Conclusa la terza edizione di Nature inPhoto

Conclusa con una grande partecipazione la terza edizione di Nature inPhoto, il concorso fotografico internazionale promosso dai Comuni di Marano Lagunare e Muzzana del Turgnano con l’obiettivo di valorizzare la fotografia naturalistica.

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Quest’anno, infatti, a partecipare sono stati 105 fotografi da Italia, Slovenia, Austria, Svizzera, Kazakistan e Spagna, presentando ben 1115 fotografie.

A conquistarsi il gradino più alto del podio, come vincitori assoluti, lo spagnolo Eduardo Simula insieme al sardo Salvatore Frau con la foto “Convivenze controverse”, a testimonianza dell’alta valore del concorso.

Questi gli altri vincitori. Nella categoria “Popolo alato”, primo Josè Luis Rodriguez con “White Wake”, nella categoria “Landscape” Gianni Menta con “Pineta Mediterranea”, e nella caegoria “Wildlife”, Fabrizio Marcuzzo con “Sfumature di Ammodytes”.

MorettiMarzio

Contestualmente si è svolto anche il concorso fotografico “Boschi fiume laguna”, dedicato al territorio friulano, che ha visto classificarsi al primo posto Luigi De Nadai con “Tramonto”, al secondo Ferruccio Blasizza con “Piccolo pescatore” e al terzo Stefano Pielich con “Cicli di vita”.

Ci sono state anche le menzioni speciali a Simon Kovavic e a Stefano Caccia.

Ma il concorso fotografico Nature inPhoto non si è limitato ad esser tale, ovvero solo un concorso, ma ha allargato i suoi orizzonti ospitando una serie di eventi che hanno fatto da preziosa cornice alle premiazioni.Focus principale è stato quello dedicato al suono, in connessione con la natura circostante. Cuore degli eventi è stata la residenza artistica “Imperceptibilis materia” a cura di Leandro Pisano, critico e ricercatore indipendente, che si occupa delle intersezioni tra arte, suono e tecnoculture.

Moretti Marzio

Oltre a questa esperienza che ha messo in connesisone arte e natura, la riserva di Marano Lagunare e i boschi planiziali di Muzzana del Turgnano (oltre che altri luoghi delle due cittadine e lo Spazioersetti a Udine) sono stati palcosecenico di diversi altri momenti di incontro, tra cui workshop fotografici, performance, proiezioni di documentari. Un modo potente e concreto di unire la natura all’arte per fare arrivare le potenzialità di una parte del territorio friulano che ha ancora molto da raccontare di sé.




UDINE: Audiobus torna in città e si fa in tre!

Alla corsa C, con un nuovo ‘look’, si aggiungeranno la 4 e la 2. Ogni percorso racconterà una storia diversa e mostrerà luoghi differenti della città di Udine

UDINE – Un viaggio accompagnato da una voce narrante, una performance artistica in spazi inconsueti, la città vista sotto un’altra luce. A Udine torna (sempre nell’ambito ‘Terminal – Festival dell’arte in strada’, dal 24 al 26 maggio) la magia di Audiobus che quest’anno (è la grande novità) si fa in tre: alla corsa C, con un nuovo ‘look’, si aggiungeranno la 4 e la 2.

IL VIAGGIOAudiobus – di Zeroidee, Giovanni Chiarot e Renato Rinaldi con il supporto di Autoservizi Fvg Spa Saf; una produzione di Terminal Festival realizzato da Circo all’inCirca e Puntozero con il sostegno di Regione Fvg, assessorato alla Cultura del Comune di Udine, MiBACT, PromoturismoFVG e Fondazione Friuli –, anche nel 2019, sarà un viaggio straordinario su un autobus urbano (posti limitati, massimo 35 persone per ogni corsa, iscrizione online su terminal-festival.com), in bilico tra reale e surreale. A ogni viaggiatore sarà dato un paio di cuffie, una voce narrante lo accompagnerà, liberando la sua fantasia e facendogli compiere un viaggio in cui arte e spazio pubblico si contaminano. Una performance multidisciplinare dove tutto accade contemporaneamente dentro e fuori l’autobus.

Credit Bartolomeo Rossi

AUDIOBUS LINEA C – La linea C (di Renato Rinaldi e Giovanni Chiarot, con la compagnia Arearea, la voce di Natalie Fella e gli autisti Saf) sarà un omaggio a Georges Perec. Un tragitto letterario, un percorso inatteso, gremito di suggestioni visive e sonore, di acrobazie, di storie che ci interrogano: Cos’è che fa di una città, una città? Lo spazio attorno allo spettatore-viaggiatore si animerà, si popolerà, si deformerà al punto che non saprà più dire cosa è finzione e cosa realtà. Audiobus linea C partirà da piazza Venerio, sabato 25 maggio, alle 14.45, 15.45 e 16.45; domenica 26 maggio, alle 10.30 e alle 11.30. La corsa durerà circa 50 minuti.

