MAMMA MIA! 12 e 13 feb.2019 Palazzetto dello Sport Cividale

Biglietti in vendita a partire dalle 15.00 di giovedì 6 dicembre sul circuito Ticketone. Info e punti vendita su www.azalea.it .

Dopo aver ospitato il musical Flashdance lo scorso novembre, il Palazzetto dello Sport di Cividale del Friuli si prepara ad accogliere un altro grande spettacolo, fra i musical più celebri di sempre: Mamma Mia!. Uno show divenuto un autentico fenomeno “pop” che, dal suo debutto a Londra nel 1999, ha totalizzato una serie incredibile di record di spettatori e di gradimento. La nuovissima produzione italiana, con un allestimento tecnologico e spettacolare, arriverà dunque a Cividale del Friuli i prossimi 12 13 febbraio 2019 (inizio alle 21.00), per due repliche uniche in Friuli Venezia Giulia. La corsa al biglietto per questo nuovo importante evento, organizzato da Zenit Srl, in collaborazione con Comune di Cividale, Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG, partirà dalle 15.00 di giovedì 6 dicembre con i tagliandi che saranno disponibili in tutti i punti vendita e online sul circuito Ticketone. Per info, prezzi e per scoprire l’elenco delle rivendite, visitare il sito www.azale.it .

Una madre, una figlia, tre possibili padri… il passato della madre che torna dopo 21 anni… e proprio quando la figlia sta per sposarsi. Tutto questo e molto altro ancora è Mamma Mia!. Il più celebre musical globale visto da oltre 60 milioni di spettatori in più di 440 città, dal suo primo debutto a Londra nel 1999. Ha fatto scatenare il pubblico grazie anche alla sua colonna sonora contenente le mitiche canzoni degli Abba, facendo registrare il tutto esaurito in ogni continente. A 10 anni dal film culto con protagonista la meravigliosa Meryl Streep, torna in scena in Italia la nuovissima versione del musical Mamma Mia!, che ha registrato sold-out ovunque nella stagione 2017-2018, realizzata da una grande produzione tutta italiana. Un allestimento tecnologico e spettacolare prodotto da Peeparrow Entertainment e il Teatro Sistina con la regia e l’adattamento di Massimo Romeo Piparo, per la favola musicale dell’estate in cui trionfano l’amore e la musica. Una storia d’amore appunto, ma anche di risate e di amicizia, ambientata in un’incantevole isola greca incorniciata dalle canzoni originali degli Abba, tradotte in italiano e interpretate da un cast eccezionale di oltre 30 artisti accompagnati dal vivo dall’orchestra. Nel tessuto musicale di questa imperdibile commedia romantica torneranno a risuonare successi senza tempo degli Abba come “Mamma Mia!”, “Dancing Queen”, “The winner takes it all” e “Super Trouper”. Per il pubblico un totale di 24 brani che, proprio per volere degli autori originali, sono stati tradotti in italiano e, come i dialoghi, curati direttamente dal regista Massimo Romeo Piparo, che ha già adattato in italiano altri successi come Billy Elliot, Evita, My Fair Lady, The Full Monty, Hairspray, La Cage aux Folles-Il Vizietto, Cenerentola, solo per citarne alcuni.

PER INFORMAZIONI:

Zenit srl  tel. +39 0431 510393 – www.azalea.it – info@azalea.it

E.L.




WUNDERKAMMER FESTIVAL RITORNA AL TEATRO MIELA VENERDì 7 DICEMBRE CON IL CLAVICEMBALO DI MACHIKO SUTO.

