“Obelix & Asterix, alla Sala Bartoli dal 20 al 23 gennaio 2015 dell’Accademia della Follia

Ritorna alla Sala Bartoli l’Accademia della Follia, e – dopo i successi delle passate stagioni con Stravaganza e Crucifige – presenta il suo nuovo spettacolo Obelix & Asterix, che aveva già avuto un’applaudita anteprima di una sola sera, nella stessa cornice, lo scorso anno.Lo spettacolo è liberamente tratto da “Asterix e il Regno degli dei”  di Goscinny-Uderzo da Claudio Misculin che cura anche la regia e recita assieme agli attori della compagnia Dario Kuzma, Giuseppe Feminiano, Giuseppe Denti, David Murcia Gonzalez, Francesca Hagelskamp, Daniela Candeli, Giuliana Zidaric, Marzio Esposito, Barbara Busdon, Victor Guraziu, Erika Cei, Edi Meola.Questa volta è il fumetto ad attrarre l’attenzione dell’Accademia della Follia e il loro spettacolo potrebbe iniziare con il più classico “C’era una volta”…C’era una volta, dunque, un piccolo villaggio di Galli, ed erano irriducibili e assolutamente imbattibili anche davanti alle forze asterixpaurose del grande Giulio Cesare… Il temibile condottiero era molto seccato della situazione e per piegarli agli usi e costumi di Roma dominatrice, decise di far costruire attorno al villaggio una imponente città romana. Addio alle foreste selvagge, addio alla pace e alla natura, e via alla costruzione di un complesso residenziale di villeggiatura, chiamato “Il Regno degli dei”.
Ma i Galli si lasceranno sopraffare da tanto scempio? Chi conosce la furbizia di Asterix e la forza di Obelix ed i magici effetti della loro pozione, ne dubita di certo! Ecco allora la divertente avventura che portano in scena gli attori dell’Accademia della Follia, diretti da Claudio Misculin. Progetto nato nel mondo del disagio mentale, l’Accademia della Follia vive con questo Obelix & Asterix, una significativa svolta di repertorio. Spiega infatti Claudio Misculin: «Noi Accademia, teatralmente nati ben più drammatici perché ci era più confacente, adesso, dopo 35 anni di “catastrooofa”, ci è più confacente il comico per snellire l’animo. E Asterix e Obelix ci “stavano di brutto”. Il fumetto, oltre tutto, è di una attualità impressionante: parla di ecologia, di sostenibilità, con toni molto oggettivi. Il fumetto, cioè lo spettacolo, parla di lavoro, ci sono i sindacati ed anche in questo caso visto da un’angolatura critica. Ma soprattutto si svela il gioco del potere che con la scusa della tecnica (che oggi è tecnologia, internet…) che migliora la qualità della vita, sfrutta meglio e di più i lavoratori».
Lo spettacolo è prodotto da Velemir Accademia con il sostegno Dipartimento di Salute Mentale di Trieste.
La drammaturgia e la regia sono di Claudio Misculin che ne è anche interprete con Dario Kuzma, Giuseppe Feminiano, Giuseppe Denti, David Murcia Gonzalez, Francesca Hagelskamp, Daniela Candeli, Giuliana Zidaric, Marzio Esposito, Barbara Busdon, Victor Guraziu, Erika Cei, Edi Meola.Sul piano dell’allestimento hanno collaborato il tecnico audio e luci Ian Meola, e l’assistente Marco Vecchiet.
Obelix & Asterix va in scena soltanto da martedì 20 a venerdì 23 gennaio alla Sala Bartoli alle ore 21. La replica di venerdì 23 è straordinaria, aggiunta dopo i sold out registrati già in prevendita nelle altre tre recite programmate. I biglietti sono disponibili presso i consueti punti vendita dello Stabile regionale, alla Biglietteria del Politeama Rossetti e sul sito del Teatro www.ilrossetti.it. e allo 040-3593511.



Alla Pergola di Firenze dal 13 al 18 gennaio 2015…dopo il silenzio.

