Due date con Marco Paolini e il suo tributo a Jack London

Ballata di uomini e cani in scena mercoledì a Tolmezzo e giovedì a Palmanova

Circuito ERT Un canzoniere teatrale con brani tratti da racconti di Jack London e con musiche e canzoni a essi ispirate. Questo è Ballata di uomini e cani di Marco Paolini che il circuito ERT ospiterà mercoledì 1. aprile al Teatro Candoni di Tolmezzo e giovedì 2 aprile al Teatro Modena di Palmanova. Entrambe le repliche avranno inizio alle 20.45. Sul palco, a dare vita a questa Ballata, oltre a Marco Paolini, ci saranno tre musicisti: Angelo Baselli (clarinetto), Gianluca Casadei (fisarmonica) e Lorenzo Monguzzi (chitarra e voce), quest’ultimo spesso al fianco dell’affabulatore bellunese negli ultimi lavori.

Ballata di uomini e cani in versione “studio” era già stato ospite del circuito ERT due stagioni fa, ora arriva nella sua forma completa. Lo spettacolo è un tributo a Jack London, scrittore a cui Paolini deve una parte del suo immaginario di ragazzo. Jack London è certamente l’autore di Zanna Bianca e del Richiamo della foresta, ma la sua produzione letteraria è molto più vasta. Per questo spettacolo Paolini è partito da tre racconti del Grande Nord, raccontando le storie nei boschi, nei rifugi alpini, nei ghiacciai; si sono poi aggiunte le ballate musicate e cantate da Lorenzo Monguzzi.

Il primo racconto è ironico, lieve, parla di Macchia, un cane con un occhio nero, bello, simpatico e furbo, troppo furbo. L’unico cane da slitta che non sa, o non vuole, tirare. Un cane con sentimenti quasi umani, che sente come suoi i diritti degli uomini. Un cane che ha sempre fame, che ruba e uccide, per gioco e per furbizia, polli, conigli e quant’altro di commestibile. L’unico cane che annusa la carestia in tempo per andarsene prima di diventare cibo per gli umani. Il secondo racconto cambia il tono della narrazione. Bastardo è il cane protagonista, Black Leclère il suo padrone. Li lega l’odio. Ballata di uomini e cani 4_ph Marco Caselli NirmalCresceranno in simbiosi, nel freddo, nella fatica, nella paura reciproca, in un crescendo che sembra culminare in una lotta disperata tra i due, in cui il cane semi distrutto dalle bastonate ancora ringhia il suo odio. Leclère non lo finisce, ma lo cura, cura prima le sue ferite di quelle infertegli dal cane. Entrambi si riprendono, ciascuno coltivando la dipendenza dall’altro, fino a un inaspettato quanto tragico finale. Il terzo racconto è la scintilla da cui è scaturito lo spettacolo. To build a fire: Preparare un fuoco. La storia, più volte riscritta dallo stesso London, è quella di un uomo e del suo cane, che durante la corsa all’oro tentano una strada diversa, più breve ma più rischiosa. Gli errori, apparentemente piccoli, determineranno la fine del protagonista che non riuscirà a sopravvivere al gelo, ad accendere quel fuoco che potrebbe salvargli la vita. Il cane incredulo non riuscirà a cambiare le certezze ed assisterà all’arresa dell’uomo all’inevitabile, salvandosi… forse.

Ballata di uomini e cani 3_ph Marco Caselli NirmalIl racconto originale non chiarisce questo punto. Lo fa Paolini, il quale rivela che se può raccontare questa morte è perché lui, in tutte queste storie, ha assunto un diverso punto di vista: “Se posso raccontarla la morte dell’uomo è perché io, in tutte queste storie, sono sempre stato il cane” .

Oltre ai racconti lo spettacolo si compone di due ballate: una dedicata al Jack London vagabondo per scelta, che negli anni della crisi (quella del 1896) sale abusivo sui treni, in cerca di una possibilità di futuro, rischiando la morte sotto le rotaie; l’altra dedicata a Zaher Rezai, un ragazzino afgano, uno dei tanti vagabondi che oggi per cercare un futuro sono costretti a passaggi abusivi, rischiando la vita in acque nere, in terre desolate o, come Zaher, sotto le ruote di un Tir, il 10 dicembre 2008, a due passi da Venezia.

Maggiori informazioni e prenotazioni chiamando l’Ufficio Cultura del Comune di Tolmezzo (0433.487961) e il Teatro Modena (0432.924148). Informazioni sullo spettacolo anche al sito www.ertfvg.it .




