UN MOSAICO PER MONFALCONE Nuovo intervento urbano voluto dal Comune di Monfalcone

Un mosaico per presentare la varietà del territorio di Monfalcone: si tratta del nuovo intervento urbano voluto dal Comune di Monfalcone per piazzetta Montes, la cui realizzazione è stata affidata alla Scuola Mosaicisti del Friuli.

“Il mosaico intitolato Monfalcone: dal Carso al mare” – afferma l’assessore all’ambiente e alla qualità della vita, Sabina Cauci – “viene assemblato e posizionato in questi giorni, con il coordinamento dei maestri Luca de Amicis e Francesco Anchora. Lunedì è stato allestito il primo pannello, dedicato alla Rocca alle rappresentazioni dell’ambiente naturale: le rocce calcaree, il sommaco, il bosco. Tempo permettendo, l’opera dovrebbe essere completata giovedì”.
Con uno sviluppo di 12 metri, il grande pannello composto da “fazzoletti” di mosaico rappresenta il passaggio dall’ambiente carsico a quello marino, la biodiversità con numerose specie di piante, le campagne e rappresentativi elementi antropici come la Rocca e le barche a vela che animano il golfo di Panzano.
Il bozzetto è firmato dall’architetto Sergio Valcovich e sintetizza la complessità del paesaggio, senza trascurare il dettaglio di piante autoctone o elementi naturali caratterizzanti.

Nei laboratori della Scuola Mosaicisti del Friuli, negli scorsi mesi, è stato pianificato il lavoro, affidato a più mani di abili mosaicisti, e si sono svolte le prime fasi di composizione del grande mosaico. Per le tessere sono stati scelti gli smalti veneziani che hanno colori brillanti e vivaci, particolarmente vibranti alla luce. Tagliate una a una, le tessere sono state applicate su carta secondo una modalità messa a punto e brevettata in Francia a metà Ottocento dal sequalese Gian Domenico Facchina. Si tratta della tecnica a rovescio su carta, insegnata agli allievi e impiegata dai professionisti, in quanto è estremamente versatile e permette l’esecuzione condivisa, il facile trasporto e il rivestimento di vaste superfici.




A VOLTERRA LA LUCE È PROTAGONISTA DEL PRIMO NATALE DELL’ALABASTRO Sarà inaugurata l’8 dicembre

(Volterra, 1 dicembre 2020). È la luce che nasce dall’alabastro la protagonista dell’installazione di design Arnioni in piazza, che dà il via a VOLTERRA/LUMINA primo Natale dell’alabastro a Volterra, con una serie di iniziative che saranno l’occasione per coniugare rigenerazione e creatività, mettendo in luce le potenzialità della pietra trasparente volterrana, versatile, raffinata e dalle mille sfumature.

 

In programma l’8 dicembre l’inaugurazione dell’opera urbana che illuminerà la centrale Piazza dei Priori. Si tratta di uno dei progetti più significativi del dossier di candidatura di Volterra, entrata nella short list delle città finaliste per il titolo di Capitale italiana della cultura 2022: 22 designer per 22 artigiani è l’iniziativa sostenuta della Regione Toscana e curata dalla designer internazionale Luisa Bocchietto, già Presidente e ora Senator di WDO (World Design Organization).

 

L’alabastro è di nuovo al centro della città, per un ritorno alla materia prima, con nuove forme di creatività che riaffermeranno la rilevanza dei progetti intorno all’alabastro in un percorso di conoscenza e partecipazione che coinvolge tutta la comunità verso Volterra 22.

 

“Vorrei ringraziare il Sindaco e l’Assessore Danti con cui abbiamo voluto scommettere sulla necessità di riportare l’alabastro al centro della vita della città – dichiara Paolo Verri, direttore della candidatura – mettendo in evidenza come i destini economici della città siano fortemente interconnessi ai processi culturali contemporanei. L’installazione coordinata da Luisa Bocchietto è ricca di simboli molto forti e segna l’avvio di una nuova fase per questa eccellenza toscana e italiana”.

