sabato) e nei consueti punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, presso le agenzie autorizzate sul circuito ticketone e attraverso il sito del teatro www.ilrossetti.it dove sono disponibili anche informazioni dettagliate sull’acquisto e gli spettacoli. Informazioni anche al centralino del Teatro, 040-3593511.  

I prezzi dei biglietti sono i seguenti: Interi Platea A e B € 69, Platea C € 59, Prima e seconda Galleria rispettivamente € 49 e d € 42, Loggione € 20.

 

Qui di seguito il calendario delle recite: MER 26 novembre h. 20.30, GIO 27 novembre h. 20.30, VEN 28 novembre h. 20.30, SAB 29 novembre h. 16.00, SAB 29 novembre h. 20.30, DOM 30 novembre h. 16.00, DOM 30 novembre h. 20.30, MAR 2 dicembre h. 20.30, MER 3 dicembre h. 20.30, GIO 4 dicembre h.20.30, VEN 5 dicembre h. 20.30, SAB 6 dicembre h. 16.00, SAB 6 dicembre h. 20.30, DOM 7 dicembre h. 16.00, DOM 7 dicembre h. 20.30.




Il mercante di Venezia di William Shakespeare Teatro G. da Udine :Silvio Orlando ha raccolto, elaborato e trasmesso bene al pubblico

udine 20 11 2014 “Giovedi sera, che bello !Si va a teatro …” “Ah ,si,(Mio figlio si fa coinvolgere ma non esagera mai con l’entusiasmo)che c’è di nuovo ?” “Shakespeare “gli rispondo ,e lui “ancora? ancora tragedie ,sangue , intrighi di famiglia ,complotti ?” “No dai ,credo che stasera si vada orlando_contri_foto_brenzonipiù sul romantico :amore e denaro sono i temi del “Mercante di Venezia”,in definitiva poi i veri motori del mondo ma in quale ordine di importanza poi si vedrà.”Ma il nostro buon William proprio non ci poteva lasciare senza quel pizzico di crudeltà che lui riesce ad infilare qua e là anche in un rapporto di amicizia o d’affari . Si perchè è l’amore per il denaro o il denaro che guida l’amore nella lotta quotidiana dell’esistenza ? Scavando ,ma nemmeno troppo , tra le vicende umane , sia della repubblica di Venezia del ricco rinascimento , sia nel travagliato ventunesimo secolo, i soldi ,gli affari ,quasi nella totalità dei casi ,sono i colpevoli di tutto . Shakespare ambienta nella ricca capitale della laguna veneta una vicenda apparentemente romantica a lieto fine , ma in realtà cruda ,crudele e critica nei confronti dei raporti umani .Shylock, ricco mercante ebreo privo di scrupoli , presta una grossa somma a Bassanio , squattrinato ma godereccio giovanotto di una combriccola di amici altrettanto Orlandofestaioli , solo dopo che la garanzia dela restituzione gli viene promessa da Antonio , altro veneziano benestante intimo amico del ragazzo, che forte dei suoi commerci si sente certo del ripianamento del debito e non si scompone più di tanto alla richiesta del subdolo strozzino di avere come penale una libra di carne del corpo del suo debitore . Crudele vero? Il potere è dato dal denaro; Shylock lo sa bene, e Silvio Orlando si impadronisce perfettamente del personaggio così gretto e subdolo senza mai farlo diventare una macchietta. L’attore dà il suo contributo perfino marcando l’accento straniero dell’ebreo, facendo così notare la differenza tra lui e “i veneziani” ,la totale diversità di vedute e di comportamento negli affari ,che apena possibile gli permette di sfogare tutto il rancore dei suoi precedenti contrasti con Antonio in una così cruenta richiesta di risarcimento.Mi ha piacevolmente colpita l’interpretazione dell’attore napoletano che centra sempre l’obbiettivo che la parte gli propone , non cede al rischio di essere il Silvio Orlando tragicomico che più spesso conosciamo . Meno mi sono piaciuti gli altri interpreti ,c’era come una sconnesione rispetto allo spazio-tempo di Shylock .Il mercante ebreo si pone come una figura in giusto equilibrio che lega l’epoca shakespiriana all’attuale ,gli altri o troppo farseschi (gli amici veneziani)o le donzelle innamorate tropo surreali, quasi fiabesche rispetto alla vicenda che , data la scenografia scarna composta da pochi arredi , richiedeva una recitazione meno leggera .Era come se mancasse un traduttore tra il messaggio che l’autore lanciò dalla sua epoca .Silvio Orlando ha raccolto, elaborato e trasmesso bene al pubblico , gli altri non sono riusciti ad “uscire “dal testo .

