L’Orchestra del Teatro Lirico di Trieste in concerto a TOLMEZZO,GEMONA e PONTEBBA

Prosegue la collaborazione tra il Circuito ERT e la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Dopo il successo ottenuto nelle scorse stagioni dall’opera comica Gianni Schicchi di Giacomo Puccini e dalla Prova di un’opera seria di Francesco Gnecco, il Verdi di Trieste porterà in tre piazze regionali la propria Orchestra, diretta dal M° Takayuki Yamasaki. Il concerto su musiche di Mozart, Čajkovskij e Ponchielli debutterà mercoledì 11 dicembre alle 20.45 al Teatro Luigi Candoni di Tolmezzo per spostarsi giovedì 12 dicembre alle 21 al Teatro Sociale di Gemona e concludere la breve tournée venerdì 13 dicembre alle 21 al Teatro Italia di Pontebba.

La serata, pensata proprio per il periodo natalizio, aprirà con la Sinfonia in do maggiore K. 551 n. 41 di Wolfgang Amadeus Mozart, anche nota come Jupiter, che con il suo iniziale attacco deciso e vivace mantiene l’atmosfera allegra e festosa del programma proposto; il titolo della sinfonia, con il suo rimando mitologico a Giove, evidenzia il carattere grandioso e divino di questa opera che è anche l’ultima sinfonia composta da Mozart.

Verranno poi eseguite la Quarta Suite in sol maggiore, Mozartiana, scritta da Pëtr Il’ič Čajkovskij in omaggio a Mozart nel centenario dell’opera Don Giovanni e le Danses caractéristiques dalla Suite del balletto Lo Schiaccianoci sempre di Čajkovskij. Lo Schiaccianoci, le cui musiche sono state più volte riprese come colonne sonore nei film di Walt Disney, è un balletto ambientato proprio alla vigilia del Natale e i temi delle Dances caractéristique ci riportano alle magiche atmosfere natalizie che non hanno mai smesso di deliziare il pubblico.

Concluderà il concerto un capolavoro di un altro grande innovatore della storia della musica, Amilcare Ponchielli, di cui verrà eseguita la Danza delle ore tratta dall’opera La Gioconda, resa celebre ad un vastissimo pubblico dagli ironici struzzi nell’animazione del film Fantasia del 1940 di Walt Disney.

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it o chiamando l’Ufficio Cultura di Tolmezzo (0433 487961), il Punto IAT di Gemona (0432 981441) e il Comune di Pontebba (0428 90161).




Venerdì 13 dicembre, Il Carso in Corso

L’Associazione Nuovo Corso di Monfalcone propone un doppio appuntamento per venerdì 13 dicembre, al Carso in Corso. La presentazione del nuovo volume di Gianni Spizzo e un concerto di Claudio Cojaniz e Giovanni Maier.

 

Venerdì 13 dicembre l’Associazione Nuovo Corso di Monfalcone propone un doppio appuntamento nei locali de Il Carso in Corso. Alle 18 è attesa la presentazione del libro “L’uomo di servizio” di Gianni Spizzo. Alle 21 “Due”, Claudio Cojaniz e Giovanni Maier in concerto per Jazz in Progress. L’ingresso è libero.

Nion Orchestra – Foto Luca d’Agostino/Phocus Agency © 2009

Gianni Spizzo, nel presentare, alle 18, il suo “L’uomo di servizio”, dialogherà con Francesco Tomada; l’attrice Luisa Vermiglio interpreterà alcuni passi scelti del volume.
“L’uomo di servizio” è un noir che esplora il lato enigmatico e paradossale dei rapporti uomo/donna nel nostro presente, ambientato in un’affascinante Trieste di oggi e di domani, alla fine degli anni Venti di questo secolo. Un romanzo pieno di fascino, dalle tinte noir, psicologicamente molto teso e arricchito da un provocatorio sense of humour.
“L’uomo di servizio” è uscito a novembre per Gossmann ed è disponibile in libreria da poche settimane.

