PREMIO LETTERARIO GALILEO PER LA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA, AL VIA LA XIV EDIZIONE

Presidente della Giuria sarà lo scienziato Alberto Mantovani, pioniere dell’immunologia e direttore scientifico di Humanitas

 
La cinquina finalista annunciata il 2 dicembre 2019, la cerimonia di premiazione l’8 maggio 2020
 
Tra le novità di questa edizione, il tour di presentazione degli autori finalisti a Milano, Torino, Trento e Padova e il Concorso Scuole

 

Il Premio Galileo seleziona da quattordici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente. Lunedì 2 dicembre 2019, la Giuria Scientifica selezionerà i cinque libri finalisti che verranno presentati dagli autori nel corso di incontri pubblici giovedì 7 maggio 2020 a Padova. La cerimonia di premiazione si svolgerà la mattina di venerdì 8 maggio 2020 presso l’Aula Magna dell’Università di Padova.
Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova e ItalyPost.
«Siamo arrivati alla XIV edizione del Premio letterario Galileo e oggi possiamo dire che chi pensava che potesse subire un declino si sbagliava – ha commentato l’assessore Colasio – In questa edizione il Premio ha fatto un salto di qualità, ne sono la prova la sua nuova articolazione, inedita e innovativa, e la scelta del presidente della Giuria scientifica, Alberto Mantovani, una massima autorità di rango internazionale. Una novità di quest’anno è che il Premio fa il Grand Tour: i cinque finalisti da gennaio a marzo saranno in luoghi topici del patrimonio culturale italiano, come la Fondazione Corriere della Sera di Milano, la Fondazione Circolo dei Lettori di Torino, il MUSE di Trento. Sarà un’iniziativa che darà caratura nazionale all’appuntamento. Inoltre, quest’anno è stato fatto uno sforzo ulteriore per il coinvolgimento delle giovani generazioni con il Concorso Scuole, rivolto a tutte le scuole secondarie d’Italia, a cui hanno già aderito numerose realtà. Anche quest’anno il Comune continua la collaborazione con ItalyPost e con l’Università di Padova, che negli scorsi anni ha portato risultati significativi e rilevanti e una grande capacità di dialogo con svariati soggetti del mondo scientifico, contribuendo a fare del Premio Galileo il più importante premio di divulgazione scientifica in Italia».
La Giuria Scientifica
La Giuria che sceglierà i cinque libri finalisti avrà come Presidente Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti ed è stato a capo del Dipartimento di immunologia dell’Istituto Mario Negri di Milano. Ha contributo al progresso delle conoscenze nel settore immunologico, sia formulando nuovi paradigmi, sia identificando nuove molecole e funzioni. Le analisi bibliometriche lo indicano come il ricercatore italiano attivo in Italia più citato nella letteratura scientifica internazionale, e come uno dei 10 immunologi più citati a livello internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il prestigioso premio Pezcoller-AACR assegnatogli nel maggio 2019 dall’American Association for Cancer Research “per gli straordinari risultati nella ricerca sul cancro”, nel 2018 il Prize for Excellence in Medicine (American-Italian Cancer Foundation) e, nel 2016, il Premio Europeo di Oncologia dall’Organizzazione degli Istituti Europei del Cancro (OECI) e il Robert Koch Award per l’impatto trasversale sulla Medicina delle sue scoperte in ambito immunologico.
A lui si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica: Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze TuttosaluteRossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3; Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della SeraBarbara Carfagna, giornalista RAI; e infine Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva.
Oltre ai giornalisti scientifici, grazie alla collaborazione con l’Università di Padova la Giuria vedrà la partecipazione di cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo: Maurizio Borin, docente di Agronomia; Marco Ferrante, docente di Calcolo delle Probabilità Maria Maddalena Parlati, docente di Letteratura Inglese; Maria Berica Rasotto, docente di Anatomia Comparata; e infine Flavio Seno, docente di Fisica Teorica della Materia.
Le case editrici
Anche quest’anno la platea degli editori ha confermato un grande interesse verso il Premio Galileo: sono ben 40 le case editrici, note e meno note, che hanno risposto al bando di partecipazione, con oltre 80 titoli di divulgazione scientifica pubblicati negli ultimi due anni che accederanno alla prossima fase del Premio.
Il tour di presentazione
Altra importante novità di quest’edizione è il tour di presentazione del Premio Galileo, che porterà i 5 autori finalisti a parlare delle proprie opere in quattro città diverse. Si partirà il 29 gennaio 2020, con un evento in programma a Milano, in Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera, a partire dalle 18. Il secondo appuntamento sarà a Torino, il 7 febbraio, alle ore 18 presso la Fondazione Circolo dei Lettori. Il terzo evento si terrà al MUSE-Museo delle Scienze di Trento, il 28 febbraio alle 18. Infine, il tour si concluderà a Padova, il 28 marzo alle ore 11. Ciascun appuntamento sarà moderato da un giornalista della Giuria Scientifica.
Il Concorso Scuole
Male novità non sono finite. In occasione dell’edizione 2020 del Premio Galileo, infatti, il Comune di Padova ha istituito un “Concorso Scuole” rivolto a tutte le scuole secondarie di secondo grado italiane con l’obiettivo di approfondire l’importanza non solo di un’educazione scientifica, ma anche di una corretta informazione e divulgazione. Il tema scelto per questa prima edizione del Concorso è “Fake troppo fake! Racconti (corretti) di scienza” e ha l’obiettivo di stimolare i giovani studenti di tutta la Penisola sul tema della corretta informazione scientifica: dalla capacità critica di analizzare le fonti alla ricostruzione della nascita e diffusione di una “bufala” scientifica. Le classi (o i gruppi di studenti) che intendono partecipare dovranno presentare un progetto che si inscriva in una delle seguenti categorie: sezione “Testo Scritto” (racconti, testo giornalistico o saggio breve), sezione “Elaborato Artistico” (fumetto, graphic story, manifesto o campagna pubblicitaria), sezione “Multimediale” (video, installazione o esperimento scientifico dal vivo).
La Giuria del Concorso Scuole comunicherà l’esito della selezione a tutte le scuole partecipanti entro il 31 gennaio 2020. Le 10 scuole selezionate parteciperanno alla cerimonia di consegna del Concorso Scuole che si svolgerà venerdì 8 maggio, alle ore 9.00, a Padova e saranno, inoltre, protagoniste della giuria “esterna” che deciderà il libro vincitore del Premio Galileo.
La giuria esterna
Il libro vincitore, infatti, come nelle passate edizioni, verrà scelto nell’ambito della cinquina finalista dalla giuria “esterna”, composta da studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e dalle 10 scuole secondarie di secondo grado selezionate per la fase finale del Concorso Scuole.
Gli “studenti giurati” riceveranno in formato elettronico i cinque libri finalisti da leggere e si impegneranno a raggiungere Padova per assistere alle presentazioni dei cinque finalisti di giovedì 7 maggio, e alla cerimonia di premiazione di venerdì 8 maggio, dove esprimeranno il proprio voto e decreteranno di fatto l’opera vincitrice del Premio Galileo 2020.
Centinaia di giovani che si aggiungeranno ai moltissimi altri che parteciperanno al complesso delle iniziative del Galileo Festival. Un effetto partecipazione che si farà sentire in tutta la città in termini anche turistici.
Le sinergie
Il Premio Galileo fino al 2017 si svolgeva in contemporanea con il Galileo Festival, manifestazione dedicata all’innovazione che negli anni ha portato a Padova ospiti come il Premio Nobel per la Fisica Andre K. Geim, Alberto Sangiovanni Vincentelli dell’Università di Berkeley o Viktor Mayer-Schönberger dell’Università di Oxford. A partire dall’edizione 2018 i due eventi hanno creato una sinergia che si è rivelata fondamentale per proporre un upgrade del Premio e dargli un pubblico più vasto, e a partire dall’edizione 2019 la collaborazione è diventata ancora più speciale: anche quest’anno il Galileo Festival della Scienza e Innovazione si articolerà in un’intera settimana di eventi all’insegna della scienza e della divulgazione che si svolgerà dal 4 al 10 maggio 2020.
I vincitori delle precedenti edizioni 
Il Premio Galileo seleziona da quattordici anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente. Nelle scorse edizioni si sono succeduti come presidenti della Giuria Umberto Veronesi, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Elena Cattaneo, Paolo Rossi, Mario Tozzi, Piergiorgio Odifreddi, Paco Lanciano, Nicoletta Maraschio, Vittorino Andreoli, PaoloCrepet, Dario Bressanini, Sandra Savaglio.
Qui di seguito i vincitori delle precedenti edizioni del Premio:
– 2007 / Francesco e Luigi Luca Cavalli SforzaPerché la Scienza?
– 2008 / Andrea FrovaSe l’uomo avesse le ali
– 2009 / Nicola Armaroli e Vincenzo BalzaniEnergia per l’astronave terra
– 2010 / Rino Ruppoli e Lisa VozzaI vaccini dell’era globale
– 2011 / Piergiogio Odifreddi, C’è spazio per tutti. Il grande racconto della geometria
– 2012 / Alex BellosIl meraviglioso mondo dei numeri
– 2013 / Sergio PistoiIl DNA incontra Facebook. Viaggio nel supermarket della genetica
 2014 / Frans de WaalIl bonobo e l’ateo. In cerca di umanità fra i primati
– 2015 / Carlo RovelliLa realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose
– 2016 / Paolo GallinaL’anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale
– 2017 / Guido Tonelli, La nascita imperfetta delle cose
– 2018 / Stefano Mancuso, Plant revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro
– 2019 / Cristina CattaneoNaufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo

 




Successo per “Noi siamo prestazione”, l’evento beanTech che racconta tre storie vincenti nel manifatturiero

Presentati oggi al Museo Ferrari di Maranello tre esempi di aziende capaci di ottimizzare con successo i processi produttivi grazie all’intelligenza di impianto, definita ‘collettiva’

Maranello (Modena), 15 novembre 2019 – Le eccellenze tecnologiche si presentano a Maranello nel tempio della innovazione in fatto di motori: il Museo Ferrari, cornice che racconta i tanti successi ottenuti dal Cavallino Rampante, è stato il “teatro” utilizzato per lanciare il concetto di intelligenza collettiva di impianto, con esempi e casi concreti applicativi. “Noi siamo prestazione”, questo il nome dell’evento organizzato da beanTech, azienda informatica di Reana del Rojale (Udine) partner Gold di Microsoft e Platinum di Dell EMC, realtà con le quali l’impresa friulana ha organizzato l’iniziativa in terra emiliana. Durante il partecipato appuntamento, sono stati illustrati alcuni esempi di intelligenza di impianto, definita “collettiva”, applicata ai processi produttivi aziendali, attraverso le soluzioni tecnologiche proposte da beanTech.

Il primo caso analizzato è quello di Brovedani, azienda di San Vito al Tagliamento (Pordenone) tra i leader nella produzione di componenti ad alta precisione per il settore automotive e oggi fornitore strategico di realtà multinazionali come Bosch, Continental, Magneti Marelli, Eaton. beanTech ha realizzato per quest’azienda una soluzione in grado di sviluppare una soluzione di Intelligenza Artificiale con stazioni di controllo visivo automatico, in grado di monitorare costantemente la qualità dei pezzi prodotti, valutandoli attraverso controlli dimensionali e di qualità superficiale. Per rispondere alle esigenze è stata realizzata un’architettura hardware e software, che permette in tempi brevissimi l’allestimento di sistemi multistazione per il controllo dimensionale e di qualità superficiale. La parola poi è passata a Danieli Automation, società del Gruppo Danieli di Buttrio (Udine) specializzata nella realizzazione di automazioni di processo per gli impianti siderurgici che rappresenta il trait d’union fra il know-how della società e le esigenze dell’industria metallurgica. Per questa è stata implementata una soluzione verticale per l’analisi dei dati raccolti dal campo, concepita per dare risalto alle informazioni più rilevanti. L’obiettivo principe è quello di ottimizzare il processo produttivo, riducendo i costi e innalzando la qualità ed il livello di servizio. Infine, è stato il turno di Fameccanica.Data Spa, impresa con sede a San Giovanni Teatino (Chieti), riferimento a livello mondiale nella progettazione e produzione di macchinari per prodotti igienici monouso e sistemi integrati, altamente automatizzati, per il riempimento di liquidi. Per rispondere alle esigenze di Fameccanica, beanTech ha sviluppato una soluzione innovativa e completa di intelligenza collettiva d’impianto. Tutte le entità coinvolte – macchinari, sensori, software e hardware – comunicano all’unisono, elaborano i dati di concerto, al fine di ottimizzare l’efficienza produttiva.

L’’Intelligenza collettiva è una moderna filosofia composta da gioco di squadra e tecnologia capace di assicurare risultati importanti sotto il profilo del business. Per far comprendere meglio di cosa si tratta, è stato portato l’esempio delle api, insetti sociali dotati di intelligenza collettiva. Come un’unica entità dotata d’intelletto e vita propria, lavorano in modo sinergico con l’unico scopo di salvaguardare e rendere costantemente efficiente l’alveare. Lo stesso approccio necessario in un’azienda per crescere.

