Suns 2014, al Palamostre il gran finale del Festival della Canzone in Lingua Minoritaria

Udine – Teatro Palamostre – 15 novembre 2014. Poco più di due settimane al gran finale di Suns 2014 – Festival de Cjançon in Lenghe Minoritarie che, giunto alla sua sesta edizione, torna a Udine dopo essersi tenuto lo scorso anno a Moena, in Val di Fassa.

kroatarantata

kroatarantata

La rassegna, dedicata alla creatività musicale dell’Europa alpina e mediterranea (Croazia, Slovenia, Austria, Italia, Svizzera e Francia), è promossa dall’ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane) e la sua realizzazione è affidata alle riconosciute doti organizzative di Radio Onde Furlane e del Progetto Suns, in collaborazione con il Comune di Udine.

Il concorso canoro presenterà, nella serata di sabato 15 novembre, l’esecuzione live degli otto brani finalisti, selezionati a partire dai ventisei – fra gruppi e solisti – che avevano presentato la loro candidatura per la partecipazione.

I brani ed artisti scelti dalla giuria internazionale sono espressione delle comunità di lingua friulana, ladina, romancia, occitana, francoprovenzale, sarda e croata.

Nello specifico, il Friuli sarà rappresentato da Aldo Sbadiglio e la Famiglia Ananas in Vacanza a Dresda, esponenti del genere pop, rock, folk e blues italofriulano, e da Elsa Martin, apprezzatissima autrice ed interprete di brani in lingua friulana dalle influenze jazz.

Esponenti della Val di Fassa e del Cantone dei Grigioni in Svizzera saranno rispettivamente Martina Iori, giovanissima cantautrice ladina, e Pascal Gamboni, attivo da più di un decennio nella produzione musicale in romancio, sia in patria che nel Regno Unito.

Per la langue d’oc – declinata mescolando rock e folk – avremo i Lou Tapage, band proveniente dalle Valli occitane del Piemonte, mentre Billy Fumey presenterà un brano nel francoprovenzale della Franche Comté (Francia orientale).

Sardo e croato saranno invece rappresentati dai Ratapignata, formazione che da anni, e con risultati molto interessanti, abbina la lingua isolana ai suoni e ai ritmi del rock, del funk e del reggae, e dai Kroatarantata, giovanissimo gruppo espressione della minoranza linguistica croata del Molise.

Parteciperanno all’evento anche i ForeFingers Up!, pionieri dell’hip hop sardo, vincitori della passata edizione del festival e prossimi concorrenti del Liet International, rassegna dedicata alla musica nelle lingue minoritarie dell’intero continente, in programma il 12 dicembre a Oldenburg (Germania settentrionale).

Stessa sorte nel 2015, ma questa volta di nuovo a Udine, toccherà al gruppo o solista vincitore di Suns 2014.

Ulteriori informazioni e dettagli sulla manifestazione e su tutti gli eventi ad essa correlati, in programma nei giorni precedenti e successivi il 15 novembre, sono disponibili all’indirizzo www.sunscontest.com

 

Ilaria Pingue




DOMENICO CALIRI “CAMERA LIRICA” Esce per l’etichetta Caligola Records “Camera Lirica” di Domenico Caliri: un disco sorprendente e trascinante. Una wunderkammer musicale

“Camera Lirica” è già disponibile su iTunes, sulle principali piattaforme di scarico digitale e su Bandcamp. La distribuzione è un’esclusiva I.R.D. Srl
Per Domenico Caliri un disco è qualcosa di più di una session particolarmente riuscita; rappresenta il risultato di un lavoro minuzioso e profondo, lungo se necessario.
La sua è una concezione musicale a 360 gradi in cui, accanto all’improvvisazione jazzistica, trovano spazio sia la composizione sia l’arrangiamento e nulla viene affidato al caso.