Gianni Maier Foto Luca A- d’Agostino/Phocus Agency © 2018

 

Alle 21 un atteso concerto, secondo appuntamento della rassegna Jazz in Progress che vede protagonista un duo d’eccezione (è il caso di dirlo). “Due” (questo il nome della formazione) è formato da Claudio Cojaniz al pianoforte e Giovanni Maier al contrabbasso.
Si tratta di due personalità diversissime e per questo complementari: due solisti sorprendenti e di altissimo livello, che insieme esploreranno (ora in mondi “paralleli” ora incontrandosi nei più bizzarri universi sonori) il mondo dell’improvvisazione.
Cojaniz, pianista friulano, è conosciuto in Italia e all’estero per la sua appassionata verve, per un inconfondibile estro creativo e per la sua dedizione alle contaminazioni musicali. Maier è tra i contrabbassisti più riconosciuti a livello internazionale per la straordinaria personalità e per la grande solidità musicale: ha suonato ovunque e con i migliori musicisti di tutto il mondo nell’ambito della musica improvvisata.

Le foto di Claudio Cojaniz e di Giovanni Maier sono di Luca A. d’Agostino.




Light of Day benefit: domani, venerdì 6/12/19, al Teatro Verdi di Muggia (Ts) ospiti The Leading Guy, Frank Get, The Wooden Brothers

Light of Day

Benefit Tour

Venerdì 6 dicembre 2019 ore 20.30
Teatro Verdi – Muggia (Trieste)

Per il decimo anno consecutivo a Trieste il sound della East Coast americana a favore della ricerca sul Parkinson, SLA e Sclerosi Multipla.

Con la consueta sinergia tra Trieste is Rock e Trieste Calling The Boss per la parte artistica e di produzione dell’evento e Good Vibrations per amministrazione, marketing e comunicazione.

Giunge alla ventesima edizione (e per la decima volta a Muggia) questa iniziativa che riunisce splendidi musicisti per la raccolta fondi per la lotta contro terribili malattie: Morbo di Parkinson, SLA e sclerosi multipla.

L’iniziativa nasce ad Asbury Park nel New Jersey e prende il nome in prestito da una sferzante canzone di Bruce Springsteen (negli Stati Uniti il Boss in persona è salito spesso sul palco del Light of Day) e vede impegnati alcuni dei migliori artisti della scena rock USA in un tour benefico che da qualche anno arriva anche in Europa.

Joe DUrso

Grazie all’iniziativa dell’Associazione Culturale Musicale Trieste is Rock, anche quest’anno la carovana guidata da Joe D’Urso ritorna a Trieste, al Teatro Verdi di Muggia sull’onda della partecipazione e del successo degli anni scorsi. Con lui sul palco vari artisti americani ai quali si uniranno i triestini Frank Get e The Leading Guy e i torinesi The Wooden Brothers per una serata acustica dove rock e solidarietà si fonderanno in un evento memorabile.

FrankGet

The Leading Guy

The Wooden Brothers

ecco la line up 2019:

Guy Davis: cresciuto nella zona di New York, musicista, compositore, attore, regista e scrittore; ma, soprattutto, un bluesman. Il blues permea ogni angolo della sua creatività e la sua voce dura e senza tempo vi colpirà come un Dust Devil del Mississippi.

Guy Davis

James Maddock

James Maddock: una carriera che è un piccolo romanzo; 5 album in 17 anni di carriera. Il passo è quello dei grandi nomi, da Springsteen ai cantanti della West Coast, con la ruggine americana che non dorme mai a dare corpo alle sue canzoni.

Joe D’Urso: musicista del New Jersey, di orgogliose radici italiane, ritorna entusiasta a Trieste, per un concerto tutto sudore e passione; musica che deve non poco ai Wallflowers e ai Counting Crows ma con la travolgente energia che lo contraddistingue.

Miss Emily: cantautrice canadese che da anni affascina Canada, Usa e Regno Unito con la sua musica che racchiude avventure mozzafiato tra ritmi blues, jazz e rock‘n’roll.

Vini “Mad Dog” Lopez: non ha bisogno di presentazioni, basta ricordare che è stato il primo batterista della E-Street Band. Simpatia ed energia allo stato puro.

