Italo Rota ospite di WunderKit Giovedì 13 dicembre, dalle ore 19.30

Due giovedì al mese, all’ora dell’aperitivo, l’ospite di WunderKit – illustratore, fotografo, editore, scrittore, videomaker, giornalista, artista, ecc – si racconta attraverso cinque oggetti ad alto tasso simbolico, che diventano metafore per esplorare una particolare tematica, il suo settore professionale, le sue fonti di ispirazione e i suoi strumenti di lavoro. Oggetti misteriosi, trovati per strada, autobiografici, oggetti presi dalla loro cassetta degli attrezzi, talismani, oggetti totalmente inutili ma belli, anti-stress, oggetti che odorano di nuovo e oggetti antichi, per ispirare e generare idee tra un pubblico di curiosi o professionisti dei settori creativi.

 

Giovedì 13 dicembre, dalle ore 19.30 alle ore 21.00 l’appuntamento sarà con Italo Rota, architetto e designer che, oltre ad aver realizzato opere in tutto il mondo, si occupa dell’allestimento di mostre, recuperi e ristrutturazioni. Italo Rota svelerà al pubblico il suo kit di meraviglie tra spazi e forme, oggetti e panorami cittadini.

 

A ospitare ogni appuntamento il salotto di casaBASE, la foresteria / residenza d’artista al primo piano di BASE Milano, nata con l’obiettivo di creare un nuovo format di ospitalità, accogliente e innovativo, per sentirsi bene… come a casa.

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 Informazioni 

Gli incontri di WunderKit sono riservati a 25 persone.

Iscrizione obbligatoria, scrivendo a redazione@base.milano.it

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

 

Gli incontri vengono inoltre trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook di BASE Milano, grazie alle tecnologie di House264.

 

 BASE 

Via Bergognone 34, Milano

base.milano.it

fb: https://www.facebook.com/BaseMilano.aplaceforculturalprogress/




ZONA ROSSA. CRACKING ART 16 dic.2018-17 feb. 2019 Ascoli Piceno, Centro storico

La storia e l’arte antica del capoluogo ascolano si fondono con l’arte contemporanea per celebrare il Natale, Zona Rossa diventa quindi il simbolo delle festività natalizie, ma vuole anche caratterizzare e legare in maniera forte il contrasto che tale colore ha assunto e assume tuttora per tutto il territorio piceno e non solo dopo il sisma del 2016.

Facendo proprio lo slogan di Cracking Art, L’Arte rigenera l’arte, il Comune di Ascoli Piceno ha voluto donare per le feste a cittadini e turisti, un’invasione pacifica di animali, simbolo di rinascita per il territorio e di speranza per il futuro.

 

Promossa dal Comune di Ascoli Piceno, curata e organizzata dall’Associazione Verticale D’Arte con il patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ascoli Piceno e il sostegno del BIM Tronto, la mostra installativa Zona Rossa. Cracking Art è un progetto di arte pubblica che coinvolge tutto il centro storico del capoluogo ascolano, invaso pacificamente e silenziosamente da animali di plastica di varia tipologia e dimensioni, targati Cracking Art, che innescano, fin dal primo sguardo, un forte coinvolgimento con lo spettatore, sia esso adulto o bambino, ed entrano con quest’ultimo in totale empatia. Rosso è il colore per antonomasia del Natale, un colore carico di gioia e aspettative, ma è diventato anche il simbolo per i territori colpiti dal sisma della Zona Rossa appunto, quell’area invalicabile, non più accessibile a causa degli edifici pericolanti, le macerie e i crateri.

Con Zona Rossa. Cracking Art si vuole raccontare una fiaba contemporanea, di ricostruzione e resilienza, i cui attori protagonisti sono i tanti animali in plastica riciclata e rigenerata, creati dal collettivo Cracking Art e rigorosamente di colore rosso. Coccodrilli, rane, suricati, tartarughe, pinguini, orsi, cani, conigli, rondini, la celebre chiocciola che ha invaso le città di tutto il mondo e l’ultimo animale nato nell’universo Cracking Art, l’elefante simbolo della memoria storica, invaderanno il centro storico di Ascoli Piceno, di giorno e di notte, grazie alla tecnologia LED che illumina le installazioni artistiche.

Dalle terrazze e dai merli di Piazza del Popolo faranno capolino pinguini, orsi, suricati, lupi, rane e chiocciole e quest’ultime stazioneranno anche, nel formato maxi, al centro della Piazza di fronte allo storico Palazzo dei Capitani, per creare una vera e propria interazione con il pubblico che vivrà quel luogo.  A fianco della Cattedrale, dentro al Battistero di San Giovanni in fila indiana, come fosse un corteo, silenziose si aggireranno altre tre chiocciole. Tre coccodrilli giganti invece presidieranno il suggestivo chiostro di San Francesco quasi fossero a guardia del pozzo che campeggia al centro dello stesso. La leggenda narra infatti che i coccodrilli, abbandonati dall’uomo, abitano il sottosuolo delle città, ma nella favola di Cracking Art queste temute creature escono allo scoperto come offerta di riconciliazione tra i pericoli di una natura a volte distruttiva e i luoghi creati dall’uomo per la propria esistenza.

Infine protagonista assoluto nella recente produzione Cracking Art, sarà l’elefante metafora del ricordo, che a grandezza naturale, appoggerà il capo sul suo omologo in travertino che orna l’ingresso dello storico edificio di Corso Mazzini, palazzo della Fondazione Cassa Risparmio di Ascoli Piceno (oggi sede di Banca Intesa) per mettersi in relazione con la memoria storica del luogo per farla propria e al contempo proteggerla con il proprio sostegno.

Qualcosa di rotto, come i territori dell’ascolano colpiti dal sisma, può essere ricostruito attraverso l’arte, in questo caso attraverso la ricerca che da più di 25 anni porta avanti il collettivo Cracking Art: un impegno allo stesso tempo sociale ed ambientale che si rinnova di città in città, installazione dopo installazione in tutto il mondo e che per il Natale 2018 con la mostra Zona Rossa. Cracking Art assume un significato ancora più attuale di rigenerazione urbana attraverso l’arte contemporanea: l’Arte che Rigenera l’Arte.

L’intero progetto prevede assieme all’installazione Cracking Art, un crowdfunding, che attraverso la vendita di piccole sculture in plastica rosse limited edition va a sostenere un vero e proprio programma d’azione sistematico (restauri, interventi conservativi, ecc.) sul patrimonio storico-artistico e monumentale italiano. In particolare per Zona Rossa. Cracking Art si è deciso di indirizzare la raccolta fondi per il restauro dell’affresco staccato di Cola D’Amatrice dal titolo “Il Redentore”, presente nella collezione della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno.

Memoria e futuro, due parole che racchiudono il significato del Natale, della mostra e della ricerca di Cracking Art al tempo stesso e che hanno l’obiettivo di far riflettere, divertire e mostrare sotto una nuova luce bellissimi contesti storici attraverso l’arte.

C.L.




