Due serate fuori abbonamento nel circuito ERT a Maniago e Monfalcone A teatro il giallo I ragazzi del massacro di Scerbanenco 30 e 31 gennaio

I ragazzi del massacro è un romanzo di Giorgio Scerbanenco del 1968 che fa parte del ciclo di gialli con protagonista linvestigatore Duca Lamberti. Dalla carta la storia del brutale omicidio della giovane insegnante Matilde Crescenzaghi è arrivata al grande schermo lanno dopo grazie alla regia di Fernando Di Leo. Ora il giallo approda anche sulle assi del teatro nellallestimento della compagnia Linguaggicreativi e con la regia di Paolo Trotti. I ragazzi del massacro, vincitore del premio “Next – Laboratorio di idee per la produzione e distribuzione dello spettacolo dal vivo”, ideato e promosso da Regione Lombardia, sarà ospite del Circuito ERT per due serate fuori abbonamento. Lo spettacolo, interpretato da Stefano Annoni, Diego Paul Galtierie Federica Gelosa, sarà mercoledì 30 gennaio al Teatro Verdi di Maniago e giovedì 31 gennaio al Teatro Comunale di Monfalcone. Entrambe le serate inizieranno alle 20.45.

 

I ragazzi del massacro racconta di una maestra assassinata dai suoi undici allievi della scuola serale, un giorno di maggio del 1968 e di un uomo che non si arrende alle apparenze. La storia è anche quella di una voce fuori dal coro, quella di Duca Lamberti, che non vuole il mostro in prima pagina, ma crede che la giustizia sia sopra ogni convenienza.

Attorno all’omicidio si agita il Sessantotto, con le manifestazioni, le occupazioni e gli scontri di piazza. Una piccola storia dentro alla grande Storia. Una storia umana, che appartiene a tutta quell’umanità che crede che la verità sia un bene necessario e la giustizia una vittoria del genere umano contro la barbarie.

Paolo Trotti ha riscritto il testo partendo dal luogo centrale: la classe del massacro. Da lì, attraverso flashback e con un montaggio cinematografico in perfetto stile hard-boiled, passano tutti i personaggi per portare il commissario Duca alla scoperta della mente che cè dietro lomicidio. Lo spettacolo entra nelle pieghe dell’umanità dei personaggi, un mondo in cui nessuno è solo eroe osolo mostro, ma ognuno porta con il proprio conflitto.

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it o chiamando lUfficio Turistico di Maniago (0427 709063) e la Biglietteria del Teatro Comunale di Monfalcone (0481 494664).




Li romani in Russia con Cristicchi alla corte di Osoppo sabato 2 febbraio

Sabato 2 febbraio alle 20.45 al Teatro della Corte di Osoppo (Ud)
CRISTICCHI RACCONTA, CON I VERSI DI
ELIA MARCELLI, L’ORRORE DELLA GUERRA
Il celebre cantautore, prima di salire sul palco del Festival
di San Remo, sarà ospite della stagione di Anà-Thema Teatro con il
suo monologo “Li romani In Russia” per la regia di Alessandro Benvenuti


Prosegue la stagione di Aná-Thema Teatro al Teatro della Corte di Osoppo (Ud), riportando in regione uno dei cantautori più amati, capace con la sua voce di accompagnare gli spettatori dentro le storie che mette in scena.

Sabato 2 febbraio alle 20.45 salirà sul palco di Osoppo (Ud) Simone Cristicchi con “Li Romani In Russia”, tratto dall’omonimo poema in versi di Elia Marcelli, riconosciuto da molti linguisti come una delle opere più rilevanti del Novecento italiano e tra i pochi che riuscì a far ritorno dalla “Campagna di Russia del 1941-43”. Il monologo, per la regia di Alessandro Benvenuti, racconta l’orrore della guerra attraverso la voce di chi l’ha vissuta in prima persona, come in un ideale incontro tra il mondo delle borgate di Pasolini e le opere di Rigoni Stern e Bedeschi.