Wunderkammer Festival ritorna al Teatro Miela venerdì 7 dicembre alle 20.30 con Machiko Suto, giovane cembalista giapponese in “Trasporti Barocchi” in collaborazione con l’importante istituzione musicale belga MUSICA. Il programma proposto dalla giovane cembalista distintasi lo scorso agosto alla International Young Artist Presentation di Anversa, allinea brani italiani – o di ispirazione italiana – in cui l’arte della tastiera si esprime in volute dorate e strabilianti, come spesso sono anche le modanature scolpite dei supporti degli strumenti barocchi. Brani che, trasportati oltre le Alpi, sono anch’essi dei pretesti che si sviluppano nell’ornamentazione. Così, se Storace ci regala la sua maestria nell’improvvisazione scritta sui bassi ostinati e Della Ciaja per primo codifica il glissando alla tastiera come emblema della velocità, Geminiani, che di ornamentazione fu un maestro, esporta con enorme successo dalla Toscana alla ricca Inghilterra l’arte di abbellire una melodia. A Londra il testimone di Geminiani viene poi raccolto da Babell, gran traduttor del traduttor dell’opera italiana, Händel, che nella sua più famosa, dal Rinaldo, ci mostra tutte le possibilità virtuosistiche dello strumento. Sopra il piedistallo dorato, il cembalo, più sobriamente decorato e ricco di suono. E il suo equivalente è Bach, in veste di trascrittore di Vivaldi: impeccabile, come sempre. Il festival prosegue con MiniW sabato 8 dicembre in doppia replica alle 11 e alle 17 alla Casa della Musica con “Storia di un lupo di mare”. In scena una rivisitazione della storia di Cappuccetto Rosso sostituita da un lupacchiotto che deve attraversare il mare, un mare pieno di pescecani, per andare a trovare la nonna malata. Una cerata gialla al posto del mantello rosso e un mare invece del bosco. Una performer e una paper engineer intrecciano parole, stoffe a carta per mettere in scena la favola più famosa di tutte in forma di laboratorio per grandi e bambini. Diretta da Annalisa Metus, miniW é dal 2016 la sezione che Wunderkammer dedica a bambini e ai ragazzi: laboratori artistici, produzioni originali e allestimenti non convenzionali per dare vita a forme di spettacolo di alta qualità dove bambini e adulti possono condividere il piacere del teatro




A NATALE REGALARE IL TEATRO CONVIENE: ECCO TUTTE LE PROMOZIONI

 Non c’è occasione migliore delle feste natalizie per fare (o farsi!) un regalo originale e raffinato. Per questo il Teatro Nuovo Giovanni da Udine mette a disposizione del pubblico una serie di proposte perfette da mettere sotto l’albero, alcune delle quali particolarmente convenienti.

È il caso ad esempio di Bis! la promozione che il Giovanni da Udine ha attivato su una selezione di concerti della stagione di Musica: dal 6 al 29 dicembre infatti, acquistando una coppia di biglietti per due dei concerti in programma dal 19 gennaio al 7 maggio 2019, si potrà usufruire di uno sconto del 20 per cento sul prezzo intero del biglietto e del 10 per cento sul prezzo del biglietto Giovani.

Interpreti dei concerti interessati dalla promozione sono l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che il 19 gennaio 2019 si esibirà con Dorothea Röschmann, uno dei soprani più celebrati; la Budapest Festival Orchestra con il Kantemus Kórus , nella top ten delle migliori orchestre del mondo (15 febbraio); Les Musiciens du Louvre di Marc Minkowski (22 febbraio) che si esibiranno con strumenti d’epoca; l’European Union Youth Orchestrafondata da Claudio Abbado (14 aprile), la Belgian National Orchestra con il pianista Bertrand Chamayou (7 maggio).

Sono esclusi dall’offerta i biglietti del settore Terza galleria.

Altro regalo raffinato e molto versatile è rappresentato dalla GIFT CARD: chi la riceve può scegliere di utilizzarla per l’acquisto di qualunque abbonamento o biglietto della Stagione di prosa, musica e danza 2018/2019 del Teatro Nuovo, sia. La Gift Card è disponibile nei tagli da 25 o 50 euro.

Infine, un’ottima soluzione dal piccolo prezzo è rappresentata dalla G TEATROCARD che, al costo di soli 5 euro, consente di acquistare un biglietto per ciascuno spettacolo della Stagione 2018/2019 del Teatro Nuovo Giovanni da Udine usufruendo di una speciale riduzione.