Surrealismo Svizzera 10 feb.–16 giu. 2019 Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano

A cura di Peter Fischer, storico dell’arte e curatore indipendente e Julia Schallberger, collaboratrice scientifica Aargauer Kunsthaus.Kurt Seligmann La deuxième main de Nosferatu 1938 olio su compensato 85.5 x 125 cm Aargauer Kunsthaus, Aarau. Deposito Fondazione Gottfried Keller, Ufficio federale della cultura, Berna © Orange County Citizens Foundation / 2018, ProLitteris, Zurich

Dal 10 febbraio al 16 giugno 2019 il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta una grande retrospettiva sul Surrealimo svizzero, organizzata in collaborazione con l’Aargauer Kunsthaus. Intitolata Surrealismo Svizzera, la mostra indaga sia l’influenza che il movimento ha avuto sulla produzione artistica elvetica, sia il contributo degli artisti svizzeri nel definire lo stesso. Tra questi Hans Arp, Alberto Giacometti, Paul Klee, Meret Oppenheim.

Muovendo dalla domanda “esiste un Surrealismo svizzero?” il Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) e l’Aargauer Kunsthaus si confrontano in modo approfondito con il tema del Surrealismo in Svizzera, un capitolo importante della storia dell’arte nazionale. Le due sedi espositive presentano una nuova grande retrospettiva, declinata in due allestimenti differenti. Il primo, ad Aarau dal 1. settembre 2018 al 2 gennaio 2019, si concentra non solo sul Surrealismo storico ma presenta anche l’influenza che esso ha avuto sull’arte contemporanea. Il secondo, al MASI dal 10 febbraio al 16 giugno 2019, si focalizza unicamente sulle manifestazioni storiche del Surrealismo fino alla fine degli anni ’50 ed è curato dal direttore del museo Tobia Bezzola in collaborazione con Francesca Benini, collaboratrice scentifica MASI, che ha anche redatto i testi per l’edizione italiana del catalogo.

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Paul Klee Marionetten (bunt auf Schwarz) 1930 olio su cartone 32 x 30.5 cm Kunsthaus, Zürich. Donazione Ema e Curt Burgauer © 2018, ProLitteris, Zurich Otto Tschumi Physiognomische Landschaft 1938 olio su cartone 39 x 46 cm Bern, Donazione Otto Tschumi ART Nachlassstiftung / Courtesy Galerie Bernhard Bischoff & Partner Foto: Dominique Uldry

Il percorso espositivo proposto al MASI si compone di un centinaio di opere e si apre con uno sguardo generale al contesto e allo sviluppo del movimento surrealista attraverso una significativa scelta di documenti e disegni. Seguendo un ordine cronologico, l’esposizione presenta al pubblico i più importanti rappresentanti svizzeri del Surrealismo, cominciando dai due imprescindibili precursori, Hans Arp e Paul Klee; ospita poi tutti i principali artisti svizzeri che hanno influenzato il Surrealismo, sia come membri effettivi del movimento parigino – Alberto Giacometti, Serge Brignoni, Gérard Vulliamy, Kurt Seligmann e Meret Oppenheim – sia come portavoce della nuova arte in Svizzera, come ad esempio Otto Abt, Max von Moos, Walter Johannes Moeschlin, Werner Schaad, Otto Tschumi, Walter Kurt Wiemken. Proprio il legame tra gli artisti svizzeri a Parigi e quelli attivi in patria favorisce la diffusione e lo sviluppo delle idee surrealiste anche in Svizzera e promuove la creazione di gruppi progressisti, come Gruppe 33, del quale erano membri, tra gli altri, Otto Abt, Walter Bodmer, Walter Kurt Wiemken e Meret Oppenheim; o Allianz. Vereinigung moderner Schweizer Künstler (1937), al quale aderirono anche Ernst Maass, Leo Leuppi e Hans Erni.

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Jean Viollier L’épouvantail charmeur III 1928 olio su tela 71 x 51 cm Association des Amis du Petit Palais, Genève Foto: Patrick Goetelen, Genève 2018, ProLitteris, Zurich

Il Surrealismo nasce a Parigi a metà degli anni venti attorno alla figura di André Breton e in Svizzera ha un interessante sviluppo autonomo. Durante gli anni tra le Guerre mondiali, caratterizzati ovunque in Europa da un contesto politico e sociale conservatore, il movimento diventa un rifugio per gli artisti progressisti. A differenza di altri ismi del XX secolo, come ad esempio il Cubismo o l’Espressionismo, il Surrealismo non si distingue attraverso determinate caratteristiche formali e stilistiche ma piuttosto per un’attitudine, un approccio alla vita e all’arte che accomuna i suoi interpreti. Nel clima razionale degli anni tra le due Guerre, i surrealisti s’interessano all’universo interiore dell’uomo, all’inconscio e al caso, incentrando la loro ricerca su tematiche quali il sogno, le angosce, le fantasie, le ossessioni, la sessualità, giungendo a forme e creazioni del tutto nuove. Surrealismo Svizzera è stata resa possibile grazie alla collaborazione dei principali musei svizzeri, tra cui il Kunsthaus di Zurigo, il Zentrum Paul Klee, il Kunsthaus di Basilea, il Kunsthaus di Berna e molti altri, e al sostegno di importanti collezionisti privati in Svizzera e all’este

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Werner Schaad Metamorphose im Raum 1930 olio su tela 116 x 147 cm Museuum zu Allerheiligen Deposito Kunstverein, Schaffhausen Foto: Museum zu Allerheiligen Depositum Kunstverein, Schaffhausen

dal corrispondente




Il PAFF! Palazzo Arti Fumetto Friuli di Pordenone inaugura Una mostra a Gradimir Smudja

Il 9 dicembre l’apertura delle porte al pubblico.