31 marzo ore 20.30 al Politeama Rossetti “Nora Gregor”

Presentato in conferenza stampa lo spettacolo Nora Gregor – Il continente nascosto della memoria di Neda Bric, importante progetto di produzione che vede collaborare con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro SNG di Nova Gorica, lo Slovensko mladinsko gledališče, lo Schauspielhaus di Graz. Lo spettacolo sarà in scena il 31 marzo al Politeama Rossetti, evento che aprirà un approfondimento sull’attrice goriziana che divenne stella di Hollywood. Fino al 19 aprile sarà visitabile (anche con guida) una mostra negli spazi del Politeama e il 9 aprile è in programma un rilevante incontro dedicato alla sua figura .
Offre diversi piani di lettura Nora Gregor – Il continente nascosto della memoria, spettacolo che nasce dalla collaborazione di teatri che rappresentano le culture che si intersecano sul nostro territorio: slovena, italiana, tedesca.
Neda R. Bric: Nora Gregor – skriti kontinent spominaUn progetto particolarmente prezioso di cui hanno parlato – nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta venerdì 27 marzo alle 11.30 al Café Rossetti – Miloš Budine franco Però, rispettivamente Presidente  e direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Breda Pahor, Presidente del Teatro Stabile Sloveno, l’autrice e regista dello spettacolo Neda Bric, ed Igor Devetak curatore della mostra dedicata all’attrice d’origine goriziana. Alla conferenza hanno inoltre presenziato alcuni interpreti dello spettacolo.
Il progetto supera e amplifica lo spettacolo Nora Gregor – Il continente nascosto della memoria, che al Politeama Rossetti sarà in programma martedì 31 marzo alle ore 20.30: si arricchisce infatti di una mostra – intitolata Nora, Du bist ein Engel – che sarà noraallestita nel foyer di platea e negli spazi adiacenti del Politeama a cura del Kinoatelje di Nova Gorica, e resterà visitabile dal 31 marzo al 19 aprile, e di una conferenza molto interessante sulla figura dell’attrice che avverrà al Café Rossetti il 9 aprile Incontro con Nora. 
Sostiene il progetto anche il Teatro Sloveno di Trieste, che ha programmato la prima nazionale dello spettacolo a Gorizia e i cui abbonati avranno diritto di vedere la replica a Trieste con una speciale riduzione sul prezzo del biglietto.
 
