“IO SONO COMICO”, VENERDÌ 21 DIC. AL TEATRO TONIOLO A.FULLIN CON “PICCOLE GONNE”

Alessandro Fullin sarà in scena venerdì 21 dicembre (ore 21.00) al Teatro Toniolo di Mestrecon il nuovo spettacolo “Piccole Gonne”, quarto appuntamento della stagione 2018-2019 di “Io sono comico”.

“Io sono comico” è curato dal Settore Cultura del Comune di Venezia in collaborazione con DalVivo Eventi srl.

 

Alessandro Fullin

PICCOLE GONNE

scritto da Alessandro Fullin (liberamente ispirato a Little Women di Louisa May Alcott)

con Alessandro Fullin, Tiziana Catalano, Sergio Cavallaro, Simone Faraon, Ivan Fornaro,

Mario Contenti, Paolo Mazzini

audio Davide Faraon

costumi Monica Cafiero

coreografie Sergio Cavallaro

regia Alessandro Fullin

compagnia Nuove Forme

produzione Musa Produzioni

distribuzione Terry Chegia

Alessandro Fullin

Liberamente tratto da Little Women di Louisa M. Alcott, Alessandro Fullin propone una nuova commedia, “infeltrimento teatrale” di un classico della letteratura americana, rilettura tagliente e ironica di un libro che le nostre sorelle avevano sempre tra le mani fino agli anni ’60.
La storia è nota: Mrs March, una madre estremamente apprensiva, deve sistemare le sue quattro figlie con matrimoni all’altezza delle sue aspettative. Purtroppo, nessuna delle sue figlie (Mag, Jo, Amy, Beth), malgrado esse siano convinte del contrario, ha molto da offrire a un giovanotto americano.
Mrs March tuttavia non si darà per vinta e, coadiuvata dall’avara Zia March, riuscirà a confezionare bomboniere per ognuna delle sue protette.
Questo spettacolo di e con Alessandro Fullin realizzato con la compagnia Nuove Forme, nella più schietta tradizione elisabettiana, sarà interpretato da soli attori uomini. Con un’unica eccezione: ma sarà proprio il pubblico che dovrà scoprire chi è l’intrusa su un palco già dominato da tantafemminilità.

Video spettacolohttps://youtu.be/i32FOHhEsHg

BIGLIETTI

platea € 25,00 – galleria € 22,00 – ridotto abbonati turno A € 20,00

PREVENDITE:
Biglietteria Teatro Toniolo, piazzetta Cesare Battisti, MESTRE
aperta dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30
Chiusa il lunedì

CIRCUITO VIVATICKET
www.vivaticket.it
vendita telefonica tel. 899666805




Teatro Galleria Toledo – Napoli per TeatroZeta IL VELENO DEL TEATRO dialogo tra un aristocratico e un attore dal 14 al 16 dic.

