L’Ecole des Maîtres diretta da Ricci/Forte apre le sue porte al pubblico: 7 settembre ore 20.30 al Teatro S. Giorgio di Udine

Domenica 7 settembre alle ore 20.30, l’Ecole des Maîtres, il corso internazionale di perfezionamento itinerante diretto quest’anno da ricci/forte, apre le sue porte al pubblico per una dimostrazione che sigla la conclusione delle prime giornate di studio a Udine. Inauguratasi lo scorso 26 agosto per la sua XXIII edizione,  la “scuola dei maestri” rappresenta ogni anno un’occasione formativa d’eccellenza per giovani attori europei selezionati in Francia, Italia, Belgio, Portogallo e, da quest’anno, anche in Croazia che si ritrovano sotto la guida di rinomati registi della scena internazionale per un lungo stage di quasi due mesi, con tappe itineranti. JG matricule 192102 è il titolo scelto da Stefano Ricci e Gianni Forte per il corso 2014, un’investigazione che ha il suo cuore nell’universo poetico di Jean Genet e su improvvisazioni atte a sviluppare una possibilità performativa fisica, emotiva, visionaria. L’opera di Jean Genet, l’essenza dei panorami evocati dai suoi romanzi sono stati quindi il fondamento di partenza per il lavoro con i venti giovani attori e attrici di età compresa fra i 24 e i 34 anni selezionati nei cinque Paesi europei promotori del progetto.   Per assistere alla lezione aperta è necessario accreditarsi inviando la propria richiesta e i propri recapiti all’indirizzo biglietteria@cssudine.it. Visto il ristretto numero di spettatori ammessi, è necessario attendere conferma scritta o telefonica per partecipare.  La prova aperta di domenica 7 settembre darà un primo assaggio del lavoro artistico e permetterà di conoscere il metodo di lavoro di ricci/forte per il workshop con i venti attori e attrici dell’Ecole. ricci/forte, sono autori e registi affermati sulla scena internazionale grazie a una poetica corrosiva e visionaria, che connette i classici del passato alla vita quotidiana e fa ricorso a ispirazioni potentemente oniriche per rappresentare il dolore contemporaneo al di là delle frontiere della parola. Il loro teatro va oltre le definizioni di danza, parola, musica, personaggi, riguarda semplicemente la vita. La vita che ciascuno di noi amerebbe vivere.  Dopo la prima tappa a Udine, l’Ecole si trasferirà al TAGV Teatro Académico de Gil Vicente di Coimbra, dal 9 al 18 settembre, per proseguire la seconda parte del corso. Gli esiti dell’atelier Ecole verranno presentati al pubblico in occasione di cinque dimostrazioni finali in programma il 18 settembre a Coimbra (TAGV Teatro Académico de Gil Vicente), il 22 settembre a Zagabria (Hrvatsko narodno kazalište), il 25 settembre a Roma (Teatro India Short Theatre 9), il 28 settembre a Bruxelles (La Raffinerie) e l’1 ottobre a Reims (La Comédie de Reims). L’edizione di quest’anno vede ampliarsi il partenariato europeo promotore dell’Ecole a un quinto Paese, la Croazia con il suo Teatro Nazionale di Zagabria, ad affiancare i quattro Paesi partner storici del progetto – Belgio, Francia, Italia, Portogallo. In particolare costituiscono la rete attiva del Progetto e la sua direzione artistica il CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia (Italia), CREPA – Centre de Recherche et d’Expérimentation en Pédagogie Artistique (CFWB/Belgio), TAGV – Teatro Académico de Gil Vicente (Portogallo), La Comédie de Reims, Centre Dramatique National (Francia), Hrvatsko narodno kazalište / Festival svjetskog kazališta  (Croazia), con il sostegno, per l’Italia, del  MIBACT – Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Fondazione CRUP e la partecipazione di  Regione Friuli Venezia Giulia, Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, Short Theatre.  Al nuovo partner, si aggiunge per il Progetto un prestigioso e autorevole riconoscimento: l’Ecole des Maîtres sarà per quest’anno una delle iniziative italiane selezionate per il Semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea.