 

La luce è uno dei temi cari alla designer, celebre per numerosi lavori tra cui, il Vas-One, il grande vaso luminoso oggi diffuso in tutto il mondo, che l’architetto Bocchietto ha disegnato per Serralunga. “La realizzazione di questa opera urbana per il primo Natale di Volterra dell’alabastro – sottolinea Luisa Bocchietto – è la prima tappa di un percorso che si svilupperà nel corso del 2021, per valorizzare la trasparenza e le peculiarità di questo materiale. È importante trasmettere il messaggio che le venature dell’alabastro, che è un materiale naturale sempre diverso, sono caratteristiche della sua preziosità e rendono unica ogni opera”.

 

In collaborazione con i maestri alabastrai volterrani, oltre all’opera pubblica in piazza, saranno realizzate dei lumi portacandele in alabastro. Questi primi oggetti di design della collezione 2020/2021, segno concreto di rinascita attraverso la luce, saranno messi in vendita nelle settimane a ridosso del Natale.

 

L’OPERA: ARNIONI IN PIAZZA

Il progetto – spiega Luisa Bocchietto – nasce dal fascino esercitato su di me dalle immagini degli “arnioni” liberati in cava dal materiale inerte, per iniziare il loro percorso verso la luce. Nell’immaginario collettivo dei non addetti ai lavori, estranei alla realtà di Volterra, infatti, s’identifica l’alabastro con il marmo, pensando che venga semplicemente cavato da blocchi all’esterno. Non si conosce il percorso di lavorazione del materiale, la sua unicità sul territorio, il suo valore, le sue caratteristiche di trasparenza e modellabilità, che ne fanno un materiale unico e prezioso. In questo senso, piuttosto che realizzare una forma disegnata, mi è sembrato interessante trovare il modo di evidenziare quest’unicità, con l’obiettivo di valorizzare il materiale e il processo che si svolge a monte della realizzazione dei prodotti, in modo da costruire un racconto d’immediata comprensione”.

L’idea è di portare degli Arnioni in piazza, con le loro forme “pettinate” a una scala più grande possibile, inserendo della luce al loro interno, per mettere in evidenza la varietà dei colori e delle venature che contraddistinguono il materiale naturale. Quest’idea, accolta durante un workshop dall’amministrazione e dagli artigiani, si sta sviluppando con il contributo di tutti, per realizzare un’installazione urbana che possa veicolare un duplice messaggio: la qualità del materiale e la capacità delle imprese locali di lavorarlo per trarne prodotti eccellenti, e l’intento di dare un segnale di speranza per il futuro in un momento difficile, con la luce come elemento di vita.

 

L’ALABASTRO

L’alabastro di Volterra, pietra gessosa formatasi 6-7 milioni di anni fa, è considerato il più pregiato d’Europa e cambia aspetto, colorazione e consistenza al variare della composizione chimica del terreno, mostrando diverse venature che rendono ogni oggetto unico e non replicabile. In epoca etrusca fu utilizzato per la produzione di urne cinerarie e Volterra divenne il centro di produzione di questo prezioso materiale. Poche testimonianze ne attestano l’uso nel Medioevo, ma è alla metà del ‘500 che si afferma una vera rinascita della sua lavorazione. Oggi Volterra è un centro di manifattura esclusivo di questa pietra naturale dalle magnifiche trasparenze.

 

LA CANDIDATURA

L’alabastro è una delle basi su cui poggia la candidatura di Volterra a Capitale italiana della cultura 2022, di cui Volterra è una delle dieci città finaliste. Il progetto complessivo, presentato nel dossier dal titolo Rigenerazione umana mette al centro la rigenerazione delle persone e delle comunità, ponendosi come esempio di sperimentazione e punto di riferimento per la rinascita dell’Italia attraverso i centri di media dimensione e i loro territori. Temi di grande dibattito che, alla luce della recente pandemia, hanno assunto ulteriore centralità.

Accanto alla sapienza artigiana, il dossier trova forza propulsiva nelle esperienze di rigenerazione umana che hanno modellato la città, in particolare quella dell’ex Ospedale Psichiatrico, dove si conserva parte del graffito di Nannetti capolavoro dell’art brut, e quella della pluripremiata UBU, Compagnia della Fortezza, la più importante e longeva esperienza di teatro-carcere nel mondo, condotta da Armando Punzo, che ha creato un innovativo e unico modello di ricerca culturale in continua evoluzione.