TeatroZeta
IL VELENO DEL TEATRO dialogo tra un aristocratico e un attore
di Rodolf Sirera
drammaturgia e regia Brando Minnelli
con Manuele Morgese e Salvatore Della Villa
scene e costumi Lorenzo Cutuli
traduzione Daniela Aronica
in co-produzione con Compagnia della Villa e Napoli Teatro Festival Italia 2016
in collaborazione con Università degli Studi di Fisciano (Salerno), Università di Barcellona, Teatro Nazionale della Toscana
Prima compagnia ospite del cartellone artistico 2018-2019 del teatro Galleria Toledo è il TeatroZeta che, con la produzione IL VELENO DEL TEATRO, dall’opera del drammaturgo catalano Rudolf Sirera, va in scena dal 14 al 16 dicembre per la regia di Brando Minnelli. Lo spettacolo, che ha debuttato al Napoli Teatro Festival Italia 2016, è realizzato in co-produzione con la Compagnia della Villa e Tracce creative (Lecce) ed in collaborazione con Università degli Studi di Fisciano (Salerno), Università di Barcellona (Spagna) Teatro Nazionale della Toscana e MiBAC. Protagonisti dell’azione Manuele Morgese, a vestire i panni di un giovane attore nella Francia di fine Settecento e Salvatore Della Villa, nel ruolo del suo aristocratico interlocutore. Una dicotomia che contrappone la visione del potere e del privilegio di casta alle ragioni della libertà, dell’uguaglianza e del progresso, temi sempre opportuni per osservare l’attualità della società nelle sue contraddizioni. Il testo di Rodolf Sirera è scritto nel 1978, a soli tre anni dalla morte del dittatore Francisco Franco, ed è ambientato nella Francia 1784, a pochi anni dall’avvento della Rivoluzione di Luglio; un parallelismo che lo stesso autore tiene a sottolineare, a 40 anni dalla sua prima edizione, perchè la rappresentazione del conflitto delle idee – per come si ri-definisce nell’immediatezza della dimensione teatrale – è sempre lo strumento più utile, un laboratorio necessario per elaborare il presente e il futuro, a partire dalla scrittura di un’opera e dalla efficacia della messa in scena resa dagli interpreti dell’azione drammatica.
È molto importante portare anche un’ulteriore riflessione sull’area di provenienza della compagnia TeatroZeta, operante nel territorio abruzzese de L’Aquila, città di grandissima tradizione artistica e culturale, ancora piegata dalle conseguenze devastanti del terremoto del 6 aprile 2019. A questo proposito, il teatro Galleria Toledo intende mettere in evidenza la necessità di dare sostegno e enfasi all’attività culturale proveniente da aree tanto terribilmente colpite – e assieme esprimere solidarietà diretta alla frazione di popolazione italiana messa in ginocchio dalle attività sismiche di questi ultimi anni -, in particolar modo a tutte le manifestazioni legate al teatro e all’arte drammatica, perché è consapevole che ricostruire dalla civiltà umana è il solo modo per poter fare rifiorire la memoria dell’arte nelle sue culle storiche più importanti e significative.
“La vicenda è ambientata nel Settecento e ruota intorno al tema della realtà scenica, soprattutto intorno ai suoi limiti. Un attore, simbolo della borghesia vincente, incontra un marchese, simbolo dell’aristocrazia sconfitta, la quale, paradossalmente, è portatrice di valori legati al concetto di verità. La verità della scena si fonde con la finzione del ruolo giocato dal marchese e si confonde durante il dialogo tra i due: un attore di dichiarata fama riceve un invito a palazzo da un misterioso mecenate e amante dell’arte, un marchese. Al suo arrivo viene accolto da un cameriere fin troppo attento che si rivela ben presto come persona di profonda cultura. Ha così inizio un cinico gioco dialogico che, attraverso una serie di trappole retoriche, porterà lentamente la vittima designata a perdersi in un pericoloso labirinto di apparenze. “Il veleno del teatro” è una nera commedia degli equivoci e delle prevaricazioni, tenuta tutta sul filo di un dialogo brillante e sempre più tagliente, fino ad un inevitabile colpo di scena finale. Un teatro fatto di tensione, di inquietudine interiore, di quell’alternarsi tra realtà e finzione tanto caro al nostro Pirandello.”



“L’ archivio delle anime. Amleto”

Napoli. A pochi passi dal Cimitero delle Fontanelle c’è chi sa chiedere “a queste ossa di tradurre i sospiri di Amleto in parole”. Non a caso, Massimiliano Donato, sceglie il Nuovo Teatro Sanità per giocare “la tragedia del disincanto”. L’1 e il 2 dicembre 2018, il Centro Teatrale Umbro, fondato dallo stesso Donato e da Naira Gonzalez, portano in scena un meraviglioso “L’ archivio delle anime. Amleto”. I burattini di Edgar Gonzalez sono poesia tramandata nel tempo, nuova pelle per una tragedia bene nota. L’ordinario è rovesciato nel racconto del becchino. Con ironia e profondità il testo è scomposto proprio come il personaggio studiato dall’ attore che da solo porta avanti il monologo capace di rovistare negli intrighi familiari del giovane principe di Danimarca.

Claudio, Ofelia o Gertrude, non importa chi siano stati davvero, il beccamorto che ne ha onorato la sepoltura, ne custodisce le ossa fra visioni mescolate nell’eterna domanda se sia più nobile vivere nelle avversità o andare incontro alla morte con coraggio. Teschi, femori, braccia, tibie e mani, accantonate sul palco tra una bellissima scenografia degna dell’ anima di un interprete shakespeariano che resta dentro per giorni.

