dis-ABILITY RAID: un impegno concreto per promuovere una visione nuova della disabilità

La manifestazione dis-ABILITY RAID, alla sua prima annualità, ideata ed organizzata da Stefano Selem e Letizia Mazzotta, si è svolta, dal 29 settembre al 2 ottobre, tra Stenico, Trento, il Lago di Garda e la Valtrompia, per concludersi a Gardone Valtrompia negli stabilimenti Beretta, main sponsor dell’iniziativa.
Franco Gussalli Beretta ha abbracciato immediatamente l’iniziativa, aprendo a tutti l’azienda di famiglia.
L’impegno assunto dall’Azienda Beretta, si pone su un piano di ideale continuità rispetto ad altri progetti in favore dell’universo della disabilità.
Tra gli altri, il recente affiancamento a dodici paratleti, alcuni dei quali protagonisti della Prova di Coppa del Mondo di Lonato, con l’obiettivo di supportarli nel raggiungimento dei loro obiettivi sportivi.
Parole d’ordine: professionalità e determinazione, le stesse che hanno permesso di vincere dieci Medaglie Olimpiche alle Olimpiadi di Rio 2016.
Inoltre, tre settimane fa è stato siglato lo storico protocollo d’intesa per un progetto di ricerca con l’Università degli Studi di Brescia e Brixia Accesibility Lab.
Il progetto, vede la collaborazione, il patrocinio ed il supporto, di un tris d’assi: Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, FITAV e Centro Ricerche Camozzi.
Il traguardo prefissosi è quello di sviluppare le linee guida per l’accessibilità dei campi di tiro a volo allo scopo di promuovere questo sport a livello paralimpico e non solo. Lo studio riguarderà l’accessibilità degli immobili e delle piazzole di tiro nonché l’accessibilità “organizzativa”, di gestione degli spazi.
La serata finale del dis-ABILITY RAID è stata pensata come una festa della condivisione contribuendo a creare un clima amichevole, connotato dalla leggerezza e dalla gioia, in maniera tale che tutti potessero sentirsi “a casa”.
“Ognuno – ha sottolineato Letizia Mazzotta – ha dato il suo contributo per promuovere un cambiamento possibile di visione, non in quanto esperto ma in quanto ‘amico’ che crede in questa possibilità di cambiamento sociale a favore del miglioramento della qualità di vita di tutti”.
Altri sponsor che hanno permesso di dar vita all’iniziativa, sono: Johnson Tyco, Edil Fiorentini, CSN– Centro Sicurezza e Fiat Autonomy.
Un percorso, quello del dis-ABILITY RAID, che si è snodato attraverso luoghi fisici, ma anche e soprattutto all’interno di percorsi esistenziali per far conoscere e sensibilizzare sulla condizione delle persone con disabilità
Protagonisti in questa prima edizione le persone che hanno subito l’amputazione di un arto, i paraplegici e gli individui affetti da amelia agli arti inferiori alla guida di vetture ad elevata mobilità come i SUV, i crossover e i fuoristrada.
I percorsi sono stati studiati ed attuati a livello tecnico e logistico da academy4x4 – Scuola Nazionale Guida Sicura Fuoristrada – che ha formato anche i drivers in uno speciale corso di guida calibratoi sulla tipologia di auto del “raid” – mentre FCA – Fiat Chrysler Automobiles, è l’azienda fornitrice ufficiale dei veicoli del raid. Hanno patrocinato l’evento la Provincia autonoma di Trento, Coni e Cip (il Comitato Italiano Paralimpico) di Trento, il CSEN, il Centro sportivo-educativo nazionale.
Un connubio virtuoso quello tra persone con disabilità, che in questo modo hanno avuto modo di mostrare concretamente le proprie capacità e la propria perizia, e questi veicoli pensati per affrontare le insidie e le asperità di ogni fondo stradale, sia preparato che naturale, delineando un itinerario, un percorso ideale e anche reale, tra barriere fisiche, sociali, mentali, culturali, comportamentali ed emotive.
Una possibilità che è necessario tradurre in azioni che “popolino” la vita quotidiana, come evidenzia lo stesso nome della manifestazione.
“Il nome dis-ABILITY che abbiamo scelto – sottolinea Stefano Selem – vuole veicolare un messaggio nevralgico: mettere in primo piano l’abilità, diversa, ma abilità, idealmente e praticamente, abbattendo le difficoltà e le diversità ponendo in minuscolo il prefisso “dis”.
A rendere possibile la realizzazione dei percorsi anche la tenacia e l’’impegno operativo di Gabriele Dallapiccola, istruttore in accademy 4×4 per i corsi per persone con disabilità e caporaid.
Un modo per dimostrare “in vivo” che, attraverso gli opportuni ausili e potenziamenti, ogni essere umano, valorizzato nelle sue specifiche caratteristiche e condizioni esistenziali, può creare il proprio percorso e raggiungere i propri obiettivi, tanto individuali quanto collettivi, come ribadito dalla Costituzione Italiana e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, uno strumento normativo siglato a livello internazionale nel 2006 e ratificato dall’Italia con la legge 18/2009.
A delineare un breve excursus su questo strumento, durante la serata finale, sono state Valentina Fasano, presidente dell’associazione Italiana Adrenoleucodistrofia e Tania Sabatino, sociologa e dottore di ricerca in Diritto ed Istituzioni Economico – Sociali.
“Così come tutti possiamo essere indipendenti nel rispetto della nostra specifica condizione esistenziale – sottolinea Tania Sabatino – (la disabilità, infatti, è una condizione tra le tante possibili che potrebbe connotare l’essere umano in quanto tale in diverse fasi della sua vita) è altrettanto importante sottolineare che tutti gli esseri umani sono interdipendenti, cioè hanno bisogno gli uni degli altri per costruire insieme percorsi di accrescimento della consapevolezza (art.8 C. ONU)”.
