INIZIA DA MOSCA IL TOUR PROMOZIONALE 2014 DEI VINI LA DELIZIA

L’intenso programma delle fiere internazionali per Vini La Delizia prende il via da Mosca. Per promuovere l’enologia della regione Friuli la cantina cooperativa Viticoltori Friulani La Delizia, parteciperà alla ventunesima edizione di Prodexpo, che avrà luogo dal 10 al 14 febbraio presso i padiglioni dell’Expocentre nel cuore della capitale russa. Nonostante le difficoltà dettate da una  burocrazia soffocante, il mercato russo del vino gode di ottima salute, con previsioni di crescita nei prossimi cinque anni, soprattutto per il comparto spumanti e dove la cantina Vini La Delizia mira a vini1consolidare il posizionamento dei propri vini, aumentandone i volumi di vendita, che si attestano attualmente a oltre 300 mila bottiglie, di cui il 20% a Prosecco. Prodexpo rappresenta una sfida per la cantina friulana, la maggiore fiera del settore food & wine in Russia e nell’Est Europa, con oltre 2.000 espositori provenienti da 55 Paesi sarà un’occasione strategica per far promozione e valorizzazione e che permetterà ai Vini La Delizia di proporsi in un mercato dinamico e insaziabile come quello russo, in cui i consumi di vino negli ultimi cinque anni sono aumentati dell’80%, con un importante trend di crescita per i vini Made in Italy. “Il vino è visto come un prodotto di integrità e di classe, ed è parte integrante della cultura russa. Avendo già partecipato alla fiera negli anni scorsi, abbiamo notato che l’atteggiamento degli acquirenti russi nei confronti del vino friulano è del tutto positivo” – commenta Pietro Biscontin, direttore della cantina friulana Vini La Delizia – E’ troppo presto per dirlo ma ci sono tutte le premesse affinché questa fiera si riveli per noi fruttuosa”.La manifestazione è stata preparata minuziosamente dalla cantina friulana e dall’importatore in loco, con attività di PR, inviti mirati a possibili acquirenti, campagne promozionali e appuntamenti già confermati a buyer delle principali catene retail.Dopo il Prodexpo a Mosca, Vini La Delizia di Casarsa, approderà dal 23 al 25 marzo al Prowein di Düsseldorf (Germania), fiera di viniriferimento per il mercato del vino di tutto il nord Europa. La scelta di partecipare alla fiera di Düsseldorf per la cantina cooperativa friulana nasce principalmente dall’importanza che il mercato tedesco gioca nel fatturato export aziendale: ricoprendo il 55% dei volumi complessivi di vendita. A fare la parte del leone in questo mercato export per la cantina di Casarsa è il Prosecco Doc con 4 mln di bottiglie vendute, un mercato consolidato che rappresenta il 25% dell’intera produzione ma che ha ancora delle velleità di crescita. La cooperativa Vini La Delizia conta 500 soci conferitori, una superficie a vigneto di 2.000 ha, lavora 250.000 q.li di uva annualmente, con una produzione annua che si aggira sui 16 mln di bottiglie, di cui il 55% destinato al mercato estero. Con 52 dipendenti, 28 mln di Euro di fatturato e un 65% del prodotto distribuito nel canale della moderna distribuzione e il 35% nel canale Horeca, è un punto di riferimento per il vino friulano in Italia e all’estero.

info:  www.ladelizia.com.

C.L.




Domenica 2 febbraio dalle 10 alle 19 sul colle del castello di Udine “LA PRESA DEL CASTELLO”

OLTRE 30 EVENTI PER METTERE IN 

MOSTRA ARTE E CULTURA 

 

