RADIOUNO – FVG RIVERBERI LIVE presenta: “PICCOLA STORIA DI JAZZ” giovedì 13 nov. 2014 ore 14:20 – 15:00

Il Festival di Musica per bambini, organizzato a Trieste da Casa della Musica/Scuola di Musica 55, continua a dare i suoi frutti e aggiunge un ulteriore tassello a una delle più preziose intese

Castelli-e-Calabrò-Piccola-Storia-Jazz

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messe in atto durante la rassegna: la collaborazione con la sede regionale della RAI. Il prossimo giovedì 13 novembre, infatti, nel corso di “Riverberi” – programma radiofonico settimanale, ideato e condotto da Piero Pieri – è prevista la messa in onda di “Una piccola storia di jazz”, registrata nell’Auditorium della RAI di Trieste lo scorso 26 maggio, alla presenza dei bambini accorsi da diverse scuole del territorio. L’orario per la messa in onda è previsto tra le 14.20 e le 15.

Si tratta di una produzione del festival, uno spettacolo tra musica e racconto dal vivo, eseguito da professionisti del jazz : ANGELO COMISSO al pianoforte, MARCO CASTELLI al sassofono, GABRIELE CENTIS alla batteria, FABIO CALABRO’ voce e ukulele. ALESSANDRO TURCHET al contrabbasso. Un simpatico cantante di jazz racconta le sue avventure e disavventure, sostenuto e accompagnato dalla sua band. Blues, swing, intramontabili melodie afroamericane tra gag e improvvisazioni tengono alto il ritmo e l’attenzione. Lo spettacolo è pensato per i bambini dai 4 ai 10 anni, ma … anche i più “grandi” troveranno materiale per divertirsi!

 




DA GIOVEDì 13 A DOMENICA 16 NOVEMBRE 2014 lungo WEEK-END sul palco del NAM – New Around Midnight di Napoli

Proseguono senza sosta gli appuntamenti al NAM – New Around Midnight di Napoli. Il music-club di Via Bonito, nel cuore del quartiere Vomero, propone un nuovo week-end di appuntamenti da non perdere…

Giovedì 13 novembre [ore 22.00] sul palco del NAM la JAM SESSION MEROLLA 4ET con Jerry Popolo (sax), Michele Di Martino (pianoforte), Tommaso Scannapieco (basso) e Peppe Merolla (batteria).

Venerdì 14 novembre [ore 22.00] sarà la volta del PIETRO CONDORELLI 4ET: Pietro Condorelli (chitarra), Domenico Santaniello (contrabbasso), Claudio Borrelli (batteria) e special guest Francesco Scaramuzzino al pianoforte.

sabato 15 novembre [ore 22.00] appuntamento da non perdere con aldo farias 5tet: Franco De Crescenzo (pianoforte), Aldo Farias (chitarra), Angelo Farias (basso), Giuseppe La Pusata (batteria) e special guest Jerry Popolo (sassofono) saranno protagonisti assoluti della serata/live.

DOMENICA 16 novembre [ore 21.30] debutta sul palco del NAM il collettivo COFFEE BRECHT TEATRO IMPROVVISATO… una ‘night’ da non perdere per chiudere in bellezza la quattro-giorni




Penelope Bortoluzzi presenta a Cinemazero mercoledì 12 novembre alle 21.00 il suo film “La Passione di Erto”