Il PAFF! Palazzo Arti Fumetto Friuli, il nuovo contenitore culturale pordenonese, si avvicina all’inaugurazione ufficiale, dopo aver presentato in anteprima “Comics soon” e le mostre “Milo Manara: Fellini/Shakespeare”, “Toni Capuozzo & Miron: La culla del terrore” ,”Luca Salvagno: Odorico da Pordenone”. Il prossimo venerdì 7 dicembre una nuova mostra viene aperta alla presenza delle istituzioni e degli operatori del settore, mentre l’apertura al pubblico è per domenica 9 dicembre. Si tratta di “Gradimir Smudja: da Leonardo a Picasso. Viaggio a fumetti nella Storia dell’Arte” (questo il titolo) è sostenuta da Comune di Pordenone e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con la partnership del FAI (Fondo Ambiente Italiano), di Cooperativa Melarancia e di Associazione Màcheri.
LA MOSTRA
Gradimir Smudja, nativo di Novi Sad ma italiano d’adozione, da diversi anni è considerato da molti uno dei più abili e talentuosi autori viventi (anche illustratore e pittore); è ancora poco conosciuto al grande pubblico ed ha un segno eclettico, ironico e sorprendente.
Da “Vincent et Van Gogh” ai due sontuosi volumi de “Au Fil De l’Art” fino a “Cabaret des muses”, la mostra pordenonese ospita un excursus di oltre cento opere dell’artista serbo che ripercorre – attraverso il virtuosismo, l’ironia, la vivacità e l’incondizionata passione per il racconto – un meta-viaggio dell’arte all’interno della propria storia e degli artisti più importanti.
Il tratto tecnicamente elevatissimo di Gradimir Smudja, l’attenzione infinitesimale ai dettagli, l’amore per le citazioni e i tantissimi livelli di lettura delle sue tavole sono sempre accompagnati dalla leggerezza, da una visione affettuosa e profonda dell’arte e delle sue declinazioni. Grazie ai suoi personaggi, Smudja attraversa i secoli più importanti della storia dell’arte europea insegnandone i tratti distintivi e i significati, e sfatandone i miti.
I due libri “Au Fil De l’Art” – le cui tavole originali sono grandemente rappresentate al Paff! di Pordenone – sono un incantevole viaggio (poetico e didascalico insieme) sulle orme dei più grandi geni che hanno segnato l’arte degli ultimi due secoli. Una fanciulla impertinente e un gatto faccendiere corrono attraverso le due storie, che restituiscono gli artisti più grandi (da Leonardo a Michelangelo, da Velasquez a Bruegel fino a Rembrandt, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, …) interpretandoli con una vena tra il bizzarro e il surreale, tra il dissacrante e il profondamente poetico.
In mostra sono anche diverse tavole tratte da “Vincent et Van Gogh” – dove il genio olandese impara la propria arte dal suo sfacciato e abilissimo gatto pel di carota di nome Vincent – e da “Cabaret des muses” dove la vita di Toulouse-Lautrec è liberamente rivista, tra gli incontri del grande pittore con le personalità artistiche del suo secolo (Van Gogh, Degas, Gauguin) e le glorie e gli stravizi del Moulin Rouge dell’epoca.
PERCHÈ SMUDJA
L’opera di Gradimir Smudja si sposa perfettamente con lo spirito del Paff! che – spiega Giulio de Vita – vuole utilizzare il linguaggio del fumetto non semplicemente come oggetto di studio e celebrazione ma come gancio per avvicinare fasce di pubblico nuove ai luoghi di cultura in maniera non convenzionale.
Il fumetto […] interpreta dunque il ruolo di veicolo culturale e sociale. Esso, grazie alle sue caratteristiche uniche di appeal, facilità di fruizione e duttilità dialoga agilmente con tutte le discipline artistiche, scientifiche, sociali, imprenditoriali ed è di facile applicazione nella didattica, nella divulgazione, nella comunicazione”.
Continua de Vita: “L’opera di Smudja riflette e incorpora il percorso del PAFF!: è divulgativa, divertente, incuriosisce e funge da cross over tra cultura di alto livello, divulgazione e intrattenimento. Smudja sprona ad approfondire la conoscenza dei maggiori artisti della storia dell’arte e la sua opera magistrale, sfrutta al massimo le risorse del linguaggio del fumetto, con intelligenza e grande precisione, facendoci entrare nell’universo visivo di ciascun Maestro, riproducendone mirabilmente gli stili e facendone vivere tridimensionalmente le opere”.
PAFF! – Palazzo Arti Fumetto Friuli Pordenone, viale Dante 33
“SMUDJA. DA LEONARDO A PICASSO, VIAGGIO A FUMETTI NELLA STORIA DELL’ARTE”
9 dicembre 2018 – 24 febbraio 2019
INAUGURAZIONE ISTITUZIONALE
venerdì 7 dicembre 2018, ore 18.30
APERTURA PORTE
domenica 9 dicembre
ORARI
Da martedì a venerdì, dalle 15.30 alle 18.30 /Sabato e domenica dalle 10 alle 20
BIGLIETTI
intero, 8 euro
ridotto, 5 euro (ragazzi dai 6 ai 17 anni, studenti, comitive, over 65, convenzionati) agevolato, 2 euro (bambini da 3 a 6 anni, gruppi di studenti)
tariffa famiglie, 20 euro
gratis, bambini fino a 3 anni, guide, giornalisti
INFO:
mail: info@paff.it / tel: 0434 392941

C.L.




NAPOLI: Inaugurazione Mostra Leonardo da Vinci_il genio del Rione Sanità_Domani 1 dicembre

La Mostra sulla vita, le macchine e le opere di Leonardo da Vinci arriva a Napoli a cura di Tappeto Volante, in collaborazione con l’Associazione Getta la rete, sabato 1 dicembre – inaugurazione alle ore 12 -, nella Cripta del Complesso Monumentale Vincenziano in Via Vergini 51, con lo speciale sottotitolo “il genio del Rione Sanità”.

Forte dei successi di Roma, Firenze, Milano, Matera, Abu Dhabi, Sidney e Wenzhou in Cina e ancora, di Matera, Salerno e Sorrento, l’esposizione è stata inserita tra le “iniziative di maggior interesse nazionale”, per il cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, dal Comitato istituito dal Ministero dei Beni Culturali del Governo Italiano per celebrare l’anniversario. «[…] Grazie alla sua innovativa formula didattica, in grado di proiettare il visitatore in un’efficace realtà rinascimentale e grazie all’illustrazione ad opera di attori in costume d’epoca, che riesce a coinvolgere in maniera totale i visitatori, in particolare le giovani generazioni».

In esposizione si possono apprezzare le macchine realizzate artigianalmente dalle sapienti mani del Maestro Mario Paolucci, su progetti originali di Leonardo da Vinci, sia in scala che a grandezza naturale e realmente funzionanti, tanto da poter essere usate. Inoltre sono esposte riproduzioni dei capolavori e dei codici di Leonardo da Vinci.

La mostra, patrocinata dalla Municipalità 3 del Comune di Napoli, consente di ammirare da vicino e utilizzare i macchinari per il volo, tra i quali il predecessore del paracadute, una bicicletta, una sega idraulica e molte altre invenzioni del genio di Leonardo da Vinci. L’esposizione si pone l’obiettivo di divulgare l’opera del grande personaggio del Rinascimento che fu pittore, architetto, scienziato, inventore, scultore, scenografo, musicista e di cui, nel 2019, si celebra il cinquecentenario della Morte. L’intero percorso espositivo, all’interno della Cripta del Complesso Monumentale Vincenziano, è reso ancora più emozionante da una suggestiva illuminazione artistica e dalla guida di attori professionisti in costume d’epoca che, nei panni di Giorgio Vasari, Piero del Verrocchio o Isabella d’Este, accompagnano il visitatore attraverso epoche ed esperienze altrimenti perdute. Un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo si realizza con l’ausilio visita guidata ogni 45 minuti. Alla fine del percorso espositivo il visitatore potrà “travestirsi” da Leonardo da Vinci e provare a costruire, con le proprie mani, alcune delle macchine in esposizione: il ponte girevole, quello ad incastro, il paracadute, la camera degli specchi e il crik.

