Mittelfest 2020 a Cividale del friuli nel segno dell’ EMPATIA

È davvero l’alba di un nuovo modo di vivere quella che vuole sorgere dopo la pandemia che ha unito, nella stessa sfida, il mondo intero? E potrà l’EMPATIA, la capacità di essere più vicini al sentire dell’altro, divenire la rampa su cui far decollare un futuro comune? E quanto invece il rispetto delle specificità è una ricchezza da non smarrire? Quali sono allora i confini che portano valore e quelli della paura? Sono questi alcuni degli interrogativi inevitabili alla ricostruzione del mondo che verrà, dopo che quello che conoscevamo è stato scosso alle fondamenta dal Covid-19.

 

Da queste riflessioni parte l’edizione 2020 di Mittelfest – festival di musica, teatro, danza di riferimento per l’area Centro-europea e balcanica, intitolato quest’anno proprio al tema dell’EMPATIA, sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Comune di Cividale, CiviBank, Ert FVG (soci dell’Associazione Mittelfest), MIBACT, Fondazione Friuli, Camera di Commercio di Udine e Pordenone, ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, Convivio Zorzettig, APT, Fazioli, e patrocinato dalla CEI – Central European Initiative. Conferma inoltre la collaborazione internazionale con il Dutch Performing Arts, che lavora alla promozione internazionale degli spettacoli olandesi con il contributo di Performing Arts Fund NL e sostiene 3 progetti musicali di grande livello.

 

Spostata dal tradizionale mese di luglio a settembre, per poter garantire un programma di prestigio, con ospitalità internazionali e spettacoli tutti in spazi chiusi Covid-free, la rassegna andrà in scena dal 5 al 13 settembre a Cividale del Friuli, ancora sotto la direzione artistica di Haris Pašović, pluripremiato regista di teatro e cinema di Sarajevo, all’ultimo anno del suo mandato triennale, e guidato da un nuovo Cda alla cui presidenza c’è l’udinese Roberto Corciulo.

 

Un tema importante, l’empatia, nel mondo ferito dal Covid-19, dalla perdita economica e dai problemi sociali, che verrà esplorato con diversi registri artistici, spettacoli ad hoc, sguardi ad altri momenti del passato in cui il mondo era rimasto al buio, per trarre saggezze nuove dalle esperienze antiche. Dando risalto, accanto a quelli tradizionali, a nuovi linguaggi tecnologici, multimediali e digitali, grandi protagonisti dei mesi del lockdown, anche con il fine di interrogarsi su quanto questi influenzino le relazioni e la comunicazione. Il tutto con grandi nomi nazionali e internazionali, per fare di questo appuntamento, anche per la sua collocazione geografica, un’opportunità di “vaccino culturale” contro la paura che porta a rialzare confini, reali o psicologici. 

 

“Mittelfest è nato nel 1991, dopo il crollo dei regimi totalitari dell’Europa Centro-Orientale, con il fine di costruire un dialogo attraverso la cultura nell’area della Mitteleuropa – spiega il presidente Roberto Corciulo -. Nel 2020 ci troviamo di fronte a un altro imponderabile ed epocale cambiamento: quello determinato dalla pandemia Coronavirus. Una volta di più, dunque, accogliamo la sfida di rilanciare nuove possibilità di futuro che mettano radici nell’arte e nella diplomazia culturale. Molti economisti e sociologi individuano infatti nel turismo, nell’arte e nella cultura momenti tra i più importanti per la rinascita nazionale. Perciò ci siamo posti un obiettivo ambizioso: non solo potenziare Mittelfest, ma costruire una nuova piattaforma mitteleuropea che sinergicamente riesca a coniugare le arti performative con le relazioni, il business e il turismo culturale, per essere parte attiva di un processo che porti ad una rinascita non solo della cultura ma dell’Italia. Con questo intento – conclude Corciulo – è stato allestito un programma ancora una volta di prestigio e attento al presente, garantendo al nostro pubblico l’accoglienza di una terra ospitale, in un’atmosfera di assoluta sicurezza e nel pieno rispetto delle regole vigenti”.

 

“Mai come quest’anno – sottolinea il sindaco di Cividale Stefano Balloch – provati dopo quasi trent’anni dall’esperienza di rivedere i confini attorno a noi chiudersi, Mittelfest ritrova la forza unificante della grande comunità della Mitteleuropa, che ebbe ai suoi esordi, quando contribuì a riunificare, grazie alla cultura, una comunità che il comunismo e i totalitarismi avevano diviso con un muro per quasi mezzo secolo”.

 

In numeri, Mittelfest quest’anno avrà 25 progetti artistici – 14 musicali, 9 teatrali, 2 di danza –  e 3 forum: per 10 prime assolute e italiane. Mentre già dal 21 agosto importanti eventi collaterali prepareranno l’inizio della kermesse. 