Il centenario della Prima guerra mondiale ha indotto chi fa cultura oggi a confrontarsi e dialogare su quanto la storia con i suoi eventi ha diviso e su quanto è invece naturale la prospettiva di “costruire” assieme. Questo è il valore metaforico della coproduzione fra il Teatro SNG di Nova Gorica, lo Slovensko mladinsko gledališče, lo Schauspielhaus di Graz e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, per la quale si è scelto – non a caso – di concentrarsi su una figura in tal senso emblematica ed anche molto attuale.
Si tratta di Nora Gregor, celebre attrice nata a Gorizia nel 1901, quando la città era parte dell’Impero Austroungarico, da una famiglia di lingua tedesca. Una figura che ci insegna come l’insensatezza della guerra, si possa raccontare anche attraverso la storia di un’artista, di una donna, di un destino.
Alla fine della prima guerra mondiale Gorizia diviene italiana, e proprio a causa dell’ostilità mostrata dagli italiani nei confronti degli abitanti di origini austriache, la famiglia di Nora – come molte altre – è costretta a lasciare per sempre la propria casa e trasferirsi a Graz. Qui la giovane affronta gli studi e poi la professione d’attrice: debutta a Vienna nel 1920, primo momento di una brillante carriera teatrale e cinematografica che la porta ad affermarsi nella capitale austriaca fra le stelle del Burgtheater prima, e poi a Berlino, Parigi, Hollywood…
Nella sua parabola artistica ha lavorato con i maggiori registi di allora, da Max Reinhardt a Jean Renoir (Nora Gregor appare fra i protagonisti del film cult La regola del gioco) e grazie ai primi successi del sonoro si impone fra i volti più noti del cinema dell’epoca.
Al culmine della carriera incontra anche il grande amore: un nobile austriaco, Ernst Rüdiger Starhemberg, che come in una favola a lieto fine la sposa, la rende nobile e da cui ha un figlio. Una bella storia, di una donna vera.
Ma non c’è il lieto fine per Nora: l’Anschluß, il nazismo, l’esilio a cui ancora una volta è costretta, la condannano ad un inesorabile, malinconico declino.
L’autrice e regista Neda R. Bric ha ricostruito la vicenda in uno spettacolo recitato in italiano, tedesco e sloveno (comprensibile a tutti grazie ai sopratitoli) e interpretato con grande intensità dagli attori dei diversi teatri produttori. Affascinante in Nora Gregor appare la scelta della regista di costruire la messinscena intrecciando non soltanto idiomi e culture, ma – come è accaduto nell’esperienza artistica di Nora Gregor – il linguaggio teatrale a quello cinematografico.
Con particolare soddisfazione, si annuncia – in occasione della presentazione dello spettacolo (che questa sera vive il suo debutto nazionale al Teatro Verdi di Gorizia – che Neda Rusjan Bric è stata insignita anche di un significativo riconoscimento.
nora4L’Unione degli artisti di teatro sloveni ZDUS ha infatti reso noti i nomi dei vincitori dei premi per meriti artistici 2015. Neda Bric è stata insignita del premio per l’ideazione, la drammaturgia, la regia e la realizzazione dello spettacolo Nora Gregor- Il continente nascosto della memoria.
“Questo spettacolo – dice la motivazione – prosegue sulla linea intrapresa dalla regista in rapporto al tema delle migrazioni dello spirito umano che hanno caratterizzato la trilogia del Litorale realizzata per il Teatro nazionale di Nova Gorica (trattando i temi delle Alessandrine, dell’aviatore Edvard Rusjan e del poeta Simon Gregorčič). L’interesse per la ricostruzione dell’insolito destino di Nora Gregor ricerca una specificità al di là del tempo e non ammette confini di spazio e tempo attraverso il montaggio di realtà e finzione, documento e fantasia. Il suo approccio nell’utilizzo dei vari linguaggi sul palcoscenico è sintetico ed evita di soffermarsi su un solo punto, portando l’attenzione dello spettatore sempre di un passo avanti”. nora0
Nora Gregor – Il continente nascosto della memoria è scritto e diretto da Neda R. Bric. Ne sono interpreti Helena Peršuh (Nora Gregor), Dario Varga (Ernsd Rüdiger von Strahemberg), Robert Prebil (Max Reinhardt), Marjuta Slamič (Ada Benigni), Gorazd Jakomini (Fritz Mandel), Ivan Godnič (Jean Renoir).
Nel film i protagonisti sono Peter Harl (Peter), Lučka Počkaj (Mama), Alessandro Mizzi (Enzo), Gerhard Balluch (Martin), Franz Solar (Franz), Silvana Rabitsch (cameriera).
Consulenti alla drammaturgia e messinscena sono Igor Devetak e Christine Casapicola, mentre ha curato video e film Pila Zupan, sulla drammaturgia di Tomaž Toporišič, Christian Mayer, Ana Kržišnik. Le musiche sono di Milko Lazar, le coreografie di Ivan Peternelj, la scenografia è firmata da Rene Rusjan e Boštjan Potokar, i costumi sono creazioni di Nataša Recer. Firma le luci Samo Oblokar.Hanno curato la dizione Srecko Fišer e Christian Mayer, la traduzione è di Marinka Počkaj (italiano) e Tesa Drev (tedesco).nora3
Producono lo spettacolo i già citati Slovensko mladinsko gledališče Ljubljana (Slovenia), Slovensko narodno gledališče Nova Gorica (Slovenia), Schauspielhaus Graz (Austria) e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia (Italia).
Il 31 marzo alle 20.10, prima dell’andata in scena dello spettacolo nel foyer “Vittorio Gassman” del Politeama Rossetti sarà inaugurata la mostra Nora, Du bist ein Engel allestita dal Kinoatelje di Nova Gorica: l’inaugurazione sarà preceduta da una breve illustrazione dell’interessante allestimento da parte del curatore Igor Devetak. La mostra si potrà visitare (il 9 e il 17 aprile con visita guidata) fino al 19 aprile. Successivamente invece sarà allestita a Graz.
Giovedì 9 aprile alle 17.30 al Café Rossetti, si terrà la conferenza Incontro con Nora/Srečanje z Noro con il giornalista goriziano e autore della mostra Igor Devetak, da Cleveland il ricercatore Joseph Valenčič che parlerà di Nora e degli emigrati sloveni ad Hollywood, Nadja Velušček regista del film documentario Nora Gregor – La regola del gioco, Neda Bric regista e autrice dello spettacolo teatrale e Sabrina Morena regista e coordinatrice di S/paesati. L’ingresso sarà libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. L’incontro sarà preceduto da una visita guidata alla mostra.
I biglietti sono disponibili presso i consueti circuiti e punti vendita dello Stabile regionale.

 




50 anni di Fiera del Radioamatore alla Fiera di Pordenone il 25 e 26 aprile 2015.

Radioamatore Hi-Fi Car compie 50 anni e dimostra ancora tantissima energia e voglia di rinnovarsi. Era il 1966 quando l’Associazione Radioamatori Italiani di Pordenone fondò questa manifestazione con l’obiettivo di creare un momento di scambio e confronto di attrezzature e tecnologie, l’organizzazione dell’evento è poi passata a Pordenone Fiere che ha voluto affiancare all’originale nucleo di espositori di materiale radiantistico altri settori merceologici: elettronica, informatica telefonia mobile e il grande evento nell’evento dedicato all’HI-Fi Car.