25-26 GEN.h.2100 UDINE, TEATRO PALAMOSTRE, SALA PASOLINI Giuseppe Battiston WINSTON VS CHURCHILL

da “Churchill, il vizio della democrazia”, di Carlo G. Gabardini

con Giuseppe Battiston e con Maria Roveran

luci Andrea Violat/ scene Nicholas Bovey / costumi Ursula Patzak /
suono e musica Angelo Longo

regia Paola Rota

una produzione Nuovo Teatro

Il 25 e 26 gennaio Contatto 37 del CSS presenta in prima regionale al Teatro Palamostre di Udine (inizio ore 21), Winston vs Churchill, il nuovo spettacolo di Giuseppe Battiston, protagonista di un’autentica sfida interpretativa.  L’attore udinese vestirà infatti i panni di una delle icone del Novecento, il primo ministro inglese Winston Churchill.
La piéce è tratta da “Churchill, il vizio della democrazia” , un testo che Carlo Gabardini –  autore teatrale, conduttore radiofonico e attore comico (era lui l’Olmo di Camera Café) ha scritto pensando proprio a Battiston come all’interprete ideale in grado di restituirci la figura complessa, contraddittoria, imprevedibile del primo ministro inglese.

Con la maestria che lo contraddistingue, Battiston  – diretto da Paola Rota e in scena assieme a Maria Roveran, giovane attrice di cinema e teatro, già co-protagonista con Battiston in “Morte di Danton” di Mario Martone – reinventa la sua biografia, la immerge in un presente onirico e indaga il mistero dell’uomo, attraverso la magia del teatro, fra politica, eccessi, inconfondibili aspetti caratteriali, battute celebri e momenti privati. Il disegno luci è di Andrea Violato, scene di Nicholas Bovey, costumi di Ursula Patzak,  suono e musica di Angelo Longo, per la produzione del Nuovo Teatro.

È possibile che un uomo da solo riesca a cambiare il mondo?
Per molti, Winston Churchill è, in tal senso, incarna l’Europa stessa e il suo destino, colui che, grazie alle sue scelte politiche, ha salvato l’umanità dall’autodistruzione durante il tragico trentennio 1915 – 1945.

Cosa rende un uomo capace di cambiare il corso della storia, di intervenire sul fluire degli eventi modificandoli? Cosa gli permette di non impantanarsi nella poderosa macchina del potere e della politica, di non soccombere agli ingranaggi? La capacità di leggere la realtà? Il contesto? Il coraggio? La forza intellettuale?

Queste domande hanno guidato Carlo Gabardini ad approfondire l’interesse per un uomo sicuramente non qualunque, un uomo, un politico che è un’icona, quasi una maschera.

Churchill incarna il primato della politica e umanamente è un eccesso in tutto: tracanna whisky, urla, sbraita, si lamenta, ma senza mai arrendersi, fuma sigari senza sosta, tossisce, detta ad alta voce bevendo champagne, si ammala, comanda ma ascolta, è risoluto ma ammira chi è in grado di cambiare idea, spesso lavora sdraiato nel letto, conosce il mondo ma anche i problemi dei singoli, ha atteggiamenti e espressioni tranchant, e battute che sembrano tweets, come questa Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre”.

Le due repliche udinesi sono al momento esaurite. Una lista d’attesa per eventuali disdette last minute verrà aperta in teatro, nelle due sere di spettacolo, dalle ore 20.
Biglietteria Contatto 37: 
Udine, Teatro Palamostre, dal lunedì al sabato, dalle 17.30 alle 19.30.  t. 0432.506925 – biglietteria@cssudine.it.




GRADO: il musical KISS ME, KATE giovedì 24 gennaio sera all’Auditorium Biagio Marin

Uno dei più grandi successi di Broadway allestito dalla Compagnia Corrado Abbati

Il musical Kiss me, Kate di Cole Porter al Biagio Marin di Grado

Un gioco di teatro nel teatro e il rimando alla Bisbetica domata di Shakespeare

Grado Il 2019 teatrale dell’Auditorium Biagio Marin inizia con un musical. Kiss me, Kate, prodotto da un maestro del genere quale Corrado Abbati farà tappa nell’Isola del Sole per un’unica data all’interno del Circuito ERT giovedì 24 gennaio alle 20.45. Kiss me, Kate di Cole Porter è ritenuto da molti il musical perfetto, baciato dal successo fin dal suo debutto a Broadway nel 1948: 1077 le recite consecutive andate in scena, cinque i Tony Awards vinti come miglior musical, miglior autore di musical, miglior compositore, migliori costumi, miglior produttore.


