Arezzo: l’estate si veste di cultura con “Anfiteatro sotto le stelle”

Dal 23 luglio a metà settembre, musica, teatro, danza per una stagione tutta da vivere

 

Ad Arezzo l’estate si veste di cultura. Si chiama “Anfiteatro sotto le stelle” il cartellone che prenderà il via il prossimo 23 luglio e che fino a metà settembre proporrà musica, danza, teatro in uno dei luoghi più belli e magici della città. Grazie alla disponibilità della Direzione regionale Musei della Toscana, la Fondazione Guido d’Arezzo che gestisce le politiche culturali del territorio, in collaborazione con il Comune di Arezzo e con il sostegno della Camera di Commercio Arezzo-Siena, hanno ideato un singolare format che trasforma l’Anfiteatro romano di Arezzo in un palcoscenico d’eccezione. Qui saranno ospitati una serie di appuntamenti organizzati da alcuni degli operatori culturali cittadini che – a seguito dell’emergenza sanitaria- hanno dovuto ripensare i propri calendari ma che hanno deciso di non fermarsi.

Un progetto nato a tempo di record che racconta la voglia di ripartire di una città che ha nella cultura una delle sue principali vocazioni e che è stato presentato oggi (8 luglio) da Alessandro Ghinelli, sindaco del comune di Arezzo e presidente della Fondazione Guido d’Arezzo, Roberto Barbetti, direttore della Fondazione Guido d’Arezzo, Rodolfo Ademollo, direttore della Fondazione Arezzo Intour, Maria Gatto, direttrice del Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate e dell’Anfiteatro romano di Arezzo, Massimo Guasconi e il Marco Randellini rispettivamente presidente e segretario generale della Camera di Commercio Arezzo-Siena. “La ricca e variegata proposta di “Anfiteatro sotto le stelle” – sottolinea Alessandro Ghinelli, sindaco di Arezzo e presidente della Fondazione Guido d’Arezzo –non fa che confermare la vitalità delle associazioni culturali ed artistiche del nostro territorio e, al contempo, la loro capacità di organizzare eventi di qualità e grande richiamo. Abbiamo sofferto mesi di solitudine, lontananza ed incertezza, viviamo ancora nella prudenza ma abbiamo più di sempre il desiderio di condividere momenti di bellezza, quelli che l’arte, nelle sue forme più diverse, può regalarci. La musica, la danza, il teatro segneranno un’estate aretina vivace e ricca di eventi che, vissuti nel rispetto delle regole e valorizzati dallo scenario unico e suggestivo dell’Anfiteatro romano, accompagneranno la ripartenza della nostra città”.

 

E saranno proprio i linguaggi culturali differenti a rendere unica l’estate aretina di “Anfiteatro sotto le stelle”. Si comincia con un doppio appuntamento firmato “Arezzo Music Fest” di associazione “Music” guidata da Paco Mengozzi: il 23 luglio l’Anfiteatro sarà illuminato dalla musica di Edda protagonista di una serata che propone alcuni dei più interessanti interpreti del momento quali Sycamore Age (ore 21, ingresso gratuito ma prenotazione obbligatoria sul sito www.discoverarezzo.com).

Sempre all’insegna del grande cantautorato italiano, il 24 luglio ad Arezzo arrivano la genialità e il carisma di Vinicio Capossela che con il suo spettacolo Pandemonium spazia in un repertorio strepitoso che proprio quest’anno compie i suoi primi 30 anni (inizio ore 21, ingresso 20€ + diritti di prevendita. Biglietti sul sito www.discoverarezzo.com). Ancora la musica sarà protagonista dell’appuntamento del 26 luglio quando sul palco saliranno l’OIDA Orchestra Instabile di Arezzo (in una formazione ridotta per garantire distanziamento sociale) e la pianista Rita Cucé che, diretti dal maestro Marco Ferruzzi, proporranno musiche di Mendelssohn, Mozart, Bizet (inizio ore 21, ingresso libero).

Arezzo Music Fest organizza il concerto del 1 agosto che vede protagonista Samuel Romano (Subsonica) che presenta il suo Golfomistico Tour (inizio ore 21 ingresso 10€ + diritti di prevendita. Biglietti sul sito www.discoverarezzo.com).  “Mario Cassi and Friends per Arezzo” è il concerto del 4 agosto. Un’iniziativa all’insegna della generosità che vedrà il baritono aretino Mario Cassi impegnato con i suoi amici, star acclamate nei teatri di tutto il mondo, in una serata speciale il cui incasso sarà devoluto ai concittadini che a seguito dell’epidemia di Covid 19 si trovino adesso in condizioni di disagio.

Tra gli ospiti della serata i soprani Sumi Jo e Laura Cherici, il tenore Celso Albelo, il mezzosoprano Ekaterina Gubanova, il baritono Ambrogio Maestri ma anche giovani promesse già affermate in campo internazionale come Anastasia Bartoli, Noemi Umani e Gaia Matteini, a dare vita a un programma a sorpresa denso delle più belle arie, duetti e terzetto d’opera e canzoni della tradizione lirica internazionale (inizio ore 21).

 

In un progetto dedicato ad Arezzo non poteva mancare il contributo di Pupo che, il 5 agosto, in occasione dei 40 anni dalla hit “Su di noi”, sarà mattatore assoluto di un concerto straordinario all’insegna delle canzoni che lo hanno reso celebre nel mondo (inizio ore 21). Teatro protagonista il 10 agosto con il monologo “Stand up Balasso” lo spettacolo che vede interprete l’attore, comico e scrittore italiano Natalino Balasso e che viene proposto dall’associazione culturale La Filostoccola all’interno del proprio Festival “SUMMER DREAMLAND”, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze (inizio ore 21).

Il 25 agosto Daniele Silvestri conclude la rassegna organizzata da Arezzo Music Fest con il suo La Cosa Giusta tour (inizio ore 21, ingresso 25€ + diritti di prevendita. Biglietti sul sito www.discoverarezzo.com). Quindi la parola torna al teatro: il 27 agosto l’associazione Officine Montecristo presenta la seconda edizione dell’Arezzo Crowd Festival con un programma articolato di eventi che si susseguiranno sul palco per l’intera giornata.

Ai bambini di ogni età è dedicato l’appuntamento del 28 agosto con “Briciole Di Fiabe – Summer Edition”. Grazie a una collaborazione tra Nata, Progetto 5 e Rete Teatrale Aretina alle ore 18.00 sarà proposto uno “speech” sull’alimentazione infantile a cui seguirà lo spettacolo “Ravanellina”, mentre alle ore 21.00 sarà la volta di “Melina”, uno spettacolo incentrato sul tema dello scambio intergenerazionale. Il 29 agosto la danza sposa la poesia nello spettacolo “Per aspera ad astra” con le coreografie firmate da Alfa Ballet. Dj, musicisti, artisti di strada, giocolieri e ballerini si esibiranno in “Music & friends” appuntamento previsto il 2 settembre e organizzato da “Omero & Friends”, mentre il 10-11-12 settembre la musica giovane sarà protagonista di “Sudwave Italia” il contest firmato “Arezzo Wave” che presenta i migliori nuovi gruppi emergenti internazionali.  Il 13 settembre l’Associazione Autismo di Arezzo organizza uno spettacolo di raccolta fondi e il 15 settembre la Libera Accademia del Teatro chiude l’estate di Arezzo con un reading originale dedicato al senso dell’arte nella società contemporanea. Sul palco insieme agli attori il quartetto EUPHORIA.

Gli appuntamenti di “Anfiteatro sotto le stelle” hanno organizzatori e promotori diversi e quindi modalità di acquisto e/o prenotazione biglietti differenti.

Per informazioni rivolgersi a info@fondazioneguidodarezzo.com; 0575 356203

 




Mittelfest 2020 a Cividale del friuli nel segno dell’ EMPATIA

È davvero l’alba di un nuovo modo di vivere quella che vuole sorgere dopo la pandemia che ha unito, nella stessa sfida, il mondo intero? E potrà l’EMPATIA, la capacità di essere più vicini al sentire dell’altro, divenire la rampa su cui far decollare un futuro comune? E quanto invece il rispetto delle specificità è una ricchezza da non smarrire? Quali sono allora i confini che portano valore e quelli della paura? Sono questi alcuni degli interrogativi inevitabili alla ricostruzione del mondo che verrà, dopo che quello che conoscevamo è stato scosso alle fondamenta dal Covid-19.

