FLOW ENERGY IN MUSIC AND POETRY: SHAKESPEARE AND US. Martedì 10 marzo alle 10.30 al Teatro Nuovo.

Martedì 10 marzo, alle ore 10.30, un appuntamento da non perdere al Teatro Nuovo Giovanni da Udine con FLOW ENERGY IN MUSIC AND POETRY: SHAKESPEARE AND US Musica romantica e Shakespeare. Celebri composizioni romantiche eseguite dall’orchestra sinfonica FVG Mitteleuropa Orchestra, diretta da Giovanni Pacor si alterneranno alle voci di Maria Sole Mansutti e Giandomenico Cupaiuolo, affermati protagonisti delle scene teatrali e di recenti uscite cinematografiche.

I due attori interpreteranno brani dalle opere shakespeariane e saranno i portavoce dell’analisi delle forme compositive musicali e delle tecniche strumentali commissionata per l’occasione a Francesco Antonioni, musicologo, compositore, conduttore radiofonico ed autore del notissimo programma “Lezioni di musica” in onda su Rai Radio3.

Flow Energy

Flow Energy

«Shakespeare mi ha rivelato un nuovo universo di poesia». Questa dichiarazione del francese Hector Berlioz ben riassume il complesso, ricchissimo rapporto tra i musicisti romantici e il drammaturgo inglese. Con il cambio di secolo tra Settecento e Ottocento la potente spinta del movimento romantico aveva portato alla riscoperta delle opere di Shakespeare, dopo quasi due secoli di scarsa fortuna critica.

Le suggestioni dei personaggi e delle trame del Bardo divennero fonte di ispirazione in tutti i campi della creazione artistica, ivi compresa la musica. Il grandioso respiro dei temi psicologici o filosofici, la leggerezza comico-fantastica delle sue creature, il titanismo morale e passionale di altri suoi personaggi stimolarono la creatività dei rinnovatori musicali romantici. Il programma prevede: Hector Berlioz con Béatrice et Bénédict Ouverture (da “Molto rumore per nulla”), Felix Mendelssohn con Scherzo e Notturno dalle musiche di scena per “Sogno di una notte di mezza estate”, Otto Nicolai con Le allegre comari di Windsor Ouverture, Carl Maria von Weber con Oberon Ouverture (da “Sogno di una notte di mezza estate”).




Virus Teatrali | Prima Quinta presentano “Il Confessore” Teatro Rostocco (Acerra-NA) 14 e il 15 Marzo (ore 21)

Il 14 e il 15 Marzo andrà in scena al Teatro Rostocco di Acerra “Il Confessore”, spettacolo che ha segnato l’inizio della collaborazione tra le due compagnie indipendenti Virus Teatrali e Prima QuintaGiovanni Meola, regista e autore dello spettacolo, ha infatti scelto Aldo Rapè per interpretare il ruolo di un parroco siciliano costretto ad ‘emigrare’ nel napoletano e qui divenuto un prete anti-camorra. “Il Confessore” ripercorre la storia di un parroco, ma soprattutto di un uomo, la cui unica arma è la parola, anzi ‘le parole’. Quelle delle omelie appassionate e accusatorie ma anche quelle scambiate nelle tante confessioni che i suoi parrocchiani amano fare con lui, che li ascolta, li consiglia, li sferza senza però mai  iudicarli. E infine le parole che portano alla quasi conversione di un Boss. Scopriamo così la vicenda personale del parroco, per meglio dire del ‘Parrino’ (data la provenienza), dalle sue stesse parole: per una volta sarà lui a confessarsi, raccontando senza filtri la sua storia e la sua guerra con la Mala-Vita (che è innanzitutto Mala-Cultura e poi, solo dopo, Mala-Morte) ma anche quella contro la stessa rigida gerarchia ecclesiastica.