Domenico Caliri Foto di Pat Ferro

Domenico Caliri Foto di Pat Ferro

Dopo 5 anni dal precedente album da leader “Il buio acceso”, pubblicato da Caligola Records, esce ora per la stessa etichetta “Camera Lirica”, un disco sorprendente sin dalla sua origine, una wunderkammer musicale o per dirla con le parole dell’autore: «un contenitore di polifonie vecchie e nuove, una concertazione di strumenti e timbri diversi, ‘tredici colori’ dentro un unico quadro.»    13 i musicisti che lo affiancano in questo ensemble non convenzionale: tra i più interessanti dell’ultima generazione di improvvisatori, sono qui alle prese qui con composizioni suggestive e complesse allo stesso tempo, ‘musica scritta’ dunque, in cui lo sberleffo si alterna con naturalezza all’introspezione.  Il progetto “Camera Lirica” (da cui l’omonimo album) prende le naturali fila dal doppio quintetto “Specchio Ensemble” afferente, negli anni Novanta, al collettivo bolognese Bassesfere.  “Camera Lirica” si forma nel 2006 su commissione del Festival Internazionale “Angelica” di Bologna; dopo quel debutto, il gruppo riceve critiche molto incoraggianti. Ma l’album viene registrato soltanto nel 2012, data che sancisce la nascita effettiva di un disegno solido nell’intenzione e nella concezione del leader, sin dal suo concepimento.   9 i titoli del disco e 9 le partiture risalenti agli anni ’90, pensate per gruppi simili e mai eseguite, ‘restaurate’ da Caliri per questo organico. 9 composizioni dense e coinvolgenti.   C’è molto jazz ma anche molta tradizione colta europea in questi brani; la musica di Caliri, «senza ignorare Stravinskij e Carla Bley, Weill e Zappa» come ricorda Enrico Rava nelle note di copertina, riesce a rimanere sempre inequivocabilmente se stessa.  “Camera lirica” è una «splendida foresta di suoni» (ancora nella definizione di Enrico Rava) che, ne siamo certi, lascerà il segno, non solo in Italia.




I PREMIATI DEL 12° CONCORSO PER CLARINETTO CITTA’ DI CARLINO

Grande successo per il 12° Concorso internazionale per Clarinetto Città di Carlino, organizzato dall’associazione culturale musicale Nuova Banda di Carlino, con la direzione artistica di Flaviano Martinello. Settantuno i ragazzi provenienti da tutto il mondo che hanno partecipato al concorso, suddivisi in cinque categorie, che sono stati valutati da una giuria internazionale. Per “Clarinetto solista baby” fino a 12 anni, i primi tre classificati sono: Slaven Balac, Chiara Bagolin e Tanaja Cesnik. Nella categoria “Clarinetto solista junior A” fino a 16 anni, primi pari merito Alberto Culmone e Michele Fabbrica, secondo Federico Martinello e terzi classificati Michal Jania e Alessandro Crescimbeni. Per “Clarinetto solista junior B” fino a 20 anni, Aljaz Kalin Kante, secondo Balazs Sandor e terzi classificati Libor Suchy e Anna Sysova. Per “Clarinetto solista senior” fino ai 35 anni, il primo premio non è stato assegnato; sul secondo scalino del podio Judit Sutyak e al terzo posto Aron Chiesa. Medaglia di bronzo, invece, per Edgardo Barlassina e Tomasz Zymla nella categoria “Clarinetto basso”.Il Concorso Internazionale per clarinetto di Carlino, vanta il riconoscimento del Presidente della Repubblica, il contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, Provincia di Udine, Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, di Anbima Regionale Friuli Venezia Giulia e del Comune di Carlino; il patrocinio del Conservatorio Statale Musicale “J. Tomadini” di Udine, dei Comuni di Cervignano del Friuli, Gonars, Latisana, Lignano Sabbiadoro, Marano Lagunare, Muzzana del Turgnano, Palazzolo dello Stella, Pocenia, Porpetto, Precenicco, San Giorgio di Nogaro, Torviscosa e Anbima provincia di Udine. Inoltre, si avvale della collaborazione di Buttus Roberto Riparazioni strumenti musicali, G. Pecar Pianoforti, BG Buffet & Crampon, Gonzales-Venezuela. Info: www.concorsoclarinettocarlino.org