A farle eco Valentina Fasano: “Per far questo bisogna modificare una idea standardizzata della produttività e assumerne una multidimensionale fondata su quei ‘sentimenti morali’ di cui già parlava l’economista Adam Smith”
Un esempio “di vita” particolarmente significativo, raccontato dalla presidente dell’AIALD, è quello di Francesco, da cui è nato il percorso inaugurato con l’operato dell’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia, che mira a riempire un vuoto attorno a questa patologia rara.
A Francesco fu rifiutata la possibilità di ricevere una carrozzina particolarmente performante, con la motivazione che non lavorando e non studiando lui non fosse più una persona in grado di contribuire alla crescita della società. Un’idea sbagliata e fuorviante se si pensa, come ribadito da Fasano, che grazie alla esperienza di Francesco e di chi è diventato il suo prolungamento si è creata una rete nazionale ed internazionale che genera informazione, buone pratiche ed è punto di riferimento per i malati, le famiglie e gli stessi medici.
A essere protagonisti della serata finale, con cena di gala, ospitata dagli stabilimenti Beretta i piatti dello chef Carlo Cracco, che hanno fatto incontrare a tavola scienza, cuore e creatività, partendo dal presupposto che il cibo possa e debba essere veicolo di un miglioramento della qualità di vita e di percorsi educativi che partono dalla quotidianità.
Piatti semplici ed insieme molto particolari, che hanno mostrato come si possa mangiare buono e sano ogni giorno, scegliendo e mescolando gli ingredienti giusti.
Una gustosa rivisitazione di un piatto mare e monti ha fatto incontrare la consistenza delle capesante, con la croccantezza della pancetta, per poi dare al piatto una nota agrodolce grazie alla crema di zucca, ai chicchi d’uva ed a quelli di melograno. Via libera alla semplicità di fusilli, burro e parmigiano reggiano extra vecchio, nati dalla tipicità del latte delle vacche rosse ed attraverso un processo particolare che ha regalato al burro una peculiare affumicatura. A dare un tocco in più al piatto una spruzzata di pepe agrumato dal retrogusto di arancia. Ed ancora trancio di Wagyu giapponese con sedano rapa e bietola ed una gustosissima pera che ha mixato la dolcezza del cioccolato bianco e un cuore di cioccolato amaro. Il tutto è stato annaffiato dai vini delle Aziende Agricole Gussalli Beretta.
A ricordare il valore guaritivo dell’amore, veicolato dalla musica e dall’impegno attivo, è stata Numa, che nel 2015 con il patrocinio dell’Unicef ha realizzato “Promise Land – La Terra promessa” una canzone, scritta da Phil Palmer con Paul Bliss, ed un progetto interamente dedicato al sostegno delle persone che fuggono dalla povertà e dalla guerra. L’Unicef ha concesso per il video del brano, presentato anche nella sua versione italiana “Noi siamo Amore – Noi siamo Unicef” le sue immagini ufficiali relative alle attività umanitarie svolte in loco, ed ha prodotto il cd che vede la collaborazione di tanti artisti italiani e la direzione artista Unicef di Alberto Zeppieri.
“Stiamo vivendo un momento difficile, a livello storico, sociale ed economico – sottolinea l’artista poliedrica ed eclettica, impegnata in attività umanitarie e animaliste – in cui interi popoli fuggono da terre devastate dalla guerra e dalla violenza, in cerca di una nuova casa e di un riparo. La musica è portatrice di messaggi di aggregazione e fratellanza, incoraggiamento per tutti coloro che non vogliono arrendersi alle loro sofferenze. Parole chiave sono solidarietà e pace”.
Ad evidenziare in ideale continuità di pensiero, quanto la forza del sorriso e della risata possano contribuire a “guarire” corpo e mente è stata Elisabetta Grosso, dottoressa in psicoterapia e Ambasciatore Mondiale di Yoga della Risata, insignita di tale carica dal suo fondatore e dalla Laughter yoga University.
“Dal 2011 mi occupo di una struttura in provincia di Alessandria che un mio collega ed io abbiamo acquistato e ristrutturato e che oggi accoglie persone disabili e meno fortunate.
Abbiamo quotidianamente la prova di quanto la terapia della risata possa avere effetti sorprendenti su tutte le forme di disabilità”.
Come spiegato da Elena Grosso, tale disciplina a base scientifica, ideata dal dott Madan Kataria, riconosciuta come terapia anche dai medici stessi, si basa su una scoperta scientifica nevralgica: quando si ride, sia che la risata sia spontanea sia che sia indotta, il corpo inizia a produrre una serie di sostanze indispensabili per il benessere psicofisico dell’essere umano.
La forza della musica ha trovato espressione anche attraverso la voce vibrante di Luisa Corna, che ha dato vita ad un’intensa interpretazione di Caruso
All’evento, punto di confluenza dell’universo sportivo, accademico-scientifico, culinario, imprenditoriale e del mondo del volontariato, è stata assegnata la medaglia del Presidente della Repubblica Italiana, per il suo alto valore sociale. Vicinanza e plauso all’iniziativa sono inoltre state espresse, attraverso una missiva, da Giovanni Malagò, presidente del Coni, che ha sottolineato come si tratti di un progetto avveniristico che risponde a una logica d’integrazione e di inclusione nel nome dello sport declinato attraverso l’espressione automobilistica; e da Luca Pancalli, presidente del Cip che ha evidenziato come si tratti di un ulteriore e importante passo avanti verso nella costruzione costante e dinamica di una modello di società fattualmente e concretamente inclusivo e di una cultura della “normalità” che lo sia nei fatti non solo nelle parole.

