20 ottobre 2018 – 3 febbraio 2019 Napoli, Basilica dello Spirito Santo

KLIMT Experience, a Napoli dal 20 ottobre 2018, l’esperienza multimediale è in programma nella centralissima via Toledo, all’interno della monumentale Basilica dello Spirito Santo. Dopo il successo delle tappe di Firenze, Milano, Caserta, Roma e Shanghai, che hanno registrato un grande numero di visitatori, complessivamente oltre 600.000, lo spettacolo che unisce musica, immagini digitali, oggetti fisici e realtà virtuale viene presentato nella città partenopea.

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KLIMT Experience è una rappresentazione multimediale immersiva, interamente dedicata alla vita e alle opere del padre fondatore della secessione viennese che, con altri artisti del suo tempo, coltivò il mito dell’opera d’arte totale, della democratizzazione del bello e della creatività. Il percorso esperienziale di KLIMT Experience è il racconto emozionante di un’incredibile avventura umana ed artistica, la messa in scena digitale di opere talmente celebri da essere ormai entrate a far parte della cultura popolare come “Il Bacio”, “L’Albero della vita”, “Giuditta I”, “Danae, insieme a molte altre, meno conosciute, ma pur sempre straordinariamente cariche dell’inimitabile fascino sensuale klimtiano. Entusiasmare e meravigliare il pubblico di ogni età, invitandolo ad approfondire la conoscenza dell’uomo e dell’artista, la comprensione e la lettura stilistica delle sue opere attraverso l’esaltazione dei dettagli e della tecnica pittorica: sono questi gli obiettivi dichiarati di Crossmedia Group – società che ha ideato e prodotto il format con la consulenza dello storico dell’arte Sergio Risaliti e l’apporto creativo del regista Stefano Fomasi di Fake Factory – e di Time4Fun, partner organizzativo dell’appuntamento napoletano. L’evento, in collaborazione con le associazioni Medea e Mediterranea, è patrocinato dal Comune di Napoli.

Il percorso si apre con un’area introduttiva didattica, questa precede la Sala Immersiva”, cuore dell’allestimento. È qui che il pubblico viene sensorialmente avvolto da un flusso continuo di musica e immagini ad altissima definizione proiettate in sincronia, a 360 gradi, sugli schermi giganti ed in videomapping sulle magnifiche architetture della navata principale. Al termine dell’esperienza immersiva il viaggio nel mondo simbolico, enigmatico, di Klimt continua nella Sala degli specchi”, elemento di novità rispetto all’allestimento proposto alla Reggia di Caserta. È il luogo d’eccellenza per i selfie: l’opportunità unica di condividere l’incredibile immagine di se stessi confusa nel caleidoscopio di segni e figure iconiche che si susseguono su pareti, pavimento e soffitto di questa sorta di scatola magica. Infine, nella parte conclusiva dell’itinerario, con la Klimt VR Experience” Il pubblico può cimentarsi con la dimensione assente nell’arte klimtiana: la profondità. Grazie ad un’app sviluppata appositamente da Orwell (Milano) per i visori di realtà virtuale Oculus VR, l’immersività diviene 3D e consente letteralmente di “entrare” dentro a quattro dei quadri più caratterizzanti il grande pittore austriaco.

Accanto alle postazioni per gli Oculus VR, si può apprezzare l’esposizione di dieci abiti realizzati utilizzando le textures disegnate da Klimt per l’atelier della sua compagna, Emilie Flöge. Il virtuale ed il reale, due mondi paralleli a confronto a chiudere insieme un viaggio unico. È stato scritto: “la pittura di Klimt, come tutta la grande arte, può essere considerata, al di là delle circostanze del proprio periodo, sub specie aeternitatis”.  Come tale, Klimt è l’artista perfetto per una mostra che supera il tempo attraversandolo, un mezzo a disposizione di chiunque decida d’intraprendere un cammino di bellezza alla ricerca del trionfo di un’ arte senza confini.