TS SCIENCE+FICTION_14 – TRIESTE È FANTASCIENZA, DA DOMANI 29 OTTOBRE 2014

Trieste torna ad essere la capitale della fantascienza a partire da domani, mercoledì 29 ottobre, con la quattordicesima edizione del Trieste Science+Fiction Festival, manifestazione internazionale organizzata da La Cappella Underground nel capoluogo giuliano, che, superati i primi cinquant’anni di vita (dalla prima edizione dello storico Festival Internazionale del Film di Fantascienza), si appresta a mettere in scena un’edizione davvero straordinaria.  Partenza all’insegna di una grande serata di apertura con l’anteprima di Predestination  di Michael e Peter Spierig,

PREDESTINATION

PREDESTINATION

tratto dal racconto di fantascienza Tutti i miei fantasmi (All You Zombies) di Robert A. Heinlein, edito per la prima volta in Italia nel 1965. Nella pellicola australiana, Ethan Hawke interpreta un

IS THE MAN WHO IS TALL HAPPY

IS THE MAN WHO IS TALL HAPPY

Agente Temporale che, per assicurarsi una carriera come difensore della legge, affronta un’intricata serie di viaggi nel tempo. Per il suo compito finale, l’agente dovrà inseguire un criminale sfuggitogli nel tempo.Ma già nel pomeriggio, la quattordicesima edizione di Trieste Science+Fiction regalerà una prima sorprendente esperienza, in collaborazione con la SISSA – International School for Advanced Studies di Trieste, con la conversazione animata tra Noam Chomsky e Michel Gondry Is the Man who is Tall Happy? Attraverso una serie di interviste, Michel Gondry illustra le teorie di Noam Chomsky in un documentario di animazione dove la creatività e l’immaginazione del regista sono al servizio del rigore intellettuale del linguista. Chomsky ha memoria, sapere scientifico, storia, un senso logico che sono al tempo stesso senza rivali e schiaccianti, e che ci vengono rivelati dai disegni animati di Gondry, naif e complessi al tempo stesso. Il dialogo con Chomsky – vivace, talvolta tortuoso, spesso toccante e sempre molto umano – e visualizzato nel flusso naturale dell’animazione soggettiva di Gondry. Con l’uso di disegni animati, Michel Gondry porta alla luce Noam Chomsky sia come eminente professore che come uomo.Quattro le Mostre che animeranno questa edizione. La prima verrà inaugurata domani alla Stazione Rogers. Gotico italiano. Incubi di carta, mostra di 10 manifesti cinematografici originali di capisaldi del terrore. E al Cinema Ariston, gli spettatori potranno assaporare atmosfere Bessoniane con Becoming Lucy, gli studi per alcune delle scene più mozzafiato e hi-tech di Lucy, l’ultimo film di Luc Besson, nati dal genio triestino Daniele Auber. Molto più che semplici bozzetti, poesie dell’era digitale.E a notte fonda, la prima Sci-Fi Night, un fitto programma notturno di eventi-off che si apre al Teatro Miela con la Notte degli ultracorpi 3.0, festa di apertura del Festival animata quest’anno dalla Toa Mata Band, gruppo di musica elettronica di otto elementi. Nulla di speciale per un festival della fantascienza, se non fosse che i musicisti sono dei robot giocattolo: ogni membro e costruito utilizzando dei pezzi di LEGO Bionicle e animato da un ingegnoso sistema di motori elettrici, elastici e pulegge che gli permette di suonare dal vivo sintetizzatori, drum machine, percussioni acustiche e altre macchine vintage come la Nintendo DS. I robot sono controllati da un processore Arduino 1 collegato a un iPad con un sequencer MIDI Clavia Nord Beat pilotato da Ableton Live: un cortocircuito in cui le note divengono impulsi elettrici e ritorno. Toa Mata Band e un progetto di “meccatronica” avviato da Giuseppe Acito, compositore di musica elettronica ed esperto sound designer. La jam session tra la robot band e il suo “deus ex machina” trova il suo apice nella cover di Everything Counts dei Depeche Mode dal loro album, e non a caso, Construction Time Again. A seguire, come da tradizione, il dj set incendiario del collettivo Electrosacher.La sede principale del Trieste Science+Fiction, per il terzo anno consecutivo, sarà la Sala Tripcovich, grazie alla collaborazione del Comune di Trieste e della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi. L’adiacente palazzo della Casa del Cinema, sede delle principali associazioni di cultura cinematografica cittadine, sarà il quartier generale dell’organizzazione e, con la collaborazione del Teatro Miela, ospiterà le sezioni collaterali del festival. Inoltre una selezione dei film premiati del festival troverà spazio a partire da questa edizione nella sala d’essai del Cinema Ariston, gestito da quest’anno da La Cappella Underground.La kermesse è organizzata dal centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Trieste, del Comune di Trieste, della Camera di Commercio di Trieste, dell’Università degli Studi di Trieste, della Fondazione CRTrieste, della Fondazione Kathleen Foreman Casali, della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi, di LaREA – ARPA FVG.




