Per la sua 30. edizione Il TRIESTE FILM FESTIVAL regala il cinema agli under 30

 

Una ricorrenza importante va accompagnata da iniziative straordinarie, così il Trieste Film Festival ha deciso di invitare gratuitamente al cinema tutti i nati dopo la Caduta del Muro di Berlino.

L’iniziativa dal significato fortemente simbolico è rivolta a tutti: ai cinefili appassionati e a coloro che non frequentano mai le sale cinematografiche, prediligendo magari una fruizione individuale dei film e delle serie televisive sulla rete.

L’obiettivo del Festival è da una parte portare i millennials in sala per potersi immergere in un’esperienza collettiva, dall’altra incoraggiare la visione di film d’autore di una specifica area, quella dell’Europa Centro-Orientale, di cui il Festival è stato osservatorio privilegiato per oltre 30 anni e che a questa fascia d’età possono risultare poco noti. Nel programma del Festival ci saranno pellicole firmate da grandi maestri che hanno fatto la storia del Festival – e più ampiamente del cinema – accanto a produzioni contemporanee, incontri e numerose masterclass.

Abbiamo la fortuna infatti di operare in una regione, il Friuli Venezia Giulia, che da decenni custodisce, restaura, promuove e crea cinema e il Trieste Film Festival ritiene che questo patrimonio di conoscenza e grande passione per la settima arte vada difeso, diffuso nelle sue specificità e aperto il più possibile ai giovani che avranno il compito di continuare e far evolvere l’opera di chi li ha preceduti. 

Per poter accedere alle proiezioni e agli incontri in programma, gli Under 30, nati rigorosamente dopo la Caduta del Muro di Berlino – 9 novembre 1989 – sono quindi invitati a ritirare un braccialetto che consentirà loro di entrare nei luoghi del Trieste Film Festival gratuitamente. Il ritiro avverrà previa registrazione presso gli Uffici del Trieste Film Festival in Casa del Cinema, in piazza Duca degli Abruzzi 3. Una rappresentanza del Festival sarà presente anche domenica 16 dicembre all’interno della manifestazione “Barbacan Produce” in piazzetta Barbacan a Trieste e anche in questa occasione sarà possibile registrarsi e ritirare il proprio braccialetto.

 

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Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, il Trieste Film Festival è il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale: da trent’anni un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico italiano, e più in generale a quello “occidentale”.

Tutte le informazioni sul sito www.triestefilmfestival.it

Andrea Forliano

 




“MEETING GORBACHEV” di W. HERZOG e A. SINGER FILM D’APERTURA del 30. TRIESTE FILM FESTIVAL

Sarà Meeting Gorbachev, il nuovo film di Werner Herzog e André Singer in anteprima italiana ad aprire la 30. edizione del Trieste Film Festival, in programma dal 18 al 25 gennaio 2019.

 

Il film offre uno sguardo inedito su alcuni degli eventi più significativi della fine del XX secolo – dal disarmo nucleare all’unificazione della Germania – e allo stesso tempo mette in prospettiva la stagione dei populismi che (non solo) l’Europa sta attraversando.

Herzog e Gorbachev si incontrano per tre volte nell’arco di sei mesi, e nonostante l’ultimo Presidente dell’Unione Sovietica sia un uomo provato dalla malattia, la sua mente è lucida: il suo calore e il suo umorismo, uniti all’abilità di Herzog di scavare in angoli inaspettati della sua vita, rendono questi incontri coinvolgenti e commoventi.

 

Il film sarà accompagnato a Trieste dal co-regista e produttore André Singer (Night Will Fall) e sarà preceduto dalla consegna nei prossimi giorni, a Mosca, di uno speciale Eastern Star Award a Gorbachev: «Il trentennale del nostro festival – spiegano i direttori artistici Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo – coincide con l’anniversario del crollo del Muro di Berlino, e non potevamo immaginare destinatario migliore per questo riconoscimento nato per premiare quelle figure che sono state un “ponte” tra l’est e l’ovest dell’Europa».

 

«Meeting Gorbachev – continuano i direttori – rappresenta l’incontro eccezionale tra un maestro del cinema come Werner Herzog e una figura chiave della storia del Novecento, l’uomo della glasnost’ e della perestrojka. Un film nel quale l’ultimo presidente dell’URSS ricorda con lucidità aspetti ancora poco indagati della “sua” storia (tra cui il processo di distensione internazionale e il disarmo nucleare), ma anche un’esperienza cinematografica degna dei migliori film di Herzog, grazie anche all’accurata selezione dei materiali d’archivio».