 




Mu|Ca e Villaggio Operaio di Panzano nella “Guida al turismo industriale” di Jacopo Ibello

Il Mu|Ca – Museo della Cantieristica e il Villaggio Operaio di Panzano sono tra le mete scelte da Jacopo Ibello nella sua “Guida al turismo industriale” (Morellini Editore, nelle migliori librerie di tutta Italia), un pratico libro che vuole portare il lettore alla scoperta di città, siti, musei e fondazioni riconducibili alla civiltà industriale del nostro Paese, per sperimentare un’Italia diversa dall’immagine che comunemente ne abbiamo. Un viaggio appassionante – presentato in anteprima proprio a Monfalcone nel corso del MEMO Festival organizzato a luglio dal Mu|Ca e dal Consorzio Culturale Monfalconese –  che evidenzia lo stretto legame tra le produzioni di ogni tipo e i territori e le culture di appartenenza, dal distretto dell’automobile torinese alle grandi officine marittime, passando per i villaggi operai di fine Ottocento, fino agli esempi industriali “illuminati” novecenteschi e alle produzioni autoctone come il marmo toscano, la liquirizia calabrese o le saline siciliane.

Nel ricordare la storia di Monfalcone e del suo cantiere navale, la Guida sottolinea l’attenzione della famiglia Cosulich per i dipendenti, testimoniata dal villaggio di Panzano, oggi una delle ultime company town in Europa a mantenere la sua funzione originaria. Nella scheda dedicata al polo museale si legge che “il complesso rapporto tra fabbrica e città viene magistralmente raccontato nel Museo della Cantieristica, che ha ridato vita al bellissimo Albergo Operai in stile viennese: il visitatore può scegliere di seguire il percorso “immedesimandosi” in un personaggio e conoscere la storia di Monfalcone secondo un determinato punto di vista. Grazie agli innovativi sistemi multimediali utilizzati, i visitatori sono accompagnati in una realtà immersiva, caratterizzata da un tunnel sensoriale, un simulatore di gru e altre postazioni di realtà aumentata e ricostruzioni 3D”.

Negli ultimi anni, il patrimonio industriale è diventato un tema d’interesse anche per il turismo: sono nati ovunque percorsi locali e regionali, reti di musei e veri e propri sistemi di promozione del territorio. E il nostro Paese è in prima linea nella valorizzazione di questa grande risorsa che comprende sia l’archeologia industriale – fabbriche dismesse, musealizzate o riconvertite a nuove funzioni – sia la cosiddetta cultura d’impresa, che include i musei e gli archivi aziendali e le visite all’interno di impianti industriali ancora attivi.

Foto Albergo Operai di Jacopo Ibello




14 e 15 nov. Passeggiate culturali alla Rocca di Monfalcone e al Villaggio Operaio di Panzano

Le passeggiate culturali organizzate dal Comune di Monfalcone si estendono da sabato 14 novembre alla Rocca di Monfalcone, con un percorso completamente all’aperto, lungo le mura e nel parco tematico della Grande Guerra. La visita guidata, anche alla corte interna, è riservata a un massimo di dieci persone per volta (dotate di mascherina), con partenze ogni sabato e domenica alle 10.40, 11.20 e 12.00 (servizio navetta Roccabus attivo).
È possibile prenotare la visita al 3346000121 o via mail a booking@comune.monfalcone.go.it

Continuano nel fine settimana anche le passeggiate culturali al Villaggio Operaio di Panzano, con partenza sabato 14 alle ore 15.30 e domenica 15 alle ore 10.00 dall’Albergo Impiegati (Europalace Hotel, via Callisto Cosulich 20), su prenotazione obbligatoria (tel. 0481494901 Email info@mucamonfalcone.it.)

Tutte le iniziative sono organizzate nel rispetto delle prescrizioni e dei protocolli sanitari nazionali e regionali.




Riconoscimento nazionale Pordenone Comune che ricicla l’86,1% dei rifiuti raccolti