Halloween, la storia: Kay McCarthy in concerto :Viale Pietro De Coubertin, 30, 00196 Roma

Venerdì 31 ottobre alle 21.00 l’Auditorium Parco della Musica (Teatro Studio Borgna, ingresso €. 15,00 intero, €. 12,00 ridotto) festeggia Halloween al suono dei canti di Kay McCarthy che ripercorrerà per l’occasione attraverso i versi e le musiche che le hanno dato i natali l’antica storia di questa festa nordica. Al suo fianco Susanna Valloni (flauti e whistle), Cristiano Brunella (violino), Fabio De Portu (chitarre), Stefano Diotallevi (pianoforte, tastiera) e l’immancabile Piero Ricciardi (bodhràn e cnàmha). E’ gradito il pubblico in maschera...Oíche Shamhna, la Notte di Samhain è, secondo l’antica tradizione celtica pagana, l’inizio del freddo, della metà oscura dell’anno; è la notte tra il 31 ottobre e 1 novembre; All Hallows’ Eve, per il mondo di lingua inglese, abbreviato come Hallowe’en. Nel calendario celtico, pagano e lunare, segna l’inizio di un nuovo anno e della stagione del freddo e del buio. Il concerto di Halloween sarà un viaggio emozionante tra le luci e le ombre di un’antica tradizione orale e mistica, fatta delle credenze e dei timori di un popolo nordico che teme che il sole possa morire; sarà un viaggio in Irlanda la sera del Capodanno celtico, uno straordinario distillato di “canti e conti”, di parole e suoni che raccontano, con passione e freschezza, gli usi, i costumi e le leggende di Oíche Shamhna, la Notte delle tenebre. Il repertorio spazia tra melodie antiche e brani originali che esprimono una musicalità profonda capace di ammaliarci con toni melanconici e appassionati. Storia raccontata in musica dalla splendida voce di Kay McCarty, nata a Dublino ed italiana d’adozione, da oltre vent’anni portavoce della tradizione musicale irlandese in Europa. Famosa ed apprezzata anche in Italia, trae la sua ispirazione da radicati elementi costitutivi della terra d’origine arricchita di tutte le più aggiornate esperienze di cui è pregno il suo linguaggio, considerato tra i più interessanti nell’attuale panorama della musica irlandese.

kayKay McCarthy voce, arpa celtica, whistle, bodhrán   Susanna Valloni flauti & whistle   Fabio De Portu chitarre
Cristiano Brunella violino  Stefano Diotallevi pianoforte, tastiera  Piero Ricciardi bodhrán e cnámha

Kay Mc Carthy
Nata a Dublino ma italiana d’adozione,Kay McCarthy è da oltre quarant’anni portavoce della tradizione musicale irlandese. Artista apprezzata sia in Italia che all’estero, Kay si contraddistingue per lo stile musicale unico, espressivo ed elegante, ma al contempo lontano dalle mode e dagli standard del mercato.  Il repertorio di Kay Mc Carthy, considerato tra i più interessanti nell’attuale panorama della musica irlandese, si compone di melodie tradizionali alle quali si aggiungono brani di sua composizione, spesso ispirati a tematiche di denuncia sociale, fino ad affrontare negli ultimi tempi la coraggiosa sfida con la lingua italiana e la canzone di denuncia.