Giovanni Meola, Premio Girulà 2007, Premio Enriquez 2008, Premio Landieri 2012 e poi ancora vincitore di premi di drammaturgia nonché di decine di festival e concorsi, nazionali ed internazionali, di cinema per cortometraggi, dedica ancora una volta il suo lavoro all’impegno civile e sociale, concentrandosi sulla lotta contro le mafie del Sud e coinvolgendo nel progetto Aldo Rapé, a sua volta vincitore di numerosi premi per i suoi precedenti spettacoli ma soprattutto del prestigiosissimo Premio della Critica ad Avignon Off nel 2012 con Mutu. Non a caso “Il Confessore”, della durata di 50 minuti, ha debuttato in anteprima nazionale il 21 marzo 2014, Giornata della Memoria e dell’Impegno contro la mafia. Lo spettacolo rappresenta quindi non solo un incontro artistico e produttivo tra le due compagnie teatrali, pronte a realizzare nel futuro altre collaborazioni, ma una comunione di intenti. Unione testimoniata anche dall’uso di una lingua misto napoletano-siciliano che ben esprime le poetiche espresse finora dalle rispettive compagnie.

Info e prenotazioni: 347 920 4605segreteria@teatrorostocco.it 

348 292 4555virusteatrali@gmail.com

 

 




“Ferite a morte” di Serena Dandini con Lella Costa a Palmanova martedì 10 marzo e San Daniele del Friuli mercoledì 11 marzo

Circuito ERT Ferite a morte approda anche in Friuli. Il progetto sul tema della violenza di genere firmato da Serena Dandini arriva nella sua forma di spettacolo teatrale – esiste anche un libro edito da Rizzoli e un sito internet che raccoglie informazioni, petizioni e notizie – per tre repliche nei teatri ERT. Sul palco, dirette proprio da Serena Dandini con la collaborazione di Francesco Brandi,

Lella Costa

Lella Costa

saliranno quattro attrici conosciute dal pubblico teatrale e da quello televisivo: Lella Costa, Giorgia Cardaci, Orsetta de’ Rossi e Rita Pelusio. Ferite a morte andrà in scena martedì 10 marzo al Teatro Modena di Palmanova e mercoledì 11 marzo all’Auditorium Alla Fratta di San Daniele del Friuli. Lo spettacolo ritornerà in regione anche mercoledì 1. aprile al Teatro Odeon di Latisana. Tutte le repliche avranno inizio alle 20.45.

Serena Dandini ha attinto dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. Per una volta, sono loro a parlare in prima persona. Come in una Spoon River del femminicidio, ognuna racconta la sua storia attraverso il linguaggio della drammaturgia, giocato, a contrasto, su toni ironici e grotteschi. La scena teatrale è sobria: un grande schermo rimanda filmati ed immagini evocativi, la musica accompagna le donne a raccontare la loro storia assieme agli oggetti che hanno caratterizzato la loro tragica avventura. Ad interpretare le vittime si alternano le quattro attrici: Lella Costa, celeberrima protagonista dei palcoscenici italiani e icona del teatro civile, Orsetta de’ Rossi, volto noto del cinema e della televisione, Giorgia Cardaci, attrice attiva tra grande e piccolo schermo, e Rita Pelusio, fuoriclasse del teatro comico nostrano. A loro di volta in volta si uniranno alcune donne in rappresentanza della società civile nel territorio.
Ferite a morte, oltre ai numerosi “sold out” in Italia, è stato rappresentato a New York, all’ONU, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il progetto si avvale del patrocino del Ministero degli Esteri.

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it o chiamando il Teatro Modena di Palmanova (0432 924148) e la Biblioteca Guarneriana di San Daniele (0432 946567).

 




DONNE E DISABILITA’: ACCETTARSI E ESSERE ACCETTATI S/paesati – Eventi sul tema delle migrazioni edizione XV / Spaesati scuole presenta Lunedì 9 marzo 2015 ore 20.30 Teatro Miela

AMALIA E BASTA  di e con Silvia Zoffoli andrà in scena al Teatro Miela lunedì 9 marzo alle ore 20.30 nell’ambito della rassegna S/paesati – Scuole (ci sarà una replica il giorno 10 marzo per le scuole) ed è stata inserita nel programma Primavera di donne della Provincia di Trieste. Parteciperanno al dibattito che segue allo spettacolo alcune componenti della Casa internazionale delle donne di Trieste e il presidente Vincenzo Zoccano della Consulta regionale delle associazioni delle persone disabili e delle loro famiglie del FVG con cui discuteremo del tema dell’accettazione di sé e della disabilità.Amalia lavora come hostess di museo. Una giornata che le sembra non passare mai è occasione per ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita, quella di una ragazza come tante, che però non è come le altre: Amalia, infatti, è sorda dalla nascita. Disabilità “invisibile”, con risvolti talvolta tragicomici, la sordità è per lei una diversità con la quale confrontarsi non solo rispetto agli udenti, ma anche rispetto agli altri sordi, e soprattutto un’occasione per fare i conti con la propria identità di persona, per riuscire infine ad accettarsi per quella che è: Amalia e basta.