Il musical ripercorre la vicenda narrata da William Shakespeare nella
Bisbetica domata, arricchendola con un gioco di teatro nel teatro. La storia è quella di due attori che un tempo erano marito e moglie e che si trovano a recitare a Broadway nella versione musicale della brillante commedia shakespeariana. Lei sta per risposarsi con un importante uomo politico, lui non disdegna di fare la corte alla giovane soubrette della compagnia. Queste mutate condizioni amorose dei due ex coniugi, fanno sì che fra i due, durante le prove, nascano ripicche e bisticci ma non mancano anche momenti romantici in cui i due ricordano con piacere la loro storia d’amore. L’errore nella consegna di un mazzo di fiori scatena però la rabbia della bella Kate che sulla scena comincia a fare la ribelle. Ma l’arrivo in scena di due buffi gangster, creditori del produttore dello spettacolo, con le loro strampalate trovate creano una serie di esilaranti situazioni comiche che si alternano a momenti di intenso pathos, a meravigliosi momenti di ballo, alle splendide melodie di Cole Porter, portando a termine la recita de La bisbetica nell’ immancabile e spumeggiante happy end!

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it, chiamando la Biblioteca Falco Marin (0431 82630) di Grado.




Laboratorio teatrale con Mohamed Ba , 1 e 2 febbraio al teatro Miela

Venerdì 1 febbraio,   dalle 16 alle 19  e sabato 2,  dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19,  si  terrà al ridottino del teatro Miela un laboratorio teatrale che vuole indagare il mondo del teatro per capire come si fa a trasmettere una visione reale sul palco.  Si lavorerà sul rapporto tra la parola ed il corpo, sul racconto corale, sul monologo, sul teatro dell’assurdo, e sulla narrazione. Alla fine della seconda giornata  si prevede, una mise en space di ciò si riuscirà ad imbastire nel laboratorio. Si richiede ai partecipanti di portare con se un’ oggetto che porterebbero con se qualora dovessero partire per un viaggio senza la certezza di poter ritornare. Costo del laboratorio è di 80 euro a persona (50 euro per Associazioni convenzionate) e non richiede esperienza teatrale. Il corso prevede un massimo di 15 partecipanti. Per tutte le informazioni e per l’iscrizione chiamare al Teatro Miela 040 365 119 tutti i giorni dalle 10 alle 17 e sabato dalle 10 alle 12.30.

Mohamed Ba nasce in Senegal, il  piccolo grande paese dell’Africa Occidentale. Vive e lavora in Italia da oramai sedici anni ,protagonista azzime a Alessando Mizzi di Come diventare Africani in una notte, che sarà in scena al teatro Miela il 31 gennaio e l’1 e 2 febbraio alle 20.30. Cerca, attraverso il suo  lavoro di formatore, educatore, attore e drammaturgo teatrale, di dare il suo contributo per una rifondazione della nostra  “forma mentis”, mettendo l’uomo al centro. 

Andrea Forliano




IO, NAZARIO SAURO Un monologo di Francesco Cevaro al Teatro San Giovanni Venerdì 25 gennaio, alle 20.30,

La Compagnia della Testa presenta lo spettacolo Io, Nazario Sauro, scritto, diretto e interpretato da Francesco Cevaro, con la partecipazione di Alessandro Nicosia.
Nazario Sauro.
Spesso, camminando per le strade e per le piazze delle città italiane, ci si imbatte in vie, scuole, enti dedicati a questo personaggio storico.
Ma chi era costui, qual è la sua storia e perché è citato nelle vie delle città?
Dopo accurate ricerche storiche, motivata anche dall’occasione del centenario della Grande Guerra, la Compagnia della Testa mette in scena Io, Nazario Sauro, ritratto indedito di un eroe della Grande Guerra: la storia del patriota irredentista italiano nativo dell’Istria, vissuto tra la fine dell’ottocento e la Prima Guerra Mondiale.
In questo monologo si immaginano gli ultimi sessanta minuti di vita di Nazario Sauro, italiano ma all’anagrafe suddito austro-ungarico, condannato a morte per alto tradimento dal tribunale di Pola, allora territorio dell’Impero. Solo contro tutti e in attesa del tragico epilogo, Nazario Sauro scrive una lettera ai suoi figli. Ma mentre scrive, la mente distratta gli fa ripercorrere a tratti la sua intera vita, privata e pubblica, dall’infanzia alla maturità, passando per il lavoro come marinaio commerciale, i tanti amici nella sua Capodistria, il matrimonio; ma anche ovviamente le imprese belliche, col supporto attivo alla causa indipendentista albanese contro i Turchi; arrivando alla decisione, allo scoppio del conflitto mondiale, di raggiungere Venezia e di combattere per l’unificazione dell’Istria all’Italia, con tutto quello che ne seguì.
Lungi da essere solo una semplice descrizione storica, Io, Nazario Sauro è soprattutto il racconto intimo del lato umano di questo perRsonaggio, che mette in discussione le sue convinzioni, le sue idee e le sue scelte proprio nell’ultima puntata della sua vita.
“Bella rappresentazione, equilibrata, fedele, coinvolgente. Non era facile capire e interpretare mio nonno, Cevaro ci è riuscito benissimo catturando il pubblico che alla fine lo ha ripagato con un lungo e caloroso applauso”. Romano Sauro, nipote di Nazario Sauro.
Ingresso unico a 10€.
Per qualsiasi ulteriore informazione, scrivete pure a: info.teatrosangiovanni@gmail.com.
Teatro San Giovanni
Via San Cilino 99/1, 34138 Trieste info.teatrosangiovanni@gmail.com Facebook: /teatrosangiovanni
Ufficio stampa:
Francesca Giorgini
cell. 333 2256926 francesca.giorgini1@alice.it