Epiphany 20 ottobre – 23 novembre 2018 Palermo

Sabato 20 ottobre a Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018, nella chiesa di Sant’Andrea degli Aromatari alle ore 18:30 sarà inaugurata la mostra Epiphany a cura di Rosa Cascone e in collaborazione con lo studio legale Negri-Clementi.

In questa sede, riaperta per la prima volta per la collettiva, saranno esposte le opere site specific di varie misure e supporti, che non saranno specchio dei santini già creati ma un completamento a dialogo con lo spazio della chiesa.

Ognuno si cimenterà con la sua materia di studio e di ricerca, dialogando con il tema assegnatogli: Giulia Roncucci porterà una video installazione interattiva sul tema del sacrificio, Chiara Tubia con il tema dei misteri realizzerà un’opera di tessitura riprendendo l’arte del pizzo e si esibirà in una performance il giorno dell’inaugurazione; Lara Verena Bellenghi affronta il tema  della promessa con la delicatezza delle polveri, JokhioMahbub con il tema della testimonianza invierà un lavoro dal Pakistan, Ignazio Mortellaro si confronterà con il tema del trapasso relazionandosi con il mondo vegetale, Daniela Pellegrini sperimenterà diverse tecniche con il tema del prescelto e Barbara Uccelli  performerà il tema della consunzione della materia. A loro, si affiancherà Edoardo Dionea Cicconi con una sua opera. Infine, sarà presente in mostra uno speciale lavoro di Desideria Burgio portato avanti alla residenza alla Fondazione Piccolo di Calanovella. Durante il periodo di apertura della mostra vi saranno diversi eventi collaterali ad integrazione del progetto. Il programma completo sarà pubblicato sul sito.

Per info: www.inxxxwetrust.info / info@inxxxwetrust.com




Mostra “TRA LE MACERIE DELL’ANIMA”

Oggi in Museo civico d’Arte è stata presentata la mostra “Tra le macerie dell’anima” di Luigi Sacilotto allestita nelle sale al piano terra di Palazzo Ricchieri. “E un piacere ospitare questa esposizione – ha introdotto l’assessore alla cultura Pietro Tropeano – perché è particolarmente significativo che l’arte contamini il vivere quotidiano ed è altrettanto importante che l’arte, profonda espressione della vita, sia intesa anche come “strumento” per superare la sofferenza di cui è testimone l’artista Luigi Sacilotto-
L’artista, ha ringraziato per aver messo a disposizione un luogo pubblico, per la presentazione del curatore e per il sostegno ricevuto e ha detto che le opere sono il frutto dello scavare e della riscoperta di ferite. E come riportato da Antonio Loperfido e Margherita Gobbi nella presentazione della brochure. “ Le opere di Luigi Sacilotto, sono finestre che invitano chi le osserva a intravedere la sua anima e a riflettere sulla propria. Sono un invito a guardarsi dentro senza ipocrisia, senza paura di affrontare il dolore, la disperazione, la rabbia, il vuoto, i ricordi, la solitudine”.
L’artista – ha commentato il curatore della mostra Fulvio Dell’Agnese – ha approcci diversi, uniti dal dramma vissuto ed esplorato; dai quadri esposti emerge l’idea di un dolore che l’artista vive e che cerca di elaborare e dalle altre opere si percepisce che il dolore e il disagio devono metaforicamente irrompere dai contenitori e librarsi”. Anche per Maria Conte dall’Hospice. Il Gabbiano che organizza la mostra va lasciato lenire il dolore per superare le macerie del corpo e della psiche.
Il direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASS Friuli Occidentale Fulvio Tesolin ha rimarcato che la collaborazione all’iniziativa si coniuga con le finalità del dipartimento stesso, la lettura della sofferenza e del disagio. E su questi temi sarà focalizzato l’evento collaterale della mostra: venerdì 19 ottobre nella sala Rossa del Municipio si terrà il convegno “Il vivere e il morire: etica, antropologia e diritto” organizzato dall’Azienda sanitaria, con l’Associazione Il Gabbiano Amici dall’Hospice, l’ AIAF Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e per i Minori, in collaborazione con il Comune di Pordenone e con il patrocinio dell’Ordine Avvocati di Pordenone.
La mostra sarà inaugurata venerdì 12 ottobre alle 18 ed aperta fino al 28 ottobre dal mercoledì alla domenica dalle 15 alle 19.
Pordenone 10.10.2018