The Leading Guy: Acclamato dalla critica e dal pubblico per la sua capacità melodica pulita e brillante, per la carismatica presenza scenica e per l’abilità nel comporre canzoni, è considerato tra i più interessanti nuovi nomi della scena cantautorale italiana e ha fatto dei testi e dell’interpretazione le sue caratteristiche stilistiche distintive e facilmente riconoscibili. Dopo l’esperienza con la Busy Family, The Leading Guy, triestino d’adozione, ha pubblicato il primo disco “Memorandum” nel 2014, sono seguite aperture importanti per Ben Harper, 2 Cellos, Niccolò Fabi, Jack Savoretti, Max Gazzè, Xavier Rudd, Jake Bugg fino alla firma con la Sony che ha pubblicato “Twelve Letters”, album presentato anche in apertura delle date di maggio del tour nei teatri di Elisa.

Frank Get: una delle colonne del rock e del blues a Trieste, amico da sempre del Light of Day con esibizioni anche nelle tappe finali a Stone Pony, Asbury Park nel New Jersey. Arriva con un nuovo album in uscita a dicembre, il quindicesimo, per festeggiare i 40 anni di carriera.Frank Get è salito su un palco per la prima volta nel 1979. E da allora non ha più smesso. Bassista, contrabbassista, cantante, chitarrista, pianista e compositore, l’artista triestino può vantare una carriera caratterizzata da una grande e genuina passione per il rock e per sue diverse incarnazioni. Bob Seger, Creedence Clearwater Revival, Rolling Stones, Beatles, Elvis Presley, Grateful Dead, Bruce Springsteen, Eric Clapton e Willy DeVille sono alcuni dei nomi che maggiormente l’hanno ispirato nella sua lunga e ricca carriera. Frank Get è un musicista in grado coniugare il verbo del rock nelle sue molteplici sfaccettature, senza mai dimenticare le proprie origini e la propria storia.

Con loro, in apertura:

Rob Dye: musicista del New Jersey che mescola rock, country, gospel mantenendo sempre la vera essenza di ogni genere.

The Wooden Brothers: progetto nato a Torino da un’idea di Renato Tammi e Antonio Tedde dove il folk, il country e il rock’n’roll la fanno da padrone.

L’intero incasso verrà devoluto in beneficenza, parte alla “Light Of Day Foundation” USA e parte alla Fondazione LIMPE (Lega Italiana per la lotto contro la malattia di Parkinson, le Sindromi Extrapiramidali e le Demenze).

❚ TICKETS ❚

I biglietti sono disponibili presso:

SEDE TRIESTE IS ROCK Via San Spiridione 1
Lunedì e Giovedì dalle 17 alle 19
Martedì dalle 11 alle 12

– Ticketpoint, Corso Italia 6/c, Trieste

Di seguito i prezzi:

SOCI TRIESTE IS ROCK: prevendita 15 euro – intero 20 euro
NON SOCI: prevendita 18 euro – intero 20 euro

● Se siete di fuori zona, volete maggiori informazioni o volete prenotare i biglietti per il concerto o per qualsiasi questione inerente ai BIGLIETTI contattate: ticket@good-vibrations.it

******************
PER INFORMAZIONI:
www.triesteisrock.it

www.good-vibrations.it

press@triesteisrock.it




Miroglio e Jégou dalla Francia per Trieste Prima Venerdì 6 dicembre al Museo Revoltella

PSPUn duo francese di nomea internazionale, insolito quanto innovativo per una performance musicale e coreutica che è una “prima” per la rassegna internazionale di musica contemporanea “Trieste Prima”. Un incontro, insieme concerto e spettacolo, in programma venerdì 6 dicembre alle ore 18 presso il Museo Revoltella, con al presenza straordinaria del percussionista Thierry Miroglio e della danzatrice Sophie Jégou.

Sophie Jégou.