 

Da queste riflessioni parte l’edizione 2020 di Mittelfest – festival di musica, teatro, danza di riferimento per l’area Centro-europea e balcanica, intitolato quest’anno proprio al tema dell’EMPATIA, sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Comune di Cividale, CiviBank, Ert FVG (soci dell’Associazione Mittelfest), MIBACT, Fondazione Friuli, Camera di Commercio di Udine e Pordenone, ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, Convivio Zorzettig, APT, Fazioli, e patrocinato dalla CEI – Central European Initiative. Conferma inoltre la collaborazione internazionale con il Dutch Performing Arts, che lavora alla promozione internazionale degli spettacoli olandesi con il contributo di Performing Arts Fund NL e sostiene 3 progetti musicali di grande livello.

 

Spostata dal tradizionale mese di luglio a settembre, per poter garantire un programma di prestigio, con ospitalità internazionali e spettacoli tutti in spazi chiusi Covid-free, la rassegna andrà in scena dal 5 al 13 settembre a Cividale del Friuli, ancora sotto la direzione artistica di Haris Pašović, pluripremiato regista di teatro e cinema di Sarajevo, all’ultimo anno del suo mandato triennale, e guidato da un nuovo Cda alla cui presidenza c’è l’udinese Roberto Corciulo.

 

Un tema importante, l’empatia, nel mondo ferito dal Covid-19, dalla perdita economica e dai problemi sociali, che verrà esplorato con diversi registri artistici, spettacoli ad hoc, sguardi ad altri momenti del passato in cui il mondo era rimasto al buio, per trarre saggezze nuove dalle esperienze antiche. Dando risalto, accanto a quelli tradizionali, a nuovi linguaggi tecnologici, multimediali e digitali, grandi protagonisti dei mesi del lockdown, anche con il fine di interrogarsi su quanto questi influenzino le relazioni e la comunicazione. Il tutto con grandi nomi nazionali e internazionali, per fare di questo appuntamento, anche per la sua collocazione geografica, un’opportunità di “vaccino culturale” contro la paura che porta a rialzare confini, reali o psicologici. 

 

“Mittelfest è nato nel 1991, dopo il crollo dei regimi totalitari dell’Europa Centro-Orientale, con il fine di costruire un dialogo attraverso la cultura nell’area della Mitteleuropa – spiega il presidente Roberto Corciulo -. Nel 2020 ci troviamo di fronte a un altro imponderabile ed epocale cambiamento: quello determinato dalla pandemia Coronavirus. Una volta di più, dunque, accogliamo la sfida di rilanciare nuove possibilità di futuro che mettano radici nell’arte e nella diplomazia culturale. Molti economisti e sociologi individuano infatti nel turismo, nell’arte e nella cultura momenti tra i più importanti per la rinascita nazionale. Perciò ci siamo posti un obiettivo ambizioso: non solo potenziare Mittelfest, ma costruire una nuova piattaforma mitteleuropea che sinergicamente riesca a coniugare le arti performative con le relazioni, il business e il turismo culturale, per essere parte attiva di un processo che porti ad una rinascita non solo della cultura ma dell’Italia. Con questo intento – conclude Corciulo – è stato allestito un programma ancora una volta di prestigio e attento al presente, garantendo al nostro pubblico l’accoglienza di una terra ospitale, in un’atmosfera di assoluta sicurezza e nel pieno rispetto delle regole vigenti”.

 

“Mai come quest’anno – sottolinea il sindaco di Cividale Stefano Balloch – provati dopo quasi trent’anni dall’esperienza di rivedere i confini attorno a noi chiudersi, Mittelfest ritrova la forza unificante della grande comunità della Mitteleuropa, che ebbe ai suoi esordi, quando contribuì a riunificare, grazie alla cultura, una comunità che il comunismo e i totalitarismi avevano diviso con un muro per quasi mezzo secolo”.

 

In numeri, Mittelfest quest’anno avrà 25 progetti artistici – 14 musicali, 9 teatrali, 2 di danza –  e 3 forum: per 10 prime assolute e italiane. Mentre già dal 21 agosto importanti eventi collaterali prepareranno l’inizio della kermesse. 

 

Empatia

 

Così il direttore artistico Haris Pašović,  spiega la scelta del tema di Mittelfest 2020: “Se ti ferissi e sanguinassi, preferiresti avere accanto a te in quel momento critico la tua cara amica che sviene quando vede sangue o un medico competente che può fermare il sanguinamento, agendo in modo professionale senza alcun sentimento?” Questa domanda, posta dal defunto scienziato americano Carl Sagan, e alcune idee correlate portate in discussione dal famoso psicoanalista italiano Massimo Recalcati, acuiscono il nostro pensiero sul significato dell’empatia. Che cos’è l’empatia? È possibile un mondo senza empatia? Al contrario, un mondo con troppa empatia – così ancora Pašović,  – è del tutto inutile, pieno di sentimenti infiniti e menti sfocate? Questo è il motivo per cui abbiamo scelto l’empatia come tema principale del Mittelfest 2020. Nel mondo colpito gravemente dal Covid-19, c’è posto per l’empatia? E se c’è, allora perché, quando e quanto rende migliori le nostre vite? Gli artisti proveranno ad esprimere i propri pensieri e sentimenti al riguardo attraverso gli spettacoli musicali, teatrali e di danza in cartellone”.

 

Il programma

 

La rassegna, mantenendo il proposito di rappresentare ai massimi livelli teatro, danza, musica classica e contemporanea, con una predilezione per i punti di vista meno scontati, che creano connessioni tra i generi e riflessioni sul presente, presentando insieme spettacoli inediti, grandi artisti amati dal pubblico, spettacoli di pregio che per la prima volta vengono in Italia, nonché giovani promesse nazionali e regionali sulle quali Mittelfest investe per portare semi al futuro, punta quest’anno in particolare su artisti italiani che condividono con il festival un respiro artistico internazionale, anche per le difficoltà di spostamento create dalla pandemia e per sostenere un settore che è stato colpito profondamente dalla sospensione degli impegni professionali. Tenendo anche in considerazione di dare nuova vita a spettacoli di pregio interrotti dal lockdown. 

 

Già il 5 settembre a INAUGURARE Mittelfest ci saranno due prime assolute di grande livello, stilisticamente diverse, ma entrambe sintonizzate con il nostro tempo. Da un lato Il terzo Reich, performance con video installazione di Romeo Castellucci, uno degli artisti italiani più riconosciuti in tutto il mondo per il coraggio e la profondità della sua ricerca artistica, che ci fa riflettere sulla forza di manipolare la realtà da parte del linguaggio e delle parole reiterate. Con questo nuovo intervento, accompagnato dai suoni di Scott Gibbons, restituisce infatti il bombardamento di segni, oggetti, parole a cui siamo sottoposti ogni giorno, fino a un’ipnosi dove tutto diviene indistinto. Una democrazia quantitativa che è in realtà totalitaria. Dall’altro lato, Alessandro Benvenuti in Panico ma rosa – dal diario di un non intubabile propone una delle prime drammaturgie emerse dal periodo Covid-19, raccontando in un monologo serrato la sua esperienza dei mesi sospesi del lockdown, con esiti alternativamente tragici e comici, e l’auspicio finale di una rinascita con lo stupore di un bambino. 

La giornata inaugurale sarà inoltre incorniciata da un doppio appuntamento musicale: il mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza con il gruppo Abdo Buda Marconi Trio – che unisce ritmi klezmer, balcanici e caucasici – taglieranno il nastro portandoci in un viaggio musicale alle radici europee, intitolato Il viaggio di Europa. La giornata sarà chiusa da un grande concerto in Duomo della FVG Orchestra, diretta da Filippo Maria Bressan, intitolato Per un Mondo Nuovo, insieme al Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste, con musiche dal Requiem di Mozart, in omaggio alle vittime della pandemia, e dalla Sinfonia n. 9 Dal Nuovo Mondo di Antonín Dvořák, per l’auspicata rinascita. 

 

Continuando a esplorare il programma, e raggruppando le proposte per aree tematiche, il soggetto del totalitarismo, come lezione del passato e come separazione e assenza dell’empatia positiva, è anche protagonista di due appuntamenti che vogliono essere dei veri e propri memorandum, affinché la Storia sia maestra di vita: così è per un classico come Srebrenica (11 settembre) di Roberta Biagiarelli, con cui si commemorano i 25 anni del genocidio bosniaco di Srebrenica, e Deve Trattarsi di autentico amore per la vita (6 settembre), il reading di Maddalena Crippa dai Diari 1941–1943 dell’umanissima mistica olandese Etty Hillesum, che racconta la Shoà in modo inedito, come progressivo cammino di crescita interiore e di illuminazione, più forte delle atrocità perpetrate. Entrambi nel genere dello storytelling, che attraversa anche altri spettacoli in programma.