Visite didattiche, eventi dedicati ai più piccoli, viaggi nel tempo da Carpaccio a Tiepolo, letture animate, performance teatrali tra le opere d’arte, spettacoli, iniziative “social” e concerti. Sarà una vera e propria festa “La presa del castello”, l’iniziativa che l’assessore alla Cultura, Federico Pirone, e i Civici Musei del Comune di Udine hanno voluto regalare a udinesi e non solo per “mettere in mostra quello che di meglio c’è in città”.  Così, domenica 2 febbraio dalle 10 fino a sera il colle cittadino ospiterà oltre 30 appuntamenti per ricordare a tutti le bellezze del castello grazie alla collaborazione di tanti, tantissimi enti e associazioni del territorio tutti in prima fila per valorizzare uno dei patrimoni più belli e ricchi della città.  udDurante le festività di Natale, lo ricordiamo, un guasto elettrico aveva costretto alla chiusura l’intero complesso per una decina di giorni. Una guasto che ora con “la presa del castello” si trasforma in un vero e proprio evento eccezionale e positivo.  “Presentiamo alla città una pluralità di iniziative – spiega ancora Pirone – all’interno di un progetto corale che speriamo possa diventare, con periodicità, una proposta progettuale di ciò che può avvenire all’interno dei Civici musei, a partire dal fondamentale coinvolgimento delle scuole e delle realtà che producono cultura in città. Con questa iniziativa, con cui simbolicamente Udine si riappropria del suo castello, intendiamo mostrare come sia necessario proporre un nuovo modo di divulgazione della cultura e delle collezioni museali e come sia indispensabile mettere in relazione le varie discipline artistiche, valorizzando i talenti giovanili e richiamando generazioni diverse in un luogo che racconta passato, presente e futuro. La presa del castello è un invito rivolto a chiunque: la cultura ha senso se diventa esperienza comune e attiva”

Il ricco programma, messo a punto dai Civici Musei del Comune, inizia alle 10.30 presso la play room del Museo Archeologico con la compagnia “Anà-Thema Teatro” e le loro ormai famose “favole a merenda” dedicate ai più piccoli. In contemporanea, alla Galleria d’Arte Antica, Linda Borean proporrà “Luce e colore nella pittura veneziana”, una conversazione insieme al pubblico di fronte ad alcuni dipinti di artisti veneziani esposti nella Pinacoteca del Castello.  Da lì e fino alle 18 si susseguiranno moltissimi altri appuntamenti che porteranno il pubblico dalle carceri del castello (difficilmente visitabili in altre occasioni) al Salone del Parlamento, dalla chiesa i Santa Maria del Castello alla Casa della Confraternita, dal Museo Archeologico a quello del Risorgimento, dalla Galleria d’Arte Antica al Museo della Fotografia.  Tantissimi, si diceva i protagonisti della giornata che, lo ricordiamo sarà completamente gratuita. I Musei del Duomo e gli Amici della Cattedrale proporranno visite didattiche alla scoperta dell’antica pieve cittadina, “Anà-Thema Teatro” catturerà l’attenzione dei più piccoli con le “favole a merenda” e i più grandi con un percorso artistico teatrale insieme con l’esperta d’arte del Fai, Alma Maraghini. Linda Borean, dell’ateneo udinese, guiderà il pubblico in una sorta di viaggio nel tempo tra Carpaccio e Tiepolo, mentre Caterina Distefano, Elena Grazzini e Jacopo Marcon saranno i protagonisti della lettura animata per bambini a cura del Museo del Duomo alla scoperta dell’angelo del castello. Non volevano mancare a questo appuntamento nemmeno il Palio Teatrale Studentesco, il Teatro Club Udine e il gruppo teatrale dei Ccft, pronti ad alternarsi con brevi performance dimostrative dei lavori che stanno preparando per la prossima edizione del Palio. La compagnia “Retroscena”, presenterà poi “Colpi di Tasse” proposto come dimostrazione di un intero stile di rappresentazione di teatro medioevale. Bambini ancora protagonisti con “Altreforme” che proporrà un laboratorio  tra i reperti del Museo Archeologico “giocando” tra Medusa e Perseo. Fabio Fiorentin e Enrico Zamparutti illustreranno invece il grande diorama della battaglia di Montebello, attualmente visitabile in castello, mentre il Gruppo Flickr di Udine e “Altreforme” presenteranno nel Museo della Fotografia il progetto “Riusografie – dal negativo al positivo con il riutilizzo creativo”. Gran finale alle 18 nel Salone del Parlamento con il concerto proposto (anche alle 11.30) dagli studenti del Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine, pronti a condurre i visitatori in un coinvolgente percorso musicale in compagnia di alcuni grandi musicisti degli ultimi tre secoli.  Dalle 10 alle 19 sarà inoltre attivo un servizio gratuito di bus navetta che collegherà piazza Libertà con il castello e a tutti coloro che esibiranno la copia del biglietto omaggio ritirati in biglietteria, presso la Casa della Contadinanza verrà offerto un bicchiere di vino durante la mattina e un vin brulé nel pomeriggio. Per i più piccoli, invece, al termine dei laboratori di “Anà-Thema” e “Altreforme”, saranno dei offerti dei golosi biscottini preparati dal Laboratorio del Dolce di Udine.

