“Contaminazioni digitali” il Festival multimediale partirà il 6 giugno

Arte e tecnologia si incontrano a Contaminazioni digitali, il Festival multimediale itinerante all’insegna della sperimentazione, compenetrazione e interconnessione dei linguaggi artistici contemporanei.

Il maestoso monumento Ara Pacis Mundi di Medea e gli spazi urbani, gli edifici, i giardini di Cormons eArtegna diventano, a partire da giovedì 6 giugno per due weekend (6 giugno Medea, dal 7 al 9 giugno Cormons, dal 21 al 23 giugno Artegna), protagonisti di performance, video, concerti, mostre fotografiche, street art, proiezioni e workshop che intercettano territori d’esperienze condivise con il pubblico e spazi collettivi di svago.

Leonardo. Corpi e anime è il focus della terza edizione del Festival Contaminazioni digitali, promosso dal Comune di Artegna e dalComune di Cormons e curato dall’Associazione Quarantasettezeroquattro in collaborazione con il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Camera di Commercio della Venezia Giulia.

Ad inaugurare Contaminazioni digitaligiovedì 6 giugno ore 21.30 all’Ara Pacis Mundi sul colle diMedea (Gorizia), lo spettacolo multimediale 1918: Un mondo nuovo? che coniuga i linguaggi del teatro e della musica con le potenzialità espressive offerte dalla tecnica del videomapping architetturale.

Scritto e realizzato dall’Associazione 47/04 con gli studenti del Liceo Petrarca di Trieste, 1918: Un mondo nuovo?  intende raccontare le conseguenze della Prima Guerra mondiale sulle popolazioni e le società europee.

Fra i protagonisti a Contaminazioni digitali domenica 9 giugno, giornata realizzata in collaborazione con laFieste da Viarte, alle ore 18 aCormons (Piazza XXIV maggio) la compagnia di danza contemporaneaArearea riscopre e trasforma spazi dell’agire quotidiano in luoghi performativi con lo spettacolo di danza urbana itinerante Le Mura(Piazza XXIV maggio).

A seguire, chiude la giornata alle ore 21.30 a Cormons (Piazza XXIV maggio), il rapper e cantautore friulano Doro Gjat con il suo nuovo live show Il ragazzo Doro.

Il concerto/spettacolo alterna alla musica suonata assieme alla sua band, formata da Elvis Fior alla batteria, Luca Moreale alla chitarra e ai cori, Mirko Caso al basso e Giacomo Santini alla chitarra acustica e alle percussioni, parti recitate.

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FESTIVAL VICINO/LONTANO 2019 XV EDIZIONE DOMENICA 19 MAGGIO Caffè Contarena, ore 11

Caffè Contarena, ore 11 La presidente di MSF Claudia Lodesani e il medico Roberto Scaini faranno il punto sull’azione umanitaria di MSF, dalle epidemie di colera nello Yemen all’epidemia di Ebola in Africa, e sugli altri contesti di emergenza dal Congo al Sud Sudan.

 

Caffè Contarena, ore 15 incontro stampa consuntivo di vicino/lontano 2019

Con il Presidente Guido Nassimbeni e le curatrici Paola Colombo e Franca Rigoni.

 Il programma 2019 di vicino/lontano, aggiornamenti e dettagli sul sito www.vicinolontano.it




“DA DONNA A DONNA” 19 maggio, ore 11,00, Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo

Terzo appuntamento Rassegna “DA DONNA A DONNA”

“Psicologia, Arte, Musica e Composizione – Donne tra Mente e Creatività”

19 maggio, ore 11,00, Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo

Domenica 19 maggio, alle ore 11,00, terzo appuntamento con la Rassegna “Da Donna a Donna”, ideata dalla scrittrice e giornalista Sara Favarò e dalla ricercatrice e psicocriminologa Iva Marino, organizzata con il patrocinio della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori).

L’incontro, nato in collaborazione con il progetto “AlterAzione Donne per la Musica” del Conservatorio di Palermo, ha per tema: “Psicologia, Arte, Musica e Composizione – Donne tra Mente e Creatività”, si svolgerà presso la Sala Sollima del Conservatorio in Via Squarcialupo, 45.