La Contrada presenta la sua nuova direzione artistica ed annuncia IL CARTELLONE 2014-2015

Si può proprio affermare “La Contrada…Un’altra Storia!”, come recita il claim scelto per la Stagione di Prosa 2014/15. Non solo le novità del cartellone degli spettacoli, ma è stata annunciata anche la nuova Direzione Artistica del Teatro a pochi mesi dalla scomparsa del regista e autore teatrale Francesco Macedonio, fondatore e storico direttore artistico della Contrada-Teatro Stabile di Trieste. Ad affiancare Livia Amabilino arriverà ora il regista Matteo Oleotto.

Goriziano, classe 1977, Oleotto ha accettato con gioia questo incarico che lo vedrà in forze alla Contrada dal prossimo gennaio, perché, come lui stesso ha dichiarato “sono partito dal teatro ed è un vero piacere ritornarci. Quello che mi auguro di riuscire a fare è di portare un po’ di visionarietà a teatro. Sono felice che questa proposta mi sia arrivata da un teatro che è radicato nel territorio, in linea quindi con la mia filosofia.”  

Matteo Oleotto NUOVO DIRETTORE ARTISTICO

Matteo Oleotto NUOVO DIRETTORE ARTISTICO

Oleotto ha infatti iniziato il suo percorso artistico diplomandosi ATTORE nel 2001 presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine e nel 2005 si è diplomato REGISTA presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dove recentemente ha iniziato a collaborare come insegnante di recitazione. Nel frattempo rivendica orgogliosamente di aver lavorato “come telefonista in un call-center, come bagnino, in una ditta di traslochi, in un autolavaggio, come operaio in una ditta di microcomponenti, assistente notturno di un ospedale psichiatrico, cameriere, aiuto cuoco, giardiniere, arbitro di basket, portiere d’albergo, istruttore di nuoto, prima di dedicarmi completamente alla regia”.

“Questo è il momento di dare fiducia alla generazione dei trentenni, soprattutto bravi, ironici e coraggiosi come Matteo” dice Livia Amabilino, “il teatro inoltre ha bisogno di contaminazioni, e le competenze cinematografiche di Matteo potrebbero risultare un valore aggiunto.” Insomma, la Contrada: un’altra storia!  

La Contrada…Un’altra storia! Si presenta così la Stagione di Prosa 2014/2015 che la Contrada-Teatro Stabile di Trieste porterà sulle scene del Teatro Orazio Bobbio a partire da ottobre e sarà dedicata a Francesco Macedonio, storico regista nonché Direttore Artistico della Contrada.

La Stagione del Bobbio, le nuove produzioni e i nuovi progetti della Contrada sono stati illustrati stamattina dalla Presidente dello Stabile di Trieste, Livia Amabilino, e dal Direttore organizzativo Diego Matuchina che hanno inoltre introdotto il nuovo Direttore artistico Matteo Oleotto.

Una scena del Giselle

Una scena del Giselle

Dodici i titoli del nuovo cartellone, suddivisi fra spettacoli “rossi” e spettacoli “blu” come da tradizione. La Stagione 2014/2015  partirà il 17 ottobre, con un titolo di teatro dialettale prodotto dalla Contrada: Sissi a Miramar”, di Alessandro Fullin. Dal 21 novembre andrà in scena “Triestiner” di Massimiliano Forza. Il 5 dicembre il palcoscenico del Bobbio ospiterà il primo spettacolo ‘Blu’ con Tres” di Juan Carlos Rubio, con Anna Galiena, Marina Massironi, Amanda Sandrelli e Sergio Muniz diretti da Chiara Noschese. Dal 12 dicembre invece ritorneranno le Sorelle Marinetti al Bobbio con “Risate sotto le bombe” di Giorgio Umberto Bozzo e Gianni Fantoni per la regia di Francesco Sala.L’anno nuovo si aprirà, il 16 gennaio, all’insegna di un titolo da record come “Forbici&Follia” di Paul Portner nella versione italiana di Marco Rampoldi.Il 30 gennaio invece debutterà “La vita che ti diedi” di Luigi Pirandello, per la regia di Marco Bernardi con Patrizia Milani e Carlo Simoni.Dal 13 febbraio un nuovo appuntamento “Blu”, con  “The Sisters”, di Lena Sarsen per la regia di Enzo Sanny.Dal 20 febbraio “Mastro Don Gesualdo” un classico della letteratura italiana di Giovanni Verga.Un nuovo spassosissimo appuntamento “Blu”, dal 13 marzo, con