AUDIOBUS LINEA 4 – La prima novità è la linea 4 con un viaggio (di Sarah Chiarcos con Francesco Collavino, Francesco Russo e Marianna Moccia, con le voci di Angelo Floramo e Carlo Zoratti) che racconterà la storia di una famiglia come tante, con una tavola apparecchiata per un pranzo che non andrà come previsto. Le cose vanno sempre come al solito, finché semplicemente non vanno in un altro modo. Perché può succedere di perdersi – di perdere la strada, di perdere il filo – e le cose non saranno mai più come prima. Audiobus linea 4 (non è consigliato per i bambini cui risulterebbe di difficile comprensione) partirà da piazza Venerio, sabato 25 maggio alle 15 e alle 16.15; domenica 26 maggio alle 14.30, 15.45 e alle 17. La corsa durerà circa 60 minuti.

AUDIOBUS LINEA 2 – Altra novità dell’edizione 2019 di Audiobus è la linea numero 2, con le performance degli artisti del Circo all’inCirca e le suggestioni sonore del musicista Paolo Paron. In questo caso ci si imbarcherà in un viaggio dai confini sfumati, si partirà con un autobus e si rientrerà con un altro. Nel mezzo un viaggio surreale, fatto di domande e di acrobazie. Perchè viaggiamo? Qual è la meta? Da quanto tempo siamo in viaggio? Una traversata urbana alla scoperta dell’irrazionalità di cui è costellata la razionalità cittadina. Audiobus linea 2 partirà da piazza Venerio, sabato 25 maggio alle 15.50 e alle 16.50; domenica 26 maggio alle 10.40, 15.40, 16.40. La corsa durerà circa 60 minuti.

INFO SUI VIAGGI – I posti sui bus saranno limitati a massimo 35 persone per ogni corsa, per questa ragione quest’anno l’organizzazione ha previsto un’iscrizione online. Dal 17 maggio sarà sufficiente prenotare il proprio posto su terminal-festival.com, scegliendo la data e l’orario della corsa. Il costo del biglietto per ogni singolo viaggio è di 3 euro (comprensivo di corsa e spettacolo). I ticket dovranno essere ritirati, all’infopoint di piazza Venerio, 30 minuti prima della corsa, in quell’occasione saranno consegnate anche le cuffie. Coloro che non ritireranno i ticket entro 15 minuti dall’orario di partenza non avranno più diritto di prelazione sul posto prenotato, che sarà assegnato a chi si presenterà direttamente all’infopoint.

IL FESTIVAL – Audiobus non sarà però l’unico appuntamento di ‘Terminal – Festival dell’arte in strada’, in programma dal 24 al 26 maggio in piazza Venerio, un luogo non centrale nel tessuto cittadino ma che per tre giorni (e proprio questa è la sfida) sarà animato da spettacoli, musica, teatro, danza, circo contemporaneo. I protagonisti saranno sempre numerosi artisti internazionali che faranno rivivere uno spazio urbano generalmente poco ‘abitato’. Per il programma completo però, è necessario attendere ancora qualche giorno. La presentazione ufficiale è in programma il 23 maggio. Terminal (che aderisce alla giornata mondiale del gioco promossa dal Comune di Udine-Ludoteca)

è ideato da Circo all’inCirca e Puntozero con il sostegno della Regione Fvg, dell’assessorato alla Cultura del Comune di Udine, del MiBACT, di PromoturismoFVG e della Fondazione Friuli. Hanno collaborato alla realizzazione Ars Motus, Associazione Brocante, Associazione Arearea, Associazione Tra le Nuvole, Associació Valenciana de Circ, Cirqueon , Associazione A+AUD, Cas’Aupa, Dissonanze, SAF, Wallonie-Bruxelles International, Bluenergy, Intersezioni.

Informazioni e programma dettagliato su: www.terminal-festival.com | Facebook |

Prenotazioni: https://www.terminal-festival.com/audiobus-prenotazioni/

press.cuberli




SIENA:DeclinAZIONE”: 32 giovani fotografi presentano le loro opere DOMANI 18 maggio

DeclinAZIONE”: 32 giovani fotografi presentano le loro opereDOMANI 18 maggio alle ore 18.00 presso gli spazi di Palazzo Patrizi (via di Città 75), con la premiazione dei vincitori e una tavola rotonda, prende il via la mostra dedicata ai partecipanti al concorso. Ingresso gratuito

 

Sono 32 i giovani artisti che hanno partecipato al concorso nazionale dedicato alla fotografia concettuale “DeclinAZIONE”, riservato agli studenti delle scuole superiori e delle università italiane.

 

Cresce l’attesa per i nomi dei 3 vincitori che saranno svelati a Siena, DOMANI SABATO 18 MAGGIO, alle ore 18.00 presso negli spazi di Palazzo Patrizi (via di Città, 75) dove contestualmente alla premiazione, verrà inaugurata la mostra dedicata ai partecipanti al concorso e avrà luogo una tavola rotonda a cui prenderanno parte il giornalista e scrittore Massimo Biliorsi, l’artista Sara Cafarelli, il giornalista Vincenzo Coli e Gigi Lusini fotografo e art director.

 

Oltre 70 le opere presentate, che hanno impegnato non poco la giuria composta da Luciano Valentini, Andrea Lensini, Lucia Lungarella, Gianfranco Bernardo, Gigi Lusini dell’associazione FotograficaMenteSiena che riunisce fotografi che hanno al loro attivo percorsi artistici e professionali importanti e si prefigge di diffondere il concetto di “fotografia consapevole”.