Quello che veramente amiamo non può esserci sottratto, quello che veramente amiamo è la nostra -sola- eredità”.

 

 Anita Laudando




VISITARE IL TEATRO VERDI, UN’ESPERIENZA DA NON PERDERE Da martedì a sabato visite guidate

anche in abbinamento agli spettacoli della rassegna “Sempre Verdi, da 0 a 100 (e +)”

DAL 13 AL 28 DICEMBRE CON “GIANNI SCHICCHI” E “LA SERVA PADRONA”

Visitare il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, uno tra i più antichi teatri lirici in attività – costruito tra il 1798 e il 1801 dagli architetti Giannantonio Selva (lo stesso de “La Fenice” di Venezia) e Matteo Pertsch – è un’opportunità e un’esperienza da non perdere.
La Fondazione propone visite singole o per gruppi (anche numerosi e, su richiesta, in lingua straniera), dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e sabato dalle 10.00 alle 16.00, al costo di 3 Euro a persona (per informazioni e prenotazioni: promozione@teatroverdi-trieste.com).

La visita ha una durata di circa un’ora ed è molto flessibile, per contenuti e modalità, anche a seconda dell’età e degli interessi dei visitatori.

Normalmente, la partenza è prevista dal foyer, con successiva sosta in platea per una prima narrazione storica. Attraverso un percorso tra i piani dei palchi (possibile anche l’uso dell’ascensore in caso di necessità) si arriva al secondo piano, al “Ridotto”, costruito contemporaneamente al Teatro su disegni dell’architetto Selva. Sede di memorabili balli pubblici e veglioni, a partire dal 27 dicembre 1801, il Ridotto ospitò dal 1861 fino alla costruzione del Palazzo Comunale anche il Consiglio della Città di Trieste, le cui sedute, in parte pubbliche per regolamento, potevano essere agevolmente seguite dal ballatoio. Dal “Ridotto” si prosegue alla scoperta della sala coro, della sala ballo e, infine, del loggione, per scendere poi nuovamente nel foyer del Teatro.

Dedicate a tutti gli interessati, dalle scuole di ogni ordine e grado (dall’asilo dell’infanzia all’Università della Terza Età) agli appassionati della cultura musicale e, naturalmente, ai turisti, le visite al Teatro possono essere abbinate agli spettacoli della rassegna “Sempre Verdi, da 0 a 100 (e +)”, una Stagione specificatamente ideata per avvicinare all’opera nuovo pubblico, adatta a tutti e a tutte le età. Prossimo doppio appuntamento dal 13 al 28 dicembre (molte repliche, anche la mattina alle ore 11.00): “Gianni Schicchi”, opera in un atto su libretto di Giovacchino Forzano, musica di Giacomo Puccini, Maestro Concertatore e Direttore Gianluca Martinenghi, regia Carlo Antonio De Lucia, con l’allestimento della Kitakyūshū City Opera in collaborazione con la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste; “La Serva Padrona”, un intermezzo in musica di Giovanni Paisiello, orchestrazione di Ottorino Respighi realizzata per i Ballets Russes di Serge Djagilev, edizione critica e ricostruzione di Elia Andrea Corazza, Maestro Concertatore e Direttore Carmine Pinto Regia, scene, costumi e testi recitati di Oscar Cecchi per il nuovo allestimento della Fondazione, con l’Orchestra, Coro e Tecnici del Verdi.




DOMANI! VENERDì 7 DICEMBRE – AGNESE VALLE IN BAND A L’ASINO CHE VOLA

AGNESE VALLE LIVE in band

VENERDI’ 7 DICEMBRE A L’ASINO CHE VOLA DI ROMA

L’”ALLENAMENTO AL NUOVO UMORE” passa per l‘elettronica

In anteprima alcuni dei brani del prossimo disco

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Non solo parole, musica, fiati, corde, pelli ma anche “manopole”. L’elettronica entra nel mondo sonoro di Agnese Valle, la cantautrice e clarinettista romana che torna sul palco de L’Asino che Vola con un bagaglio carico di novità acquisite sul cammino che porta al prossimo disco.