la passione di erto

la passione di erto

Pordenone, 11 novembre 2014. Mercoledì 12 novembre alle 21.00 a Cinemazero la regista Penelope Bortoluzzi presenterà “La Passione di Erto”, il film in cui la tragica eccezionalità della tragedia della diga a Vajont e la ciclica ripetizione senza tempo della messa in scena della Passione di Cristo a Erto si fondono in un nuovo racconto. Il film – nella selezione ufficiale del festival di Locarno – si costruisce intorno a due eventi eccezionali, che fissano il corso del tempo pur essendo agli antipodi: da una parte, un rito annuale, che scandisce dal 1631 la vita di una comunità chiusa; dall’altra, una catastrofe senza precedenti, che accelera i processi di cambiamento di un’epoca e ne cristallizza le contraddizioni. Il rito di primavera si vuole immutabile, costruisce un’identità specifica e ne assicura la perennità nel tempo, mentre la catastrofe cambia tutto ciò che la precede e cancella le singolarità nello spazio indistinto della devastazione. La notte del 9 ottobre 1963 il paese non fu distrutto, però fu danneggiato al punto che si propose di evacuarlo e ricostruirlo in pianura. Ma una parte degli abitanti si oppose e, sfidando le autorità, decise di rimanere tenacemente aggrappata al proprio modo di vita. Rimettere in scena la Passione fu uno degli obiettivi principali della gente che non voleva abbandonare il paese. L’eccezionalità di ciò che è avvenuto a Erto permette di raccontare, in termini quasi favolistici e leggendari, una storia universale: la scomparsa, a partire dagli anni ’60, delle ultime comunità rimaste fino ad allora ai margini della Storia, il tramonto di un’intera civiltà e il passaggio traumatico alla modernità dei suoi sopravvissuti. Come una lente d’ingrandimento, la catastrofe amplifica un processo storico che, avvenuto altrove nell’arco di cinquant’anni, si abbatte sulla valle del Vajont dall’oggi al domani, mentre la Passione messa in scena dai paesani è una vera e propria figurazione teatrale di quel mondo atavico che concepiva la propria esistenza solo negli spazi, nella pelle e nei ruoli delle generazioni che precedevano la propria. A Erto si riprendeva, letteralmente, il ruolo del proprio predecessore, nella vita come nella Rappresentazione.

Ogni anno, da tempo immemorabile, la sera del venerdì santo un Cristo ertano viene tradito, condannato e crocifisso, mentre la Storia va avanti con le sue costruzionie distruzioni, le sue vittime e i suoi sopravvissuti, i suoi calvari reali e immaginari. È sul presente che si concentra lo sguardo della regista, mostrando come la Passione e il Venerdì Santo rievocati dalla gente di Erto possano diventare la rappresentazione stessa della comunità, tra devozione e tradizione popolare.




TANTI SALUTI Dal 22/11/2014 Al 22/11/2014 sabato 22 novembre 2014_ ore 21.00 Auditorium “A. Zanon”

Tanti saluti (22 novembre), che, per la regia di Massimo Somaglino,  vede sul palcoscenico la Musso insieme a Beatrice Schiros e Igi Meggiorin, per una indagine in chiave grottesco-clownesca  del tema della morte nel tempo attuale, che tende a rimuoverla in ossequio ai miti dell’eterna giovinezza o a celarla nell’anonimato disumano dell’ospedalizzazione.Tema impegnativo sul “non dicibile”, ma trattato con gusto leggero del paradosso

TANTI SALUTI di Giuliana Mussocon Giuliana Musso, Beatrice Schiros, Gianluigi Meggiorin

regia Massimo Somaglino    direzione clown Maril Van Den Broek   ricerca e drammaturgia Giuliana Musso   direttore tecnico Claudio Parrino

una produzione La Corte Ospitale
Info biglietteria telefono : 0432.506925 giorni: da martedì a sabato  orario: 17.30 – 19.30

Nato negli anni Sessanta, il Teatro Club è stato pioniere in regione per la diffusione dello spettacolo dal vivo e per la formazione della sensibilità all’arte teatrale. Forte di una lunga tradizione, continua a offrire stagioni organiche di prosa, cui unisce l’attenzione speciale all’esperienza del teatro-scuola e alla creatività giovanile.