 

L’iniziativa, promossa da FotograficaMente Siena con il Comune di Siena ha impegnato i ragazzi a “fare foto” interpretando e filtrando con la “mente accesa” quello che si guarda, si vede, si pensa. I partecipanti sono stati invitati prima a immaginare e a studiare lo scatto fotografico, poi a realizzarlo. Un’occasione per riflettere sull’universo delle relazioni, all’insegna del confronto e della crescita.

 

La mostra resterà aperta fino al 31 maggio ad ingresso libero. Orario 10-12 / 15-18.

 

 

 




MONFALCONE: Si è conclusa con un enorme successo la straordinaria mostra “Crali e il Futurismo. Avanguardia culturale”.

Più di 10.000 persone, provenienti da tutta Italia e dall’estero, hanno visitato e apprezzato la mostra “Crali e il Futurismo. Avanguardia culturale” organizzata (dal 22 febbraio al 12 maggio) e promossa dal Comune di Monfalcone con l’obiettivo – centrato pienamente – di rilanciare l’attività espositiva della Galleria comunale d’Arte Contemporanea, che non aveva mai raggiunto simili risultati (oltre 600, inoltre, i cataloghi venduti).

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Vincente è stata anche la scelta di ampliare l’orario di apertura estendendolo alle domeniche pomeriggio e a tutto il periodo pasquale, offrendo la possibilità di assistere alla visita guidata gratuita. Tali incontri sono stati sempre affollatissimi, con una media di 120 visitatori alla volta. Non sono mancate le attività didattiche e creative per i bambini e le visite guidate per gli studenti delle scuole medie e superiori che hanno avuto la possibilità di conoscere e approfondire il movimento del Futurismo, grazie all’eccellenza delle opere e dei materiali documentali esposti, quali i famosi manifesti, libri e riviste fondamentali per far conoscere le linee guida e la visione arte-vita del movimento Futurista.

Il grande successo della mostra sul Futurismo appena conclusa” – sottolinea l’Assessore alla cultura, Luca Fasan – “ha confermato l’indirizzo che quest’amministrazione ha intrapreso da tempo in merito al messaggio culturale e artistico che intende perseguire per i progetti futuri, orientato al valore dell’offerta. Il rapporto con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e altri che a breve seguiranno – spiega Fasan – “unitamente alla rigorosa selezione delle ulteriori mostre tematiche, tracceranno il solco entro il quale si orienteranno gli eventi culturali nelle prossime stagioni. Il grande valore di queste rassegne, contribuisce e contribuirà a portare un ulteriore valore alla città, ossia l’inevitabile ricaduta a beneficio delle nostre realtà commerciali e di servizio. Questi gli indirizzi futuri, questi gli auspici – conclude l’Assessore Fasan – nella piena consapevolezza che il grande messaggio della cultura e dell’arte dovranno essere la rotta da seguire per gli anni a venire”.

La mostra, realizzata in collaborazione con il Consorzio Culturale del Monfalconese e l’Associazione “Luce nella storia”, è stata sostenuta dal prezioso contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse.

L’esposizione, curata dall’avv. Marino De Grassi, grazie alla disponibilità del fondo personale dell’artista, ha permesso di conoscere tutta la produzione artistica del pittore Tullio Crali, dai suoi primissimi disegni,quando era soltanto quindicenne,all’ultimo dipinto concluso nel 1997 oltre ad alcune opere,proprietà dello stesso artista, di Giacomo Balla e Fortunato Depero.

Prima che s’apra il paracadute”, che oggi farà il suo ritorno a Casa Cavazzini – Museo d’arte moderna e contemporanea di Udine, è certamente l’opera di Crali che ha riscosso il maggior successo e incantato tutti i visitatori. Il dipinto era già salito agli onori della cronaca internazionale quando, nel 2014, il Guggenheim Museum di New York lo scelse quale immagine di copertina del catalogo della più grande mostra mai realizzata sul Futurismo dal titolo Italian Futurism (1909-1944): reconstructing the Universe.

E.L.




NAONISCON 2019”,  PER LA 23a VOLTA PORDENONE ACCOGLIE LA GRANDE RASSEGNA REGIONALE DEL GIOCO E DEL FUMETTO

Mentre i padiglioni della Fiera di Pordenone si preparano ad accogliere migliaia di appassionati per la NaonisCon – Pordenone Games & Comics nella sola giornata di domenica 19 maggio, la Città di Pordenone ospita un’anteprima tutta culturale con gli ospiti di NAONISCON, anteprima denominata IDEE CHE DIVERTONO, che si svolgerà sabato 18 maggio presso il PAFF.

NAONISCON

Con la partenza Domenica 19 Maggio a PordenoneFiere della 23a edizione di NaonisCon – Pordenone Games&Comics, una delle più longeve manifestazioni italiane sul gioco da tavolo e sulla nona arte, sarà presentata agli ospiti la nuova disposizione dei 4 padiglioni che ospitano la rassegna.