 

Empatia

 

Così il direttore artistico Haris Pašović,  spiega la scelta del tema di Mittelfest 2020: “Se ti ferissi e sanguinassi, preferiresti avere accanto a te in quel momento critico la tua cara amica che sviene quando vede sangue o un medico competente che può fermare il sanguinamento, agendo in modo professionale senza alcun sentimento?” Questa domanda, posta dal defunto scienziato americano Carl Sagan, e alcune idee correlate portate in discussione dal famoso psicoanalista italiano Massimo Recalcati, acuiscono il nostro pensiero sul significato dell’empatia. Che cos’è l’empatia? È possibile un mondo senza empatia? Al contrario, un mondo con troppa empatia – così ancora Pašović,  – è del tutto inutile, pieno di sentimenti infiniti e menti sfocate? Questo è il motivo per cui abbiamo scelto l’empatia come tema principale del Mittelfest 2020. Nel mondo colpito gravemente dal Covid-19, c’è posto per l’empatia? E se c’è, allora perché, quando e quanto rende migliori le nostre vite? Gli artisti proveranno ad esprimere i propri pensieri e sentimenti al riguardo attraverso gli spettacoli musicali, teatrali e di danza in cartellone”.

 

Il programma

 

La rassegna, mantenendo il proposito di rappresentare ai massimi livelli teatro, danza, musica classica e contemporanea, con una predilezione per i punti di vista meno scontati, che creano connessioni tra i generi e riflessioni sul presente, presentando insieme spettacoli inediti, grandi artisti amati dal pubblico, spettacoli di pregio che per la prima volta vengono in Italia, nonché giovani promesse nazionali e regionali sulle quali Mittelfest investe per portare semi al futuro, punta quest’anno in particolare su artisti italiani che condividono con il festival un respiro artistico internazionale, anche per le difficoltà di spostamento create dalla pandemia e per sostenere un settore che è stato colpito profondamente dalla sospensione degli impegni professionali. Tenendo anche in considerazione di dare nuova vita a spettacoli di pregio interrotti dal lockdown. 

 

Già il 5 settembre a INAUGURARE Mittelfest ci saranno due prime assolute di grande livello, stilisticamente diverse, ma entrambe sintonizzate con il nostro tempo. Da un lato Il terzo Reich, performance con video installazione di Romeo Castellucci, uno degli artisti italiani più riconosciuti in tutto il mondo per il coraggio e la profondità della sua ricerca artistica, che ci fa riflettere sulla forza di manipolare la realtà da parte del linguaggio e delle parole reiterate. Con questo nuovo intervento, accompagnato dai suoni di Scott Gibbons, restituisce infatti il bombardamento di segni, oggetti, parole a cui siamo sottoposti ogni giorno, fino a un’ipnosi dove tutto diviene indistinto. Una democrazia quantitativa che è in realtà totalitaria. Dall’altro lato, Alessandro Benvenuti in Panico ma rosa – dal diario di un non intubabile propone una delle prime drammaturgie emerse dal periodo Covid-19, raccontando in un monologo serrato la sua esperienza dei mesi sospesi del lockdown, con esiti alternativamente tragici e comici, e l’auspicio finale di una rinascita con lo stupore di un bambino. 

La giornata inaugurale sarà inoltre incorniciata da un doppio appuntamento musicale: il mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza con il gruppo Abdo Buda Marconi Trio – che unisce ritmi klezmer, balcanici e caucasici – taglieranno il nastro portandoci in un viaggio musicale alle radici europee, intitolato Il viaggio di Europa. La giornata sarà chiusa da un grande concerto in Duomo della FVG Orchestra, diretta da Filippo Maria Bressan, intitolato Per un Mondo Nuovo, insieme al Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste, con musiche dal Requiem di Mozart, in omaggio alle vittime della pandemia, e dalla Sinfonia n. 9 Dal Nuovo Mondo di Antonín Dvořák, per l’auspicata rinascita. 

 

Continuando a esplorare il programma, e raggruppando le proposte per aree tematiche, il soggetto del totalitarismo, come lezione del passato e come separazione e assenza dell’empatia positiva, è anche protagonista di due appuntamenti che vogliono essere dei veri e propri memorandum, affinché la Storia sia maestra di vita: così è per un classico come Srebrenica (11 settembre) di Roberta Biagiarelli, con cui si commemorano i 25 anni del genocidio bosniaco di Srebrenica, e Deve Trattarsi di autentico amore per la vita (6 settembre), il reading di Maddalena Crippa dai Diari 1941–1943 dell’umanissima mistica olandese Etty Hillesum, che racconta la Shoà in modo inedito, come progressivo cammino di crescita interiore e di illuminazione, più forte delle atrocità perpetrate. Entrambi nel genere dello storytelling, che attraversa anche altri spettacoli in programma.