“Un tempo c’erano tante risposte quante erano le domande”. È strutturata come una eco di pensieri la regia di Alessio Pizzech, che per Sicilia Teatro ha messo in scena la drammaturgia di Francesco Niccolini e Margherita Rubino che teatralizzano  “Liberi Tutti” di Pietro Grasso.

9_dopo-il-silenzio-386x580“Un cecchino non ha nessun motivo di odiare la sua vittima”, così Turi Moricca interpreta le motivazioni di chi non si sente difeso dallo stato e aderisce alla mafia. Attore convincente, personaggio rude e delicato nello stesso tempo, intriso della drammaticità di chi ammette “mi piace sparare, sbirro!”. Fra gli effetti musicali di Dario Arcidiacono, Carlo Muratori, Discantus e le luci di Luigi Ascione, gli interventi video di Giacomo Verde sono come un ronzio della coscienza.

I volti di Serafina Battaglia, la voce del Cardinale Salvatore Pappalardo, le mani di Don Puglisi, si incarnano con eleganza nel corpo e nel cuore di due maestri indiscussi del teatro quali Sebastiano Lo Monaco e Mariangela D’Abbraccio.

“Io non ho paura, io faccio paura!”, la mafia ha dei comandamenti, un codice d’onore, una tradizione cavalleresca o no?

“Libertà, obbedienza e la tua vita” vale le schegge di amianto conficcate nell’anima? Aneddoti e catarsi provocano applausi a scena aperta  alla Pergola di Firenze dal 13 al 18 gennaio 2015…dopo il silenzio.

Anita Laudando




“Forbici & Follia” tra giallo e comicità alla Contrada. Debutta venerdì 16 gennaio alle 20.30 al Teatro Bobbio

Uno spettacolo prodotto da A.Artisti Associati in collaborazione con Artù Produzioni che sa essere diverso ogni sera. “Forbici & Follia” nasce da un’idea dello psicologo svizzero Paul Portner che lo ha portato in scena per la prima volta a Ulm nel 1963. Marylin Abrams e Bruce Jordan, due attori americani, incuriositi dal successo dello spettacolo decisero di adattarlo e di portarlo in scena anche a Boston, negli Stati Uniti, dove continua a replicare ininterrottamente dal 1978, con un consenso senza precedenti. La vicenda parted a un giorno qualunque in un salone di parrucchieri, tra pettegolezzi e avances del coiffeur ai suoi clienti maschi e i sogni della sua aiutante che potrebbe avere intrapreso una relazione con un antiquario. In una giornata come tante altre la routine viene spezzata dall’omicidio della vecchia pianista che abita al piano di sopra e che è anche proprietaria dell’intero edificio. Tutti i presenti sono potenziali assassini, in quanto tutti avevano delle motivazioni per compiere il delitto, e due clienti in realtà sono poliziotti in borghese che stanno indagando sul caso. Come risolverlo? Chiedendo aiuto al pubblico, testimone oculare di ciò che è accaduto.  Un giallo con un colpevole da scovare, ma anche un testo comico, che mette in luce le capacità di improvvisazione degli attori in scena grazie anche all’interazione con il pubblico, che di sera in sera, cambiando, potrebbe dare indicazioni diverse.

Marco Rampoldi firma la versione italiana e la regia.

In scena Michela Andreozzi, Roberto Ciufoli, Max Pisu, Barbara Terrinoni con la partecipazione di Nino Formicola e Nini Salerno. Le scene sono di Alessandro Chiti, il disegno luci di Alessandro Iacoangeli e l’ideazione dei costumi di Adele Bargilli.

Lo spettacolo debutta venerdì 16 gennaio alle 20.30 e rimane in scena fino a mercoledì 21, con i consueti orari del Teatro Bobbio: serali 20.30, martedì e festivi 16.30.