Sarà possibile incontrare grandi ospiti come:

– Andrea Artusi e Davide Perconti illustratori della Bonelli con un loro nuovo progetto;

– Mauro Longo autore del gioco di ruolo Lex Arcana;

– Manuel Piubello autore del libro Protocollo Marvel;

– Fabio Valentini, Matteo Batetta ed direttamente da Londra il prof. Frank Victoria ordinario di Concept – Design ed Illustrazione presso l’università di Hertfordshire, per il loro progetto in comune Steamgirls;

– Calypsen Cosplay direttamente dalla Polonia sarà la madrina della più grande Gara Cosplay del Friuli Venezia Giulia;

– Erikottero, cantante giapponese e celebre youtuber con un canale dedicato alla lingua e alla cultura del Giappone;

– Adrian Fartade, poliedrico divulgatore scientifico e famoso youtuber del canale Link4Universe.

Per gli intenditori del gioco intelligente sarà ancora una volta disponibile una enorme area ludica in cui le associazioni Coccinelle Rosa, Fanacea, La Tana dei Goblin, La Torre Arcana e FLuS si uniranno allo staff del Club Inner Circle – Panorama, organizzatore della Fiera, per proporre giochi da tavolo, ma anche wargame storici a novizi ed esperti.
Grazie all’associazione Costola dei Barbari, ci sarà pure il glorioso ritorno del Gioco di Ruolo con partite veloci per tutti gli appassionati.

Nell’area Giappone sarà possibile immergersi nelle atmosfere nipponiche ascoltando il Koto, antico strumento a corde giapponese, mentre, dopo la vestizione del Kimono, si potrà incontrare la cantante giapponese Erikottero, ambasciatrice della lingua e della cultura del Giappone.

Il Cosplay, sarà ovviamente di casa con l’ormai immancabile gara, uno spazio ricco di curiosità, dedicato al Gotico, al Fantasy e all’anacronistico Steampunk, e l’area dei simpatici personaggi di Star Wars che daranno luogo a spettacolari combattimenti a colpi di spade laser!

 

IDEE CHE DIVERTONO

Il popolare evento fieristico sarà preceduto, Sabato 19, dalla 3a edizione di “Idee che Divertono”, evento gratuito ed aperto a tutti, con una giornata di incontri presso il PAFF – Palazzo Arti Fumetto Friuli di Pordenone, che vedrà protagonisti i principali ospiti di NaonisCon.

A partire dalle 11:00, all’interno del Parco Galvani avrà inizio il primo “Photo Contest & Cosplay” di Pordenone ove i fotografi potranno sfidarsi a colpi di scatti fotografici con oggetto i Cosplay presenti, primi fra tutti la polacca Calypsen Cosplay e l’italianissimo Ichigo Wigs Cosplay. Seguiranno due conferenze molto interessanti:

– BACK TO THE MOON: Scienza e fantascienza della colonizzazione spaziale.
Dalle ore 15.30 alle ore 16.30, Adrian Fartade torna a Pordenone con una INEDITA conferenza dedicata alla colonizzazione spaziale e alla fantascienza.

– INCHIOSTRO, PENNELLI E CROWDFUNDING: Storie e segreti di Character Designer e Autori che hanno prodotto i propri progetti.
Dalle ore 17.00 alle ore 19.30, continua la fruttuosa collaborazione con la community di Fanacea, con una conferenza dedicata ad autoproduzioni e character design.
Relatori: Andrea Artusi, Davide Perconti, Fabio Valentini (Zucco), Frank Victoria (https://bit.ly/2K5dknh), Manuel Piubello, Matteo Batetta (Mangaka no oshigoto) e Mauro Longo.
Moderano: Davide Della Libera e Luca Auza Campagnaro.

 

Il Club Inner Circle – Panorama è un Associazione ludica nata nel 1995 a Pordenone, che si propone di diffondere il gioco in tutte le sue forme, come momenti di svago, incontro ed accrescimento culturale.
Dopo oltre 20 anni di attività il Club è oggi in grado di offrire ai soci una disponibilità di oltre 300 giochi tra boardgames, wargames, giochi di simulazione, giochi di carte, giochi di ruolo.
Durante l’anno sociale il Club organizza diverse manifestazioni, oltre a NaonisCon – Pordenone Games&Comics, che resta la principale Convention Ludica del Friuli Venezia Giulia ed una delle più longeve d’Italia.

 




DAL 16 MARZO AL 2 GIUGNO Sala Esposizioni, Villa Manin – PASSARIANO DI CODROIPO

Verrà inaugurata sabato 16 marzo alle ore 11.00 nella Sala esposizioni di Villa Manin la mostra “Fiori in Villa. Dipinti e disegni dai Musei Provinciali di Gorizia”,  selezionati da Alessandro Quinzi.

Soggetti ispiratori dei disegni e dei dipinti proveniente dei Musei Provinciali di Gorizia, da Tominz a Černigoj, l’amore per i fiori racconta la pittura fra Otto e Novecento, non tralasciando le idee, le abitudini e l’evoluzione stilistica di quel periodo.

ORARI:

da martedì al venerdì: 15.00 – 19.00

sabato e domenica: 10.00 -19.00

CHIUSO IL LUNEDI’

INGRESSO LIBERO

INFO

Tel. +39 0432 821211   info@villamanin.it

Villa Manin   Piazza Manin, 10 – PASSARIANO DI CODROIPO




da non perdere Robert Doisneau al Magazzino delle Idee Trieste

DAL 13 APRILE AL 23 GIUGNO 2019

Magazzino delle Idee – TRIESTE

L’ Ente regionale per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con diChroma Photography di Madrid e l’Atelier Robert Doisneau, Parigi, presenta la mostra Robert Doisneau, Across the Century.