Il programma completo della giornata, con orari e inizio degli spettacoli, è consultabile sul sito internet del Comune di Udine www.udinecultura.it o presso il PuntoInforma del Comune in via Savorgnana 12 (0432 414717, puntoinforma@comune.udine.it).




Venerdì 31 gennaio e 7 febbraio a partire dalle 18.30 DUE VISITE GUIDATE ALLA MOSTRA“BIODIVERSITAS”

Due visite guidate speciali per scoprire la mostra temporanea “Biodiversitas. La natura del Friuli Venezia Giulia. Un primato in Europa”, la nuova grande esposizione del museo Friulano di Storia Naturale del Comune di Udine visitabile nell’ex chiesa di San Francesco fino al prossimo 27 aprile. Le due visite, in programma venerdì 31 gennaio e 7 febbraio a partire dalle 18.30, saranno gratuite e saranno gestite dal personale del museo. Il visitatore potrà quindi apprezzare il percorso espositivo insieme con stessi gli operatori che hanno curato l’esposizione.

Un viaggio esplorativo nella biodiversità passando attraverso ricostruzioni ambientali, acquari, pannelli e didascalie, documentari, immagini e video anche inediti su alcune specie significative della nostra flora e della nostra fauna. A integrare l’esposizione, una proiezione sull’evoluzione del territorio delle Alpi sudorientali negli ultimi 22 mila anni durante i quali le glaciazioni hanno avuto un ruolo predominante, con interviste a esperti della specificità naturalistica della nostra regione e numerosi reperti provenienti dalle ricche collezioni del museo Friulano di Storia Naturale.

Il Friuli Venezia Giulia occupa una posizione geografica di particolare interesse. La sua estensione, che con breve distanza va dalle Alpi Carniche all’Adriatico settentrionale, le conferisce una grande variabilità ambientale che in mostra viene rappresentata mediante ricostruzioni, diorami, video, installazioni e numerosi reperti provenienti dalle ricche collezioni dell’istituzione museale udinese. L’esposizione rappresenta un’occasione unica per poter osservare la biodiversità della regione nel suo complesso, dall’orso che ha ripreso a frequentare il nostro territorio a lince, sciacallo e lontra, che solo recentemente hanno rifatto la loro comparsa nelle Alpi.

La visita guidata è gratuita e per l’occasione i partecipanti usufruiranno di un biglietto d’ingresso ridotto (2,5 euro a persona). La prenotazione, obbligatoria, si può effettuare sia telefonando alla segreteria del museo (0432/584711 – 0432/584732) sia inviando una mail all’indirizzo info.mfsn@comune.udine.it.

 

Dario Furlan

 




Presentazione del film-documentario “L’Italia dei Longobardi”

 

Venerdì 31 gennaio 2014 Ore 20.30

Centro San Francesco, Cividale del Friuli

Sarà presentato ufficialmente alla comunità del Friuli Venezia Giulia questo venerdì, 31 gennaio 2014, alle 20.30, nel Centro San Francesco, a Cividale del Friuli (Ud), “L’Italia dei Longobardi”. Si tratta di un film-documentario che ripercorre, attraverso il racconto della “Historia Langobardorum” di Paolo Diacono, e attraverso interviste a eminenti storici, archeologi, storici dell’arte e testimonial d’eccezione, i sette luoghi italiani della cultura longobarda inseriti nella World Heritage List Unesco come sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”. Per la regia di Eugenio Farioli Vecchioli, il video è risultato primo classificato alla XXIV edizione della Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto, il più importante festival di cinema archeologico italiano e tra i maggiori in Europa.