Fabiano Benedetti, ad di beanTech, afferma: «In primo luogo ringrazio Microsoft e Dell Technologies, due partner strategici, che ci hanno supportato nell’organizzazione di questo evento. In palco e platea sono presenti nomi di assoluto prestigio, aziende giunte qui da tutta Italia. Le ringrazio per la partecipazione. Per beanTech questo è un momento molto importante, perché ci permette di sottolineare quanto sia cruciale il ruolo della digitalizzazione applicata al settore manifatturiero. Ci rivolgiamo a tutti i presenti, in primis ai gruppi impegnati nella produzione di impianti e macchinari. I casi analizzati nel corso dell’evento ribadiscono quanto la tecnologia sia in grado di perfezionare il business e migliorarlo sotto ogni aspetto». Il fondatore della società ha poi aggiunto: «Per noi è un momento di contaminazione, un modo per dialogare con le aziende. Noi proponiamo delle soluzioni, loro accettano i nostri suggerimenti e cercano applicarli nel concreto, con il nostro supporto. Il concetto che introduciamo oggi – quello dell’intelligenza collettiva d’impianto – risponde alle sempre più pressanti richieste di innovazione da parte dei gruppi industriali. Microsoft e Dell Technologies rendono il tutto possibile, sono il motore dei casi d’eccellenza qui illustrati. Noi siamo il tramite: beanTech è la cinghia di trasmissione fra le migliori tecnologie esistenti e il mercato delle imprese manifatturiere italiane».




PRATO CARNICO GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE

Con tutto il cuore. Anche quest’anno, nella prossimità del 25 novembre riparte il concerto ANNA HA VISTO LA LUNA, di Edoardo De Angelis dedicato a tutte le donne alle quali non siamo stati bastevolmente riconoscenti. Il giorno sabato 16 novembre appuntamento alle 20,30 con il cantautore a  PRATO CARNICO(UD) nel concerto dedicato a tutte le donne e contro la violenza di genere ANNA HA VISTO LA LUNA da Lella a Non ammazzate Anna. Al concerto di Edoardo de Angelis che si terrà nell’ Auditorium Comunale con ingresso libero , seguirà il giorno 23  novembre l’incontro con Carlo Tolazzi in La miniera e il canarino la storia delle donne emarginate di Verzegnis protagoniste dello strano caso di invasamento collettivo al femminile che tra il 1878 e 1879 perturbo la piccola comunità carnica.

per informazioni : anagrafe@com-pratocarnico.regione.fvg.it 

o Comune di Prato Carnico tel.043369034

Questa di Marinella…storie di donne, storie di violenza” è un progetto promosso dal Comune di Prato Carnico in collaborazione con l’Associazione Voce Donna Onlus Pn, Voce Donna Friuli e l’Associazione A.C.CulturArti e realizzato grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia (Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia) nell’ambito delle iniziative speciali volte a contrastare la violenza di genere nei confronti delle donne.
“Questa di Marinella…storie di donne, storie di violenza” è un progetto che si pone l’obiettivo di accrescere la consapevolezza nelle persone in merito alla tematica della violenza di genere e alla condizione femminile in contesti difficili attraverso la forza della musica e delle parole e avviare un percorso di cambiamento pro-attivo promuovendo il senso dell’accoglienza, dell’ascolto e del rispetto reciproco anche facendo riflettere sugli stereotipi e il linguaggio ostile.

Enrico Liotti




PRESENTATE OGGI LE TRE GIORNATE TRIESTINE DEL PRIMO FESTIVAL DELLA PSICOLOGIA IN FRIULI VENEZIA GIULIA (8, 9 e 10 NOVEMBRE)

Dopo le numerose anteprime in regione, il Primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia approda a Trieste. La tre-giorni, cuore del Festival, abbraccia eventi di alto valore scientifico, artistico e culturale. 

Venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 novembre un fitto programma

al Museo Revoltella e all’Università degli Studi di Trieste (Edificio H3 e Scuola Interpreti e Traduttori).

– tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero –

Entra nel suo “cuore pulsante”, il Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia, organizzato dall’Associazione Psicoattività grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e approda a Trieste, venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 novembre, al Museo Revoltella, nell’Edificio H3 e alla Scuola Interpreti e Traduttori dell’Università degli Studi di Trieste, con un fitto programma tra eventi scientifici, culturali e artistici.

Il Festival, sotto la direzione scientifica di Claudio Tonzar – psicologo, psicoterapeuta e docente all’Università di Urbino – racconta questo approccio pluridisciplinare alla disciplina, grazie ai numerosi eventi focalizzati sul rapporto tra la figura di Leonardo da Vinci e la psicologia.

L’idea principale della manifestazione è quella di sviluppare nelle persone una conoscenza e una sensibilità verso i temi di natura psicologica per migliorare la qualità della vita degli individui, dei gruppi e della comunità.

LE ANTEPRIME IN REGIONE

Sono state di grande soddisfazione le giornate che hanno toccato nelle scorse settimane tutte le province del Friuli Venezia Giulia: il Festival è stato ospite, dallo scorso 10 ottobre, a Udine, Gorizia e Nova Gorica, Pordenone, Gradisca d’Isonzo e  Palmanova e ha presentato 12 appuntamenti tra conferenze, concerti, spettacoli teatrali e incontri. I più vari temi sono stati affrontati, da diversi punti di vista: il rapporto tra genialità e disturbi; le relazioni tra la psicologia e l’arte; il ragionamento e l’intuizione; il rapporto tra architettura e psicologia; il processo della fruizione estetica dell’arte.

Il pubblico, sempre numeroso a tutte le tappe, è stato composito e ha visto la partecipazione di “addetti ai lavori”, di appassionati della psicologia e anche di semplici curiosi che hanno potuto apprezzare sia le proposte scientifiche che quelle artistiche con passione, profondità di contenuti e semplicità d’approccio.

LE GIORNATE TRIESTINE

Le giornate attese a Trieste venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 novembre presentano simposi e  performance orientate ai nuovi ambiti di applicazione della psicologia: psicologia e lavoro, psicologia e giustizia, psicologia ed emergenze, psicologia e benessere degli individui, psicologia e sport.

VENERDì 8 NOVEMBRE

Si tratta di una vera e propria maratona di alto valore scientifico e artistico, quella che per il Primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia  inizia venerdì 8 novembre a Trieste nell’Edificio H3 dell’Università degli Studi (via Valerio 12/2): la mattina (dalle 9 alle 14) l’Unità di Psicologia del Dipartimento di Scienze della Vita organizza l’annuale “Trieste Symposium on Perception and Cognition”, simposio dedicato alla percezione con studiosi italiani e stranieri.

Alle 15 il Festival si sposta all’Auditorium “Marco Sofianopulo” del Museo Revoltella con la cerimonia d’inaugurazione della tre giorni e la Presentazione (a cura del prof. Walter Gerbino, Università di Trieste) della Kanizsa Lecture che quest’anno, oltre che al celebre fondatore della scuola triestina di Psicologia Sperimentale, fa riferimento anche al grande Leonardo. Ed è alle 16 che inizia, appunto, la Kanizsa Lecture, a cura di Roberto Casati (CNRS, direttore Istitut Nicod, Parigi) dal titolo “The visual world of shadows”, dedicata alle ombre, tema molto caro a Leonardo.