Di Tania Sabatino




Grande attenzione per il convegno “Questione ambientale: aspetti sanitari e istituzionali, proposte e soluzioni” a Caserta

Grande eco ha avuto il convegno “Questione ambientale: aspetti sanitari e istituzionali, proposte e soluzioni”, organizzato da Fondazione AdAstra, Centro Studi AdAstra, Segreteria ANAOO – ASSOMED dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente Sezione Caserta e Istituto Superiore Scienze Religiose di Caserta, diretto da don Nicola Lombardi. Nel centro storico della città di Caserta, la Sala Conferenze della Biblioteca Diocesana ha visto avvicendarsi esperti dell’ambito sanitario, del mondo delle associazioni e delle istituzioni, in un’accesa disamina della tematica della “Terra dei fuochi”. Obiettivo comune: creare una consapevolezza dei problemi, alla ricerca delle soluzioni, compito di una cittadinanza attiva. Ha introdotto i lavori la dott.ssa Carmela Buonomo, che ne ha anche tratto le conclusioni.

Gli interventi tecnici su criticità del territorio, tecnica dell’agoaspirazione TAC e i più attuali approcci alla diagnosi oncologica sono stati svolti dalla dott.ssa Buonomo, dal dott. Giovanni Moggio, responsabili rispettivamente dell’UOC Anatomia Patologica e dell’UOSD Radiologia interventistica dell’ospedale S.Anna e San Sebastiano, e dal dott. Gaetano Rivezzi, presidente della sezione di Caserta dell’ISDE – Medici per l’ambiente.

Il dibattito che è seguito ha visto interventi qualificati di dirigenti della sanità regionale e casertana e di rappresentati delle istituzioni e delle associazioni.

– Questo convegno ci sollecita ad avere più coraggio e senso della comunità, e ci invita a costruire un futuro migliore per i nostri territori – ha dichiarato il Sindaco di Caserta, Dottor Carlo Marino.

Emma Di Lorenzo 




IL ROSSETTI NUOVA SEDE PER TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL 2017 E TRIESTE FILM FESTIVAL 2018

TRIESTE – Sarà Il Politeama Rossetti, Teatro Stabile del Friuli

Venezia Giulia, la nuova sede principale per le prossime edizioni del
Trieste Science+Fiction Festival, in programma dal 31 ottobre al 5
novembre 2017 organizzato da La Cappella Underground, e del Trieste
Film Festival, in calendario dal 19 al 28 gennaio 2018 organizzato da
Alpe Adria Cinema.

Dopo la chiusura della Sala Tripcovich, spazio dedicato ai
cinefestival triestini dal 2012, le due storiche  manifestazioni
cinematografiche cittadine, accreditate dalla Regione Friuli Venezia
Giulia tra i festival di interesse internazionale, saranno ospitate
nella prestigiosa sede del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia,
grazie alla collaborazione del Comune di Trieste. La notizia è stata
ufficializzata in concomitanza con la conferenza stampa di
presentazione della stagione teatrale 2017/2018 de il Rossetti,
svoltasi in data 11 settembre.

Oltre che nella nuova sede del Politeama Rossetti, le due
manifestazioni si svolgeranno nelle stesse date, come da tradizione,
anche negli spazi del Teatro Miela e della Casa del Cinema di Trieste.