MONTERIGGIONI (SI) PRIMA DEL CASTELLO Da sabato 13 ottobre mostra ad Abbadia Isola sulla comunità etrusca in Valdelsa

Riscoprire e rivivere la storia più antica di Monteriggioni, dall’età del Ferro al tardo ellenismo, con un viaggio di oltre mille anni attraverso oltre 250 reperti locali, ricostruzioni in 3D e focus dedicati alla lingua etrusca e al collezionismo antiquario. È quanto proporrà il percorso espositivo “Monteriggioni prima del Castello. Una comunità etrusca in Valdelsa”, in programma dal 13 ottobre al 23 aprile nel Complesso monumentale di Abbadia Isola, alle porte di Monteriggioni.

Il percorso di visita sarà articolato in quattro sezioni tematiche. L’esposizione seguirà un ordine cronologico e ripercorrerà la storia locale dall’età del Ferro (IX secolo a.C.) al tardo ellenismo (II-I secolo a.C.) attraverso le prime ricerche dell’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli, gli sviluppi successivi, i ritrovamenti tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, le peripezie legate alla vendita a musei italiani e stranieri dei corredi rinvenuti nelle tombe del Casone e alcune ricostruzioni dei contesti in mostra.

Gli oltre 250 reperti in mostra provengono dai musei di Firenze, Volterra e Colle di Val d’Elsa e saranno affiancati da alcune restituzioni 3D dei materiali conservati all’Antikensammlung di Berlino. L’esposizione comprenderà anche pezzi eccezionali, tra cui alcune fra le urne cinerarie più belle della tomba dei Calisna Śepu – appartenente a una ricca famiglia aristocratica e rinvenuta intatta nel 1893 con oltre cento deposizioni a incinerazione e relativi corredi – e materiali inediti mai esposti prima d’ora, tra cui il corredo di una tomba a camera recentemente scavata in Pian del Casone. I visitatori, inoltre, saranno accompagnati nel viaggio indietro nel tempo da restituzioni multimedialirealizzate da ACAS srl in collaborazione con gli esperti dell’Università degli Studi di Siena e da ricostruzioni delle principali sepolture.

In particolare, sarà possibile visitare virtualmente una riproduzione in scala della grande tomba dei Calisna Sepu, scavata nella roccia con banchine su tre lati e tramezzo centrale, e, probabilmente, la più importante sepoltura ellenistica dell’Etruria settentrionale. A renderla nota sono state anche le vicissitudini legate alla dispersione sul mercato antiquario del prezioso corredo, costituito da 36 urne cinerarie, 4 delle quali in alabastro; vasi di ceramica con alcuni pregevoli crateri sovradipinti; vasellame e specchi in bronzo; strumenti in osso; armi; monete; oreficerie e altro. Con queste caratteristiche, il sepolcro rappresenta la tomba familiare dei Calisni, ricca famiglia etrusca di Monteriggioni per circa trecento anni, dalla seconda metà del IV secolo a.C. fino al I secolo a.C.

Tra le ultime scoperte sul territorio, inoltre, compare la tomba ipogea recentemente indagata nel podere Milanese, uno dei contesti più importanti tra quelli in mostra, che ha restituito un notevole corredo risalente al VI secolo a.C., costituito da vasi di bucchero, ceramica dal caratteristico colore nero prodotta in Etruria; vasi di ceramica etrusco-corinzia, tra cui una serie di aryballoi; vasi da unguenti profumati, finemente decorati; fuseruole, ovvero strumenti per la filatura, una delle attività predilette e identificative del ruolo della donna etrusca; oggetti in bronzo, tra cui alcune fibule, una sorta di spille utilizzate per fermare le vesti e altri oggetti che forniscono un quadro completo degli usi e dei costumi locali del periodo.