Parallelamente è esploso il pubblico fino a raggiungere i 35.000 ingressi. Per far fronte alla grande richiesta sia da parte degli espositori che da parte dei visitatori la manifestazione è anche stata sdoppiata con la nascita di Radioamatore 2 nel mese di novembre. E’ questa in sintesi la storia del più grande appuntamento italiano di settore che può competere per numero e qualità dell’offerta espositiva solo con eventi internazionali come Ham Radio di Friedrichshafen.

Il segreto del successo di questa manifestazione? Sicuramente è la sua capacità di allargare i confini originari, di anticipare le tendenze del settore informatico, gli interessi degli utenti più giovani e presentare tutte le ultime novità nei settori di riferimento pur mantenendo fede alla sua mission che è quella di fiera low cost dedicata al mondo della radiantistica, al fai da te elettronico e informatico con un’anima libera e indipendente.radioamatore-pr-3

Fiera del Radioamatore ha sempre dimostrato una grande capacità di aprire le sue porte e fare sistema con il territorio e le sue istituzioni e con tutte i gruppi, le associazioni, di appassionati che trovano in questa manifestazione una grande possibilità di espressione e di contatto. Ancora oggi è questa la via che sta percorrendo per crescere ancora.

 

Prossimo obiettivo del Salone pordenonese è il mondo dello sviluppo software nel quale Fiera del Radioamatore è già entra come protagonista dall’edizione 2014 con gli eventi App Days.

Si tratta di un forum dedicato ad approfondire la conoscenza delle piattaforme Apple iOS, Windows Mobile, Android e Linux Ubuntu : lo scopo è quello di aiutare gli appassionati ad usare tutti le funzioni dei propri dispositivi mobile (tablet, smartphone) integrate ai desktop ma anche insegnare o approfondire la conoscenza del linguaggio di programmazione, offrendo così un’occasione di formazione in un settore in piena evoluzione anche in Italia da cui potrebbe nascere uno sbocco professionale o una specializzazione.radioamatore-pr-2

Gli App Days sono quindi anche un momento di incontro tra domanda e offerta, tra privati, aziende e mondo della formazione: al centro di questa borsa scambio ci sono gli sviluppatori di software e di hardware (i così detti makers: nuovi artigiani, capaci di realizzazioni di tipo ingegneristico come apparecchiature elettroniche e robotiche), che in questo evento, potranno incontrarsi fra loro per scambiarsi esperienze e allo stesso tempo presentarsi alle aziende e alle scuole per generare  possibilità di business e di formazione.

Proprio i Makersrappresentano l’evento novità di Radioamatore 50 conun’area indipendente di approfondimento dedicata a FabLAB, Hackerspace, Stampa 3D, prototipazione, elettronica e robotica DIY. Dalle app ai videogiochi il passo è veloce seguendo le passioni di giovani. FROGBYTE LAN PARTY, maratona di videogiochi affinacherà la manifestazione.

100 di questi anni Fiera del Radioamatore e ancora complimenti ai fondatori di ARI Pordenone che da 50 anni accompagnano questo successo!




CONCERTI APERITIVO 2015 A PRECENICCO DOMENICA 29 MARZO ALLE 11 IL QUINTETTO “AUGUST KLUGHARDT”

Secondo appuntamento con i Concerti Aperitivo organizzati dalla Nuova Banda Musicale di “Santa Cecilia” di Precenicco. Domenica 29 marzo alle 11 nel Centro Civico di Precenicco, concerto con il quintetto di fiati August Klughardt, composto da allievi diplomandi e diplomati del Conservatorio “J. Tomadini” di Udine: Laura Cattarossi (Flauto), Gabriele Bressan (oboe), Filippo Barbagallo (clarinetto), Gregorio Barbagallo (corno) e Alessandro Bressan (Fagotto). Il quintetto “August Klughardt” nasce con l’intento di coinvolgere e avvicinare maggiormente le persone alla musica classica attraverso performance di buon livello artistico ed espressivo. Esegue brani originali per questo tipo di formazione e trascrizioni che spaziano dalla musica operistica alla musica contemporanea. Oltre all’attività concertistica, il quintetto s’impegna nello studio di brani da concorso in modo da potersi confrontare con altre realtà musicali. Attualmente il gruppo si perfeziona sotto la guida del Maestro Paolo Calligaris (membro del quintetto SloWind). Il concerto è a ingresso libero e seguirà aperitivo. Info: www.anbimafvg.it

 