 




2CELLOS a grande richiesta una nuova data in Italia: il 15 dicembre a Udine al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Continua l’ascesa dei 2Cellos, le due rockstar del violoncello autentico fenomeno mondiale del 2014, dapprima in rete con quasi 100 milioni di visualizzazioni solo sul proprio canale YouTube e poi dal vivo con concerti sold out già in prevendita in tutto il mondo. Luka Sulic e Stjepan Hauser, l’eccezionale duo di violoncellisti sloveno – croato, sono una continua fonte di sorprese per le centinaia di migliaia di fan che li seguono: dopo l’incredibile successo di Thunderstruck, alle soglie dei 27 milioni di views, i 2Cellos hanno pubblicato nei giorni scorsi il nuovo video di “The Trooper Overture” – un potentissimo mix per violoncello fra il “Guglielmo Tell” di Gioacchino Rossini e la super hit degli Iron Maiden “The Trooper”, un vero inno dell’hard-rock datato 1983 – che in meno di una settimana ha già superato 1 milione di views. Tantissimi fan e tantissimi grandi musicisti del pianeta sono stati conquistati dai 2Cellos: da Elton John (“la cosa più emozionante vista dal vivo dai tempi del concerto londinese di Jimi Hendrix al Marquee Club negli anni Sessanta”) a Zucchero Fornaciari passando per Steve Vai, Lang Lang e, ultimo in ordine di tempo, il grande Andrea Bocelli che, nei giorni scorsi, li ha annunciati come ospiti speciali del suo concerto all’Arena di Zagabria il prossimo 29 novembre 2014. Tantissimi anche i media nazionali e internazionali che si sono fatti conquistare dai 2Cellos: proprio sabato sono stati protagonisti, in prima serata su Canale5, della puntata dei record (oltre 5 milioni di telespettatori) del programma “Tu Si Que Vales” omaggiando Maria De Filippi che da anni cercava di averli ospiti in una delle sue trasmissioni. Ecco il video http://goo.gl/FfPdUW 

Di oggi è invece la notizia che, le quattro date in programma in Italia (11 dicembre a Padova al Gran Teatro Geox, il 12 a Roma all’Atlantico Live, il 13 a Bologna all’Estragon e il 14 a Milano al Fabrique) non sono bastate per soddisfare il pubblico italiano, e a grande richiesta viene annunciata una quinta data: il 15 dicembre a Udine al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. I biglietti saranno in vendita dalle ore 10:00 di mercoledì 29 ottobre online su Ticketone.it e nei punti vendita autorizzati Ticketone e del Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Tutte le info su www.azalea.it

La nuova data si inserisce nell’imponente tour mondiale al via la scorsa settimana da Amsterdam, che li porterà dapprima in giro per l’Europa (Germania, Russia, Romania, Bulgaria e Italia) e poi in Australia e Nuova Zelanda a gennaio per 6 date e da febbraio negli Usa, dove saranno protagonisti di oltre 40 concerti, molti dei quali già sold out e prossimi al raddoppio. Nel frattempo, a inizio 2015 uscirà il terzo album, sempre per Sonymusic, del quale è già stato svelato il titolo, “Celloverse“. E porterà sicuramente altre belle sorprese.