I protagonisti di Risate sotto le Bombe

I protagonisti di Risate sotto le Bombe

“Cartacanta” di e con Ennio Marchetto.Il 20 marzo sarà l’occasione per restare con il fiato sospeso per “Trappola mortale” di Ira Levin con l’adattamento e la regia di Ennio Coltorti.Dal 10 aprile sarà in scena “Lei è ricca, la sposo, l’ammazzo” di Mario Scaletta con una coppia formata da Gianfranco Jannuzzo e Debora Caprioglio per la regia di Patrick Rossi Gastaldi.La stagione si chiuderà con un ulteriore titolo “Blu”, ovvero “Donne in cerca di guai” di Jean-Marie Chevret per la regia di Nicasio Anzelmo che porterà al Bobbio Catherine Spaak, Marisa Laurito e Corinne Clery.Accanto ai dodici spettacoli in abbonamento, sono stati presentati  altri 8 titoli fuori abbonamento tra cui : “Giselle”  “Puzzle”,“Doom”, l’ultima creazione dei Sonics. Il Circuito Comici sarà aperto il 14 gennaio da Maurizio Lastrico con il suo “Quello che parla strano,Mercoledì 11 febbraio sarà l’occasione per divertirsi con l’anteprima nazionale di “Comedians” di Trevor Griffiths per la regia di Renato Sarti con Margherita Antonelli, Alessandra Faiella, Rita Pelusio, Claudia Penoni, Pia Engleberth e Rossana Mola. Ultimo ma di certo non ultimo Enrico Bertolino, che sarà al Bobbio il 18 marzo con il suo “Casta Away- La tempesta imperfetta”.

La campagna abbonamenti per la Stagione 2014/2015 della Contrada ha inizio mercoledì 3 settembre: gli abbonamenti possono essere sottoscritti presso la biglietteria del Teatro (Via del Ghirlandaio, 12 • tel. 040.390613/948471 – orario: 8.30-13.00/15.30-18.30),TicketPoint (Corso Italia, 6/c • tel. 040.3498276/3498277 – orario: 8.30-12.30/15.30-19.00). Il termine ultimo per riconfermare i posti della passata stagione scade venerdì 26 settembre: da lunedì 29 settembre, tutti i posti rimasti liberi saranno messi a disposizione del pubblico.




AL FESTIVAL DI TODI : “ODORE DI MARCIO MORALE” CON : A STEADY RAIN DI KEITH HUFF

Graziano PIAZZA e Davide PAGANINI diretti da ALESSANDRO MACHÌA, interpretano Joey e Denny, due poliziotti di Chicago che sentono “odore di marcio morale”. “A STEADY RAIN” di Keith HUFF è andato in scena fino al 25 agosto per il Festival di Todi 2014.

Le luci sensuali di Chiara MARTINELLI e suoni e musiche di Gianluca GASPARRINI e Francesco VERDINELLI, hanno creato un ambient da set cinematografico. Assistiamo ad una messa in scena lunga ma avvincente. Le capacità attoriali degli interpreti danno forza ad un testo crudo, forse difficile da digerire. Uno “storytelling” che si insinua nella capacità di saper distinguere il bene dal male a colpo d’occhio.

Quando gli eventi vanno più veloci della nostra comprensione, quando vita privata e lavorativa si mescolano, quando l’amicizia diventa quasi un furto della propria identità, quando il ruolo sociale ti porta a sparare solo per riflesso condizionato, allora, sì, il pubblico si lacera. Le reazioni sono varie. Nervose. La scena è vuota, ma dalla platea si vede tutto ciò che non c’è.