Ospita la mostra il Rione Sanità, luogo di storia e di bellezza. Visitare l’esposizione rappresenta dunque un’ottima occasione per vivere e scoprire la magia della Napoli più verace e affascinante, attraverso la struttura stessa del Complesso Monumentale Vincenziano, sede dell’Associazione Getta la rete e luogo che ospita la terza ampolla di San Gennaro con autentica vescovile. Ancora, la casa natale di Totò, “L’Inferno di Dante” e il “Munaciello” nel Museo del Sottosuolo, il Duomo di Napoli e approfittare di Leonardo per gustare i famosi “Fiocchi di Neve” di “Poppella” o la mitica pizza di “Concettina ai Tre Santi”, con l’ausilio delle guide turistiche.

La Mostra “Leonardo da Vinci, il genio del Rione Sanità” è curata da Domenico Maria Corrado e organizzata con la collaborazione dell’Associazione “Getta la rete”e resterà aperta dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 17 e, nei giorni festivi e prefestivi, la visita guidata con gli attori in costume è prevista ogni 45 minuti per massimo 40 persone a gruppo. Si consiglia la prenotazione.

Biglietti

Intero – 8 euro per gli adulti

Ridotto – 6 euro per under 12, over 65, scolaresche e gruppi di almeno 25 persone

Info e prenotazioni: 0818631581 – 3391888611 (anche WhatsApp) – http://www.tappetovolante.org/




ALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI LA MOSTRA SUMMERISNOTOVER DI ŠEJLA KAMERIĆ nov. 2018-8 mar. 2019

La Fondazione Adolfo Pini, dal 27 novembre 2018 all’8 marzo 2019, presenta il progetto site-specific SUMMERISNOTOVER di Šejla Kamerić, a cura di Erzen Shkololli. I lavori dell’artista accompagnano il pubblico alla scoperta dei nuovi spazi espositivi della Fondazione in Corso Garibaldi 2: un nuovo ingresso e nuove sale nell’elegante palazzina di fine Ottocento.
Nata a Sarajevo, Šejla Kamerić è cresciuta durante la guerra, sopravvivendo all’assedio e al bombardamento della città durato tre anni e mezzo. Questo fatto biografico ha influenzato tutta la sua pratica artistica. Negli ultimi anni ha ricevuto ampi consensi per l’impegno sociale e per il suo lavoro artistico dall’intimità commovente, basato su esperienze personali, ricordi e sogni.
Con SUMMERISNOTOVER l’artista sviluppa un progetto che si modella sullo spazio espositivo della Fondazione Pini. Il corpo di lavori in mostra riflette sulla percezione che abbiamo delle notizie, sottolineando come sia cambiato il ruolo della fotografia così come il problema dell’utilizzo delle immagini (di guerra) e della loro distribuzione. In questo senso, se storicamente guerre e rivoluzioni hanno spesso avuto inizio in primavera e in estate, oggi queste stagioni sono forse il periodo in cui utilizziamo più intensamente i social media per mettere in mostra le nostre vite. Alterando la presunta autenticità della fotografia e adoperando le stesse tecniche dei social per raggiungere un pubblico diffuso, SUMMERISNOTOVER supera la tradizionale convinzione che la fotografia esista come categoria separata e distinta. L’artista crea, quindi, un gigantesco flusso di immagini per ricordare allo spettatore che l’estate non è finita: la guerra non è finita.
Tra le opere in mostra il video “Sunset”, basato su quella che si ritiene essere l’unica fotografia a colori che mostra il Ghetto di Varsavia in fiamme durante la rivolta del 1943. Questa foto è stata realizzata da Karol Grabski, che al tempo era nascosto a Varsavia. In Sunset, il momento catturato nella singola immagine viene esteso. Il fumo sale verso il cielo, il sole svanisce e il tempo si dilata. “Position Absolute”, è una collezione di sfere di pietra, realizzate dall’artista nel 2015. In ogni sfera sono state incise delle coordinate geografiche di fosse comuni. Fa riferimento alle sfere mistiche di pietra che si possono trovare in Paesi come Costa Rica, Honduras, Belize, Messico e Bosnia ed Erzegovina.
Dopo aver presentato i primi quattro progetti site-specific, The Missing Link di Michele Gabriele, Materia prima di Lucia Leuci, Memory as Resistance di Nasan Tur e Labyrinth di Jimmie Durham, la Fondazione Adolfo Pini prosegue con questa nuova mostra il proprio percorso dedicato all’arte contemporanea, sotto la guida di Adrian Paci. Šejla Kamerić (Sarajevo 1976) attualmente vive tra Sarajevo e Berlino. Fino al 2000 ha lavorato con il gruppo di designer Trio e ha lavorato come Art Director nell’agenzia di marketing “Fabrika”, Sarajevo. Usa principalmente la fotografia e il video come media giustapponendo un esplicito contesto sociale con intime prospettive. Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre individuali e collettive (Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Kosovo, Giappone, Regno Unito, Belgio, Olanda, Stati Uniti, Israele). I suoi film a effetto sono stati proiettati e premiati in numerosi festival (Daydreaming (2004): 51. Festival internazionale del cortometraggio
Dinanzi alla vasta gamma dei meccanismi culturali della nostra civiltà contraddittoria, Šejla Kamerić si concentra quasi ostinatamente sul racconto di dettagli tratti da immagini significative. Le caratteristiche ameboidi di questi frammenti rappresentano eventi che si dissolvono in un flusso sempre crescente di rumore informativo che possono funzionare come spie di calamità sociale.