Il suo live del 7 dicembre nel noto club capitolino sarà un vero “ALLENAMENTO AL NUOVO UMORE” (come ha voluto chiamarlo la cantautrice parafrasando il titolo del suo disco precedente “Allenamento al buonumore”), un viaggio dal passato al futuro, da quello che era a quello che sarà, con la presentazione di alcuni brani inediti che faranno parte del sul terzo album, la cui uscita è prevista per il prossimo autunno. Il disco sarà anticipato dal singolo (e video) “Il tonno”, in rotazione da aprile.

Sul palco ci sarà l’intera famiglia musicale di Agnese Valle: Marco Cataldi alle chitarre, Stefano Napoli al basso, Luca Monaldi alla batteria e un battesimo, quello di  Pasquale Citera all’elettronica.

Agnese Valle, più volte candidata alla Targa Tenco e vincitrice del premio della critica al Premio Bianca d’Aponte e del Premio Mario Panseri, è una delle cantautrici più interessanti dell’ultima generazione. Diplomata in clarinetto, porta avanti da anni il suo progetto di canzone d’autore, affiancandolo  a brani scritti per altri: dopo l’esordio da autrice con l’Orchestra del 41° Parallelo, è tornata a misurarsi con ensemble numerosi firmando due brani del nuovo album della Med Free Orkestra (della quale è stata per un periodo la voce femminile e il clarinetto) “L’Isola di Gulliver”, uscito il 20 aprile scorso. 

Quest’anno, con il brano “Come la punta del mio dito”, scritto a quattro mani con Pino Marino, è arrivata nella cinquina delle Targhe Tenco nella sezione “Miglior canzone”.




“IL MAESTRO E MARGHERITA” DI BULGAKOV IN SCENA AL TEATRO NUOVO-UDINE L’11/12 CON MICHELE RIONDINO

Un diabolico Michele Riondino, un appassionato Francesco Bonomo e una dolcissima Federica Rosellini sono gli intensi (e applauditissimi) protagonisti del Maestro e Margherita, una delle più perturbanti e straordinarie storie d’amore della letteratura che il regista Andrea Baracco porterà in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine martedì 11 dicembre nell’adattamento di Letizia Russo.

Pubblicato oltre vent’anni dopo la morte dell’autore e oggetto di numerose censure – la prima edizione della versione integrale è del 1967 per i tipi di Einaudi – Il Maestro e Margherita è, per dirla con le parole del regista Andrea Baracco, «un romanzo pieno di colori potenti e assoluti, tutti febbrilmente accesi, quasi allucinanti. A volte si ride, a volte si piange, spesso si ride e piange nello stesso momento… insomma, in questo romanzo, si vive, sempre».

Le tre linee narrative su cui si muove il testo di Bulgakov – l’irruzione a Mosca del Diavolo e dei suoi aiutanti e la tormentata storia d’amore tra il Maestro e Margherita, entrambe ambientate negli anni Trenta,  nonché la vicenda umana del governatore di Palestina, Ponzio Pilato, che dovrà decidere delle sorti di un innocente – vengono restituite in scena attraverso un meccanismo di moltiplicazione dei registri e dei ruoli, facendo dell’evocazione e dell’immaginazione le chiavi per immergersi in un racconto complesso come la vita.

Grazie ad un sapiente lavoro di riduzione e adattamento del testo, che ha permesso di condensare le oltre 300 pagine del romanzo in poco più di tre ore di spettacolo sfrondando oltre un centinaio di personaggi, il Maestro e Margherita di Baracco ondeggia tra il registro comico e quello tragico, in uncaleidoscopio d’emozioni che ruota intorno ad esistenziali interrogativi sulla natura dell’uomo e dell’amore: un volo quasi onirico dove si fondono impossibile e grottesco, miseria e sublime, come fosse l’intera vita e i sentimenti che la costellano a prendere forma sul palcoscenico.