Andrea Forliano




SABATO 16 SET 2017 DALLE 9.30-18.00 CATANIA PRIMO MEETING NAZIONALE PER PAZIENTI MIOPATIA GNE

Catania – Il Regno delle due Sicilie rivela di essere all’avanguardia per l’attenzione rivolta alla promozione della conoscenza delle patologie neuromuscolari rare.
Dall’impegno profuso dal Centro di Coordinamento delle malattie rare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, vero e proprio punto di riferimento per tutti i pazienti del Sud Italia, al primo meeting nazionale per pazienti affetti da Miopatia GNE organizzato dall’associazione Gli Equilibristi HIBM Onlus presieduta da Valeria Pace, con il patrocinio morale dell’Università di Messina, del Centro Clinico NEMO di Messina, di Telethon e della Neuromuscolar Disease Foundation di Los Angeles.
Un’associazione che ha il merito di aver saputo mettere in contatto i pazienti italiani, facendoli sentire meno soli e “isolati”, creando un ponte che li collega alle news provenienti dalle realtà terapeutiche e farmaceutiche d’oltreoceano.
Sabato 16 settembre (ore 9.30-18.00), per fare il punto della situazione, arriverà dunque, il primo meeting nazionale, ospitato a Catania, dall’hotel Nettuno, situato in viale Lauria, 121.
“Si tratta di uno strumento – spiega Valeria Pace presidente dell’associazione Gli Equilibristi HIBM Onlus, che ha da poco ricevuto il riconoscimento di Patient Advocate da parte della Neuromuscolar Disease Foundation – per far capire che la ricerca non è ferma e per far ‘sentire’ i pazienti meno soli”.
A sottrare terreno ai malati affetti da malattie degenerative, infatti, non è solo la malattia rara, di cui per definizione si conosce poco e per la quale troppo spesso non esiste una cura, ma anche e soprattutto il senso di solitudine ed isolamento, che crea una sensazione di vuoto e di sospensione perenne nella propria quotidianità, tali da farli sentire “malati, e quindi esseri umani, invisibili”.
In particolare La miopatia di GNE, precedentemente conosciuta come miopatia ereditaria a corpi inclusi, è un disturbo genetico raro (autosomico recessivo) che provoca atrofia e debolezza progressive del muscolo scheletrico, derivante da mutazioni nel gene GNE, responsabile di un passo nella produzione di uno zucchero chiamato acido sialico. I sintomi della malattia si verificano di solito tra i 20 ei 40 anni ed influenza lentamente gli arti inferiori e successivamente gli arti superiori. I Pazienti in genere sono relegati alla sedia a rotelle uno o due decenni più tardi e infine alcuni pazienti hanno bisogno di assistenza anche per attività di vita quotidiana. (Per maggiori informazioni sulla patologia: http://www.ndf-hibm.org/index.php)

“Questo meeting di pazienti – dice Pace – è da considerare una sorta di progetto pilota, cui aspiriamo a dare continuità, facendolo diventare un appuntamento fisso, implementandolo nel tempo. Quindi qualunque cosa emergerà sarà per noi veicolo di importanti informazioni per farci capire meglio la direzione verso la quale andare e foriero di crescita per gli anni successivi”.
Un momento nevralgico, dunque, di confronto e dibattito, dove condividere le proprie esperienze ed essere informati sulle novità ed i progressi della ricerca scientifica, medica e farmaceutica a livello mondiale. Notizie in grado di “dare speranza” e di creare un sottile ma tenace filo rosso tra i pazienti.
“É importante che ogni persona affetta da una patologia senza cura – continua Pace – non si lasci trasportare da quello che non si sa e ritrovi il gusto ed il coraggio di essere curiosa, a costo di indisporre gli addetti ai lavori. Essere curiosi per suggerire domande a cui bisogna trovare risposte o esserlo per trovare risposte a domande che non sembrano essere state ascoltate”.
Nella consapevolezza dell’eterogeneità delle condizioni possibili, dato che in ogni paziente la mutazione del gene (le cui cause risultano tuttora ignote), e quindi la malattia, progredisce ed evolve in maniera diversa, sembrerebbe fondamentale che ogni individuo possa instaurare un processo di rispecchiamento negli altri e di mutuo riconoscimento, per condividere la propria battaglia, riconoscere le similitudini e discernere, al contempo, quelle differenze che gli restituiscano il senso della propria imprescindibile unicità.

