UDINE: Teatro d’Autunno in friulano, domenica 16 DICEMBRE al Menossi “Une sblancjade di Pasche”


Proseguono gli appuntamenti della rassegna “Teatro d’autunno”, il cartellone teatrale promosso dall’assessorato al Decentramento del Comune di Udine nei diversi quartieri cittadini. Domenica 16 novembre alle 17 nell’Auditorium Menossi verrà proposto lo spettacolo “Une sblancjade di Pasche”, commedia di Maria Gioitti Del Monaco messa in scena dalla Compagnia Teatrale Baraban per la regia di Cladio Mezzelani. La pièce, che rientra all’interno del programma di teatro friulano e delle lingue minoritarie promosso dal circolo culturale ricreativo “Sant’Osvaldo”, è a ingresso libero.

 

Per informazioni è possibile telefonare al PuntoInforma del Comune di Udine (tel. 0432-414717) o visitare il sito www.comune.udine.it.




NAPOLI : NARTEA “RIBALTA” LA SCENA CON SUB URBE, EMOZIONI SOTTOVOCE AL TUNNEL BORBONICO Sabato 15 novembre 2014, alle 19:00 e alle 20:30

Il mondo capovolto di Napoli, l’altra anima della città che vive sottoterra, diventa protagonista con “Sub Urbe, emozioni sottovoce“: sabato 15 novembre 2014 (con due turni a disposizione, ore 19:00 e ore 20:30) l’Associazione Culturale NarteA scende nel ventre napoletano con una travolgente visita guidata teatralizzata concepita per condurre i visitatori lungo ben cinque secoli di storia, abbracciando al percorso turistico anche l’aspetto ludico-interattivo del teatro, alla scoperta del misterioso sottosuolo partenopeo.

L’appuntamento al pubblico è presso l’ingresso in Vico del Grottone n° 4 del Tunnel Borbonico – ossia, la seconda traversa a sinistra salendo via Gennaro Serra, zona piazza Plebiscito –, mentre la fine del percorso prevede l’uscita in via Domenico Morelli, all’interno dell’omonimo Parcheggio. Per partecipare, la prenotazione è obbligatoria al 3397020849 – 3346227785. Costo € 15,00 adulti.

FOTO SCIOSIA

 Immergersi nella “città di sotto” è un viaggio per esplorare il passato impercettibile di Napoli: la fine dell’Ottocento vede le prime perlustrazioni del sottosuolo partenopeo per mano di Guglielmo Melisurgo, un ingegnere del Comune di Napoli, che comprende la necessità di acquisire conoscenze dirette sullo “strato inferiore cittadino”. È così che, con l’aiuto di Nunzio Esposito, capo degli operai addetti ai pozzi della città, si dedica all’esplorazione sistematica della rete di gallerie, canali e pozzi presenti sotto la città. Nel 1889, allo scopo di prendere parte attiva al dibattito tecnico sul sottosuolo di Napoli, Melisurgo si affretta a pubblicare un saggio cui dà il titolo di Napoli sotterranea e nel quale per la prima volta è fornita una precisa descrizione delle cavità e dei manufatti del sottosuolo napoletano. Staccando la spina dal caos e dall’inquinamento di “sopra”, gli ospiti potranno addentrarsi nel silenzio delle meravigliose grotte di tufo giallo: una vera e propria immersione nella storia, un viaggio nel tempo per incontrare personaggi d’altre epoche, che interpreteranno le vicende vissute nell’ombra delle viscere di Napoli. Si entra nella Sub Urbe, accompagnati da una guida esperta del Tunnel Borbonico a cui si alterneranno gli attori professionisti Viviana Cangiano, Valeria Frallicciardi, Peppe Romano e Sergio Del Prete che, vestiti in abiti d’epoca, daranno vita agli avvenimenti e ai personaggi di un passato tradizionale ma anche storico.  Palcoscenico d’eccezione sarà questo percorso sotterraneo, commissionato il 19 febbraio del 1853 da Ferdinando II di Borbone all’architetto Errico Alvino per collegare il Palazzo Reale con la Caserma “Vittoria”, in modo da permettere un attraversamento militare in difesa della reggia e una via di fuga per salvare i monarchi in caso di un eventuale pericolo. Napoli era stata scavata prima dai greci e dai romani che avevano adoperato il tufo giallo per costruire le abitazioni, collegando poi le varie cave sottostanti con dei cunicoli al fine di incanalarvi le acque del Serino e trasformarle in cisterne. Nella ricostruzione del passato, il primo uomo moderno che si calò nelle viscere della città per ricavarne uno studio meticoloso e particolareggiato, individuando circa cinquemila rifugi nella roccia tufacea, fu proprio Guglielmo Melisurgo: l’ingegnere realmente esistito sarà il personaggio che guiderà il pubblico lungo le cavità-ricoveri che salvarono la vita di migliaia di cittadini durante le Seconda Guerra Mondiale.