Gemona: martedì 31 marzo Lucia Vasini e Antonio Cornacchione con “L’ho fatto per il mio Paese”

Gemona del Friuli – Dalle atmosfere “gialle” di Trappola mortale alla comicità “nera” di L’ho fatto per il mio Paese. La stagione di prosa di Gemona, promossa da ERT e Comune, giunge al termine con uno spettacolo che arriva nella pedemontana friulana in esclusiva per il circuito regionale. Diretti da Daniele Sala, martedì 31 marzo alle ore 21 sul palco del Teatro Sociale saliranno Lucia Vasini e Antonio Cornacchione per mettere in scena un testo firmato da due ricercate penne della comicità italiana, Francesco Freyrie e Andrea Zalone.
Antonio CornacchioneNe L’ho fatto per il mio Paese Antonio Cornacchione è un uomo candido e incasinato, un Don Chisciotte sempre comicamente in lotta con gli spigoli della vita, senza soldi e con in tasca la lettera di fine rapporto di lavoro. Lucia Vasini è un Ministro della Repubblica, stimata docente universitaria, sposata con un ricco finanziere, che vive in case raffinate secondo valori solidi e che è scesa in politica solo per fare un favore al suo Paese. Lui è disperato e compie un gesto altrettanto folle: rapisce il ministro che ha deciso il provvedimento che lo ha portato a perdere il lavoro. Lo fa per sé, per la sua pensione, ma soprattutto per il suo Paese. Dallo scontro di due mondi così diversi scaturiscono esplosioni di comicità ma anche momenti di riflessione.
Lucia Vasini fin da giovanissima ha una formazione teatrale; diplomatasi alla Paolo Grassi di Milano, ha lavorato con Dario Fo per Histoire du soldat prima di formare un sodalizio artistico con Paolo Rossi. Ha recitato, tra gli altri, per Gianpiero Solari, Andreè Ruth Shammah e Cesare Lievi. Celebri furono le quattro stagioni di repliche de I monologhi della vagina di Eve Ensler che la videro sul palco con Lella Costa e Agnese Nano; sul piccolo schermo è stata ospite fissa a Glob di Enrico Bertolino e a Colorado.
Antonio Cornacchione ha iniziato la sua carriera come sceneggiatore di fumetti, ma ben presto è approdato al cabaret. La svolta è arrivata nel 1991 quando si è esibito allo Zelig. Successivamente ha partecipato al Maurizio Costanzo Show, a Su la testa (1992), programma tv condotto da Paolo Rossi su Rai3, e a Cielito Lindo (1994) sempre su Rai3 con Claudio Bisio. Cornacchione nel tempo ha raffinato i suoi monologhi, accedendo ai teatri importanti ed entrando stabilmente a far parte della squadra di Paolo Rossi, che ha portato in giro per l’Italia il fortunatissimo spettacolo Il circo di Paolo Rossi. Nel frattempo è arrivata anche la  tv con Zelig Off e Che tempo che fa: è la consacrazione definitiva, grazie all’intuizione del personaggio/tormentone Povero Silvio.

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it e chiamando il Punto IAT di Gemona (0432 981441).

 




ARES TAVOLAZZI (AREA) in Trio e IL BAILAOR DI FLAMENCO JAVARONE il weekend della Scimmia Nuda Social Club a Udine

apertura porte ore 20:30, inizio concerti ore 21:30

Biglietti in vendita all’ingresso la sera del concerto

 

Dopo il grande successo dell’opening party di martedì scorso e dell’incontro tra musica e parole di giovedì sera, tra jazz d’autore e flamenco da ballare entra nel vivo il weekend della Scimmia Social Club a Udine nel padiglione 9 di Udine Fiere, il nuovo contenitore per la musica live a Udine, un luogo dal fascino post industriale e dall’atmosfera anglosassone.

Domani, sabato 28 marzo, si viaggia nel mondo del miglior jazz italiano in circolazione con uno dei più grandi musicisti degli anni Settanta: Ares Tavolazzi, il mitico bassista degli storici Area dal 1973 al 1978, che sarà accompagnato sul palco dal celebre trombettista veneziano David Boato e dal batterista Luca Colussi. Oltre al noto trascorso negli Area, Tavolazzi ha lavorato in studio di registrazione con alcuni dei più grandi cantanti di musica leggera in Italia: da Paolo Conte a Francesco Guccini, passando per Eugenio Finardi, Mina, Lucio Battisti e tantissimi altri. Ha inoltre suonato con tutte le star del jazz internazionale: Pat Metheny, Gary Bartz, Sam Rivers e Howard Johnson, tanto per citare alcune nomi. Dopo il concerto del Trio, ci sarà spazio anche per il dj set di Dj Papel.