L’acquisto dei biglietti Bis!, della Gift Card e della G Teatrocard è possibilesolo alla biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e al Temporary Ticket Store del Teatro in via Lionello (casetta Confcommercio il 5, 12, 19 dicembre dalle 10 alle 13).

 

BIGLIETTERIA TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE
Via Trento, 4 – 33100 Udine
aperta da martedì al sabato, dalle 16.00 alle 19.00
chiusa domenica, lunedì e giorni festivi
biglietteria@teatroudine.it – Tel. 0432 248418

 




NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO ‘Giovanna d’Arco’ di e con Monica Guerritore Esclusiva regionale martedì 11 dic.

Monica Guerritore vestirà i panni di ‘Giovanna d’Arco’ in esclusiva regionale al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo, martedì 11 dicembre, alle 21. Un lavoro intenso che l’attrice-autrice riabbraccia dopo dieci anni, prodotto dalla Compagnia Umberto Orsini in collaborazione con Parmaconcerti, e che conta sulle videoproiezioni a cura di Enrico Zaccheo. Monica Guerritore, tornerà ad avere la corta zazzera bionda, il corpo scattante e muscolosissimo nell’armatura di Giovanna D’ Arco, spettacolo di cui è interprete, regista e autrice: «La sua forza» dice l’attrice «trascende la sua appartenenza al genere femminile. La sua passione è universale e travalica il tempo, la sua idea di libertà è eterna». E Giovanna rivive nella nostra epoca, compagna di ribellione e speranza di Che Guevara, del giovane cinese che a piazza Tien An Men ferma col suo corpo un carro armato, di uomini e donne ‘forti della forza’ che viene dall’istinto di libertà. Le proiezioni che accompagnano tutto lo spettacolo mostrano i volti terribili dei giudici del film di Dreyer, presenti e giudicanti contrapporsi al sogno di Martin Luther King e testimoniano come si levino alte in ogni tempo le voci contro il Potere’. La partitura musicale, di grande importanza, accosta nella massima libertà i “Carmina Burana” di Orff, all’Adagio per Archi di Barber, i Queen a Tom Waits, creando quella risonanza emotiva che permette di accompagnare Giovanna alla sua morte senza rimanerne distanti. Dimenticando l’immagine tramandata, Giovanna è viva attraverso gli Atti del Processo, visionaria e poetica nei versi di Maria Luisa Spaziani, reale nel racconto di Cardini e sarà il De Immenso, che Giordano Bruno scrive prima di essere messo a morte , a dare parole alla sua “ chiamata “. .. lei che incarna la perfetta fusione di Corpo- Mente-Anima” che lui stesso aveva preconizzato. Un parallelo tra due destini. Tra due intuizioni. “Dio è in me” si ostina a gridare Giovanna davanti ai giudici. Ed è la sua morte. Ma non la sua fine. Il cuore di Giovanna non aveva ragioni, ma forze. Forze e passioni che sole cambiano la realtà.

Prevendite martedì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30.




A Ritrovar le Storie del Teatro dell’Orsa in scena al Teatro Duse di Asolo 8 dic. 16,30

Il fortunato spettacolo di Monica Morini e Bernardino Bonzani «che si porge con poesia, commozione e allegria a un pubblico di tutte le età» sarà presentato nell’ambito della ricca rassegna di Teatro per Famiglie.

«Nel paese di Tarot le parole si sono rimpicciolite, ma un giorno un saltimbanco arriva sulla piazza con un carretto bislacco capace di riaccendere le storie. Fiabe, fole e memorie di infanzia si intrecciano e portano la meraviglia. Si ride delle paure superate, del nostro inciampare goffo nella vita e degli sciocchi che a volte acchiappano la fortuna per la coda. Si trattiene il fiato nell’oscurità del mare, fino a riemergere nello stupore della vita che è tonda e sempre ricomincia come le storie che camminano sempre»: Monica Morini e Bernardino Bonzani del Teatro dell’Orsa introducono A Ritrovar le Storie, spettacolo che sarà in scena sabato 8 dicembre alle ore 16.30 al Teatro Duse di Asolo, in provincia di Treviso, nell’ambito della rassegna dedicata alle famiglie. Aggiungono gli artisti: «In un paese che ha perduto le parole, dove le persone non si incontrano e non si parlano, bastano termini semplici come bicicletta, albero o animali per ricominciare ad accendere brevi storie. La gente esce dalle case per rivivere la piazza come spazio di tutti. Parole e racconti si alimentano a vicenda, chiamano domande. I racconti svelano l’invisibile in un mondo opaco e le parole attraversano i confini, si allungano e corrono tra vecchi e bambini, opposte estremità della vita. La storia del paese di Tarot ci riguarda, chiama a costruire comunità, alla condivisione con l’altro».