Overload e i naufraghi nella tecnologia

Scelta vincente quella del CSS di ospitare per la stagione di Teatro Contatto il collettivo Sotterraneo con Overload, fresco di premio Ubu.
Numerosi sono i temi e gli agganci presenti nello spettacolo dedicato alle distrazioni di massa provocate dalla tecnologia e dai social. Overload è concepito come una pagina web dove sono presenti tanti link che rimandano alla contemporaneità. Il lettore/spettatore salta da una pagina/scena all’altra e si deconcentra. Proprio come nella navigazione sul web lo spettatore “clicca” sui link o si sorbisce i banner pubblicitari. Ci si perde, ma con ritmo. Le scene spariscono velocemente, gli attori si trasformano. E più che navigare si arriva a naufragare in un mare che non è poi così dolce, con la messa in scena di una morte collettiva, casuale. Spiazzanti, a tratti le incursioni  dello scrittore Foster Wallace morto suicida, icona del Sotterraneo (Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati, Giulio Santolini) e voce narrante.

Entusiasta, a ragione, il pubblico udinese.

Mtr




Nabucco al Verdi di Trieste: come la vogliamo fare l’opera?

Il Nabucco in scena al Verdi di Trieste conduce ad un bivio: se lo si guarda inquadrandolo nel filone degli spettacoli di onesta tradizione, oleografici – aggettivo stra-abusato quando all’opera ci si annoia – e “di maniera” non c’è niente che non vada. C’è un’ambientazione più o meno storica, scene e costumi sono come uno se li aspetta (che poi cosa ne sappiamo noi pubblico in sala di come si vestissero i babilonesi nel settimo secolo a.C.?!), ci sono un cast funzionale e un direttore che sa far quadrare i conti. Insomma è il più classico dei Nabucchi di buona provincia.

Però se si osserva la faccenda da un’altra prospettiva, cioè quella di chi pensa che l’opera sia innanzitutto teatro, le cose cambiano. Sì, è vero che Nabucco è un titolo insidiosissimo, è vero che si lavora sempre con frenesia e tempi stringatissimi, è vero che ci sono mille compromessi da incastrare, però ci si chiede: perché? Perché non provare a sbozzare un po’ i caratteri, emancipandoli dalla routine e dalle secche della tradizione? Perché non esplorare più a fondo la reciprocità dei personaggi, le loro ombre? Magari anche a calcare un po’ la mano su quanto c’è di meschino, violento, vile, ipocrita e, perché no, anche cringe, in quest’opera. Insomma a smuovere le oneste e ben create coscienze che vanno a teatro per sentire il “Va pensiero”. E facciamolo andare, sto pensiero! Facciamolo incazzare sto benedetto pubblico, prendiamolo a pugni nello stomaco, o almeno proviamoci! Certo questo è un problema su larga scala e non riguarda il solo Verdi di Trieste, però il pubblico invecchia e non è solleticando i capricci della frangia più reazionaria e ostile alle novità che se ne attira di nuovo.

Foto Fabio Parenzan

Ciò detto, lo spettacolo, prendendolo per quel che è, cioè il milionesimo Nabucco sword and sandal, funziona discretamente. Le scene di Emanuele Sinisi rimandano a un’antichità generica che piace sempre e non scontenta mai, Danilo Rubeca che riprende e rimonta la regia di Andrea Cigni ha diversi meriti (uno su tutti: spazza via certi topoi del melodramma cabalettaro) e qualche limite, ma soprattutto c’è una direzione musicale molto buona. Christopher Franklin non è un volto nuovo per il pubblico triestino e dà prova, ancora una volta, di cogliere nel segno indipendentemente dal repertorio. Tiene bene insieme palco e orchestra, cura narrazione e sonorità, è vario, pulito e serrato il giusto. I complessi del Verdi sono in ottima serata, così come il coro, preparato da Francesca Tosi.