 

Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, il Trieste Film Festival è il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale: da trent’anni un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico italiano, e più in generale a quello “occidentale”.

Tutte le informazioni sul sito www.triestefilmfestival.it

Andrea Forliano




GIPI uno dei più grandi fumettisti italiani presenta a Cinemazero venerdì 7 dicembre Il ragazzo più felice del mondo

Pordenone, 06 dicembre 2018

Sarà Gian Alfonso Pacinotti, conosciuto dal grande pubblico come Gipi, a presentare al pubblico di Cinemazero in collaborazione con il Picccolo Festival Dell’Animazionevenerdì 7 dicembre alle 21.00Il ragazzo più felice del mondo, una commedia surreale ed esilarante.

Fumettista per eccellenza, primo candidato allo Strega per una graphic novel, impegnato su La7 con i suoi irresistibili corti di Propaganda Live, Gipi, dopo Ultimo Terrestre,ritorna dietro la macchina da presa per un girare un documentario alla ricerca di un misterioso fan.

Infatti, da qualche parte in Italia c’è un ragazzo che ama il fumetto e scrive da anni la stessa lettera ai suoi autori del cuore. Ha sempre quindici anni e lo stesso desiderio a forma di nuvola: ricevere l’autografo del suo disegnatore preferitoMesso da parte il progetto balzano di declinare al maschile La vita di Adèle e di convincere Domenico Procacci a produrlo, Gipi si mette sulle tracce di Francesco, il fan adolescente che vent’anni prima gli chiese un disegno autografato e oggi manifesta lo stesso amore per ogni destinatario chiedendo a tutti la medesima cosa. Un fonico improvvisato sempre in campo, un grillo parlante che grida alla sua coscienza e un gaio tuttofare col vizio della t-shirt personalizzata sono sufficienti per intraprendere un viaggio che li conduce dove non ci aspettiamo e dove nemmeno loro pensavano di arrivare.

Ed è così che Gipi si troverà a dover riflettere sul senso stesso del “raccontare storie” e sulle scelte morali che stanno a monte di questo desiderio.

Cercando il ragazzo più felice del mondo, in una ricerca maldestra e dai contorni comici e deliranti, troverà tutt’altro e lo stesso documentario, alla fine, si trasformerà in un film




TORINO: V SEEYOUSOUND Torino: 25 gennaio – 3 febbraio2019, Cinema Massimo –

Si avvicina la V edizione di SEEYOUSOUND Torino che dal 25 gennaio al 3 febbraio 2019 si terrà al Cinema Massimo, con 10 giorni di documentari, lunghi, cortometraggi e videoclip in anteprima italiana, oltre a film fuori concorso, incontri ed eventi che mostreranno generi, correnti e personaggi della storia della musica che hanno influenzato l’immaginario e il sentire collettivo, o in cui la musica è coprotagonista di storie e immagini degne dei più grandi festival internazionali.

Molti dei film che compongono la line up del prossimo SEEYOUSOUND Torino vantano infatti un palmares notevole grazie alla partecipazione a festival come il Sundance, l’IDFA di Amsterdam, i festival di Cannes, Toronto, San Sebastian e Locarno.

 Tra i 6 titoli del concorso LONG PLAY FEATURE, Lords of Chaos l’ultimo film di Jonas Arkelund, regista di videoclip tra i più conosciuti al mondo. Direttamente dal Sundance, l’attesissimo lungometraggio racconta l’epopea insanguinata dei Mayhem, di Euronymous e Burzum, una delle più famigerate vicende della Storia del black metal norvegese.

village rockstar

Dopo l’anteprima al Toronto International Film Festival e la recente candidatura come rappresentante indiano agli Oscar 2019, il film della regista Rima Das, Village Rockstars, è la storia di Dhunu, bambina che vive in un remoto villaggio dell’India nordorientale il cui sogno è fondare una rock band.