Il sudore è sangue perché se “non sei uno di loro” resti fuori. Anche l’amicizia resta forte a patto di sapere che non c’è spazio per entrambi. In fondo i due protagonisti sono doppioni, specchi incompiuti di una tragedia annunciata “quando sparano a casaccio sulla mia famiglia, dalla finestra della mio soggiorno”. Un noir privo di mistero, ma pregno di evoluzione e fatica, degno di una dinamica assurda, veloce, contraddittoria:umana.

Anita Laudando




“Ti auguro un fidanzato come Nanni Moretti” di Livia Ferracchiati per lo SPAZIO GIOVANI del Todi Teatro Festival

Per lo SPAZIO GIOVANI del Todi Teatro Festival, Livia Ferracchiati debutta come drammaturga e regista di “Ti auguro un fidanzato come Nanni Moretti”.

“Mela-Rosso-Mela-Verde! Sta in ascolto!”.

Chiara Leoncini e Fabio Paroni, con degna freschezza di un testo vivo e intelligente, offrono dinamiche universali alla platea del Palazzo del Vignola il 26 e il 27 Agosto 2014.

“Io sono diverso da tutti gli altri, che vivono in balia di meccanismi psicologici di cui non sono consapevoli” dichiara Lui, il disegnatore di orsi, innamorato di una donna semplice che, spontaneamente, dichiara “Tu sei tutto ciò che ho sempre temuto che potesse diventare il mio partner”.

Ironia, brio e ritmi raccontano, in modo nuovo e attuale, le dinamiche di coppia. Per più della metà dello spettacolo, sulle piacevoli scene di Chiara Bonomelli, tutto è a favore di pubblico, niente è superfluo.

Si susseguono capitoli del racconto senza mai stancare.

Quadro: “Un capello bianco non fa primavera. – Io sono alle prese con i fornelli. Tu sei seduta al tavolo della cucina”. Poteva essere il compimento, meraviglioso e lineare, di un’idea teatrale bella ed efficace.

Invece, l’autrice ha prevalso sulla regista. Non rinunciando a nulla del testo, lo spettacolo si è seduto.

Detto tutto, il gioco è diventato meno interessante, forse è durato più del dovuto. Anche il finale, tradisce un pizzico di ingenuità, oppure che la regia non ha voluto, o non ha saputo, dare un cambio di ritmo adeguato.

“Se facciamo tre su tre sei la mia anima gemella”.

La centrifuga mentale tra paure e desideri, resta comunque, un’operazione ben riuscita.

Lo spettacolo è appena nato e sull’eccezionalità di testo e attori non si discute.