Foto Fabio Parenzan

Giovanni Meoni è un protagonista di consumato mestiere che, pur con mezzi non troppo accattivanti, dice, accenta e sfuma; in definitiva porta a casa un Nabucco coerente e convincente. La Abigaille di Amarilli Nizza parte male nel primo atto, si tira di qua nel secondo e va crescendo dal duettone in avanti. Alla fine la sfanga anche se non entusiasma. Gran musicista e cantante, Nicola Ulivieri non trova nella scrittura di Zaccaria il terreno più fertile per esaltarsi: meglio i momenti più lirici (la preghiera), un po’ meno quelli che sollecitano gli estremi della tessitura.
Bravissima la Fenena di Aya Wakizono che è bella e sa muoversi e cantare, così come convince l’Ismaele di Riccardo Rados: le qualità ci sono e sono notevoli, ma vanno ancora un pelo rifinite.

Positivo l’apporto di tutti i comprimari: Abdallo (Andrea Schifaudo), Anna (Rinako Hara) e Il Gran Sacerdote di Belo di Francesco Musinu.

Successo pieno.

Paolo Locatelli
paolo.locatelli@ildiscorso.it
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LA MEMORIA E LA SCELTA che va in scena alla Sala Bartoli da martedì 22 a sabato 26 gen.

Giunge alla terza edizione La memoria e la scelta/III Le Scelte, progetto curato dalla giornalista Paola Pini che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha ideato e realizza in collaborazione con il Comune di Trieste, con la  Mediateca e La Cappella Underground. Ne sono protagonisti gli allievi dei licei di Trieste che dal 22 al 26 gennaio, in formazioni diverse presenteranno alla Sala Bartoli emozionanti letture, video e momenti musicali. Divengono così portatori di un messaggio di assoluto valore: scegliere si può, per far prevalere un atteggiamento a favore della vita. Per la prima volta i ragazzi si esibiranno anche alla Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale, dopo la cerimonia del Giorno della Memoria, domenica 27 gennaio alle 12.

Cinque serate di spettacolo e di riflessione, cinque momenti in cui attraverso un emozionante collage di letture, momenti musicali, video gli allievi dei licei di Trieste si fanno portatori di un messaggio fondamentale per il futuro: scegliere si può. Anche davanti allabisso più nero si può far prevalere un atteggiamento a favore della vita.

È questo il senso del progetto  La memoria e la scelta/III – Le Scelte curato dalla giornalista Paola Pini assieme per la parte cinematografica a Daniele Terzoli e Gianluca Guerra, che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha ideato e realizza ormai per il terzo anno, in collaborazione con il Comune di Trieste, con il Servizio Pubblico di Mediateca e La Cappella Underground.

Ciò che rende il progetto ancor più bello, necessario, prezioso sta proprio nel fatto che i protagonisti sono i ragazzi il futuro gli allievi dei licei Carducci/Dante, Galilei, Nordio, Oberdan, Petrarcae Prešerenche si alternano sul palcoscenico della Sala Bartoli, in formazioni diverse, ogni sera, da martedì 22 a sabato 26 gennaio sempre alle ore 21.

A coronare significativamente questa terza edizione è stato poi linvito da parte del Comune di Trieste a essere presenti con un momento di letture, musica e canto tratto da La memoria e la scelta/III alla Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale, dopo la cerimonia del Giorno della Memoria, domenica 27 gennaio alle 12.

La memoria e la scelta/III si concentra nel 2019 proprio sul sul concetto della SCELTA, indagato attraverso la memoria ed i suoi insegnamenti. Sarei stato carnefice o ribelle?di Paul Bayard è la base per esplorare alcuni personaggi emblematici, autori di azioni di opposizione o resistenza non violenta, capaci di far prevalere un atteggiamento a favore della vita. Lindagine, di sera in sera, toccherà diversi episodi e diverse pagine di memoria, riportando alla luce ricordi, immagini, figure esemplari e inducendo la platea alla riflessione.