Prevendita dei biglietti, prenotazione dei posti e cambi turno presso la biglietteria del Teatro Bobbio (tel. 040.390613/948471 – orari: 8.30-13.00; 15.30-18.30) o al TicketPoint di Corso Italia 6/C (tel. 040.3498276/3498277 – orari: 8.30-12.30; 15.30-19.00). Prevendita On Line: Circuito VIVATICKET by Charta (vivaticket.it) anche attraverso il sito www.contrada.it. Informazioni: 040.948471 / 948472 /390613; contrada@contrada.it; www.contrada.it.




Sabato 17 gennaio: il grande David Larible incanta il Teatro Nuovo di UDINE con Destino di Clown.

Dopo il grande successo dello spettacolo Il Clown dei Clown con centinaia di repliche in tutta Europa, David Larible, il più grande clown del mondo, porta in scena sabato 17 gennaio alle ore 18.00, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il suo nuovo spettacolo Destino di Clown, una produzione: Circo e dintorni.

In un teatro si stanno tenendo delle audizioni per clown. David arriva a teatro per cercare di farsi assumere, ma il casting è più complesso del previsto e il responsabile delle audizioni più severo del normale…

Larible porta in scena per la prima volta degli sketch inediti per il palco, ma già presentati di fronte a migliaia di spettatori nei migliori circhi di tutto il mondo. E ancora una volta riesce a stupire e a far sognare oltre che a ridere a crepapelle. Vengono messi in scena gli stratagemmi di un aspirante pagliaccio che cerca di guadagnarsi un posto sotto i riflettori cimentandosi, con esiti esilaranti, con una montagna di piatti, improvvisandosi mago, cantante internazionale di karaoke e persino lanciatore di coltelli. Ma anche, in momenti molto romantici, con una poetica marionetta ed un sognante carillon.

Il grande artista, il cui personaggio è ispirato dal Monello di Chaplin, continua a coinvolgere gli spettatori nelle sue gag, alcune delle quali sono state rodate nientemeno che con artisti del calibro di Jerry Lewis. Il Clown d’Oro, accompagnato dall’immancabile maestro del piano a coda Stephan Kunz e dalla spalla Andrea Ginestra presenta un nuovo spettacolo in grado di rapire il cuore ad ogni tipo di spettatori. Un appuntamento da non perdere ricordando come dice David Larible che “il suono più bello del mondo è un bambino che ride”!

Venerdì 16 gennaio, alle ore 17.30, nel Foyer del Teatro Nuovo, lo spettacolo del clown David Larible verrà anticipato dall’approfondimento intitolato “Il cibo buffo: gioca con quello che hai nel piatto!”, il primo degli incontri della serie “Signori chi è di… tavola!” ideati e condotti da Anna Bertolo, assistente alla Direzione artistica del Teatro Nuovo. Matteo Balestrieri, Direttore della Clinica Psichiatrica Universitaria di Udine, membro della Società Italiana di Psicopatologia dell’Alimentazione e limpido divulgatore introdurrà il pubblico alla comprensione dei disturbi alimentari nei bambini e negli adolescenti. L’appuntamento prosegue incontrando i Clown di Corsia dell’Associazione VIP Friulclaun per conoscere il potere terapeutico della risata nell’esperienza di coloro che portano un sorriso a chi è ricoverato in Ospedale o Comunità. Infine, gli studenti dell’Istituto Stringher di Udine, guidati dalla loro insegnante chef Emanuela Plazzotta, insegneranno alle mamme presenti, in un simpatico rovesciamento dei ruoli generazionali, come far appassionare i bambini alla preparazione di una pietanza ed essere poi invogliati a mangiarla di gusto! L’ingresso all’incontro è gratuito fino a esaurimento posti.