IL PROGRAMMA
La mattina (9.30-13.00) è previsto un confronto tra e con gli esperti.
Interverranno: Dott. C. Rodolico del Policlinico “G. Martino” di Messina; Dott. A. Behin del Centro di riferimento per patologie neuromuscolari Paris Est; Dott.ssa G. Avellina della Casa di cura riabilitativa Villa Sofia di Acireale; Dott.ssa L. Bucalo della Fondazione “Aurora” Onlus, Centro Clinico Nemo di Messina.
Sarà dato spazio, secondo quanto sottolinea la presidente dell’associazione, anche al tema della fisioterapia dato che è l’unica “terapia” che i pazienti hanno a disposizione per migliorare il loro stato fisico, non essendovi una cura.
Nel pomeriggio (15.00-17.00) sono previsti due distinti gruppi di discussione: uno dedicato al confronto ed allo scambio di esperienze tra i pazienti. L’altro destinato ai familiari ed ai caregivers.
“Attraverso il confronto e lo scambio di esperienze – evidenzia Pace – i pazienti ed i caregivers smettono di sentirsi soli ed assumono consapevolezza di poter esprimere le proprie emozioni, le sensazioni, ad alta voce. Nella sicurezza che il proprio interlocutore possa capirli. Infatti, uno dei crucci dei caregivers, soprattutto dei familiari, è il pensiero di non fare mai abbastanza, nonostante spesso sacrifichino molta parte della loro vita per assistere il proprio caro. Questo momento di scambio, dunque, sarà uno step per permettere loro di elaborare anche questi sentimenti attraverso un confronto costruttivo”.
Sono previsti due gruppi distinti, secondo le parole degli organizzatori, per permettere ad ognuno di esprimere liberamente il proprio stato d’animo e di elaborare, metabolizzare e far proprie determinate emozioni, senza che si possano instaurare sensi di colpa e dinamiche conflittuali.

“Nella mia esperienza – ribadisce la presidente dell’associazione organizzatrice – ho imparato che non bisogna mai dare nulla per scontato, neanche quando si parla con qualcuno che sta male come te, che ha vissuto o vivrà ciò che tu hai vissuto, stai vivendo o vivrai, perché purtroppo rappresentiamo tutti il passato o il futuro di qualcun altro”.

TANIA SABATINO




SPORT: ISTRUZIONI PER L’USO Al via venerdì 8 settembre gli incontri di approfondimento collaterali alla Maratonina di Udine

Anche quest’anno il ricco cartellone di eventi che precederà e accompagnerà la Maratonina Internazionale Città di Udine, in programma per domenica 17 settembre, include lo spazio d’approfondimento “Sport: istruzioni per l’uso”, che offrirà due interessanti appuntamenti.
Il primo, in calendario per venerdì 8 settembre, avrà per protagonista

GIORGIO CALCATERRA

l’ultramaratoneta azzurro Giorgio Calcaterra. Fresco di vittoria (la dodicesima consecutiva) alla 100 km del Passatore, il campione sarà al Parco del Cormor, alle 19, per un allenamento di gruppo aperto a tutti i runner, agonisti e non. Al termine converserà con i presenti, raccontando loro il suo metodo di preparazione fisica e i progetti che coltiva per il futuro e rispondendo alle eventuali domande del pubblico. L’iniziativa è promossa in collaborazione con la community Bros To Run.

Il secondo incontro offrirà invece la possibilità di ascoltare la campionessa olimpica Manuela Di Centa, attesa per sabato 16 settembre, alle 19, sotto la Loggia del Lionello: organizzata in sinergia con Bluenergy, la conferenza si intitola “Come sostenere passione e associazioni sportive”. La fondista oro olimpico originaria di Paluzza e Alberto Fraticelli, il fondatore della piattaforma per il marketing sociale TreCuori, parleranno di sport, di territorio, di sodalizi sportivi, appunto, e di nuovi modi per sostenerli economicamente.




Fino al 29 luglio OGS TORNA AL POLO NORD CON LA MARINA MILITARE

Geologi e oceanografi dell’Istituto triestino a bordo della nave Alliance che salpa domani per la campagna High North 17

Da un polo all’altro. Dopo la spedizione in Antartide, Ogs va in Artico. Salpa domani da Reykjavík la nave Alliance con a bordo geologi e oceanografi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste che partecipano alla campagna di ricerca coordinata dall’Istituto Idrografico della Marina Militare.

Battezzata “High North 17”, la campagna impegnerà i ricercatori OGS fino 29 luglio nel Mar Glaciale Artico, in prossimità delle isole Svalbard, a bordo della nave Alliance, insieme a ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dell’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e del Centre for Maritime Research and Experimentation (NATO).

nave Alliance,

La Marina Militare e l’Istituto Idrografico ritornano nell’estremo Nord dopo 89 anni dalle imprese del Comandante Nobile. E con la collaborazione dei più importanti enti di ricerca nazionali porterà avanti la ricerca in ambito marino, per contribuire alla conoscenza dell’ambiente e delle sue evoluzioni e garantire la sicurezza, il libero scambio e il libero utilizzo delle risorse marine.