Domenica 29 marzo, invece, La Scimmia Nuda Social Club cambia completamente registro musicale e atmosfere ospitando uno dei massimi interpreti italiani di Flamenco, il bailaor Claudio Javarone che sarà accompagnato dalla voce di Angelo Giordano e dalla chitarra di Michele Pucci, anch’essi entrambi molto apprezzati dal pubblico amante del genere. Il repertorio della serata spazierà da atmosfere marine e briose (Alegrias, Tangos) ad alcuni momenti di Flamenco jondo, profondo e misterioso (Cartageneras, Soleà) per sfociare infine in un turbinante final de fiesta pieno di virtuosismi dei tre eclettici artisti.

I concerti inizieranno alle ore 21:30 (porte aperte dalle 20:30) e i biglietti saranno acquistabili direttamente all’ingresso del club le sere dei concerti. Tutte le info su www.lascimmianuda.it

PER INFORMAZIONI E PER IL CALENDARIO COMPLETOwww.lascimmianuda.it

 




Fondazione Musei Senesi, weekend ricco di eventi nei musei del territorio

Con Fondazione Musei Senesi un weekend ricco di eventi nei musei del territorio. Domani, sabato 28 marzo, e domenica 29 marzo sono in programma originali connubi tra arte ed eccellenze gastronomiche per vivere in modo inedito gli spazi museali, avvicinando ancora di più il pubblico alle straordinarie collezioni che raccontano la storia e la cultura del territorio. Gli appuntamenti sono inseriti nella sezione “Fuori Campo” di “Toscana terra del buon vivere”, la tre giorni che si tiene a Siena, promossa dalla Regione Toscana in collaborazione con il Comune di Siena, la Camera di Commercio e Artex, anteprima d’eccezione di Toscana ad Expo 2015.

Domani, sabato 28 marzo dalle 11 alle 13 a Palazzo Borgia Museo Diocesano di Pienza appuntamento con “Arte con gusto 2015”, con visita guidata al museo e degustazione con i produttori del territorio della Val d’Orcia, mentre al Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio di Serre di Rapolano (Rapolano Terme) alle 16 è in programma una visita con a seguire una degustazione di olio condotta da un esperto AICOO. “Sangue di drago e olio di scorpioni. Medicina e alchimia nell’Antica Spezieria” è invece il laboratorio didattico gratuito per bambini e genitori che si tiene alle 16 alla Spezieria di Santa Fina a San Gimignano; alla stessa ora, al Museo civico archeologico di Sarteano nuovo appuntamento nell’ambito del ciclo di conferenze sul cibo nel mondo antico, con Andrea Vanni Desideri che parlerà de “L’alimentazione nel Medioevo”. Al Museo Archeologico del Chianti senese di Castellina in Chianti alle 17.30 è in programma una degustazione di Chianti Classico con il Consorzio di Tutela del Chianti Classico; a Castiglione d’Orcia la Sala d’Arte San Giovanni attende i visitatori alle 18 con “Un sorso di storia”, degustazione guidata in cui le opere d’arte presentate vengono abbinate a vini e sapori; ad Asciano alle 18 al Museo di Palazzo Corboli ecco “Rosso di sera”, degustazione gratuita di vini DOC Grance Senesi. All’Antiquarium di Poggio Civitate Museo Archeologico di Murlo alle 19 ritorna lo spettacolo teatrale “Dolmezia e il vescovo” a cura di Straligut per la regia di Francesco Pennacchia, seguito da una degustazione di prodotti tipici. L’ultimo appuntamento della giornata è alle 20 al Parco Museo Minerario di Abbadia San Salvatore per “Una miniera di sapori”, cena itinerante alla scoperta dei prodotti del territorio e visita teatralizzata in notturna nella miniera con ii vecchi minatori, alla luce delle lampade ad acetilente.

Domenica 29 marzo alle 16.30 ai visitatori del Museo Civico Diocesano e Raccolta Archeologica di Montalcino viene offerta una degustazione gratuita di vino Brunello, così come ai visitatori del Museo Civico Pinacoteca Crociani di Montepulciano, dove però è in degustazione il vino Nobile. Per tutta la giornata inoltre, al Museo Archeologico, Spezieria di Santa Fina e Galleria d’arte Moderna e Contemporanea “R. De Grada” sarà possibile visitare il museo con un bicchiere di vino Vernaccia.

 

Per maggiori dettagli e informazioni sugli appuntamenti in programma è possibile consultare il sito di Fondazione Musei Senesi, www.museisenesi.org, oppure quello di “Toscana terra del buon vivere”, www.exporurale.it/buonviveretoscano.it.