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Contenuti del film

Il documentario permette di conoscere luoghi di grande fascino e grande interesse storico a livello internazione, partendo dagli stucchi e dagli intarsi raffinati nel Tempietto di Cividale del Friuli (Udine), passando per l’affascinante unicum pittorico degli affreschi della chiesa di Santa Maria foris portas a Castelseprio (Varese), le testimonianze di un nuovo ordine urbano e monumentale che cambia completamente i connotati della città romana, a Brescia; la fascinazione per l’antichità classica nel Tempio di Campello sul Clitunno (Perugia); la sapiente armonia di stili nell’architettura unica di San Salvatore a Spoleto, in Umbria; gli echi del mondo bizantino di Santa Sofia a Benevento, nell’Italia centro meridionale; la valorizzazione dell’antico culto di San Michele a Monte Sant’Angelo, in Puglia. Tutti segni della profonda trasformazione che avviene in Italia nei due secoli della dominazione longobarda, tra il 568 e il 774 d.C.

 

Programma della serata

Il programma della serata, a ingresso libero, prevede la proiezione del film e gli interventi del sindaco di Cividale del Friuli, Stefano Balloch; del direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale MiBact, Anna Maria Buzzi; del presidente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco e rettore della Iulm, Giovanni Puglisi; del coordinatore del laboratorio “Archeoframe” e responsabile del progetto, Luca Peyronel, e del regista del film, infime, Eugenio Farioli Vecchioli. Modera il giornalista de Il Gazzettino, Francesco Antonini.




“L’Eterno Femminino” : Primo Premio Arianna

Nell’impegno che il Centro Culturale Arianna pone nella realizzazione di Mostre ed Eventi Artistici siamo giunti alla realizzazione del Primo Premio Arianna dal Titolo
“L’Eterno Femminino”

“L’eterno femminino” è l’espressione usata da Goethe nel Faust ad indicare le caratteristiche eterne, immutabili, del fascino femminile, della femminilità. E la femminilità è l’insieme delle qualità che sono proprie di una donna;
l’insieme delle qualità che la contraddistinguono nel comportamento dell’animo. La femminilità è una condizione intima, uno stato interiore, da leggere fra le righe. Nel mese dedicato e all’interno della Rassegna Artistica “DONNA”, che si svolgerà a Napoli in Marzo 2014, avrà luogo l’esposizione delle opere in Mostra.
Il Premio
Organizzare una manifestazione artistica significa impegno, dedizione, passione. In questa Prima Edizione del Premio D’Arte Contemporanea, l’Associazione Arianna vuole confrontarsi con realtà artistiche differenti promuovendo l’arte in tutti i suoi linguaggi e le varie forme espressive, e favorendone lo scambio e l’incontro aperto. Vuole inoltre offrire la possibilità a giovani artisti di farsi conoscere da collezionisti, curatori e altri professionisti del mondo dell’arte.
Il Premio è aperto ad artisti professionisti, emergenti o affermati, studenti o autodidatti di nazionalità italiana o straniera, senza limiti di età, né di qualifica o curriculum. Il Premio non è suddiviso in sezioni: all’unanimità ci sarà un unico vincitore che sarà scelto tra i partecipanti alla rassegna. Ogni Artista potrà presentare fino ad un massimo di 2 Opere.
CENTRO CULTURALE ARIANNA
La mostra avrà luogo dal 27 febbraio al 13 marzo 2014 con vernissage il giorno sabato 1 Marzo 2014 alle ore 17.30.
Location Complesso di San Severo al Pendino, Napoli. Il Complesso di San Severo al Pendino è una chiesa monumentale di Napoli. La pregevole navata della struttura ospita concerti, esposizioni temporanee e manifestazioni culturali. E’ ubicata in pieno centro storico di Napoli, nel cuore della via Duomo. La chiesa fu edificata nel 1575 con l’attiguo ospedale di Santa Maria a Selice. Nel 1818 la struttura venne utilizzata come prima sede dell’Archivio di Stato. Nell’ultimo conflitto (1940-45) il monumento servì da rifugio antiaereo per poi essere definitivamente abbandonato. La complessa opera di restauro ad opera della Soprintendenza di Napoli iniziò negli anni ’70 ed il riuso del monumento, nel rispetto delle preesistenze e delle valenze storico-artistiche, realizza un polo culturale che apre l’antica struttura al contesto urbano. L’interno è impreziosito delle decorazioni del Settecento che s’innestano alla struttura tardocinquecentesca. Del Settecento è anche l’altare maggiore in marmi policromi, mentre nel transetto a destra è lo splendido monumento sepolcrale di Giovanni Alfonso Bisvallo, scolpito da Girolamo D’Auria nel 1617 ed originariamente doveva probabilmente ospitare una tela di Luca Giordano. orario dal lunedì al sabato ore 9.00-19.00 indirizzo Via Duomo 286