Guintche :Teatro Palamostre – Udine 21 novembre 2014 per Teatro Contatto

Arriva da Capo Verde Marlene Monteiro Freitas con una performance camaleontica e ipnotica, in cui il suo corpo entra in un vortice di trasformazioni, dall’umano all’animale

872_7585_fotoE’ una camaleontica trasfigurazione quella che avviene sotto gli occhi di chi guarda Marlene Monteiro Freitas danzare in Guintche.
Un corpo passa attraverso diversi stadi dell’umano e dell’animale e sprigiona una potenza magnetica e affascinante, dalla quale non si riesce a distogliere lo sguardo. E’ danza contemporanea, la sua, con dentro un’anima esotica dove fa eco Capo Verde, il paese da cui Marlene arriva. Una danza anche furiosa, ritmica, colorata come un carnevale. Il magnetismo di questa danzatrice ci spinge a seguirla nella sua danza ipnotica e rituale, anche senza sapere dove questo ci porterà. Creato nel 2010 e rappresentato con successo nei festival europei, Guintche deriva dall’immagine di una persona, disegnata da Marlene come ricordo di un concerto. Lentamente la figura maschile, a cui l’artista ha dato il nome di Guintche, ha iniziato a crescere, a prendere vita propria,  a farsi autonoma, a ribellarsi e a dare vita a personaggi autonomi. esseri il cui destino è precisamente quello di tradire le aspettative: Guintche è, in questo senso, la forma di vita intensa nata e partita da quell’essenza originale e informe. Non più la continuazione di un pensiero, ma una danza.

Guintche :Marlene Monteiro Freitas
ideazione e performance Marlene Monteiro Freitas

scene/luci luce Yannick Fouassier

musiche Cookie

costumi Catarina Varatojo

produzione una produzione Andreia Carneiro (Bomba Suicida) e Erell Melscoet in co-produzione con ZDB-Negócio /residenze O Espaço do Tempo, Alkantara Festivalcon il supporto di RE.Al / Forum Dança

foto Laurent Paillier




MOSTRE E LABORATORI PER LA SECONDA RASSEGNA NAZIONALE BIENNALE DEL LIBRO D’ARTISTA “COME UN RACCONTO” 14 nov.2014

Francesca Novati

Francesca Novati

UDINE – Inaugura il 14 novembre alle 18 alla Bibiolteca Civica “V. Joppi” di Udine la mostra “Vitalità del libro d’artista”, a cura di Cristina Burelli della Libreria Antiquaria Martincigh di Udine. «I libri tutti sono esseri viventi – spiega la curatrice – palpitanti e imprevedibili, si rivelano al tatto e si aprono allo sguardo, si offrono alle corde di chi ne tocca le parole… In questo mondo vibrante – prosegue Burelli – i libri d’Artista hanno un carisma proprio, invitano a una frequentazione sensoriale a più livelli. Non hanno regole nè pongono limiti, sono spazi aperti alle costruzioni più ardite e ai contenuti più inaspettati, colmi di sensazioni tattili, sonore ed emotive».

“Vitalità del libro d’artista” è un percorso espositivo che accosta edizioni storiche originali a pubblicazioni contemporanee di Danilo Montanari, editore e collezionista, il primo a pubblicare Maurizio Cattelan nel 1989. Orari di apertura da lunedì a giovedì 8.30 – 18.30, venerdì 8.30 – 13.

E prosegue al Museo Etnografico del Friuli, la mostra del libro d’artista “Come un Racconto” (orari di apertura: da martedì a domenica 10 –

Cristina Battistin

Cristina Battistin

17.30) organizzata dal Comitato Dars e dedicata a Isabella Deganis. Tra le opere esposte della sezione artisti, la menzione speciale è per “Dentro il cassetto” di Cristina Battistin (Pordenone), mentre l’opera segnalata è “Meraviglie del 2000” di Francesca Novati (Trieste). Per la sezione studenti la menzione speciale invece è stata assegnata a “Parole” della classe IIIA indirizzo grafica del Liceo Artistico Sello di Udine “per la forza data alle parole che compongono un racconto visivo espresso con una buona esecuzione e sorprendente coralità”.