Tra le 18 e le 19.30 l’attenzione si sposta sulla mostra «Il pittore deve studiare con regola» Arte e psicologia della visione in Leonardo da Vinci con lo sguardo di Alberto Argenton  e della Scuola 

di Psicologia della Gestalt dell’Università di Trieste. L’intento di questa breve mostra è di porre in luce affinità tra speculazioni di Leonardo sulla scienza della pittura o aspetti del suo operato artistico e ricerca in psicologia dell’arte e in psicologia della percezione di impronta gestaltista.

La guida prescelta per accompagnare il percorso espositivo è Alberto Argenton, psicologo dell’arte e artista, assieme ai suoi principali maestri d’elezione: Rudolf Arnheim, Paolo Bozzi e Gaetano Kanizsa. Dopo alcuni cenni all’immensa opera speculativa e creativa di Leonardo, gli studiosi guidano il pubblico a cogliere (attraverso loro e teorizzazioni) il legame tra Leonardo e la psicologia. La mostra è visitabile per tutta la durata delle tre giornate, come descritto negli orari del programma.

Alle 21 va in scena lo spettacolo multimediale “Il teatro dell’Arte. Leonardo da Vinci: la scienza della vita” a cura del celebre critico d’arte Giancarlo Bonomo, con la partecipazione di Raffaella Ferrari, Arianna Sossa, Micaela Sossa, Emilio Zangiacomi Pompanin e la partecipazione straordinaria di Kàartik, con una performance di danza “Corto Circuito Vitruviano” tratta dallo spettacolo “Anima” di Luciano Roman con i visual di Gigi Funcis(spettacolo co-organizzato da Festival Invisible Cities – Contaminazioni Digitali) su elaborazione dei testi originali di Leonardo.

Si tratta di uno spettacolo culturale a soggetto storico-artistico che, esaltando alcune delle più celebri opere del Vinci, combina la tradizionale fruizione delle opere pittoriche con altre forme espressive, quali il teatro, la musica dal vivo, la poesia. L’idea è di trovare una divulgazione più completa, condotta sul filo di una fluida e sintetica narrazione dei soggetti figurativi, collegando percorsi artistici ed umani. La finalità ultima della performance, oltre alla valenza didattico-divulgativa, è quella di restituire il coinvolgimento emozionale attraverso un’interazione ideale ‘senza-tempo’ volta ad evocare l’infinita contemporaneità della grande arte.

Giancarlo Bonomo, critico dell’arte, storico dell’arte e firma eclettica nota per le sue trasmissioni televisive e per aver curato varie tappe italiane della mostra multimediale dedicata alla figura di Van Gogh, “Van Gogh Alive The Experience” che ha raggiunto la quota di 600.000 partecipanti

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SABATO 9 NOVEMBRE

Sabato 9 novembre il Festival continua nell’Aula magna della Scuola Interpreti e Traduttori dell’Università di Trieste (via Filzi 14): a partire dalle 9.30 fino alle 13 sono quattro gli interventi che raccontano i temi legati all’eccentricità e al mistero che da sempre circondano Leonardo, la sua immensa creatività e il suo genio scientifico. Protagonisti sono ancora Giancarlo Bonomo, Remo Job (Università di Trento) e Michele Grassi e Maria Chiara Passolunghi (Università di Trieste). Questi aspetti della figura di Leonardo serviranno da cornice per parlare di linguaggio, scrittura e apprendimento matematico in una prospettiva psicologica.

Una pausa accattivante, sempre di sapore storico-scientifico, è quella delle 12.30, dedicata a “Leonardo, ingegno dino”: a partire dalle 12 Roberto Miravalle dell’Università di Milano spiega come sia stato riprodotto e fatto rinascere, a Milano, il vino che era stato di Leonardo.  Al termine dell’incontro viene offerta una degustazione proprio di quel “Vino di Leonardo”, Malvasia di Candia Aromatica dei Colli Piacentini prodotto dal Consorzio Vini DOC Colli Piacentini.

Le attività riprendono alle 15 nella stessa location, con gli interventi (ben sette) dedicati al talento, alla fantasia, al gioco e all’espressione artistica, con Maria Assunta Zanetti (Università di Pavia), Carlo Trombetta (La Sapienza Università di Roma), Valentina Danelon (musicista), Raffaella Ferrari e Caterina Bembich (Università di Trieste).

Attesissima, alle 18.15 la Lectio Magistralis di Maurizio Ferraris (Università di Torino) che rifletterà sul tema dell’intelligenza umana. Ferraris è un filosofo e accademico (oggi Ordinario all’Università di Torino) che lega il suo nome all’estetica e all’ontologia sociale. Studioso lungimirante e riconosciuto, è anche noto al grande pubblico per i suoi contributi sul Sole 24 Ore, su La Repubblica e sui format culturali della Rai.

Alle 20.30 (a cura di Progetto Musica) tocca al concerto di Chiara Bleve, talentuosa pianista di soli dodici anni, che porta nuovamente in evidenza le dinamiche e i pregi dei geni precoci. In programma musiche di Beethoven, Chopin, Ravel, Albéniz.

DOMENICA 10 NOVEMBRE

La giornata conclusiva del Festival è domenica 10 novembre: all’Auditorium “Marco Sofianopulo” del Museo Revoltella di Trieste (via Diaz 27) dalle 10 del mattino sei relatori si impegnano con i loro interventi su “Psicologia e contesti di vita personale” (dalle abitudini alimentari allo sport, dalla fertilità al contesto giuridico): si tratta di Sara Cervai (Università di Trieste), Roberta Crevatin, Daris David, Marco Pizzi, Gianluigi Luxardi (psocologi-psicoterapeuti) e Mauro Murgia (psicologo e assegnista di ricerca dell’Università di Trieste).

Alle 11.40 una conversazione con Walter Gerbino (Università di Trieste) è incentrata sulle figure di riferimento della psicologia in Friuli Venezia Giulia e alle 12.30 va in scena “Il sogno di Leonardo”, spettacolo teatrale a cura del Teatro degli Asinelli di Trieste per la regia di Margot De Palo. La piéce racconta di un tempo e uno spazio immaginari dove le grandi menti possono sfiorarsi, che accoglie l’incontro di Leonardo con Sigmund Freud. Una cornice onirica sfuggente porta alla luce la vita di Leonardo e tante riflessioni.

Alle 13.30 una breve cerimonia chiude il Primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia.