La Giuria
La Giuria del Premio è così composta:
Carlo Roberto Sciascia
Critico d’Arte
Imma Maddaloni
Presidente C.C. Arianna
Maria Mezzina
Critico, giornalista, direttore editoriale
Massimo Doriani
Psicologo, psicoterapeuta
Tania Sabatino
Giornalista e sociologa

Per richiedere ulteriori informazioni che non siano indicate nel presente comunicato, contattare la curatrice Gina Affinito ai numeri 327.3463882 – gina.affinito@gmail.com




PREMIO LUCHETTA 2014, A 20 ANNI DA MOSTAR E’ ON LINE IL BANDO DELL’EDIZIONE 2014

IN GARA DA QUEST’ANNO ANCHE LE TESTATE GIORNALISTICHE WEB

Nei vent’anni dai tragici fatti di Mostar ’94, martedì 28 gennaio 2014, riparte il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta, istituito e promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin in collaborazione con la RAI per ricordare i giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo uccisi da una granata mentre giravano un servizio sui bimbi della ex Yugoslavia, e il cineoperatore Miran Hrovatin, assassinato pochi mesi dopo a Mogadiscio con la giornalista Ilaria Alpi. Proprio questo giornalismo “di trincea”, che documenta in tempo reale dal cuore dei fatti mettendo a rischio la propria vita, è l’elemento caratterizzante del Premio Marco Luchetta, che ha valorizzato, nell’arco di dieci edizioni, migliaia di corrispondenze dai fronti caldi di cinque continenti, legate a realtà e contesti spesso invisibili dell’infanzia minacciata da guerre, scontri etnici, emarginazione, povertà. La cerimonia di consegna dei riconoscimenti giornalistici si svolgerà il 3 luglio a Trieste con il galà televisivo I Nostri Angeli, come sempre ripreso e trasmesso da Rai1. Molte le novità che caratterizzano questa 11^ edizione: a cominciare dalla Giuria che valuterà le corrispondenze in gara, presieduta quest’anno dal neodirettore della Rai Tgr Vincenzo Morgante. Agli storici componenti della giuria si aggiungono il presidente della Scuola di Giornalismo di Perugia Nino Rizzo Nervo, il direttore di RaiTeche, Barbara Scaramucci e il vicedirettore del Tg1, Fabrizio Ferragni.i nostri angeli 20131

Potranno concorrere i lavori pubblicati, trasmessi o diffusi tra il 1 aprile 2013 e il 31 marzo 2014 che dovranno pervenire alla segreteria del Premio entro il 12 aprile 2014. Il bando di concorso del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta 2014, da oggi anche su Twitter, è consultabile sui siti www.premioluchetta.it e www.fondazioneluchetta.org e proprio in queste ore partirà la newsletter informativa, che raggiunge migliaia di testate giornalistiche in tutto il mondo. «Novità ulteriore, certamente significativa e in linea con l’informazione del nostro tempo – spiega il segretario di Giuria Giovanni Marzini – è la partecipazione estesa alle testate giornalistiche web, purchè registrate. Come sappiamo la rete, con la sua immediatezza, è divenuta realtà di riferimento quasi automatica per veicolare l’informazione giornalistica ed essere aggiornati in tempo reale. Target del Premio, come sempre, sono i giornalisti, telecineoperatori e fotoreporterche, con il loro lavoro, hanno raccontato e documentato contesti ed episodi legati alle vittime più indifese delle società d’ogni tempo, i bambini. Come per la scorsa edizione il Premio Luchetta Tv sarà esplicitamente riservato al migliore servizio giornalistico della durata massima di 5 minuti, mentre la sezione Alessandro Ota sarà dedicata ai servizi televisivi fino a 45 minuti.