“Don Giovanni” e “Sganarello” incantano la platea del Rossetti

Ieri sera in una sala “Assicurazioni Generali” quasi totalmente in sold out in tutti i settori, del Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia è andata in scena la prima del Don Giovanni di Moliere,con Alessandro Preziosi che ben si immedesimava nei panni del famoso libertino,coadiuvato da Nando Paone che,in maniera ineccepibile interpretava Sganarello,il servo di Don Giovanni.La rappresentazione suddivisa in due atti ha emozionato i numerosi presenti in sala con una serie di battute fra l’esilarante,l’ironico e il falso drammatico,ripercorrendo la vita e le cosiddette moliere“malefatte” di un nobiluomo ipoteticamente vissuto alla metà del 1600,dalla quale il grande commediografo francese Moliere ha creato una delle sue piu’ celebri opere.A completamento dei vari episodi in cui si narravano le avventure di Don Giovanni con Sganarello,sempre intorno,ora come servo adulatore,ora come una sorta di voce della coscienza,è stata la buonissima molier1immedesimazione degli altri attori. Ricordiamo Lucrezia Guidone,nei panni di Donna Elvira,l’amante sedotta e abbandonata,Roberto Manzi nei panni di Don Alonso/il signor Domenica /Gusman,Matteo Guma che era Don Carlos/Ramon,Daniele Paoloni nei panni di Francisco/Pierino/Ragotin,Barbara Giordano che abilmente si immedesimata nello spettro del Commendatore oltre che nel personaggio dell’ingenua contadina Carlotta e Daniela Vitale nei panni di Maturina /Violetta.Sembrava non  bastare un lungo scroscio d’applauso al calar del sipario a compensare la bravura degli attori ,non dimenticando  il supporto del Supervisore Artistico Alessandro Maggi e i tecnici delle luci e di scena che hanno collaborato.Lo spettacolo sarà in replica al Politeama Rossetti fino a domenica 18 gennaio.

 

 Andrea Forliano




L’ Associazione Tra Cielo e Terra presenta FRANCESCO E I BURATTINI Venerdì 13 febbraio Teatro Luigi Bon a Udine

Locandina dello spettacolo

Locandina dello spettacolo

L’ Ass.Cult. Tra Cielo e Terra  di Udine propone una serata a Teatro con l’ Accademia dei Lunanzi  che presenta  : FRANCESCO E I BURATTINI  con Silvia Pernarella e Roberto Brancato

Testo e regia  di Igor Sibaldi

 Francesco e i Burattini”  uno spettacolo intimo e delicato che accarezza lo spirito dello spettatore invitandolo in un viaggio alle origini

Silvia  Pernarella    e  Roberto Brancati

Silvia Pernarella e Roberto Brancati

dell’Umanesimo.La vita del Poeta di Assisi è raccontata, con affetto e trasporto da alcuni testimoni del suo passaggio terreno in una lettura appassionata e disillusa delle impronte indelebili lasciate dai gesti del Francesco uomo-filosofo-attore. Sulla scena, insieme agli attori, anche i burattini: entità manovrate da sentimenti contrastanti, tra interessi sociali e personali, che rappresentano altrettanti soggetti coinvolti, più o meno occultamente, nella direzione del destino, tragico infine, di Francesco da Assisi.

Un lavoro che tende a spronare l’uomo contemporaneo all’identificazione e alla scoperta delle forze che “intridono” le masse e gli individui, ponendo l’accento sulla fragilità e sul coraggio
dell’essere autentici oggi,” usando e criticando la Storia come si fa con una saggia maestra di vita”.

 

Lo spettacolo sarà preceduto alle 19,00 da un incontro con l’autore e regista Igor Sibaldi, noto  scrittore e studioso di filologia, che ama trasformare e intrecciare i generi letterari e le scienze.

FRANCESCO E I BURATTINI : con  Silvia Pernarella e Roberto Brancato   Testo e regia : Igor Sibaldi    Musiche di  :  Mauro Marenghi    Burattini : Natale Panaro  Costumi : Atelier Brancato

Per info e prenotazioni sull’acquisto dei biglietti  chiamare 349.8901350 (Monica)  o tramite email: info.cieloterra@gmail.com

http://www.cieloterra.tk/

Enrico Liotti





Alessandro Preziosi è Don Giovanni, da mercoledì 14 a domenica 18 gen.Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