 LONG PLAY DOC, offre al pubblico di Seeyousound il meglio dei documentari musicali internazionali con Where are you, João Gilberto?, in cui Georges Gachot ricostruisce un ritratto intrigante e suggestivo di João Gilberto, geniale musicista e creatore della bossa nova nel Brasile degli anni ‘50 e ’60, presentato nella sezione Panorama Suisse allo scorso Festival di Locarno.Dal Festival di Cannes, Le Grand Bal di Laetitia Carton, ci porta nel cuore della Francia dove ogni luglio, da oltre 27 anni, più di duemila persone di tutte le età si riuniscono da ogni parte del mondo per ballare e suonare danze e dei balli popolari per sette giorni e sette notti.

LE GRAN BAL

 Anche le rassegne MUSIC IS THE WEAPON e INTO THE GROOVE, che da sempre mostrano anime opposte e complementari della musica, lo faranno attraverso titoli selezionati nel panorama dei festival più prestigiosi.

Dallo scorso IDFA – International Documentary Filmfestival Amsterdam a Music is the weapon, Ethiopiques – Revolt of the Soul di Maciej Bochniak, racconta ascesa, caduta e riscatto di un gruppo di formidabili jazzisti etiopi che negli anni ‘60 hanno dato vita a una vera e propria rivoluzione, non solo musicale, grazie al sodalizio artistico e umano tra Amha Eshete – fondatore della prima etichetta discografica etiope – e il produttore francese Francis Falceto.

Mentre per la sezione Into the groove, Whitney, del regista Premio Oscar Kevin MacDonald, ci accompagna fra i segreti di un’icona impareggiabile: Whitney Huston, dalle luci dei palcoscenici fino alla progressiva caduta e prematura scomparsa. Presentato al Festival di Cannes, Whitney è il racconto di una guerriera e della sua battaglia.

Questi e molti altri film seguiranno l’apertura di SEEYOUSOUND Torino, che venerdì 25 gennaio prenderà il via con l’anteprima italiana di Symphony of Now di Johannes Schaff. Presentato alla scorsa Berlinale, il documentario è un tributo cinematografico alla vita notturna della metropoli tedesca e alla sua vibrante scena musicale, rappresentata in sala per l’occasione dal dj e producer Alex.Do, alfiere della label Dystopian di Rodhad, che aprirà la serata inaugurale con un set live delle tracce dal film.

Dalle 23, il dj sarà alla consolle dell’Azimut Club (Via Modena 55) per l’Opening party di Seeyousound, seguito da Genau e We Play The Music We Love, due factory della musica elettronica torinese. (Ingresso in lista: 7€ entro mezzanotte – 10€ entro l’1.00 – 15€ dopo. Ingresso ridotto 7€ con biglietto del cinema Seeyousound).

INFO: www.seeyousound.org | info@seeyousound.org




Esterno/Giorno, in bus sui set di Trieste sabato 8 dicembre alle 11:00

Il centro di Trieste così come la sua periferia sono stati più volte sfondo di spot pubblicitari, film e serie TV, così come i bagni Ausonia e La Lanterna, “Pedocin” per i triestini, sono diventati set di importanti produzioni cinematografiche di ieri e di oggi. Produzioni come la fiction di Rai2 “La Porta Rossa”, “Il Ragazzo Invisibile” di Gabriele Salvatores o film di portata internazionale come “La Sconosciuta” e “La Miglior Offerta” di Giuseppe Tornatore.
Sabato 8 dicembre alle ore 11:00, Esterno/Giorno vi dà la possibilità di scoprire le locations più belle di Trieste e dintorni attraverso un tour in bus raccontato dalla critica e giornalista cinematografica Elisa Grando.
È un modo per conoscere luoghi meno noti di Trieste, molto suggestivi per la lente cinematografica.
La passeggiata è anche un tour virtuale: i partecipanti grazie all’utilizzo dei visori VR potranno vedere a 360° alcune scene di film/fiction altrimenti inaccessibili.
La partenza è in Piazza Oberdan a Trieste il costo del biglietto è di € 10,00
Per partecipare è necessario prenotare scrivendo a esternogiornots@gmail.com o telefonando al +39 339 4535962
Andrea Forliano



30. TRIESTE FILM FESTIVAL 18-25 gennaio 2019 La grande fotografa francese Dominique Issermann firma il manifesto del festival, che celebra i 30 anni del crollo del Muro di Berlino