Concerto performance dal titolo “Lo scarabeo d’oro” che prende a prestito il nome di un’opera del compositore contemporaneo Fausto Sebastiani che verrà eseguita in prima assoluta insieme ad altri brani di autori contemporanei: “Saveur” di Xu Yi, “Seven Studies in Self-Imposed Tristesse” di Lars Petter Hagen, “Metal east-journey” di Ivan Fedele, “Le grand Jeu” di Bruno Mantovani, per un innovativo ed eterogeneo programma tra percussioni, elettronica ed espressività corporee. Artisti da Cina, Norvegia, Italia e Francia, particolarmente apprezzati nel campo della ricerca e della sperimentazione sonora, già all’attivo in diversi festival internazionali e centri di ricerca, docenti universitari e ricercatori in prestigiose accademie dedicate alla nuova musica. I performer ospiti hanno anch’essi una lunga e fortunata carriera. Thierry Miroglio tiene recitali e concerti in più di quaranta paesi del mondo ed è uno dei pochi percussionisti al mondo ad avere tale attività, con un repertorio di oltre trecento pezzi e concerti per percussioni e orchestra. Collabora con vari studi di ricerca elettroacustica, tra cui l’Ircam, Keams Seoul, Shanghai Eamc e molti altri. Professore al Conservatorio “D. Milhaud” di Parigi, tiene masterclass, conferenze e seminari sulle percussioni

Thierry Miroglio

nella musica contemporanea ed ha collaborato con numerosi compositori, tra i quali John Cage, Luciano Berio, Kaija Saariaho, Maurice Ohana, Jean-Claude Risset. La ballerina, danzatrice, performer e coreografa Sophie Jégou nel campo della creazione, le piace associare la danza ad altre forme artistiche come la poesia, la musica, le arti visive e il teatro. Interprete di fortunati e diversi spettacoli tra cui “Sign and shadows”, “Bang Bang”con coreografie di Anne Quéguiner, partecipa a “Parades et Changes” con Yvola Demange. Danza anche in “The Red Thread”, creato daKilina Crémona e Alain Goudard come parte del Festival Croisements e rappresentato durantediverse tournées in Cina. Sophie ha anche ballato in occasione delle Nuits sonores, della biennale OFF di Lione e del festival Orphée di Parigi. Il concerto performance, penultimo appuntamento della fortunata rassegna triestina diretta da Corrado Rojac, è ad ingresso libero. Tutte le informazioni su chromas.it.




Suns Europe 2019: il festival della canzone in lingua minorizzata va alla catalana Magalì Sare

Non deve essere stato assolutamente un compito facile per la giuria di Suns Europe 2019 decretare il vincitore dell’edizione 2019, i brani in concorso erano infatti tutti meritevoli di un riconoscimento e di un premio, segno questo dell’altissimo livello raggiunto da tutti i gruppi che hanno partecipato alla manifestazione musicale in lingua minorizzata organizzata dalla cooperativa Informazione Friulana con il sostegno finanziario della Regione FVG, dell’ARLeF e della Fondazione Friuli tenutasi sabato scorso al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

L’ha spuntata Magalì Sare, la cantante catalana che ha saputo amalgamare diversi stili musicali (jazz, classica, pop, progressive) in “Venim a aquest món”, un brano originale impreziosito dai vocalizzi della notevole voce dell’artista. Questa la motivazione della giuria tecnica internazionale nell’assegnare il premio a Magalì Sare: «Per l’originalità del ritmo e la particolarità dell’esibizione. Per la grandissima presenza sul palco e la notevole padronanza vocale. Per il testo della canzone, il cui importantissimo messaggio viene trasmesso in modo impeccabile».

Magalì Sare

Da rilevare che per il secondo anno consecutivo a conquistare il premio  più ambito è un duo, dopo l’elettro pop degli Jansky è stata appunto la volta di Magalì Sare che era accompagnata sul palco dal suo chitarrista Sebastià Gris

Magalì Sare e Sebastià Gris

Martina Iori, presentatrice della serata

Il rapper carnico “Doro Gjat” anchegli presentatore di SUNS

Al secondo posto si sono classificati i Mocher’s (Paese Basco) che hanno infiammato il pubblico con il loro potente hard rock, terzi i gallesi Sybs che hanno proposto un brano riconducibile al punk anche se, a onor del vero, sia il loro brano che molti altri proposti nella serata conclusiva di Suns Europe erano comunque ricchi di contaminazioni di stilii diversi e difficilmente catalogabili in un unico genere.