La sua ultima interpretazione al Politeama Rossetti, lo vedeva rinunciare a sé stesso, ad ogni desiderio in nome della donna amata, nei panni di Cyrano de Bergerac.
Per la sua nuova sfida teatrale, Alessandro Preziosi sceglie un personaggio dal segno praticamente opposto: quello di Don Giovanni, che interpreterà alla Sala Assicurazioni Generali, per il cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, da mercoledì 14 a domenica 18 gennaio.In veste di regista e protagonista – affiancato dall’efficace Nando Paone nel ruolo di Sganarello – Preziosi indaga l’archetipo del seduttore attraverso la scrittura sagace e avvincente di Molière. 
 
molier2Datato 1665, il Don Giovanni o il convitato di pietra molièriano, rappresenta una delle più celebri, interessanti e tuttora attuali rivisitazioni della figura, la cui fortuna letteraria trovò un iniziatore nel 1630 in Tirso de Molina e non ebbe più fine (si contano oltre 4000 opere ispirate al personaggio).
Molière descrive Don Giovanni facendo ricorso a un incalzante susseguirsi di scene di avventura e seduzione, dagli accenti sublimi, inquietanti, misteriosi e spesso atipici per l’autore, tanto che dopo il debutto al Palais-Royal di Parigi, le reazioni non furono univoche. Il clero, ad esempio, trovò riprovevole sia il ritratto del libertinaggio incarnato dal protagonista, sia l’opportunismo mostrato da Sganarello.Questa complessità delle figure concepite da Molière, le loro sfaccettature rendono tuttora il Don Giovanni un testo moderno e coinvolgente: s’intravede nel protagonista, infatti, un’inquietudine esistenziale, un vuoto interiore che molto hanno in comune con certi attuali “mal de vivre”.

molier3«La messa in scena – scrive a questo proposito Alessandro Preziosi nelle sue note di regia – riunisce sotto la sua egida il piano realistico della commedia e quello tragico e fantastico/simbolico del soprannaturale, che racchiude la morale finale tipica del canovaccio di Tirso, tendendo ad esaltarne l’estremo vitalismo anche quando l’invito al godimento dei sensi sembra solo prendere origine dal tedium vitae e dal vuoto interiore. Don Giovanni, con la sua frenesia, il suo essere oltre, il suo slancio vitale e il suo destino di morte, attira tutti gli altri personaggi, sia uomini che donne; anche quando lo odiano o lo negano, non fanno che pensare a lui, parlare di lui, agire per lui. Il protagonista è un personaggio seducente, figura  ricca di controluce, sempre in scena, autentico funambolo del trasformismo,  come se ad ogni conquista cambiasse pelle, che incarna nel suo continuo muoversi nello spazio intermedio tra vero e falso, la quintessenza di un vizio sempre tristemente di moda,  dall’ipocrisia. Il vero peccato di Don Giovanni però non sta nel suo comportamento irrispettoso, bensì nel pensare impunemente di doversi confrontare solo con la giustizia terrena, dove forte dei suoi privilegi riesce sempre ad avere la meglio divenendo l’emblema, dell’intelligenza strategica messa al servizio degli inganni e del disprezzo verso il mistero della vita».

Reduce da successi cinematografici e televisivi, Alessandro Preziosi ritorna dunque sulla scena teatrale con una notevole prova artistica: con particolare attesa lo accoglie il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia nelle cui produzioni – dall’Amleto del 1998 alla trilogia eschilea, al Re Lear – ha già così spesso dimostrato il proprio talento.

Don Giovanni o Il convitato di pietra di Molière vanta la regia di Alessandro Preziosi che ne è anche protagonista nel ruolo del titolo mentre Sganarello è impersonato da Nando Paone. Assieme a loro compongono la numerosa compagnia Lucrezia Guidone (Donna Elvira), Roberto Manzi (Gusman/Don Alonso/Il Signor Domenica), Matteo Guma (Don Carlos/Ramon), Daniele Paoloni (Francisco/Pierino/Ragotin), Barbara Giordano (Carlotta/Uno Spettro), Daniela Vitale (Maturina/Violetta).molier1
Le scene sono di Fabien Iliou, i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, le luci sono create da Valerio Tiberi e le musiche da Andrea Farri. La supervisione artistica è a cura di Alessandro Maggi, mentre firma la traduzione e l’adattamento Tommaso Mattei.
Lo spettacolo è una produzione di KHORA.teatro e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo.
 