TEATRO CONTRADA TRIESTE dal 21 al 30 novembre 2014 :TRIESTINER DDI SCENA AL TEATRO BOBBIO

Coloro che abitano a Londra si chiamano Londoners, ma come possono chiamarsi quei triestini che sono andati a stare nella capitale inglese? Per Massimiliano Forza, autore del testo, non ci sono dubbi. Sono “Triestiner”.

Ariella Reggio

Ariella Reggio

Triestiner è la storia surreale e poetica di una piccola comunità di triestini che nella capitale britannica conducono una sorta di esistenza bohémien. Quasi fossero incapaci di affrontare la realtà, i triestiner se ne inventano una del tutto personale, vivendo Londra quasi fosse Trieste, sforzandosi di replicare ogni particolare della quotidianità triestina, ritrovandola trasfigurata in una tassonomia personale che li riporta sempre lì, a Trieste, città amata/odiata ma di cui parlano di continuo, crocevia di insanabili e gustose contraddizioni, metro di misura del mondo, della superficialità e del disamore.

Triestiner è uno sfogo caustico e divertente sulla triestinità, su quel mondo di frontiera fatto di donne algide e di uomini fragili, forse incapaci di vivere senza un confine. Uno scavo sincero, surreale nella sua verità, dove la magia inconfondibile di Londra si fonde ai colori e ai sapori di Trieste, in un modo così vivido che sembra di passeggiare contemporaneamente nelle due città.

Triestiner dall’omonimo romanzo di Massimiliano Forza edito da Santi Quaranta   adattamento drammaturgico di: Massimiliano Forza e Giuseppe Emiliani

regia: Giuseppe Emiliani   con:  Ariella Reggio e Virgilio Zernitz

e con: Marzia Postogna, Francesco Godina, Paolo Fagiolo, Gualtiero Giorgini, Franko Korosec, Myriam Cosotti e Laura Antonini

scene e costumi: Andrea Stanisci

musiche: Massimiliano Forza

arrangiamenti: Fabio Valdemarin




TANTI SALUTI Dal 22/11/2014 Al 22/11/2014 sabato 22 novembre 2014_ ore 21.00 Auditorium “A. Zanon”

Tanti saluti (22 novembre), che, per la regia di Massimo Somaglino,  vede sul palcoscenico la Musso insieme a Beatrice Schiros e Igi Meggiorin, per una indagine in chiave grottesco-clownesca  del tema della morte nel tempo attuale, che tende a rimuoverla in ossequio ai miti dell’eterna giovinezza o a celarla nell’anonimato disumano dell’ospedalizzazione.Tema impegnativo sul “non dicibile”, ma trattato con gusto leggero del paradosso

TANTI SALUTI di Giuliana Mussocon Giuliana Musso, Beatrice Schiros, Gianluigi Meggiorin

regia Massimo Somaglino    direzione clown Maril Van Den Broek   ricerca e drammaturgia Giuliana Musso   direttore tecnico Claudio Parrino

una produzione La Corte Ospitale
Info biglietteria telefono : 0432.506925 giorni: da martedì a sabato  orario: 17.30 – 19.30

Nato negli anni Sessanta, il Teatro Club è stato pioniere in regione per la diffusione dello spettacolo dal vivo e per la formazione della sensibilità all’arte teatrale. Forte di una lunga tradizione, continua a offrire stagioni organiche di prosa, cui unisce l’attenzione speciale all’esperienza del teatro-scuola e alla creatività giovanile.