Si ricorda inoltre che sono ancora aperte le iscrizioni ai laboratori gratuiti che si terranno al Museo Etnografico del Friuli: “Storia Del Libro E Della Rilegatura. Recupero Di Vecchi Volumi” condotto da Eva Seminara della Legatoria Moderna di Udine il 16 novembre; “Libri Tessili” con l’artista Barbara Girardi il 23 novembre e “Rilegature Orientali con Sandra Cisterna dell’Acromatica Editoria artistica il 30 novembre (orari  dei laboratori 14 -17). Info: www.dars-udine.it

 




20, 21 e 22 nov. 2014 – ore 20.45 IL MERCANTE DI VENEZIA

MERCANTE3Composta tra il 1596 e il 1598 e rappresentata a Corte per la prima volta nel 1605, la Commedia appartiene al genere shakespeariano detto “Commedie Romantiche”, tese, attraverso l’intrattenimento a «far partecipare il pubblico al gioco della vita» (G. Melchiori), dove il tema classico dell’amore viene in subordine rispetto ai contenuti “romanzeschi”. Amore e denaro, si intrecciano attorno alla vicenda di Shylock, un mercante ebreo molto maltrattato ed emarginato dalla società di Venezia, che presta una somma di denaro ad Antonio pretendendo come pegno una libbra di carne del suo corpo. Antonio chiede il prestito per poter aiutare l’amico Bassanio a conquistare la bella Porzia; l’impresa riesce, tuttavia Antonio non ha di che restituire a Shylock, ma… In questa edizione, il regista vuole fare del Mercante: «una MERCANTE2grande favola, e una festa del teatro. Cioè della speranza. L’essenziale – scrive Binasco – riguardo a Shylock, non è che sia un eretico o un ebreo, ma che sia un outsider. Outsider, qui, vuol dire qualcosa di più di diverso. Vuol dire proprio straniero. Estraneo». Ed è proprio il teatro, appunto, a poter ricomporre, nella festa, ogni diversità.

MERCANTEIL MERCANTE DI VENEZIA 
di William Shakespeare
con Silvio Orlando 
e la Popular Shakespeare Kompany
(in o.a.) Andrea Di Casa, Fabrizio ContriElena Gigliotti, Milvia Marigliano, Simone Luglio, Nicola PannelliFulvio Pepe, Sergio Romano, Barbara Ronchi, Roberto Turchetta, Ivan Zerbinati
musiche originali di Arturo Annecchino
scene di Carlo de Marino
luci di Pasquale Mari
costumi di Sandra Cardini
regia di Valerio Binasco
produzione: Veronica Mona con Oblomov Films S.r.l. e Compagnia Enfi Teatro

Alberta  G..




PICCOLI CRIMINI CONIUGALI in scena dal 14 al 16 Nov. al Teatro Il Primo Viale del Capricorno, 4 NAPOLI

locandinaPiccoliCriminiAl Teatro Il Primo un testo di Eric- Emmanuel Schmitt:  

Quando vedete un uomo e una donna davanti al sindaco o al prete, chiedetevi chi dei due sarà l’assassino”
E se la vita di coppia non fosse altro che la più difficile delle guerre? Impossibile da vincere, costante nel suo svolgimento e duratura… finché morte non li separi…
Secondo Eric-Emmanuel Schmitt, autore di PICCOLI CRIMINI CONIUGALI, “la coppia è come un’associazione di assassini. La vita coniugale è una guerra, dove tutto è permesso. La vita coniugale è un’associazione di killer che si accaniscono sugli altri prima di infierire su loro stessi, un lungo cammino verso la morte che lascia la strada costellata di cadaveri. Quando la coppia è giovane è una coppia che cerca di sbarazzarsi degli altri. Quando la coppia invecchia diventa una coppia dove ognuno cerca di sopprimere i partner”.DSC_7463
PICCOLI CRIMINI CONIUGALI gioca sul doppio filo dello humour nero da black comedy tra quattro mura e il dramma della memoria e del tempo, di due persone e del loro amore.