A questo tema si rifà anche la nuova creazione di un attore molto amato in teatro e al cinema, Elio Germano, che propone in Segnale d’allarme (7-9 settembre) una trasposizione virtuale del suo spettacolo, scritto con Chiara Lagani, La mia battaglia, tratto dalla traduzione italiana di Mein Kampf di Adolf Hitler, e che permette allo spettatore, attraverso visori, di rivivere la pièce teatrale dalla prima fila immergendosi completamente fino a confondere immaginazione e verità. La domanda che ci pone è questa: nel mondo dominato dalla realtà virtuale, siamo ancora in grado di distinguerla dalla vera realtà?

 

All’insegna della sperimentazione e della multimedialità sono anche le proposte realizzate con il sostegno dell’olandese Dutch Performing Arts, con cui si rinnova per il secondo anno la collaborazione, per 3 spettacoli in prima nazionale. A cominciare dal concerto Il ciclo della falsificazione del giovane compositore e inventore di strumenti sorprendenti Akim Moiseenkov, che ci interroga e si interroga anche lui sul concetto di vero e falso (6 settembre, coproduzione Mittelfest), per continuare con Muhammad (9 settembre), originalissimo concerto dell’ensemble Ikarai, in onore del Re della boxe, che non canta lo sport, ma si fonde con il suo ritmo e lo traduce in scrittura musicale, trasformando il palcoscenico in un ring, e per concludere con i Tin Men and the Telephone (8 settembre) che ci porteranno in un immaginifico viaggio spaziale verso un nuovo pianeta abitabile, dopo che abbiamo reso questo inabitabile e surriscaldato. Una performance dal titolo parlante The GREATEST Show (Global Relocation of Evolved Apes Towards Exoplanet Suitable for Terraformation/Ricollocazione globale delle scimmie evolute in un Esopianeta adatto alla ricreazione della Terra) che combina improvvisazioni musicali jazz, immagini e la partecipazione del pubblico attraverso un’app dello smartphone. 

 

Della frattura dell’uomo e l’ambiente tratta anche 19 luglio 1985 – una tragedia alpina (12 settembre), un appuntamento tra prosa, grande musica ed esecuzioni corali, con la drammaturgia di Marco Bernardi e la regia di Filippo Andreatta, che ripercorre il disastro della frana della Val di Stava, dove persero la vita 268 persone. Uno spettacolo che unisce vari linguaggi e che ci fa riflettere ancora una volta su come ogni progetto futuro possa nascere solo da un’alleanza con il mondo che ci ospita.

 

È invece un punto di vista visionario quello del teatro di Emma Dante, una delle drammaturghe e registe italiane più apprezzate a livello internazionale, che riprende il tour di Misericordia, interrotto dal lockdown (10 settembre, spettacolo in programma in collaborazione con CSS – Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia), dove racconta la fragilità delle donne in un contesto emarginato e in una Sicilia senza tempo, in cui si fondono realtà e poesia. 

Ispirato ad una sorta di realismo magico era anche il teatro dello sloveno Tomaž Pandur, più volte ospite a Mittelfest e scomparso prematuramente nel 2016, a cui la sua compagnia rende omaggio con lo spettacolo postumo Immaculata (7 settembre), che indaga la storia di Maria, la madre di Gesù, cogliendola dal punto di vista umano e trascendente insieme, immaginando ciò che è seguito alla Passione, nelle pagine su di lei che non sono mai state scritte. 

L’arte che viene dai Balcani sarà protagonista anche del dramma familiare che arriva dalla Serbia in prima nazionale Finché morte non ci separi (7 settembre) di Mira Furlan, con la regia di Miki Manojlović , regista di fama europea e un cast apprezzatissimo: con atmosfera quasi cechoviana, racconta del ripiegarsi della vita familiare in corrispondenza alle delusioni storiche, ma anche degli scorci di luce che nascono dall’ombra. 

 

Tra le proposte di grande musica di questa edizione di Mittelfest, che spaziano dalla composizione d’autore a ensemble internazionali, dal pop alla migliore musica classica e contemporanea, troviamo un altro visionario, per alcuni addirittura un sacerdote delle note per le sue ricerche alle radici dell’umano e del sacro, ovvero Vinicio Capossela. Capossela porterà il suo nuovo concerto Pandemonium (12 settembre) dal nome della rubrica quotidiana che teneva durante il periodo della quarantena: un concerto narrativo con storie e canzoni scelte nel suo repertorio che quest’anno compie trent’anni. 

Passando al versante classico, atteso è il quartetto d’archi dei Philharmonic String Quartet (13 settembre), giovani musicisti dello storico ensemble dei Berliner Philharmoniker, che eseguiranno musiche di Mozart, Haydn, Beethoven.

Mentre, per la nuova musica, è un’occasione ghiotta quella di trovare in cartellone in prima nazionale uno dei giovani sperimentatori più promettenti del panorama italiano, come Michele Marco Rossi, in scena con il concerto per violoncello prodotto da Mittelfest Hurt/Heart (8 settembre), considerato il nuovo Sollima, e lo stesso Maestro Giovanni Sollima, compositore fuori dal comune e virtuoso del violoncello, che si esibirà nel concerto Folk Cello (11 settembre). 

 

Ma tra i propositi di Mittelfest c’è anche quello di sostenere i talenti musicali del territorio, o emersi da iniziative regionali, per mettere dei semi nel futuro. Li rappresenteranno in questa edizione la pianista russa Gala Chistiakova, una delle vincitrici del Concorso pianistico internazionale del Friuli Venezia Giulia, che eseguirà un recital pianistico intitolato Appassionata (10 settembre, in collaborazione con PianoFVG); Valentina Danelon e Nicoletta Sanzin, artiste premiatissime a livello nazionale e internazionale, che proporranno il concerto per violino e arpa Meditations (12 settembre, produzione Progetto Musica); Maria Iaiza, pianoforte, il quartetto di fiati di Irene Fiorino oboe, Federico Martinello clarinetto, Nicola Fattori corno, Tara Lešnik fagotto, con Luca Trabucco al pianoforte, e il pianista Piero Franceschetto, musicisti selezionati dei Conservatori G. Tartini di Trieste, J. Tomadini di Udine e Associazione Progetto Musica, che saranno protagonisti del concerto Empatia (13 settembre, Produzione Mittelfest).

 

La danza sarà rappresentata da una delle formazioni più amate a livello regionale, riconosciuta a livello nazionale, gli Arearea, guidati dalla coreografa Marta Bevilacqua, presenti con lo spettacolo Il Rovescio (10 settembre), che ancora ritorna sul tema della difficoltà di distinguere la realtà vera da quella falsificata, in un continuo raddoppiamento carnevalesco, con ispirazioni da Camus e musiche dei Pink Floyd. E sarà rappresentata anche da uno spettacolo che porta i colori dell’Africa, Dannatamente libero (9 settembre) scritto da Sonia Antinori e diretto da Filippo Ughi, che in prima nazionale, esplorerà una volta in più la relazione tra verità e narrazione, in un racconto drammaturgico che si ispira a storie tradizionali, con musica e danza, e affronta il temi dell’incontro tra culture e del dialogo interreligioso. 

 

Come gran finale, il giorno di chiusura (13 settembre) sarà ancora incorniciato da due proposte artistiche speciali. In mattinata si terrà il “concerto teatrale sui mondi di frontiera” Sconfinati, con il Coro Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste, un concerto teatrale sul concetto di confine, ritornato protagonista negli ultimi mesi anche nella linea orientale del Friuli, con l’idea di coglierne la ricchezza culturale oltre ogni separazione. E si chiuderà con lo spettacolo di Teatro, musica e multimedialità, in prima assoluta, Giorgio Mainerio, un misteri furlan, con l’ideazione e la direzione artistica di Marco Maria Tosolini, anche alla drammaturgia e regia insieme a Paolo Antonio Simioni: un’azione scenica per parole, suoni, corpi, immagini con cui viene vivificata la storia misteriosa di Mainerio, musico, sacerdote e, forse, negromante in quel Friuli del ‘500 in cui sacro e profano si fondono. Una produzione Mittelfest 2020 e ARLeF Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, e anche il pubblico sarà parte della pièce. 

 

Oltre agli spettacoli si terranno 3 forum di approfondimento, mentre due densi fine settimana faranno da anteprima al festival dal 21 agosto e saranno presentati in seguito.