Guintche :Teatro Palamostre – Udine 21 novembre 2014 per Teatro Contatto

Arriva da Capo Verde Marlene Monteiro Freitas con una performance camaleontica e ipnotica, in cui il suo corpo entra in un vortice di trasformazioni, dall’umano all’animale

872_7585_fotoE’ una camaleontica trasfigurazione quella che avviene sotto gli occhi di chi guarda Marlene Monteiro Freitas danzare in Guintche.
Un corpo passa attraverso diversi stadi dell’umano e dell’animale e sprigiona una potenza magnetica e affascinante, dalla quale non si riesce a distogliere lo sguardo. E’ danza contemporanea, la sua, con dentro un’anima esotica dove fa eco Capo Verde, il paese da cui Marlene arriva. Una danza anche furiosa, ritmica, colorata come un carnevale. Il magnetismo di questa danzatrice ci spinge a seguirla nella sua danza ipnotica e rituale, anche senza sapere dove questo ci porterà. Creato nel 2010 e rappresentato con successo nei festival europei, Guintche deriva dall’immagine di una persona, disegnata da Marlene come ricordo di un concerto. Lentamente la figura maschile, a cui l’artista ha dato il nome di Guintche, ha iniziato a crescere, a prendere vita propria,  a farsi autonoma, a ribellarsi e a dare vita a personaggi autonomi. esseri il cui destino è precisamente quello di tradire le aspettative: Guintche è, in questo senso, la forma di vita intensa nata e partita da quell’essenza originale e informe. Non più la continuazione di un pensiero, ma una danza.

Guintche :Marlene Monteiro Freitas
ideazione e performance Marlene Monteiro Freitas

scene/luci luce Yannick Fouassier

musiche Cookie

costumi Catarina Varatojo

produzione una produzione Andreia Carneiro (Bomba Suicida) e Erell Melscoet in co-produzione con ZDB-Negócio /residenze O Espaço do Tempo, Alkantara Festivalcon il supporto di RE.Al / Forum Dança

foto Laurent Paillier




20, 21 e 22 nov. 2014 – ore 20.45 IL MERCANTE DI VENEZIA

MERCANTE3Composta tra il 1596 e il 1598 e rappresentata a Corte per la prima volta nel 1605, la Commedia appartiene al genere shakespeariano detto “Commedie Romantiche”, tese, attraverso l’intrattenimento a «far partecipare il pubblico al gioco della vita» (G. Melchiori), dove il tema classico dell’amore viene in subordine rispetto ai contenuti “romanzeschi”. Amore e denaro, si intrecciano attorno alla vicenda di Shylock, un mercante ebreo molto maltrattato ed emarginato dalla società di Venezia, che presta una somma di denaro ad Antonio pretendendo come pegno una libbra di carne del suo corpo. Antonio chiede il prestito per poter aiutare l’amico Bassanio a conquistare la bella Porzia; l’impresa riesce, tuttavia Antonio non ha di che restituire a Shylock, ma… In questa edizione, il regista vuole fare del Mercante: «una MERCANTE2grande favola, e una festa del teatro. Cioè della speranza. L’essenziale – scrive Binasco – riguardo a Shylock, non è che sia un eretico o un ebreo, ma che sia un outsider. Outsider, qui, vuol dire qualcosa di più di diverso. Vuol dire proprio straniero. Estraneo». Ed è proprio il teatro, appunto, a poter ricomporre, nella festa, ogni diversità.