Anita Laudando




STAGIONE TEATRALE 14.15 – Teatro Comunale di Cormòns

Stagione Teatrale 2014.2015

INIZIO CAMPAGNA ABBONAMENTI da sabato 13 settembre

PREVENDITA BIGLIETTI da lunedì 29 settembre

Il teatro è un universo parallelo dove si racconta la realtà, le memorie, la quotidianità o si dà voce alleemozioni più profonde. Vivere il teatro significa condividere il racconto dell’artista nel momento stesso in cui viene narrato e interpretato, e quindi lasciarsi coinvolgere da una storia che ci accomuna o che avremmo voluto assaporare personalmente. Immedesimazione e fantasia si mescolano di continuo creando una magia unica e irripetibile tutte le sere.Ogni spettatore coglie un diverso modo in ciascuna performance: si innescano così la partecipazione, la commozione, il divertimento e una serie di riflessioni che portiamo a casa e ci accompagnano quando cala il sipario.
Anche questo nuovo cartellone saprà raccontare la vita e le emozioni e saprà coinvolgere il nostro pubblico: una nuova stagione che raccoglie testi toccanti interpretati da artisti di grande spessore,classici rivisitati e dedica ampio spazio agli autori contemporanei.
Inizieremo con un salto nel passato da non dimenticare, con ‘Magazzino18’, lo spettacolo di e con Simone Cristicchi sull’esodo di italiani cancellati dalla storia; ci tufferemo nell’ultima produzione a.ArtistiAssociati: ‘Forbici & Follia’, giallo interattivo, dove un cast stellare
coinvolgerà il pubblico al punto da far decidere allo stesso il finale; una storia d’amore via mail sarà raccontata da Chiara Casellie Bobo Citran in ‘Le ho mai raccontato del vento del Nord’ mentre saremo ospiti al pranzo di Natale di‘Benvenuti incasa Gori’ nell’esilarante commedia con Alessandro Benvenuti; Tullio Solenghi vestirà i panni dell’invidioso Salieri in ‘Amadeus’ e il poker di attrici (Margherita Antonelli, Alessandra Faiella, Rita Pelusio e Claudia Penoni) saranno nel cast di ‘Comedians’; attualissimo il testo di ‘Il prestito’ con Antonio Catania e Gianluca Ramazzotti in una commedia dal sapore agrodolce mentre Corrado Tedeschi ed Ettore Bassi saranno in scena in ‘Trappola mortale’ in una storia avvincente sull’avidità umana e la continua smania di potere. Spazio al grande classico della danza, in una rilettura contemporanea, con ‘Il lago dei cigni’ allestito dal Balletto di Roma e un tuffo nella magia delle ombrecinesi con i Catapult e i loro straordinari quadri coreografici. Per gli amanti del Swing Massimo Lopez proporrà un repertorio dei classici anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, conditi dalla sua verve inconfondibile, mentre l’affascinante mondo di Hollywood rivivrà sul palco di Cormons con ‘Cantando
sotto la pioggia’ della Compagnia Corrado Abbati. Il teatro ci offre nuove visioni del mondo, chiavi di lettura, momenti di leggerezza o di riflessione. E quando si esce dalla sala, si guarda la realtà con occhi nuovi.Il teatro ci allontana per un po’ dalla quotidianità, ma è un tuffo
nella vita.



26 agosto al Teatro S. Giorgio di Udine si inaugura la XXIII EDIZIONE dell’ECOLE DES MAÎTRES diretta da ricci/forte

Udine centro di alta formazione teatrale europea. Il 26 agosto al Teatro S.Giorgio di Udine si inaugura la XXIII edizione dell’Ecole des Maîtres, corso internazionale di perfezionamento itinerante per attori europei di Croazia, Belgio, Francia, Italia e Portogallo, fondato da Franco Quadri nel 1990, che ogni anno si impegna a far incontrare registi di fama internazionale e giovani attori ammessi per ciascun Paese partner dell’Ecole des Maîtres.  Alla guida dell’Ecole des Maîtres ci saranno quest’anno due maestri che hanno dato vita a un sodalizio artistico oggi riconosciuto a livello internazionale sotto la sigla ricci/forte, alias Gianni Forte e Stefano Ricci, autori e registi affermati sulla scena internazionale grazie a una poetica corrosiva e visionaria, che connette i classici del passato alla vita quotidiana e fa ricorso a ispirazioni potentemente oniriche per rappresentare il dolore contemporaneo al di là delle frontiere della parola. Il loro teatro va oltre le definizioni di danza, parola, musica, personaggi, riguarda semplicemente la vita. La vita che ciascuno di noi amerebbe vivere.  JG matricule 192102 è il titolo del loro corso 2014, un’investigazione che ha il suo cuore nell’universo poetico di Jean Genet e su improvvisazioni atte a sviluppare una possibilità performativa fisica, emotiva, visionaria. L’opera di Jean Genet, l’essenza dei panorami evocati dai suoi romanzi saranno quindi il fondamento di partenza per il lavoro con i 20 giovani attori e attrici fra i 24 e i 34 anni selezionati nei 5 Paesi europei promotori del progetto.  Il corso si svilupperà dal 26 agosto al 1 ottobre 2014 e avrà come sedi di lavoro in Italia, Udine, dal 26 agosto al 7 settembre, e Coimbra, in Portogallo, dal 9 al 18 settembre. Gli esiti del workshop verranno presentati al pubblico in occasione di una lezione aperta a Udine il 7 settembre (ore 20.30 Teatro S.Giorgio) e di cinque dimostrazioni finali