PORDENONE: Pink Passion. Pubblicità e donna, un mondo da scoprire…non da spogliare Conferenza con Mauro Corda

Mercoledì 29 gennaio, ore 18.30, saletta incontri Convento San Francesco, Pordenone

Un seminario rivolto a tutti, condotto da un esperto di marketing e comunicazione, che parte dall’uso del corpo della donna (spesso allo stesso tempo strumento e vittima del marketing), per ampliare il discorso alle strategie della comunicazione e ai suoi trucchi. Questo è quanto propone l’agenzia di comunicazione M&G di Buja, con il patrocinio del Comune di Pordenone, durante l’incontro “Pink Passion. Pubblicità e donna, un mondo da scoprire… non da spogliare”, condotto da Mauro Corda, professionista del settore, autore del libro “Ma perché ti ho comperato?”, che definisce il proprio mestiere un misto fra il confessore, il sociologo, l’antropologo e l’imbonitore.

“Pink Passion” è un progetto di etica nella comunicazione declinato al femminile, che si propone al pubblico con un linguaggio semplice, diretto e anche divertente, esponendo il panorama pubblicitario attuale e i cambiamenti in atto, scavando nei meandri della comunicazione e svelandone trucchi e tecniche di manipolazione. E’ una sorta di pronto soccorso per i consumatori per smascherare e comprendere i sistemi coi quali veniamo continuamente manipolati. In particolare la competizione spinge ad un uso fuori luogo ed esasperato del corpo femminile, non privo di conseguenze ed effetti collaterali, che non fanno bene né alle donne né alla società. I media coi loro messaggi propongono e diffondono valori, modelli di comportamento, stili di vita, che senza rendercene conto adottiamo, ma non ci appartengono, non sono nostri. Sono schemi imposti da altri. E poi basta davvero solo esibire una scollatura generosa, un fondo schiena tonico, un’espressione ammiccante per poter comunicare in modo efficace? No. E perché appartengono esclusivamente al genere femminile? Perché le donne accettano di essere rappresentate in questo modo, se non addirittura si adeguano a questo modello? Ma è poi vero che lo accettano? Ci sono dei legami tra questi modelli di donna, fatte letteralmente a pezzi, proposte il più spogliate possibile e in pose ammiccanti e disponibili, con le violenze, gli epiteti, le “simpatiche” manate sul sedere dei colleghi e la disparità di fatto in molti ambiti della vita socio-culturale-politica del paese?

L’appuntamento rientra in un ciclo di incontri che si tengono su tutto il territorio regionale, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, nell’ambito delle iniziative dirette a diffondere la cultura del rispetto tra i sessi e a garantire la piena realizzazione delle pari opportunità tra donna e uomo. Ingresso libero.




STRADE DEL VINO & SAPORI CANTINE APERTE AL PUBBLICO DAL 27 GEN AL 2 FEB 2014

Strade del Vino & Sapori Oggi è un’iniziativa che invita enoturisti, wine e food lovers a scoprire le bellezze Strade generica 3enogastronomiche che offre il territorio della Regione Friuli Venezia Giulia. Ogni settimana e per 7 giorni, da lunedì a domenica, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 18:00, un gruppo di cantine guidate dai loro vignaioli apre a turno i battenti e accoglie gratuitamente il pubblico. Tra vigne e botti, sullo sfondo di straordinarie architetture rurali e contadine, il turista può partecipare a degustazioni, visite guidate e deliziose avventure del palato all’insegna della
migliore cultura vitivinicola della regione. Dal 27 gennaio al 2 febbraio saranno aperte in provincia di Udine: Aquila del Torre, a Povoletto, e Valentino Butussi, a Strade generica 2Corno di Rosazzo; in provincia di Gorizia: Keber Renato, a Cormons, Komjanc Alessio a San Floriano del Collio, Lis Neris a San Lorenzo Isontino, Pascolo Alessandro a Dolegna Del Collio, Tenuta Luisa a Mariano Del Friuli. In provincia di Pordenone l’unica cantina aperta è I Vini di Emilio Bulfon a Valeriano di Pinzano al Tagliamento (PN).                L’iniziativa Strade del Vino & Sapori Oggi è ideata e proposta dall’ente Strade del Vino e Sapori
del Friuli Venezia Giulia, www.vinoesapori.it.