MERCANTEIL MERCANTE DI VENEZIA 
di William Shakespeare
con Silvio Orlando 
e la Popular Shakespeare Kompany
(in o.a.) Andrea Di Casa, Fabrizio ContriElena Gigliotti, Milvia Marigliano, Simone Luglio, Nicola PannelliFulvio Pepe, Sergio Romano, Barbara Ronchi, Roberto Turchetta, Ivan Zerbinati
musiche originali di Arturo Annecchino
scene di Carlo de Marino
luci di Pasquale Mari
costumi di Sandra Cardini
regia di Valerio Binasco
produzione: Veronica Mona con Oblomov Films S.r.l. e Compagnia Enfi Teatro

Alberta  G..




PICCOLI CRIMINI CONIUGALI in scena dal 14 al 16 Nov. al Teatro Il Primo Viale del Capricorno, 4 NAPOLI

locandinaPiccoliCriminiAl Teatro Il Primo un testo di Eric- Emmanuel Schmitt:  

Quando vedete un uomo e una donna davanti al sindaco o al prete, chiedetevi chi dei due sarà l’assassino”
E se la vita di coppia non fosse altro che la più difficile delle guerre? Impossibile da vincere, costante nel suo svolgimento e duratura… finché morte non li separi…
Secondo Eric-Emmanuel Schmitt, autore di PICCOLI CRIMINI CONIUGALI, “la coppia è come un’associazione di assassini. La vita coniugale è una guerra, dove tutto è permesso. La vita coniugale è un’associazione di killer che si accaniscono sugli altri prima di infierire su loro stessi, un lungo cammino verso la morte che lascia la strada costellata di cadaveri. Quando la coppia è giovane è una coppia che cerca di sbarazzarsi degli altri. Quando la coppia invecchia diventa una coppia dove ognuno cerca di sopprimere i partner”.DSC_7463
PICCOLI CRIMINI CONIUGALI gioca sul doppio filo dello humour nero da black comedy tra quattro mura e il dramma della memoria e del tempo, di due persone e del loro amore.

Sinossi:
Dopo aver subito un brutto incidente domestico Lui torna a casa dall’ospedale completamente privo di memoria, ragiona ma non ricorda, non riconosce più neppure la moglie, che tenta di ricostruire la loro vita di coppia tassello dopo tassello cercando di oscurarne le ombre. Via via che si riportano alla luce informazioni dimenticate si manifestano delle crepe: sono molte le cose che cominciano a non tornare. Come mai Lei mente? E perché non vuole darsi DSC_7430fisicamente a Lui, che pure è fortemente attratto da lei? Per quale motivo Lui – che afferma di essere completamente privo di memoria – si ricorda di certi particolari del viaggio di nozze? Sono alcuni dei misteri di questo giallo coniugale in cui la verità non è mai ciò che sembra, dove la memoria (e la sua supposta mancanza), la menzogna e la violenza vengono completamente riviste per assumere dei significati nuovi, inaspettatamente vivificanti.


VENERDì 14 Novembre ore 21
SABATO 15 Novembre DOPPIA ore 18 e 21
DOMENICA 16 Novembre ore 18




“Arancia Meccanica, di Anthony Burgess arriva nei teatri italiani nella regia di Gabriele Russo dal 12 al 16 nov. per la stagione Prosa del Teatro Stabile FVG