 




Politeama Rossetti sabato 28 marzo – TRIESTE/ORATORIO PER EVA con MAUD DE LA PURIFICATION

“Prosegue il festival TS Danza 1.0 organizzato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: sabato 28 marzo al Politeama Rossetti andrà in scena il primo balletto di una compagnia italiana. Si tratta di Trieste/Oratorio per Eva della la Compagnia Zappalà Danza che è ospite della rassegna grazie alla collaborazione con il DanceProject Festival”.
Accanto ai grandi ensemble internazionali, il festival TS Danza 1.0 permette al pubblico di scoprire affascinanti talenti italiani. Ecco quindi che dopo la grande danza internazionale – di cui l’applauditissima Biancaneve del Ballet Preljocaj ha offerto un esempio davvero elevato –   il Festival si avvale anche dell’inedita presenza di compagnie più piccole ma interessanti per la sperimentazione dei loro linguaggi, per l’appassionata dedizione e la tecnica dei loro componenti.
Fra questi brilla di certo la Compagnia Zappalà Danza – Scenario Pubblico che presenta in prima nazionale Trieste/Oratorio per Eva, in una serata unica sabato 28 marzo alle 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti.Si tratta di una creazione per sola danzatice, violino e un ensemble di voci barocche: con la figura di Eva, al contempo personaggio biblico ed emblematica prima donna, danzatrice e donna di oggi, si vuole “raccontare” una nascita che è sofferenza e liberazione, dolore e consapevolezza, bellezza e affermazione di sé. Un passo ulteriore per tracciare un aspetto fondamentale dell’umanità e della sua bellezza. Un parto che dal paradiso porta al caos dell’umanità, in una genesi di secondo grado, dove la vera nascita di Eva e dell’umanità avviene con la cacciata dal Paradiso terrestre.La danza s’impossessa allora delle parole di Mark Twain de Il diario di Eva, che sfumano in maniera impercettibile in quelle della danzatrice/interprete, per farle diventare corpo in movimento, in una danza spigolosa e tenera, dolce e violenta che ci trasmette smarrimenti, paure, certezze di questa Eva simbolica e reale, che è anche donna, ogni donna.O x Eva Zappala
Roberto Zappalà è direttore artistico e coreografo principale della Compagnia, che ha fondato nel 1989 a Catania e che figura fra importanti realtà di danza nazionali.In 22 anni di attività con la compagnia, Roberto Zappalà ha realizzato oltre trenta produzioni che sono state applaudite in tutta Europa, Centro e SudAmerica, Medioriente, Sudafrica.  Nel novembre 2013 gli è stato tributato il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro.Lo spettacolo è presentato in collaborazione con il DanceProject Festival organizzato dall’ACTIS di Trieste: un modo per lo Stabile di fare sistema con altre realtà del territorio, anche nel settore della danza.
Trieste/Oratorio per Eva nasce da un’idea di Nello Calabrò e Roberto Zappalà, quest’ultimo firma anche coreografia e regia dello spettacolo. La danzatrice, che ha anche collaborato alla creazione, è Maud de la Purification.Inoltre in scena ci saranno “dieci corpi in transito”.
Lo spettacolo si avvale di musiche dal vivo: al violino ascolteremo Giovanni Seminerio. In scena anche Vania Soldan (soprano), Simonetta Cavalli (mezzosoprano), Elena Boscarol (contralto), Luigi Silvestre (tenore) e Francesco Lubini (basso) diretti dal Maestro Vincenzo Ninci.
Le musiche originali sono di giovanni Seminerio e altre sono tratte da i Madrigali di Monteverdi. 
Le lucisono di Roberto Zappalà, come le scene ed i costumi realizzati poi da Debora Privitera. 
Il progetto Transiti Humanitatis è una produzione della Compagnia Zappalà Danza – Scenario Pubblico, International Choreographic Centre Sicily.
I biglietti sono disponibili presso i consueti circuiti e punti vendita dello Stabile regionale. Ulteriori informazioni sul sito del teatro www.ilrossetti.it e al tel 040-3593511.



Da martedì 31 marzo. Il travolgente Tartufo di Molière arriva al Teatro Nuovo. Protagonisti Eros Pagni e Tullio Solenghi