Prodotto da Falesia Attiva, lo spettacolo ha vinto numerosi premi come 1°premio Monologhi “Sipario Autori Italiani” 2012 e  il 2°premio di drammaturgia “Teatro e disabilità” 2011.  Amalia e basta vuole rispondere ad alcune domande: Cosa vuol dire fare i conti con la fragilità? Accettarsi ed essere accettati per quello che si è significa vivere una contraddizione costante fra la ricerca di un’identità precisa e l’insoddisfazione nel non trovarne mai una univoca. In una società in cui l’importanza degli aggettivi spesso supera quella del sostantivo e le etichette diventano una facile semplificazione, come si può riuscire ad affermare il valore della persona nella sua complessità e il diritto alla sua unicità?La giovane attrice e drammaturga Silvia Zoffoli spiega: “Quello che ho voluto sottolineare è il valore dell’unicità della persona, che non è riducibile ad un solo ‘aggettivo’. Amalia non ama andare in giro con il “libretto delle istruzioni”, eppure è lei la prima a voler cercare una definizione univoca di se stessa e degli altri, la cerca e al tempo stesso la rifugge, vorrebbe appartenere ad un gruppo in cui trovare i propri simili, eppure sente gli altri ostili. La sua ironia e fresca leggerezza, in realtà, sono il risultato di un percorso di crescita personale non certamente facile che vede la sua catarsi nell’accettazione della fragilità. Se si vuole, questo vale per la sordità come per qualunque altra condizione dell’essere umano: accettarsi ed essere accettati per quelli che si è significa vivere una contraddizione costante fra la ricerca di un’identità precisa e l’insoddisfazione nel non trovarne mai una univoca. Probabilmente c’è un po’ di Amalia in ognuno di noi. Ho voluto giocare su una messa in scena basata sui colori e sulla loro combinazione, sia per l’ambientazione del testo (un museo) e le passioni della protagonista (l’arte e la pittura), sia per dare un’idea visivo-simbolica di una realtà complessa com’è quella dei sordi. Ho voluto poi lavorare su due livelli, percezione di sé e percezione degli altri, giocando su registri diversi di recitazione, per cercare di restituire, al tempo stesso, la fragilità e la forza di questa piccola grande donna.”

Lo spettacolo va in replica martedì 10 ore 11.00 al Teatro Miela per un matinée dedicato alle scuole.  Info: wwwspaestati.org




Teatro Comunale di Cormòns – 3, 4, 5, 6, 7 in serale e 8 marzo alle 17 ‘Attimi lunghi come il sospiro’ per la regia di Walter Mramor

Dopo una cinque giorni di tutto esaurito, lo spettacolo ‘Attimi lunghi come il sospiro’ sarà replicato anche domenica 8 marzo, in pomeridiana alle 17, per soddisfare le tante richieste del pubblico. Un evento unico nel panorama teatrale regionale: una messinscena innovativa e anticonvenzionale, con testi e musiche originali, dedicata al tema del primo conflitto mondiale, replicherà per cinque serate al Teatro Comunale di Cormòns. ‘Attimi lunghi come il sospiro’ sarà in scena anche venerdì 6 e santo 7 marzo ma alle 21; ciascuna replica potrà ospitare solo 60 spettatori per la particolarità dell’allestimento: sarà possibile prenotare anche telefonicamente allo 0481.532317 o via mail all’indirizzo info@artistiassociatigorizia.it.Scegliendo un approccio innovativo e anticonvenzionale, il regista Walter Mramor vuole offrire allo spettatore un’esperienza emozionale unica: parole, musica e immagini formeranno un tessuto narrativo e poetico che invade la scena, senza separazione tra palcoscenico e platea.Lo spettacolo, che coinvolge 25 tra attori, allievi e musicisti, è basato su testi originali con interventi in lingua slovena e friulana, ispirati alle figure dei grandi eroi del conflitto, ad episodi della storia locale o a ricordi familiari inediti. Le musiche originali saranno eseguite dal vivo da due terzetti d’archi. Immagini dell’epoca si inseriscono nella trama narrativa grazie ad una videoscenografia coinvolgente in costante dialogo con l’azione sulla scena.Lontano da intenti celebrativi o rievocativi, il progetto parte da una riflessione sull’assurdità di tutte le guerre, e si rivolge al futuro attraverso le parole di pace dei giovani autori del nostro territorio. Con lo sguardo dei nostri giorni si ricorderanno la storia di Antonio Bergamas, nato a Gradisca d’Isonzo e divenuto simbolo nazionale del sacrificio di tanti giovani uomini, o le vicende di una città, Gorizia, un tempo terra prosperosa e multiculturale, ore contesa da più parti e straziata dal dolore, come una madre che vede i suoi figli morire in guerra.Testi e musiche dello spettacolo sono stati ideati dai partecipanti al laboratorio teatrale e musicale condotto da Enrico Luttmann, Valter Sivilotti, Walter Mramor, realizzato da a.Artisti Associati con il sostegno della Fondazione CaRiGo. Il Laboratorio è stato ospitato negli spazi delle Scuderie di Palazzo Coronini. La videoscenografia è stata realizzata grazie alla collaborazione con il Laboratorio CREA dell’Università di Udine.