Il percorso espositivo “Monteriggioni prima del Castello. Una comunità etrusca in Valdelsa” si inserisce in un programma di valorizzazione del patrimonio culturale del Comune di Monteriggioni basato su un protocollo d’intesa sottoscritto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo (SABAP-SI) e il “ritorno” a Monteriggioni dei reperti della tomba dei Calisna Śepu e di altri reperti contribuirà a dare una coloritura romantica a un progetto che si distingue per l’alto profilo scientifico degli studiosi e delle istituzioni coinvolte. L’evento ospitato ad Abbadia Isola, infatti, sarà soltanto il primo passo verso la riscoperta delle eccellenze archeologiche, storiche e artistiche del territorio insieme a partner quali l’Università degli Studi di Siena, il Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli” di Colle di Val d’Elsa, il Polo Museale della Toscana e l’Antikensammlung di Berlino.

L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo che permetterà agli appassionati e alla comunità scientifica di approfondire le conoscenze sulla Monteriggioni più antica attraverso un nuovo sguardo d’insieme, a distanza di quasi un secolo dalle pioneristiche ricerche di Ranuccio Bianchi Bandinelli. Già alla fine dell’VIII secolo a.C., infatti, l’area attorno alla collina che oggi ospita il Castello era costellata di necropoli e insediamenti etruschi, come confermarono le attività dell’archeologo alla fine degli anni Trenta seguite, poi, da poche e sporadiche pubblicazioni sulla Monteriggioni etrusca, superata dalla grande attrattiva legata al periodo di sviluppo medievale e alla sua cinta muraria.

«Un altro tassello – ha detto Stefano Ciuoffo, assessore al turismo della Regione Toscana – che va ad arricchire e impreziosire il cammino lungo la Via Francigena toscana. La fama di Monteriggioni, e il suo richiamo nei confronti dei tanti turisti che la visitano ogni anno, vanno attribuiti al Castello costruito in epoca medievale. E’ però interessante approfondire anche le origini di questo territorio e scavare in epoche più lontane fino agli Etruschi. Il percorso espositivo che aprirà a ottobre fornirà, così, un altro pretesto, se ce ne fosse bisogno, per visitare uno dei borghi toscani più affascinanti e suggestivi».

«Riportare indietro le lancette della storia – ha affermato Raffaella Senesi, sindaco di Monteriggioni – è solitamente una formula utilizzata con un’accezione negativa, ma questa volta guardarsi indietro è positivo e accompagnerà i visitatori in un viaggio nella storia etrusca di Monteriggioni, quella più antica, arricchendo l’immaginario collettivo che ci identifica come la città medievale cantata da Dante Alighieri. Il futuro si scrive soltanto se si ha la piena e forte consapevolezza del nostro passato e questo è quello che vogliamo fare con questa iniziativa. Ringrazio tutti i partner che accompagnano il Comune in questo progetto e la Regione Toscana, che ci ha coinvolto anche nella Giornata degli Etruschi celebrata pochi giorni fa attraverso il Consiglio regionale della Toscana».

fondazione musei Senesi




CORREGGIO IN LUCE > La stagione espositiva a Correggio per l’autunno inverno 2018/2019

Il Comune di Correggio e l’Associazione Amici del Correggio in collaborazione con il Museo Il Correggio presentano la “Sant’Agata”, opera di Antonio Allegri che sarà ospitata fino al 3 marzo 2019 al Museo Il Correggio, nella storica sede di Palazzo dei Principi.

Un evento epocale per la cittadina emiliana e non solo, perché sarà l’opportunità di ammirare una preziosa opera del grande maestro del Rinascimento ricollocata nel luogo in cui fu creata. Grazie all’Associazione Amici del Correggio, la Sant’Agata è stata esposta dal 15 marzo al 2 settembre 2018 presso il Palazzetto Baviera di Senigallia, e ora fa ritorno nella sua terra natale, accompagnata da una serie di incontri e appuntamenti.