 

Biglietti e abbonamenti

 

Abbonamenti: previo appuntamento dall’11 agosto (tel. 0432/734316, biglietteriamittelfest@gmail.com)

Biglietti: online (www.mittelfest.org) o nelle rivendite Vivaticket dal 15 agosto

 

E naturalmente Mittelfest è anche la sua terra e la sua città, Cividale, patrimonio mondiale dell’Unesco: una rete di pubblico, artisti, ospiti, cittadini e un network di hotel, ristoranti e caffè, in una delle terre più rinomate d’Italia per la storia e i sapori. Un punto di riferimento enogastronomico internazionale attorniato dai paesaggi unici delle Valli del Natisone, terra perfetta per un turismo slow, Covid-free. 

 

Info: www.mittelfest.org




NEK e Banco del Mutuo Soccorso presenti al festival di Majano

NEK – 11 agosto

BANCO DEL MUTUO SOCCORSO – 14 agosto

MAJANO (UDINE), AREA CONCERTI FESTIVAL_ ore 21.30

 

I biglietti per il concerto di Nek saranno in vendita a partire dalle 10.00 di giovedì 9 luglio online su Tickeone.it e in tutti i punti autorizzati. I biglietti per il concerto del Banco del Mutuo Soccorso sono già in vendita online e in tutti i punti autorizzati Ticketone. Info e punti vendita su www.azalea.it 

Annunciati oggi due nuovi importanti eventi musicali che vanno ad aggiungersi al calendario dei concerti della 60° edizione del Festival di Majano. Dopo l’ufficializzazione dei live di Francesco Gabbani, Blood Brothers the Bruce Springsteen Show e della Vasco History Band, si aggiunge quindi oggi l’appuntamento con Nek, amatissimo cantautore e polistrumentista, capace di vendere oltre 10 milioni di dischi in tutto il mondo, che salirà sul palco dell’Area Concerti il prossimo martedì 11 agosto. Il secondo nuovo appuntamento è invece quello che porterà a Majano la leggendaria band del Banco del Mutuo Soccorso, formazione che, assieme alla PFM, ha scritto la storia del progressive rock in Italia e nel mondo.

biglietti per il concerto di Nek saranno in vendita a partire dalle 10.00 di giovedì 9 luglio, online su Ticketone.it e in tutti i punti vendita del circuito. I biglietti per il concerto del Banco del Mutuo Soccorso sono già in vendita online e in tutti i punti autorizzati dello stesso circuito. Info e punti vendita su www.azalea.it.

I due live (che inizieranno alle ore 21.30) sono organizzati da Zenit srl, in collaborazione con Pro Majano, Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG. Info e punti vendita autorizzati su www.azalea.it.

Quest’estate, Nek torna a suonare dal vivo. Saranno poche date speciali, che lo vedranno sul palco da solo, chitarra e voce, per provare a lanciare un piccolo messaggio di ripartenza per il settore della musica in difficoltà a cui, anche grazie a questi concerti, arriveranno alcuni sostegni concreti. I compensi dell’Artista di queste date verranno infatti devoluti al fondo per i lavoratori dello spettacolo di Music Innovation Hub, un’impresa Sociale che ha lo scopo di supportare musicisti e professionisti del settore musicale in questo momento di crisi globale. “Solo: chitarra e voce”: è questo il nome di questi concerti, in cui Nek sarà da solo con il suo pubblico e il suono delle corde del suo strumento, in una dimensione intima ed essenziale.

Così Nek ha annunciato queste date attraverso un post sui social: «Quest’estate dovevo fare un tour vero e proprio, ma abbiamo dovuto rimandare tutto, non c’era altra via. Mi sono poi arrivate alcune proposte per suonare, naturalmente in condizioni diverse, e mi sono detto: “perché no?”. Ho voluto coinvolgere Music Innovation Hub, una realtà che sta dando sostegno ai professionisti del mondo della musica attraverso un fondo dedicato, a cui darò anch’io un mio contributo, con i miei compensi di queste date.

Non sarà un tour, saranno poche occasioni speciali che mi faranno vivere il palcoscenico in una dimensione intima, semplice, essenziale. Oggi, poter dire di tornare a suonare sul palco per me è bellissimo. Ci vediamo in giro, se vorrete».

Il Banco del Mutuo Soccorso, il gruppo guidato dal carismatico leader Vittorio Nocenzi, ha ritrovato nuova linfa vitale e rinnovata energia, e la sua storia continua, fortificata dalla vena creativa ancora intatta di Nocenzi, e dal contributo fondamentale di una famiglia di musicisti all’apice della loro maturità. Il Banco proporrà, per la prima volta dal vivo, i brani che compongono l’ultimo lavoro “Transiberiana”, riflesso di tutta la carriera della band e di ciò che è al giorno d’oggi. I live saranno anche l’occasione per riascoltare le composizioni più famose del Banco, quelle che hanno reso il gruppo uno dei punti di riferimento del rock progressive internazionale.

Fra i concerti già annunciati al Festival di Majano ricordiamo quello della stella Francesco Gabbani del 26 luglio, la serata tributo a Bruce Springsteen con i Blood Brothers in programma il 30 luglio, e lo storico appuntamento con la Vasco History Band che raggruppa tutti i grandi musicisti di Vasco, live il 1° agosto. Biglietti in vendita, info su www.azalea.it .

Il Festival di Majano è organizzato dalla Pro Majano, in collaborazione con Regione Friuli Venezia GiuliaPromoTurismoFVGComune di MajanoAssociazione regionale tra le Pro LocoComunità Collinare del FriuliConsorzio tra le Pro Loco della Comunità Collinare.

 

 

PER MAGGIORI INFO:

Zenit srl  tel. +39 0431 510393 – www.azalea.it – info@azalea.it

PRO MAJANO tel. +39 0432 959060 – www.promajano.it – promajano60@gmail.com

UFFICIO




Al via “Vietri in Scena”: sei appuntamenti gratuiti con la musica nella Villa comunale di Vietri sul Mare

Mercoledì 8 luglio, alle ore 11,00 presso la Sala giunta di Vietri sul Mare si è tenuta la presentazione della quinta edizione di “Vietri in scena”, la kermesse di spettacoli che si tiene ogni anno nel Comune costiero, alla presenza del sindaco Giovanni De Simone, dell’assessore alla Cultura e al Turismo Antonello Capozzolo e del direttore artistico della manifestazione, il maestro Luigi Avallone. “Vietri in Scena segna l’inizio del ritorno della nostra bella cittadina alla vita culturale ed artistica nel senso più alto del suo significato. Inauguriamo l’estate vietrese nella Villa comunale per regalare ai nostri concittadini e a tutti gli ospiti che vorranno trascorrere delle serate all’insegna della buona musica, sei concerti gratuiti che ci daranno la gioia di riprendere la vita sociale e culturale dopo mesi di isolamento. E’ un traguardo importante per la nostra comunità, soprattutto se si tiene conto del fatto che solo un mese fa sembrava impossibile programmare eventi sul territorio. Alla fine, fortunatamente, grazie anche all’esperienza del sindaco Giovanni De Simone e alla professionalità del maestro Luigi Avallone, siamo riusciti a mettere su una rassegna estiva di grande qualità, che certamente incontrerà il favore dei vietresi e di tutti i turisti che ci faranno l’onore di venire a Vietri sul Mare a trascorrere le proprie vacanze”. Il maestro Avallone ha annunciato che “In qualità di direttore artistico della manifestazione mi sento in dovere di dedicare questa edizione di Vietri in Scena alla memoria del grande Ennio Morricone, un genio della musica che è appena scomparso e che merita un segno di riconoscenza per le musiche che ci ha regalato: spero di inserire in queste serate almeno un brano a lui dedicato”. La manifestazione a carattere musicale è stata realizzata in compartecipazione con il Conservatorio di musica di Salerno “Giuseppe Martucci”. Sei gli spettacoli, tutti ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, che si terranno nella bellissima e panoramica Villa comunale di Vietri sul Mare, nel pieno rispetto delle misure anti covid-19 prescritte. I posti disponibili per consentire le distanze di sicurezza sono 130. La manifestazione “Vietri in scena”, condotta come ogni anno da Nunzia Schiavone,  inizierà venerdì 10 luglio, per concludersi giovedì 30 luglio. Tutti i concerti avranno inizio alle ore 21.00.