NAPOLI : 7 marzo “Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia” – Nuovo format di NarteA

La Locandina dello spettacolo

La Locandina dello spettacolo

Non esistono doveri morali se non come vuoti termini coniati dalla società. Era il 4 marzo 1958 quando sulla Gazzetta Ufficiale fu pubblicata la legge Merlin per: “l’abolizione immediata della regolamentazione della prostituzione, norme più severe contro lo sfruttamento della prostituzione stessa, nonché la chiusura su tutto il territorio dei postriboli entro sei mesi“. Dal 1948 ad oggi, le “case chiuse” restano una tematica su cui l’opinione comune si divide, ma com’era la vita di queste veneri vaganti dell’epoca? Negli anni ’50 Napoli contava circa 900 case di piacere: tra le umili lupanare dei Quartieri Spagnoli ai bordelli lussuosi di via Toledo non si trovavano solo donne di postriboli o meretrici tesserate, ma le storie di Napoli…perché la storia di un popolo passa anche attraverso le lenzuola

Marianita Carfora

Marianita Carfora

stropicciate di alcuni letti.   Prima della Merlin, nel 1860, il governo Cavour pubblicò un regolamento sulla prostituzione che fu esteso a tutte le province annesse al Regno. Emanato per prevenire la riacutizzazione della sifilide nell’esercito piemontese in guerra, questa norma non fu applicata solo a scopi sanitari. Tale regolamento rappresentava infatti uno strumento di controllo sulle donne da parte della società. In particolare, si autorizzava l’apertura di postriboli di Stato divisi in categorie, tassando il meretricio con imposte da versare nelle casse statali. Mille ruffiani aprirono, in pratica, i cancelli dell’ “Apocalisse”, nascondendosi tra le pieghe dell’ipocrisia.  Oltre la casa del famosissimo Domenico Mondragone, esistono altri antichi luoghi napoletani dove l’arte della seduzione nasconde in seno la storia partenopea: per la prima volta assoluta, sabato 7 marzo 2015 (dalle ore 19:00) l’Associazione Culturale NarteA alza il sipario al n°55 di via Toledo con “Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia“, un nuovo format teatralizzato che, seguendo le impronte del tempo, indaga la storia del mestiere più antico del mondo per svelare pagine di storie occultate. In scena gli attori professionisti Marianita Carfora, Annalisa Direttore, Peppe Romano, Katia Tannoia, con musica del Maestro Andrea Avagliano. Testi e regia di Febo Quercia, art director dell’Associazione Culturale NarteA.

 

Per partecipare all’evento, è obbligatoria la prenotazione ai numeri 339.7020849 – 334.6227785. La quota di partecipazione è di €12,00 a persona.