L’esposizione, attraverso 88 stampe d’epoca, narra la storia delle periferie di Parigi, catturate da uno degli esponenti di punta della corrente umanista francese.

“Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.”

 

ORARI

Da martedì a domenica 10.00-19.00

Ultimo ingresso alle 18.30

LUNEDI’ CHIUSO

INGRESSO

Intero: 6,00 €

Ridotto: 4,00 € 65 anni compiuti (con documento); ragazzi da 11 a 18 anni non compiuti; studenti fino a 26 anni non compiuti (con documento); diversamente abili.

Ridotto gruppi e bambini da 6 a 11 anni non compiuti: 3,00 €

Gratuito:  bambini fino a 6 anni non compiuti; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); un accompagnatore per disabile; giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti) in servizio previa richiesta di accredito all’indirizzo: info@magazzinodelleidee.it

INFO  Tel. +39 040  377 4783  info@magazzinodelleidee.it

Magazzino delle Idee  Corso Cavour, 2 – TRIESTE




Femmes 1900, la donna Art Nouveau Omaggio a Grasset Galleria Bertoia, Pordenone 11 maggio – 21 luglio

Arriva in Galleria Bertoia a Pordenone dall’11 maggio al 21 luglio 2019, per iniziativa di Propordenone Onlus, in collaborazione col Comune di Pordenone, la mostra FEMMES 1900, realizzata col sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, Reale Mutua Assicurazioni agenzia di Pordenone, Mediolanum private banking, Camera di Commercio Pordenone e Udine, Friulovest Banca.

Jesus Fructuoso Contreras, Il risveglio. Grand Prix Paris 1900

L’esposizione, a cura di Maurizio Lorenzo con l’organizzazione di Carla Finotti, propone per la prima volta in Europa un excursus sull’immagine della donna nel periodo artistico Art Nouveau con una notevole quantità, qualità e varietà di manufatti artistici di levatura museale, provenienti da collezioni private, quindi di rara visione.
Attraverso quasi 300 pezzi originali – opere provenienti da tutta Europa di grafica, pittura e scultura, opere plastiche in ceramica e porcellana, oggetti in metallo, vetri, poster pubblicitari – l’esposizione offre una panoramica su come la figura della donna sia stata rappresentata, osservata e idealizzata dal movimento artistico che ha attraversato l’intera Europa alle soglie del XX secolo.
Autori delle opere sono artisti di fama internazionale, tra cui Mucha, Privat Livemont, De Feure,Toulouse Lautrec; molte di esse inoltre non sono mai state esposte o pubblicate su cataloghi o articoli del settore.
Il percorso espositivo metterà in evidenza le varie declinazioni del movimento artistico nei diversi paesi europei dal Modernismo spagnolo all’Art Nouveau francese al Liberty italiano alla Secessione austriaca allo Jugendstil tedesco.
Una sezione interamente dedicata a Eugene Grasset, farà un omaggio a uno dei padri della grafica moderna e del movimento Art Nouveau, a volte dimenticato.
Accanto all’aspetto stilistico e artistico , verrà sviluppato l’aspetto storico sociale focalizzandosi su una idea di donna nuova, che va nascendo proprio agli albori del nuovo secolo. Donne idealizzate e simbolo, ma anche donne vere, che di quell’epoca furono straordinarie protagoniste, antesignane della moderna figura della star internazionale: tra esse: Sarah Bernhardt, la “Divina”, Cleo De Merode la donna più fotografata del ‘900 e Loie Fuller una delle madri della danza moderna. Donne che hanno brillato non solo per le proprie doti artistiche, ma anche per uno straordinario carisma, una capacità ammaliatrice e di seduzione tali da farle divenire tra le maggiori icone di inizio 900.
Ciascuna sarà protagonista di una piccola sezione dedicata della mostra.
Nella sala multimediale saranno proiettati alcuni spezzoni del film “Les amours de la reine Elisabeth” interpretato nel 1912 da Sarah Bernhardt, gentilmente offerto dalla Cineteca del Friuli e del cortometraggio “Création de la Serpentine” del 1908 con protagonista Loie Fuller.

“Frine”, 1900.Théodore Riviere . Manifattura Nazionale di Sévres – Francia.

La mostra avrà anche una propria colonna sonora a tema: una ricchissima selezione di pezzi musicali del periodo Belle Epoque, per una visita “immersiva”.
In esposizione si segnalano diverse particolarità, che ne accentuano il carattere di unicità e originalità: un mosaico di Eugene Grasset, del quale esistono solo 2 esemplari giunti fino a noi (l’altro si trova in Francia al museo degli smalti e mosaici di Briare); 3 esemplari di scultura della manifattura Goldscheider dai quali si può evincere come avveniva la commercializzazione delle opere d’arte aventi lo stesso soggetto con finiture e dimensioni diverse.
Correda la mostra un catalogo (Propordenone edizioni) a cura di Maurizio Lorenzo con contributi di Ivana D’Agostino, Maria Cristina Villa, Donata Patrussi, Maurizio Lorenzo, Andrea Speziali, Laurence Serre.
A caratterizzare la mostra una ricchissima proposta di eventi collaterali, tra film, concerti, visite teatralizzate, percorsi in mostra, conferenze, libri, laboratori, danza, letture, racconti e brindisi.
Si comincia subito col film la Danseuse dedicato a Loie Fuller, in programmazione venerdì 10 maggio a Cinemazero e con la presentazione del libro “(S)badanti” un viaggio semiserio nel mondo delle nonne e delle badanti di Paolo Mosanghini, sabato 11 maggio alle 19 in Galleria Bertoia, primo dei tre appuntamenti realizzati in collaborazione con l’Assessorato alle Pari opportunità e il Protocollo dei Comuni per le Pari opportunità, che puntano l’attenzione sulle donne contemporanee.