In particolare il team dell’OGS si occuperà dei rilievi batimetrici a sud delle Svalbard e di campionamenti del fondale per ricostruire la storia della de-glaciazione artica, il più grosso evento di cambiamento climatico (naturale) globale degli ultimi migliaia di anni (10-20 mila anni).
In più OGS curerà il mantenimento di una serie di strumenti oceanografici ancorati quattro anni fa in collaborazione con il Cnr nel Mar di Barents Nord Occidentale, tra le Svalbard e l’Isola dell’Orso

Bear Island

(Bear Island), per studiare in continuo le correnti e valutare, grazie a opportuni sensori, le proprietà fisiche delle acque, come per esempio temperatura e salinità. Lo scopo è identificare i cambiamenti delle caratteristiche delle masse d’acqua. “Studieremo il clima del passato e le condizioni ambientali attuali nelle fosse glaciali a sud delle Svalbard” puntualizza Renata Lucchi, geofisica dell’OGS e responsabile dell’acquisizione delle carote di sedimenti del fondo del mare di questa spedizione.

La missione scientifica dell’OGS segue quelle precedentemente realizzate nell’ambito di progetti europei (Eurofleets e Coribar) e altri progetti finanziati dal PNRA.

“Da anni ormai l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste e l’Istituto Idrografico di Genova della Marina Militare uniscono le forze per promuovere la cultura del mare, coordinare attività di ricerca, e formare personale qualificato” commenta Angelo Camerlenghi, direttore della sezione di Geofisica dell’OGS, che aggiunge: “le ricerche polari costituiscono un pilastro dell’attività di OGS, in quanto Artico e Antartico sono dei preziosi laboratori naturali per comprendere l’evoluzione del clima”.