Oberhausen, Germania; cosa so (2007): anteprima mondiale alle 64. Venezia Corto Cortissimo, proiettato al 13 ° SFF, selezione dei concorsi al 30 ° Clermont – Ferrand Short Film Festival. il programma del 5 ° Zagreb Film Festival 2007 ha vinto QUALE CONOSCERE come miglior cortometraggio, e ha vinto anche quest’anno il Premio al Miglior Film di Fiction Adana Altin Koza. Šejla Kamerić ha ricevuto il DAAD Fellowship 2007. Erzen Shkololli (Pejë, Kosovo, 1976) è un curatore e artista che lavora tra il Kosovo e l’Albania. È direttore della National Gallery of Arts di Tirana dal gennaio 2018 e ha curato insieme a Kathrin Rhomberg e Joanna Mytkowska la prima mostra retrospettiva dell’artista albanese Edi Hila. Prima della sua attuale posizione, Shkololli è stato il direttore di “Un e Du Kosovën”, una fondazione privata in Kosovo che sostiene progetti che mirano a incoraggiare lo sviluppo sociale attraverso la cultura e la tecnologia. Nel 2017 è stato nominato consulente per l’arte albanese dal direttore artistico di Documenta 14. Dal 2011 al 2014, Shkololli ha diretto la National Gallery of Kosovo con un nuovo approccio, creando connessioni e lavorando con artisti e istituzioni culturali in tutta la regione e in Europa. Il suo lavoro istituzionale è stato fondamentale per stabilire la presenza artistica del Kosovo nel mondo dell’arte: è stato il commissario del Padiglione della Repubblica del Kosovo nella 55a Biennale di Venezia. Il suo lavoro come artista è stato mostrato in mostre personali e collettive e in biennali, tra cui Interrupted Histories al Museum of Modern Art di Lubiana, nel 2006; Alcuni dei suoi progetti sono: In the Gorges of the Balkans (Kunsthalle Fridericianum, Kassel 2003); New Video, New Europe (The Kitchen, New York 2006), The Folkestone Biennial, 2009, DAAD Gallery, Berlin, 2010 e molti altri. Il suo lavoro è stato ospitato anche in importanti musei europei come il Van Abbemuseum e lo Stedelijk Museum nei Paesi Bassi e la Tate Modern, a Londra. Erzen Shkololli è stato ospite per l’anno 2008/09 del programma Berlin Artist del DAAD.
Fondazione Adolfo Pini
Nata nel 1991 per volontà di Adolfo Pini (1920-1986), la Fondazione che porta il suo nome ha sede a Milano nell’elegante palazzina di fine Ottocento in corso Garibaldi 2. Oltre ad Adolfo Pini, uomo di scienza e docente di fisiologia, qui ebbe dimora e studio il pittore Renzo Bongiovanni Radice (1899-1970), zio materno di Pini, che fu una figura chiave nella formazione culturale del nipote, guidandone in particolare l’interesse verso le arti. Per volontà di Adolfo Pini la Fondazione è dedicata alla memoria dello zio con l’obiettivo di promuoverne e valorizzarne l’opera pittorica, attraverso studi e mostre, e il sostegno ai giovani artisti attivi in tutte le arti, con borse di studio, offerte formative e altre iniziative. Essa promuove inoltre anche la figura di Adolfo Pini che, accanto alla sua attività scientifica, fu anche scrittore, poeta, compositore e appassionato d’arte, rappresentando una perfetta sintesi di cultura scientifica e umanistica. Tra le iniziative promosse dalla Fondazione Adolfo Pini vi è Storie Milanesi, a cura di Rosanna Pavoni, @Pini- Casa dei Saperi a cura di Valeria Cantoni e una serie di progetti dedicati all’arte contemporanea, a cura di Adrian Paci, che coinvolgono in particolare giovani artisti.
Šejla Kamerić

SUMMERISNOTOVER
A cura di Erzen Shkololli
Dal 27 Novembre 2018 all’8 Marzo 2019
Orari: da lunedì a venerdì ore 10.00 – 13.00 | 15.00 – 17.00
Informazioni
Fondazione Adolfo Pini Corso Garibaldi 2, Milano Tel. 02 874502 www.fondazionepini.it




Chiusa a Pordenone con successo Radioamatore 2, la grande fiera dell’elettronica ma non solo….

Si è conclusa con successo domenica 18 novembre alla Fiera di Pordenone la 21^ edizione di Radioamatore 2, la più grande manifestazione italiana dedicata all’elettronica e da anni ormai unanimemente considerata la fiera numero uno in Italia per l’elettronica di consumo, informatica low cost e materiale per radioamatori. Il pubblico ha iniziato ad affolare gli stand fin dall’apertura di sabato mattina ma la massima affluenza si è avuta nel pomeriggio della domenica  quando i padiglioni sono stati letteralmente presi d’assalto da chi era alla ricerca del gadget tecnologico ma anche da chi desiderava solo qualche ora di svago e divertimento con le nuove proposte che la fiera ha saputo offrire.

I padiglioni della Fiera di Pordenone non hanno ospitato dunque solo shopping elettronico ma anche molti eventi collaterali dedicati al mondo del fumetto, del cinema fantasy, dei games e della fotografia. Novità di questa edizione 2018 il Gioca Bimbi che si è affiancato a GameCom, proponendo tanti appuntamenti dedicati alla creatività, ai giochi e al divertimento dei bambini.

GameCom – Movies, Comics & Games, oramai ampiamente collaudato, ha coinvolto i padiglioni 2 e 3 della Fiera: con una “due giorni” ad alto tasso di divertimento dedicata al mondo dei comics e di tutto quello che ruota intorno al fumetto (dai giochi ai videogames, dai cosplay alla fantascienza e al fantasy) e all’intrattenimento in generale. Come ogni anno negli stand si sono svolti diversi tornei legati a questo mondo, dai vecchi giochi da tavola ai più recenti LAN PARTY. Anche il mondo della realtà virtuale è cresciuto pari passo con l’evoluzione videoludica, con simulatori di guida, di volo e realtà aumentata con visore tridimensionale, letteralmente presi d’assalto dal pubblico.

L’evento ha riscosso una grandissima partecipazione, mettendo quasi in ombra il tema principale della fiera, con una grande kermesse di spettacoli, tornei, sfilate, incontri, ospiti, anteprime, appuntamenti a tema ma anche sorprese tutte da scoprire tra gli oltre 100 stand che hanno animato la manifestazione pordenonese.

Radioamatore 2 è una fiera che attrae pubblico di diverse generazioni e con aspettative molto differenti: paradiso per i teen-ager appassionati di elettronica di consumo che qui possono trovare smartphone di ultima generazione, tablet, pc completi, monitor, stampanti, dispositivi per l’ascolto della musica e ogni genere di gadget tecnologico ai prezzi più convenienti sul mercato, ma anche luogo di incontro per appassionati del fumetto e dei raduni di cosplay (la pratica di indossare costumi che richiamano personaggi dei fumetti e di film fantascientifici).

Radioamatore 2 è anche una “fiera della passione” che stimola l’interesse dei – purtroppo non più – tanti radioamatori; il radioamatore, in senso stretto del termine, sembra stia scomparendo, probabilmente soppiantato dall’evoluzione tecnologica che consente di interloquire da una parte all’altra del mondo senza bisogno di sofisticate apparecchiature che, cariche di un’aurea quasi mistica, necessitavano comunque di molta manualità e pazienza per l’utilizzo. La mostra nel Mercatino del radioamatore e hi-fi d’epoca presso il padiglione 9 è stata un’occasione di scambio e confronto tra radioamatori e collezionisti di vecchie radio, grammofoni e hi-fi di ogni epoca e stile nonché di apparecchiature per radioamatori usate.

La Fiera è anche il regno dei cosiddetti “smanettoni informatici” che amano assemblare e modificare da soli il computer e che qui hanno potuto trovare una vastissima scelta di materiali nuovi e usati, componenti di ricambio introvabili e accessori di ogni genere.

Al padiglione 4 l’ha fatta invece da padrone il mondo della fotografia, protagonista della 8^ edizione di Fotomercato con la mostra-mercato di accessori e apparecchi fotografici, dove erano presenti circa 80 espositori con materiali e attrezzatura vintage e occasioni dell’usato.

Novità di quest’anno, come detto, il Gioca Bimbi, un area allestita al padiglione 1 interamente dedicata ai giochi di ieri e di oggi per i più piccini (ma pare si siano divertiti anche gli “accompagnatori” adulti), oltre a diversi intrattenimenti come il free fall, la possibilità di lanciarsi nel vuoto su un cuscino gigante, una piccola pista di pattinaggio su “ghiaccio” e la laser arena. Presenti anche diversi laboratori manuali come decorazioni di ceramiche e creazioni di giochi col legno, ma anche giochi didattici legati al primo soccorso a misura di bambino e per imparare a riconoscere ed affrontare fenomeni di bullismo.