Ricci e Forte  FOTO DI Francesco Paolo Catalano

Ricci e Forte FOTO DI Francesco Paolo Catalano

aperte al pubblico in programma il 18 settembre a Coimbra, il 22 settembre a Zagabria, il 25 settembre a Roma, il 28 settembre a Bruxelles, e l’1 ottobre a Reims.  Il percorso creativo di ricci/forte è stato oggetto di attenzione costante fin dai primi lavori della compagnia da parte del CSS. Nel 2005 partecipano al premio Extracandoni con Troia’s Discount.  Da quell’incontro inizia un sodalizio co-produttivo avviato con Pinter’s Anatomy (2009), proseguito con Imitationofdeath (2012) e con l’ultimo lavoro Darling, quest’estate in prova al Teatro S.Giorgio di Udine, spettacolo che aprirà la stagione di Teatro Contatto 2014 (24-25 ottobre).I nuovi maestri dirigeranno un’edizione che vede ampliarsi il partenariato europeo promotore dell’Ecole a un quinto Paese, la Croazia con il suo Teatro Nazionale di Zagabria, ad affiancare i quattro Paesi partner storici del progetto – Belgio, Francia, Italia, Portogallo. In particolare costituiscono la rete attiva del Progetto e la sua direzione artistica il CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia (Italia), CREPA – Centre de Recherche et d’Expérimentation en Pédagogie Artistique (CFWB/Belgio), TAGV – Teatro Académico de Gil Vicente (Portogallo), La Comédie de Reims, Centre Dramatique National (Francia), Hrvatsko narodno kazalište / Festival svjetskog kazališta  (Croazia), con il sostegno, per l’Italia, del  MIBACT – Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Fondazione CRUP e la partecipazione di  Regione Friuli Venezia Giulia, Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, Short Theatre.  Al nuovo partner, si aggiunge per il Progetto un prestigioso e autorevole riconoscimento: l’Ecole des Maîtres sarà per quest’anno una delle iniziative italiane selezionate per il Semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea.




Teatro Contatto 33 coming soon: la nuova stagione resterà ancora per un po’ top secret ma ecco qualche anticipazione

cssPer un’inaugurazione imperdibile abbiamo scelto il debutto della nuova creazione di Ricci/Forte, Darling , di cui siamo co-produttori e che in questi giorni è in prova a Udine. Nel clima di incandescente emotività che le performance di Ricci/Forte sanno innescare, Darling scandisce un’ipotesi per una nuova Orestea contemporanea in cui la tragedia eschilea si riversa in ‘un container in cui immagazzinare simboli e sensi che riesplodono’. Per due sere al Teatro Palamostre di Udine il 24 e 25 ottobre 2014. Il 28 marzo, un ritorno – evento che vogliamo preannunciare nel segno del capolavoro: torna a Udine Emma Dante con Le Sorelle Macaluso , una storia sospesa fra vita e morte nello stile inconfondibile della regista palermitana.
E ancora, dalla nuova generazione emersa dall’esperienza della Societas Raffaello Sanzio, 31 gennaio 2015 arrivano a Contatto i Dewey Dell con Marzo , un dramma quasi fantascientifico, dove il ‘mese della guerra’ è fonte di molteplici suggestioni fra fumetto, danza, visioni scenografiche.dorky park
In chiusura di stagione, il 17 e 18 aprile, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, un evento internazionale in collaborazione fra CSS, Teatro Nuovo e Comune di UdineOpen for Everything , uno spettacolo meraviglioso ed esplosivo per un ensemble esuberante di musicisti e artisti rom e danzatori della compagnia berlinese DorkyPark della coreografa argentina Constanza Macras.
E sempre dalla collaborazione fra le stagioni di Teatro Contatto e Teatro Nuovo arrivano tre proposte di comico con protagonisti Natalino Balasso (Velodimaya , 12 dicembre), i surreali Lillo&Greg (La fantastica avventura di Mr Starr , 26 gennaio) e Claudio Bisio, che per il suo ritorno sulle scene teatrali incrocia lo sguardo acuto e irriverente di Michele Serra e del suo Gli sdraiati, in Father and Son (25-26 febbraio).