A Ritrovar le Storie, progetto speciale selezionato al Festival I Teatri del Sacro 2015 e ospite, nello stesso anno, del Festival Internazionale di Narrazione di Arzo (in Svizzera) e del FestivalFilosofia di Modena Carpi Sassuolo, è ispirato all’omonimo libro di Annamaria Gozzi, Monica Morini e Daniela Iride Murgia (Edizioni Corsare), opera finalista al prestigiosissimo Premio Andersen 2015.Mario Bianchi, decano dei critici teatrali italiani e massimo esperto di teatro ragazzi del nostro Paese, in merito allo spettacolo interpretato da Monica Morini, Bernardino Bonzanie Franco Tanzi sintetizza: «Un inno al nostro passato, in un presente che ha dimenticato il senso delle parole e del loro più intimo significato. Le storie vengono espresse in un interscambio di accenti dai due interpreti con grande adesione emotiva. Protagonisti sono i santi, gli animali, gli elementi della natura e financo la morte».

Il Teatro Duse si trova in via Regina Cornaro 3 ad Asolo (TV).

Biglietto unico € 2,00 (posti non numerati). La biglietteria aprirà alle ore 15 del giorno di spettacolo.




Basaglia e la liberazione impensabile

C’è sempre un prima e un dopo in quello che accade. Così è anche nel caso del racconto “Tra parentesi” di Peppe Dell’Acqua e Massimo Cirri andato in scena per Teatro Contatto a Udine al Palamostre e in replica al Teatro Pasolini di Cervignano.
Un racconto per  narrare la vera storia della liberazione dei matti e della chiusura dei manicomi grazie alla legge 180, la legge Basaglia che ha compiuto 40 anni.
Franco Basaglia è un giovane medico diventato direttore del manicomio di Gorizia dopo la morte del predecessore. Passare dalla clinica delle malattie nervose e mentali dell’Università di Padova a Gorizia non è un passaggio facile. Ciò che si trova davanti è un luogo ai confini del mondo, un luogo caratterizzato da un forte odore di morte quello che lui aveva provato nelle carceri quando era stato internato per sei mesi. Si rende conto che i malati non sono più persone ma sono la rappresentazione dei sintomi della malattia. E si rende conto soprattutto che all’interno del manicomio non c’è alcuna speranza di guarigione e quindi di vita. Mettendo la malattia tra parentesi i malati tornano ad essere persone, individui, storie, emozioni. Ma per essere tali non ci devono essere cinghie, costrizioni, ma porte aperte e spazi dove le persone stesse possono sviluppare i propri talenti. Coadiuvato da colleghi giovani che seguono il suo approccio, Basaglia riesce in questa sua opera di far chiudere i manicomi e di far tornare i malati a vivere in contesti sì protetti ma non chiusi. Naturalmente non si tratta di una storia idilliaca. Molte sono le problematiche ancora aperte.  Il messaggio è però che la malattia mentale si può curare e si può convivere con essa. Lo spettacolo è concepito come una chiacchierata che si svolge su una panchina tra due  amici che si raccontano: Peppe Dell’Acqua psichiatra ed erede di Basaglia e Massimo Cirri psicologo che ha lavorato per anni nei centri di salute mentale ora voce di Cartepillar. Il prima e il dopo nella cura della malattia mentale. La liberazione impensabile.
Lo spettacolo è diretto dalla film maker triestina Erika Rossi e prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.