Pensateci e pensatemi Al.Ga.




DEBUTTA AL CONTRADA “TRIESTINER” DI MASSIMILIANO FORZA CON LA REGIA DI GIUSEPPE EMILIANI

 Trieste 22.11.2014 : “Triestiner. Storie di triestini che vivono a London” ha debuttato ieri al Teatro Bobbio, dove resterà in scena fino al prossimo 30 novembre.  Lo spettacolo ispirato all’omonimo libro di  libro Massimiliano Forza e messo in scena  insieme al regista di Giuseppe Emiliani, era in prima nazionale con il teatro pieno, forse per la novità, forse perché parlava di Trieste e delle sue genti: i triestini appunto. Tutto è immaginato secondo la descrizione del regista come “l’idea di  un vecchio regista che vuole mettere in scena quello che gli sta raccontando, con grande partecipazione emotiva, un giovane triestino”.

TRIESTINER2La storia si presenta come surreale e poetica di una piccola comunità di triestini che a Londra conducono una sorta di esistenza ai margini della città , in un rione malandato che sembra rivivere i patemi e le gioie di giovani  bohémien. Appare quasi surreale l’esistenza di questi personaggi che sembrano  incapaci di affrontare la realtà e  se ne creano una del tutto personale, vivendo e percependo Londra quasi fosse Trieste. Tutti i loro sforzi sono dedicati a replicare ogni particolare della quotidianità triestina, ritrovandola trasfigurata in una tassonomia personale che li riporta sempre lì, a Trieste, città amata/odiata ma di cui parlano di continuo, quasi con tanto trasporto che temporalmente non si capisce più se si è a Londra o a Trieste. Nascono così insanabili e gustose contraddizioni, metro di misura del mondo, della superficialità e del disamore e della noia. Il  riadattamento scenico, del libro di Massimiliano Forza, sotto la regia  firmata e condotta da Giuseppe Emiliani ha riportato il racconto sul palco  con l’occhio e lo stile  di chi fa il regista da tanto tempo. Secondo il regista – ”  Il romanzo è una poetica allegoria sulla triestinità” -” Il narratore ricorda e rivive quel periodo condiviso con i suoi inseparabili amici: – continua il regista – un vivace gruppetto di triestiner indolenti, sfaccendati, scanzonati, simpatici, in perenne fuga da Trieste, città imbalsamata… Trieste vissuta come amata e odiata matrigna. Trieste città-nido da cui si vuole scappare. Triestiner in perenne fuga, fragili, incapaci di trovare un luogo di serenità. Lo spettacolo si sforza di dare forma a personaggi perennemente in fuga o in attesa. Personaggi che vivono in perenne attesa che qualcosa della loro vita cambi. Uomini e donne  sradicati dalla natia Trieste  che ancora si illudono di trovar  un luogo felice dove vivere, sistemazione che neanche a Cadice, dove a volte si recano per evadere da Londra,  riescono a trovare per  la serenità del vivere che cercano , ma che non trovano perché “malati dentro”. Il racconto parlato molto in dialetto triestino e con dialoghi in italiano è chiaro e semplice, ed anche ad un non cittadino della città giuliana è facile capire il fraseggio tra il narratore e l’anziano regista.  Era necessario conservare il dialetto per trasmettere allo spettatore una lingua vivace, pieni di colori e sfumature.  Il semplice fatto che I triestiner di Massimiliano Forza pur essendo a London non rinunciano a parlare il loro dialetto è segno della loro impossibilità di tagliare quel cordone ombelicale linguistico che li lega triestiner3indissolubilmente a Trieste. Per loro stare a Londra o in qualsiasi altra città sarebbe la stessa cosa. Ovunque vivrebbero la nostalgia del ritorno e, nello stesso tempo, il desiderio di fuga. Il pubblico può anche assaporare le storie d’amore che sono il filo conduttore della trasposizione scenica del libro di Sforza, e come declama Nicodemo (il vecchio regista che vuol mettere in scena il racconto) …“Amori de ieri e de oggi, storie che no mori mai, storie che quando te son in leto e no te arivi a dormir, le xe la con ti, appese al tuo respiro, ferme in gola…” Questo spettacolo con la regia di Giuseppe Emiliani è stato affidato al talento di Ariella Reggio e Virgilio Zernitz affiancati da Paolo Fagiolo, Marzia Postogna, Francesco Godina, Gualtiero Giorgini, Franko Korosec, Myriam Cosotti e Laura Antonini. Le scene e i costumi sono di Andrea Stanisci, le musiche originali sono di Massimiliano Forza con gli arrangiamenti di Fabio Valdemarin, il disegno luci è di  Bruno Guastini.