Venerdì 8 agosto 2014, Villa Imperiale Pausilypon di Napoli : Eneide -Ciascuno patisce la propria ombra

Sarà Villa Imperiale Pausilypon di Napoli a ospitare, venerdì 8 agosto 2014 alle ore 21.30, lo spettacolo Eneide – Ciascuno patisce la propria ombra da Virgilio, Ovidio e Marlowe, con Viviana Altieri, Nadia Kibout, Giulia Innocenti, nella drammaturgia e la regia di Matteo Tarasco. Le scene e le luci sono a cura di Matteo Tarasco, i costumi di Chiara Aversano.

L’originale allestimento, presentato da Arte e Spettacolo Domovoj in collaborazione con Teatro Argot Studio e Dominio Pubblico, chiude il ciclo di appuntamenti programmati nel suggestivo sito archeologico partenopeo dalla rassegna Teatri di Pietra in Campania 2014, rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali attraverso lo spettacolo dal vivo, ideata da CapuAntica Festival con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli, di PalaPartenope e Fontana Medina, sotto l’egida del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Campania.ENEIDE - una scena

In scena una densa nuvola di fumo traghetta il pubblico nell’opaco viaggio per l’Averno di Eneide – Ciascuno patisce la propria ombra. Nell’oscurità della nebbia spettrale appaiono tre figure sinuose, dalle linee morbide, i tratti femminili, vestite di lacrime di sangue essiccate in una ragnatela cremisi, che afferma la loro condanna al mondo dell’aldilà. Sono le tre anime guida dello spettacolo, “Caronte” involontarie fra le onde crudeli di una storia, la nostra, marchiata e macchiata dal sangue di troppe guerre, una storia che pianta le sue radici proprio nel mito fondatore dell’Occidente, Enea, o meglio la sua ombra.

Il regista Matteo Tarasco, attraverso un dramma dalle ambientazioni seducenti, i toni solenni, con scenografie e costumi semplici, prova a rievocare le sensazioni e le emozioni di un’epopea fantasmagorica. Riscopre i meandri più segreti che questa storia immortale offre, evidenziandone la figura del grande Enea, di cui, in questa nostra epoca priva di eroi, è rimasta solo l’ombra.

Lo spettacolo racconta il mito di Enea, dalla caduta di Troia sino allo sbarco sulle coste italiche, attraverso la testimonianza delle donne che lo hanno incontrato, amato e rinnegato: la moglie Creusa, l’amante Didone, la Sibilla Cumana e la madre Venere.

«Eneide – Ciascuno patisce la propria ombra – sottolinea il regista – tenta di rappresentare la celebrazione, attraverso lo strumento del teatro e della musica, delle più antiche origini storiche e religiose della nostra tradizione.

Soltanto conoscendo le radici della nostra cultura di cittadini italiani ed europei, potremo rafforzarne e consolidarne la tradizione, e svilupparne l’identità».




Addio al tenore Carlo Bergonzi

Detesto i coccodrilli, quelli che puzzano d’incenso al pari degli sfoghi – ignobili – vili e rancorosi. Probabilmente l’onestà intellettuale è quanto di più corretto e rispettoso si possa offrire alla memoria di chi non c’è più. In passato ho molto ammirato Carlo Bergonzi, per il prodigioso controllo strumentale della voce, per la carriera di cui è stato capace, probabilmente anche in ossequio alla vulgata che l’ha sempre incoronato “Tenore Verdiano” per antonomasia. Con il passare del tempo e l’affinarsi dell’esperienza, con l’abbandono, faticoso, di certe imposture o credenze fideistiche che, per misteriose ragioni, affliggono il mondo del melodramma, mi sono spostato su altre posizioni, convincendomi del fatto che l’opera sia anzitutto teatro e che la tecnica canora debba servire l’interpretazione e non proporsi come arte essa stessa. Mia discutibile convinzione, sia chiaro.