Nominato oggi il nuovo Cda del Teatro Giovanni da Udine

 Si è riunita oggi, 3 dicembre 2018, nella sede di via Trento 4 a Udine, l’assemblea annuale ordinaria degli Enti partecipanti alla Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine.


Erano presenti l’Assessore alla Cultura e Progetti Europei Fabrizio Cigolot in rappresentanza del Comune di Udine e, per la Regione Friuli Venezia Giulia, Gianfranco Spagnul, Direttore del Servizio Attività Culturali.

All’ordine del giorno, la designazione del nuovo Presidente e del nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione, nonché l’approvazione del bilancio di esercizio chiuso lo scorso 31 agosto 2018.

Su indicazione del Comune di Udine, nuovo Presidente della Fondazione è stato eletto Giovanni Nistri, mentre sono stati designati nuovi ConsiglieriClaudia Giorgiutti e Paolo Foramitti.

Su indicazione della Regione Friuli Venezia Giulia, i consiglieri eletti sono invece Elena Lizzi (Vicepresidente) eFrancesca Musto.

Lucio Romanello è stato infine eletto Revisore dei conti.




“IO SONO COMICO”, IL 6 DICEMBRE GLI OBLIVION AL TEATRO TONIOLO DI MESTRE CON “LA BIBBIA RIVEDUTA E SCORRETTA

Oblivion

LA BIBBIA RIVEDUTA E SCORRETTA

scritto da  Davide calabrese, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli

musiche Lorenzo Scuda
con Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli (Gli Oblivion)

scene e costumi Guido Fiorato

regia Giorgio Gallione

Germania 1455, Johann Gutenberg introduce la stampa a caratteri mobili creando l’editoria e inaugurando di fatto l’Età Moderna. Conscio della portata rivoluzionaria di questa scoperta, Gutenberg sta per scegliere il primo titolo da stampare. Al culmine della sua ansia da prestazione bussa alla porta della prima stamperia della storia un Signore. Anzi, il Signore. È proprio Dio che da millenni aspettava questo momento.
Dio si presenta con un’autobiografia manu-scolpita di suo pugno su lastre di pietra e chiede a Gutenberg di pubblicarla con l’intento di diffonderla in tutte le case del mondo e diventare così il  più grande scrittore della storia. Gutenberg, da bravo teutonico, è molto risoluto e sa bene cosa cerca il pubblico in un libro. Cercherà quindi di trasformare, con ogni mezzo possibile, quello che lui considera un insieme di storie scollegate e bizzarre in un vero e proprio best seller: La Bibbia.
Tra discussioni infinite, riscritture e un continuo braccio di ferro tra autore ed editore, nella tipografia prenderanno vita le vicende più incredibili dell’Antico e Nuovo Testamento, le parti scartate e tutta la Verità sulla Creazione del mondo, finalmente nella versione senza censure.
Per la prima volta gli Oblivion si mettono alla prova – senza che nessuno glielo abbia chiesto – con un vero e proprio musical comico.
Un nuovo irresistibile show “Oblivionescamente” dissacrante che lascerà il pubblico senza fiato. Una Bibbia riveduta e scorretta.
L’eterna lotta tra Potere Divino e Quarto Potere sta per prendere forma.
Perché puoi essere anche Dio sceso in terra, ma se non hai un buon ufficio stampa non sei nessuno.

BIGLIETTI

platea € 25,00 – galleria € 22,00 – ridotto abbonati turno B € 20,00

PREVENDITE BIGLIETTI dal 20 novembre
Biglietteria Teatro Toniolo, piazzetta Cesare Battisti, MESTRE
aperta dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30
Chiusa il lunedì

CIRCUITO VIVATICKET
www.vivaticket.it
vendita telefonica tel. 899666805




PALMANOVA: CHE DISASTRO DI COMMEDIA in scena al Teatro Modena giovedì 6 dicembre l