PROTOCOLLO DI COLLABORAZIONE TRIESTE ESOF 2020

Confindustria Venezia Giulia, Università degli Studi di Trieste, Sissa – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, AREA Science Park, Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Orientale, CCIAA – Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura della Venezia Giulia e FIT – Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze hanno presentato questa mattina un protocollo di collaborazione a supporto della candidatura di Trieste a Capitale Europea delle Scienze 2020.
Alla presentazione alla stampa sono intervenuti: Diego Bravar, Vicepresidente di Confindustria Venezia Giulia e membro della Giunta della Camera di Commercio della Venezia Giulia, Renato Gennaro, Pro-Rettore Vicario e Collaboratore del Rettore dell’Università degli Studi di Trieste alle Relazioni internazionali, Stefano Ruffo, Direttore della Sissa – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, Stephen Taylor, Direttore del Servizio Innovazione e Sistemi Complessi di AREA Science Park, Massimo Gardina e Sandra Primiceri, Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Orientale e Stefano Fantoni, Presidente della FIT – Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze.
Il Protocollo odierno si inserisce all’interno del percorso avviato già nel settembre 2015, con la sottoscrizione tra Confindustria Venezia Giulia e l’Università degli Studi di Trieste di un protocollo di intesa triennale per aumentare l’integrazione tra il mondo dell’università e quello dell’impresa e favorire forme strutturate di collaborazione, cui ha fatto seguito un’identica intesa siglata tra l’Associazione e la SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati nel 2016.
Quello presentato in data odierna vuole essere un ulteriore passo concreto per rafforzare i reciproci rapporti, attivare occasioni di confronto e di condivisione in tema di didattica, ricerca, trasferimento tecnologico, stimolare nuove collaborazioni e l’organizzazione di iniziative specifiche nei seguenti cluster: Tecnologie Marittime; Smart Health; Agroalimentare con particolare riferimento alla filiera del caffè; Metalmeccanica e sistema casa; Cultura, creatività e turismo.
In particolare il Protocollo istituisce un Comitato di Indirizzo, composto da Presidente Confindustria Venezia Giulia, Rettore dell’Università di Trieste, Direttore della SISSA, Presidente AREA Science Park, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Orientale, Presidente FIT, Presidente Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura della Venezia Giulia o dai rispettivi delegati, assistiti dai relativi staff tecnici al fine di condividere ed organizzare iniziative specifiche relative ai già citati cluster, in linea con le attività del SIS – Sistema scientifico e dell’Innovazione del FVG. Il Protocollo, inoltre, mette assieme gli attori principali già coinvolti nel tavolo “Science to Business”, uno dei 5 filoni di ESOF, che nell’ambito della candidatura di Trieste a Città Europea della Scienza 2020, sta contribuendo attivamente alla rete di relazioni tra realtà imprenditoriali e della ricerca. Un tavolo che da Trieste sta raccogliendo adesioni in tutta l’Europa Centro Orientale, e che in questi giorni ha ottenuto la sottoscrizione della lettera di endorsment pro Trieste ESOF 2020, tra gli altri, del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca del Governo Italiano, di Confindustria e del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Sloveno.
Il Comitato si impegna a individuare e sviluppare progetti nei campi:
  • della Didattica, volti a Coinvolgere le aziende nelle attività formative, facilitando le docenze extra accademiche e le attività di stage e tirocini formativi per studenti;
  • della Ricerca e Sviluppo, con l’organizzazione di riunioni periodiche di ricercatori delle Università e degli Enti di Ricerca;
  • del Trasferimento tecnologico, per promuovere incontri periodici fra le realtà coinvolte per attivare ulteriori relazioni e progetti nell’ambito IOT e Industry 4.0.
Riguardo al Porto di Trieste, il Comitato intende individuare linee operative di massima volte a rilanciare le aree industriali portuali e retroportuali anche in considerazione della presenza del regime giuridico internazionale di punto franco del porto di Trieste; promuovere la generazione di un indotto industriale di alta qualità e l’insediamento di green industries nonchè promuovere l’individuazione e gli utilizzi di  nuove metodologie e tecnologie inerenti i processi industriali di alta tecnologia.
In questa cornice, si prevede di poter attivare progetti di ricerca e sviluppo con il sistema della ricerca della regione Friuli Venezia Giulia e delle regioni del centro-est Europa, e di incrementare un sistema di networking con le realtà scientifiche ed economiche dei Paesi del centro-est Europa nell’ambito delle attività di sostegno della candidatura di Trieste a ESOF 2020. Attività che valorizzeranno la dimensione internazionale e di cerniera con l’Europa Balcanica, che in questa città è da sempre presente e che con la collaborazione di questo protocollo non potrà che crescere ulteriormente.
Tutte queste attività potrebbero portare a costruire, durante ESOF 2020, un tavolo di regia nell’ambito del Science to Business, che è uno dei cinque Tavoli di Lavoro di ESOF, che coinvolga scienziati e imprenditori per delineare le strategie di ricerca e sviluppo future per il territorio.
“Con questo Protocollo Confindustria e Camera di Commercio della Venezia Giulia vogliono consolidare il ponte tra mondo dell’impresa (costituito da 35.000 imprese con 106.000 addetti – di cui 368 associate a Confindustria Venezia Giulia con 27.000 addetti – e altre imprese nei settori dell’Agricoltura, Artigianato, Commercio, Banche ed Assicurazioni) e mondo delle Università e degli Enti di Ricerca, ribadire l’importanza di diffondere la cultura dell’Innovazione in ogni azienda, di qualunque settore e dimensione e contemporaneamente sostenere la candidatura di Trieste a Capitale Europea della Scienza 2020 – ha affermato Diego Bravar, Vicepresidente di Confindustria Venezia Giulia – Oggi vediamo ancora una certa distanza dell’offerta formativa e dei percorsi della ricerca pubblica rispetto alle reali esigenze delle aziende. È necessario pertanto rafforzare la collaborazione tra atenei e imprese, sulla base di approcci di tipo imprenditoriale, mettendo a sistema le eccellenze presenti nella nostra regione, che vanta in Italia il numero più alto di ricercatori in rapporto alla popolazione attiva (34 ogni 1000 abitanti). Si deve favorire la “circolarità” del sapere, che dalle Università e Centri di Ricerca deve arrivare alle imprese e al territorio per poi tornare indietro arricchita dal dialogo con il “saper fare” del contesto lavorativo.
Inoltre, di fronte a iniziative come la candidatura di Trieste a ESOF 2020, che possono dare impulso concreto al futuro del nostro territorio, è fondamentale che tutto il sistema economico (da Fincantieri a Wartsila, da Illycaffè a Ilcam, da Generali a Allianz, da Intesa San Paolo a Unicredit) e scientifico si presenti compatto nel dare il proprio sostegno.
Andrea Forliano



GIORNATA MONDIALE DEGLI OCEANI 8 giugno-18.30“I segreti del Golfo di Trieste” al Salone degli Incanti