Pordenone , con l’86,1% di raccolta differenziata, si conferma ancora una volta ai vertici
nazionali nella graduatoria delle città che gestiscono in modo eccellente i servizi per i propri cittadini.
Questa volta si piazza al secondo posto dei comuni capoluogo di provincia, nella classifica finale dei
comuni ricicloni, che vede al vertice Treviso e al terzo Trento.
Indubbiamente – commenta l’assessore all’ambiente Stefania Boltin, – questo risultato sulla
raccolta e gestione dei rifiuti, lo dobbiamo alla buona volontà e al rispetto per l’ambiente che dimostrano i
nostri cittadini , al loro spiccato senso civico, alla sensibilità che usano nel corretto conferimento dei rifiuti
nei cassonetti , ai comportamenti virtuosi e all’accresciuta sensibilità in materia di sostenibilità.
Il Comune di Pordenone ha ricevuto il riconoscimento, nell’ambito della cerimonia di
premiazione “Comuni ricicloni 2020” che si è tenuta a Roma lo scorso giovedì 22 ottobre e trasmessa in
diretta streaming a cui han partecipato in remoto l’assessore Stefania Boltin, i vertici di aziende, di consorzi
di filiere, il presidente di Legambiente che promuove l’iniziativa, esponenti politici di Senato e Camera e di
rappresentanti del Governo, che si sono confrontati sui temi legati alla raccolta differenziata.
Uno degli indici più significativi che determinano la qualità della raccolta differenziata è il valore
decrescente della produzione del secco indifferenziato procapite. A Pordenone dai 73 Kg del 2019 siamo
passati a 67,5 kg del 2020.
Abbiamo ottenuto questo riconoscimento a livello nazionale – chiosa l’esponente a cui il
sindaco Alessandro Ciriani ha delegato il settore dell’Ambiente – grazie all’operatività dei collaboratori
della partecipata, la Gea, e alla capillarità degli interventi sull’intero territorio comunale.
Il risultato raggiunto – conclude l’assessore Boltin – oltre al senso civico dei cittadini va attribuito
anche alla buona gestione della macchina comunale.




Duino Aurisina (Trieste)L’ENERGIA DEI LUOGHI FESTIVAL DEL VENTO E DELLA PIETRA 24 OTT. GROTTA “LE TORRI DI SLIVIA”

Nell’ambito del “Festival del Vento e della Pietra”, organizzato dall’associazione CASA C.A.V.E., sabato 24 ottobre viene organizzata una doppia visita alla grotta “Le Torri di Slivia” (gratuita dalle 10.30 alle 12.00, scontata dalle 12.00 alle 13.30), con partenza dall’Agriturismo Le Torri di Slivia, Aurisina Cave 62, Duino Aurisina (Trieste). Prenotazione obbligatoria sino esaurimento posti: 3334344188 – casacave.art@gmail.com

La visita, a cura di Corrado Greco, si snoda lungo un percorso sotterraneo tra stupefacenti e millenarie torri di pietra, un affascinante “viaggio” accompagnati dalla lettura di alcuni passi tratti dall’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri, proposti dagli attori Giuliana Artico e Giuliano Zanier de L’Armonia Teatro di Trieste.

Profonda 100 metri, a 113 metri sul livello del mare, la Grotta delle Torri di Slivia è un luogo magico del Carso grazie alla numerosa presenza di vele, eccentriche, stalattiti e stalagmiti. Questi speleotemi possono essere alti fino a 7 metri e raggiungere il peso di 10 tonnellate. Il nome della grotta è dedicato proprio alle torri stalagmitiche, formazioni calcaree uniche per la loro imponenza.




TRIESTE Una strategia per il recupero del Porto Vecchio e il futuro della città

Approfondire pubblicamente gli scenari legati al Porto Vecchio di Trieste e alla sua incidenza nello sviluppo socio-economico cittadino, sviluppare da subito azioni concrete in grado di rendere immediatamente fruibile parte dello spazio pubblico dell’area: questi gli obiettivi dell’evento digitale “Porto vecchio impresa collettiva. Una strategia per il recupero del Porto Vecchio e il futuro della città”, promosso su piattaforma ZOOM e in diretta facebook martedì 27 ottobre, dalle 18, per iniziativa di Un’altra città.
Presentato nella mattinata di oggi – martedì 20 ottobre – alla stampa, alle istituzioni e agli stakeholders, l’evento si concretizza anche in un invito aperto ai rappresentanti istituzionali del Comune di Trieste, della Regione e dell’Autorità portuale, alle categorie sociali ed economiche e alle Associazioni ambientaliste, per potersi finalmente e pubblicamente confrontare intorno a uno dei temi cruciali per il futuro di Trieste, ma anche dell’intera area dell’estremo nord-est d’Italia. Alla presentazione hanno preso parte gli architetti William Starc, Roberto Dambrosi e Lucia Krasovec.
Per partecipare all’evento digitale di martedì 27 ottobre info e dettagli sulla pagina facebook hiips://www.facebook.com/unaltracittatrieste