Lo spettacolo rimane in scena, con delle repliche fuori abbonamento, fino a domenica 30, con i consueti orari del Teatro Bobbio: serali 20.30, martedì e festivi 16.30, riposo giovedì 27. Prevendita dei biglietti, prenotazione dei posti e cambi turno presso la biglietteria del Teatro Bobbio (tel. 040.390613/948471 – orari: 8.30-13.00; 15.30-18.30) o al TicketPoint di Corso Italia 6/C (tel. 040.3498276/3498277 – orari: 8.30-12.30; 15.30-19.00). Prevendita On Line: Circuito VIVATICKET by Charta (vivaticket.it) anche attraverso il sito www.contrada.it.

 

ENRICO LIOTTI




ORCHIDEE di PIPPO DELBONO, in scena al TEATRO SLOVENO, il 25 e 26 novembre per il cartellone ALTRIPERCORSI

È senza paragoni l’impatto emotivo del teatro di Pippo Delbono: un artista di difficile definizione, affascinante, singolare, nuovamente ospite – dopo il successo ottenuto nel 2002 con Barboni –  della stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
orchideeMartedì 25 e mercoledì 26 novembre porterà in scena Orchidee il suo ultimo lavoro, molto apprezzato dalla critica per la sua nitida linea formale e per la potente intensità comunicativa.
Lo spettacolo, inserito nell’abbonamento altripercorsi, andrà in scena al Teatro Sloveno,  alle ore 21, nell’ambito della collaborazione avviata con lo Stabile del Friuli Venezia Giulia sia nell’attività di produzione sia sul piano culturale e degli spazi.Assieme, dunque, i due enti provvedono alla presentazione dello spettacolo di Delbono nonché a un’interessante rassegna di film e docufilm realizzati dall’artista in programma fra il 24 e il 27 novembre, in collaborazione anche con la Casa del Cinema di Trieste e con il Kinoatelje di Gorizia. Un approfondimento appropriato sul lavoro appassionante di un artista che si è imposto sia in Italia che all’estero, come dimostrano la sua costante presenza ai massimi festival internazionali, le retrospettive a lui dedicate dal Théatre du Rond-Point di Parigi, la sua messinscena entrata nel repertorio del Residenztheater di Monaco di Baviera…«Ancora posso scrivere d’amore scriveva il poeta Dario Bellezza, grande amico di Pier Paolo Pasolini morto ucciso dall’aids» commenta Pippo Del Bono a proposito di Orchidee. «L’orchidea è il fiore più bello ma anche il più malvagio, mi diceva una mia amica, perché non riconosci quello che è vero da quello che è finto. Come questo nostro tempo. In Orchidee c’è, come in tutti i miei spettacoli, il tentativo di fermare un tempo che sto attraversando. Un tempo mio, della mia compagnia, le persone che lavorano ormai da molti anni con me, ma anche un tempo che stiamo attraversando e vivendo oggi tutti noi. Italiani, europei, occidentali, cittadini del mondo. Un tempo confuso dove mi sento, ci sentiamo, in tanti, credo, sperduti… Con la sensazione di aver perduto qualcosa. Per sempre. Forse la fede politica, rivoluzionaria, umana, spirituale. Orchidee nasce anche da un grande vuoto che mi ha lasciato mia madre quando è partita per sempre. Mia madre che dopo i conflitti, le separazioni, avevo rincontrato per ridiventare