Sinossi:
Dopo aver subito un brutto incidente domestico Lui torna a casa dall’ospedale completamente privo di memoria, ragiona ma non ricorda, non riconosce più neppure la moglie, che tenta di ricostruire la loro vita di coppia tassello dopo tassello cercando di oscurarne le ombre. Via via che si riportano alla luce informazioni dimenticate si manifestano delle crepe: sono molte le cose che cominciano a non tornare. Come mai Lei mente? E perché non vuole darsi DSC_7430fisicamente a Lui, che pure è fortemente attratto da lei? Per quale motivo Lui – che afferma di essere completamente privo di memoria – si ricorda di certi particolari del viaggio di nozze? Sono alcuni dei misteri di questo giallo coniugale in cui la verità non è mai ciò che sembra, dove la memoria (e la sua supposta mancanza), la menzogna e la violenza vengono completamente riviste per assumere dei significati nuovi, inaspettatamente vivificanti.


VENERDì 14 Novembre ore 21
SABATO 15 Novembre DOPPIA ore 18 e 21
DOMENICA 16 Novembre ore 18




“Arancia Meccanica, di Anthony Burgess arriva nei teatri italiani nella regia di Gabriele Russo dal 12 al 16 nov. per la stagione Prosa del Teatro Stabile FVG

arancia meccanica 1Va in scena mercoledì 12 novembre alle 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali Arancia Meccanica, testo di Anthony Burgess e regia di Gabriele Russo: un titolo di grande forza, che approda al teatro e diviene un appuntamento ricco d’induzioni attuali della Stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.Quando arrivò sul grande schermo nel 1971, diretto da un visionario Stanley Kubrik Arancia Meccanica (A Clockwork Orange) divenne immediatamente un caso: creò sconcerto per la violenza e l’esasperazione dei temi e in Italia, fino al 2007 rimase un film vietato ai minori di 18 anni… Oggi del film ci inquieta soprattutto la forza presaga.Ancor più colpisce l’intuizione di Anthony Burgess che già nel 1962 aveva pubblicato il romanzo distopico omonimo da cui è tratta la sceneggiatura, nonché creato per il teatro una versione drammaturgica con musiche. Scrittore, critico letterario, librettista, poeta, compositore, giornalista, saggista, traduttore, studioso, arancia meccanica2educatore, Burgess è a tutti gli effetti una delle massime personalità artistiche e sicuramente uno dei maggiori autori del Novecento inglese. In Arancia meccanica racconta, usando toni accesi e uno stile fantascientifico, sociologico e politico un futuro dominato da un’esacerbata violenza giovanile e da una sempre maggiore inclinazione al condizionamento del pensiero.«A distanza di 51 anni dalla prima pubblicazione del romanzo ­­– riflette Gabriele Russo, regista dello spettacolo che ora giunge sui palcoscenici italiani, tradotto direttamente dalla drammaturgia di Burgess – ci si rende conto di quanto l’autore avesse saputo guardare anche oltre il suo tempo, presagendo, attraverso la storia di Alex e dei suoi amici Drughi, una società sempre più incline al controllo delle coscienze ed all’indottrinamento di un “pensiero unico”. Se negli anni Sessanta quei temi stavano appena cominciando a diventare materia di argomento e riflessione oggi siamo tutti molto più consapevoli del tentativo di controllo delle coscienze a cui noi tutti siamo sottoposti. L’opera ha favorito delle domande, la libertà di scelta è davvero così importante? E a questo proposito, l’uomo è davvero capace di scegliere? E ancora: la parola libertà significa qualcosa di preciso? Ed in particolare, è meglio essere malvagi per propria scelta o essere retti ed onesti grazie ad un lavaggio scientifico del cervello?».
Lo spettacolo, messo in scena da un cast d’interpreti degni d’attenzione, sarà concepito come un incubo di Alex, il capo dei Drughi: la scena come una scatola nera conterrà e dissolverà le sue visioni ed i suoi ricordi che soprattutto nella prima parte si alterneranno a canzoni e musiche scritte da Morgan. Un musicista “fuori dagli schemi” che il regista ha cercato in qualche modo “somigliante” ad Arancia Meccanica.
arancia meccanica4«L’idea che tutto avvenga attraverso la testa di Alex – commenta Morgan – per me è stato fondamentale ai fini della realizzazione dei brani: le mie musiche iniziano riferendosi all’originale, per poi man mano deformarsi: trascendono e degenerano proprio perché stanno nella testa di Alex; quello che Alex ascolta non è Beethoven, è la sua idea deformata di Beethoven, è il suo delirio di Beethoven. E’ questa deformazione musicale che mi ha interessato. Credo che tutto ciò che è nella mente, nel “planetario”, di Alex sia giusto, è il modo di metterlo in pratica, attraverso la violenza, che è sbagliato! Paradossalmente il canale della creatività, che si attua mettendo in scena un’opera come questa, è la strada giusta per trasmettere alla società di oggi un messaggio di non-violenza!»Assai accurato il lavoro di traduzione, in particolare per ricreare lo slang dei Drughi, che si voleva suggerisse violenza ma anche identità, come accade per i “branchi” dei ragazzi d’oggi. Un’inquietante riflessione, dunque, sul male assoluto e senza ragione (com’è quello di Alex), sulla sottile linea di confine fra bene e male, sul rapporto vittima/carnefice e sulla connessione fra violenza sociale e del singolo.
Arancia Meccanica di Anthony Burgess, per la regia di Gabriele Russo e interpretato da Alfredo Angelici, Martina Galletta, Sebastiano Gavasso, Giulio Federico Janni, Alessio Piazza, Daniele Russo, Paola Sambo si avvale delle scenografie di Roberto Crea, delle luci di Salvatore Palladino e dei costumi di Chiara Aversano. Le musiche di scena sono di Morgan.
Lo spettacolo è una produzione del Teatro Bellini – Teatro Stabile di Napoli.