Punto fermo del dibattito, martedì 27 ottobre, sarà il Rapporto “Una strategia per il recupero del Porto Vecchio e il futuro della città”, nel quale è contenuta la sintesi delle riflessioni e proposte elaborate da alcune centinaia di cittadini nei Tavoli di partecipazione promossi da Un’altra città in occasione dei due eventi organizzati alla Sala Giubileo e al Teatro Miela nel novembre del 2019 e nel febbraio del 2020.
Dal documento emerge con chiarezza, per voce degli esperti – architetti, economisti e urbanisti – ma anche dei cittadini che si sono attivati e interessati alla questione, la necessità di dotarsi di una strategia più complessa rispetto a quella finora adottata dalle amministrazioni coinvolte nell’accordo di programma per il recupero del Porto Vecchio. Il dato demografico è sotto gli occhi di tutti: dal 1991 al giugno 2020 sono stati persi, a Trieste. 29.250 abitanti. Un declino partito verso la fine degli anni ’60 e progressivamente aumentato per una molteplicità di cause. La trasformazione di un’area poderosa come quella del comprensorio dell’ex Porto Vecchio può essere chiave di volta per invertire un trend che ha avuto conseguenze economiche penalizzanti: ma è chiaro la strategia di sviluppo è ben altro dal mero riutilizzo degli immobili dismessi e deve alimentarsi di prospettive e scelte politiche precise, relazionate all’interesse della collettività e delle generazioni attuali e future.
Nel Rapporto si avanza, implicitamente, una proposta di metodo diversa da quella abbozzata nella Variante n. 6 al PRGC “Accordo di programma Porto vecchio”, insieme ad alcune proposte – o meglio, azioni concrete – che potrebbero risultare velocemente operative e favorire una immediata connessione della città all’area del Porto Vecchio: come la realizzazione di nuovi varchi, in termini di percorsi ciclopedonali e corridoi verdi anche in direzione dei rioni contermini e non solo del centro, garantendo così una forza maggiore nell’abbattimento delle barriere, fisiche e psicologiche, che portano a pensare a quell’area come esterna alla città. E la promozione immediata di nuovi usi temporanei e sperimentali nell’area, ad esempio attraverso la costruzione di un anfiteatro smontabile all’aperto che possa ospitare eventi culturali, artistici, scientifici ed aggregativi, con allestimenti flessibili e a bassissimo impatto ambientale. E ancora si ipotizza la concessione gratuita temporanea di spazi già ristrutturati al fine di insediare laboratori artigianali, centri di recupero, piccole industrie creative, servizi a supporto dell’industria culturale, e altre attività economiche innovative caratterizzate dall’ecocompatibilità.




Rievocazione storica sulla Rocca di Monfalcone_ LA VARIAZIONE DELPROGRAMMA A CAUSA DEL MALTEMPO

Il programma della Rievocazione storica sulla Rocca di Monfalcone ha subito alcune modifiche visto il maltempo previsto. L’Amministrazione comunale ha predisposto un piano alternativo per consentire comunque l’organizzazione di gran parte degli eventi culturali, didattici e storici.

L’inaugurazione dell’evento, sabato 3 ottobre, si terrà alle ore 10.00 in Galleria Comunale d’Arte Contemporanea (piazza Cavour) e prevede il saluto delle autorità e dei Comuni partner (Turriaco, Ronchi dei Legionari, Fogliano Redipuglia, Duino Aurisina e Gorizia), alla presenza della Compagnia Patriae Foriiulii e del Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi. La Galleria sarà allestita con addobbi floreali a cura dell’Associazione FioristiFVG.

Alle 10.45, nella stessa sede, ci sarà la Conferenza sul “Passaggio di Monfalcone dal Patriarcato di Aquileia alla Serenissima” a cura della prof.ssa Maria Luisa Bottazzi del Centro Europeo Ricerche Medievali (CERM). A conclusione sarà proposta una visita guidata alla mostra “Venezia e il Patriarcato”.

Seguirà, alle 11.30, la Conferenza sulle “Vie di Venezia a Monfalcone” con la Compagnia Patriae Foriiulii in costume storico d’epoca, all’interno della Galleria Comunale.