In programma dal 18 al 25 gennaio prossimi, il Trieste Film Festival 2019 è pronto a celebrare un doppio, felice anniversario: la 30. edizione di un appuntamento che è da sempre un ponte che mette in contatto le diverse “longitudini” dell’Europa del cinema, e i 30 anni dal crollo del Muro di Berlino.
 Nasce da questo intreccio la scelta di un manifesto capace di sintetizzare entrambi i festeggiamenti: una foto scattata dalla grandeDominique Issermann in una pausa di lavorazione di Possession, il film di Andrzej Żuławski (storico amico del festival) girato a Berlino nell’estate del 1980. Uno scatto che ritrae la protagonista Isabelle Adjani – che l’anno successivo avrebbe vinto la Palma per la migliore attrice a Cannes – mentre salta la corda, proprio accanto al Muro. Spiega Max Mestroni dell’agenzia creativa Claimax, che con l’attenta supervisione dell’autrice ha adattato l’immagine al suo nuovo “scopo” di manifesto del festival: “Siamo stati subito sedotti dalla foto di Issermann: lontana dalle simbologie celebrative, nonostante la severità del bianco e nero riesce a restituire ingenuità e leggerezza“.
 Accanto al manifesto ufficiale, l’anniversario del crollo Muro sarà al centro di una breve ed eccentrica retrospettiva che – spiegano i direttori artistici del festival, Fabrizio Grosoli Nicoletta Romeo – “porta con sé un pizzico di quell’umorismo, quello jüdischer Witz, che contraddistingue la cultura mitteleuropea, che mescola l’alto e il basso, il dramma e la commedia, e che offre uno sguardo sbilenco e anti-celebrativo di un momento storico da cui è nata anche la nostra manifestazione. 4 i titoli in programma:  Uno, due, tre! di Billy Wilder (1961), realizzato a Berlino proprio nell’estate in cui il Muro fu eretto; Totò e Peppino divisi a Berlino di Giorgio Bianchi (1962), “instant comedy” scritta da Age e Scarpelli con le scene del muro ricostruite all’ippodromo di Tor di Valle di Roma; il documentario candidato all’Oscar Rabbit à la Berlin di Bartosz Konopka (2009), che racconta la vita quotidiana della Berlino del muro attraverso gli occhi della colonia di leprotti che per decenni abitò la striscia della ‘no zone’; e naturalmente Possession di Andrzej Żuławski (1981), potente e orrorifica metafora del male nell’uomo e nella società contemporanea“.
 Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, il Trieste Film Festival è il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale: da trent’anni un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico italiano, e più in generale a quello “occidentale”.Con il lancio della nuova immagine si apre anche la campagna accrediti per l’edizione 2019 del festival: tutte le informazioni sul sito www.triestefilmfestival.it.
 
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Andrea Forliano



‘Emigrant’: Marco D’Agostini presenta in anteprima il suo nuovo docufilm

Domenica 2 dicembre

‘Emigrant’: Marco D’Agostini

presenta in anteprima il suo nuovo docufilm

Sempre nell’ambito di Docu-storiis, altre due anteprime: la terza serie di Int/Art e Pozzis-Samarcanda

UDINE – “Sempre straniera, mai bene da nessuna parte. Tagliata in due. Mai del tutto qui, mai davvero di un altrove, simpri foresta!”. Quel sentirsi sempre ‘foresta’ (straniera) ha risuonato a lungo in Nadia Fabrizio tanto da indurla a trasformare questo suo sentire in uno spettacolo teatrale: ‘Emigrant – Chant du Friûl’, interpretato proprio dall’attrice nata in Svizzera da una famiglia originaria di Ovaro. Quella pièce ha ispirato anche un altro friulano, Marco D’Agostini, che l’ha trasformata in docufilm, ‘Emigrant’, che sarà presentato in anteprima assoluta a Suns Europe – progetto della cooperativa Informazione Friulana col sostegno finanziario dell’ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli –, il 2 dicembre, al teatro San Giorgio, dalle 14.30.

EMIGRANT – Come spiega il regista, “dal Friuli la gente emigra. Emigrano i giovani per trovare lavoro, emigrano i dirigenti e i laureati per vedersi riconosciuto il proprio valore, emigrano gli artisti verso le città, che in Friuli non esistono. Spesso coloro che avrebbero le competenze per prendere in mano le sorti di questa terra se ne vanno, ma la lingua e la cultura rimangono nell’anima per sempre. Poi ci sono quelli che sono rimasti. È sottile il confine tra la paura di partire e la paura di restare”. Il documentario (scritto e diretto da D’Agostini, prodotto dalla Società Cooperativa Informazione Friulana, con la fotografia di Claudio Cescutti e con la direzione di produzione di David Benvenuto) è un’indagine sull’emigrazione e l’attuale situazione sociale. “La storia della famiglia Fabrizio – racconta D’Agostini – si tramuterà nel racconto emblematico e universale di tante generazioni di persone che hanno dovuto lasciare la propria terra per cercare fortuna e sopravvivenza in paesi stranieri, rivelando un nuovo sguardo sul fenomeno dell’emigrazione che sempre di più diviene tematica centrale della società attuale”.