Il frontman dei MOCKER’S

I gallesi SYBS

Il frontman dei SYBS

Leon Moorman

Il pubblico ha invece decretato Leon Moorman (Bassa Sassonia) miglior performer della serata con il brano Knooin; la votazione è avvenuta tramite un sito raggiungibile dal cellulare dove il pubblico, sia presente in teatro che sintonizzatto sulle frequenze di Radio Onde Furlane e su facebook con il Digital Storytelling dell’Università di Udine, ha potuto dare la sua preferenza in tempo reale, una svolta tecnologica indubbiamente al passo con i tempi.

Le istruzioni per raggiungere il sito per le votazioni

SON OF FORTUNE dalle lontane isole Faer Øer

SON OF FORTUNE

Magalì Sare

Leon Moorman

La friulana Silvia Michelotti

Il batterista della Michelotti

MALASORTI

Francesco Bachis,dei MALASORTI

MALASORTI

Mattiu Defuns

MAURESCA FRACAS DUB

L’eclettico chitarrista dei MOCKER’S

La giuria tecnica internazionale

Giovanni Govetto in rappresentanza del Comune di Udine

A Leon Moorman è andato il premio del pubblico

Il presidente della giuria internazionale annuncia la vincitrice: Magalì Sare

La serata è stata magistralmente condotta da “Doro Gjat” (all’anagrafe Luca Dorotea), rapper carnico già partecipante negli anni passati a Suns ed ora sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine in veste di presentatore, e da Martina Iori, artista ladina anch’essa abituè del festival e perfettamente a suo agio nel duettare con Doro Giat per presentare le band in concorso. Entrambi si sono esibiti in brani del loro repertorio, Martina Iori in apertura di serata con un brano che ha ammaliato il pubblico che l’ha subito riconosciuta tributandogli un caoloroso e lunghissimo applauso, mentre il rapper carnico ha entusiasmato il “teatrone” con due brani eseguiti prima delle premiazioni che hanno evidenziato tutta l’energia del sound di Luca Dorotea.

L’esibizione di Martina Iori in apertura di serata

Doro Gjat

Suns Europe si conferma quindi come evento consolidato di una vetrina internazionale delle lingue minorizzate che da visibilità e soprattutto voce a delle realtà che per quanto minoritarie hanno un indiscutibile valore e debbono essere preservate e valorizzate.

Servizio e foto Dario Furlan




Conservatorio Tartini 4 dic. Sala Tartini di Trieste Duo di percussioni Marco Viel – Ivan Boaro,

TRIESTE – Un viaggio alla scoperta dell’universo sonoro legato alle percussioni, e in particolare al repertorio per Duo: questo il leit motiv del prossimo concerto nell’ambito della Stagione autunno-inverno del Conservatorio Tartini: mercoledì 4 dicembre, dalle 20.30 nella Sala Tartini di Trieste (via Ghega 12) riflettori sul Duo di percussioni Marco Viel – Ivan Boaro, per una serata che ci proietterà nel caleidoscopico catalogo per Duo di percussioni, spaziando dagli standard del repertorio agli arrangiamenti di musica barocca, sino alla musica contemporanea. Filo rosso del programma sarà in particolare l’importanza della gestualità, linguaggio di straordinaria forza espressiva anche laddove messo al servizio della musica e delle percussioni. Le musiche del concerto sono di Adi Morag (Octabones), Anna Ignatowicz-Glińska (Passacaglia), Anders Koppel (Toccata), Domenico Scarlatti (Sonata K141 in re minore), Robert Marino (Eight on 3 and Nine on 2), Tomasz Goliński (Purity II), Thierry De Mey (Silence Must Be). L’evento è come sempre proposto con ingresso gratuito su prenotazione, info +39 040 6724911 www.conts.it

Il Duo Viel – Boaro si è formato al Conservatorio Tartini nella primavera del 2018. Allievi del Biennio specialistico di II grado nella classe del professor Fabian Perez-Tedesco, i due giovani musicisti, dopo aver ottenuto a livello individuale vari primi premi in concorsi nazionali ed internazionali e borse di studio per la valorizzazione della musica contemporanea, hanno deciso di cimentarsi nell’esplorazione dell’ampio e innovativo repertorio della musica cameristica per sole percussioni. Ad oggi il Duo si è esibito, oltre che per i Concerti della Sala Tartini, anche a Cervignano del Friuli per il festival “Nei Suoni dei Luoghi” e all’interno di formazioni più ampie per il Mittelfest a Cividale e a Sacile, al teatro Modena di Palmanova e al Ridotto del Teatro Verdi di Trieste.