 




Da venerdì 6 a domenica 8 marzo. Andrà in scena I vicini spettacolo scritto e diretto da Fausto Paravidino AL TEATRO ROSSETTI DI TRIESTE

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI ©«È un incubo, ma finisce bene. Parla di paura, della paura dei vicini e di un fantasma…» A Fausto Paravidino – uno degli autori del panorama italiano più accreditati e amati, anche a livello internazionale (nel 2011 ha diretto un proprio testo alla Comedie Française di Parigi, una delle istituzioni più prestigiose d’Europa) – sono sufficienti poche parole per introdurci nel suo nuovo lavoro, I vicini, di cui è anche regista e uno dei protagonisti. La pièce, che si incentra appunto sulla paura – in un momento come quello che stiamo vivendo, in cui improvvisamente tutto sembra poterci minacciare – sta incontrando ovunque il favore del pubblico e della critica.I VICINI5
I vicini di Fausto Paravidino, sarà in scena al Politeama Rossetti da venerdì 6 a domenica 8 marzo, ospite del cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
«Lui sente dei rumori provenire dal pianerottolo – racconta Paravidino – (…) Quando Greta torna a casa glielo dice, mentre lei non c’era lui ha visto i vicini. Com’erano? Lui non sa dire, vedere non è capire, però ne ha paura. Perché? E chi lo sa, se sapessimo esattamente di cosa abbiamo paura, probabilmente paura non ne avremmo. Lui ha paura dei vicini… E Greta? Greta no. Anzi, non vede l’ora di farne la conoscenza, © TUTTI I DIRITTI RISERVATI ©lei ha paura della vecchia. Che vecchia? La vecchia che vede di notte. La vicina che c’era prima che arrivassero i nuovi vicini. È un sogno? No. È un fantasma? (…) Lui, come la maggior parte delle persone che non li vedono, non crede ai fantasmi, Greta, come la maggior parte delle persone che li vedono, sì, un po’ ci crede. I vicini, ovvero Chiara e suo marito, non sembrano affatto pericolosi. Una sera si incontrano persino, tutti e quattro. Quella sera succedono cose strane, però non spiacevoli, bene. Solo che la notte la vecchia ricompare (…) Una pièce su noi stessi, sugli altri, su noi stessi e gli altri, sui vicini lontani, sulla guerra, su quello che è reale, su quello che è immaginato, su quello che è reale perché è immaginato. Un po’ come certi fantasmi, un po’ come certo teatro».
I vicini è scritto e diretto da Fausto Paravidino che ne è anche protagonista, nel ruolo di “Lui”. Iris Fusetti interpreta Greta, la sua compagna, Sara Putignano è Chiara, la I VICINI, di Fausto Paravidinonuova vicina, Savide Lorino è Mario, suo marito. Monica Samassa è la misteriosa Vecchia. Le scene sono di Laura Benzi, i costumi sono di Sandra Cardini, le luci sono create da Lorenzo Carlucci e le musiche da Enrico Melozzi.Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano.
Repliche da venerdì 6 a domenica 8 marzo; le prime due recite sono serali con inizio alle 20.30 e quella di domenica 8 marzo si tiene come di consueto la pomeridiana alle ore 16. I posti ancora disponibili si possono acquistare presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti e accedendo attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.
 



NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO ‘Qualcosa rimane’ Monica Guerritore in prima regionale Giovedì 5 marzo,

Guerritore MonicaPrima regionale, giovedì 5 marzo, alle 21, al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isozno che ospiterà Monica Guerritore e Lucilla Mininno in ‘Qualcosa rimane’ commedia drammatica di Donald Margulies (Premio Pulitzer 2000). Tratta il tema dello scontro generazionale tra una scrittrice di grande talento e fama (Ruth Steiner interpretata da Monica Guerritore), che alterna la pubblicazione di romanzi di successo all’insegnamento a pochi giovani allievi dotati e una giovane scrittrice (Lisa Morrison interpretata da Lucilla Mininno), affamata di tutto. La donna ha un vissuto misterioso, che è allo stesso tempo dolore e nascita del suo diventare ‘scrittrice’ e che rivelerà alla sua allieva/amica solo a seguito dell’intimità che si verrà a creare tra loro: la complessa relazione affettiva, quando era una giovanissima aspirante scrittrice, con Delmore Schwartz, poeta, filosofo, scrittore, mentore tra l’altro di Lou Reed all’Università di Syracuse e protagonista del Dono di Humboldt di Saul Bellow e l’esperienza nel mondo rivoluzionario della Beat Generation (Ginsberg, Kerouac, William Borroughs…). La giovanissima Lisa