 

IL PROGRAMMA

Venerdì 10 luglio – Dirty Six;

Daniele Scannapieco – sax

Tommaso Scannapieco – contrabbasso;

Lorenzo Tucci – batteria

Claudio Filippini – pianoforte

Gianfranco Campagnuolo – tromba

Roberto Schiano – trombone

 

Martedì 14 luglio -The Caponi Brothers – “Swing & Soda”;

Domenico Tammaro – voce

Giuseppe Di Capua – piano

Gianfranco Campagnoli – tromba/flicorno

Tommaso Scannapieco – contrabbasso

Vincenzo Bernardo – batteria

 

Giovedì  16 luglio – Quintetto Martucci

Gaetano Falzarano – clarinetto

Tommaso Troisi – violino

Olena Vesna – violino

Francesca Senatore – viola

Francesca Taviani – violoncello

programma:

G. Salieri,F.Danzi, W. A. Mozart

 

Martedì  21 luglio – Trio di Salerno

Sandro Deidda – sax

Guglielmo Gugliemi – pianoforte

Aldo Vigorito – contrabbasso

 

Martedì  28 luglio – Duo

Francesco Buzzurro – chitarra

Giuseppe Milici – armonica

 

Giovedì  30 luglio  – Duo

Daniela Del Monaco – canto

Antonio Grande – chitarra

canzoni classiche napoletane




ESSENZE TEMPORALI – la nuova stagione del TSS

Essenze temporali – Meravigliosa fase 2  è il titolo della stagione 2020/2021 del Teatro Stabile Sloveno, che connette l’attuale ricerca dell’essenza delle cose e il risveglio dei sensi in suggestive associazioni che faranno parte dei contenuti di un programma capace di risvegliare in maniera tangibile tutti i sensi.

Il direttore Danijel Malalan ha ideato una stagione che dopo una lunga pausa forzata invita il pubblico a ritornare in sala con la forza di storie moderne ed eterne, che vivono tra il quotidiano e l’ideale, parlano in modo sorprendente ai sensi e li vestono di impressioni sofisticate, a tratti glamour, che invitano a salire sulla »nuvola« della sfaccettata arte teatrale, sulla quale soffierà il vento del canto e della musica.

I personaggi che nella scorsa stagione, caratterizzata dall’omaggio alle donne, non sono saliti sul palco a causa dell’interruzione dell’attività, riappariranno con sorprendenti assonanze tra i fili dei nuovi personaggi.  Così ad esempio l’eroina ante litteram dei diritti delle donne, la pittrice Artemisia Gentileschi, troverà un dialogo inaspettato con la stilista Coco Chanel, che ha liberato le donne da convenzioni e corsetti. Su questa linea si posizionerà anche una donna del nostro tempo, Vita (Meravigliosa) con la sua scelta di essere single in una società frenetica e nevrotica. La musica sarà parte della drammaturgia di quest’ultimo spettacolo, ma avrà un ruolo ancora più ampio con l’eccezionale apertura della stagione nel segno della nuovissima coproduzione dei teatri del litorale Un secolo di musical.  Questo show con i più grandi successi di un secolo di teatro musicale conquisterà il pubblico con danza, musica e canto dal vivo. Saliranno sul palco la nota cantante pop slovena Tinkara Kovač, uno dei maggiori interpreti di musical in Repubblica Ceca Petr Gazdik, gli attori del teatro sloveno di Trieste Lara Komar e Primož Forte, gli attori triestini della compagnia di Nova Gorica Patrizia Jurinčič e Jure Kopušar e ancora Anja Drnovšek e Rok Matek dal teatro di Capodistria. Il regista è Stanislav Moša, artista di riferimento nel campo del musical sui palcoscenici cechi e sloveni. Il direttore è invece il poliedrico Patrik Greblo, che ha già ottenuto con tutto il cast un grande successo all’anteprima dello spettacolo nell’ambito del Festival estivo del litorale.




ENNIO MORRICONE IN CONCERTO A UDINE L’8 SETTEMBRE 2012 PER IL FESTIVAL “BIANCO E NERO”: IL RICORDO DEGLI ORGANIZZATORI

 

Ennio Morricone (© Simone Di Luca)

Un breve ricordo dello storico concerto di Ennio Morricone l’8 settembre 2012 a Udine in Piazza Primo Maggio per il festival “Bianco e Nero”. 

“Sono e resto un compositore” fu la prima frase che disse Morricone nella conferenza stampa tenutasi l’8 settembre 2012 a Udine all’interno della Chiesa di San Francesco – allestita con la mostra “I Dieci Comandamenti e il Matrimonio tra Paradiso e Inferno” di Keith Haring – per la presentazione del suo concerto che si tenne la stessa sera in Piazza Primo Maggio per il festival “Bianco e Nero”: il primo e unico concerto del Maestro in Friuli Venezia Giulia.

Un’immagine della conferenza stampa tenutasi nella Chiesa di San Francesco

“Mi ricordo quella giornata e quella frase, così umile, come fosse oggi – racconta Gabriele Massarutto, Presidente del Festival Bianco e Nero – mi colpì moltissimo, soprattutto ripensando al fatto che Morricone, oltre ad aver composto alcune delle più importanti musiche di tutti i tempi, riscrisse in maniera indelebile la grammatica del rapporto tra le immagini e la musica in un film, cambiandone completamente la storia e dando un nuovo prezioso valore alla musica in un film.

Una foto del concerto (© Simone Di Luca)

Siamo davvero onorati – conclude Claudio Tognoni, Direttore e ideatore del festival “Bianco e Nero” – di aver organizzato quel concerto indimenticabile, che è entrato di diritto nella storia musicale e culturale della nostra regione.




Presentata Intersezioni, rete di festival di arte e spettacolo dal vivo in Fvg

L’arte non convenzionale che abita gli spazi urbani fa rete: nasce “Intersezioni”

La rete è formata da 6 festival, organizzati da 5 realtà culturali del Fvg. Il programma nel complesso prevede il coinvolgimento di 21 Comuni per un totale di oltre 100 spettacoli che si svolgeranno nell’arco di circa 2 mesi

UDINE – Il proverbio dice: “L’unione fa la forza”. Nel caso di “Intersezioni” possiamo dire che è davvero così!

La presentazione ufficiale della rete si è tenuta oggi, lunedì 6 luglio, al giardino “Loris Fortuna” di Udine, grazie al Cec, che ha permesso di utilizzare gli spazi dell’Arena installata per ospitare la sua programmazione estiva all’aperto. A raccontare cos’è “Intersezioni” e quali sono i festival che ne fanno parte ci hanno pensato: Paolo Ermano, coordinatore del progetto; Marta Bevilacqua, direttrice artistica di AreaDanza; Tommaso Pecile, coordinatore di Art Tal Ort; Alessandro Cattunar, co-direttore artistico di Invisible Cities e Contaminazioni digitali; Matteo Carli, coordinatore di Microfestival; Davide Perissutti, coordinatore di Terminal – Festival dell’arte in strada. All’appuntamento hanno partecipato anche l’assessore alla Cultura del Comune di Udine, Fabrizio Cigolot, la sindaca di Gradisca d’Isonzo, Linda Tomasinsig e l’assessore alla Cultura del Comune di Fagagna, Chiara Pecile.

LO SGUARDO AL FUTURO – L’idea di questa rete di festival di arte e spettacolo dal vivo era già nell’aria da tempo. Arearea, Circo all’inCirca, Felici ma Furlans, Puntozero, Quarantasettezeroquattro ci stavano lavorando da un bel po’, da oltre un anno. La pandemia non li ha fermati, anzi, ha consentito loro di affrontare questo pazzo 2020 con la forza che solo l’unione d’intenti può dare. Grazie a quest’alleanza hanno potuto vivere con ottimismo i mesi di chiusura forzata dell’intero Paese, pur trovandosi loro malgrado di fronte alla necessità di rivedere la programmazione dei loro festival (già in calendario), di trovare nuove strategie per continuare a esserci e portare la loro arte sul territorio regionale: «Avremmo potuto mollare – hanno raccontato i membri della rete -. L’emergenza Covid-19 ha messo a dura prova il comparto dell’arte e dello spettacolo nel nostro Paese e noi non facciamo eccezione. Però, abbiamo deciso di guardare lontano, al domani, e di farlo con un certo ottimismo, prendendo tutte queste difficoltà come una sfida, per trovare alternative, fare meglio e, perché no, trovare nuove idee. Il nostro sguardo è rivolto al futuro che ci attende. Quel futuro che possiamo, dobbiamo, contribuire a costruire. Abbiamo deciso di farlo insieme, forti delle nostre differenze ma anche della visione comune. Siamo sia organizzatori di eventi, che compagnie di artisti, abbiamo dunque DNA diversi, ma l’evidente necessità comune di dialogare con le persone. E mai come oggi, in una fase tanto complessa, dobbiamo continuare a parlare con i nostri pubblici e ascoltare quello che hanno da dirci».