Per informazioni: Strada del Vino e Sapori FVG -T. +39.0432611401 info@vinoesapori.ud.it – www.vinoesapori.it




“Mio figlio era come un padre per me”…..la generazione a cui sono stati rubati anche i sogni

“Il futuro non arriva tutto d’un colpo, ma a tocchetti, così ti assuefai e non te ne accorgi”. Il 24 e il 25 gennaio 2014,  Marta Dalla Via e Diego Dalla Via hanno portato in scena anche in Campania “Mio figlio era come un padre per me”. Vincitore del Premio Scenario 2013, è il quarto spettacolo di “Arrivi&partenze”, della stagione di Start/Interno 5 di Napoli  per i Piccoli Teatri Metropolitani nel progetto Politeatro.

Testo intelligente, attori preparati, personaggi ben studiati.

Due fratelli. Due figli del benessere. Due vittime di una matrioska generazionale in cui “ la prima generazione ha lavorato, la seconda ha lavorato e risparmiato, la terza risparmiato e sfondato, poi siamo arrivati noi…”miofiglio

Giada con stivali di peluche e body rosso, comunica con gli occhi a piccoli gesti il disincanto di chi, ormai, è carnefice in un mondo dove “se il prete è tuo socio, allora anche Dio è nel business”. Suo fratello con atteggiamento da manichino alla moda, occhiali da sole, pantalone viola è grinta senza violenza.

Marta e Diego Dalla Via portano in scena grandi provocazioni, ma non fini a se stesse. Poche e semplici attrezzerie, che diventano tutto ciò che serve alla regia. Quando il teatro è teatro davvero.

Il pubblico è vicinissimo, l’attenzione pregna di condivisione. Due veri artisti che osservano con ironia una generazione in cui si ha “la smania di voler lasciare un segno, che invece rivela la paura di non esistere abbastanza”.

Siamo di fronte ad un’opera che attraversa la società e le sue solitudini senza pietismi, ne facili cinismi. Senza “ismi”, appunto. L’umiltà e la verità del loro racconto, è tipica della genialità di chi nella storia dell’arte è riuscito ad imprimere forti contenuti con immagini semplici.

I due attori sono un corpo unico, un ritmo interiore che, fresco, dinamico, non ostenta, non si auto compiace. Credono in quello che dicono, realmente ripensano e riaffermano il loro fare, dire e sentire, in ogni istante.

Forse dovremmo, davvero, augurarci una società in cui siano vietati gli specchi, per tornare a sentire un amore filiale, una colpa genitoriale, una cerniera esistenziale, in umanità nostalgica di se stessa?

Mio figlio era come un padre per me, perché il puzzle dell’ emotività, del salto evolutivo è tutto da rifare.  Necessari i respiri e ben goduti, infatti tra le note di una canzone del “Teatro degli orrori”, si compie questo avvenimento  che “non è destinato alla rovina ma alla correzione della nostra stirpe. Ho vissuto per il domani, oggi ciò che rimane è il ricordo di un passato migliore!”

Eppure in questa “dittatura del successo travestita da democrazia”abbiamo riso tanto, pensato tanto ed applaudito tanto. Grazie.

Anita Laudando

“La prima generazione ha lavorato. La seconda ha risparmiato. La terza ha sfondato. Poi noi.
C’è ancora acqua che esce dai rubinetti, c’è corrente elettrica che nutre schermi e lampadine e c’è benzina nei serbatoi. C’è una bella casa, destinata a diventare casa nostra. È qui che abbiamo immaginato di far fuori i nostri genitori. Per diventare noi i padroni. Non della casa, padroni delle nostre vite. Niente armi, niente sangue. Un omicidio due punto zero”




Moni Ovadia ritorna con Il registro dei peccati al Teatro Miela dal 29 gen. al 2 feb.2014