Repliche da mercoledì 12 a sabato 15 novembre alle ore 20.30; domenica 16 novembre alle ore 16. I posti ancora disponibili si possono acquistare presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti e accedendo attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

 foto francesco squeglia
E.L.



AnimaArt Teatrosabato 15 novembre, ore 21 al Te.Co-Teatro di Contrabbando

LocandinaAnimaArt Teatro propone al pubblico del Te.Co una serata all’insegna del puro intrattenimento, per passare insieme un ora e mezza di risate e di riflessioni. “Amore in s…cena” è un buffet-spettacolo che  vuole  esorcizzare a colpi di ironia, comicità e poesia i cliché che da secoli vedono protagonisti gli uomini e le donne.  Una serata rivolta a ragazzi e adulti di qualsiasi ambiente.  Uno spettacolo che non parla solo d’amore, ma anche e soprattutto di rapporti e differenze tra uomo e donna. Dalla creazione della terra a oggi, analizzando maschio e femmina tra scene, storie e aneddoti in cui il pubblico, sicuramente, si rispecchierà e divertirà.  A raccontare queste vicende sono due esseri soprannaturali interpretati dai giovani e talentuosi attori: Gennaro Esposito, regista e autore dello spettacolo e da Dary Fiorillo, che da storia a storia si trasformeranno in personaggi diversi.  Il pubblico, nel corso dell’evento, da spettatore diventerà protagonista a tutti gli effetti della serata.  Uno spettacolo che fa ridere, emozionare e riflettere e con tantissimi ingredienti, per una serata speciale e unica all’insegna del sano divertimento. Un ennesimo evento in cui arte e svago si fondono magistralmente sul palco  del Te.Co-Teatro di Contrabbando.  

La serata comincerà con un ricco buffet che precederà lo spettacolo.