Così martedì 22 gennaio, la serata verterà sulla figura e sulla scelta di Aristides de Sousa Mendes, diplomatico  portoghese. Dal 1939 fu a Bordeaux e assistette al limitarsi dell’“amichevole neutralitàmantenuta rispetto al conflitto dal suo paese, che fu chiaro ad un certo punto non si sarebbe spinto fino ad abbracciare i valori umanitari e a venire in aiuto ai sempre più numerosi rifugiati. Lamicizia con il rabbino rifugiato Jacob Kruger lo rese sensibile alla situazione degli ebrei, che dovevano al più presto fuggire dalla Francia, tanto che decise contro le leggi e le indicazioni del dittatore Salazar di rilasciare visti a tutti, come se non esistessero più nazionalità, razze, religioni. Nonostante gli fosse stata revocata la possibilità di rilasciare visti, e a proprio rischio, proseguì anche nellillegalità, validandone oltre 30.000 e salvando la vita a molte persone.

Il 23 gennaio saranno al centro delle letture i fratelli Hans e Sophie Scholl, giovani, tedeschi eppure capaci nel 1942 mentre il nazismo era potentissimo, incuteva terrore e soffocava con la morte ogni espressione di dissenso di operare come esponenti del movimento La Rosa Biancache resisteva e si opponeva al regime hitleriano e cercava di risvegliare nella popolazione di Monaco lorgoglio per il nobile pensiero tedesco del passato (Goethe, Schiller, Novalis) e di sconfiggere negli individui  il senso di solitudine davanti alla minaccia, e la paura di pensare liberamente.

Giovedì 24 gennaio ci si interrogherà invece su cosa distingua un carnefice da un ribelle, ricostruendo la storia del Battaglione 101: non era ununità militare, ma un corpo di polizia. Composto di riservisti, non giovani, quasi tutti senza esperienza di tipo militare. Quando in Polonia dovettero esercitare i metodi della soluzione finalene furono inizialmente sconvolti, ma poi si risolsero all80%-90% ad uccidere gli ebrei innocenti, quasi che il senso di responsabilità individuale fosse attutito dal gruppo, dalle direttive ufficialiQuale gruppo, anche oggi, è immune da un simile rischio? Perché solo pochi hanno saputo e sanno scegliere lumanità?

Milena Jesenská è la figura che ispirerà pensiero al pubblico nella serata di venerdì 25 gennaio: giornalista e traduttrice ceca, celebre per la sua amicizia con Kafka, Milena è una donna davvero da ammirare. Coraggiosa e vibrante di un amore per la libertà che le diede il coraggio di imporre la propria volontà al volere del padre prima, e di opporsi poi al fascismo e al nazismo che dilagavano in Europa, Milena fu infine arrestata dalla Gestapo e internata a Ravensbrück. Ma anche qui seppe lottare per la sua dignità e per la vita delle sue compagne di prigionia.

Lultima serata, quella del 26 gennaio, racconterà dellincredibile opera del pastore protestante André Trocmé e della sua famiglia a Chambon-sur-Lignon. Dopo larmistizio tra la Germania e la Francia del 1940 e la sua divisione nel territorio occupato dai nazisti da una parte, e nella repubblica collaborazionista di Vichy dallaltra, assieme al pastore Édouard Theis, al direttore della Scuola Statale Roger Darcissac e agli abitanti di Chambon, i Trocmé decisero di trasformare il villaggio in un grande rifugio per gli ebrei braccati dai tedeschi e dalla polizia francese, mettendo in piedi una solida rete di protezione sostenuta economicamente da nazioni come la Svezia e la Svizzera e da gruppi religiosi come i quaccheri americani, gruppi cattolici, organismi ecumenici e dalla Cimade, una delle più straordinarie organizzazioni protestanti di soccorso. Sembra ancor oggi miracoloso che con la forza di una guida non impositiva, come era quella di Trocmé, un intero paese fosse riuscito a opporre unazione non violenta e molto ingegnosa al potere ufficiale.

Ogni giorno dal 22 al 26 lappuntamento sarà alla Sala Bartoli alle ore 21. Il biglietto ha un prezzo davvero simbolico, soli 3 euro: per una serata che intreccia pensiero, memoria, Storia e si esprime attraverso la sensibilità, lintelligenza e il talento sorprendente degli allievi dei licei di Trieste.

I biglietti per i cinque spettacoli si acquistano in prevendita presso i punti vendita del Teatro Stabile regionale. Si possono comperare fino a esaurimento della disponibilità – anche alla Biglietteria del Politeama prima dellinizio dello spettacolo.

Rimane invece ad ingresso libero, come lintera manifestazione alla Risiera di San Sabba – Museo nazionale, lintervento dei ragazzi di domenica 27 gennaio alle 12.