Repliche da mercoledì 14 a sabato 17 gennaio alle ore 20.30; domenica 18 gennaio alle ore 16. I posti ancora disponibili si possono acquistare presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti e accedendo attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.
 



Edipo in compagnia:applaudita la Prima,ieri di scena al Rossetti

Un gradito ritorno ieri in una gremita Sala Bartoli, all’Interno del Politeama Rossetti a Trieste: Paolo Graziosi in scena con”Edipo in compagnia“. Questi, assieme ad Elisabetta Arosio con la Regia di Alberto Bassetti, ha ottimamente interpretato la messa in scena in chiave moderna ed esilarante di uno dei più noti classici della mitologia greca già uscito nelle celebri versioni curate da Pierpaolo Pasolini ed Elsa Morante. Un Uomo e una Donna, soli in una terra desolata, tra rovine di colonne greche e quel che resta di un altare pagano. Sono Edipo e sua figlia Antigone, che lo ha seguito fino a Colono, lei sempre così devota alle responsabilità degli affetti familiari; e se invece fosse l’altra figlia, Ismene? O semplicemente una compagna innamorata dell’uomo? L’Uomo dice di voler raccontare, anzi rivivere, come in una messa in scena, la storia sua, di Edipo, cioè del più sfortunato tra i mortali; o magari del più fortunato, colui che pur nella sofferenza è assurto a Mito, Simbolo, Emblema di molte sfaccettature della personalità umana, tra cui il coraggio di affrontare il proprio Destino: sembra perciò un Attore costretto a reiterare all’ infinito la propria Storia; e quello forse è, realmente. Recita un copione che non potrà mai cambiare, una storia disperata che però si accende nei duetti con la Donna che interpreta i vari personaggi che lui è costretto ad affrontare: i suoi falsi genitori che regnano su Corinto, Pòlibo e Mèrope; i compagni di giochi che gl’inculcano il sospetto di essere “un trovatello”; la Pizia, l’oracolo di Delfi; i guerrieri di Laio, che lui uccide; la Sfinge, di cui solo lui sa risolvere i quesiti; Creonte, reggente di Tebe e sua sorella Giocasta… Sempre più nello spettatore s’insinua il dubbio che l’Uomo e la Donna altro non siano che due sfortunati Attori che portano in giro questa vicenda fino a farla diventare la loro storia, un dramma che via via assume i toni della commedia ogni volta che i due discutono o battibeccano su questioni sempre più personali, in momenti pregni di affettuosa ironia e divertente estraneazione, raffrontando il mondo di un Attore con quello dell’Eroe: costretti loro malgrado, ma certo con consapevole e puntigliosa accettazione, nel confino di un Eterno Ritorno. Un caloroso e sentito applauso saluta i bravi attori al termine dello spettacolo, che andranno in replica sempre alla Sala Bartoli fino a giovedì 15 gennaio.

Andrea Forliano




Giovedì 15 gennaio arriva Spring Awakening, un travolgente musical-rock al Teatro Nuovo.