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Il Festival è realizzato dall’Associazione Psicoattività, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in partnership con l’ Università degli Studi di Trieste, il  Comune di Trieste, il Comune di Palmanova, Aetos – Scuola di specializzazione in psicoterapia, Progetto Musica, Teatro degli Asinelli, Associazione Teatrale Cantiere dei desideri, Examina, Fondazione Luigi Bon, Mongolfiere Tascabili. L’evento gode del patrocinio di pro-Esof e della collaborazione di Club per l’Unesco di Udine. Sponsor: Piace Doc, Cjasal di Pition, Nonino eVini Lunardelli. Si ringraziano inoltre per la realizzazione delle singole giornate: il Comune di Udine che ha dato il suo patrocinio per l’evento di apertura, lo Javni zavod Kulturni dom di Nova Gorica (Slo) e il Goriški muzej Kromberk per gli eventi goriziani, l’International Association for Art and Psychology – Arte e Psicologia per l’evento a Pordenone, il Comune di Gradisca d’Isonzo che collabora all’organizzazione della giornata del 29 ottobre e che ha inserito il Festival all’interno del progetto “Leonardo/Gradisca 1519/2019” un programma di appuntamenti che la cittadina dedica al Maestro toscano, l’Associazione Cantiere dei Desideri di Fiumicello per l’evento a Palmanova.




Il Primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia, dedicato a Leonardo approda, giovedì 31 ottobre, a Palmanova, al Teatro Gustavo Modena

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero

Il Festival, che si tiene su tutto il territorio regionale fino al 10 novembre con otto giornate ricche di incontri, è organizzato dall’Associazione Psicoattività grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e alla collaborazione e il sostegno di molti altri enti, associazioni e privati.
Il Festival nasce dall’idea che sviluppare nelle persone una conoscenza e una sensibilità verso i temi di natura psicologica possa migliorare la qualità della vita degli individui, dei gruppi e della comunità. Per raccontare questo approccio il Festival, sotto la direzione scientifica di Claudio Tonzar – psicologo, psicoterapeuta e docente all’Università di Urbino – accosta eventi scientifici, culturali e artistici focalizzati sul rapporto tra la figura di Leonardo da Vinci e la psicologia.

Giovedì 31 ottobre, al Teatro Gustavo Modena di Palmanova, alle 17.30 è attesa la conferenza “Tra architettura e psicologia. Palmanova, città ideale”: un approfondimento della relazione tra persone e ambiente urbano che focalizza in modo specifico il concetto di città ideale come progetto urbanistico e politico. Tra gli interventi, una relazione sul tema della città ideale come progetto urbano e politico tenuta da Michela Cafazzo, architetto libero professionista, già assegnista di ricerca in composizione architettonica e urbana presso l’Università IUAV di Venezia.

Alle 19 viene introdotta e proposta alle visite la mostra itinerante inserita nel Festival Il pittore deve studiare con regola. Arte e psicologia della visione in Leonardo da Vinci con lo sguardo di Alberto Argenton  e della Scuola di Psicologia della Gestalt dell’Università di Trieste”, curata da Laura Messina e da Tamara Prest. La mostra pone in luce le affinità tra le speculazioni di Leonardo sulla scienza della pittura o su aspetti del suo operato artistico e la ricerca nella psicologia dell’arte e nella psicologia della percezione di impronta gestaltista. La guida prescelta per accompagnare il percorso espositivo è Alberto Argentonpsicologo dell’arte e artista, assieme ai suoi principali maestri d’elezione: Rudolf Arnheim, Paolo Bozzi e Gaetano Kanizsa.

Carlotta Del Bianco

Ancora al Teatro Gustavo Modena, alle 20.30, va in scena  “Volevo volare” a cura di Cantiere dei desideri per la regia di Carlotta Del Bianco. Cosa si vede dall’alto di una macchina volante? E qui in basso se alziamo il naso all’insù? Uno spettacolo che racconta un sogno: sogno che è scoperta, conoscenza e stupore. Il desiderio del superamento dei propri limiti porta a confrontarsi con chi i limiti non se li è mai imposti: il genio assoluto di Leonardo da Vinci. La pièce è un viaggio fantastico in un mondo speciale in cui tutto è possibile e tutto si realizza, un mondo ideale in cui le differenze non hanno peso, perché volano. Se è vero, come diceva Leonardo, che una parte ha in sé l’essenza del tutto, allora potrà accadere qualcosa di unico e meraviglioso: sapremo di essere andati oltre, in un luogo altro, diverso, che non si chiama più sogno ma libertà.

La giornata del Festival è organizzata in partnership con il Comune di Palmanova, con l’Associazione Cantiere dei Desideri (Fiumicello, UD) e in collaborazione con Club per l’UNESCO di Udine.

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Il Festival prosegue con le ultime giornate triestine – 8, 9 e 10 novembre – che godono del patrocinio di ProEsof e hanno il compito di studiare (attraverso approfonditi simposi, convegni e conferenze sempre accostati a spettacoli teatrali, concerti e una mostra itinerante) le sopra citate tematiche al centro del Festival; è questa anche l’occasione per ampliare la visuale con una panoramica di alcuni nuovi ambiti di applicazione della psicologia ai contesti di vita delle persone come psicologia e lavoro, psicologia e giustizia, psicologia ed emergenze, psicologia e benessere degli individui, psicologia e sport.

IL PROGRAMMA COMPLETO SU www.festivaldellapsicologiafvg.it
FB: www.facebook.com/festivaldellapsicologiafvg
VIDEO sui i temi del festival: http://bit.ly/2nuGykz




Pistoia – Dialoghi sull’uomo e BookCity Milano: un’alleanza per la cultura

Pistoia-Dialoghi sull’uomo, il primo festival dedicato all’antropologia del contemporaneo, partecipa quest’anno a BookCity Milano con il progetto Una, dieci, cento Afriche. Un continente al plurale, a cura dell’ideatrice e direttrice del festival Giulia Cogoli, con la consulenza scientifica di Marco Aime e Adriano Favole e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. 

Una serie di conferenze di taglio antropologico culturale per ampliare la conoscenza di questo vasto continente – a cui BookCity dedica quest’anno un approfondimento – purtroppo ancora fortemente viziata da pregiudizi, luoghi comuni, se non ignoranza. Troppo spesso si sente parlare di Africa come se si trattasse di una entità unica e uniforme, caratterizzata dal fatto di essere “nera”. Il colore della pelle sembra oscurare le numerosissime differenze e sfumature, legate a specificità culturali, religiose, geografiche e politiche, che caratterizzano la grande Africa. In un’epoca in cui la globalizzazione e i flussi migratori hanno abbattuto i confini geografici, non è più possibile continuare a ignorare le molteplici realtà di un “continente al plurale”.

«Abbiamo voluto contribuire a BookCity con questo ciclo di incontri» dichiara Giulia Cogoli «perché crediamo fermamente nei valori della condivisione e di presidio culturale e civile che caratterizzano BookCity e i Dialoghi sull’uomo. È quindi fondamentale che i festival italiani creino, da nord a sud, una rete di scambio reale e concreta, perché la cultura è l’unico bene che, se condiviso, cresce, e può divulgare concetti come integrazione, dialogo e inclusione».