Qui di seguito il programma e gli artisti delle singole giornate.

Martedì 22 gennaio ore 21Il Console di Bordeaux

con gli allievi del Liceo Petrarca e gli allievi del Liceo Carducci/Dante

testi da Sarei stato carnefice o ribelle?di Pierre Bayard e La bontà insensata – Il segreto degli uomini giustidi Gabriele Nissim

con Ginevra de Calò, Silvia Farina, Paola Micheletti, Sara Missio, Maddalena Rollè, Mattia Vodopivec

Katarina Spasic, Maria Celoro – voci

Dylan Salvador – chitarra

Samuele Buono – percussioni

intervento musicale Avram Avinu, Morena

Mercoledì 23 gennaio ore 21 – La rosa bianca

con gli allievi del Liceo Oberdan e gli allievi del Liceo Carducci/Dante

testi da Sarei stato carnefice o ribelle?di Pierre Bayard e La Rosa Bianca di Inge Scholl

con Erica Bussi, Samuele Calabria, Martina Galanti, Francesca Occhiogrosso, Sara Stebel

Alice Franco, Francesca Papini – voci

Pietro Furlanettoviolino

intervento musicale “Papirosn, Bin ih mir a shnajderl

Giovedì 24 gennaio ore 21 Il battaglione 101

con gli allievi del Liceo Prešeren e gli allievi del Liceo Carducci/Dante

testi da Sarei stato carnefice o ribelle?di Pierre Bayard e Uomini comuni. Polizia tedesca e «soluzione finale» in Polonia di Christopher R. Browning

con Emil Favento, Antje Gruden, Johana Kerschbaumer, Nives Lakovič, Irene Solaro, Martina Sosič

Evita Bertolini, Mathias Ferluga – voci

Andrea Furlan – pianoforte

intervento musicale “Dire-gelt, Shlof majn kind

Venerdì 25 gennaio ore 21 Milena Jesenska

con gli allievi del Liceo Carducci/Dante

testi da Sarei stato carnefice o ribelle?di Pierre Bayard e Milena, lamica di KafkadiMargarete Buber-Neumann

con Paolina Basiaco, Lorenzo Calacione, Leo Cattaneo, Francesca Giraldi, Piero Ocello, Ambra Rossi

Irene Morpurgo – voce

Leonardo Dante – clarinetto

intervento musicale Uv mestechko Ljadi, A yiddishe mame

Sabato 26 gennaio ore 21- André e Magda Trocmé a Chambon-sur-Lignon una moderna città-rifugio

con gli allievi del Liceo Galilei e del Liceo Nordio e gli allievi del Liceo Carducci/Dante

testi da Sarei stato carnefice o ribelle?di Pierre Bayard e Il tuo fratello ebreo deve viverediPhilip Hallie

con Luca Alberti, Iacopo Bertotti, Simone Valente, Alessio Pessot, Alessia Rainis, Beatrice Seppi

Caterina Trevisan – voce

Maria Viviani – voce

Giulia Brussa – violoncello

intervento musicale Belc, majn shtetele Belc, Tumbalalajke

 

Domenica 27 gennaio ore 12, alla Risiera di San Sabba Monumento Nazionale, dopo la Cerimonia del Giorno della Memoria

testi da LA MEMORIA E LA SCELTA/III

con Mattia Vodopivec, Samuele Calabria, Antje Gruden, Ambra Rossi, Simone Valente

gruppo vocale Katarina Spasic, Maria Celoro, Evita Bertolini, Mathias Ferluga, Irene Morpurgo, Caterina Trevisan, Maria Viviani, Duccio Lin, Silvia Zappa, Sofia Deineka, Francesca Acero

direzione Michele Gallas

intervento musicale “Hatikvah, Shalom aleichem

Andrea Forliano




“Dal 23 gennaio ritornano al Politeama Rossetti gli Oblivion ne “La Bibbia riveduta e scorretta”

Dal 23 gennaio ritornano al Politeama Rossetti gli Oblivion ne La Bibbia riveduta e scorrettaper la regia di Giorgio Gallione. Humour, musica, intelligenza, leggerezza e tanto talento contraddistinguono Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli anche in questa nuova e importante tappa della loro carriera. Repliche fino a domenica 27 gennaio, in abbonamento al Teatro Stabile regionale. Sabato 26 gennaio incontro pomeridiano con il pubblico.