 

2 CELLOS in tour in Italia:

11 DICEMBRE 2014 – PADOVA, Gran Teatro Geox

12 DICEMBRE 2014 – ROMA, Atlantico Live

13 DICEMBRE 2014 – BOLOGNA, Estragon

14 DICEMBRE 2014 – MILANO, Fabrique

15 DICEMBRE 2014 – UDINE, Teatro Nuovo Giovanni da Udine

 

I biglietti sono in vendita online su Ticketone.it e nei punti vendita autorizzati Ticketone. Tutte le info su www.azalea.it

Il concerto a Udine è organizzato dal Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Azalea Promotion e Associazione Altramusica in collaborazione con il Comune di Udine e la Regione Friuli Venezia Giulia, inserito nel pacchetto “Music & Live” realizzato dall’Agenzia TurismoFVG. Info www.musicandlive.it




TEATRO COMUNALE DI CORMONS Giovedì 30 ottobre si inaugura la stagione con ‘Magazzino 18’ di e con Simone Cristicchi

C’è grande attesa per l’inaugurazione della Stagione artistica del teatro Comunale di Cormòns che alzerà il sipario giovedì 30 ottobre, alle 21, con Simone Cristicchi e il suo ‘Magazzino 18 – L’esodo di italiani cancellati dalla storia’. Un teatro affollatissimo è pronto ad accogliere ancora una volta l’autore romano che ha voluto raccontare uno dei capitoli più dolorosi della storia recente.

Al Porto Vecchio di Trieste c’è un “luogo della memoria” particolarmente toccante. Racconta di una pagina dolorosissima della storia d’Italia, ancor più straziante perché affida questa “memoria” non a un imponente monumento, ma a tante piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità: materassi, letti, stoviglie, fotografie, poveri giocattoli, altri oggetti, altri numeri, altri nomi… Oggetti comuni che accompagnano lo scorrere di tante vite: uno scorrere improvvisamente interrotto dalla Storia, dall’esodo. Con il trattato di pace del 1947 l’Italia perdette vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e quasi 300 mila persone scelsero – davanti a una situazione intricata e irta di lacerazioni – di lasciare le loro terre natali destinate ad essere jugoslave e proseguire la loro esistenza in Italia.  Simone Cristicchi è rimasto colpito da questa scarsamente frequentata pagina della nostra storia ed ha deciso di ripercorrerla in un testo che prende il titolo proprio da quel luogo nel Porto Vecchio di Trieste, dove gli esuli lasciavano le loro proprietà, in attesa di poterne in futuro rientrare in possesso: il Magazzino 18. Coadiuvato nella scrittura da Jan Bernas e diretto dalla mano esperta di Antonio Calenda, Cristicchi partirà proprio da quegli oggetti privati, ancora conservati al Porto di Trieste, per riportare alla luce ogni vita che vi si nasconde: la narrerà schiettamente e passerà dall’una all’altra cambiando registri vocali, costumi, atmosfere musicali, in una koinée di linguaggi che trasfigura il reportage storico in una forma nuova, che forse si può definire “Musical-Civile”. Lo spettacolo sarà punteggiato da canzoni e musiche inedite di Simone Cristicchi, eseguite dal vivo.




CONCERTI INCONTRI PERCORSI ESPOSITIVI PORDENONE – SESTO AL REGHENA ottobre/novembre 2014

Eddi De Nadai

Eddi De Nadai

Si aprirà venerdì 31 ottobre il cartellone musicale della 23^ edizione del Festival internazionale di Musica Sacra dedicato quest’anno a “L’antico nel nuovo”: una programmazione come sempre curata dai musicologi Franco Calabretto ed Eddi De Nadai e coordinata dalla presidente CICP Maria Francesca Vassallo, di scena a Pordenone fino a domenica 30 novembre fra il Duomo Concattedrale San Marco e il Centro culturale Casa Zanussi, per iniziativa del PEC e del CICP – Centro Iniziative Culturali di Pordenone. «Un poker di proposte – spiegano i direttori artistici – ispirate da un “atto d’amore” verso la grande tradizione musicale occidentale: un flusso ininterrotto che ha portato a noi oggi infiniti capolavori e antichi saperi da custodire e tramandare». Ingresso libero, informazioni presso CICP tel. 0434 553205 – cicp@centroculturapordenone.it –www.centroculturapordenone.it