La “Sant’Agata” è una piccola tavola che raffigura la giovanissima e graziosa sposa del Correggio, Jeronima, che il genio dell’autore ha voluto ritrarre come Sant’Agata Martire, protettrice speciale della femminilità secondo la tradizione popolare. Il dipinto si colloca nella pienezza della carriera del pittore, intorno al 1525, dopo il matrimonio avvenuto nella città natale e dopo la nascita del primo figlio, quando dunque si può immaginare che la felicità riempisse l’animo di colui che si era firmato insistentemente “Laetus”.

L’acquisizione della piccola, ma preziosa opera si deve all’Associazione Amici del Correggio che l’ha rintracciata, dopo che nel 2004 la intercettò Dario Fo. Fu lui per primo ad interpretare il volto della Santa come un ritratto di Jeronima ed è proprio grazie all’attore premio Nobel che il dipinto venne restaurato e pubblicato, arrivando oggi ad essere esposto al pubblico.

La storia collezionistica della Sant’Agata è misteriosa e coinvolgente: era arrivata a Senigallia alla fine dell’Ottocento, già come autografo del Correggio, portata in dono da un gentiluomo inglese al celebre medico Angelo Zotti, luminare che gli salvò la vita. La tavola però non rimase presso la famiglia Zotti ma, attraverso diverse vicende ereditarie, arrivò nel Novecento in possesso di due nobili sorelle residenti a Fano ed è lì che la vide per la prima volta Dario Fo e dove la ri-trovò l’Associazione Amici del Correggio.

Il giudizio della critica l’ha unanimemente attribuita a Correggio: il leggero mantello che le avvolge il collo, il volto di grande bellezza, la capigliatura soffice e ordinata, la fanno considerare a diritto una prima prova per capolavori successivi come l’Adorazione degli Uffizi, lo Sposalizio mistico di Santa Caterina del Louvre, la Santa Caterina leggente di Hampton Court, e a ritratti femminili che hanno caratteristiche simili a quelle della Sant’Agata.

In occasione della mostra domenica 7 ottobre alle 16:30 presso il teatro Comunale di Correggio, sarà presentato il libro della prof.ssa Renza Bolognesi “Correggio e la Camera di San Paolo. Svelamenti inediti appena pubblicato e edito da Silvana Editoriale, che concorre alle celebrazioni del Quinto Centenario degli affreschi nella Camera stessa con un’ampia e nuovissima tesi sui contenuti simbolici, biblici ed evangelici presenti, frutto dell’elaborazione congiunta della Badessa Giovanna da Piacenza e di Antonio Allegri.

Gli stessi affreschi della Camera di San Paolo saranno oggetto di una mostra multimediale che aprirà domenica 13 ottobre presso il Museo Il Correggio.

 

L’esposizione della Sant’Agata è un evento culturale molto significativo per la nostra città”, commenta il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, “perché è grazie ad Antonio Allegri che il nome di Correggio è celebre in tutto il mondo. La collaborazione con l’associazione “Amici del Correggio” si inserisce in un percorso, intrapreso dall’amministrazione comunale, che intende riunire e far collaborare tutti gli studiosi che a vario titolo si occupano dell’approfondimento e della valorizzazione dell’opera dell’Allegri, a partire dalla Fondazione Il Correggio, dall’associazione Amici del Correggio e dal nostro Museo Civico. Nei prossimi mesi, dunque, la nostra città vedrà numerose iniziative accompagnare l’esposizione del quadro, proprio per sottolineare come questo evento coinvolga tutta la città, valorizzandone gli aspetti culturali e quelli legati all’accoglienza e all’offerta turistica”. L’occasione del ritorno a Correggio della Sant’Agata è dunque un’occasione per scoprire la cittadina emiliana partendo proprio da Palazzo dei Principi, prima appartenuto ai da Correggio e poi agli Estensi nel ‘600. Dal 2004 ospita il Museo Il Correggio che conserva nella Sala del Camino, impreziosita dal soffitto originale a cassettoni, ben tre opere del Correggio (oggi quattro con la Sant’Agata): il Volto di Cristo, un’opera di piccole dimensioni che, nello stile, richiama i modelli raffaelleschi e quindi probabilmente successiva al viaggio a Roma dell’Allegri del 1518; dello stesso periodo La Pietà, attribuita al pittore da David Allan Brown e il disegno bifacciale realizzato sicuramente come disegno preparatorio per gli affreschi della cupola del Duomo di Parma. Di assoluta rilevanza il Redentore, capolavoro di Andrea Mantegna datato 1493 e, testimonianza dei fasti dei Da Correggio, anche il Salone degli Affreschi dove campeggiano gli arazzi fiamminghi, tessuti a Bruxelles nella bottega di Cornelius Mattens alla fine del XVI secolo.