LE DICHIARAZIONI DELLE ISTITUZIONI

«Voglio complimentarmi con tutte le realtà che hanno ideato la rete “Intersezioni” per non essersi fatte spaventare dalla situazione difficile che abbiamo attraversato in questi mesi, per averci creduto e per essere infine riuscite a far decollare questo ambizioso progetto – ha precisato Fabrizio Cigolot, assessore alla cultura del Comune di Udine -. Questo dimostra che il mondo della cultura, nonostante tutte le difficoltà, è più vivo che mai e determinato non solo a realizzare eventi e spettacoli, pur nel rispetto delle norme di sicurezza ancora in vigore, ma a rappresentare un punto di riferimento per gli altri settori e per tutto il Paese. Il messaggio è quindi chiaro: la cultura può e deve essere il cardine della nostra rinascita».

«Intersezioni – ha fatto sapere l’Assessore Regionale alla Cultura e allo Sport, Tiziana Gibelli – non rappresenta soltanto un esempio di come le nostre associazioni culturali abbiano saputo reagire alla crisi legata alla pandemia da Covid-19 e alle seguenti misure di contenimento, ma è anche la dimostrazione del fatto che con la collaborazione e il confronto di esperienze diverse, si riesce ad allestire progetti di grande valenza artistica. Grazie all’unione degli organizzatori i cittadini del Friuli Venezia Giulia, ma non solo, avranno a disposizione un ricco calendario di eventi che animerà molte località della nostra regione per tutto il periodo estivo, contribuendo a soddisfare quella voglia di arte e spettacolo che ci aiuta a guardare al futuro con un rinnovato ottimismo».

«Quella presentata oggi è certamente una bella modalità di lavoro – ha sottolineato la sindaca di Gradisca d’Isonzo, Linda Tomasinsig -. La collaborazione porta sempre ottimi frutti. Con piacere ho potuto conoscere i rappresentati di tutte le associazioni. Chissà che non possano nascere in futuro nuove opportunità. Noi siamo molto soddisfatti di ospitare In/Visibile cities anche quest’anno. La nostra è una città storica, ma aperta al linguaggio contemporaneo, quindi questa collaborazione è assolutamente nelle nostre corde e siamo certi potrà farci vedere gli spazi urbani sotto un’altra luce, ancora una volta».

«La scelta di queste associazioni di fare squadra è sicuramente positiva e apprezzabile, soprattutto in questa fase post-emergenza – ha riferito l’assessore alla Cultura del Comune di Fagagna, Chiara Pecile – . Per quanto riguarda Art Tal Ort, l’evento è diventato un po’ il fiore all’occhiello di Fagagna, fa parte della nostra tradizione estiva. Ogni riesce a richiamare sul territorio grandi e piccoli, tutti assolutamente entusiasti».

«Siamo felici di ospitare per la seconda annualità la compagnia Arearea – così in una nota Adriana Danielis, vicesindaco del Comune di Palmanova –. La nostra piazza è uno scenario ideale per accogliere varie forme di spettacolo grazie alla sua maestosità e bellezza architettonica».

«Turriaco è un Comune piccolo, ma come Amministrazione ha detto, in una nota, il sindaco, Enrico Bullian – abbiamo deciso di puntare sulle attività culturali, che crediamo possano fare da traino per il tessuto economico e, perchè no, anche per il turismo. Dal canto nostro quest’anno, ospitando “Contaminazioni Digitali”, ed essendo Comune capofila, abbiamo già ottenuto un risultato storico, un cospicuo contributo regionale da 27mila euro, equivalente al 90% della spesa ammissibile, chissà che un domani, prendendo esempio dalle realtà qui presenti oggi, non si riesca ad incentivare ulteriormente i rapporti di rete comunale già in essere, sicuramente il lavoro di squadra potrebbe offrire al territorio una marcia in più».

RETE DI FESTIVAL – “Intersezioni” è dunque una rete di festival di arte e spettacolo dal vivo (danza, teatro, circo, musica, performance relazionale ed arti visive) non convenzionali che “abitano” gli spazi urbani della regione Fvg. Tutte le rassegne della rete (Areadanza, Art Tal Ort, Contaminazioni Digitali, Invisible Cities, Microfestival, Terminal) hanno una natura itinerante, si muovono in spazi diversi di una stessa città o transitano da una località all’altra, inventando ogni volta per lo spettatore una vera e propria avventura per l’occhio e la mente, grazie alla sperimentazione e alla ricerca di nuovi linguaggi e pratiche artistiche. “Intersezioni” è dunque «un dispositivo che favorisce collaborazioni tra progetti pensati per un pubblico ampio, che vede nell’arte urbana una possibilità di fruizione degli spazi comuni in maniera alternativa, partecipata, collettiva», hanno spiegato.

VISIONE COMUNE – La visione è comune fra le associazioni coinvolte, a partire dalla linea artistico-culturale: spazi urbani al centro del dialogo col pubblico (la cifra distintiva di ogni scelta artistica e produttiva), che avviene attraverso i linguaggi del contemporaneo. Luoghi che dunque non sono più solo di passaggio, ma diventano centri di scambio dove poter trovare alternative valide agli stili di vita quotidiani. L’arte per loro è uno strumento di cambiamento, non solo qualcosa di bello da ammirare. Per questo, in tutti i loro festival, le residenze artistiche hanno un ruolo propulsore, offrendo la possibilità di mettere in contatto artisti di diversa provenienza, valorizzando giovani ed emergenti. Loro stessi hanno un’età media che non arriva a quarant’anni.

I FESTIVAL E LE NUOVE MODALITA’ – I festival dunque si faranno ma non saranno come il pubblico li ha conosciuti: «Nessuno stravolgimento, ma alcune cose saranno diverse. Non potrebbe essere altrimenti. Preservare la salute è importantissimo e noi daremo il nostro contributo in tal senso. Per questo i posti per gli spettacoli saranno limitati e sarà garantita la distanza di sicurezza prevista dalle norme per il contenimento del Covid-19. Sappiamo che il nostro pubblico ci aiuterà in questo. Non ci resta che dare loro appuntamento da fine luglio, fino a settembre, con i nostri festival: Areadanza, Art Tal Ort, Contaminazioni Digitali, Invisible Cities, Microfestival, Terminal».

I FESTIVAL DELLA RETE INTERSEZIONI

AreaDanza

Torna AreaDanza. Per la decima edizione, l’evento organizzato da Arearea, compagnia di danza contemporanea che fa parte della rete “Intersezioni”, porterà in Fvg performance di danza contemporanea nei luoghi più suggestivi della regione. La danza, calata in questo scenario, non solo rimodella le strutture delle città ma crea nuove possibili trame del tessuto sociale, comunità di persone destinatarie e, allo stesso tempo, fautrici esse stesse degli eventi proposti. Le date da segnare sono: Udine (25 luglio), Venzone (1 agosto) e Palmanova (2 agosto). Maggiori info su www.arearea.it.

Art tal Ort

Attori, clown, musicisti, pittori e danzatori si riuniranno, per due serate di festa (sabato 8 e domenica 9 agosto), sul colle del castello di Fagagna, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, per l’11^ edizione di Art tal Ort, festival di arte “per” (come si direbbe in lingua friulana) strada organizzato da Felici ma Furlans, associazione che fa parte della rete “Intersezioni”. Il programma – pur rimodulato per poter rispettare tutte le indicazioni della normativa per il contenimento del Covid-19 – prevede molti spettacoli (con prenotazione obbligatoria, www.artalort.it) con ospiti internazionali, nazionali e locali.

Contaminazioni digitali

Contaminazioni digitali, festival multimediale che porta i linguaggi del contemporaneo nei piccoli paesi del Fvg, torna anche nel 2020 con un’edizione che si focalizzerà sul tema “Ecosistemi”. L’evento, organizzato da Quarantasettezeroquattro associazione che fa parte della rete “Intersezioni”, farà tappa a Udine (23-24 luglio), Turriaco (30 luglio – 1 agosto), Capriva del Friuli (7-8 agosto), Duino Aurisina (12-13 settembre). Il festival anche quest’anno proporrà spettacoli e installazioni multimediali che faranno interagire linguaggi differenti: teatro, danza, video, musica, nuove tecnologie. Maggiori info su: https://invisiblecities.eu/contaminazionidigitali .