«Nella ricerca di un confronto tra nuovo e antico – spiegano ancora i curatori – l’edizione 2014 del Festival proporrà da un lato alcuni capolavori della tradizione musicale europea rinascimentale e barocca, dall’altro una panoramica della produzione contemporanea (il Novecento storico, fino ai giorni nostri), sempre nel segno di un linguaggio che si ispira alla spiritualità quando non addirittura alla stessa forma musicale sacra». Esempio chiarissimo di queste scelte sarà proprio il concerto inaugurale, affidato venerdì sera (ore 20.45, Duomo Concattedrale San

Quartetto RTSH

Quartetto RTSH

Marco) ad una delle più celebri e autorevoli formazioni da camera europee, l’Ottetto Sloveno, composto dai Tenori Primi Vladimir Cadez, Rajko Meserko, dai Tenori Secondi Marjan Trcek, Janez Triler, dai Baritoni Joze Vidic, Darko Vidic ed infine dai Bassi Janko Volcansek, Matej Voje. Attivo da 60 anni, l’Ottetto resta un riferimento fra i più ammirati nella scena musicale internazionale. In esclusiva nazionale a Pordenone, dunque, lo Slovenski Oktet si esibirà su musiche di Jacobus Gallus, Hans Leo Hassler, Francis Poulenc, Vytautas. Miškinis, Morten Lauridsen, Arvo Pärt: mettendo quindi a confronto le più grandi pagine della polifonia tardo-rinascimentale con quelle dei maggiori compositori per coro del Novecento.

Si proseguirà domenica 16 novembre (ore 20.45, Duomo Concattedrale San Marco) con due artisti di altissimo livello internazionale, Carlo Teodoro violoncello e Germano Scurti bayan. Il loro concerto riprenderà “Il nuovo, l’antico” su musiche di J. S.

Franco Calabretto

Franco Calabretto

Bach, S. Gubajdulina, A. Pärt. Riecheggeranno così ora la mistica perfezione matematica della scrittura bachiana, ora la straziante disperazione una tra le molte artiste che furono dissidenti nell’ex URSS in brani che si ispirano al simbolo della Croce, ora la mistica essenzialità della scrittura di Arvo Pärt, antesignano di uno stile compositivo contemporaneo che guarda all’antico. Ancora musica vocale, nella formazione più maestosa del Coro, con il raffinato progetto dell’Officium Consort, domenica 23 novembre. Diretta da Walter Testolin e Alessandro Drigo ne “La scrittura per doppio coro a 4 secoli di distanza”, la celebre formazione presenterà un concerto costantemente sospeso fra Antico e Moderno: un nuovo progetto in cui si mettono a confronto due stili di scrittura per doppio coro, distanti tra loro la bellezza di quattro secoli. A suggellare il cartellone, domenica 30 novembre (ore 11.00, Auditorium Centro Culturale Casa A. Zanussi) sarà il Quartetto d’Archi della Radiotelevisione albanese, impegnato in un parallelo tra titani: Beethoven e Shostakovich, con due quartetti esemplari. Il Quartetto op. 132 di Beethoven visionario, intriso di religiosità e sobria contemplazione della vita, ed il n.8 di Shostakovich altrettanto enigmatico ma in chiave tragica, dedicato “alle vittime del fascismo e della guerra”, con richiami velati alla sofferenza del popolo ebraico.




ON HAIR: ARTI VISIVE DA MALISANO BY SERENA OSTI PRESENTA “REPETITA IUVANT”, DAL 31 OTTOBRE – UDINE

Serena Osti, giovane artista di Trento, espone i suoi lavori all’interno del progetto On Hair, nel salone Malisano by di Vicolo Pulesi, 1 a Udine. Dal 31 ottobre al 29 novembre, le opere digitali Repetita iuvant, per porre l’accento sulla cultura delle riviste femminili e scandalistiche e al contempo metterne in evidenza alcuni aspetti.