The play the goes wrong è uno spettacolo nato nel 2012 in un piccolo teatro all’interno di un pub londinese, The Old Red Lion, che poteva ospitare un massimo di 60 spettatori a sera. Il grande successo ottenuto da questo lavoro diretto da Mark Bell per la compagnia Mischief Theatre lo ha portato a debuttare nel 2014 al Duchess Theatre dove è ancora in scena a distanza di quattro anni dal debutto. La versione italiana, intitolata Che disastro di commedia, vista nel Circuito ERT la scorsa stagione a Sacile, ritorna in Friuli per una recita. Giovedì 6 dicembre alle 20.45 al Teatro Gustavo Modena di Palmanova, diretti proprio da Mark Bell, protagonisti sul palco saranno Gabriele Pignotta, Luca Basile, Stefania Autuori, Marco Zordan, Viviana Colais, Alessandro Marverti, Yaser Mohamed e Valerio Di Benedetto.

La commedia mescola il gioco del teatro nel teatro di Rumori Fuori Scena con la comicità

irriverente dei Monty Python. Scritta da Jonathan Sayer, Henry Shields e Henry Lewis è stata tradotta e licenziata in oltre venti Paesi, sempre diretta da Mark Bell, sbarcando in Australia e negli Stati Uniti, a Broadway, prodotta dal regista e produttore J.J. Abrams, al suo debutto nel mondo del teatro.

Che disastro di commedia racconta la storia di una compagnia teatrale amatoriale, la Cornley Polytechnic Drama Society che, dopo aver ereditato improvvisamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio perpetrato negli anni Venti nel West End. La commedia è un susseguirsi di errori, strafalcioni, momenti imbarazzanti e disastri provocati dagli attori stessi. La produzione della Cornley Polytechnic Drama Society si rivela una catastrofe e gli attori cominciano ad accusare la pressione, andando nel panico.

Che disastro di commedia mette in scena le paure degli attori e gli errori che sul palco non si dovrebbero mai commettere.

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it e chiamando il Teatro Gustavo Modena di Palmanova (0432 924148).

DAL 7 AL 12 DICEMBRE AL TEATRO BOBBIO DI TRIESTE “CHE DISASTRO DI COMMEDIA”: UN SUCCESSO INTERNAZIONALE NATO IN UN PUB DI LONDRA, SBARCA IN AUSTRALIA, POI A BROADWAY, PRODOTTO DA J.J. ABRAMS E IN TUTTO IL MONDO.



Dal 4 dicembre debutta SINDROME ITALIANA -Nuova PRODUZIONE TEATRO STABILE del FVG

Con Sindrome italiana” – nuovo spettacolo di produzione il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia si concentra su temi contemporanei attraverso il lavoro di unautrice sensibile come Lucia Calamaro e tre attrici-registe di grandissimo talento, Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti e Mariàngeles Torres, le MitiPretese. Dal 4 dicembre, alla Sala Bartoli raccontano lo sradicamento delle donne dellest che si impegnano in Italia come badanti e tratteggiano di riflesso la disgregazione dei modelli familiari contemporanei: un teatro che emoziona e riflette sul presente. Repliche fino al 23 dicembre.

Debutta martedì 4 dicembre alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti Sindrome italiana di Lucia Calamaro, un progetto di MitiPretese diretto da Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti, Mariàngeles Torres che ne sono anche interpreti assieme a Monica Bianchi.

Lo spettacolo è una coproduzione che vede il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia al fianco del CTB – Centro Teatrale Bresciano e della Fondazione Teatro Due di Parma. È molto interessante il tema affrontato da Sindrome italiana, spettacolo che come sempre, i progetti delle MitiPretese (Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti, Mariàngeles Torres) racconta e osserva la figura femminile in modo diverso e nuovo rispetto ai clichès e ne fa addirittura lo strumento per indagare e riflettere in modo nuovo, incisivo, potente sulla nostra realtà, sulla politica, letica, le prospettive sociali del presente.