 

Il programma 

16-17 novembre, ISPI, Palazzo Clerici, Via Clerici 5

L’antropologo Marco Aime, che ha vissuto e studiato la zona di Timbuctù e del Sahara, racconta quella affascinante regione e la sua storia, dalle antiche piste carovaniere alle nuove rotte del contrabbando, della migrazione e dello jihadismo, spiegando come mai oggi sembra diventata un laboratorio per il futuro del pianeta. 

Il sociologo delle religioni e delle migrazioni Stefano Allievi propone una riflessione sulla motivazione che è alla base delle migrazioni: che cosa spinge una parte degli africani ad andarsene? Che cosa li attrae? E che cosa spinge noi, a nostra volta, ad andarcene? È davvero inevitabile l’attuale meccanismo che regola i movimenti di popolazione? 

Contrariamente a quanto dicono una parte dei media, alcuni discorsi politici e il senso comune, l’immigrazione verso l’Italia è sostanzialmente stabile da cinque anni a questa parte, spiega il sociologo delle migrazioni Maurizio Ambrosini. Da anni si discute di un’immigrazione immaginaria, figlia di paure e ansie che si riproducono indipendentemente dalla conoscenza obiettiva del fenomeno.

Gli antropologi Jean-Loup Amselle e Adriano Favole dialogano sulle culture africane, frutto di connessioni, disconnessioni, processi inventivi e creativi, che le trasformano incessantemente. Siamo sempre alla ricerca dell’Africa, o delle Afriche, perché a nuovi sguardi corrispondono nuove società, che il tempo e la creatività umana non finiscono mai di modellare.

L’antropologo Stefano Allovio offre un nuovo punto di vista sull’Africa: invece di insistere sulla povertà e sulla fuga dal Continente nero, ne sottolinea la ricchezza socio-culturale, la raffinatezza e la complessità storica. Il rispetto nei confronti degli africani emerge anche dal pensare il loro continente come luogo denso di storia e cultura.

Due fra i maggiori esperti dell’Africa contemporanea, Mario Giro e Jean-Léonard Touadi, dibattono con il direttore della rivista Africa Marco Trovato su come l’Africa stia reagendo alla globalizzazione senza aspettare nessuno. Pionieri di una nuova fase, i giovani africani cercano il loro posto spinti da un inatteso protagonismo. 

Elena Dak, conservatrice di beni culturali, guida sahariana e scrittrice, propone, alla luce delle esperienze vissute in Niger con i Touareg, in Tchad con i Wodaabe e in Etiopia con i Tigrini, una riflessione su come oggi il nomadismo esista e resista e su come i cambiamenti politici e climatici stiano modificando i tempi e i modi delle migrazioni pastorali. 

Chiude il ciclo di conferenze il Premio Nobel per la Letteratura 1986 Wole Soyinka. Assieme a Marco Aime, affronta il tema del rapporto tra potere e libertà: Soyinka – che nel corso della guerra civile nigeriana è stato incarcerato, perseguitato e condannato a morte e che ha vissuto in esilio negli Stati Uniti fino al 1998 – è la guida ideale per una riflessione, oggi quanto mai necessaria e attuale, su come opporsi ai comportamenti fondamentalisti e dogmatici per contrastare “l’agenda della dominazione”. Introduce l’incontro Luca Iozzelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, che promuove i Dialoghi.

 

La mostra: Paolo Pellegrin – Confini di umanità

8 novembre – 1 dicembre, Triennale Milano, Viale Alemagna, 6

Triennale Milano presenta dall’8 novembre al 1 dicembre la mostra fotografica Paolo Pellegrin – Confini di umanità, organizzata con BookCity Milano, Pistoia – Dialoghi sull’uomo e Fondazione Caript.
L’esposizione, curata da Annalisa D’Angelo, e realizzata per la X edizione del festival Pistoia – Dialoghi sull’uomo, arriva in Triennale in occasione di BookCity Milano. 60 fotografie, in parte inedite, realizzate in Algeria, Egitto, Kurdistan, Palestina, Iraq e USA da uno dei fotografi più apprezzati nel panorama mondiale, grazie al suo impegno e all’innovativa estetica documentaria, ed un video dello stesso Paolo Pellegrin, realizzato in America per indagare le linee razziali che ancora dividono il Paese. Le immagini coprono un arco temporale di quasi trent’anni, sviluppando, per sottrazione e opposizione, l’impervio percorso della convivenza, ostacolata da muri, guerre, mari e deserti, ovvero tutte le frontiere, naturali e artificiali, visibili e invisibili, che dividono, imprigionano e isolano gli esseri umani. La mostra ci conduce dunque lungo i confini dell’umanità, per mostrare lo sforzo continuo, ma necessario, alla base della convivenza. Catalogo edito da Contrasto.

 

«Sono felice che Pistoia e Milano siano gemellate nel segno della cultura» afferma Luca Iozzelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. «Portare in Triennale la mostra di Pellegrin, dopo il grande successo pistoiese, farà conoscere ad un pubblico ancora più ampio il lavoro di uno dei più importanti fotografi contemporanei sul difficile percorso della convivenza, ostacolato da muri, mari, deserti, confini geografici spesso costruiti dall’uomo».

 

Pistoia – Dialoghi sull’uomo, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli, è un festival di approfondimento culturale nato nel 2010 e dedicato all’antropologia del contemporaneo, che vuole offrire nuovi sguardi sulle società umane, proponendo letture inedite del mondo che ci circonda. I Dialoghi offrono un modo nuovo di fare approfondimento, sia per il taglio antropologico, che per primi hanno adottato, sia per la produzione di contenuti culturali, fra cui: una collana di volumi editi da UTET con 14 titoli pubblicati sino ad oggi; un vasto archivio di  registrazioni audio e video con circa 1.3 milioni di visualizzazioni; un progetto scolastico che ha visto la partecipazione di oltre 25.000 giovani; il Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo, conferito nel 2017 a David Grossman, nel 2018 a Wole Soyinka e nel 2019 a Vandana Shiva; l’ideazione di importanti mostre fotografiche per completare il percorso del festival.

La X edizione di Pistoia – Dialoghi sull’uomo, che ha ricevuto anche la Medaglia del Presidente della Repubblica, si è chiusa con una grande affluenza di pubblico: in dieci anni sono state circa 200.000 le presenze ai Dialoghi.




A Siena, al via un ciclo di conferenze per conoscere se stessi dal 19 ottobre

Experia: la via antica e la nuova scienza per conoscere se stessi

A partire dal 19 ottobre gli incontri avranno luogo ogni sabato (ore 18.00) nella sede dell’associazione in via Banchi di Sopra 72. Seguiranno altrettanti approfondimenti che si terranno nella stessa sede ogni lunedì successivo (ore 21.00)

 

“EXPERIA. La via antica e la nuova scienza per conoscere se stessi”: è questo il tema a cui l’Associazione Archeosofica di Siena dedica un ricco ciclo di conferenze tutte ad ingresso gratuito che, da ottobre a dicembre, avrà luogo nella sede di Siena (via Banchi di Sopra, 72). Un giovane team di studiosi indagherà alcuni aspetti della metafisica sperimentale che attengono alla ricerca di se stessi e presenterà a curiosi ed interessati conferenze dedicate all’uomo e ai suoi centri di forza e sperimentazione.