 

E.L.




Consegnato a Udine il 6° Premio Marcello D’Olivo allo studio Ceschia e Mentil

Il 3 maggio alla ex Chiesa di San Francesco

Il 6° Premio Marcello D’Olivo a “Ceschia e Mentil Architetti Associati”

La “Rassegna Biennale di Architettura” organizzata dall’Associazione “Architetti del Friuli Venezia Giulia – Arte&Architettura” sarà visitabile fino al 5 maggio

UDINELo studio Ceschia e Mentil Architetti Associati, con il progetto di “Una residenza a servizio dell’albergo diffuso” realizzato a Timau (Paluzza), si è aggiudicato il 6° “Premio Marcello D’Olivo”. La proclamazione e la premiazione (una targa e una pubblicazione monografica sull’opera) si sono tenute il 3 maggio, alle 17.30, alla ex Chiesa di San Francesco che dal 12 aprile (e fino al 5 maggio) ospita la nona “Rassegna Biennale di Architettura” organizzata dall’Associazione “Architetti del Friuli Venezia Giulia – Arte&Architettura” (in collaborazione con la Federazione degli Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori del Friuli Venezia Giulia, Comune e Udine Musei e Gallerie del progetto, con lo sponsor, Derve decor store e Laminam). Alla cerimonia erano presenti il sindaco, Pietro Fontanini, l’assessore alla cultura, Fabrizio Cigolot, e i presidenti dell’ordine degli architetti, Paolo Bon, e dell’associazione Arte&Architettura Giovanni Vragnaz.

Gli architetti Ceschia e Mentil vincitori del premio Marcello D’Olivo

L’assessore Cigolot e il sindaco Fontanini

LE RAGIONI DELLA GIURIA – Giudicare i 92 progetti pervenuti è spettato a una giuria internazionale composta dagli architetti Jacques Lucan (Parigi), Odile Seyler (Parigi), Miha Desman (Lubiana), Marco Contini (Parma), Sergio Pascolo (Venezia) e Moira Morsut (Udine), consigliera dell’Associazione “Arte & Architettura” che a nome dei giurati ha spiegato le motivazioni del premio: “La scelta è stata determinata sulla scorta di alcune riflessioni condivise, emerse nel corso dei lavori della giuria. Queste riflessioni rimandano a presupposti costituenti le ragioni e le specificità della nostra disciplina e in quanto tali vanno sempre difesi e rivendicati. Da qui la volontà di affermare il ruolo della professione dell’architetto come pratica per la cura del luogo e della sua identità. Un messaggio etico che fissa un principio di responsabilità inteso per tutte le scale del progetto. Non si è trattato, quindi, solo di un premio attribuito a un’architettura domestica, ma di un riconoscimento assegnato all’atteggiamento che rivendica un approccio cosciente in rapporto alla dimensione locale e territoriale del progetto. Proprio l’inclusione del concetto di territorio, come bene comune inserito nel progetto, che ne determina la dimensione contemporanea e restituisce, alla nostra professione, un’idea di futuro è stato uno dei parametri determinanti di giudizio. Non si insegue l’immagine di un futuro “Eden bucolico” ma piuttosto l’idea di una condivisa consapevolezza della nostra capacità di intervenire sulla modificazione dei territori intesi come complesso di tutte le componenti sensibili che ne fanno parte con “religioso sentimento di rispetto”. Allo stesso tempo la scelta della giuria afferma la necessità dell’appartenenza del progetto ha luogo il suo radicamento, la necessità di intendere luogo come reagente chimico nel processo progettuale. Ancora, l’interesse verso il concetto di radicamento ha a che fare con quello di durata che non deve essere avvertita unicamente come proprietà dei materiali di resistere all’obsolescenza, ma piuttosto come capacità del manufatto di appartenere indissolubilmente al luogo, perché è in grado di disvelare i caratteri non immediatamente percepibili. Questo comporta la rielaborazione delle cose già avvenute, che permangono nella nostra memoria e che ne costituiscono le fondamenta e danno stabilità al nostro fare. La memoria consegna le cose dello spazio la misura del tempo due punti di tutto il tempo prima di noi”.

Alcune immagini delle premiazioni:

Gli architetti Giovanni Vragnaz e Paolo Bon

LE MENZIONI – Come previsto dal bando, dopo una prima scrematura che ha consentito di selezionare 14 progetti, i giurati hanno effettuato una seconda selezione che oltre a consentire loro di determinare il vincitore, ha portato a definire la rosa dei 9 menzionati.