Sindrome italianaè il termine che nel 2005 due psichiatri ucraini hanno coniato per definire la depressione dilagante tra le tante donne tornate in patria dallItalia, uno fra i Paesi che richiede più badanti al mondo. Dopo anni di lavoro domestico e in particolare di cura degli anziani non auto-sufficienti, spesso per 24 ore al giorno e in condizioni di isolamento, al ritorno in patria esse presentano stati ansiogeni, disturbi dellidentità, tristezza persistente, disturbi ossessivo- compulsivi, fantasie suicide.  Queste donne – spesso madri – divengono per anni unica fonte di sostentamento del proprio nucleo familiare rimasto nel paese dorigine, ma una volta rientrate faticano a reinserirsi allinterno di quello stesso nucleo. Il rapporto con i figli è deteriorato. Lestraneità ha prodotto alienazione. Lalienazione si trasforma in asfissiante solitudine. Da qui il passo verso il crollo è breve.

Gli orfani bianchisono figli della stessa frattura. Secondo un recente rapporto dellUnicef, solo in Romania sono 350 mila e in Moldavia 100 mila i minori con uno o entrambi i genitori allestero. Un esercito di bambini e di adolescenti rimasti privi della figura genitoriale di riferimento: spesso la separazione dalla madre è troppo dolorosa, lattesa troppo lunga da sopportare. Nei casi meno drammatici questi bambini finiscono per essere depressi, sviluppano dipendenza dalle droghe o dallalcol, o prendono la strada dellillegalità. Nei casi più drammatici si tolgono la vita, anche a dieci, undici, dodici anni.

«Volevamo parlare di una cosa che esiste, che tutti conoscono, ma di cui nessuno parla: per empatia, solidarietà, per senso di colpa e anche un poper immedesimazione, volevamo parlare della condizione esistenziale delle badanti in Italia» spiegano le attrici e Lucia Calamaro. «Non potevamo fingere di saper come e cosa sentono donne immigrate di mezza età che decidono di abbandonare tutto per una vita vissuta in un altrove economicamente migliore ma affettivamente devastato. Un altrove che di fatto riduce il loro ruolo di madri, figlie, mogli a quello di bancomat, e le forza a un presente di intime accudenti di estranei, affettive e tuttofare.

Ci mancava, di tutto questo sentire che non ci è familiare, lesperienza. Noi non siamo emigrate economiche, a oggi. Non laviamo gli anziani degli altri, non li imbocchiamo, non ci limitiamo più ad abitare e incarnare il femminile accudente che per secoli ci è toccato in sorte. Non più: noi non lo facciamo perché lo fanno loro.

Ma se toccasse di nuovo a noi?

Se il contesto, la situazione, le circostanze, il fantasticare una vita migliore ci facessero prendere e lasciare tutto, per andare in un altrove che ci riduce di nuovo e unicamente a quella che sta dentro casae si occupa solo di vecchi, pulizie o, nel migliore dei casi, di bambini? E allora ci siamo immaginate di partire noi. Di diventare loro».

Così, mentre le MitiPrestese diventanobadanti dellEst e raccontano la loro quotidianità e la loro intima devastazione, tratteggiano in un doloroso riflesso anche un mondo questo tutto occidentale di ritmi inumani e tessuti familiari sempre più disgregati, che non conosce più i gesti, i silenzi, le tenerezze, le fatiche e le responsabilità dellaccudimento dei più fragili. È anche questa lItalia delle badanti.

Sindrome italiana” è un progetto di MitiPretese, scritto da Lucia Calamaro che va in scena per la regia di MitiPretese (Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti, Mariàngeles Torres), interpretato da Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti, Mariàngeles Torres e da Monica Bianchi.

Il disegno luci è di Cesare Agoni, scena e costumi sono di Roberta Monopoli, le musiche sono di Francesco Santalucia, la produzione è firmata da CTB -Centro Teatrale Bresciano, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro Due di Parma.

Sindrome Italianava in scena alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti da martedì 4 dicembre alle 19.30 per il cartellone prosadel Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e replica fino a domenica 23 dicembre. Di martedì e venerdì lo spettacolo è in scena alle ore 19.30, di domenica e sabato 15 dicembre alle 17, tutti gli altri giorni alle ore 21.

 

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.