Nel pomeriggio, alle 16.30 in Galleria Comunale, si terrà il Seminario teorico con dimostrazione pratica dal titolo: “Lungo il Sentiero della Rosa, la cultura dei fiori nelle tradizioni del nostro territorio” a cura della Scuola Fioristi FVG.

 

Per quanto riguarda la programmazione di domenica 4 ottobre, si deciderà nella giornata di sabato in base alle previsioni meteo se verrà confermata. In caso di maltempo, alle ore 10.30, in Galleria d’Arte Contemporanea si terrà comunque la Conferenza dal titolo “Arriva Napoleone. La fine della Serenissima a Monfalcone nelle lettere di un ufficiale francese” a cura dello storico dottor Paolo Foramitti, esperto del periodo Napoleonico in Friuli Venezia Giulia.
Gli eventi all’aperto, come la Rievocazione in Rocca con Bandiere e tamburi del Gruppo Sbandieratori di Palmanova e il laboratorio didattico per bambini sulla storia della Fortezza potranno essere recuperati domenica 11 ottobre. La pagina Facebook Monfalcone Eventi darà comunicazione tempestiva degli eventuali cambiamenti.

 

Per prenotazioni e informazioni: tel. +39 334 6000121 | booking@comune.monfalcone.go.it  | pagina Facebook Monfalcone Eventi

 

 

PROGRAMMA

 

Sabato 3 ottobre 2020

Ore 10.00 – Galleria d’arte contemporanea – Piazza Cavour

Saluto delle autorità e dei comuni partner con inaugurazione dell’evento RIEVOCAZIONE STORICA DI MONFALCONE alla presenza della Compagnia Patriae Foriiulii e del Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi.

La Galleria sarà allestita con addobbi floreali a cura dell’Associazione FioristiFVG.

Ore 10.45

Conferenza sul “Passaggio di Monfalcone dal Patriarcato di Aquileia alla Serenissima” a cura della prof.ssa Maria Luisa Bottazzi del Centro Europeo Ricerche Medievali (CERM) in Galleria Comunale d’Arte Contemporanea.

A conclusione visita guidata a cura del dott. Lucio Gregoretti alla mostra VENEZIA E IL PATRIARCATO.

Ore 11.30

Conferenza sulle “Vie di Venezia a Monfalcone” con la Compagnia Patriae Foriiulii in costume storico d’epoca all’interno della Galleria Comunale.

Pomeriggio:

Ore 16.30

Seminario teorico con dimostrazione pratica in Galleria  dal titolo: “Lungo il Sentiero della Rosa, la cultura dei fiori nelle tradizioni del nostro territorio” a cura della Scuola Fioristi FVG.

 

Domenica 4 ottobre 2020

Ore 10.30 – Galleria d’Arte Contemporanea

Conferenza dal titolo “Arriva Napoleone. La fine della Serenissima a Monfalcone nelle lettere di un ufficiale francese” a cura dello storico dottor Paolo Foramitti, esperto del periodo Napoleonico in Friuli Venezia Giulia.

 

La giornata di domenica 4 ottobre potrà essere recuperata con la Rievocazione in Rocca domenica 11 ottobre  2020 con Bandiere e tamburi del Gruppo Sbandieratori di Palmanova (in forse la presenza di Malleus). Potrà esser riproposto il laboratorio didattico per bambini sulla storia della Fortezza.

 




Trieste Muggia:Visita alle “Onde di bora e luce” al Montedoro Per il “Festival del vento e della pietra”

Visita alle “Onde di bora e luce” al Montedoro
Per il “Festival del vento e della pietra”
Nell’ambito delle iniziative del “Festival del vento e della pietra” promosso dall’Associazione culturale Case C.A.V.E., martedì 6 ottobre, dalle 17.00 alle 18.30, si terrà una visita alle “Onde di bora e luce – Bora Lightwaves” al Montedoro shopping center (via Flavia di Stramare 119/e, a Muggia). Un’occasione unica per visitare la spettacolare installazione dell’artista scienziato californiano Ned Kahn sulla facciata del centro commerciale Montedoro: 60mila dischi di metallo luccicante, collocati a un’altezza di 18 metri su una facciata lunga 500 metri, che svelano l’invisibile, attirano l’attenzione su alcuni fenomeni, ma soprattutto incorniciano ed esaltano la natura stessa di un vento potente e meraviglioso come la bora.
La vista, a cura di Sofia Fontana, organizzata quale evento collaterale alla mostra “Bora chiara”, presso DoubleRoom arti visive, sarà seguita da un aperitivo al tramonto sulla terrazza panoramica del centro Montedoro.
Prenotazione obbligatoria: doubleroomtrieste@gmail.com / https://doubleroomtrieste.wordpress.com  / cell. 333 4344188