Fiera del Radioamatore 2 anche quest’anno ha dato il meglio di se ampliando ulteriormente quella che già era un’offerta ricca e variegata, per un fine settimana all’insegna dell’innovazione tecnologica, ma anche del vintage, senza perdere di vista lo spettacolo e l’intrattenimento.

Guendy Furlan – Foto: Damiano Podrecca e Guendy Furlan




Anche il disegnatore GIPI al Piccolo Festival dell’Animazione / presentato oggi a Trieste

È ormai pronta la nuova edizione del Piccolo Festival dell’Animazionela rassegna internazionale di cortometraggi di animazione, che arriva nel 2018 al suo undicesimo compleanno: proiezioni, convegni, workshop e conferenze riempiranno le fitte giornate dall’11 al 29 dicembre in tutto il Friuli Venezia Giulia.

Ed è giunta da pochissimo all’organizzazione la graditissima conferma che tra i tanti ospiti ci sarà anche GIPI (Gian Alfonso Pacinotti), il geniale illustratore e regista toscano, pluripremiato nei migliori festival del fumetto in tutta Europa e oggi ben noto anche alle grandi platee grazie alle sue presenze televisive e alle  tavole per il quotidiano Repubblica. GIPI è atteso a Udine (Visionario, 6 dicembre) e a Pordenone (Cinemazero, 7 dicembre), dove presenta il suo film “Il ragazzo più felice del mondo“, presentato all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Oltre all’attesa anteprima, si può dire che nel 2018 il Piccolo Festival Animazione 2018 sia letteralmente esploso! La programmazione, infatti, si è estesa di grande misura, le tappe che lo contraddistinguono si sono infittite di eventi, performance e sempre più numerose sono le proiezioni di film molti dei quali in prima visione nazionale.

I RICONOSCIMENTI
Il Festival spegne dunque l’undicesima candelina e lo fa con un nuovo, lusinghiero regalo: il Piccolo Festival dell’Animazione è stato riconosciuto dalla Direzione Generale Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali un evento di valenza nazionale. Patrocinato dal MIBAC da diversi anni, pochi mesi fa il Piccolo Festival era già stato inserito anche nelle iniziative dell’Anno Europeo del Patrimonio della Cultura 2018.

LA STRUTTURA E IL FOCUS DELL’EDIZIONE 2018

GIPI

Unico in Italia, il Piccolo Festival dell’Animazione si svolge con una struttura diffusa e policentrica. La sua formula originale lo vedepresente in tutto il territorio della regione Friuli Venezia Giulia in più sedi (le quattro province sono coinvolte, con l’inclusione extra regionale di Venezia e Ljubljana) con una presentazione di un centinaio di cortometraggi, molti dei quali in prima visione nazionale.
I film sono presentati in prevalenza in sale cinematografiche dotate di tutti i sistemi tecnologici avanzati di proiezione grazie alla collaborazione con le principali organizzazioni cinematografiche della Regione Friuli Venezia Giulia e in centri o Istituti di alto interesse culturale.

Nel 2018 il Piccolo Festival propone come fil rouge delle proprie ricerche e delle proiezioni il rapporto tra musica e immagini nei corti d’animazione: con grande piacere, dunque, il Piccolo Festival annuncia la collaborazione con il Festival Wunderkammer e il Conservatorio “Tartini” di Trieste, che ospiterà una performance di particolare interesse.

Il programma del Piccolo Festival ha come sempre l’intenzione di far conoscere e diffondere il più possibile il fascino del linguaggio cinematografico dei corti animati e si rivolge dunque ai neofiti, ai curiosi, agli appassionati. Una sezione di esso è dedicata con particolare attenzione ai musicisti, agli artisti, agli studenti del Conservatorio di Trieste e dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, naturalmente aperto anche ad altri studiosi e persone interessate.
Anche quest’anno sono diverse e di alto livello le Masterclass e i laboratori messi a disposizione dalla grande lista di ospiti, autori, studiosi, produttori italiani e stranieri che collaborano al Festival, anche grazie alla preziosa e consolidata partnership con Animateka Film Festival di Ljubljana.

Sempre ricchi di proposte anche i laboratori dedicati alle scuole elementari, medie e medie superiori della Regione FVG, coordinati da VivaComixLab e supervisionati da OTTOmani Laboratori, sonocollegati al concorso“Viva i Fumetti-Viva l’Animazione”, il concorso gemellato con la Slovenia e organizzato con la partnership di Stripburger di Ljubljana.

IL PROGRAMMA – GLI OSPITI
Più vasto che mai, il programma del Piccolo Festival dell’Animazione vede tantissimi corti in programma – in sedi e sezioni diverse – e oltre venti ospiti tra autori, critici, sound designer ed esponenti internazionali dell’animazione d’autore.
A Trieste, tra martedì 11 e mercoledì 12 dicembre, sono in programma un incontro di approfondimento per professionisti e appassionati del settore, che possono incontrare Fulvia Serra della casa produttrice Gertie Animations di Milano e NOOS TV, la web Tv che ha prodotto 5 puntate di “Incontri Animati” con altrettanti autori italiani. Si presenta inoltre il videomapping “Il ponte sulla Drina” che ha visto all’opera un gruppo di studenti dell’Accademia di Venezia, seguiti da Igor Imhoff, autore anche della sigla del Piccolo Festival Animazione.
Centrale nel programma è anche il convegno Musicanimata (insieme naturalmente alle proiezioni) presso lo Studio Tommaseo che coinvolge, il sound designer di fama internazionale Andrea Martignoni, TehoTeardo (con una testimonianza in video), Amos Cappuccio, Lorenzo Tomio ed Enrico Ascoli coordinati da Roberto Paci Dalò, firma particolarmente vivace dello scenario contemporaneo tra musica, arte e tecnologia.

Si è voluto dare spazio alla figura di David Lynch: in programma a Trieste è la proiezione del documentario “David Lynch. The Art Life” con le animazioni di Rino Stefano Tagliafierro (presente al festival) e centrale è il corto firmato da Lynch “Pozor” (“Fire”), con le musiche del sound designer Mark Zebrowski, ospite d’onore del Piccolo Festival.

Non possono mancare le parentesi di musica dal vivo: la sera dell’11 dicembre al Miela sul palco salgono Fiore feat. kKeplero, con una eccentrica performance di pianoforte, live electronic e intonarumori. Al Conservatorio triestino mercoledì 12 dicembre è attesa una serata di livello assoluto che vede protagonisti la clavicembalista Paola Erdas e l’artista canadese Jean Detheux, altro ospite d’eccezione del festival,in partnership con Wunderkammer.
Giovedì 13 a Pordenone tocca a I fantasmi – performance in bilico tra musica, teatro e improvvisazione – e al nuovo spettacolo di Paci Dalò “Tales”, concepito apposta per il Piccolo Festival. Anche Davide Toffolo – in un particolare djset atteso a Cervignano a Casa della Musica domenica 16 dicembre – è grande protagonista con il suo “Il Cammino della Cumbia”. Il Festival si conclude con un grande finale di improvvisazione musicale a Trieste, sabato 29 – serata di premiazione dei corti – con il trio del flautista Massimo De Mattia, Giorgio Pacorig (Fender Rhodes, Korg MS20) e Andrea Gulli ai live electronics.