La menzione speciale è stata assegnata a due progetti: “Pratic – uffici e stabilimento produttivo” di Fagagna, su progetto di Geza – Gri e Zucchi Architettura; “Aula meridionale del battistero” di Aquileia, Gtrf – Giovanni Tortelli Roberto Frassoni Architetti Associati.

Menzionati, invece: il “Restauro di Villa Settimini destinata a biblioteca civica” a Pieris, frazione di San Canzian D’Isonzo (Gorizia), degli architetti Adalberto Burelli e Giovanni Vragnaz; il “Progetto per uno spazio espositivo presso il negozio di interni ceramiche” di Tolmezzo, di Ceschia e Mentil Architetti Associati; il “Progetto di riqualificazione degli uffici Calligaris spa” a Manzano, dell’architetto Enrico Franzolini; la “Capanna sul fiume Natisone“, a Premariacco, degli architetti Francesca Petricich e Robby Cantarutti; la “Gea spa – Gestioni ecologiche e ambientali, nuova sede uffici e spogliatoi” di Pordenone, degli architetti Vittorio Pierini, Ado Furlan Ivo Boscariol e Antonio Stefanuto; la “Riqualificazione palazzo a uso commerciale in centro storico” a Udine, dell’architetto Renza Pitton; e il “Centro Alzheimer” di Codroipo, di Soramel Gasparini architetti associati.

PREMIO CONSERVAZIONE – Sempre il 3 maggio, sono stati premiati anche 5 i progetti per la ‘Conservazione dell’architettura moderna’ (la novità 2019 del Premio Marcello D’Olivo), rivolto «a proprietari di edifici ancora privi di tutela ufficiale, in cui la cura dell’architettura è semplice ‘fatto privato’, scelta – hanno precisato gli organizzatori – dipendente dalla sensibilità e dalla consapevolezza culturale di ‘singoli’, che non operano sottostando a obblighi stabiliti da istituzioni preposte alla conservazione del patrimonio». A riceverlo sono stati: Ivana Cimolai, per villa Mainardis a Lignano Pineta (progetto di Marcello D’Olivo, 1954-55); Andrea Gregoratti, per villa Spezzotti a Lignano Pineta (progetto di Marcello D’Olivo, 1955-1958); Pierluigi Marzullo, per villa Romanelli a Udine (progetto di Angelo Masieri, completato da Carlo Scarpa e Bruno Morassutti, 1952-1956); Donato Pozzi (alla memoria), per villa Migotto Pozzi a Pasian di Prato (progetto di Gino Valle, 1953-54 e 1974-75); Renza Pitton (a nome del proprietario), progettista del restauro di casa Chiesa a Udine (progetto di Gino Valle, 1963-1966).

Foto ricordo dei premiati

PER IL 43° ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO DEL 1976 – C’è anche una novità nella programmazione della “9^ Rassegna Biennale di architettura”. Un nuovo evento (organizzato dall’Ordine degli architetti di Udine) animerà la ex chiesa di San Francesco lunedì 6 maggio, dalle 17.30, in occasione del 43° anniversario del Terremoto del 1976. Paola Pellegrini e Isabella Moreale, che hanno curato l’iniziativa “Progetti di ricostruzione”, racconteranno e disegneranno la genesi, le condizioni, gli obiettivi, l’idea nata tre anni fa a “Conoscenza in festa”. In questi tre anni sono stati realizzati 17 video (curati dalla Ranofilms di Andrea Musi), per altrettanti opere di ricostruzione. Tutto il materiale, proprio dal 6 maggio, sarà disponibile sul sito www.ricostruzionefriuli.it. “L’idea – hanno spiegato le curatrici – è quella di costruire un piccolo archivio, che potrà essere strumento di studio e di divulgazione, che ribadisca l’importanza del progetto architettonico. L’archivio nel tempo potrà essere ulteriormente implementato grazie al contributo dei colleghi che vorranno raccontare i loro progetti”.

Info: https://www.arte-architettura.it/

press.cuberli – foto: Dario Furlan




VENEZIA, JORGE R. POMBO OMAGGIA TINTORETTO ALLA SCUOLA GRANDE  DI SAN ROCCO CON SETTE DIPINTI SULLA VITA DI MARIA

Unica mostra su Tintoretto in Italia nel 2019

 11 maggio – 20 agosto – Scuola Grande di San Rocco, Venezia

Inaugurazione venerdì 10 maggio

Dopo il successo dell’esposizione di apertura“Passione e Giustizia”, conclusasi lo scorso gennaio, Jorge R. Pombo prosegue il dialogo con i dipinti di Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia.

Assunzione

Il pittore spagnolo questa volta ha scelto di rivisitare sette capolavori del Maestro del Rinascimento veneziano che raffigurano altrettanti momenti paradigmatici della vita terrena della Vergine Maria: AnnunciazioneFuga in EgittoStrage degli InnocentiMaria in meditazioneMaria EgiziacaCrocifissioneAssunzione.

Un omaggio universale alla femminilità, alla donna come madre, creatura e creatrice, che trova nella figura della Madonna il suo archetipo.