 

Si comincia sabato 19 ottobre con Simone Martignano e Paolo Guagliumi che parleranno di CHAKRAS: LE RUOTE INFUOCATE. Nella storia della ricerca interiore di tutte le civiltà, dall’egiziana alla buddhista, si considera l’uomo come un sistema complesso dove sono presenti non solo i sensi fisici, ma anche i cosiddetti sensi spirituali i cosiddetti “chakra” o anche “ruote di fuoco” oppure centri di forza. Durante l’incontro si cercherà di capire di cosa si parla partendo dai racconti e dai miti più famosi.

 

GLI OCCHI DELLA CONOSCENZA è il tema della conferenza che sabato 26 ottobre sarà tenuta da Filippo Costanti e Luca Sgarro. Dal desiderio di conoscere ed indagare tutto ciò che circonda l’uomo sono nate numerose specializzazioni. Ma per indagare l’uomo e la sua natura complessa servono strumenti diversi e di questo si parlerà nell’incontro.

 

Sabato 9 novembre, Luca Elli, Jerome King Canta e Federica Longo parleranno di ASTROLOGIA E RISVEGLIO DELLA COSCIENZA. L’astrologia, un tempo disciplina che faceva parte delle Arti Liberali, è oggi svilita a un mezzo per prevedere il futuro. In questo incontro saranno approfonditi i meccanismi che invece mettono in relazione l’uomo e gli astri secondo un sapere che trova le sue ragioni in un metodo di ricerca antico assolutamente non banale.

Geometry of the Soul series two. Background design of human profile and abstract elements on the subject of spirituality science creativity and the mind

Quello delle TECNICHE ASCETICHE E CENTRI DI FORZA è il tema che, sabato 16 novembre, tratteranno Enrico Pellegrinelli e Simone Menichetti

Spesso si parla di chakra, di meditazione, di prana come di strumenti per recuperare una condizione psico fisica e di benessere perduta. L’appuntamento ha l’obiettivo di illustrare gli aspetti teorici che si celano dietro i centri di forza ma soprattutto la metodologia pratica per iniziare da subito la sperimentazione.

 

Sabato 23 novembre invece Matteo Giusto, Marco Vento, Giampiero Vento parleranno di VITE PASSATE: L’ETERNO VIAGGIO. ll tema del ricordo delle vite precedenti è molto dibattuto, così come quello legato alla reincarnazione. Da Pitagora a Platone, da Dante ai primi Padri della Chiesa, i testi antichi e i sapienti di tutte le civiltà parlano di queste esperienze e nonostante una certa diffidenza, recentemente anche la scienza ha dedicato diversi studi in merito all’argomento. L’incontro offrirà una visione di insieme sulla questione.

 

Gianluca Luigi Esposito, Margherita Cal, Lucia Sarze Amade sono i relatori sabato 30 novembre dell’incontro dedicato a SDOPPIAMENTO: ESPERIENZA ATEMPORALE ovvero le esperienze ai confini della morte. Durante la conferenza saranno messe in luce le analogie e le differenze tra presente e passato attraverso le testimonianze attuali e i riferimenti che, in chiave simbolica, si trovano sparsi nella storia di civiltà antiche come per esempio quella Egizia e quale fosse l’obiettivo di tale esperienza.

 

Il ciclo EXPERIA si concluderà sabato 7 dicembre quando Pamela Artale, Massimiliano Ruggero, Antonella Minato parleranno di MEDIANITA’ ULTRAFANIA E PROFEZIA.

Sono tante le domande su questo tema: si tratta di contatti reali o, come sostiene oggi la scienza attraverso le ricerche metapsichiche, la loro origine è da ricercarsi nell’inconscio personale. L’incontro presenterà testimonianze, documenti, lasciando aperta ogni possibile interpretazione.

 

Al ciclo di incontri che avranno luogo ogni sabato alle ore 18.00 nella sede dell’associazione a Siena in via Banchi di Sopra, seguiranno altrettanti approfondimenti che si terranno nella stessa sede ogni lunedì successivo alle ore 21.00.

 

Si comincia lunedì 21 ottobre con Luisa Bellissimo e Annalisa Gabrielli che parleranno di “Pratica e sviluppo delle facoltà mentali” presentando metodi pratici per acquisire gradualmente il controllo di sé sviluppando le facoltà mentali quali memoria, visualizzazione, attenzione e concentrazione.

Si prosegue poi lunedì 28 ottobre con Giada Bello e Claudia Caleffi che presenteranno “La segreta camera del cuore: tecniche sperimentali dell’anima”, viaggio alla scoperta del “cuore metafisico”.

Lunedì 11 novembre invece Roland Peraj e Daniela Valensin, parleranno dei “Centri psichici e l’energia vitale” con particolare attenzione alla respirazione, quindi lunedì 18 novembre Simone Menichetti e Federica Longo tratteranno di “Logodinami e Parole-forza” viaggio nel mondo delle parole e dei suoni e dei relativi effetti che operano sulla materia.

 

Per informazioni:  366 1897344

 




CRESSA(NO) : “Una rivoluzione rubata. Il caso siriano”: è il titolo di un incontro che si terrà sabato 12 ott.

“Una rivoluzione rubata. Il caso siriano”: è il titolo di un incontro che si terrà sabato 12
ottobre alle 21 al museo del baco da seta di Cressa per iniziativa dell’associazione turistica
Pro loco di Cressa. Interverranno il professor Nabil Al Lao, profugo siriano; Barbara
Taccone, giornalista e volontaria in un campo profughi a Beirut che racconterà la sua
esperienza e cosa ha visto e vissuto; e il presidente di Mamre Mario Metti, reduce dalla
Bosnia (dove tornerà a fine mese) e dal Libano dove ha portato aiuti di varia natura a un
campo profughi siriano fra cui i giochi donati dai bambini di Cressa.