Il musical Spring Awakening aprirà giovedì 15 gennaio, alle ore 20.45, il percorso Giovani compagnie e classici, del ricco cartellone del Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Uno spettacolo travolgente, campione di incassi in America, che arriva a Udine nell’edizione italiana prodotta da Tomodo Music All in collaborazione con Ars Nova e La Bottega del Verrocchio, con la regia di Emanuele Gamba. Quest’opera musicale ha rivoluzionato i generi a Broadway quando è andata in scena nel 2007, avendo immediato successo per la forza innovativa della forma e dei contenuti che normalmente si affrontano in un musical. Il libretto è tratto dal testo ottocentesco Risveglio di Primavera di Frank Wedekind che andò in scena vent’anni dopo la sua scrittura, a causa della censura, con la regia di Max Reinhardt, nel 1906. Lo scontro tra una società moralistica e ipocrita e la scoperta naturale dell’amore da parte di un gruppo di giovani è il tema principale che nonostante i suoi esiti tragici, ugualmente trasmette un’onda di irresistibile amore e speranza nella vita. Ieri come oggi, sembrano dirci Frank Wedekind, Steven Sater e Duncan Sheik, la giovinezza, nella sua estrema fragilità è anche la stagione più affascinante della vita e «nessuna ipocrisia – conclude Emanuele Gamba, regista dello spettacolo – nessun conformismo sociale potranno più soffocare e condannare la naturalità gentile e infinita purezza d’animo di quelle giovani donne e giovani uomini che esercitano il loro semplice e ineludibile diritto al futuro».SPRING AWAKENING foto 6.png

Si ricorda che giovedì 15 gennaio, alle ore 17.30, nel Foyer del Giovanni da Udine ci sarà un nuovo appuntamento di Casa Teatro intitolato L’amore e le sue crepe. Sotto la guida di Angela Felice, docente, storica e critica del Teatro, Alessandro Vasta, attore, interprete di una memorabile edizione di “Risveglio di Primavera” in un Palio Teatrale Studentesco di alcuni anni fa, il produttore del musical “Spring Awakening” Pietro Contorno e il direttore musicale dello spettacolo, Stefano Brondi, si confronteranno sui temi attualissimi trattati dal musical con gli studenti del Liceo Linguistico Manzini di San Daniele e con tutto il pubblico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Dalle 19.30 alle 20.30 sempre nel Foyer del Teatro, Aperitivo Lounge per chi ha il biglietto o l’abbonamento “Giovani compagnie e classici”: calice di vino e snack offerti dalla Prosciutteria Dok Dall’Ava.




il Visitatore di Eric-Emmanuel Schmitt, di scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Un dialogo sapiente che fonde la disputa filosofica all’introspezione religiosa: il Visitatore di Eric-Emmanuel Schmitt, di scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine dal 9 all’11 gennaio, è un viaggio scenico che si trasforma in una riflessione personale dove è l’immedesimazione a farne da padrona.

L’antefatto narrativo: durante l’annessione dell’Austria ad opera delle forze naziste, Vienna è luogo di scontri e persecuzioni. In Berggestrasse 19 lo studio di Sigmund Freud, un coinvolgente Alessandro Haber, in pensiero per la vita della figlia Anna (Nicoletta Robello Bracciforti), alla mercé di un arrogante ufficiale della Gestapo (Alessandro Tedeschi). A rompere l’ansiogena attesa un visitatore, interpretazione superlativa di Alessio Boni. Sulla sua identità si dibatte a lungo, potendosi trattare di Dio o solo di un pazzo che vuole farlo credere.

E tuttavia questo diventa il trampolino per lasciarsi alle spalle i convenevoli d’obbligo e inoltrarsi in una conversazione sui massimi sistemi. L’ateismo del padre della psicanalisi si infrange contro le apparentemente indubbie dimostrazioni di sé dell’ospite, in un vortice di incredulo convincimento e beffarda disillusione. Le prove ci sono, eppure non ci sono; quel visitatore potrebbe essere Dio, eppure potrebbe essere solo un folle.

Il dubbio diventa protagonista, annebbiando Freud come lo spettatore. Incertezza che accompagna entrambi fino all’ultimo, nella totale mancanza di risposte, motivo indispensabile per una presa di posizione.

La rappresentazione, per la regia di Valerio Binasco, offre la possibilità di esprimersi su questioni spesso tralasciate, ma che qui, grazie alla freschezza del linguaggio e alla chiarezza lapidaria delle rispettive posizioni, si presentano a portata di pensiero. Bene e male, scienza e religione, ragione e sentimento si alternano in un valzer di formidabile schiettezza (bipolarismo reso oltretutto da alcune scelte scenografiche), costringendoci a scegliere, o almeno a provarci.

 Gabriele Franco