A questo tema si rifà anche la nuova creazione di un attore molto amato in teatro e al cinema, Elio Germano, che propone in Segnale d’allarme (7-9 settembre) una trasposizione virtuale del suo spettacolo, scritto con Chiara Lagani, La mia battaglia, tratto dalla traduzione italiana di Mein Kampf di Adolf Hitler, e che permette allo spettatore, attraverso visori, di rivivere la pièce teatrale dalla prima fila immergendosi completamente fino a confondere immaginazione e verità. La domanda che ci pone è questa: nel mondo dominato dalla realtà virtuale, siamo ancora in grado di distinguerla dalla vera realtà?

 

All’insegna della sperimentazione e della multimedialità sono anche le proposte realizzate con il sostegno dell’olandese Dutch Performing Arts, con cui si rinnova per il secondo anno la collaborazione, per 3 spettacoli in prima nazionale. A cominciare dal concerto Il ciclo della falsificazione del giovane compositore e inventore di strumenti sorprendenti Akim Moiseenkov, che ci interroga e si interroga anche lui sul concetto di vero e falso (6 settembre, coproduzione Mittelfest), per continuare con Muhammad (9 settembre), originalissimo concerto dell’ensemble Ikarai, in onore del Re della boxe, che non canta lo sport, ma si fonde con il suo ritmo e lo traduce in scrittura musicale, trasformando il palcoscenico in un ring, e per concludere con i Tin Men and the Telephone (8 settembre) che ci porteranno in un immaginifico viaggio spaziale verso un nuovo pianeta abitabile, dopo che abbiamo reso questo inabitabile e surriscaldato. Una performance dal titolo parlante The GREATEST Show (Global Relocation of Evolved Apes Towards Exoplanet Suitable for Terraformation/Ricollocazione globale delle scimmie evolute in un Esopianeta adatto alla ricreazione della Terra) che combina improvvisazioni musicali jazz, immagini e la partecipazione del pubblico attraverso un’app dello smartphone. 

 

Della frattura dell’uomo e l’ambiente tratta anche 19 luglio 1985 – una tragedia alpina (12 settembre), un appuntamento tra prosa, grande musica ed esecuzioni corali, con la drammaturgia di Marco Bernardi e la regia di Filippo Andreatta, che ripercorre il disastro della frana della Val di Stava, dove persero la vita 268 persone. Uno spettacolo che unisce vari linguaggi e che ci fa riflettere ancora una volta su come ogni progetto futuro possa nascere solo da un’alleanza con il mondo che ci ospita.

 

È invece un punto di vista visionario quello del teatro di Emma Dante, una delle drammaturghe e registe italiane più apprezzate a livello internazionale, che riprende il tour di Misericordia, interrotto dal lockdown (10 settembre, spettacolo in programma in collaborazione con CSS – Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia), dove racconta la fragilità delle donne in un contesto emarginato e in una Sicilia senza tempo, in cui si fondono realtà e poesia. 

Ispirato ad una sorta di realismo magico era anche il teatro dello sloveno Tomaž Pandur, più volte ospite a Mittelfest e scomparso prematuramente nel 2016, a cui la sua compagnia rende omaggio con lo spettacolo postumo Immaculata (7 settembre), che indaga la storia di Maria, la madre di Gesù, cogliendola dal punto di vista umano e trascendente insieme, immaginando ciò che è seguito alla Passione, nelle pagine su di lei che non sono mai state scritte. 

L’arte che viene dai Balcani sarà protagonista anche del dramma familiare che arriva dalla Serbia in prima nazionale Finché morte non ci separi (7 settembre) di Mira Furlan, con la regia di Miki Manojlović , regista di fama europea e un cast apprezzatissimo: con atmosfera quasi cechoviana, racconta del ripiegarsi della vita familiare in corrispondenza alle delusioni storiche, ma anche degli scorci di luce che nascono dall’ombra. 

 

Tra le proposte di grande musica di questa edizione di Mittelfest, che spaziano dalla composizione d’autore a ensemble internazionali, dal pop alla migliore musica classica e contemporanea, troviamo un altro visionario, per alcuni addirittura un sacerdote delle note per le sue ricerche alle radici dell’umano e del sacro, ovvero Vinicio Capossela. Capossela porterà il suo nuovo concerto Pandemonium (12 settembre) dal nome della rubrica quotidiana che teneva durante il periodo della quarantena: un concerto narrativo con storie e canzoni scelte nel suo repertorio che quest’anno compie trent’anni. 

Passando al versante classico, atteso è il quartetto d’archi dei Philharmonic String Quartet (13 settembre), giovani musicisti dello storico ensemble dei Berliner Philharmoniker, che eseguiranno musiche di Mozart, Haydn, Beethoven.