Lucilla Mininno

Lucilla Mininno

percepisce la potenza di quel mondo, fatto di esperienze, ma la fretta, dominus della gioventù, le fa sembrare impossibile arrivare a tanta ricchezza creativa. Lei che ha tempo non vuole sprecarlo: vuole scrivere, vuole produrre, vuole pubblicare anche a costo di tradire… Sono i tempi e le dinamiche che viviamo: il tempo fa si che le esperienze (quali che siano) sviluppino in noi via via radici salde e profonde. Ciò che emerge nel mondo di fuori è nutrito, alimentato da quel tessuto radicolare, che essendo però invisibile, non ha valore per chi invece vive la sua giovane età non prendendo in considerazione le fessure (squarci della coscienza) interiori (anche del pensiero). «Questi sono i temi, tanti e fluidi, così come la vita insegna, che scruto con la mia regia – spiega Monica Guerritore -, la mia visione del testo che come spesso mi accade travalicherà il testo scritto, per andare a cercare…capire… Per me il teatro è innanzitutto il “cosa”…e poi c’è il “come”…Lou Reed, Patti Smith, Leonard Cohen, allievi di quegli artisti saranno in scena con le loro stupende ballate. Ho fortemente voluto Lucilla Mininno, per interpretare il complesso ruolo della giovane Lisa Morrison e a confrontarsi con me nel ruolo di Ruth Steiner. Rivedo in lei me giovane donna nei miei primi grandi ruoli e la grinta e il talento dei miei anni: sarà una dura lotta. Lunga. Che non si esaurisce in una sera in palcoscenico… Il teatro è anche questo. É faticoso ed emozionante. Al cielo si sale con le mani. Non ci sono ali (o aiutini, scorciatoie). Ci sono le mani… le nostre operose mani. Ci vediamo in palcoscenico».

Biglietteria aperta un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.




“Primitif tu e to nono”

Sabato 7 marzo ore 20.45

Una produzione 

compagnia teatrale di Ragogna 

 

Teatro della Corte di Osoppo

Via XXII Novembre, 3 – Osoppo (UD)

Sabato 7 marzo alle ore 20.45 prosegue la stagione del Teatro della Corte di Osoppo con un nuovo appuntamento in lingua friulana, lo spettacolo della compagnia di Ragogna “Primitif tu e to nono”. Il pubblico sarà trasportato attraverso una serie di trovate esilaranti in un passato apparentemente lontanissimo da noi, per suscitare temi di scottante attualità, trattati con divertita ironia. Protagonisti sono gli uomini primitivi già alle prese con i problemi della diversità, con le tensioni, le conflittualità, le fragilità che sono anche dell’uomo di oggi.primitif1primitif2Lo spettacolo è una travolgente carica di umorismo “primitivo” dove protagonista è una piccola comunità di selvaggi, stanziata in una valle pseudo-preistorica e divisa in cjavôns, uomini d’ingegno e ricchi di idee, e lavrôns, senza troppi pensieri, se non mangiare e dormire. E sopra questi ci sta lo Striôn, un potente stregone con un progetto in mente…Tra divertenti gag e senso dell’humour tipicamente friulano nasceranno situazioni di grande ilarità. Questi artisti di collina hanno l’orgoglio d’inventare le trame degli spettacoli -sempre originali-, di colorare i personaggi e con questi di muoversi sulla scena per raccontare roccambolesche avventure; così la loro spontaneità e la capacità improvvisativa garantiscono ad ogni replica uno spettacolo unico. Biglietti intero €10, ridotto € 8, è possibile prenotare i biglietti via mail su info@anathemateatro.com oppure telefonicamente al 04321740499 e ritirarli la sera stessa dello spettacolo.