Mi rendo conto di quanto sia difficile, nell’approcciare alle arti umane, scindere il gusto personale dall’oggettività dei fatti, eppure, almeno tra gli addetti ai lavori, questa dovrebbe essere la regola. Carlo Bergonzi non è stato il più grande tenore verdiano, non fu un cantante insuperabile (pur dominando le onanistiche classifiche di chi sa – o crede di sapere – quale sia il modo corretto di cantare) e non è nemmeno paradigmatico nel repertorio del Bussetano. Non lo è semplicemente perché graduatorie di questo tipo lasciano il tempo che trovano.

Tuttavia egli è stato un artista fondamentale. Bergonzi è stato un pioniere, un interprete che ha radicalmente cambiato l’approccio al canto ed allo spartito, che ha sconvolto gli orizzonti estetici di un’epoca ed ha segnato quelli delle epoche successive. Lo dice la storia dell’interpretazione. Se non ci fosse stato Bergonzi, oggi si canterebbe probabilmente in altro modo. Non è forse questo il massimo traguardo cui un artista possa aspirare, segnare la storia del mondo a cui appartiene?
Scriveva ieri Anne Midgette, sul Washington Post, che oggi Bergonzi non sarebbe diventato la celebrità che è stato. Lo penso anch’io e credo sia giusto così. Eppure ai suoi tempi fu un numero uno, un maestro cui dobbiamo gratitudine.

Paolo Locatelli
paolo.locatelli@ildiscorso.it
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UNA TOMBA PER BORIS DAVIDOVIC AL MITTELFEST

Quando le porte del teatro si aprono gli attori sono già sul palco, quasi ad attendere – impazienti – che gli spettatori prendano posto. E’ “Una tomba per Boris Davidovic” lo spettacolo del regista Ivica Buljan tratto dal libro di Danilo Kiš  che è andato in scena al teatro Ristori di Cividale nell’ambito di Mittelfest 2014. Danilo Kiš è uno dei più importanti scrittori della ex-Jugoslavia che ha dovuto lasciare la terra d’origine a causa delle controverse reazioni che la pubblicazione del libro ha provocato in ambienti legati al regime totalitario.
borisLo spettacolo è ambientato in terra balcanica, nel periodo stalinista, e i sette racconti sembrano essere sette modalità con cui l’autore vuole rappresentare la sopraffazione dell’uomo sull’uomo: si tratta di individui connotati da forti ideologie che pongono la propria vita al servizio di un progetto rivoluzionario, chi cerca di conservare la dignità nella caduta e nella morte, chi di imporre la giustizia “stalinista”. Storie apparentemente diverse ma legate dai sentimenti di repressione e ossessione.bomba1
L’atmosfera è cupa, scura, quasi oppressiva. Gli attori danno voce ai sette racconti i cui si dipana la storia e qualche musica e canzone inframmezza la narrazione, quasi un respiro, una pausa prima di ricominciare. Bravi gli attori che diventano a seconda della situazione, musicisti o cantanti con estrema naturalezza. Una  co-produzione serbo-croato-slovena, in lingua originale con sovratitoli
in italiano che però mette a dura  prova l’attenzione degli spettatori costretti, durante i centodieci minuti dello spettacolo, ad alternare lo sguardo tra  la partitura in alto sullo schermo e gli attori sul palco.
Mettendo in cartellone “Una tomba per Boris Davidovic” Mittelfest ha reso omaggio, ancora una volta alla ex Jugoslavia, terra che con grandi sforzi sta cercando di chiudere con il suo passato non troppo remoto fatto di guerre, distruzioni, genocidi, per entrare a testa alta nel futuro che si chiama Europa.
Maria Teresa Ruotolo