 




VILLA MANIN : SACRUM ANCORA FINO AL 4 NOVEMBRE.

Mosaici e incisioni, sculture e affreschi, disegni e fotografie, scenografie e vetri soffiati costituiscono corpo dell’esposizione che a Villa Manin presenta i maestri di una costituenda scuola.

Una scuola estiva internazionale che avrà lo scopo di fare il punto sui saperi dell’arte, così come si tramandano nella fedeltà verso tecniche antiche declinate nel presente e nelle sue più attuali problematiche. Si vedranno le acqueforti di Zec o i Cappotti in carborundum di Kounellis uscite dalla Stamperia d’Arte Albicocco, le fotografie di Stefano Ciol, il trittico che il mosaicista ravennate Marco De Luca ha dedicato a Pasolini, o l’opera musiva di Luciano Petris ispirata alla figura di Padre Maria Turoldo. L’affresco di Gian Carlo Venuto, le sculture di Gianpietro Carlesso, i pannelli esplicativi di un restauro ligneo condotto dalle sorelle Giuseppina e Teresa Perusini, i disegni che Alberto Lolli dedica al corpo umano in movimento e ai sondaggi analitici sul Donatello svelato, i gioielli sacri di Sergio Pausig, le scenografie di Stefano Bernabei e i vetri soffiati di Manolo Cocho, si affiancheranno ad opere di altri maestri legati a un saper fare da trasmettere alle generazioni future come patrimonio artistico e umano inalienabile.

Sala esposizioni barchessa di levante Villa Manin, Passariano (Ud)

ORARI: da martedì a domenica  10.00-13.00 15.00-18.00

Chiuso lunedì

sabato 15 e domenica 16  10.00 – 19.00

INGRESSO LIBERO

INFO:  www.villamanin.it

VISITE GUIDATE

Non perdere l’occasione di visitare la mostra Sacrum. Maestri per una Summer school con una guida d’eccezione, il curatore Giancarlo Venuto.

Domenica 7 ottobre alle ore 11.00, 15.00 e 17.00;

– Sabato 13 alle ore 15.00 e 17.00;

– Domenica 14 ottobre alle ore 11.00, 15.00 e 17.00;

Sabato 20 alle ore 15.00 e 17.00;

– Domenica 21 ottobre alle ore 11.00, 15.00 e 17.00;

 – Domenica 28 ottobre alle ore 11.00, 15.00 e 17.00.

 

 

 




Bergamo 8 ottobre : VISIONI FENOMENALI LA FOTOGRAFIA TRA SCIENZA E STORIA

Lunedì 8 ottobre dalle 17.00 alle 19.00 verrà aperta al pubblico con ingresso gratuito la nuova sezione museale nel Convento di San Francesco (Piazza Mercato del fieno 6/a): Visioni Fenomenali. La fotografia tra scienza e storia.

Il percorso

Tre stanze, due tipologie di sguardo, molteplici punti di vista. L’occhio umano messo a confronto con la macchina fotografica, laddove entrambi dipendono da un fattore comune, la luce, e differiscono da un unico grande protagonista: il cervello, con tutte le sue umane illusioni. Un percorso interdisciplinare suddiviso in tre ambienti che, tra cenni storici ed esperimenti, approfondisce i grandi temi della visione e della fotografia.