INT/ART – ‘Emigrant’ non sarà però l’unica anteprima presentata a Suns Europe (sempre il 2 dicembre) nell’ambito di Docu-storiis (una ‘mini-maratona’ di pellicole nate dalla creatività di registi locali). Si parlerà anche di “giovani artisti friulani tra l’amore per l’arte e l’identità culturale e linguistica” con la terza serie di Int/Art di Giorgio Cantoni e Dorino Minigutti (per la produzione di Agherose srl). In Friuli, infatti, come in molte altre regioni europee in cui si parlano lingue minorizzate, i giovani artisti e professionisti scelgono la lingua di appartenenza per esprimere una creatività libera dagli schemi commerciali e dai luoghi comuni. Una scelta controcorrente e non sempre facile, che esprime la volontà di affermare il valore della propria identità come forma di resistenza alla globalizzazione. Protagonista della nuova ‘puntata’ sarà Federico Scridel, che nella vita fa l’attore comico.

POZZIS-SAMARCANDA – Ad aprire il pomeriggio è in programma un altro appuntamento, quello con un terzo regista, Stefano Giacomuzzi, che racconterà, con l’ausilio di qualche immagine, l’incredibile viaggio di Alfeo Carnelutti. ‘Cocco’, così come tutti lo conoscono, è da poco rientrato (dopo un mese) da un incredibile viaggio su una Harley Davidson del 1939: il 73enne motâr (ex pilota di moto), che oggi vive da eremita a Pozzis di Verzegnis, nonostante sia affetto dal morbo di Crohn è partito dalla Carnia in direzione dell’Uzbekistan. Un’avventura di oltre 6mila chilometri che diverrà un film-documentario prodotto da Uponadream Studios. Pozzis-Samarcanda è la storia di un percorso che non può essere pianificato, scritto o sceneggiato a priori. Questo viaggio, intessuto nella trama dello spazio e del tempo, non è stato scritto se non durante il suo svolgimento.

CONCERTO – L’appuntamento cinematografico è in programma il giorno seguente al concertone, anima della kermesse, che anche quest’anno (sabato primo dicembre, dalle 21, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine) stupirà il pubblico in una sera fatta di bella musica, divertimento e colore, capace di convincere anche i più scettici. I biglietti sono disponibili su vivaticket.it (>bit.ly/SunsEuropeBiliets) oppure nei punti vendita autorizzati (qui l’elenco > www.sunseurope.com). A salire sul palco oltre ai padroni di casa del Friuli (Luna e un Quarto), ci saranno artisti provenienti dal Cantone dei Grigioni (Dario Hess), dai Paesi Catalani (Jansky), ma anche dalla minoranza svedese della Finlandia (Laura Hoo), e poi da Galizia (Espiño), Paese Basco (Rodeo), Galles (Yr Ods), Bassa Sassonia (Melissa Meewisse) e Ladinia (Martina Iori).

IL FESTIVALSuns Europe è un progetto organizzato dalla cooperativa Informazione Friulana col sostegno finanziario dell’ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, della Fondazione Friuli e dell’istituto basco Etxepare, in collaborazione con la cooperativa PuntoZero e altri soggetti pubblici e privati, friulani e internazionali, con il patrocinio del Consiglio d’Europa e dell’NPLD – Network to Promote Linguistic Diversity, la rete europea per la promozione della diversità linguistica.

Tutto il programma e le info sono su www.sunseurope.com e sulla pagina Facebook ‘SUNS Europe’.

press.cuberli




Reggio Film Festival: gran finale!