BRACHETTI, CHE SORPRESA! di e con ARTURO BRACHETTI

“Il 4 e il 5 marzo va in scena Brachetti, che sorpresa! in cui il celebre trasformista fonde la porpria funambolica arte alle ombre cinesi, al sand painting, al fumetto western vivente, al laser e soprattutto alla magia. Lo spettacolo è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia fuori abbonamento”.
Arturo Brachetti è un beniamino del pubblico del Politeama Rossetti: dal 1987 ad oggi vi ha portato tutti i suoi principali spettacoli, accolti sempre calorosamente. Non sarà da meno questo appuntamento con l’artista, considerato un mito vivente nel mondo del teatro e della visual performing art. _DSC9332
_DSC9476Arturo Brachetti, forte della sua galleria di oltre 350 personaggi, 100 dei quali riesce a presentare – velocissimo – in una sola serata, è indiscutibilmente il più grande attore-trasformista al mondo, ma non è il tipo che dorme sugli allori… Ecco allora che il suo nuovo Brachetti che sorpresa! rappresenta per lui un’ulteriore sfida, uno straordinario “varietà magico” che fonde l’irraggiungibile cifra di Brachetti all’illusionismo.
Il sipario scopre Arturo in una sorta di deposito, carico di bagagli e casse provenienti dai quattro angoli del mondo: ci sono oggetti curiosi con storie incredibili, vissute da personaggi fantasiosi… mentre cerca la sua valigia rossa, il nostro protagonista non può esimersi dall’indagare un po’.
Così parte dal meglio del trasformismo veloce e fantasioso, e sfiora – questa volta – altre arti che arricchiscono il suo lavoro di inedite suggestioni: il fascino delle ombre cinesi, l’emozione del sand painting, il divertimento del fumetto western vivente, l’effetto sorprendente del laser.
In questo viaggio ha anche alcuni compagni simpatici e straordinariamente bravi, che regalano allo spettacolo una dimensione davvero magica: sono Luca Bono, giovane talento dell’illusionismo internazionale con l’impossibile tra le mani, Luca&Tino, artisti esilaranti e stralunati, Francesco Scimemi, illusionista tanto geniale quanto imprevedibile, Kevin Michael Moorefantomatico alter ego di Brachetti.
Fa piacere notare che alla regia del tour 2015, è stato chiamato l’eclettio artista triestino Davide Calabrese, uno dei cinque “Oblivion”.
_DSC2611La carriera di Brachetti comincia a Parigi, dove, come unico trasformista al mondo, reinventa e riporta in auge l’arte dimenticata di Fregoli, diventando per anni l’attrazione di punta del Paradis Latin. Da qui in poi la sua carriera è inarrestabile, in un crescendo continuo che lo ha affermato come uno dei pochi artisti italiani di livello internazionale, con una solida notorietà al di fuori del nostro paese. Si è esibito ai quattro angoli del pianeta, in diverse lingue e in centinaia di teatri nel mondo.
Nel 2000 la Francia gli assegna il premio Molière (il corrispondente francese del Tony Award) come miglior attore teatrale; nel 2010 vince il Laurence Olivier Award, riconoscimento teatrale inglese; nel 2011, di nuovo in Francia, viene nominato Cavaliere delle Arti e del Lavoro dal Ministro della Cultura francese. La stampa internazionale parla delle sue incredibili performance e nel 2013 arriva anche la prima pagina del prestigioso quotidiano francese Le Monde. Nel 2014 il Presidente Napolitano lo nomina Commendatore motu proprio.
Nell’evoluzione della sua carriera “il ciuffo più famoso d’Italia” ha toccato il mondo dello spettacolo a 360°, cimentandosi sopra al palcoscenico, ma anche davanti ad una telecamera e, negli ultimi anni sempre più di frequente, dietro le quinte. Arturo come regista e direttore e artistico mescola sapientemente trasformismo, comicità, illusionismo, giochi di luci e ombre, amalgamandoli con poesia e cultura. Tra tutti spicca il lungo rapporto che lo lega a Aldo, Giovanni e Giacomo, di cui è regista teatrale sin dai loro esordi.
È appena rientrato dalla tournée europea dove è stato ancora una volta protagonista della stagione teatrale: nella sola Parigi nel 2013, Comedy Majik Cho è stato un sold out con oltre 70.000 spettatori. Lo stesso spettacolo è stato applaudito nel resto della Francia, in Belgio e Svizzera, oltre che a Montreal.
Brachetti, che sorpresa! – Un varietà magico è uno spettacolo di e con Arturo Brachetti e con Luca Bono, Luca & Tino, Francesco Scimemi, Kevin Michael Moore. La regia per il tour 2015 è di Davide Calabrese, la consulenza artistica è di Leo Ortolani, la consulenza laser è di Théo Dary, le musiche originali sono di Fabio Valdemarin, la voce fuori scena è di Alberta Izzo. Lo spettacolo è prodotto da Arte Brachetti srl.
Brachetti, che sorpresa! è in cartellone al Politeama Rossetti solo mercoledì 4 e giovedì 5 marzo alle ore 20.30.
I biglietti si possono acquistare presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, ed i consueti circuiti e accedendo attraverso il sito www.ilrossetti.it all’acquisto on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.