«Quello che rende l’uomo veramente diverso da qualsiasi altro animale è la sua capacità di immaginare e credere in cose che non esistono – spiega Letizia Russo, autrice dell’adattamento -. Divinità, valori, ideologie, saldano i rapporti tra gli uomini e danno forma alle società, permettendo a migliaia, milioni di persone, di muoversi nella stessa direzione. Condividere questi pilastri immateriali è un atto di fede involontario che garantisce la sopravvivenza delle comunità umane. E assegna un ruolo a ogni individuo, che nelle circostanze specifiche del sistema immaginato dalla sua comunità può ritrovarsi vittima o carnefice, dalla parte della ragione o da quella del torto. Ma cosa succede se qualcosa, o qualcuno, arriva ad inoculare i semi del caos nelle maglie di una struttura umana formata e solida? Succede che la natura del singolo e, a cascata, la struttura sociale, rivelano le loro parti più nascoste, le loro possibilità inaspettate, le loro contraddizioni impresentabili. Il Maestro e Margherita, tra i tanti temi che affronta, ci parla anche di questo, di come l’immaginazione umana sia un’arma potente e fragile, in grado di erigere strutture grandiose ma incapace di contenere davvero il Mistero».

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo speciale della Brunello Cucinelli Spa, ha debuttato lo scorso settembre a Solomeo (Pg) e sta ora toccando le principali città italiane in una fortunata tournée. Accanto ai protagonisti Michele Riondino, Francesco Bonomo e Federica Rosellini, che la critica non ha mancato di definire strepitosi, una compagnia di attori di grande talento come Giordano Agrusta, Carolina Balucani, Caterina Fiocchetti, Michele Nani, Alessandro Pezzali, Francesco Bolo Rossini, Diego Sepe, Oskar Winiarski.

Le scene e i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Simone De Angelis, le musiche originali di Giacomo Vezzani.

 

Biglietteria del Teatro aperta 16.00 alle 19.00 (chiuso la domenica, il lunedì e i giorni festivi). Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it. L’acquisto dei biglietti è possibile, anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it e nei punti vivaticket. Previste speciali riduzioni per i possessori della G-Teatrocard. 

E.L.




MAMMA MIA! 12 e 13 feb.2019 Palazzetto dello Sport Cividale

Biglietti in vendita a partire dalle 15.00 di giovedì 6 dicembre sul circuito Ticketone. Info e punti vendita su www.azalea.it .

Dopo aver ospitato il musical Flashdance lo scorso novembre, il Palazzetto dello Sport di Cividale del Friuli si prepara ad accogliere un altro grande spettacolo, fra i musical più celebri di sempre: Mamma Mia!. Uno show divenuto un autentico fenomeno “pop” che, dal suo debutto a Londra nel 1999, ha totalizzato una serie incredibile di record di spettatori e di gradimento. La nuovissima produzione italiana, con un allestimento tecnologico e spettacolare, arriverà dunque a Cividale del Friuli i prossimi 12 13 febbraio 2019 (inizio alle 21.00), per due repliche uniche in Friuli Venezia Giulia. La corsa al biglietto per questo nuovo importante evento, organizzato da Zenit Srl, in collaborazione con Comune di Cividale, Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG, partirà dalle 15.00 di giovedì 6 dicembre con i tagliandi che saranno disponibili in tutti i punti vendita e online sul circuito Ticketone. Per info, prezzi e per scoprire l’elenco delle rivendite, visitare il sito www.azale.it .

Una madre, una figlia, tre possibili padri… il passato della madre che torna dopo 21 anni… e proprio quando la figlia sta per sposarsi. Tutto questo e molto altro ancora è Mamma Mia!. Il più celebre musical globale visto da oltre 60 milioni di spettatori in più di 440 città, dal suo primo debutto a Londra nel 1999. Ha fatto scatenare il pubblico grazie anche alla sua colonna sonora contenente le mitiche canzoni degli Abba, facendo registrare il tutto esaurito in ogni continente. A 10 anni dal film culto con protagonista la meravigliosa Meryl Streep, torna in scena in Italia la nuovissima versione del musical Mamma Mia!, che ha registrato sold-out ovunque nella stagione 2017-2018, realizzata da una grande produzione tutta italiana. Un allestimento tecnologico e spettacolare prodotto da Peeparrow Entertainment e il Teatro Sistina con la regia e l’adattamento di Massimo Romeo Piparo, per la favola musicale dell’estate in cui trionfano l’amore e la musica. Una storia d’amore appunto, ma anche di risate e di amicizia, ambientata in un’incantevole isola greca incorniciata dalle canzoni originali degli Abba, tradotte in italiano e interpretate da un cast eccezionale di oltre 30 artisti accompagnati dal vivo dall’orchestra. Nel tessuto musicale di questa imperdibile commedia romantica torneranno a risuonare successi senza tempo degli Abba come “Mamma Mia!”, “Dancing Queen”, “The winner takes it all” e “Super Trouper”. Per il pubblico un totale di 24 brani che, proprio per volere degli autori originali, sono stati tradotti in italiano e, come i dialoghi, curati direttamente dal regista Massimo Romeo Piparo, che ha già adattato in italiano altri successi come Billy Elliot, Evita, My Fair Lady, The Full Monty, Hairspray, La Cage aux Folles-Il Vizietto, Cenerentola, solo per citarne alcuni.