In una serata di festa al Cinema Rosebud, lunedì 19 novembre verranno presentati gli esiti dei workshop dell’edizione 2018. E saranno proclamati e proiettati i cortometraggi vincitori.  Gran finale per l’edizione numero diciassette del Reggio Film Festival: lunedì 19 novembrealle ore 21 al Cinema Rosebud di Reggio Emilia è in programma una festa durante la quale i partecipanti ai workshop potranno condividere con il pubblico il risultato del loro lavoro, e la giuria proclamerà i cortometraggi risultati vincitori nelle diverse categorie, fra quelli pervenuti da tutto il mondo all’attenzione del direttore artistico Alessandro Scillitani e dei suoi collaboratori. Sarà proiettato Mirror, esito del workshop Come realizzare un cortometraggio guidato per il terzo anno consecutivo dal regista bosniaco Ado Hasanovic con la collaborazione del direttore della fotografia Leonardo Kurtz. «Una quindicina di allievi hanno partecipato a questa esperienza» racconta Alessandro Scillitani «È stato fatto un casting, molto divertente, che sarà oggetto di un cortometraggio realizzato ad hoc. Le riprese sono state tutte realizzate nella casa di uno dei partecipanti al corso, i quali hanno sperimentato tutti gli aspetti del processo creativo e realizzativo di un’opera, compresi alcuni rudimenti di montaggio video e di fonica». Verrà inoltre mostrato il risultato del lavoro dei partecipanti a Al limite movimenti allo specchio, workshop OTTOmani di cinema animato per adulti curiosi, un breve film animato in stop-motion caratterizzato da una precisa proposta di materiali da animare e di idee-guida.

Da una giuria composta da Mauro Gervasini (critico, FilmTV), Cristiano Travaglioli(montatore), Giorgio Scianna (scrittore), Sandra Campanini (Ufficio Cinema Comune di Reggio Emilia) e Antonella Arseni (Bolzano Film Festival) sarà assegnato il premio al Miglior cortometraggio e, novità del 2018, il Premio Speciale Città Mondo, dedicato alle opere che affrontano il tema del dialogo interculturale. Sono previsti altri riconoscimenti, e non mancherà il consueto Premio Giuria Popolare, che permetterà al pubblico in sala di votare il corto migliore.

A proposito di Città Mondo, sarà inoltre consegnato l’inedito Premio

Chierici: «Mercoledì 14 novembre abbiamo organizzato una proiezione di cortometraggi della sezione Città Mondo per gli studenti del Liceo Chierici di Reggio Emilia» spiega Alessandro Scillitani «Più di cento ragazzi hanno partecipato con passione a un intenso dialogo, al termine del quale è stato proclamato un vincitore».

La serata è a ingresso libero e gratuito.

Il Cinema Rosebud si trova in via Medaglie d’Oro della Resistenza 6 a Reggio Emilia.

Info e programma dettagliato: http://www.reggiofilmfestival.it/.




DOMANI a Venezia, convegno Premio Mattador : “Dopotutto domani è un altro giorno. I finali dei film”

A chiudere il fitto programma di iniziative 2018 della decima edizione del Premio Internazionale per la Sceneggiatura MATTADOR dedicato a Matteo Caenazzo, mercoledì 14 novembre 2018 alle ore 9.30, all’Aula Baratto dell’Università Ca’ Foscari a Dorsoduro 3246, Venezia, si terrà il secondo Convegno sulla Sceneggiatura per approfondirne gli aspetti teorico‐critici e pratico-professionali. La scrittura per il cinema con le sue continue modificazioni e innovazioni impongono aggiornate e puntuali riflessioni e questo secondo appuntamento de I Dialoghi di Mattador dal titolo “Dopotutto domani è un altro giorno. I finali dei film” indagherà sulla micro-narrazione autonoma, foriera di significati indipendenti che spesso i finali dei film portano con sé.

Il Convegno, organizzato dall’Associazione Mattador in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Beni culturali dell’Università Ca’ Foscari nell’occasione dei 150 anni dell’Ateneo, è a cura di Fabrizio Borin (Docente di Storia del Cinema e Direttore artistico del Premio Mattador)e Marco Dalla Gassa (Docente di Storia del cinema all’Università Ca’ Foscari). L’incontro si aprirà alle ore 9.30 con i saluti istituzionali di Flavio Gregori (Prorettore alle Attività e rapporti culturali dell’Ateneo di Ca’ Foscari) e Ermelinda Damiano (Presidente del Consiglio Comunale di Venezia) e avrà come relatori Paolo Puppa (Docente di Storia del teatro e dello spettacolo all’Università Ca’ Foscari), Maurizio Careddu (Story editor e sceneggiatore), Alberto Fasulo (Regista e sceneggiatore), Roberto Ellero (Critico cinematografico e giornalista) e Marco Dalla Gassa, con introduzione e coordinamento di Fabrizio Borin.