“Ogni goccia d’acqua che beviamo, ogni boccata d’aria che respiriamo, ci collega all’oceano. Senza blu, niente verde”. Così l’oceanografa statunitense Sylvia Earle ha ricordato dal palco del TED Prize l’importanza degli oceani per la vita della e sulla Terra. Ed è dedicato proprio alla salvaguardia del cuore blu del pianeta la giornata mondiale degli oceani che si celebra l’8 giugno e, con eventi in tutto il mondo, vuole incoraggiare scelte sostenibili per fronteggiare il grande problema che incombe sulla salute degli oceani: l’inquinamento.L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, da sempre in prima fila nello studio e nella tutela dei mari a tutte le latitudini, per l’occasione promuove insieme all’Area Marina Protetta di Miramare e al WWF un ricco programma per le scuole e il pubblico di tutte le età, nella sede di Via Beirut 2. E nel pomeriggio, alle 18.30 al Salone degli Incanti, la proiezione del film: “I segreti del Golfo di Trieste” di Pietro Spirito e Luigi Zannini. “Un documentario – commenta Paola Del Negro, direttrice della sezione di Oceanografia dell’OGS – che ci accompagna a scoprire il fascino e i segreti nascosti nei fondali del Golfo, dai relitti di navi affondate nel corso delle guerre mondiali evidenziati grazie alle tecnologie di rilievo di OGS, agli affioramenti rocciosi naturali che rappresentano le “barriere coralline” dell’Adriatico settentrionale”.I ricercatori e le ricercatrici dell’OGS sono quotidianamente impegnati in attività di ricerca nel campo delle scienze della Terra, del mare e delle aree polari per salvaguardare e valorizzare le risorse naturali e per valutare e prevenire i rischi geologici, ambientali e climatici” afferma Maria Cristina Pedicchio, presidente di OGS. “Per noi è molto importante organizzare e partecipare a eventi di divulgazione scientifica per promuovere un dialogo attivo con i cittadini di tutte le età, far conoscere la nostra attività di ricerca, favorire una migliore conoscenza dei fenomeni naturali e promuovere il rispetto dell’ambiente. E in questa occasione siamo molto soddisfatti di aver lavorato in sinergia con gli istituti che si occupano di mare a Trieste: abbiamo fatto squadra con l’intento di promuovere quella che in gergo si definisce l’Ocean Literacy, far capire cioè come il mare influenza la nostra esistenza e come noi influenziamo l’esistenza del mare, partendo da un principio: anche se l’oceano è grande, le sue risorse sono limitate. Quindi tutti dobbiamo imparare a salvaguardarle e usarle in modo sostenibile. Perché come dice l’oceanografa Sylvia Earle, la più grande minaccia per l’oceano è l’ignoranza”.Il WWF Italia da oltre quarant’anni si occupa della conservazione dell’ambiente marino in Italia con campagne promozionali sulla pesca, sull’inquinamento e sulla biodiversità marina. Il futuro di mari e oceani si basa su un corretto e sostenibile uso delle risorse marine e sulla creazione di una rete di aree marine protette che possa assicurare in maniera duratura la conservazione di habitat e specie. L’AMP di Miramare, gestita dal WWF – spiega il direttore Maurizio Spoto – opera da oltre trent’anni in tale contesto nel Golfo di Trieste con programmi di divulgazione scientifica per le scuole, visite in snorkeling e con le bombole per vivere l’esperienza diretta con l’ambiente tutelato. A breve un nuovo ecomuseo sulla biodiversità marina adriatica presso le Scuderie di Miramare rafforzerà il ruolo educativo dell’AMP. Giornate come quella dell’8 giugno dedicata agli oceani rafforzano la lunga collaborazione con l’OGS unendo scienza e divulgazione scientifica per la tutela dei mari”.

Tutti gli eventi sono gratuiti




“SPORT: ISTRUZIONI PER L’USO”, AL VIA GLI INCONTRI PROMOSSI DALL’ASSOCIAZIONE MARATONINA UDINESE

Appuntamento venerdì 26 maggio, alle 19, in sala Valduga

Venerdì 26 maggio, alle 19, nella sala Valduga della Camera di Commercio di Udine (in piazza Venerio), si terrà il primo incontro del ciclo 2017 “Sport: istruzioni per l’uso”, promosso dall’Asd Maratonina Udinese, presieduta da Paolo Bordon. Relatori saranno due specialisti in fisiatria e posturologia, il chinesiologo Gabriele Chiarandini e il fisioterapista e osteopata Stefano Bettini, che moderati dal campione europeo Venanzio Ortis affronteranno il tema dell’approccio allo sport, appunto, con una panoramica a 360 gradi. Fulcro della disamina sarà la prevenzione degli infortuni per gli amatori e i professionisti dell’endurance, spaziando dalla mezza maratona alla maratona, dal ciclismo a tutte le discipline in cui l’azione aerobica è intensa e prolungata. Chiarandini e Bettini, entrambi maratoneti e dunque ferrati, anche per esperienza diretta, in merito alle problematiche che affliggono gli appassionati del movimento, tratteggeranno un vademecum di particolare utilità. L’incontro offrirà ai partecipanti la possibilità di dialogare con gli esperti e di chiedere loro informazioni sulle modalità più corrette per fare sport divertendosi ed evitando sgradevoli contrattempi. L’ingresso è libero. Per informazioni più dettagliate contattare l’associazione all’indirizzo mail info@maratoninadiudine.it.




Conferenza: “VaccinarSì. Chiariamo i nostri dubbi” – Roveredo in Piano PN – 24/5/2017

Il 24/5/2017, presso l’Auditorium di Roveredo in Piano (PN), in via Donatori del sangue, 9, alle 20.30, si terrà una conferenza dal titolo:

“VaccinarSì. Chiariamo i nostri dubbi”.

Parlerà Caterina Cicchirillo, dirigente medico specialista in igiene, medicina preventiva e controllo malattie infettive. Moderatori: Marco Santarossa e Diego Martin, attivisti CICAP della zona del pordenonese.

L’evento ha il patrocinio del CICAP (www.cicap.org), del Comune di Roveredo in Piano e della locale Azienda per i Servizi Sanitari.

Ingresso libero e gratuito.