In\Visible Cities

Per la sua 6^ edizione, In\Visible Cities, affronterà il tema “Identità di confine” e lo farà sempre ponendo al centro dell’attenzione il dialogo tra le arti visive e performative (teatro, danza, musica), i linguaggi digitali e gli spazi urbani. Quest’anno il festival organizzato da Quarantasettezeroquattro, associazione che fa parte della rete “Intersezioni”, si svolgerà a Gradisca d’Isonzo (3-6 settembre) invadendo gli spazi pubblici della cittadina, rendendoli luogo di incontro e di racconto, spazio di creazione e immaginazione. Maggiori info su: https://invisiblecities.eu .

Microfestival

Microfestival, organizzato da Puntozero, cooperativa che fa parte della rete “Intersezioni”, è un festival itinerante d’arte performativa (in programma dal 27 luglio al 2 agosto), una tournée che racconta e dà voce ai territori del paesaggio montano di confine del Fvg. Quest’anno sarà un’edizione del tutto inedita: i performer intraprenderanno un viaggio surreale in Ape-car da Venezia ai piccoli paesi del Friuli Venezia Giulia dove avrà inizio la tournée, un varietà “porta a porta”, alle finestre delle case, nei cortili dove gli abitanti saranno coinvolti in performance, giochi e colpi di scena. Sarà possibile seguire il viaggio e assistere agli spettacoli attraverso i profili Instagram degli artisti coinvolti e della pagina ufficiale di Microfestival: @Microfestival.eu . Info anche su www.facebook.com/microfestival.eu .

Terminal

L’ultima settimana di agosto (dal 25 al 30), a Udine, sarà animata da Terminal – festival dell’arte in strada, organizzato da Circo all’inCirca, associazione che fa parte della rete “Intersezioni”. L’uso della preposizione “in” è significativamente coinvolta nel ripensamento e nel superamento del classico festival degli artisti di strada. Questo perché si intende superata l’accezione, spesso depauperante, che fa dell’artista che si esibisce in strada, più per necessità che per virtù. Il festival offre infatti un contenitore che non solo porta l’arte in strada, ma tenta di mettere in relazione artista, spettatore e città. Maggiori info: www.terminal-festival.com .




LE CREATURE DI PROMETEO LE CREATURE DI CAPUCCI – Festival dei Due Mondi di Spoleto

Prometeo, Beethoven, Capucci

TITANI A SPOLETO

Prima mondiale al Festival dei Due Mondi de Le Creature di Prometeo / Le creature di Capucci

Beethoven e alta moda, chi l’avrebbe detto?

È questo l’inaspettato connubio che viene celebrato ne Le Creature di Prometeo / Le creature di Capucci, concerto in forma scenica, una nuova coproduzione realizzata dalla Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova e il Festival dei Due Mondi. Debutta in prima mondiale al Festival dei Due Mondi di Spoleto il 28 agosto 2020 (Piazza del Duomo, ore 20:30) con anteprima il 1° agosto al Festival Internazionale della Musica e del Balletto di Nervi.

In un’estate in cui i grandi festival all’aperto italiani stanno dando il la alla ripresa teatrale europeain modalità di distanziamento sociale, e quindi principalmente con lavori improntati ad una stilizzata essenzialità, questo spettacolo, a cura di Daniele Cipriani, si distingue per il suo sfarzo. Non poteva essere altrimenti trattandosi di un’eccitante combinazione tra l’estro di due geni: la partitura di Ludwig van Beethoven, nell’anno in cui ricorre il 250° anniversario della nascita del titano della musica sinfonica, e le sculture viventi del titano dell’alta moda Roberto Capucci, creature animate da vita propria. “Movimenti coreografici” di Simona Bucci per la Compagnia Daniele Cipriani accompagneranno la rara esecuzione integrale, da parte dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova diretta da Andrea Battistoni, dell’unico balletto del compositore tedesco.

Il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova, Claudio Orazi, spiega che “l’idea di una nuova produzione Le creature di Prometeo – Le creature di Capucci nasce dalla volontà di proporre nuovi formati artistici capaci di favorire l’interazione tra musica e creatività contemporanea. Il genio italico del grande coreografo Viganò, un musicista come Beethoven, emblema della cultura europea ed un artista e creatore come Roberto Capucci che ha contribuito ad affermare lo stile italiano nel mondo, si fondono in una serata originale ed emozionante. Un concerto in forma scenica”, continua Orazi, “concepito per essere presentato nei luoghi di interesse storico-artistico ed ambientale in Italia e nel mondo, ad iniziare dai meravigliosi Parchi di Nervi fino all’iconica Piazza del Duomo di Spoleto.”

Composta da Beethoven nel 1801 per le coreografie dell’italiano Salvatore Viganò, Die Geschöpfe des Prometheus, Op. 43 era popolata da Dei dell’Olimpo e Muse del Parnaso con un libretto ispirato chiaramente al mito di Prometeo, il titano che ruba il fuoco agli Dei per darlo alle sue “creature”, gli uomini della terra. Ed è proprio il fuoco il filo che conduce dalle “Creature di Prometeo” alle “Creature di Capucci”; perché se vogliamo considerare il fuoco non solo come elemento generatore di calore, bensì come simbolo di intelligenza e ingegno, e se vogliamo considerare Prometeo come un (buon) portatore di luce affinché, grazie alla scintilla dell’Io, gli esseri umani si svincolino dalla tirannia degli Dei, ecco che da questo medesimo fuoco emerge il genio di Capucci la cui illimitata fantasia si esprime in assoluta libertà.

E mentre le creature del Prometeo beethoveniano sono uomini e donne in carne e ossa, una luminosa e apollinea umanità in costruzione, destinata alla civiltà e al progresso attraverso i doni divini dell’amore, della bellezza e, soprattutto, della libertà, quelle di Capucci sono esseri onirici, dionisiaci, dagli artigli di bizzarri rapaci e sinuose spire serpentine (“immagini di follia”, li definisce lo stesso Capucci). Si tratta dell’eccezionale realizzazione sartoriale, seguita personalmente dal maestro, di 15 costumi da bozzetti originali. Di questi, 3 erano stati esposti nel 2018 a Palazzo Pitti di Firenze (“Capucci Dionisiaco”) e a Palazzo Scarpetta di Napoli (“Spettacolo onirico. Disegni per il teatro”); gli altri 12 invece sono assolutamente inediti.

Solo di recente, quando Daniele Cipriani chiese al Maestro di creare due costumi in occasione del gala Les Étoiles (gennaio 2020), Capucci si è avvicinato alla danza, arte che tuttavia lo aveva sempre affascinato. La felice esperienza, salutata da grande successo di critica e di pubblico, ha portato a questa nuova collaborazione e a costumi che ricordano la spettacolarità delle feste rinascimentali a corte.

Con processi artistici assolutamente distanti, musica e moda si uniscono in un duplice e originale omaggio al genio creativo e alla potenza immaginativa dell’arte. A loro si accosta Simona Bucci che ha concepito, per corpi atletici e flessuosi di un disinibito cast interamente al maschile, movimenti coreografici grazie ai quali i personaggi metamorfici di Capucci si presentano come un corteo di creature “altre”; come effluvi, essi appaiono da tutte le parti (anche dall’alto) della piazza, visioni che scompaiono per poi riunirsi in palcoscenico solo nel finale. Qui la “distanza sociale” è assicurata da sbuffi, girandole, nastri, piume, maschere e carapaci degli immaginifici costumi.

In parallelo alla potenza musicale ispirata a personaggi mitologici, e in corrispondenza con quanto espresso dalle sue sonorità, con una leggerezza di tratto e una lineare eleganza di movimento che vanno ad intrecciarsi con l’esuberanza dei costumi e la magnificenza della musica,la coreografa Bucci trasforma i personaggi di Beethoven/Viganò in rappresentazione degli archetipi che plasmano la psiche umana.

Ai danzatori della Compagnia Daniele Cipriani si uniscono anche artisti di varia provenienza, tra cui il danzatore Damiano Ottavio Bigi del Tanztheater Wupperthal e alcuni danzatori della Compagnia Simona Bucci, nonché Hal Yamanouchi, mimo attore dalla enigmatica presenza, misterioso maestro di cerimonie di questa fantasmagorica sfilata. Le Creature di Prometeo / Le creature di Capucci si avvale di video proiezioni firmate da Maxim Derevianko e di un disegno luci di Luciano Novelli.

Concerto in forma scenica, è ovvio che la colonna portante di Le Creature di Prometeo / Le creature di Capucci sarà l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, sotto l’ispirata direzione del M° Battistoni. La storia di questa prestigiosa orchestra è legata alla nascita del massimo teatro genovese, inaugurato nel 1828, e in tempi più recenti, ha visto avvicendarsi sul proprio podio i maggiori direttori del mondo.

http://www.festivaldispoleto.com/2020/scheda.asp?id_progetto=704&tipo=spettacoli&lang=




IL Far East Film Festival 22 Incorona la Cina: Gelso d’Oro a Better Days!