Nato come rinnovamento del precedente percorso “Click… E luce fu!”, Visioni Fenomenali si propone non più come realtà laboratoriale chiusa al pubblico e indirizzata unicamente alle scuole, ma come vera e propria mostra permanente disponibile gratuitamente anche ai visitatori negli orari di apertura del Convento di San Francesco che la ospita.

A questo percorso sono dedicate anche alcune attività didattiche che trovate nel rinnovato opuscolo, sfogliabile anche nella sua versione on line I fili della storia.  

Questo nuovo tassello che va ad aggiungersi alle realtà gestite dal Museo delle storie di Bergamo, è reso possibile dal supporto di Rotary Club Bergamo Sud.




A Pordenone e provincia fine settimana ricco di arte tra Sironi e Giovanni Antonio de’ Sacchis


Sarà un fine settimana ricco di arte per Pordenone e provincia quello in arrivo, protagonisti due grandi artisti dell’arte italiana di ieri e di oggi: Giovanni Antonio de’ Sacchis e Mario Sironi. Entrambi da scoprire o riscoprire tramite tour guidati.
Partono infatti venerdì 5 ottobre alle 17.30 i percorsi assistiti gratuiti in Galleria Bertoia alla mostra di Sironi – pittore, illustratore, grafico, scultore, decoratore, scenografo, tra le figure più originali, intense e radicali del secolo scorso – a cura dell’Associazione Amici di Parco, che sono disponibili per gruppi di almeno 10 visitaori a visite in altre date e orari da concordare (per informazioni e prenotazioni: amiciparco.pn@gmail.com). L’appuntamento fisso sarà tutti i venerdì alle 17.30, per un viaggio in un periodo (1913 – 1924) che vide l’evoluzione dell’artista dal futurismo al classicismo.
Sabato 6 e domenica 7 ottobre prendono il via – in collaborazione con Comune di Pordenone, Promoturismofvg e Diocesi di Concordia-Pordenone, con la sponsorizzazione tecnica dell’ATAP – i tour tematici alla scoperta dei capolavori di Giovanni Antonio De’ Sacchis, noto come “il Pordenone”, nelle chiese del territorio pordenonese, preludio alla grande mostra a lui dedicata in programma a settembre 2019
I tour si svolgeranno il sabato e la domenica con partenza in pullman alle14.30 da Piazza della Motta e rientro previsto intorno alle 18.30. Due sono gli itinerari proposti: il sabato la visita toccherà le chiese di Gaio (chiesa di San Marco), Pinzano (chiesa di San Martino), Valeriano (Chiesa di Santo Stefano e Oratorio dei Battuti), Travesio (Chiesa di San Pietro); la domenica le tappe saranno Vacile (Chiesa di San Lorenzo), Tauriano (Chiesa di San Nicola), Spilimbergo (Duomo di Santa Maria Maggiore) e infine Valvasone (Duomo del SS Corpo di Cristo).
La prenotazione obbligatoria (fino a 48 ore prima del servizio) va fatta all’Infopoint PromoTurismoFVG di Pordenone, Palazzo Badini, piazza Cavour; tel 0434 520381; info.pordenone@promoturismo.fvg.it; numero verde 800 016 044. Con le stesse modalità le visite verranno replicate il 20-21 ottobre e il 3 e 4 novembre 2018.
I servizi di visita guidata avranno un costo di € 10,00 (comprensivo di transfer in pullman GT, visita guidata, guida su Il Pordenone) e saranno gratuiti per i bambini sotto i 12 anni, dai 12 ai 18 anni costeranno € 5,00.
Inoltre in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi del Friuli Venezia Giulia, sarà possibile, su richiesta, usufruire di un servizio gratuito di mediazione in lingua LIS (lingua italiana dei segni). Prevista anche la visita in inglese. 

C.L.