Questo secondo ciclo di “variazioni”, dal titolo“Tintoretto – Pombo, Maternità e Passione”, resterà in esposizione dal 11 maggio al 20 agosto, con inaugurazione venerdì 10 maggio alla presenza dell’artista.

I quadri – che misurano 2,2 x 3,3 mt. – saranno collocati a fianco degli originali di Tintoretto nella Sala terrena della Scuola Grande di San Rocco, creando un dialogo ideale e di notevole impatto visivo ed emotivo tra pittura rinascimentale e interpretazione contemporanea, ed evidenziando la forza atemporale delle opere del Maestro.

Il progetto di Jorge R. Pombo è l’unico dedicato a Tintoretto in Italia nel 2019.

 

La mostra “Tintoretto – Pombo,

Maria Egiziana

Maternità e Passione” è curata da Sandro Orlandi Stagl con Frederick Ilchman e testo di Gabriella Belli. Nel libro la prefazione è del Patriarca di Venezia Francesco Moraglia e l’introduzione del Guardian Grando, Franco Posocco. La produzione è di ARTantide.com Gallery in collaborazione con Scuola Grande di San Rocco e il Movimento Arte Etica.

POMBO E LA FIGURA DI MARIA NEL TINTORETTO

“Ho scelto Maria, come protagonista, come omaggio alla femminilità e come principale persona danneggiata dalla sofferenza generata durante la Passione, purtroppo tante volte relegata in secondo piano – spiega Pombo -. E non potevo ritrovare tutti questi significati se non nei dipinti di Tintoretto. Mi sembra anche un ottimo momento storico per affermare l’importanza della figura femminile e della madre”.

Il tema della maternità è un argomento trattato dal pittore rinascimentale con particolare cura, varietà e sensibilità rispetto alla condizione della donna e della madre. Tuttavia, Tintoretto ci racconta che la figura femminile è anche metafora della contemplazione, della meditazione, forse della preghiera stessa, il sentimento più misterioso e segreto che l’uomo possa avvertire.

Le variazioni di Pombo, al cospetto degli originali del maestro veneziano, istituiscono una sequenza di coppie figurative che spingono anche a una riflessione generale sulla famiglia, sui suoi problemi e difficoltà, che trovano spesso un drammatico riscontro nella condizione del mondo femminile.

In tale prospettiva anche Jorge R. Pombo, con Jacopo Tintoretto, ci ricorda che il significato dell’arte non è solo quello della bellezza e dell’armonia, ma anche quello dell’ammonimento e della (com)passione.

Crocifissione

Pombo è probabilmente l’artista contemporaneo, assieme al grande pittore informale veneziano Emilio Vedova, che si è confrontato in modo più profondo con Tintoretto. Il legame con la sua pittura non è mai allusivo, ma dichiarato. Le sue “variazioni” prendono vita e significato proprio dalla dualità del passato e del presente e dello status quo e dalla sua distruzione. Allo stesso tempo le sue opere vivono anche del loro opposto: è la rigenerazione della pittura attraverso la negazione del passato, la storia che si perpetua nel presente, il riscatto dell’immaginario creativo contemporaneo sulla tradizione.

Fuga in Egitto

Nella pittura di Jorge R. Pombo la storia dell’arte è all’origine di quell’inganno visivo che alimenta l’ambiguità della sua ricerca, è dunque una finzione che si perpetua sul palcoscenico del mondo, ma è una spinta necessaria alla ricostruzione spirituale sulle macerie del passato. Nella sua visione, arte e religione si intersecano nell’espressione di un’armonia superiore. Le sue tele riflettono il senso profondo di speranza, di sogno, di fiducia e di giustizia in un mondo fatto di valori e di riferimenti condivisi, per riflettere sul complesso delle leggi morali che andrebbero promosse con forza in ogni spazio e ogni tempo.

La mostra di Venezia fa parte di un più ampio ciclo di opere che Jorge R. Pombo ha dedicato di recente a Tintoretto, già esposto sia alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, sia ad ARTantide.com Gallery a Verona (settembre 2018 – gennaio 2019) con le 25 variazioni de “La strage degli innocenti” – la cui opera principale è stata acquisita a titolo definitivo dalla Scuola.

 

JORGE R. POMBO, UNA TECNICA PITTORICA ORIGINALE

Pombo è divenuto famoso per la sua originale rivisitazione della pittura classica, che riproduce svuotando la figurazione con azioni di cancellazione a sfumature, per recuperare in modo plastico le “macchie”, le campiture di colore, che sente ancora vive e interessanti al tempo di oggi.

Pombo, infatti, riproduce fedelmente le opere originali, sfumandole in un secondo momento con speciali solventi, versati sulla tela in posizione orizzontale, richiamando la tecnica dell’action painting americano. Tecnica che dona all’opera un effetto ottico di notevole impatto, spiazzante, fortemente dinamico.

Dal suo lavoro emerge prepotente l’influenza della pittura americana degli anni ’50, di Jackson Pollock e Barnett Newman, di Cage e di Cunningham.

Il tema centrale della sua poetica è la riflessione sul motivo della pittura in se stessa, concentrandosi sulla dimensione plastica e artistica delle opere. Mentre la molteplicità delle versioni/variazioni compone la complessità del rapporto dell’artista, qui impostato con il maestro del Rinascimento veneziano, Tintoretto.

C. L.