«Molto metodo e tanta follia. Ecco gli Oblivion» spiega il regista de La Bibbia riveduta e scorrettaGiorgio Gallione.  Con questo divertente e nuovissimo spettacolo, gli Oblivion ritornano a Trieste e al Politeama Rossetti dove molte volte sono stati applauditi in passato e dove il pubblico li attende con grandissima curiosità. La Bibbia riveduta e scorrettava in scena da mercoledì 23 a domenica 27 gennaio, ospite della stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

«Cinque straordinari filosofi assurdisti, cinque rigorosi fantasisti (limmaginazione è più importante della conoscenza, insegna Einstein)spiega ancora Gallione cinque ricercatori teatrali che usano il Comico come esercizio di intelligenza critica, di irriverenza; unarma radiografica, acuminata e gentile, per togliere polvere e noia dal palcoscenico. Cinque instancabili contaminatori, cinque sorridenti secchioni (per questa Bibbia riveduta e scorrettahanno studiato più di tanti seminaristi e teologi), portatori sani di leggerezza (che non è futilità) e di rigore. Perché per rovesciare il senso occorre prima provare a capirlo. Il teatro degli Oblivion è polifonico, meticcio, seriamente ridicolo, onnivoro, citazionista, ma sempre personalissimo. Sanno usare la leggerezza (che non è futilità…) come ricerca della precisione, della sintesi, dellagilità, della rapidità di pensiero e azione teatrale. Essere loro complice in questo viaggio biblico è euforico e mai prevedibile. Significa provare a raccontare la storia delle storieentrando in un universo surreale, musicale e pittorico che, come tutti i veri creatori/creativi, cerca di mettere ordine nel Caos. In questo caso, da un bislacco Big Bang a un novello Jesus Christ Superstar rapper e alieno»…

C’è da credere alle parole di un artista dellesperienza di Gallione riguardo allirresistibile show Oblivionescamentedissacrante.

Oltre dunque allo humour di Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli che il pubblico dello Stabile regionale ama da sempre, non mancherà la dimensione musicale, ricca e declinata in modo nuovo.

Gli Oblivion infatti si mettono alla prova per la prima volta con un inedito musical comico: «Ci siamo trovati a discutere che genere di Musical fare. Non trovando un accordo, abbiamo deciso di farli tutti» scherza nelle sue note Lorenzo Scuda, autore della partitura.

«Complice anche il fatto che con le basi musicali puoi permetterti di avere sonorità che variano da Vivaldi ai Rammstein, abbiamo deciso di omaggiare tutto lo scibile della storia del Musical dagli anni 20 ad oggi. Ogni scena ha un suo mondo musicale, un suo sound di riferimento. Citazioni e richiami a Cole Porter, Stephen Sondheim, Lloyd-Webber, al musical Hamilton, in un Trivial Pursuit completamente inutile in cui dare sfoggio di tutta la propria saccenza. La produzione dei pezzi è stata mastodontica. Ventidue canzoni originali. Ghironde, Zampogne, Chitarre Heavy Metal, Groove Elettronici, Orchestra Sinfonica, Orchestra Barocca con Basso Continuo, Jazz Big Band, Campionamenti di frammenti di altri musical. Tutto pur di non lavorare…».

E il plot? Come si addentreranno questi eccezionali artisti nel libro più celebre della storia?  Ai testi hanno Pensato Davide Calabrese, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli ed hanno immaginato un quadro davvero particolare.

Siamo nella Germania di Gutenberg, intento nella scelta del primo libro da stampare: quandecco che gli si presenta il Signore, con unautobiografia scolpita nella pietra da editare e diffondere in tutte le case. Ne nasce così il primo braccio di ferro tra autore ed editore della storia, il primo deciso a restare fedele alla propria opera, il secondo tutto impegnato nel trasformare in un successo editoriale quello che lui considera un insieme di storie scollegate e bizzarre. Nella tipografia prendono vita le vicende più incredibili dellAntico e Nuovo Testamento, che Gutenberg renderà un best-seller. 

La Bibbia riveduta e scorretta va in scena al Politeama Rossetti da mercoledì 23 gennaio a sabato 26 gennaio alle ore 20.30 e domenica 27 gennaio va in scena la recita pomeridiana alle ore 16.

 

Sabato 26 gennaio alle ore 18 al Café Rossetti, si terrà un incontro con gli Oblivion che approfondiranno temi del loro spettacolo e della loro carriera conversando con Peter Brown, direttore della British School regionale. Lingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

 

I biglietti per lo spettacolo si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.