arancia meccanica 1Va in scena mercoledì 12 novembre alle 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali Arancia Meccanica, testo di Anthony Burgess e regia di Gabriele Russo: un titolo di grande forza, che approda al teatro e diviene un appuntamento ricco d’induzioni attuali della Stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.Quando arrivò sul grande schermo nel 1971, diretto da un visionario Stanley Kubrik Arancia Meccanica (A Clockwork Orange) divenne immediatamente un caso: creò sconcerto per la violenza e l’esasperazione dei temi e in Italia, fino al 2007 rimase un film vietato ai minori di 18 anni… Oggi del film ci inquieta soprattutto la forza presaga.Ancor più colpisce l’intuizione di Anthony Burgess che già nel 1962 aveva pubblicato il romanzo distopico omonimo da cui è tratta la sceneggiatura, nonché creato per il teatro una versione drammaturgica con musiche. Scrittore, critico letterario, librettista, poeta, compositore, giornalista, saggista, traduttore, studioso, arancia meccanica2educatore, Burgess è a tutti gli effetti una delle massime personalità artistiche e sicuramente uno dei maggiori autori del Novecento inglese. In Arancia meccanica racconta, usando toni accesi e uno stile fantascientifico, sociologico e politico un futuro dominato da un’esacerbata violenza giovanile e da una sempre maggiore inclinazione al condizionamento del pensiero.«A distanza di 51 anni dalla prima pubblicazione del romanzo ­­– riflette Gabriele Russo, regista dello spettacolo che ora giunge sui palcoscenici italiani, tradotto direttamente dalla drammaturgia di Burgess – ci si rende conto di quanto l’autore avesse saputo guardare anche oltre il suo tempo, presagendo, attraverso la storia di Alex e dei suoi amici Drughi, una società sempre più incline al controllo delle coscienze ed all’indottrinamento di un “pensiero unico”. Se negli anni Sessanta quei temi stavano appena cominciando a diventare materia di argomento e riflessione oggi siamo tutti molto più consapevoli del tentativo di controllo delle coscienze a cui noi tutti siamo sottoposti. L’opera ha favorito delle domande, la libertà di scelta è davvero così importante? E a questo proposito, l’uomo è davvero capace di scegliere? E ancora: la parola libertà significa qualcosa di preciso? Ed in particolare, è meglio essere malvagi per propria scelta o essere retti ed onesti grazie ad un lavaggio scientifico del cervello?».
Lo spettacolo, messo in scena da un cast d’interpreti degni d’attenzione, sarà concepito come un incubo di Alex, il capo dei Drughi: la scena come una scatola nera conterrà e dissolverà le sue visioni ed i suoi ricordi che soprattutto nella prima parte si alterneranno a canzoni e musiche scritte da Morgan. Un musicista “fuori dagli schemi” che il regista ha cercato in qualche modo “somigliante” ad Arancia Meccanica.
arancia meccanica4«L’idea che tutto avvenga attraverso la testa di Alex – commenta Morgan – per me è stato fondamentale ai fini della realizzazione dei brani: le mie musiche iniziano riferendosi all’originale, per poi man mano deformarsi: trascendono e degenerano proprio perché stanno nella testa di Alex; quello che Alex ascolta non è Beethoven, è la sua idea deformata di Beethoven, è il suo delirio di Beethoven. E’ questa deformazione musicale che mi ha interessato. Credo che tutto ciò che è nella mente, nel “planetario”, di Alex sia giusto, è il modo di metterlo in pratica, attraverso la violenza, che è sbagliato! Paradossalmente il canale della creatività, che si attua mettendo in scena un’opera come questa, è la strada giusta per trasmettere alla società di oggi un messaggio di non-violenza!»Assai accurato il lavoro di traduzione, in particolare per ricreare lo slang dei Drughi, che si voleva suggerisse violenza ma anche identità, come accade per i “branchi” dei ragazzi d’oggi. Un’inquietante riflessione, dunque, sul male assoluto e senza ragione (com’è quello di Alex), sulla sottile linea di confine fra bene e male, sul rapporto vittima/carnefice e sulla connessione fra violenza sociale e del singolo.
Arancia Meccanica di Anthony Burgess, per la regia di Gabriele Russo e interpretato da Alfredo Angelici, Martina Galletta, Sebastiano Gavasso, Giulio Federico Janni, Alessio Piazza, Daniele Russo, Paola Sambo si avvale delle scenografie di Roberto Crea, delle luci di Salvatore Palladino e dei costumi di Chiara Aversano. Le musiche di scena sono di Morgan.
Lo spettacolo è una produzione del Teatro Bellini – Teatro Stabile di Napoli.

Repliche da mercoledì 12 a sabato 15 novembre alle ore 20.30; domenica 16 novembre alle ore 16. I posti ancora disponibili si possono acquistare presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti e accedendo attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

 foto francesco squeglia
E.L.