amici. Io, un po’ più grande un po’ più saggio, lei vecchia ritornata un po’ più bambina».Ma Orchidee parla anche di altri vuoti, come lo smarrimento dell’artista nella realtà attuale. Com’è nella sua poetica, Delbono risponde a tali spunti attraverso una successione lirica e generosa di immagini, scene, chiaroscuri, momenti drammatici, canzoni delicate, citazioni teatrali, leggerezza… Il suo è un teatro totale, un linguaggio semplice e mai noioso a cui bisogna abbandonarsi, consapevoli che non lo si può decodificare attraverso i canoni classici della “lettura” di una messinscena. Così, dopo aver raccontato vuoti e abbandoni struggenti (come quello dalla propria stessa madre) l’artista, assieme alla sua compagnia stabile – anch’essa composta da elementi diversi, ognuno con un proprio portato molto significativo e nient’affatto scontato – racconta anche del bisogno di “riempire” quei vuoti, in uno slancio vitale che è forse il motore di tutto. Un istinto che ci spinge a esistere, superare, creare e – come ricorda lo stesso Delbono – ancora parlare e scrivere d’amore.Orchidee è uno spettacolo di Pippo Delbono, interpretato da Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella. Le immagini e i filmati sono di Pippo Delbono, le luci di Robert John Resteghini, le musiche di Enzo Avitabile, Deep Purple, Miles Davis, Philip Glass, Victor Démé, Joan Baez, Nino Rota, Angélique Ionatos, Wim Mertens, Pietro Mascagni.Lo spettacolo è una produzione di Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma, Nuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna, Théâtre du Rond Point- Parigi, Maison de la Culture d’Amiens – Centre de Création et de Production.
In concomitanza con la rappresentazione di Orchidee a trieste è stata organizzata la rassegna di film CORPOaCORPO- Omaggio a Pippo Delbono che prevede lunedì 24 novembre alla Sala Bartoli la proiezione dalle 19 di Amore Carne e Sangue: segue incontro con Pippo Delbono condotto dal critico teatrale Roberto Canziani e da Aleš Doktorič presidente del Kinoatelje. Martedì 25 novembre al Teatro Sloveno alle 19 (prima della messinscena di Orchidee) La Paura e Blue Sofa; nella stessa sala e con le medesime modalità il 26 novembre alle ore 19 Grido. La rassegna si chiude il 27 novembre con la proiezione al Teatro Miela di CORPO aCORPO cui seguirà l’incontro con i registi Karine De Villers e Mario Brenta condotto da Daniele Terzoli della Casa del Cinema e infine alle 22.30 di Guerra. Ingresso alle proiezioni a 5 euro, con riduzione per abbonati o possessori del biglietto di Orchidee.Lo spettacolo va in scena martedì 25 e mercoledì 26 novembre alle ore 21 al Teatro sloveno di Trieste, via Petronio 4.  I posti ancora disponibili si possono acquistare presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, presso il la Biglietteria del Teatro Sloveno i cui abbonati accedono a Orchidee con una speciale riduzione e naturalmente è attiva la vendita on line su tutti i consueti circuiti e attraverso il sito www.ilrossetti.it. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.