Introduce e coordina la dottoressa Iva Mariano. Indirizzo di saluto del professore Giuseppe Ingrassia, delegato del Rettore della Università degli Studi di Palermo.  Interventi dei Maestri Marco Betta, docente di Composizione e di Anna Maria Sollima, docente di Storia della Musica e coordinatrice del progetto “AlterAzione”, entrambi del Conservatorio Alessandro Scarlatti, e di Sara Favarò, delegato regionale della FUIS e presidente del “Gruppo Arte Sikelia” e dell’Associazione culturale “Un Cori Tuttu u Munnu”.

Interventi musicali con composizioni di Maria Giacchino Cusenza, “Humoreske”, pianista Micol Caronna; di Barbara Giuranna, “Canto Arabo”, violinista Pietro Sucato, pianista Rosalba Coniglio; di Maria De Gregorio Schiavo, “Largo”, violinista Marco Longo, pianista Rosalba Coniglio.

L’iniziativa è collegata al concerto organizzato da “AlterAzione” al Conservatorio di Palermo, dedicato alle tre compositrici palermitane Barbara Giuranna, Maria Giacchino e Maria De Gregorio, che si svolgerà il 22 maggio alle ore 19,00 presso la Sala Ferrara (già Sala Scarlatti) del Conservatorio.

Ingresso libero ad entrambe le manifestazioni, fino ad esaurimento posti.




FAR EAST FILM FESTIVAL – Focus Asia anticipa il mercato di Cannes: a Udine 150 professionisti da tutto il mondo.

Se il cinema è lo specchio del tempo, il Far East Film Festival è lo specchio del presente. Un presente che guarda avanti e parla del futuro. Basta scorrere i dati relativi alla sezione Industry per capire che il FEFF, negli ultimi anni, è diventato il mercato che anticipa Cannes: non solo cronologicamente, ma anche sotto il profilo sostanziale e operativo. Un appuntamento prezioso, capace di portare a Udine 150 professionisti internazionali provenienti da 36 paesi e di programmare più di 300 incontri one to one in meno di 3 giorni.

FAR EAST FILM FESTIVAL 21
FOCUS ASIA – Udine, Italy  Ph © Paolo Jacob

Se la sezione Get Ready for Cannes ha registrato la partecipazione di 12 Sales Companies e di 46 buyers provenienti da 19 paesi, le due sezioni dedicate ai progetti in sviluppo, Focus Asia-All Genres Project Market e Ties That Bind, hanno selezionato un totale di 25 nuovi progetti provenienti dall’Asia e dall’Europa. Numeri importanti, numeri che restituiscono solidità e continuità, facendo di Udine una piazza cinematografica sempre più centrale.

«La selezione dei progetti è stata molto seria, molto affascinante, e l’evento nel suo insieme è stato davvero meraviglioso» commenta Gene Yao della Swallow Wings Film (Taiwan). Decisamente positivo anche il parere di Cao Liuying della Midnight Blur Film (Cina): «Il Teatro Nuovo è il posto perfetto per gli screening e l’atmosfera che si respira durante il festival è incredibile». «A Udine puoi facilmente conoscere nuove persone – sono parole di Sarah Schiesser (Locarno Film Festival) – e approfondire i rapporti con chi hai incontrato, brevemente, in altri eventi». «Il Far East Film Festival è davvero cresciuto – aggiunge Manuel Ewald della Koch Media (Germania) – e adesso rappresenta anche un’importante tappa professionale e Get Ready for Cannes mi ha aiutato a programmare al meglio i miei appuntamenti al Marché du Film di Cannes».

Quest’anno, ricordiamo, Focus Asia ha anche ospitato i lavori del Co-Production Day: un grande meeting operativo che ha radunato filmmaker e produttori, europei e asiatici, per analizzare le potenzialità e i possibili sviluppi in relazione all’accordo di co-produzione Italia/Cina firmato nel 2018.




FEDERICA ANGELI AL FESTIVAL VICINO/LONTANO PARLA DEL FILM A MANO DISARMATA

IN USCITA IL 6 GIUGNO. L’ATTRICE CLAUDIA GERINI NEL RUOLO DI FEDERICA ANGELI

UDINE – «La legalità è una libertà irrinunciabile. Non vincono sempre i cattivi»: lo spiega a una platea di mille giovani la giornalista Federica Angeli, raccontando il suo impegno e la fatica di tenere la schiena dritta malgrado le ripetute intimidazioni subite dalle famiglie mafiose di Ostia. E un applauso emozionante accoglie le sue parole e la testimonianza di una cittadina del nostro tempo, eroica e determinata.

FEDERICA ANGELI

Ospite del festival vicino/lontano di Udine per il consueto percorso dedicato alla “Legalità”, questa mattina la giornalista ha anche anticipato le atmosfere del film in uscita il 6 giugno, tratto dal suo libro “A mano disarmata” (Baldini&Castoldi): una produzione Laser Digital Film in collaborazione con Rai Cinema, diretta da Claudio Bonivento. «Al regista – racconta Federica Angeli – ho spiegato che non volevo diventasse un film alla ‘Gomorra’, o un’altra ‘Suburra’ Produzioni che apprezzo, ma non avrebbero rispecchiato la mia storia e il mio libro. Non volevo trionfasse il male assoluto: “A mano disarmata” è la mia storia, ho collaborato alla sceneggiatura perché volevo raccontare come si affronta una vita sotto scorta con tre figli. Io mi sono immedesimata nel gioco de “La vita è bella”: ho tre figli, che allora erano molto piccoli. Quando ho saputo che sarei stata permanentemente sotto scorta ho raccontato ai bambini che i miei articoli erano stati premiati dal giornale per cui lavoro, e mi avevano assegnato gli autisti. A quel punto ogni intimidazione – la benzina dietro la porta di casa, le urla di infamia in piena notte – diventata uno ‘score’ in più per vincere il premio successivo: la villa che i miei figli tanto desideravano». Il film “A mano disarmata” avrà come protagonista Claudia Gerini nel ruolo di Federica Angeli. E’ stato girato nei luoghi reali della vicenda, in parte anche nella redazione di Repubblica. Nel cast anche Francesco Venditti, Francesco Pannofino, Mirko Frezza, Rodolfo Laganà, Milena Mancini, Maurizio Mattioli. A Ostia Federica Angeli è rimasta a vivere, malgrado tutto: «Certo è stato faticoso, fuggire lontano sarebbe stato più semplice. Ma condividere lo stesso pezzo di cielo doveva essere un fastidio per me e per loro. Poi, nel gennaio 2018, membri del clan degli Spada sono stati arrestati con l’accusa di associazione mafiosa. Un evento epocale, a volte il bene si compie e trova materializzazione nella giustizia».




Per i decennale dialoghi sull’uomo di Pistoia

Per il decennale del festival di

Michele Serra

antropologia un grande debutto: Michele Serra porta a Pistoia, in prima nazionale, il suo nuovo spettacolo con la regia di Andrea Renzi L’amaca di domani”. Considerazioni in pubblico alla presenza di una mucca (venerdì 24, ore 21.15, Teatro Manzoni).

Avion Travel

Le parole, con le loro seduzioni e le loro trappole, sono al centro di un monologo teatrale comico e sentimentale, impudico e coinvolgente nel quale Serra apre allo spettatore la sua bottega di scrittura. Il finale, per fortuna, è ancora da scrivere. Una produzione SPAlive in collaborazione con Teatri Uniti e Feltrinelli.

Il ruolo della parola è centrale anche nelle canzoni degli Avion Travel, che sabato 25 maggio alle 21.30 saliranno sul palco del Teatro Manzoni. Il raffinato gruppo casertano, composto da Peppe Servillo (voce); Mimì Ciaramella (batteria); Peppe D’Argenzio (sax); Flavio D’Ancona (tastiere); Duilio Galioto (piano e tastiere); Ferruccio Spinetti (contrabbasso), proporrà i successi più famosi e amati dal pubblico in una sorta di percorso biografico-musicale.
Domenica 26 maggio alle 18,30 in Piazza del Duomo chiude il festival l’incontro con l’attore e drammaturgo Ascanio Celestini: un racconto in forma di spettacolo dedicato agli ultimi, ai dimenticati, a coloro cui è stata negata la convivenza, a quelli che non sono graditi, al massimo tollerati. Celestini narra di personaggi diversi tra loro, ma che si muovono in un unico ambiente: una periferia. Il narratore racconta quello che vede, a volte ciò che conosce, altre quel che immagina. Ad accompagnare Celestini sul palco il musicista Gianluca Casadei.

Dopo teatro e musica al festival avrà spazio anche il cinema con una mini rassegna al teatro Bolognini dedicata al racconto della società italiana attraverso le pellicole del grande Luchino Visconti, con introduzione della critica Paola Jacobbi. Da Rocco e i suoi fratelli sull’immigrazione interna nel nostro Paese, a Il Gattopardo, che indaga i mutamenti sociali in Sicilia all’indomani dell’Unità d’Italia, fino a Gruppo di famiglia in un interno, affresco dei torm




10° Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador

 

Annunciata la Giuria 2019

 

La decima edizione del Premio Mattador registra ancora una volta grande interesse e le grandi speranze da parte di oltre duecento ragazzi di poter entrare nel mondo del cinema. Sono 232gli elaborati pervenuti da tutte le regioni d’Italia e dall’estero: 40 le sceneggiature per lungometraggio, 89 i soggetti, 96 le sceneggiature per cortometraggio, 7 le sceneggiature disegnate della sezione Dolly “Illustrare il cinema”.

I lavori selezionati da 52 lettori (sceneggiatori, registi, docenti, produttori) e dalla direzione artistica del Premio saranno ora esaminati dallaGiuria del Premio Mattador 2019 costituita daGianluca Arcopinto, produttore, in qualità dipresidente, che sarà affiancato dalla registaValentina Pedicini, dal romanziere e sceneggiatore Giampiero Rigosi, dallo scenografo Tonino Zera, dalla sceneggiatrice e produttrice Francesca Scanu. L’Associazione è particolarmente soddisfatta della presenza in giuria di Francesca Scanu, una delle vincitrici del Premio Mattador che ha poi intrapreso la carriera in ambito cinematografico, a testimonianza di come il Premio riesca nel corso degli anni a valorizzare e promuovere i giovani talenti.

Il Premio Internazionale per la SceneggiaturaMattador è dedicato a Matteo Caenazzo, giovane triestino, studente di decorazione pittorica al Liceo artistico Nordio della sua città e di cinema al corso di Tecniche artistiche e dello spettacolo alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, scomparso prematuramente il 28 giugno 2009. Nel suo nome e nelle sue passioni il Concorso di scrittura per il cinema si rivolge a giovani sceneggiatori, registi, illustratori e concept designer dai 16 ai 30 anni.

 

La Giuria si incontrerà il 21 giugno a Trieste in una riunione a porte chiuse per scegliere i migliori tra i progetti selezionati. Seguirà, il 22 giugno nella Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich del Comune di Trieste, laPresentazione della Giuria che renderà noti i nomi dei finalisti al miglior soggettoI vincitori di tutte le sezioni saranno premiati il 17 luglio a Venezia nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

Accademia di Venezia

Mattador prosegue nel suo intento originario di far emergere e formare giovani talenti, offrendo accanto ai premi in denaro qualificati percorsi formativi riuniti nei Mattador Workshop. Il Concorso mette in palio un premio di 5.000 euroalla migliore sceneggiatura, un premio di 1.500 euro al migliore lavoro di sviluppo del soggetto e i premi sotto forma di Borse di formazione. I finalisti per il miglior soggetto sono accompagnati da sceneggiatori in un percorso di sviluppo dell’idea e della struttura narrativa dei loro lavori; il vincitore della sezione Dolly è affiancato da un concept designer nello sviluppo narrativo della sua storia raccontata per immagini e, in base al risultato del tirocinio, può venir assegnato un premio di 1.000 euro. Il vincitore di Corto86 è seguito da tutor e troupe tecnica in tutte le fasi del processo produttivo del suo cortometraggio, di cui può firmare la regia. Accanto a questi viene assegnato anche il Premio Ananian di 500 euro assegnato successivamente ad un giovane autore del Friuli Venezia Giulia partecipante a Mattador. Infine, le migliori sceneggiature e storie disegnate vengono pubblicate nei volumi della collanaScrivere le immagini. Quaderni di sceneggiatura(Edizioni Eut/Mattador).

 

L’iniziativa è resa possibile grazie al contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, Regione del Veneto, Comune di Trieste, Fondazione Kathleen Foreman Casali di Trieste, a donazioni private e quote associative.

Maggiori informazioni sul sitowww.premiomattador.it.

Andrea Forliano




UFO RESIDENZE D’ARTE NON IDENTIFICATE – GIOVEDì 16 MAG. ORE 18 PAOLO RUMIZ ALL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE IN VIA FILZI

Primo avvistamento “UFO” anno 2019 previsto domani 16 maggio alle ore 18 all’Università degli Studi di Trieste in via Filzi nell’Aula Magna della Scuola Interpreti e Traduttori. Con questo incontro prende il via il secondo anno del progetto sulle “residenze darte non identificateideato e diretto dallattrice, regista e drammaturga Marcela Serli per il Teatro La Contrada di Trieste, nato per aprire un dialogo creativo tra gli artisti, la città di Trieste e le sue comunità culturali e scientifiche attorno ai temi del nostro presente attraverso le arti. L’evento si svolge sotto legida di proESOF e si inserisce

Paolo Rumiz

nel più generale intento da parte dei sostenitori del progetto, il MiBACT e Regione FVG di incrementare su tutto il territorio le residenze d’arte insieme ai partner quali l’Università degli Studi di Trieste, la SISSA, il Conservatorio G. Tartini di Trieste e, novità di quest’anno, l’ICTP, il Centro internazionale di fisica teorica Abdus Salam. Luoghi che sono solitamente spazio di ricerca e che durante le residenze si trasformeranno in spazio performativo; istituzioni che da moltissimi anni operano sul territorio ospiteranno artisti contemporanei in linea con il tema complessivo, individuato e proposto dalla direzione artistica in un dialogo continuo con le istituzioni. Quest’anno coinvolti diversi nomi importanti e riconosciuti in ambito internazionale a partire da Paolo Rumiz. Lo scrittore, editorialista e giornalista triestino, uno dei più grandi esperti e amanti di viaggi, racconterà il suo modo di approcciare e incontrare le persone. Tra i temi di questo secondo anno del progetto UFO vi è anche il “narrare camminando” caratteristica di questo autore triestino di nascita ma cosmopolita. Rumiz è infatti l’ultimo grande viaggiatore dei nostri tempi, le sue rotte non sono mai mosse dal desiderio di esotismo, ma dalla necessità di conoscere il diverso. «Le persone per me sono molto più importanti dei luoghi. Io ho bisogno di incontri, di incontri imprevisti, se no non funziona». Con lui, quindi, il pubblico scoprirà come adeguare landatura ai luoghi, come attirare lattenzione di un possibile interlocutore, come scegliere il vestito giusto in territori potenzialmente ostili. E, ancora, come raccogliere appunti senza dare nellocchio, come sopravvivere con un bagaglio leggero e tanti altri trucchi utili, rivelati da un viaggiatore che si autodenisce “impenitente”.

Andrea Forliano




Giovedì omaggio a Philip Roth in Biblioteca NEGRONI A NOVARA con il capolavoro Pastorale americana dal libro al film

Alle 18 del 16 maggio l’appuntamento alla Negroni dei “Giovedì letterari” dedicato al grande scrittore Usa nel primo anniversario della morte, a cura di Federica Rossi

 Pastorale americana, «uno dei romanzi più importanti scritti negli Usa» secondo Alessandro Baricco, divenuto film nel 2016, diretto e interpretato da Ewan McGregor, è al centro dell’omaggio a Philip Roth, lo scrittore scomparso un anno esatto fa, in programma questo giovedì 16 maggio alle 18 alla Biblioteca Civica Negroni all’interno dei “Giovedì letterari in biblioteca” in corso Cavallotti 6 a Novara, a cura di Federica Rossi.

Così Novara ricorda un grande premio Pulitzer (vinto nel 1997 proprio con Pastorale americana), più volte candidato al Nobel). Roth è stato l’unico scrittore americano la cui opera sia stata pubblicata in forma completa e definitiva dalla Library of America mentre era in vita. Tutte le sue opere sono presenti nel catalogo Einaudi: da Lamento di Portnoy(2000) a Everyman e Patrimonio. È morto il 22 maggio 2018.

Pastorale americana è un libro che demolisce ogni stereotipo sulla grandezza dell’America e getta una luce sinistra sui suoi valori fondanti. La guerra, la famiglia, il fanatismo, la crisi, sono raccontati da Philip Roth con profondo acume. È un libro che è stato definito da tutti «il grande romanzo americano». È la storia di Seymour Levov: alto, biondo e atletico. Malgrado sia di origine ebraica al liceo lo chiamano “lo Svedese”. Negli anni ’50 sposa miss New Jersey, avviandosi a una vita di lavoro nella fabbrica del padre. Nella sua splendida villa cresce Merry, la figlia cagionevole e balbuziente. Finché arriva il giorno in cui le contraddizioni del Paese raggiungono la soglia del suo rifugio, devastandola. La guerra del Vietnam è al culmine. Merry sta terminando la scuola e ha l’obiettivo di “portare la guerra in casa”. Letteralmente.

Lo stesso giovedì 16 maggio alle ore 16 si tiene il Libroforum a cura di Maria Adele Garavaglia su Dalla parte del cane (ed. Libreria Meravigli) con Giambattista Mortarino.

Invece giovedì prossimo alle ore 18 si terrà l’incontro “Parlare di mafia nell’anniversario della strage di Capaci con la presentazione del volume 416 bis & co. Dialoghi sui reati di mafia (Edizioni Santa Caterina) a cura di Giovanna Torre con introduzione di Enzo Ciconte, con la curatrice e Roberto Sparagna, sostituto procuratore presso il Tribunale di Torino, Silvia Baglivo, sostituto procuratore presso il Tribunale di Novara, Ryan Jessie Coretta, coordinatore provinciale Libera, Novara.

I “Giovedì letterari in biblioteca” sono organizzati dal Centro Novarese di Studi Letterari, in collaborazione con l’Istituto Storico Fornara, con il patrocinio del Comune di Novara e della Regione Piemonte e con il supporto della Fondazione Comunità Novarese Onlus all’interno del progetto “La comunità dei libri”.

 




PREMIO TERZANI 2019: SABATO 18 MAG. FRANKLIN FOER DIALOGHERA’ CON GAD LERNER.

Franklin Foer

Sarà l’evento clou della 15^ edizione del festival vicino/lontano la consegna del Premio Terzani 2019 al giornalista e scrittore statunitense Franklin Foer per “I nuovi poteri forti. Come Google Apple Facebook e Amazon pensano per noi”, lucida analisi della grande sfida cui siamo chiamati dalle Big Tech del giornalista e scrittore statunitense (Longanesi). La presidente della Giuria Angela Terzani consegnerà il riconoscimento a Foer sabato 18 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (ore 21) nel corso di una serata-evento, da sempre il momento più atteso di vicino/lontano, che nel 2005, in collaborazione con la famiglia Terzani, ha istituito il Premio. La Giuria che ha assegnato il prestigioso riconoscimento è composta da Giulio Anselmi, Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Àlen Loreti, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Ettore Mo, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Peter Popham, Marino Sinibaldi. Info www.vicinolontano.it Franklin Foer dialogherà con il giornalista Gad Lerner intorno ai temi del libro, che mette al centro del suo ultimo saggio-denuncia la questione del monopolio che i giganti della Silicon Valley, padroni della rete, esercitano sul sistema della comunicazione globale e del mercato. Un talk che, nel
corso della serata – con regia a cura di Gianni Cianchi – si alternerà piacevolmente alle incursioni in ottave di David Riondino ed Enrico Rustici. Foer, in un linguaggio accessibile a tutti, ci mette in guardia sui pericoli di un’informazione manipolatoria, che minaccia di trasformare il volto della democrazia in una forma inedita di

Gad Lerner

autoritarismo. E intanto, il tradizionale contropotere di una stampa professionalmente ed eticamente responsabile, indispensabile pilastro della democrazia, continua a indebolirsi, reso economicamente vulnerabile di fronte ai grandi monopolisti della conoscenza, che danno ai lettori ciò che si aspettano, sfruttandone demagogicamente tendenze inconsce e pregiudizi. Ma Foer ci invita a non rassegnarci e a organizzare una sia pur minima forma di ribellione individuale per dissociarci ogni tanto dalla macchina e concederci qualche momento di lettura su carta, solitaria e silenziosa, lontano dal rumore totalizzante della rete e dalla sorveglianza digitale. Un atto di resistenza dal basso, che potrebbe contribuire a far sopravvivere una tecnologia alternativa, la cultura stampata sulla carta.
«È con un sentimento di onore e di umiltà – ha dichiarato Franklin Foer – che ricevo questo Premio. Onorato di far parte della grande tradizione di scrittori che lo hanno ricevuto nel passato. Onorato di essere parte dell’eredità di Tiziano Terzani. Il mio libro è una polemica. Riguarda quattro aziende che si sono radicate profondamente nelle nostre vite. Sono ovunque. E noi tutti diamo per scontato che non ci sia niente in nostro potere per fermarne l’ascesa. Spero invece che il momento sia arrivato in cui noi tutti ci rendiamo conto della minaccia che esse rappresentano per la nostra società e per noi come singoli individui. Perché ciò che queste aziende ci stanno togliendo è proprio ciò che primariamente dobbiamo preservare e proteggere: la nostra individualità. Le Big Tech sono insensibili non solo alla questione della privacy ma affermano, col loro operato, un’idea del capitalismo basata sul monopolio. Hanno dato l’assalto all’idea di paternità di un’opera, hanno intrapreso una guerra subdola contro la proprietà intellettuale e ci hanno privati di una delle cose più importanti: la nostra libertà di scelta. Quindi non solo vi ringrazio per il Premio che oggi mi conferite, ma vi ringrazio dell’attenzione che la Giuria ha dimostrato di avere nei confronti delle tematiche affrontate nel libro, tematiche che io credo siano strettamente legate all’eredità intellettuale di Tiziano Terzani, un uomo che dava valore al confronto, dava importanza alla dimensione lenta e profonda dell’impegno».
Franklin Foer, giornalista e scrittore statunitense, è nato nel 1974 ed è fratello dello scrittore Jonathan Safran Foer e di Joshua Foer, giornalista come Franklin e autore per Longanesi di “L’arte di ricordare tutto” (2011). È uno dei redattori di punta della prestigiosa rivista di cultura, scienza e attualità “The Atlantic”. In passato è stato editor di “The New Republic” (2006 -2016) e collaboratore delle riviste “New York” e “Slate”. È autore di diversi libri, tra i quali Come il calcio spiega il mondo: uscito in Italia nel 2007 da Baldini & Castoldi Dalai, è un’appassionata analisi di questo sport nell’era della sua (problematica) globalizzazione e un pretesto per far luce, da un inedito punto di vista, sulle nuove oligarchie del mondo contemporaneo. Nel 2017 ha pubblicato il saggio World Without Mind. The Existential Threat of Big Tech, inserito fra i migliori dell’anno dal New York Times e dal Los Angeles Times. Tradotto in Italia da Longanesi nel 2018 col titolo I nuovi poteri forti. Come Google Apple Facebook e Amazon pensano per noi (traduzione di Matteo Camporesi), vince il Premio Terzani 2019.