NASCE A TRIESTE IL PRIMO SHOWROOM ITALIANO REALE E VIRTUALE DEDICATO ALLO STILE SCANDINAVO

Fusione di reale e virtuale in perfetto stile nordico: si apre venerdì 5 ottobre, nel cuore commerciale di Trieste – in via Trento 1, nel Borgo Teresiano voluto da Maria Teresa d’Austria per incentivare lo sviluppo economico della città – il primo showroom italiano dedicato a una selezione di prodotti e marchi scandinavi, ispirato alla visione nord europea dei grandi department store.

“Nordic Emotions” – afferma Stefano Ogrisek, rappresentate di Exe Advisor, partner della società costituita a giugno 2018 con Alessandro Martelli (fondatore di Kleppeck Design, agenzia esclusiva per l’Italia di venti marchi scandinavi) e Airis Perlini – “nasce per risolvere i problemi logistici e amministrativi dei tradizionali punti vendita, grazie a un concetto innovativo che coniuga online e offline, offrendo al consumatore la possibilità di vedere, toccare e testare i prodotti nello showroome di scoprirli tutti e acquistarli anche attraverso un portale web dedicato (www.nordic-emotions.com)”.

 

L’installazione di “totem” per entrare nel mondo online, anche tramite visori di realtà virtuale disponibili nello showroom, permette inoltre ai clienti di immergersi nel mondo scandinavo e vivere un’esperienza nordica completa, attraverso video informativi sui paesi di riferimento,documentari su designer che hanno segnato la storia del settore e che tutt’oggi collaborano con ibrand proposti, video istruttivi sulla produzione aziendale e molto altro.

 

“Nordic Emotions” – conclude Stefano Ogrisek, che ricopre anche il ruolo di Presidente Giovani Confcommercio Trieste e consigliere nazionale – “vuole andare oltre la normale esperienza di vendita, dimostrando come la tecnologia possa semplificare e migliorare la vita, mettendo in connessione le aziende alle persone, i prodotti alle case, le emozioni al web. Con uno sguardo orientato al futuro, verso altri territori, in Italia e anche all’estero, ai quali proporre la filosofia e il concept di Nordic Emotions”.

 




Suns Europe cerca volontari per l’edizione 2018

SUNS EUROPE 2018

Udine 1-2 dicembre 2018

Suns Europe cerca volontari per l’edizione 2018

Fino al 15 ottobre si possono presentare le candidature compilando l’apposito format sul sito della manifestazione

UDINE – Saranno due giorni intensi, quelli di Suns Europe, a stretto contatto con il talento, il pluralismo linguistico, la creatività. Un’occasione particolarmente interessante per un giovane: nuove esperienze da vivere, nuove persone da conoscere, nuove culture da scoprire, e perché no, anche nuovi amici! Per farsi contaminare dalle atmosfere di Suns Europe 2018, il principale Festival europeo delle arti nelle lingue minorizzate, in programma a Udine il primo e il 2 dicembre, sarà sufficiente proporre la propria candidatura sul sito della manifestazione (www.sunseurope.com). I candidati selezionati riceveranno una conferma via e-mail. Per maggiori informazioni: volontari@sunseurope.com.

L’invito è soprattutto per gli universitari, considerato che al termine dell’evento sarà rilasciato un attestato di partecipazione. I volontari avranno il compito di accompagnare gli artisti in hotel, a teatro o nelle varie attività previste dal programma del Festival, oltre che di presenziare agli Infopoint allestiti all’interno del Teatro Nuovo Giovanni da Udine con l’obiettivo di raccontare e far conoscere a tutti quanto la diversità linguistica sia una ricchezza e una risorsa preziosa. Sono richieste buona conoscenza della lingua friulana e di quella inglese (o di altre lingue) e buona capacità a relazionarsi con le persone di cultura e provenienza diverse.

Network to Promote Linguistic Diversit, la rete europea per la promozione della diversità linguistica.

Tutto il programma e le info sono su www.sunseurope.com e sulla pagina Facebook ‘SUNS Europe’.

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