Andrea Forliano




18° edizione | Trieste, 30 ottobre – 4 novembre 2018 TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL: I VINCITORI DELLA 18° EDIZIONE

Trieste – Si è conclusa domenica 4 novembre, con la Cerimonia di premiazione presso il Politeama Rossetti, la 18° edizione del Trieste Science+Fiction, la principale manifestazione italiana dedicata alla fantascienza.

I VINCITORI DELLA 18° EDIZIONE DEL  TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL

Premio Asteroide

Concorso internazionale per il miglior film di fantascienza, horror e fantasy riservato alle opere prime, seconde o terze di registi emergenti, raggruppate nella sezione Neon | Competition. Il premio è assegnato da una giuria internazionale composta da professionisti del settore cinematografico ed esperti di cinema fantastico. La giuria 2018 del premio Asteroide è composta da: lo scrittore Richard K. Morgan, la programmatrice internazionale Annick Mahnert, il critico e documentarista Alexandre Poncet.

Vincitore Premio Asteroide TS+FF2018“Freaks” di Zach Lipovsky, Adam Stein (Canada, 2018)

 

Motivazione:“Freaks” offre al pubblico un’esperienza completa, esplosiva e coinvolgente, con una straordinaria vastità e portata, e con un sovvertimento ferocemente arguto della forma dominante del cinema attuale. Propone, inoltre, una potente analisi politica della crescente cultura della paranoia che si sta diffondendo nel mondo.

Menzione Speciale  : “Await Further Instructions” di Johnny Kevorkian (Gran Bretagna, 2018)

Motivazione  “Await Further Instructions” è il primo film di genere post Brexit: contiene una critica politica di brutale potenza; è un’opera premonitrice rispetto ai nostri tempi e costituirà per molti anni a venire un fondamentale punto di riferimento.

Premio Méliès d’argent – Lungometraggi

Il concorso è organizzato in collaborazione con la European Fantastic Film Festivals Federation (EFFF) ed è riservato ai lungometraggi di genere fantastico di produzione europea. Il premio è assegnato da una giuria di professionisti del settore cinematografico e vale anche come nomination per partecipare all’annuale concorso per il Premio Méliès d’or. La Giuria 2018 del premio Méliès d’argent è composta da: il giornalista e critico cinematografico Enrico Magrelli, il docente e critico cinematografico Roy Menarini, il giornalista e scrittore Alessandro Mezzena Lona.

Vincitore Premio Méliès d’argent – Lungometraggi TS+FF2018 “Man Divided” di Max Kestner (Danimarca, Svezia, Finlandia 2017)

 

Motivazione “Man Divided”, opera prima di fiction di un regista già apprezzato per i suoi documentari come Max Kestner, convince per la sua originalità narrativa nel saper reinventare temi classici: i viaggi nel tempo, l’incertezza della sopravvivenza in un futuro non lontanissimo, gli inquieti tormenti del doppio. Diretto con mano ferma, recitato con grande equilibrio, il film spalanca un orizzonte finora sconosciuto nel cinema fantastico, quello della Danimarca e del Nord Europa, da seguire con attenzione.

Premio Méliès d’argent – Short Competition
Il concorso è organizzato in collaborazione con la European Fantastic Film Festivals Federation (EFFF) ed è riservato ai cortometraggi di genere fantastico di produzione europea. Il premio è assegnato al cortometraggio che riceve il maggior numero di voti dal pubblico in sala e vale anche come nomination per partecipare all’annuale concorso per il Premio Méliès d’or.

Vincitore Premio Méliès d’argent – Short Competition TS+FF2018 “Thunder from a Clear Sky” di Yohan Faure (Francia, 2018)

 

Premio Rai 4 Rai 4, media partner di Trieste Science+Fiction Festival 2018, assegna il Premio Rai 4 a uno dei film della selezione ufficiale Neon.
Vincitore Premio Rai 4 TS+FF2018 “Freaks” di Zach Lipovsky, Adam Stein (Canada, 2018)

Motivazione: Nell’offerta di livello sempre all’altezza del Trieste Science+Fiction Festival, il premio Rai 4 va al film “Freaks” che reinterpreta con ironica originalità il tema dei superpoteri e la condizione dell’alterità, ribaltando il classico punto di vista e riuscendo a restituire inedita freschezza al cinema di genere.