Una sedia, un leggio, suggestive atmosfere di luce… non serve di più al grande Moni Ovadia per costruire a teatro una serata emozionate, raffinata, ricca di pensiero. È quanto troveremo sul palcoscenico del Teatro Miela dal 29 gennaio al 2 febbraio, in occasione de Il registro dei peccati, spettacolo scritto e interpretato da Ovadia.  Il registro dei peccati di e con Moni Ovadia rappresenta il terzo appuntamento realizzato in virtù della collaborazione avviata a inizio stagione fra Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Bonawentura/Teatro Miela. Profondamente colto, eclettico, maestro di umorismo ebraico, Ovadia è un artista difficile da catalogare: giunge al teatro da una laurea in scienze politiche e dopo essersi impegnato come ricercatore e interprete di musica etnica e popolare. Sul palcoscenico inizia collaborando con artisti della scena internazionale come Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi, via via proponendosi come ideatore, regista, attore e capocomico di un “teatro musicale” assolutamente peculiare. Filo conduttore dei suoi spettacoli è la tradizione composita e sfaccettata, il “vagabondaggio culturale e reale” del popolo ebraico di cui egli si sente figlio e rappresentante, un’immersione continua in lingue e suoni diversi. Ed in questa veste il pubblico dello Stabile regionale lo ha conosciuto nel 1994 in Oylem Goylem e apprezzato in modo crescente ogni volta che è ritornato a Trieste (questo spettacolo sarà il nono inserito nelle stagioni dello Stabile). Il registro dei peccati si definisce come una rapsodia lieve per racconti, melopee, narrazioni e storielle. Un recital-reading al centro del quale Ovadia pone il mondo khassidico: un mondo dall’anima ricchissima e preziosa che ha abitato l’Europa fin dai primi decenni del Settecento, quando – in pieno regime zarista, in Polonia – il movimento fu fondato da Israel Ben Eliezer (meglio conosciuto come Baal Shem Tov) e portò nell’Ebraismo una sorta di rivoluzione. È a conoscere questo mondo – lo stesso che Marc Chagall trasfigurava nella poetica armonia dei suoi quadri – che Moni Ovadia ci accompagna, sottolineandone l’autenticità. Fu un universo – spiega – di esseri umani troppo umani, e per questo inadatti a un pianeta posseduto dai demoni della violenza, del razzismo, del delirio nazionalista. E fu un mondo dalla potente spiritualità… ph[1].Pino Settanni 1

Il mondo khassidico era germinato su un crocevia dove il pensiero spirituale più estremo e abissale si coniugava alla semplicità profonda di una pietas irrinunciabile per la più insignificante delle manifestazioni dell’esistente. Il khassidismo è l’espressione e la celebrazione della fragilità umana e della sua bellezza e in tale celebrazione c’è il riconoscimento del divino con cui s’instaura un rapporto del tutto originale, che passa attraverso la preghiera, lo studio, ma anche il canto, la danza, la narrazione aneddotica e addirittura l’umorismo. Una cifra inconsueta eppure profondamente radicata nel sentire e nell’anima ebraiche. È questo il paesaggio umano e spirituale che Moni Ovadia tratteggia in uno spettacolo piacevole e sapiente che riflette quella stessa espressività: quegli irraggiungibili colori dell’anima, quel canto, quegli aneddoti, quei witz. Ecco allora che Il registro dei peccati ci ammaestra e arricchisce attraverso il riverbero di un universo che la brutalità e l’odio hanno voluto estirpare, ma che continua a “dare”, generosamente, anche attraverso la sua assenza. 

Il registro dei peccati scritto e interpretato da Moni Ovadia, prodotto da Promo Music, va in scena al Teatro Miela inserito nell’abbonamento altripercorsi dello Stabile regionale da mercoledì 29 gennaio a sabato 1 febbraio 2014 alle ore 21, mentre domenica 2 febbraio è prevista una pomeridiana alle ore 17.00.

I biglietti per gli spettacoli sono in vendita presso i consueti punti vendita del Teatro Stabile regionale, attraverso il sito www.ilrossetti.it e allo e allo 040-3593511, e saranno in vendita a partire da un’ora prima dello spettacolo presso la Biglietteria del Teatro Miela.