LA GLENN MILLER ORCHESTRA VENERDÌ 6 PORTA AL VERDI DI GORIZIA LA MAGIA DELLO SWING

Jukebox Saturday Night è il titolo di un grande classico di Glenn Miller registrato nel 1942 ed è anche il titolo del tour della strepitosa Glenn Miller Orchestra che farà tappa al Teatro Verdi di Gorizia venerdì 6 dicembre alle 20.45 nell’ambito del cartellone di Musica e balletto. L’ensemble jazz e swing più famoso al mondo fa rivivere il mito di una delle figure più carismatiche della musica della prima metà del Novecento, tragicamente scomparso con il suo aereo nel 1944 sul Canale della Manica, mentre andava a portare la sua musica ai soldati dell’esercito alleato sul fronte francese. Un vero e proprio tributo a un’epoca e ai protagonisti di quella musica che ha fatto innamorare il mondo e che tuttora entusiasma migliaia di appassionati. L’ensemble, capeggiato al pianoforte dal musicista, compositore e direttore d’orchestra Wil Salden e composto da eccellenti interpreti, ripropone alla perfezione il sound dell’epoca, eseguendo anche una lunga serie di omaggi ad altri importanti direttori d’orchestra e musicisti, sia uomini che donne, come Count Basie, Harry James e Ray Anthony. A fare il resto penseranno le armonie proprie della swing-era, che porteranno l’immaginario del pubblico a rivivere romantiche scene d’amore in perfetto stile anni ’40.  Nella scaletta del nuovo show non mancheranno, infatti, i grandi classici del genere quali “Moonlight Serenade”, “In The Mood”, “Jukebox Saturday Night”, “Blue moon”, “Everybody Loves my baby”, “What A Wonderful World” e tantissimi altri.

 

Il Botteghino del Teatro, in Corso Italia (tel. 0481/383602), è aperto da lunedì a venerdì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30. I biglietti sono in vendita anche sul circuito VivaTicket




DOMANI Suns Europe chiude con il concerto-evento al Giovanni da Udine

Il 30 novembre, dalle 21

Immerso in una babele di lingue e generi musicali, il pubblico potrà trascorrere una serata all’insegna di musica di qualità e tanto divertimento

UDINE – Al grido di “Diritto alla lingua, diritto alla diversità”, Suns Europe si avvia alla sua conclusione con il concerto-evento in programma il 30 novembre, alle 21, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (i biglietti saranno disponibili alla cassa del teatro la serata stessa, online > http://bit.ly/BilietsSunsEurope2019, o nei punti vendita autorizzati, qui l’elenco > www.sunseurope.com). L’evento – organizzato dalla cooperativa Informazione Friulana con il sostegno finanziario della Regione Fvg, dell’ARLeF, Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, e della Fondazione Friuli, con il patrocinio del Comune di Udine, del Consiglio d’Europa e del NPLD – sarà presentato quest’anno da due “vecchi amici” di Suns Europe: il rapper friulano Doro Gjat e la cantautrice ladina Martina Iori. A loro spetterà il compito di accogliere sul palco del Teatrone artisti provenienti da mezza Europa, precisamente da Sardegna (Malasorti),

Martina Iori (credits Dario Furlan)

Paese Basco (Mocker’s), Galles (Sybs), Cantone dei Grigioni (Mattiu Defuns), isole Faer Øer (Son of Fortune), ma anche galiziani (Ataque Escampe), occitani (Mauresca Fracas Dub), catalani (Magalí Sare), basso sassoni (Leon Moorman) e, naturalmente, friulani (Silvia Michelotti). Immerso in una babele di lingue e generi musicali (rock, punk, hard rock e psichedelia, ma anche ritmi pop&soul …), il pubblico potrà trascorrere una serata all’insegna di musica di qualità e tanto divertimento. Per chi non potrà essere presente al “Nuovo”, sarà disponibile uno streaming dell’evento sulla pagina Facebook di Suns Europe, coordinato dallo ‘Storytelling lab’ dell’Università degli studi di Udine, in collaborazione con l’emittente sarda Eja Tv.