25.000 voti e 3.000 accrediti da 45 paesi: ecco tutti i numeri dell’edizione digitale.

FEFF22

3000 accrediti da 45 paesi e 25.000 voti per stabilire i vincitori degli Audience Awards 2020: ecco l’edizione digitale del Far East Film Festival raccontata attraverso i numeri. E i numeri raccontano un grande successo. Sia quelli di partenza (46 titoli in line-up, tra cui 5 prime mondiali, corrispondono a decine di case di produzione che hanno accettato di puntare sul FEFF online), sia quelli finali, raccolti dopo 9 giorni di programmazione (non solo film: anche 45 dirette streaming, 38 videomessaggi dei registi, 10 conferenze stampa, senza contare tutte i meeting organizzati su Zoom dal FEFF Campus e da Focus Asia).

Il Gelso d’Oro è andato al potentissimo youth drama cinese Better Days di Derek Tsang (figlio del leggendario Eric Tsang): un’indimenticabile storia d’amore e di violenza sui banchi di scuola che si è aggiudicata anche il Gelso Nero degli accreditati Shogun. Il Gelso d’Argento è andato al debut film malaysiano Victim(s) della regista Layla Ji, presentato al FEFF 22 in prima mondiale (la Malaysia non era mai finita sul podio). Il Gelso di Cristallo è andato alla favola pop taiwanese I WeirDo di Liao Ming-yi (un’altra prima mondiale), che si è aggiudicata anche il Gelso Viola di Mymovies. Il Gelso Bianco per la migliore opera prima, deciso da una giuria internazionale (La Frances Hui, Leopoldo Santovincenzo, Mark Adams), è andato invece all’action-comedy sudcoreana Exit di Lee Sang-geun. Sudcoreana anche la menzione speciale, cioè il noir Beasts Clawing at Straws di Kim Young-hoon.

Tutti i Gelsi, ricordiamo, sono realizzati da IdeaPrototipi. «Abbiamo immaginato e poi costruito un festival vero e proprio – spiegano i responsabili, Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche – anche se online. Siamo riusciti a realizzare un programma con titoli importanti, tante opere prime e molte registe donne. Abbiamo cercato di mantenere l’atmosfera che si crea solitamente a Udine, dove una comunità internazionale s’incontra per nove giorni da più di vent’anni. Una cosa è certa: molto di quello che abbiamo sperimentato quest’anno lo porteremo con noi al FEFF 2021. Questa volta live».

Il 90% degli spettatori ha scelto di vivere il Festival preferendo il calendario quotidiano alla semplice library on demand: questo significa che l’impervia scommessa degli organizzatori, cioè la riscrittura del modello originale, è stata ampiamente capita e condivisa. La rivoluzione del FEFF 22, d’altronde, non è consistita nel trasferimento sul web: è consistita nell’adattare ogni singola sezione, ogni singolo spazio operativo, alle leggi del web. Se il quartier generale si è trasferito “virtualmente” su MYmovies.it e “fisicamente” all’Hotel Clocchiatti Next di Udine, dove sono stati allestiti i vari set per le dirette, il Festival ha cambiato la propria sintassi ma non certo la propria anima, rimanendo una vivissima full immersion nel cuore del cinema pop asiatico (Cina, Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud, Giappone, Filippine, Indonesia e Malaysia)!

Ma il pubblico non è stato il solo a capire e condividere il progetto, le scelte e (diciamolo) i rischi degli organizzatori: il Far East Film Festival 22 ha potuto contare anche sulle istituzioni pubbliche e sugli sponsor privati, trovando ancora una volta sul territorio un aiuto essenziale per poter andare lontano. Per poter continuare un volo iniziato nel 1998 con Hong Kong Film, padre storico del FEFF. A fare simbolicamente da ponte tra l’avventurosa edizione “virtuale” del 2020 e la prossima, già programmata dal 23 aprile al 1° maggio 2021, un prezioso documento “fisico”: il catalogo bilingue del FEFF 22, che gli organizzatori hanno (appunto) voluto stampare. 255 pagine di schede, saggi e interviste per lasciare un ricordo tangibile di questo viaggio e non soltanto una colorata scia di pixel.

 




A tutto swing (e non solo): l’estate del Giovanni da Udine si colora con il Gorni Kramer Quartet

 È un viaggio nella musica senza confini quello che il Gorni Kramer Quartet proporrà al pubblico mercoledì 8 luglio 2020, con inizio alle ore 21.00, dal palcoscenico di Teatro Estate 2020, la prima rassegna estiva en plein air del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

 

Attraversando l’Europa per giungere fino all’America Latina, il celebre quartetto guidato dal fisarmonicista fuoriclasse Sebastiano Zorza e dai non meno talentuosi ed affiatati Marko Feri alla chitarra, Aleksandar Paunović al contrabbasso e Giorgio Fritsch alle percussioni ci guiderà in un percorso tutto dedicato allo swing e non solo.

L’ensemble è molto apprezzato dal pubblico internazionale per le sue coinvolgenti riletture di brani del grande musicista e fisarmonicista Francesco Gorni Kramer, nome fra i più popolari della musica italiana fra gli anni Quaranta e Cinquanta.  Al centro del programma troveremo dunque immancabilmente le sue hit, ma anche il valzer musette francese di Richard Galliano per arrivare alle influenze che questo stile ebbe su un particolare e vastissimo repertorio della musica brasiliana del tutto diverso dal samba e dalla bossa nova.

Insomma, quello che apre la serie dei quattro concerti in programma sul palcoscenico all’aperto del Teatro Nuovo Giovanni da Udine è un appuntamento capace di accendere l’entusiasmo del pubblico più eterogeneo. “Le condizioni particolari e i vincoli imposti da una situazione del tutto eccezionale come quella che stiamo vivendo ci hanno stimolato a ricercare per questa stagione estiva proposte musicali molto diverse rispetto a quelle cui è abituato il nostro pubblico, ma non per questo meno affascinanti e strutturate – sottolinea il direttore artistico musica Marco Feruglio -. I quattro concerti che proporremo sono infatti dedicati ad altrettanti generi musicali che hanno avuto ed hanno tuttora un’importanza e un’influenza fondamentali nella musica popolare internazionale. Per la scelta degli interpreti, siamo stati senz’altro agevolati dalla fortuna di avere nella nostra Regione degli eccellenti musicisti, veri specialisti in alcuni dei repertori che potremo ascoltare in questa rassegna”.

 

Teatro Estate 2020 proseguirà il 17 luglio con Mio eroe di Giuliana Musso. Inno alla pace e alla sacralità della vita, lo spettacolo ha conquistato nel 2017 i prestigiosi premi teatrali Cassino off e Hystrio alla drammaturgia e conferma l’attrice vicentina di origine e udinese di adozione fra le maggiori esponenti del teatro di narrazione e d’indagine.

 

 

 

SPETTACOLI IN TUTTA SICUREZZA

L’accoglienza e la gestione del pubblico di spettacoli seguono le misure di sicurezza per la prevenzione e il contenimento della diffusione del Covid-19 previste dalle linee guida regionali (termo scanner per il rilevamento della temperatura, postazioni per l’igienizzazione delle mani, uso della mascherina). È inoltre sempre garantito il distanziamento di 1 metro fra le persone. In caso di pioggia gli spettacoli si svolgeranno all’interno del Teatro.

BIGLIETTERIA

La biglietteria di via Trento 4 è aperta al pubblico da martedì a venerdì dalle 9.30 alle 12.30. Nei giorni di spettacolo dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 18.00 fino all’inizio della rappresentazione. Si invita il pubblico ad acquistare in prevendita il proprio biglietto elettronico senza file al botteghino e senza costi di commissione. I biglietti possono essere richiesti all’indirizzo biglietteria@teatroudine.it indicando nome, recapito telefonico, titolo e data dello spettacolo, numero dei titoli richiesti. Per informazioni: tel. 0432 248418; biglietteria@teatroudine.it (servizio attivo negli orari di apertura della biglietteria).

Mercoledì 8 luglio 2020 – ore 21.00

Gorni Kramer Quartet

SWING ALL AROUND

 

Sebastiano Zorza fisarmonica

Marko Feri chitarra

Aleksandar Paunović basso elettrico e contrabbasso

Giorgio Fritsch batteria e percussioni