IL PROGRAMMA – I FILM
Tantissimii titoli dei corti, vero cuore del Piccolo Festival, riuniti in diverse sezioni.
Il Programma dei film in Competizione è suddiviso in tre sezioni che saranno proiettate rispettivamente a Pordenone, Udine e Trieste. Le opere provengono da molti paesi e sono realizzate da autori sia esordienti che affermati. Tra essi anche diversi italiani (che meritano giusta attenzione): oltre il pluripremiato “Mercurio” di Michele Bernardi, ci sono film in prima assoluta come “Le nozze di Pollicino” di Beatrice Pucci, l’ultimo film di Roberto Catani, “Per tutta la vita” e il film del grande

CCyclists

Maestro Manfredo Manfredi “Lo spirito della notte”!

I film provenienti dall’Europa centro orientale sono ben rappresentati: tra essi “Kako se kaliočelik (tr. “How Steel Was Tempered”) di Igor Grubić, artista invitato alla Biennale d’Arte 2019 e il film di Svetlana Filippova, Mitina Lyubov, (tr. Mitya’s Love), direttamente dal mondo dell’animazione classica russa. E ancora titoli dal Portogallo e la sorpresa dell’Iran con il bellissimo film di Mojtaba Mousavi “Aghaye Gavazn”, (tr.”Mr. Deer”). Due film di esordienti fuoriclasse: “Facing It” diSam Gainsborough” e “Enough” di Anna Mantzaris, entrambi inglesi, come il capolavoro di “Rosto”, uno degli autori cool del panorama contemporaneo con il bellissimo “Reruns”.

Il programma storico prevede la proiezione dei tre film vincitori di Euganea Film Festival negli anni ’70 e donati a Cinemazero in 35 e 16 mm e – di grande pregio – la rassegna “Oldies and Goldies” che presenta delle sigle animate prodotte dalla Gertie di Milano (già citata tra gli ospiti a Trieste) tra la metà degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90. Sono sigle utilizzate in programma televisivi come Video Music, La Posta del Cuore, Obladì Obladà e altre, tutte realizzate da disegnatori, fumettisti, illustratori come Lorenzo Mattotti, Franco Matticchio, Massimo Giacon, Andrea Pazienza…  Un lavoro cui il festival tiene particolarmente perché segna il recupero di materiali video da supporti obsoleti, pur essendo le scelte estetiche e tecniche dei video decisamente all’avanguardia. Molti autori provenivano dal mondo del fumetto e non a caso le “menti” di Gertie sono Franco Serra e Fulvia Serra, storica redattrice della rivista “Linus”. La stessa Fulvia Serra ospite della prima serata triestina che racconta un pezzo della storia (ora quasi “antica”) dell’animazione.

Tre le sezioni dedicate a Visual&Music: la prima è una rassegna dei film più rappresentativi a livello internazionale che evidenziano il rapporto virtuoso tra sound design e animazione, tra questi anche due videoclip: il nuovissimo video dei Subsonica – uscito il 9 novembre e firmato da Donato Sansone e “Calamita” di Michele Bernardi, per i T.A.R.M.
La sezione Visual&Music I è votata dal pubblico e ad essa sarà assegnato anche un premio speciale attribuito dall’architetto e artista Luigi Molinis.

A seguire, in Visual&Music II, sono i film consigliati dagli autori ospiti del convegno triestino “Musicanimata”, mentre Visual&Music III è una speciale selezione di videoclip animati in programma ell’Ex Tipografia a Pordenone il 13 dicembre.

Tra i film in programma anche il lungometraggio “La strada dei Samouni” di Stefano Savona con le animazioni coordinate da Simone Massi e vincitore del Premio della Critica al festival di Cannes 2018.

Frutto delle collaborazioni con alcuni partner del Piccolo Festival sono i programmi Carte Blanche:“Made in Italy” curato dal Festival “Avvistamenti” di Biscegliele“Animazioni erotiche” scelte da Rosalba Colla (Animaphix) e le animazioni d’antan proposte da Riccardo Costantini. 

Tornano anche le proposte per i ragazzi, in collaborazione con il Centro Espressioni Cinematografiche, che organizza una mattina dedicata alle scuole secondarie di primo grado. Martedì 18 dicembre ore 9.30 al Visionario tocca infatti ad Animakids, una selezione di animazioni di autori internazionali creata ad hoc per le scuole medie. Animazioni che si discostano dal circuito commerciale per far provare un “gusto” diverso dal solito grazie alle storie originali realizzate da autori.

Tra i film in programma sono il poetico “Piat Minut Do Moria” (tr.”Five Minutes To Sea”) di Natalia Mirzoyan e lo spassoso “Birdlime” di Evan Derushie, vincitore per la sezione ragazzi del festival Animafest di Zagabria 2018. Anche quest’anno diversi i laboratori (con Beatrice Pucci e Anna Givani) e confermata la partnership con Viva i Fumetti / Viva l’Animazione 2018, con la visione del film vincitore del concorso “Stop Let’s Go!”

Una nuova “avventura” per il festival passa quest’anno anche dagli schermi televisivi: grazie alla media partnership con NOOS.tv (già citata ospite) che sta mandando in onda in questi giorni gli “Incontri animati”: l’emittente pordenonese, infatti, programma alcuni titoli di corti d’animazione con le interviste agli autori Michele Bernardi, Elisa Talentino, Roberto Catani, Igor Imhoff.

Queste solo alcune delle tantissime perle che presenterà il Piccolo Festival dell’Animazione: la conclusione è attesa a Trieste il 29 dicembre al Cinema Teatro Mielacon la consegna dei premi decisi da una giuria tecnica e da una giuria popolare.
La giuria tecnica è composta da quattro autorevoli personalità della cultura: l’attrice monfalconese Marta Cuscunà, che presenta il “making of” del suo ultimo spettacolo “Il canto della caduta”, il 27 dicembre a Pordenone; e ancora la direttrice di Animaphix, Rosalba Colla; il regista sceneggiatore messicano Kropka (Jair Alvarez) che presenta una sua rassegna di corti venerdì 28 dicembre a Udine e il flautista pordenonese Massimo De Mattia, impegnato in trio nel concerto del 29 a Trieste.

Andrea Forliano




Nuovi orari mostra Coronini Gorizia

Nuovi orari per la mostra “L’eredità russa dei conti Coronini. Opere d’arte e oggetti preziosi dall’impero degli zar”. La rassegna dedicata ai gioielli e agli arredi russi delle collezioni Coronini e il Palazzo di viale XX Settembre sono aperti venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Le visite guidate incluse nel biglietto d’ingresso sono previste sabato e domenica alle 16.30.