Inoltre, come di consueto è in programma una diretta radiofonica dal teatro, nel pomeriggio dalle 16.15 alle 19.30, e poi della serata dalle 21 alle 23, a cura di Mauro Missana e Paolo Cantarutti, di Radio Onde Furlane, con vari ospiti (artisti, giurati, pubblico…).

(credits Andrea Tomasin)

IL PROGRAMMA DEL 30 NOVEMBREMa la giornata conclusiva di Suns Europe comincerà sin dal mattino, con “Scuele Europe / School Europe” l’appuntamento dedicato alle scuole (sempre al “Nuovo” alle 10.30). Nel pomeriggio tutti gli appuntamenti del festival si svolgeranno allo spazio Fantoni del “Giovanni da Udine”. Alle 15 sarà possibile vedere il cortometraggio più votato dagli studenti friulani per la sezione Italymbas del Babel Film Festival (Sardegna). Mezz’ora più tardi sarà proiettato un documentario dell’emittente frisona Omrop Fryslân sulla comunità aranese, minoranza occitana della Catalogna. Alle 16.30 si passerà alla musica con i galiziani Ataque Escampe. Alle 17.15 sarà proiettato “Il silenzio” di Ali Asgari e Farnoosh Samadi, corto che ha vinto in Babel Film Festival e che racconta la storia di una madre e una figlia curde che vivono in Italia. Alle 17.30 ancora musica con la catalana Magalí Sare. Ci farà fare un’escursione nella delicata situazione catalana lo storico, giornalista e attivista Xavi Milian che, alle 18.15, presenterà il suo “El poder del poble” (Sembra Llibres). A seguire una pausa gustosa al Mamm per il Suns Happy Hour, dalle 19.30, in attesa del concertone.

IL FESTIVAL – Suns Europe – organizzato annualmente dalla cooperativa Informazione Friulana con il sostegno finanziario della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’ARLeF, Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, e della Fondazione Friuli – gode del patrocinio del Comune di Udine, del Consiglio d’Europa e del NPLD, Network to Promote Linguistic Diversity, la rete europea per la promozione della diversità linguistica. Inoltre, si avvale della collaborazione di numerosi soggetti pubblici e privati, friulani e internazionali fra cui Etxepare Euskal Institutua (Paese Basco), Secretaría Xeral de Política Lingüística – Xunta de Galicia (Galizia), Babel Film Festival (Sardegna), RTR (Cantone dei Grigioni), Stichting REUR (Paesi Bassi) e CEC, Centro Espressioni Cinematografiche. Suns Europe ha il merito di trasformare la città di Udine in un crocevia di culture, lingue e artisti, creando contaminazione e confronto, dando spazio a una produzione artistica di assoluto valore.

Tutto il programma e le info sono su www.sunseurope.com e sulla pagina Facebook ‘SUNS Europe’.




Domenica 1 dicembre ore 20.00 Teatro Miela  SEUN KUTI & Egypt 80

Il nuovo messia dell’afrobeat  mondiale 

Il cantante, sassofonista e autore Seun Kuti è figlio di uno degli artisti più influenti del XX secolo: Fela Kuti, “The Black President”, rivoluzionario, musicista e attivista nigeriano, inventore dell’Afrobeat.

Kuti cita fra i propri ispiratori Miles Davis, il musicista e poeta afro-americano Gill Scott Heron, i rapper Timbaland e Dr Dree, pur restando fedele allo spirito del padre. Nel proprio lavoro tiene conto della storia della black music degli ultimi anni, introducendo le inflessioni del rap e del new soul nel fragore della ‘locomotica’ dell’afrobeat.