«Il godimento di queste pagine – spiega Serena Osti – è un’azione che per sè celebra il diritto alla lentezza e all’improduttività: un sano esercizio all’ozio. Si contrappone e si identifica con quell’attenzione costante e diffusa, ma mai approfondita, che Bjung-Chul Han considera propria degli animali e degli uomini stressati della nostra post-modernità: capitalisti di sè stessi e del proprio tempo, sempre costretti a migliorarsi, oberati e presi da mille distrazioni, si trovano a vivere in una spaesante, stancante, terrificante normalità, eternamente ripetentesi ed eternamente uguale a se stessa».
On Hair – a cura Paolo Toffolutti con Malisano by – prosegue con le esposizioni fino a dicembre quando sarà presentato anche un catalogo in forma di calendario in tiratura limitata e dedicato agli artisti e ai clienti dello spazio, che restituirà il tempo degli avvenimenti che nasceranno. Nello spazio Malisano by la mescolanza fra gli artisti con le loro opere, il lavoro e i clienti sta afcendo accadere qualcosa di nuovo che è registrato in tempo reale: l’incrocio dell’arte con il lavoro quotidiano.




“7 14 21 28” Teatro Palamostre – Udine 30 ottobre 2014 [Teatro Contatto]

Ingabbiati dentro una sequenza matematica fatta di 7,14,21,28, Antonio Rezza e Flavia Mastrella scompaginano il senso del reale in un vortice di geniali trovate

Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato.

Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire. Oscillazioni e tentennamenti in ideogramma mobile.
Improvvisamente cessa il legame con il passato: corde, reti e lacci tengono in piedi la situazione. Si gioca alla vita in un ideogramma. Il tratto, tradotto in tre dimensioni, sviluppa volumi triangolari diretti verso l’alto che coesistono con linee orizzontali: ma in verticale si muove solo l’uomo.Qui non si racconta la storiella della buona notte, qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia di chi ha la faccia come il culo sotto. Il fianco non significa se non è trafitto.Con la gola secca e il corpo in avaria si emette un altro suono. Fine delle parole.Inizio della danza macabra.
La storia
In un paese allo sbando un Uomo è affascinato dallo spazio che diventa numero.La particella catastale dell’ingegno porta l’essere animato a fondersi con la civiltà numerica al declino.
Una donna bianca, vestita di rete e di illusione, rimpiange il tempo degli inizi, quando l’amore è solo affanno e poco ancora.Il non senso civico sfugge a chi governa come bestie questo ammasso di carne alla malora.Si vota con la gola gonfia delle urla di chi ha votato prima, ci si lascia sovrastaredall’istituzione che detta convenzione e cancella dignità.Il sollevatore di pesi solleva se stesso e la famiglia organizzata che sputa fiato su ogni collo alla deriva.Intanto la cultura si finanzia con i soldi del padrone: il servilismo non ha dote.Seduti nell’alto dei cieli ad aspettare il Dio mozzo che ci ha fatto a pezzi.E finalmente i numeri a rendere lo spazio fallace, in balia della cifra che lo schiaccia.Costretto a ragionare non per logica ma per sottrazione, l’uomo è improvvisamente migliore: sotto di lui non c’è la terra che lo seppellirà ma la tabella di uno spazio mai così confuso.Che poi si ride è un problema legato alla mercificazione della pelle macellata.In questo gioco macabro e perverso si affaccia la fiaba allucinata: altro che felici e contenti, qui la nevrosi insegue il capriolo: uno che scappa e l’altro che corre con due gambe che non ne fanno una.Fossimo zoppi faremmo più paura.

testo Flavia Mastrella, Antonio Rezza   interpreti: Antonio Rezza, Ivan Bellavista  scene/luci…e .. : disegno luci Maria Pastore  assistente alla creazione Massimo Camilli   consulente tecnico Mattia Vigo  organizzazione Stefania Saltarelli  produzione: RezzaMastrella – Fondazione Teatro Piemonte Europa – TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello