SCIENCE & THE CITY: PER LA PRIMA VOLTA A UDINE UN APPUNTAMENTO CON IL CICLO DI INCONTRI IDEATI DA ICGEB-AREA SCIENCE PARK

Sul fatto che stiamo vivendo una vera e propria rivoluzione genetica rimangono pochi dubbi. Sequenze genetiche personalizzate, tecniche per correggere i difetti ereditari, embrioni costruibili su misura, frammenti di DNA come veri e propri farmaci: cos’altro ci riservano queste tecnologie per il nostro benessere e quello dei nostri figli? Ma anche: fino a che punto è etico ingegnerizzare la natura? La risposta a queste e a molte altre domande arriverà da alcuni tra i massimi esperti italiani e internazionali della ricerca bio-medica che si confronteranno martedì 23 ottobre alle 18.00 in Sala Ajace a Palazzo d’Aronco, nell’ambito della manifestazione Science & the City, il ciclo di incontri di divulgazione scientifica ideato da ICGEB, il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie, che opera dal 1987 a Trieste, oltre che a New Delhi e Cape Town, sotto la direzione generale di Mauro Giacca. Giunto alla quarta edizioneScience & the City – realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e la partnership di Rai Cultura e Rai FVG – sbarca per la prima volta a Udine per raccontare delle nuove scoperte della genetica e la terapia genica.

“Manipolare i geni” è il titolo dell’incontro che racconterà le nuove tecnologie che oggi consentono di ottenere modificazioni genetiche in maniera relativamente semplice e precisa, con la promessa di applicazioni rivoluzionarie nel campo della medicina, dell’agricolturae negli altri settori delle scienze della vita. Ma fino a che punto la natura può essere ingegnerizzata? Quali le implicazioni etiche, sociali, economiche dell’applicazione di queste tecnologie? A discuterne tre gli esperti di livello internazionale, a partire da Michele Morgante, Professore Ordinario di Genetica all’Università di Udine Direttore Scientifico dell’Istituto di Genomica Applicata di Udine, uno dei centri di sequenziamento più attivi in Italia, ha partecipato ai grandi progetti di sequenziamento del DNA della vite, del pesco e degli alberi da agrumi, parlerà delle applicazioni delle modificazione genetiche in ambito agricolo, discutendo delle rilevanze scientifiche, sociali e economiche che circondano la problematica dei nuovi OGM ottenuti con le tecniche di editing preciso. Accanto a lui Serena Zacchigna, Professore di Biologia Molecolare, Università di Trieste e coordinatore delle attività sugli animali geneticamente modificati presso l’ICGEB, esperta a livello internazionale nella ricerca sulle malattie cardiovascolari, parlerà delle applicazioni mediche delle modificazioni genetiche, discutendone le problematiche tecniche ma anche gli aspetti etici.

Infine una vera “star” del settore come Anna Cereseto, dell’Università di Trento, riprenderà il tema dell’editing genetico preciso, ora sempre più realizzabile grazie alla variante della proteina Cas9 che il suo laboratorio ha sviluppato e che consente di modificare il DNA con precisione assoluta: il genome editing è davvero la scoperta del secolo in medicina che consentirà applicazioni mediche anche contro il cancro e altre malattie,

L’incontro a ingresso libero è moderato da Mauro Giacca

 




MIMESIS FESTIVAL: comincia domani il festival della filosofia con ospiti internazionali

Prima giornata Mimesis Festival: lunedì 22 ottobre si parlerà di scienza, architettura e mindfulness, ma anche di Juventus e Beatles

Tra i tanti ospiti, il filosofo della scienza Giulio Giorello e il direttore dell’Institut de recherche et d’innovation (IRI) presso il Centre Georges Pompidou di Parigi, Bernard Stiegler

Parte domani, lunedì 22 ottobre, la quinta edizione di Mimesis Festival, nato nel 2014 su iniziativa dell’Associazione Culturale “Territori delle Idee” in sinergia con la casa editrice Mimesi. “Libertà di pensiero” è il tema scelto per questa nuova edizione come naturale sviluppo delle precedenti. La libertà di pensiero è fortemente intrecciata alla globalizzazione, al cosmopolitismo e all’identità, fenomeni intorno ai quali il Festival riflette fin dalla sua fondazione. La programmazione culturale sarà articolata durante la giornata in diversi momenti: gli incontri con le scuole al mattino, le presentazioni e i dibattiti in luoghi significativi della città, l’incontro con gli autori nelle principali librerie di Udine. Si comincia alle 10 con l’incontro “Antropologia del tifoso: il caso Juventus” organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Fvg nella sala Valduga della Camera di Commercio. Il sociologo Massimiliano Guareschi dialogherà con il filosofo Luca Grion, il giornalista sportivo Umberto Sarcinelli, il presidente dell’Auc Daniele Mularo e il presidente regionale del Coni. Insieme faranno un’analisi sociologica del tifo in Italia per una corretta e scientifica comprensione del fenomeno e un corretto approccio informativo. Alle 11 i primi due incontri con le scuole. All’Isis Paschini Linussio di Tolmezzo, Giovanno Boniolo e Giulio Giorello dialogheranno intorno a “Conoscere per vivere: scienza e filosofia”. Alla stessa ora, al liceo scientifico di Cividale, i filosofi Francesco Rella e Marcello Ghilardi parleranno intorno all’estetica del desiderio. Alle 16 doppio appuntamento a Udine: con il filosofo Francesco Vitale e la storica dell’arte Orietta Lanzarini si parlerà, alla libreria Einaudi di via Vittorio Veneto di “Deridda, Eisenmann e l’architettura”, mentre alla libreria Tarantola, con Giovanni Boniolo e il filosofo della scienza Giulio Giorello l’argomento sarà “Libertà di pensiero: conoscere per vivere”. Incontro musicale alle 17 da Kobo Shop in via Pacon Massimo Donà dell’Università san Raffaele che parlerà della filosofia dei Beatles.

Alla stessa ora, alla libreria Friuli di via Rizzani, Franco Rella dialoga con Simone Furlani parleranno di “Filosofia al limite”. Alle 18 si torna fuori Udine con l’appuntamento al Museo Carnico di Tolmezzo, dove il neuroscienzato Franco Fabbro parlerà insieme allo studioso di buddismo tibetano Francesco Tormen di “Mindfulness: il senso della meditazione tra oriente e occidente”. Sempre alle 18, a Casa Cavazzini a Udine, ci sarà il primo incontro con un ospite internazionale. Il direttore dell’Institut de recherche et d’innovation (IRI) presso il Centre Georges Pompidou di Parigi, Bernard Stiegler, dialogherà con il filosofo Francesco Vitale sul tema “Per una filosofia della rete: la società automatica”. La prima giornata si chiuderà alle 21 alla libreria Tarantola con la presentazione del libro “Odio la Juve: tredici ragioni per detestare il più forte” (Meltemi editore). Il sociologo Massimo Guareschi ne parlerà con Winston Douglas e con il giornalista Umberto Sarcinelli.




Debutta martedì 23 ott.alle 20, nell’Azienda Agricola Castello di Rubbia di San Michele del Carso, Jazz & Wine of Peace

Debutta martedì 23 ottobre, alle 20, nell’Azienda Agricola Castello di Rubbia di San Michele del Carso, nell’ambito delle anteprime di Jazz & Wine of Peace 2018, il nuovo progetto nato a Monfalcone,multidisciplinare e articolato, intitolato “4 x 8. Cent’anni di vittime dimenticate, in collaborazione con Kulturni Dom di Gorizia e dell’Ert, coningresso libero.
Un’operazione multimediale complessa all’interno della quale dialogano improvvisazione jazz, racconti inediti, regia ed espressione teatrale e fotografia artistica, per un progetto che è contestualmente raccolto in un volume, curato da una veste grafica di grande pregio, targato GossmannEdizioni, da martedì in vendita sul sito www.nuovocorso.info e in distribuzione nelle librerie.

4 x 8 trae il suo nome da un percorso storico attraverso i segni della Prima Guerra mondiale (1918), delle persecuzioni razziali (1938) e dell’esodo (1948) che trovano corrispondenza nelle migrazioni e nelle guerre di oggi (2018): i quattro momenti storici (tutti segnati dall’otto finale) sono rivissuti attraverso la potenza delle arti, della libera espressione e della bellezza. 4 x 8 restituisce le emozioni e i ricordi che la sofferta terra del Nordest e le sue genti portano nei paesaggi e nelle espressioni.

La cura del progetto nel suo complesso è dell’Associazione Nuovo Corso di Monfalcone, e a dare espressione ad esso sono Giovanni Maier per la parte musicale, Luca A. d’Agostino per la parte fotografica, Gianni Spizzo per la parte testuale, Luisa Vermiglio per la realizzazione teatrale (anche in scena insieme al giovane attore Stefano Paradisi), Roberto Duse per la parte grafica, Stefano Chiarandini per la parte tecnica.

A comporre il quintetto di Giovanni Maier (contrabbassista di rilievo assoluto della musica improvvisata) che si esibisce live, sono Francesco Ivone alla tromba, Flavio Brumat a sax tenore, sax contralto e flauto, Giancarlo Schiaffini al trombone (che sostituisce Lauro Rossi, titolare del progetto ma impossibilitato a prender parte alle tappe di ottobre) e Urban Kušar alla batteria.
Il progetto musicale è anche un cd, registrato live lo scorso giugno, allegato al volume della Gossmann

4 x 8”, che nasce, in primis, dall’idea di Manlio Comar – socio fondatore dell‘Associazione Nuovo Corso – crede e vuole profondamente dare una forma artistica quanto più completa ed efficace all’idea di memoria, sofferenza e umanità.

Monfalcone, 2 ottobre 2018 Comunicato stampa Con cortese preghiera di pubblicazione Un nuovo progetto è nato a Monfalcone (GO), terra dell’estremo nordest italiano: un progetto multidisciplinare e articolato, il cui titolo è 4 x 8. Cent’anni di vittime dimenticate. Nelle prossime settimane esso debutta ufficialmente nella sua forma completa in Friuli Venezia Giulia: martedì 23 ottobre, alle 20 all’Azienda Agricola Castello di Rubbia (Savogna d’Isonzo) nell’ambito di Jazz&Wine of Peace, con la collaborazione di Kulturni Dom di Gorizia, e mercoledì 24 ottobre, alle 20.45 alla Scuola di Musica 55 / Casa della Musica di Trieste. Non si tratta di una semplice performance ma di un’operazione multimediale complessa: 4 x 8 è uno spettacolo live nel quale dialogano improvvisazione jazz, racconti inediti, regia ed espressione teatrale e fotografia artistica. Tutto il progetto è contestualmente raccolto in un volume, curato da una veste grafica di grande pregio: un prodotto editoriale targato Gossmann Edizioni. 4 x 8 trae il suo nome da un percorso storico attraverso i segni della Prima Guerra mondiale (1918), delle persecuzioni razziali (1938) e dell’esodo (1948) che trovano corrispondenza nelle migrazioni e nelle guerre di oggi (2018): i quattro momenti storici (tutti segnati dall’otto finale) sono rivissuti attraverso la potenza delle arti, della libera espressione e della bellezza. 4 x 8 restituisce le emozioni e i ricordi che la sofferta terra del Nordest e le sue genti portano nei paesaggi e nelle espressioni.

La cura del progetto 4 x 8 nel suo complesso è dell’Associazione Nuovo Corso di Monfalcone, e a dare espressione ad esso sono Giovanni Maier per la parte musicale, Luca A. d’Agostino per la parte fotografica, Gianni Spizzo per la parte testuale, Luisa Vermiglio per la realizzazione teatrale, Roberto Duse per la parte grafica, Stefano Chiarandini per la parte tecnica.

Al comporre il quintetto di Giovanni Maier (contrabbassista di rilievo assoluto della musica improvvisata) che si esibisce live nelle due date in Friuli Venezia Giulia sono Francesco Ivone alla tromba, Flavio Brumata sax tenore, sax contralto e flauto, Giancarlo Schiaffini al trombone (che sostituisce Lauro Rossi, titolare del progetto ma impossibilitato a prender parte alle tappe live di ottobre) e Urban Kušar alla batteria. “Ho assemblato la Suite 4 X 8 – spiega Maier – con alcuni brani musicali che […] hanno un collegamento con gli avvenimenti storici commemorati e anche con la storia della mia famiglia”: nelle musiche originali e nei nuovi arrangiamenti del contrabbassista e compositore scorre grande precisione tecnica, fedeltà alla storia della musica e del jazz in particolare e – insieme – le emozioni e la gratitudine di forti legami famigliari. Il progetto musicale è anche un cd, registrato live lo scorso giugno, allegato al volume della Gossmann, parte integrante del progetto. La parte testuale, curata da Gianni Spizzo, prevede quattro racconti appositamente concepiti dallo stesso Spizzo e da Sara Stulle, Giovanni Fierro e Francesco Tomada. Quattro stili e quattro testi diversissimi che insieme toccano le corde ancora scoperte dei drammatici momenti storici citati dal titolo. Le diverse forme narrative ricostruiscono un affresco dolente e amorevole che racconta a tutto tondo la potenza dell’animo umano e l’attaccamento viscerale alla propria terra. Scritti – per quanto diversi – tutti profondamente sinceri e toccanti. Alcuni brani di questi testi sono portati in scena e tradotti da un’accurata regia teatrale da Luisa Vermiglio (monfalconese attrice, regista e operatrice culturale di grande esperienza) che – adattando di volta in volta l’allestimento ai diversi palcoscenici con il supporto tecnico di Stefano Chiarandini – si impegna in un reading scenico insieme al giovane attore Stefano Paradisi.

Alla scena si intersecano gli scatti di Luca A. d’Agostino (illustre firma della fotografia di spettacolo) che presta il suo obiettivo al territorio e ai volti dei protagonisti con una visione scarna, appassionata e tagliente, dalla quale traspare il grande affetto dell’artista per la mission del progetto. Luca “trasforma in arte la relazione tra figura e sfondo, mettendo in relazione il legame dell’uomo con il significato delle cose e dei luoghi che lo circondano”. Le immagini di d’Agostino vivono sulla scena e sono riprodotte in un pregevole album anche sul volume dedicato a 4 x 8. La grafica e l’impaginazione del volume sono curate dalle sapienti mani di Roberto Duse (già vincitore di molti premi per i suoi progetti editoriali) che ha tradotto in una veste di pregio il prodotto completo, racchiuso in un fine cofanetto che contiene scritti, foto e cd. Il volume sarà in vendita, dal 23 ottobre sul sito www.nuovocorso.info e in distribuzione nelle librerie.

Un progetto, 4 x 8, che nasce, in primis, dall’idea di Manlio Comar – socio fondatore dell’Associazione Nuovo Corso – che crede e vuole profondamente dare una forma artistica quanto più completa ed efficace alla propria idea di memoria, sofferenza e umanità. Il progetto – pronto al suo debutto – sarà impegnato in una prossima tournée nel Nord Italia e in alcune tappe all’estero nel 2019. Info e Comunicazione: Clara Giangaspero tel +39 338 4543975 mail info@connecteventi.com




Biblioteca civica; 50 anni al servizio della comunità

Con quattro specifici e mirati eventi si celebrano i 50 anni della fondazione e dell’attività della Biblioteca civica di Pordenone oggi in piazza XX Settembre
“Abbiamo organizzato manifestazioni significative – ha esordito l’assessore alla cultura Pietro Tropeano – per raffermare il ruolo centrale di questa struttura culturale che non è solo una biblioteca in senso stretto ma un luogo che fa comunità dove si promuovono arte, convegni, incontri e letture dedicate. Per alcune di queste attività si sta valutano l’opportunità di estenderle anche alle biblioteche di quartiere per la loro importante funzione sul territorio. La biblioteca è un luogo in cui si utilizzano i moderni strumenti multimediali che consentono di intessere rapporti con altre strutture ma è anche un posto di incontri conviviali grazie alla recente riapertura del punto di ristoro.
Introdotta dalla dirigente del settore cultura Flavia Leonarduzzi, la conferenza stampa è proseguita con l’intervento del direttore Antonio Danin che ha illustrato gli eventi celebrativi. Sabato 20 la mattinata sarà dedicata al convegno in cui si parlerà del ruolo delle biblioteca civica e delle sua funzioni innovative a cura di Maria Stella Rasetti direttrice delle biblioteche di Pistoia, dei cambiamenti nel contesto economico e sociale del Friuli occidentale con Silvia Oliva ricercatrice della Fondazione Nord Est e della reti documentali dettate dalla necessità di interagire fra le strutture a livello nazionale illustrate da Gianni Stefanini direttore dell’azienda speciale CSBNO. Culture Socialità Biblioteche Network Operativo. Martedì 23 ottobre Donatella Lombello Soffiato dell’università di Padova , presenterà il libro “Biblioteche scolastiche al tempo del digitale. Sabato 27 nella sezione ragazzi alle 17 sono in programma le letture animate con musica, “Topi da Biblioteca” a cura di Ortoteatro. Mentre il giorno prima, venerdì 26 ottobre alle 18 nella sala esposizioni sarà inaugurata la mostra aperta fino al 12 novembre dedicata agli incunaboli e alle cinquecentine del fondo antico della biblioteca. Orari: lunedì 14-19; da martedì a sabato 9 – 19.
Mostra :Incunaboli e cinquecentine del fondo antico
La mostra propone alcuni insiemi di volumi antichi, collegati tra loro da un filo rosso tematico. Secondo questo criterio, sono state riunite attorno alle opere di due celebri autori, Giulio Camillo Delminio e Giuseppe Rosaccio, alcune pubblicazioni che Alfonso di Porcia aveva collezionato per contiguità culturale. Altre edizioni testimoniano un interesse erudito o collezionistico, altre invece documentano solamente il piacere di possedere il “bel volume”, immancabile in una collezione di prestigio. L’esposizione non ha criteri esaustivi né è rivolta solamente ai bibliofili, ma si apre alla lettura di studenti, ricercatori o semplici appassionati che possono trovare filoni d’indagine ancora inesplorati. Il percorso propone solo alcuni temi culturali, tra i tanti che si potrebbero analizzare, mettendo in evidenza la presenza di capi d’opera che sono in grado di sorprendere il visitatore.
Con il termine incunaboli, generalmente si indicano i primi volumi realizzati nel periodo compreso tra la seconda metà del XV secolo ed il 1500, dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Johannes Gutenberg (1390-1403 c – 1468). Le cinquecentine invece sono le opere a stampa realizzate nel corso del XVI secolo.




VERONA, CONTO ALLA ROVESCIA PER L’ATTESA PROCLAMAZIONE DEL VINCITORE DI “SCRIVERE PER AMORE” 2018

VERONA – Non esiste città più rappresentativa del sentimento amoroso: Verona lo ha tatuato nella sua identità attraverso le parole del cantore più alto, William Shakespeare, e si adorna del personaggio simbolo dell’amore, la musa di tutti gli innamorati del mondo, Giulietta. Scrivere per amore è un “gesto” letterario che a Verona non passa inosservato, e al quale la città da 23 anni dedica appunto il Premio ideato dal Club di Giulietta per valorizzare i migliori intrecci fra amore e scrittura, selezionando i libri che, nel corso dell’ultima stagione, hanno saputo raccontare la forza e la complessità del legame amoroso. Sabato 20 ottobre, alle 18 al Teatro Nuovo di Verona l’amore diventerà un racconto a più voci con straordinari protagonisti: il Gala finale del Premio Scrivere per Amore” sarà un brillante talk show nel segno della narrativa d’amore, al quale tutta la città è invitata dal Club di Giulietta, insieme a Fondazione Pordenonelegge.it e Crédit Agricole FriulAdria. Con la conduzione di Elisabetta Gallina e Marco Ongaro, sotto i riflettori del Premio si avvicenderanno i tre finalisti: lo scrittore e critico Giovanni Pacchiano con Gli anni facili (Bompiani), l’autrice tedesca Sylvie Schenk per Veloce la vita (Keller) e la scrittrice olandese Connie Palmen con Tu l’hai detto (Ipeborea). Ancora una volta la città di Giulietta si stringe intorno all’amore e alle sue storie che da sempre ispirano la letteratura E da quest’anno l’evento si arricchisce del nuovo Premio Speciale assegnato dalla Giuria “tecnica” veronese intitolato a Giulio Tamassia, fondatore del Club di Giulietta e del Premio “Scrivere per amore”. Due riconoscimenti, e tre libri in gara: Tu l’hai detto di Connie Palmen ripercorre la drammatica storia d’amore di Sylvia Plath e Ted Hughes in una sorta di ricerca dell’immortalità che riecheggia la vicenda degli amanti di Verona. Una donna, la sua forza, le scelte difficili, la drammatica velocità del tempo sono al centro di Veloce la vita di Sylvie Schenk, una storia di educazione alla vita con personaggi dolci e commoventi. Gli anni facili di Giovanni Pacchiano è un romanzo di formazione: al centro tutta una generazione, i giovani che frequentavano l’università negli anni immediatamente precedenti il Sessantotto, fra amori, amicizie, delusioni e ricordi. Fra una storia e l’altra, intercalate dalle letture di Paolo Valerio, Direttore artistico del Teatro Stabile di Verona, si arriverà alla designazione del vincitore 2018 da parte della Giuria dei Letterati, presieduta dal saggista, critico teatrale e giornalista Masolino D’Amico, fra i maggiori traduttori shakespeariani, e composta dalle tre poetesse Alba Donati, Isabella Leardini e Giovanna Cristina Vivinetto. «L’amore è una pulsione fondamentale condivisa da tutta la razza umana, compresa quella (piccola?) parte che la nega o la reprime», osserva Masolino D’Amico. E «scrivere d’amore – spiega Giovanna Cristina Vivinetto – è forse l’atto più difficile oggi, quando tutto sembra già stato detto». «L’amore – racconta Isabella Leardininon è un sentimento: chi lo prova sa che è soprattutto un fatto».

La serata finale del Premio “Scrivere per Amore” è a ingresso libero. All’incontro stampa di presentazione sono intervenuti l’Assessore alla Cultura del Comune di Verona Francesca Briani e i promotori del Premio: Giovanna Tamassia, presidente Club di Giulietta; Marco Ongaro, direttore artistico del Premio Scrivere per Amore; Michela Zin, direttore Fondazione Pordenonelegge; Mara Del Puppo responsabile servizio Comunicazione e Soci Crédit Agricole FriulAdria. Presenti anche Silvia Bacilieri per Fondazione Cattolica Assicurazioni e Silvano De Rosa, direttore Hotel Due Torri.

Il Premio letterario internazionale Scrivere per Amore è promosso dal Club di Giulietta in partnership con la Fondazione Pordenonelegge.it e con Crédit Agricole FriulAdria, con il patrocinio del Comune di Verona, della Regione Veneto e della Camera di Commercio di Verona e con il sostegno e la collaborazione di Agsm, Fondazione Cattolica Assicurazioni, Teatro Nuovo, Hotel Due Torri, Circolo dei lettori, Biblioteca Civica. Media partner Corriere del Veneto.




KATIA RICCIARELLI ALLA CONFERENZA STAMPA DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE, giovedì 18 ott

La Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste illustrerà domani, giovedì 18 ottobre (alle ore 14.00), nella Sala Incontri Paolo Vero (al II piano del Teatro, con ingresso dalla biglietteria in piazza Verdi), fra le altre iniziative, il progetto “I Puritani”, il melodramma di Vincenzo Bellini, che aprirà la Stagione Lirica e di Balletto.

Alla conferenza stampa di presentazione interverranno il Sovrintendente della Fondazione, dottor Stefano Pace; il Direttore Artistico, professor Paolo Rodda e il Direttore Generale, dottor Antonio Tasca. Per l’importante occasione, saranno presenti a Trieste la Signora, Maestro Katia Ricciarelli, il Maestro Fabrizio Maria Carminati e l’architetto Paolo Vitale.




Reggio Emilia nasce la Casa delle Storie

A quindici anni dalla sua fondazione, il Teatro dell’Orsa ha lanciato una campagna di crowdfunding per costruire un luogo per l’inclusione e l’immaginazione.

«Finalmente il sogno che culliamo da diversi anni prende corpo. Sta nascendo la Casa delle Storie. Abbiamo trovato un capannone in una zona strategica della città, nel quartiere Gattaglio, a pochi passi dal centro. Abbiamo investito tutto quello che abbiamo per ristrutturarlo e abbiamo aperto una campagna di crowdfunding per coinvolgere la partecipazione di tutti quelli che desiderano collaborare all’apertura di un luogo nuovo, una residenza d’arte, un luogo di studio, di lavoro e di sperimentazione. La Casa delle Storie sarà un laboratorio aperto, capace di costruire relazioni interculturali e intergenerazionali. Una fucina di teatro, arte, musica e cultura, terreno fecondo dove si incontrano le storie di cui siamo fatti»: Monica Morini e Bernardino Bonzani invitano tutti i cittadini a contribuire alla nascita della Casa delle Storie di Reggio Emilia «La campagna è partita da pochi giorni e ha già avuto un’adesione straordinaria che ci commuove, raggiungendo quasi il 70% dell’intero obiettivo. Ma abbiamo bisogno ancora dell’aiuto di molti perché la ristrutturazione comporterà spese davvero ingenti per la pavimentazione in legno con vernice ignifuga, l’acquisto di sedute per gli spettatori, l’adeguamento dei servizi igienici per i disabili, la tinteggiatura delle pareti e dei soffitti, l’acquisto delle strutture teatrali per luci e audio, di tende e dei sipari ignifughi e delle strutture praticabili, l’installazione delle porte antipanico, il rivestimento delle vetrate anti sfondamento, la realizzazione dell’impianto dei rilevatori antincendio e l’installazione degli impianti di riscaldamento e di climatizzazione». 

«La Casa delle Storie ha componenti non solo a Reggio Emilia. Giovani artisti e narratori che si sono formati sotto la guida del Teatro dell’Orsa stanno accendendo attenzioni sulla campagna e ottenendo aiuti ben oltre i confini della provincia, da Roma a Napoli, da Genova a Padova, dalla Sardegna fino alla Puglia» continuano i fondatori del Teatro dell’Orsa «Per contribuire a questo progetto basta andare sul sito IdeaGinger.it e cercare la campagna della Casa delle Storie. Donare è semplicissimo, non serve alcuna iscrizione e lo si può fare tramite carte, paypal o bonifico bancario in meno di un minuto. La campagna segue la modalità all-or-nothing (tutto o niente): se il contributo non verrà raggiunto entro il 30 dicembre 2018, data di scadenza della raccolta, le donazioni torneranno indietro ai sostenitori. Per realizzare il nostro obiettivo abbiamo perciò bisogno dell’aiuto concreto di tutti».

Nella vita della Casa delle Storie ci sarà spazio per eventi di teatro e narrativi; incontri con i Maestri del teatro e del mondo della cultura; seminari di approfondimento; mostre in collaborazione con artisti, illustratori e fotografi; laboratori d’arte, di scrittura e di musica; presentazione di libri e di progetti culturali.  

Inaugurazione sabato 12 gennaio 2019. Prima di allora sono previsti alcuni appuntamenti: Fiabe itineranti nel quartiere con i narratori della Casa delle Storie, lo spettacolo del Teatro dell’Orsa Nudi. Le ombre della violenza sulle donne in occasione della Giornata Mondiale dedicata a questo tema, la lettura pubblica della celebre Predica di Natale di Camillo Prampolini e, a chiusura del crowdfunding, una grande festa di fine e inizio anno aperta a tutte e tutti.

La Casa delle Storie si trova nello storico quartiere del Gattaglio, in via Sergio Beretti 24/D a Reggio Emilia.




Epiphany 20 ottobre – 23 novembre 2018 Palermo

Sabato 20 ottobre a Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018, nella chiesa di Sant’Andrea degli Aromatari alle ore 18:30 sarà inaugurata la mostra Epiphany a cura di Rosa Cascone e in collaborazione con lo studio legale Negri-Clementi.

In questa sede, riaperta per la prima volta per la collettiva, saranno esposte le opere site specific di varie misure e supporti, che non saranno specchio dei santini già creati ma un completamento a dialogo con lo spazio della chiesa.

Ognuno si cimenterà con la sua materia di studio e di ricerca, dialogando con il tema assegnatogli: Giulia Roncucci porterà una video installazione interattiva sul tema del sacrificio, Chiara Tubia con il tema dei misteri realizzerà un’opera di tessitura riprendendo l’arte del pizzo e si esibirà in una performance il giorno dell’inaugurazione; Lara Verena Bellenghi affronta il tema  della promessa con la delicatezza delle polveri, JokhioMahbub con il tema della testimonianza invierà un lavoro dal Pakistan, Ignazio Mortellaro si confronterà con il tema del trapasso relazionandosi con il mondo vegetale, Daniela Pellegrini sperimenterà diverse tecniche con il tema del prescelto e Barbara Uccelli  performerà il tema della consunzione della materia. A loro, si affiancherà Edoardo Dionea Cicconi con una sua opera. Infine, sarà presente in mostra uno speciale lavoro di Desideria Burgio portato avanti alla residenza alla Fondazione Piccolo di Calanovella. Durante il periodo di apertura della mostra vi saranno diversi eventi collaterali ad integrazione del progetto. Il programma completo sarà pubblicato sul sito.

Per info: www.inxxxwetrust.info / info@inxxxwetrust.com




LA SFIDA DI LUISA INNOCENTI CONTRO L’IMMONDIZIA SPAZIALE ALLA XVI EDIZIONE DI BERGAMOSCIENZA

Al festival BergamoScienza domenica 14 ottobre alle 11.30 si terrà l’incontro Immondizia spaziale. La sfida per uno Spazio pulito in cui la fisica Luisa Innocentispiegherà perché preservare la salute dell’ambiente sia una priorità, come pure una delle sfide più grandi del nostro secolo.

Preservare un ambiente pulito riguarda anche l’ambito dello spazio: infatti i detriti rischiano di rendere inutilizzabili le altre orbite spaziali. Ecco perché progettare missioni che abbiano il minimo impatto sull’ambiente è importante.

Luisa Innocenti è a capo del Clean Space Office dalla prima autorizzazione ricevuta dall’ESA nel 2012, rappresentando l’agenzia nei settori spaziali europei e globali. L’ESA è infatti, l’unica agenzia spaziale civile al mondo che sta sviluppando missioni per cercare di pulire lo spazio da detriti spaziali. Grazie all’intervento di Hollywood con il film Gravity, del regista Alfonso Cuarón, ci si è resi conto della drammaticità di questo problema, che ha spinto la ricerca in questo campo. Luisa Innocenti e la sua squadra si occupano anche del lato terrestre della missione del Clean Space Office, che quantifica le conseguenze ambientali delle missioni spaziali e cerca delle soluzioni più ecologiche.

BergamoScienza, festival di divulgazione scientifica, animerà la città fino a domenica 21 ottobre con oltre 160 eventi, tutti gratuiti – conferenze, laboratori interattivi, spettacoli, mostre – con scienziati di fama internazionale.




BergamoScienza: inaugurata la XVI edizione

Dopo il successo di pubblico della scorsa edizione con 153.141 presenze, il festival di divulgazione scientifica BergamoScienza inaugurerà la sua XVI edizione sabato 6ottobre e proseguirà, per 16 giornate, fino al 21 ottobre.

Ideata e organizzata dall’Associazione BergamoScienza, la rassegna propone anche quest’anno conferenze, laboratori interattivi, spettacoli, mostre – più di 160 incontri tutti gratuiti – con scienziati di fama internazionale, tra cui il Premio Nobel per la Medicina 2006 Craig Cameron Mello.

Protagonista assoluta la scienza, affrontata come sempre con un linguaggio accessibile a tutti, in tutte le sue diverse componenti: dalla fisica, alla chimica, dalla tecnologia alle neuroscienze, dalla medicina alla biologia, ma anche musica, teatro e letteratura. Grandi scoperte, incontri ed emozioni creeranno un intreccio di sapere e spettacolo per promuovere e diffondere la cultura scientifica in un pubblico ampio.


«Attraverso le attività del festival – dichiara Raffaella Ravasio, nuovo presidente dell’Associazione BergamoScienza – intendiamo trasmettere la consapevolezza di quanto sia importante che il sapere scientifico possa svilupparsi liberamente e le sue applicazioni essere usate per costruire per tutti una vita dignitosa. Il festival è costruito insieme alla città, alle istituzioni e alla gente; in qualche modo, per un paio di settimane, si vibra all’unisono: pubblico adulto, ragazzi, volontari. BergamoScienza esiste solo grazie a chi, istituzioni e soprattutto aziende, ci aiuta materialmente e grazie ai volontari che lavorano per organizzare il festival in modo assolutamente gratuito. La ricompensa è la gioia di fare insieme qualcosa di bello e utile per crescere come persone e come territorio. La cifra di BergamoScienza – conclude Raffaella Ravasio – è il coinvolgimento di tutti e la tensione alla qualità per tutti. Perché la scienza è un gioco molto serio».

A seguire alcuni eventi di spicco. Il programmacompleto è consultabile sul sito del festival.

Weekend inaugurale

L’apertura della XVI edizione del festival, sabato 6 ottobrealle ore 17 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Bergamo, sarà affidata a due personaggi d’eccezione: lo scrittore e sceneggiatore inglese Ian Russell McEwan e il neuroscienziato Ray Dolan. McEwan è autore di romanzi di successo nei quali emerge una mirabile capacità di indagare la mente umana. Dolan, graditissimo ritorno al festival, guida il gruppo di ricerca sul rapporto tra cognizione, emozioni e disturbi psichiatrici all’University College di Londra. Insieme saranno protagonisti di Le emozioni tra scienza, cervello e letteratura, un dialogo lungo il confine netto, eppure incredibilmente poroso tra scienza e letteratura.

Jurassic Park e le sue rappresentazioni cinematografichehanno plasmato il nostro modo di vedere i dinosauri e l’ideache abbiamo sul loro aspetto, sulle loro abitudini e sul loro comportamento. Cosa c’è di esatto e cosa di sbagliato in quella rappresentazione? Ne parlerà domenica 7 ottobre alle ore 16 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Bergamo in Riscoprire i dinosauri il paleontologo statunitense Jack Horner, uno dei massimi esperti di dinosauri. A Horner è ispirato il personaggio di Alan Grant, paleontologo interpretato da Sam Neil in Jurassic Park di Spielberg, di cui fu anche consulente scientifico. Alla luce delle sue ricerche spiegherà quali fossero gli errori in quel film e come nelle successive versioni, ad esempio inJurassic World, siano stati corretti e cosa invece di sbagliato è rimasto per soddisfare i criteri di spettacolarità.