Con lui sul palco del Miela “la più infernale macchina ritmica dell’Africa tropicale” gli Egypt 80 (nome che Fela dette agli Africa 70 nel 1977, rifacendosi all’antica civiltà egizia). Tredici portentosi elementi fra ritmica, percussioni e fiati.
Inevitabile il confronto con il fratello Femi Kuti (primogenito di Fela, che debuttò all’ombra della figura paterna suonando a suo tempo negli Egypt 80 alla sua morte prese il suo posto a capo della band “egizia”), non solo per l’ascendenza anagrafica e culturale. Entrambi cantano e imbracciano il sassofono come il padre ma la differenza d’attitudine è espressa in qualche modo già nei titoli: vagamente ecumenico l’uno (One People One World, “un popolo un mondo”), schierato l’altro (Black Times, “tempi neri”). E se in copertina Femi è ritratto in posa classica, con lo sguardo assorto, Seun viceversa, basco da Black Panther e sigaro castrista in bocca, ostenta fierezza razziale.
Il gruppo è capitanato da Baba Ani (al secolo Lekan Animashaun, classe 1940) il sax baritono che accompagnò Fela sin dagli esordi nel 1965, quando il sound non era ancora afrobeat ed il nome della band era Koola Lobitos. Baba Ani non solo fu il suo compagno più fedele, ma fu militante attivo nel Movement of the People (il partito politico con cui Fela tentò di candidarsi alle elezioni presidenziali in Nigeria nel 1979) quando poi Tony Allen abbandonò la nave, fu lui a prenderne il comando, divenendo il direttore musicale della band, la quale nel frattempo cambiò nome per seguire le divagazioni esoteriche del Black President e passò a chiamarsi Egypt 80. Gli stessi che, sempre sotto la guida di Animashaun, non più sax baritono ma ora direttore- tastierista, ritroviamo in questa eccezionale data al Teatro Miela.

BLACK TIMES – LAST REVOLUTIONARY  (SEUN KUTI 2019) è il quarto album registrato da Seun Kuti affiancato da Egypt 80. Co-prodotto con il pianista jazz Robert Glasper, è il suo album più appassionato, completo e onesto, unanimemente acclamato da ogni parte del mondo tanto da ottenere la nomination ai Grammy Awards. Seun è cresciuto come artista, attivista e uomo: ha 34 anni, è bandleader e musicista, ha firmato con l’etichetta britannica Strut e viene affiancato nei brani del disco da una schiera stellata di ospiti: l’iconico chitarrista della Hall of Fame Santana, il vocalist Nai Palm del quartetto soul Hiatus Kaiyote, il rapper attivista creativo Yasiin Bey,precedentemente noto come Mos Def e il già citato Glasper.

Organizzazione: Bonawentura

Platea parterre senza sedie: interi € 20,00 Galleria posti numerati: interi € 25,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00.




IL CANTAUTORE LUCA BONAFFINI IN CONCERTO  AL TEATRO RATTI DI LEGNANO

Quinto appuntamento per Luca Bonaffini, cantautore mantovano classe 1962, che – dopo Pavia, Como, Milano e Roma, sbarca a Legnano. Sarà il TEATRO RATTI (cinema teatro) a ospitare il suo  tour unplugged “IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI”, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità il 3 dicembre.
Bonaffini, che ha realizzato tredici album come cantautore solista, tre romanzi e una decina di show concept (spettacoli musicali da lui scritti e diretti, tra i quali D(i)ario Gay firmato con Enrico Ruggeri), si è conquistato un posto storico nella canzone d’autore grazie alla lunga e prosperosa collaborazione con Pierangelo Bertoli, col quale ha firmato brani in ben sei album (dal 1987 al 1993).
Il concerto vedrà Bonaffini in una dimensione intima, narra-attore di storie, aneddoti e racconti di vita armato di sola voce e chitarra con un repertorio variabile da brani tratti dai suoi dischi, da canzoni scritte per altri (Bertoli, Lolli, Flavio Oreglio) a omaggi internazionali (come quello dedicato a Victor Jara e a Luigi Tenco). Un viaggio attraverso il Novecento, sfiorando le guerre mondiali, il Muro di Berlino, le Apocalissi scampate del Ventesimo Secolo, ma anche tante canzoni d’amore.
Una bellissima iniziativa, per stimolare gli spettatori a non mancare all’evento, pensata dal cantautore virgiliano è quella di REGALARE UNA COPIA DI UN SUO CD alle persone che verranno ad ascoltarlo. Inizio spettacolo, ore 21, ingresso euro 15.