PER INFORMAZIONI:

Zenit srl  tel. +39 0431 510393 – www.azalea.it – info@azalea.it

E.L.




WUNDERKAMMER FESTIVAL RITORNA AL TEATRO MIELA VENERDì 7 DICEMBRE CON IL CLAVICEMBALO DI MACHIKO SUTO.

Wunderkammer Festival ritorna al Teatro Miela venerdì 7 dicembre alle 20.30 con Machiko Suto, giovane cembalista giapponese in “Trasporti Barocchi” in collaborazione con l’importante istituzione musicale belga MUSICA. Il programma proposto dalla giovane cembalista distintasi lo scorso agosto alla International Young Artist Presentation di Anversa, allinea brani italiani – o di ispirazione italiana – in cui l’arte della tastiera si esprime in volute dorate e strabilianti, come spesso sono anche le modanature scolpite dei supporti degli strumenti barocchi. Brani che, trasportati oltre le Alpi, sono anch’essi dei pretesti che si sviluppano nell’ornamentazione. Così, se Storace ci regala la sua maestria nell’improvvisazione scritta sui bassi ostinati e Della Ciaja per primo codifica il glissando alla tastiera come emblema della velocità, Geminiani, che di ornamentazione fu un maestro, esporta con enorme successo dalla Toscana alla ricca Inghilterra l’arte di abbellire una melodia. A Londra il testimone di Geminiani viene poi raccolto da Babell, gran traduttor del traduttor dell’opera italiana, Händel, che nella sua più famosa, dal Rinaldo, ci mostra tutte le possibilità virtuosistiche dello strumento. Sopra il piedistallo dorato, il cembalo, più sobriamente decorato e ricco di suono. E il suo equivalente è Bach, in veste di trascrittore di Vivaldi: impeccabile, come sempre. Il festival prosegue con MiniW sabato 8 dicembre in doppia replica alle 11 e alle 17 alla Casa della Musica con “Storia di un lupo di mare”. In scena una rivisitazione della storia di Cappuccetto Rosso sostituita da un lupacchiotto che deve attraversare il mare, un mare pieno di pescecani, per andare a trovare la nonna malata. Una cerata gialla al posto del mantello rosso e un mare invece del bosco. Una performer e una paper engineer intrecciano parole, stoffe a carta per mettere in scena la favola più famosa di tutte in forma di laboratorio per grandi e bambini. Diretta da Annalisa Metus, miniW é dal 2016 la sezione che Wunderkammer dedica a bambini e ai ragazzi: laboratori artistici, produzioni originali e allestimenti non convenzionali per dare vita a forme di spettacolo di alta qualità dove bambini e adulti possono condividere il piacere del teatro




A NATALE REGALARE IL TEATRO CONVIENE: ECCO TUTTE LE PROMOZIONI

 Non c’è occasione migliore delle feste natalizie per fare (o farsi!) un regalo originale e raffinato. Per questo il Teatro Nuovo Giovanni da Udine mette a disposizione del pubblico una serie di proposte perfette da mettere sotto l’albero, alcune delle quali particolarmente convenienti.

È il caso ad esempio di Bis! la promozione che il Giovanni da Udine ha attivato su una selezione di concerti della stagione di Musica: dal 6 al 29 dicembre infatti, acquistando una coppia di biglietti per due dei concerti in programma dal 19 gennaio al 7 maggio 2019, si potrà usufruire di uno sconto del 20 per cento sul prezzo intero del biglietto e del 10 per cento sul prezzo del biglietto Giovani.