Stars’ War – Premio della Critica Web

Decretano la miglior opera prima dell’edizione 2018 del Festival nove testate online presenti al Festival: BadTaste, Blow Out, Cineblog, CineClandestino, CineLapsus, Cinematographe, Quinlan, Sentieri Selvaggi e Taxi Drivers.

Vincitore Stars’ War – Premio della Critica Web TS+FF2018
“Jonathan” di Bill Oliver (USA, 2018)

Premio Nocturno Nuove Visioni

Riconoscimento assegnato ad un’opera significativa e originale per l’evoluzione del cinema di genere da Nocturno, la principale rivista italiana dedicata al cinema di genere.  Vincitore Premio Nocturno Nuove Visioni TS+FF2018  “Await Further Instructions” di Johnny Kevorkian (Gran Bretagna, 2018)

Premio CineLab Spazio Corto

Il premio è organizzato in collaborazione con il DAMS (Discipline delle arti della musica e dello spettacolo), Corso di studi interateneo Università degli Studi di Udine e Università degli Studi di Trieste, ed è riservato al miglior cortometraggio italiano presentato nella sezione Spazio Italia | Spazio Corto. Il premio viene assegnato da una giuria composta da studenti. La giuria 2018 è composta da Leandro Urbani, Edoardo Vidiz, Riccardo Tonon, Ajad Noor e Luciano Ranaldi.

 

Vincitore Premio CineLab Spazio Corto TS+FF2018:“Herd” di Mattia Temponi (Italia, 2018)

Motivazione :Dopo un’attenta e oculata analisi dei cortometraggi in concorso al festival, la giuria ha deciso di assegnare il premio CineLab Spazio Corto al cortometraggio di Mattia Temponi “Herd”. Un’opera che riesce a coniugare allo stesso tempo forma e sostanza riuscendo a veicolare in maniera chiara  e ironica il proprio messaggio attraverso il genere cinematografico, cosa che la giuria reputa manchi in italia ora come ora. La paura immaginaria del diverso e dello sconosciuto e la sempre più dirompente irruenza dei mass media nelle nostre vite, che passivamente ci influenza di giorno in giorno. sono i temi affrontati nei 14 minuti di questo intelligente cortometraggio, che viene accompagnato da un’ottima messa in scena e da un reparto tecnico molto valido, che trova il suo punto di forza in un’intensa fotografia e un ritmo molto coinvolgentePremio del pubblico
Il concorso è riservato ai lungometraggi di finzione presenti in tutte le sezioni, esclusi i classici. Il premio è assegnato al film che riceve il maggior numero di voti dal pubblico in sala.

Vincitore Premio del pubblico “Lajko Gipsy in Space” di Balazs Lengyel (Ungheria, 2018)

Premio alla Carriera Urania d’Argento

Il Premio Urania d’Argento viene conferito dal 2002 ai grandi maestri che hanno operato nell’ambito del fantastico, in collaborazione con l’omonima testata letteraria Mondadori.

Vincitore Premio alla Carriera Urania d’argento TS+FF2018 Douglas Trumbull, due volte premio Oscar, regista e maestro degli effetti speciali.

Giunto alla sua 18° edizione, il Trieste Science+Fiction Festival propone anche quest’anno anteprime mondiali, internazionali e nazionali, con tre concorsi internazionali: il Premio Asteroide, competizione internazionale per il miglior film di fantascienza di registi emergenti a livello mondiale, e i due premi Méliès d’argent della European Fantastic Film Festivals Federation per il miglior lungometraggio e cortometraggio di genere fantastico europeo. La sezione Spazio Italia ospiterà il meglio della produzione nazionale. Immancabili, infine, gli Incontri di Futurologia dedicati alla scienza e alla letteratura, in collaborazione con le principali istituzioni scientifiche, e la consegna del premio alla carriera Urania d’argento a un maestro del fantastico.

Trieste Science+Fiction Festival è organizzato dal centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground con la collaborazione e il sostegno di: MiBAC – Direzione Generale per il Cinema, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Fondazione CRTrieste, Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali, ARPA FVG – LaREA, PromoTurismo FVG, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

Andrea Forliano