Eros Pagni nel ruolo di Orgon e Tullio Solenghi in quello di Tartufo sono i protagonisti dello spettacolo Il Tartufo di Molière, nella versione italiana appositamente commissionata a Valerio Magrelli, regia di Marco Sciaccaluga, una produzione del Teatro Stabile di Genova che andrà in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine da martedì 31 marzo a giovedì 2 aprile, alle ore 20.45. Storia di un falso devoto raccattato sui gradini di una chiesa da un ricco borghese e da questo portato a insediarsi da padrone nella sua famiglia, Il Tartufo è una commedia dalla comicità travolgente che fu giudicata a suo tempo opera scandalosa per essere poi ben presto interpretata come una lezione di morale. Nell’imponente allestimento del Teatro di Genova, le lussuose scenografie di OLYMPUS DIGITAL CAMERACatherine Rankl sono uno spettacolo nello spettacolo, sontuosa cornice all’interpretazione dei due protagonisti Pagni e Solenghi. Le due punte di diamante sono affiancate da una numerosissima compagnia salutata, replica dopo replica, da un tripudio applausi del pubblico, travolto dal finale – a sorpresa – musicale.  Nel divenire di scene caratterizzate da una travolgente comicità, Molière costruisce con implacabile determinazione un “giallo” della coscienza, punteggiato da “delitti” contro la logica e la dignità, destinato a risolversi in un sorprendente “happy end”. Il testo di Mòliere rivela, una volta di più, la sua grande attualità, come sottolinea il regista Marco Sciaccaluga: «Tartufo è un avventuriero, che si serve della religione nello stesso modo in cui oggi si può fare della politica o della finanza. È un uomo primordiale, cui interessano solo il denaro, il mangiare e il sesso. Un miserabile che ha la fortuna di incontrare un povero pazzo, travolto dai sensi di colpa e dai complessi di inferiorità davanti a una società che sta cambiando. Prima ancora che Tartufo entri in scena, anche lo spettatore non ha alcun dubbio: la ragione sta tutta dalla parte di coloro che lo giudicano un impostore e un ipocrita. Molière non mette lo spettatore davanti a un caso morale e alla responsabilità di decidere chi ha torto e chi ha ragione. La verità sta con evidenza tutta da una parte, ma l’arte di Molière ci costringe a ridere del fatto che non basta vedere per non essere ciechi, costruendo il ridicolo proprio sullo scarto tra il pensiero e l’azione. In Il Tartufo a Molière riesce l’impresa grandiosa di rendere comica e interessante la stupidità umana».




RISUONANZE (rassegna di musica contemporanea, quarta edizione)

Tricesimo, 26 marzo 2015. – L’associazione TKE – Associazione per le nuove musiche, come sempre impegnata nella divulgazione della musica d’oggi, conferma la sua fervente attività ed annuncia già dei risultati a dir poco strabilianti in preparazione alla quarta edizione della rassegna “Risuonanze – incontri di nuove musiche”, l’unica vetrina dedicata in Friuli Venezia Giulia e una delle pochissime in Italia a rispondere a criteri così alti di qualità e di esaustività del panorama musicale odierno.
Come ogni anno gli organizzatori hanno istituito la “Call for Scores”, una sorta di “reclutamento di partiture”, con la quale chiamano a raccolta i compositori di tutto il mondo e accolgono le loro musiche più recenti (musiche rigorosamente in prima assoluta o in prima italiana, e con organici predeterminati).

Mai come quest’anno la “Call for Scores” ha riscosso risposte tanto entusiasmanti: alla chiamata sono giunti ben 381 brani provenienti da 46 Paesi, di tutti e 5 i continenti: Albania, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Belgio, Bielorussia, Brasile, Bulgaria, Canada, Cipro, Corea del Sud, Croazia, Cuba, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Guatemala, Hong Kong, Indonesia, Iran, Irlanda, Israele, Italia, Lituania, Malesia, Marocco, Messico, Paesi Bassi, Polonia, Porto Rico, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Turchia, USA, Uzbekistan, Venezuela.Un’adesione dunque impressionante, considerando che il numero dei brani consegnati è più che raddoppiato rispetto allo scorso anno (che ha peraltro visto un’edizione già fortunata con 168 partecipazioni).

Qualche settimana di lavoro, dunque, per la commissione giudicatrice, e verso metà aprile il programma completo della rassegna verrà presentato ufficialmente al pubblico e alla stampa, non senza interessanti novità.Una prima anticipazione che gli organizzatori hanno lasciato trapelare è sicuramente l’orgoglio di una presenza importantissima: uno dei migliori musicologi e critici del nostro Paese – Enrico Fubini – non solo ha offerto, come altri intellettuali di prestigio, un contributo inedito per la pubblicazione che accompagnerà la rassegna, ma sarà ospite in regione durante “Risuonanze”, e protagonista di un incontro con il pubblico.

Con piacere, inoltre, “Risuonanze” conferma anche – tra i propri collaboratori – CEMAT e SIMC (vere autorità in ambito di cultura contemporanea che patrocinano la manifestazione) nonché la media partnership con Radio Capodistria e TV Koper Capodistria, che seguiranno e dedicheranno diversi approfondimenti alla rassegna; confermata anche la partnership di RadioCEMAT che trasmetterà in streaming tutti gli eventi concertistici della rassegna stessa.