Interpreti dei concerti interessati dalla promozione sono l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che il 19 gennaio 2019 si esibirà con Dorothea Röschmann, uno dei soprani più celebrati; la Budapest Festival Orchestra con il Kantemus Kórus , nella top ten delle migliori orchestre del mondo (15 febbraio); Les Musiciens du Louvre di Marc Minkowski (22 febbraio) che si esibiranno con strumenti d’epoca; l’European Union Youth Orchestrafondata da Claudio Abbado (14 aprile), la Belgian National Orchestra con il pianista Bertrand Chamayou (7 maggio).

Sono esclusi dall’offerta i biglietti del settore Terza galleria.

Altro regalo raffinato e molto versatile è rappresentato dalla GIFT CARD: chi la riceve può scegliere di utilizzarla per l’acquisto di qualunque abbonamento o biglietto della Stagione di prosa, musica e danza 2018/2019 del Teatro Nuovo, sia. La Gift Card è disponibile nei tagli da 25 o 50 euro.

Infine, un’ottima soluzione dal piccolo prezzo è rappresentata dalla G TEATROCARD che, al costo di soli 5 euro, consente di acquistare un biglietto per ciascuno spettacolo della Stagione 2018/2019 del Teatro Nuovo Giovanni da Udine usufruendo di una speciale riduzione.

L’acquisto dei biglietti Bis!, della Gift Card e della G Teatrocard è possibilesolo alla biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e al Temporary Ticket Store del Teatro in via Lionello (casetta Confcommercio il 5, 12, 19 dicembre dalle 10 alle 13).

 

BIGLIETTERIA TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE
Via Trento, 4 – 33100 Udine
aperta da martedì al sabato, dalle 16.00 alle 19.00
chiusa domenica, lunedì e giorni festivi
biglietteria@teatroudine.it – Tel. 0432 248418

 




NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO ‘Giovanna d’Arco’ di e con Monica Guerritore Esclusiva regionale martedì 11 dic.

Monica Guerritore vestirà i panni di ‘Giovanna d’Arco’ in esclusiva regionale al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo, martedì 11 dicembre, alle 21. Un lavoro intenso che l’attrice-autrice riabbraccia dopo dieci anni, prodotto dalla Compagnia Umberto Orsini in collaborazione con Parmaconcerti, e che conta sulle videoproiezioni a cura di Enrico Zaccheo. Monica Guerritore, tornerà ad avere la corta zazzera bionda, il corpo scattante e muscolosissimo nell’armatura di Giovanna D’ Arco, spettacolo di cui è interprete, regista e autrice: «La sua forza» dice l’attrice «trascende la sua appartenenza al genere femminile. La sua passione è universale e travalica il tempo, la sua idea di libertà è eterna». E Giovanna rivive nella nostra epoca, compagna di ribellione e speranza di Che Guevara, del giovane cinese che a piazza Tien An Men ferma col suo corpo un carro armato, di uomini e donne ‘forti della forza’ che viene dall’istinto di libertà. Le proiezioni che accompagnano tutto lo spettacolo mostrano i volti terribili dei giudici del film di Dreyer, presenti e giudicanti contrapporsi al sogno di Martin Luther King e testimoniano come si levino alte in ogni tempo le voci contro il Potere’. La partitura musicale, di grande importanza, accosta nella massima libertà i “Carmina Burana” di Orff, all’Adagio per Archi di Barber, i Queen a Tom Waits, creando quella risonanza emotiva che permette di accompagnare Giovanna alla sua morte senza rimanerne distanti. Dimenticando l’immagine tramandata, Giovanna è viva attraverso gli Atti del Processo, visionaria e poetica nei versi di Maria Luisa Spaziani, reale nel racconto di Cardini e sarà il De Immenso, che Giordano Bruno scrive prima di essere messo a morte , a dare parole alla sua “ chiamata “. .. lei che incarna la perfetta fusione di Corpo- Mente-Anima” che lui stesso aveva preconizzato. Un parallelo tra due destini. Tra due intuizioni. “Dio è in me” si ostina a gridare Giovanna davanti ai giudici. Ed è la sua morte. Ma non la sua fine. Il cuore di Giovanna non aveva ragioni, ma forze. Forze e passioni che sole cambiano la realtà.

Prevendite martedì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30.