PORDENONE, VIAGGIO NELL’INTELLIGENZA UMANA E ARTIFICIALE IN 4TAPPE, DAL 3 AL 24 OTTOBRE

Quattro appuntamenti nel mese di ottobre per il nuovo ciclo di conferenze “Affascinati dal cervello”, format giunto alla 12^ edizione e promosso dall’IRSE (Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia) e ideato da Laura Zuzzi. Ll’edizione 2019 è “I mille volti dell’intelligenza umana”, un percorso in quattro tappe per esplorare quanto arte, filosofia, psicologia siano coinvolte attivamente nello studio delle neuroscienze. Introdurrà e coordinerà gli incontri Marcello Turconi. ricercatore e divulgatore, collaboratore scientifico presso SISSA Trieste. «Migliaia di miliardi di connessioni nel nostro cervello ci permettono di svolgere attività dalle più basilari e involontarie a quelle più complesse: è proprio grazie a queste connessioni e alla loro evoluzione nel tempo che nell’essere umano si è sviluppata l’intelligenza. Col tempo si è poi capito che questa dote non è unica, ma è costituita da tante sfaccettature. C’è l’intelligenza più razionale, quella emotiva, quella linguistica, quella artistica» spiega Laura Zuzzi presidente di Irse, che da dodici anni ha aperto uno spazio di seria divulgazione sui progressi delle neuroscienze. E proprio a partire dalla relazione tra il cervello ed esperienza estetica prenderà avvio il ciclo di incontri giovedì 3 ottobre alle 15.30, con la conferenza “Empatia ed espressione estetica” tenuta dalla neuroscienziata Martina Ardizzi,

Martina Ardizzi

ricercatrice del gruppo di Vittorio Gallese dell’Unità Neuroscienze dell’Università di Parma, coordinatrice di diversi gruppi nazionali e internazionali e autrice di diversi articoli in riviste scientifiche. «L’esperienza estetica, intesa come apprezzamento e conseguente riproduzione del bello – spiega la neuroscienziata – è uno dei tratti distintivi della specie umana, un filo rosso che accompagna l’essere umano, dai dipinti rupestri all’arte moderna, e di cui ora sono sempre più i chiari i meccanismi d’azione. Grazie alle tecniche di indagine a disposizione della ricerca in ambito neuroscientifico e cognitivo è infatti possibile identificare le strutture e i circuiti cerebrali che si attivano quando osserviamo un’opera d’arte, o quando la stiamo creando: in questo modo, nel corso degli anni, gruppi di ricerca di tutto il mondo, come l’equipe di Parma che rappresenta un’eccellenza del panorama scientifico internazionale, hanno disegnato una sorta di mappatura neurale di questo tipo di intelligenza. L’analisi di queste strutture ci guida verso i famosi neuroni specchio, cellule che si attivano nel nostro cervello in risposta al movimento eseguito da altre persone: esse rappresentano la base fisiologica dell’empatia, indice della cosiddetta “intelligenza emotiva”, e rispondono in maniera sorprendente anche in risposta all’osservazione di un’opera d’arte».

Armando Massarenti

La settimana successiva, giovedì 10 ottobre, sarà il giornalista e filosofo della scienza Armando Massarenti a intervenire per presentare il suo recente libro “Metti l’amore sopra ogni cosa. Istruzioni per vivere bene tra filosofia e neuroscienze”, con l’introduzione di Laura Zuzzi. Lo sviluppo del bambino: dalla cognizione motoria alla cognizione sociale” è l’ambito di indagine della psicologa clinica Magali Rochat che interverrà a Pordenone giovedì 17 ottobre, Rochat è ricercatrice all’Istituto delle Scienze Neurologiche Bellaria di Bologna, si è formata con il gruppo dei ricercatori che ha scoperto l’esistenza dei neuroni specchio e specializzatasi in Francia nel laboratorio di Isabelle Barthélémy, responsabile

Magali J Rochat

del Centro per i Disturbi dello Spettro Autistico. Giovedì 24 ottobre chiuderà la 12^ edizione Marco Zorzi, professore ordinario all’Università di Padova dove insegna Intelligenza Artificiale e Psicologia Cognitiva. A Pordenone illustrerà le più avanzate ricerche applicative dell’intelligenza artificiale per meglio comprendere il funzionamento dell’intelligenza umana, per esempio in ambito biomedico, come dimostrano recenti ricerche che hanno utilizzato la simulazione al computer per indagare le cause della dislessia e per studiare alcuni deficit cognitivi.

Gli incontri si terranno nell’Auditorium Centro Culturale Casa A. Zanussi Pordenone (via Concordia 7), con ingresso aperto alla città e partecipazione gratuita. È gradita l’iscrizione entro il 28 settembre alla Segreteria IRSE. irse@centroculturapordenone.it
Info IRSE – Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia tel 0434 365326 www.centroculturapordenone.it/irse

Enrico Liotti




Responsabili o indifferenti? Il calendario del Festival della Dignità Umana dal 21 set. al 19 ott.2019 nel Novarese

La dignità non è soltanto un dato originario, acquisito alla nascita per il fatto di essere uomini: è anche un compito. È un diritto al quale corrisponde un dovere, che rinvia pertanto all’assunzione della responsabilità.
Questo non vale unicamente come spinta a un agire sociale e civile impegnato, ma riguarda il contenuto stesso dell’agire, che deve avere come obiettivo fondamentale da perseguire la creazione di condizioni perché a tutti venga consentito di esercitare la respon- sabilità. Perciò la vera solidarietà non è mai sostitutiva; non può ridursi ad assistenzialismo ed è invece offerta a chi è nel bisogno (anche di strumenti adatti), perché possa recuperare la capacità di azione, dunque acquisire la propria piena dignità.
Non è questa la grande lezione dell’art. 3 della nostra Costituzione, in cui si legge che la Repubblica deve impegnarsi a «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale» che impediscono a molti cittadini di vivere appieno la propria cittadinanza?
Purtroppo la consapevolezza del valore della responsabilità e dell’importanza di esercitarla è oggi poco diffusa. La “civiltà dei diritti” (che pure, grazie all’istituzione dello Stato sociale, ha avu- to il grande merito di sottrarre alla condizione di marginalità intere classi sociali, adempiendo a una significativa funzione inclusiva) non ha avuto la capacità di far crescere, in parallelo, la coscienza dei doveri.
Le spinte individualiste e corporative, accentuatesi negli ultimi decenni, la moltiplicazione delle appartenenze come conseguen- za dell’affermarsi della complessità sociale e, da ultimo (ma non in ordine di importanza), la crisi dei valori civili condivisi, sono altrettante ragioni di una pericolosa flessione dell’impegno civile. Lo stato di frammentazione del tessuto sociale, che dà luogo all’e-
mergere dei populismi demagogici e dei sovranismi anacronistici, rende perciò urgente oggi il recupero del senso autentico della re- sponsabilità. Diversi sono gli ambiti della vita sociale in cui essa è chiamata ad esercitarsi – dall’azione politica all’attività lavorativa e professionale, dall’impegno sindacale a quello del volontariato – e diverse (anche molteplici) sono le modalità del suo concreto esercizio. Quello che conta è che cresca la percezione della sua assoluta necessità, se si intende far crescere una convivenza civile rispettosa della dignità e dei diritti di tutti.
Con questo spirito l’Associazione Dignità e Lavoro “Cecco Fornara” si appresta a dare corso a questo VI Festival della Dignità Uma- na, chiamando esponenti dei diversi settori, nella convinzione che solo un serio approfondimento culturale possa provocare un serio cambiamento di mentalità e aprire la strada allo sviluppo di nuove forme di impegno civile.
Il calendario completo su: https://www.festivaldignitaumana.com/