AnimaArt Teatrosabato 15 novembre, ore 21 al Te.Co-Teatro di Contrabbando

LocandinaAnimaArt Teatro propone al pubblico del Te.Co una serata all’insegna del puro intrattenimento, per passare insieme un ora e mezza di risate e di riflessioni. “Amore in s…cena” è un buffet-spettacolo che  vuole  esorcizzare a colpi di ironia, comicità e poesia i cliché che da secoli vedono protagonisti gli uomini e le donne.  Una serata rivolta a ragazzi e adulti di qualsiasi ambiente.  Uno spettacolo che non parla solo d’amore, ma anche e soprattutto di rapporti e differenze tra uomo e donna. Dalla creazione della terra a oggi, analizzando maschio e femmina tra scene, storie e aneddoti in cui il pubblico, sicuramente, si rispecchierà e divertirà.  A raccontare queste vicende sono due esseri soprannaturali interpretati dai giovani e talentuosi attori: Gennaro Esposito, regista e autore dello spettacolo e da Dary Fiorillo, che da storia a storia si trasformeranno in personaggi diversi.  Il pubblico, nel corso dell’evento, da spettatore diventerà protagonista a tutti gli effetti della serata.  Uno spettacolo che fa ridere, emozionare e riflettere e con tantissimi ingredienti, per una serata speciale e unica all’insegna del sano divertimento. Un ennesimo evento in cui arte e svago si fondono magistralmente sul palco  del Te.Co-Teatro di Contrabbando.  

La serata comincerà con un ricco buffet che precederà lo spettacolo. 

 

 




Ana-Thema Teatro: partenza di successo con “Innamorati – Opera Rock”

Ieri sera in un teatro tutto esaurito è andata di scena l’esilarante commedia “Innamorati – Opera rock”, rivisitazione in chiave moderna di uno dei capolavori goldoniani. La storia d’amore tra Eugenia e Fulgenzio, intrisa di gelosia e pettegolezzi, è magistralmente trasposta ai nostri tempi, grazie anche alla cornice musicale della rock band Evenfall, anche essa presente sul palco e accompagnata dalla cantante soprano Elena Pontini. I richiami classici dei costumi (realizzati da Emmanuela Cossarr) sono mescolati a colori e a materiali di fattura più recente. Anche i linguaggi dei folkloristici personaggi sono ricchi di richiami moderni e di doppi sensi a sfondo erotico, estremamente esilaranti ma mai volgari.Innamorati Opera RockInnamorati Opera Rock Il difficile rapporto tra i due amanti sfocia in comportamenti al limite della follia, con i personaggi che diventano caricature di loro stessi, esaltazione massima dell’esagerazione umana. Lo zio opportunista ma conviviale, sempre pronto a invitare a cena gli ospiti nonostante la grave crisi economica in cui verte la sua famiglia, strappa continui sorrisi grazie alle sue citazioni di proverbi storpiati; la dipolare Eugenia, rude donna (interpretata da un uomo) che manifesta il suo amore attraverso lo sberleffo e l’ironia verso il povero Fulgenzio, anche esso sull’orlo di una crisi di nervi. La servitù, falsamente ingenua, che si prende gioco dei padroni con i pettegolezzi e approfittando delle ambigue situazioni. Il furbo forestiero spagnolo, abile approfittatore pronto a mettere le mani su una dote che però non c’è. Insomma un simposio di situazioni ambigue, uomini sulla orlo di una crisi di nervi e musica rock; la commedia dell’assurdo che poi così assurdo non è mai. Il regista Luca Ferri riesce così a catturare il variegato pubblico, con uno spettacolo adatto a tutte le generazioni e estremamente divertente. Gli attori che hanno recitato nella commedia sono Luca Marchioro, Luca Ferri, Stefania Maffeis, Fabio Bonora, Claudio Del Toro, Miriam Scalmana. Un altro grande successo per la Corte di Osoppo di Ana-Thema Teatro!

(foto di Luca D’Agostino)

Carlo Liotti