Con un percorso che, partendo dalle Scuderie, si dipana in tutto il Palazzo Coronini mettendo in mostra 133 oggetti, tra gioielli, documenti e arredi, con due nuovi ambienti espositivi creati appositamente per l’occasione, l’esposizione “L’eredità russa dei conti Coronini” intende svelare lo stretto legame tra la famiglia Coronini e il mondo e la cultura russi. Tutto si deve alla straordinaria consistenza dell’eredità del conte Eduard Cassini, dalla quale provengono molti arredi e opere d’arte che sono oggi conservati nel Palazzo e di cui viene finalmente svelata l’origine russa. Gentiluomo di camera e capo della cancelleria delle cerimonie di corte degli zar Alessandro III e Nicola II, Eduard Cassini morì il 15 aprile 1913 a San Pietroburgo lasciando un ingente patrimonio, già appartenuto alla defunta moglie Zoé Bibikova (1840-1906), discendente da una stirpe legata all’alta nobiltà russa. Metà dei suoi beni furono ereditati da Olga Westphalen Fürstenberg (1871-1950), madre del conte Guglielmo Coronini Cronberg.




dal 16 al 19 novembre 2018 ArtePadova, la tradizionale Fiera d’Arte Moderna e Contemporanea

ArtePadova: dal 16 al 19 novembre 2018 torna l’appuntamento con la tradizionale Fiera d’Arte Moderna e Contemporanea

 

Anche quest’anno i Padiglioni 1, 7 e 8 di Padova Fiere saranno animati dalla 29ª edizione di ArtePadova, una tra le più longeve manifestazioni nel mondo dell’Arte in Italia, che avrà luogo dal 16 al 19 novembre 2018.

Quattro giorni all’insegna dell’arte, con oltre 15.000 opere in mostra su 28.000 mq di superficie, la partecipazione di oltre 300 espositori e una media di 26.000 visitatori per anno, in uno dei distretti fieristici più produttivi d’Europa dalla forte risonanza nazionale e internazionale.

ArtePadova si caratterizza per riuscire a coniugare il mercato dell’arte moderna e contemporanea presentando ogni anno un’ampia rosa di artisti selezionati fra le migliori firme italiane e straniere, in un valzer di correnti artistiche che vanno dal Futurismo all’Informale, dall’Arte Zero alla Pop Art sino all’Arte Concettuale e all’Arte Povera. Anche quest’anno la kermesse permetterà un’ampia varietà di scelta per tutti i visitatori.

Per i collezionisti che vogliono puntare sui cavalli vincenti, la mostra presenterà una selezione di grandi interpreti dell’arte italiana del ‘900, come Lucio Fontana, Mario Sironi, Achille Perilli, Arnaldo Pomodoro, Piero Manzoni, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Emilio Isgrò, Agostino Bonalumi, Carla Accardi, Tano Festa, Franco Angeli, Michelangelo Pistoletto e il fenomeno Alighiero Boetti, per citarne solo alcuni.

Per chi invece è interessato al cosiddetto “oceano blu” del mercato, la kermesse proporrà artisti dalle quotazioni sempre più in ascesa fra cui Paolo Cotani, Beatrice Gallori e Tino Stefanoni.

ArtePadova già in passato si è infatti distinta per saper intercettare le nuove tendenze del mercato, ad esempio lanciando il gruppo d’avanguardia giapponese Gutai, di cui anche quest’anno si potranno ammirare opere selezionate, ma anche promuovendo i Maestri dell’Estroflessione come Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Giuseppe Amadio e Turi Simeti, i cui lavori saranno anch’essi presenti in questa imminente edizione.

Non solo firme nazionali ma anche internazionali, come quella di Nobuyoshi Araki, considerato il più spregiudicato e osannato fotografo contemporaneo giapponese.

ArtePadova non è solo un importante palcoscenico per artisti affermati o che si stanno affermando, ma anche per talenti emergenti che saranno presenti nella sezione Contemporary Art Talent Show, riservata a gallerie, associazioni, artisti indipendenti e collettivi che presentino opere d’arte dal costo inferiore ai 5000 euro, arricchita quest’anno dal Premio C.A.T.  e dalla 2^ edizione del Premio Mediolanum, confermando ancora una volta il primato di ArtePadova nella promozione del domani dell’arte.

Una rassegna arricchita da eventi collaterali, un vivace calendario di incontri, conferenze e performance dal vivo, attesa ogni anno da un numero considerevole di operatori, visitatori, investitori e collezionisti provenienti da ogni angolo d’Italia ed Europa che porterà questa edizione ad essere oltre che terreno di scambio anche terreno di semina e fermentazione di idee, progetti, conoscenze, abitudini consolidate e nuove rivolte al prodotto artistico.

Per visitare ArtePadova è possibile scaricare il BIGLIETTO RIDOTTO SPECIALE A 1€ compilando il form all’indirizzo: http://www.artepadova.com/biglietto-ridotto/

DATE:

16-19 novembre 2018

PREVIEW AD INVITI

giovedì 15 novembre dalle ore 18.00

ORARI        

da venerdì 16 a domenica 18 novembre dalle 10.00 alle 20.00

lunedì 19 novembre dalle 10.00 alle 13.00

SETTORI
Arte Moderna e Contemporanea; Contemporary Art Talent Show; librerie ed editoria d’arte

DOVE

Quartiere Fieristico di Padova PAD. 1,7, 8

INGRESSI

Via Niccolò Tommaseo ACCESSI AI PAD. 7 e 1

Via Rismondo, Gate L Park Nord ACCESSO PAD. 8

TITOLI D’INGRESSO

Biglietto intero: €10,00

Biglietto ridotto: € 4,00

Riservato a gruppi (minimo 10 persone), Forze dell’Ordine, persone over 65, agli studenti universitari (gli interessati dovranno presentarsi alla biglietteria muniti di documento per l’accertamento dell’appartenenza ad una delle categorie di utenza dianzi individuate e di un documento di riconoscimento personale), ai diversamente abili (l’accompagnatore ha diritto all’ingresso omaggio), ai ragazzi dagli 11 ai 17 anni.

Biglietto ridotto speciale: € 1,00

Riservato ai soci AICS, ASI, CENTRO ZIP, CRAL, CSEN, DLF, NOI, Touring Club, Università Popolare di Padova. Gli interessati dovranno presentarsi alla biglietteria muniti di documento per l’accertamento dell’appartenenza ad una delle categorie di utenza dianzi individuate e di un documento di riconoscimento personale.

Ingresso gratuito:

Riservato ai possessori di Carta Feltrinelli e a un loro accompagnatore; ragazzi fino a 10 anni compresi, e tutte le scolaresche, compresi gli accompagnatori, previa richiesta alla Segreteria Organizzativa via mail o fax.

NB: Nel quartiere è consentito l’ingresso agli animali di piccola taglia al guinzaglio e di media e grande taglia al guinzaglio con la museruola.

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
NORD EST FAIR SRL

Via A. Costa, 19 – 35124 Padova
Tel (+39) 049 8800305
Fax (+39) 049 8800944
E-mail giulia@fierenef.com

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