Tessuti d’Autore

Pizzecco

 

Un paio di folti baffi molto curati, un vestito elegante, una voce persuasiva da doppiatore cinematografico, l’occhio brillante di chi vede lontano, un garbato gusto per le belle cose, un po’ di coraggio e l’immancabile sigaretta. Così apparve agli invitati Paolo Pizzecco in un lontano giorno del 1972, data dell’inaugurazione di un nuovo negozio in Udine e data di partenza di un progetto commerciale lungimirante.

Quel giorno Paolo, insieme al fratello Cesare, accolse nel nuovissimo punto vendita di via Mercatovecchio molte persone, note e meno note, in quello che sarebbe diventato il “salotto della moquette”. La scommessa era chiara: fornire alla città un’attività che vedesse quale protagonista assoluta la “moquette” che all’epoca andava di moda in tema d’arredamento d’interno per abitazioni, negozi, centri commerciali, uffici pubblici e privati. L’intuizione si dimostrò vincente con prodotti di alta qualità che incontrarono da subito il gusto e la curiosità di molti clienti, tra i quali anche architetti e professionisti dell’arredo.

Una partenza “sul velluto”, come si suol dire, che richiedeva però una profonda conoscenza, preparazione tecnica e un gusto particolare nella scelta dei campionari e dei prodotti. Dopo pochi anni la seconda scommessa: allargare l’attività proponendo alla clientela anche delle pregiate carte da parati, ricercati tessuti per imbottiti quali poltrone, divani e cuscini di ogni genere, tendaggi e, scommessa nella scommessa, un tessuto rivoluzionario, l’Alcantara, quale concessionario esclusivo per Udine e dintorni.

Ecco quindi sfilare nel punto vendita “Pizzecco” i più prestigiosi marchi del settore: Van Besouw, Bic, Louis de Poortere, Jules Flipo, Decors Panoramiques Zuber, Jab, Nobilis e altri. L’apertura a nuovi prodotti divenne anche l’occasione nel 1994 per trasferire l’attività nel nuovo negozio in via Gemona, con spazi più ampi e nuovi stimoli. Venne così a crearsi una nuova “sartoria su misura dell’arredo”, con campionari di tessuti altrimenti quasi introvabili, intrecci incredibili di fantasie e colori, con il pregio di essere seguiti e consigliati da un esperto professionista dal gusto raffinato. La miglior risposta alla domanda di una clientela esigente e al contempo certa di trovare tra quelle mura quanto di meglio offrisse il mercato.

 

Paolo Pizzecco

Paolo Pizzecco

Entrare nel negozio di Paolo è sempre stato un vero piacere per la vista e per il tatto: decine di campionari raccolgono tessuti di ogni genere, provenienti da tutto il mondo, e ai clienti non resta che sbizzarrirsi alla ricerca della giusta soluzione.

Nel marzo del 2019 il figlio di Paolo, Edoardo, decide di seguire le orme del padre, affiancandolo in negozio per iniziare il giusto percorso di apprendistato. Paolo con grande soddisfazione ed entusiasmo inizia a trasmettere a Edoardo i “segreti del mestiere” con la certezza in cuor suo che anni e anni di esperienza, passione e professionalità avranno un valido erede. Uno strano gioco del destino ha voluto che Edoardo facesse tesoro degli insegnamenti del padre solo per alcuni mesi. Nel luglio dello stesso anno Paolo ci ha lasciato.

Oggi, varcando la porta dell’accogliente e rinnovato negozio di via Gemona, non passano di certo inosservati i colorati e accattivanti campionari degli splendidi tessuti che, di per sé, arredano in modo impeccabile le pareti del negozio. In fondo un’elegante scrivania, dietro la quale siede un ragazzo venticinquenne dallo sguardo fiero, con dei baffi curati, una voce da doppiatore cinematografico, elegante negli abiti e nel portamento, l’occhio brillante che vede lontano e un gusto sovraffino per le belle cose.

Caro Paolo, la scommessa continua…