Mentre, per la nuova musica, è un’occasione ghiotta quella di trovare in cartellone in prima nazionale uno dei giovani sperimentatori più promettenti del panorama italiano, come Michele Marco Rossi, in scena con il concerto per violoncello prodotto da Mittelfest Hurt/Heart (8 settembre), considerato il nuovo Sollima, e lo stesso Maestro Giovanni Sollima, compositore fuori dal comune e virtuoso del violoncello, che si esibirà nel concerto Folk Cello (11 settembre). 

 

Ma tra i propositi di Mittelfest c’è anche quello di sostenere i talenti musicali del territorio, o emersi da iniziative regionali, per mettere dei semi nel futuro. Li rappresenteranno in questa edizione la pianista russa Gala Chistiakova, una delle vincitrici del Concorso pianistico internazionale del Friuli Venezia Giulia, che eseguirà un recital pianistico intitolato Appassionata (10 settembre, in collaborazione con PianoFVG); Valentina Danelon e Nicoletta Sanzin, artiste premiatissime a livello nazionale e internazionale, che proporranno il concerto per violino e arpa Meditations (12 settembre, produzione Progetto Musica); Maria Iaiza, pianoforte, il quartetto di fiati di Irene Fiorino oboe, Federico Martinello clarinetto, Nicola Fattori corno, Tara Lešnik fagotto, con Luca Trabucco al pianoforte, e il pianista Piero Franceschetto, musicisti selezionati dei Conservatori G. Tartini di Trieste, J. Tomadini di Udine e Associazione Progetto Musica, che saranno protagonisti del concerto Empatia (13 settembre, Produzione Mittelfest).

 

La danza sarà rappresentata da una delle formazioni più amate a livello regionale, riconosciuta a livello nazionale, gli Arearea, guidati dalla coreografa Marta Bevilacqua, presenti con lo spettacolo Il Rovescio (10 settembre), che ancora ritorna sul tema della difficoltà di distinguere la realtà vera da quella falsificata, in un continuo raddoppiamento carnevalesco, con ispirazioni da Camus e musiche dei Pink Floyd. E sarà rappresentata anche da uno spettacolo che porta i colori dell’Africa, Dannatamente libero (9 settembre) scritto da Sonia Antinori e diretto da Filippo Ughi, che in prima nazionale, esplorerà una volta in più la relazione tra verità e narrazione, in un racconto drammaturgico che si ispira a storie tradizionali, con musica e danza, e affronta il temi dell’incontro tra culture e del dialogo interreligioso. 

 

Come gran finale, il giorno di chiusura (13 settembre) sarà ancora incorniciato da due proposte artistiche speciali. In mattinata si terrà il “concerto teatrale sui mondi di frontiera” Sconfinati, con il Coro Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste, un concerto teatrale sul concetto di confine, ritornato protagonista negli ultimi mesi anche nella linea orientale del Friuli, con l’idea di coglierne la ricchezza culturale oltre ogni separazione. E si chiuderà con lo spettacolo di Teatro, musica e multimedialità, in prima assoluta, Giorgio Mainerio, un misteri furlan, con l’ideazione e la direzione artistica di Marco Maria Tosolini, anche alla drammaturgia e regia insieme a Paolo Antonio Simioni: un’azione scenica per parole, suoni, corpi, immagini con cui viene vivificata la storia misteriosa di Mainerio, musico, sacerdote e, forse, negromante in quel Friuli del ‘500 in cui sacro e profano si fondono. Una produzione Mittelfest 2020 e ARLeF Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, e anche il pubblico sarà parte della pièce. 

 

Oltre agli spettacoli si terranno 3 forum di approfondimento, mentre due densi fine settimana faranno da anteprima al festival dal 21 agosto e saranno presentati in seguito.

 

Biglietti e abbonamenti

 

Abbonamenti: previo appuntamento dall’11 agosto (tel. 0432/734316, biglietteriamittelfest@gmail.com)

Biglietti: online (www.mittelfest.org) o nelle rivendite Vivaticket dal 15 agosto

 

E naturalmente Mittelfest è anche la sua terra e la sua città, Cividale, patrimonio mondiale dell’Unesco: una rete di pubblico, artisti, ospiti, cittadini e un network di hotel, ristoranti e caffè, in una delle terre più rinomate d’Italia per la storia e i sapori. Un punto di riferimento enogastronomico internazionale attorniato dai paesaggi unici delle Valli del Natisone, terra perfetta per un turismo slow, Covid-free. 

 

Info: www.mittelfest.org




Il biopotere nel pensiero di Callicle

Callicle (Atene, V secolo a. C. – forse seconda metà del V secolo a. C.) è un misterioso sofista, è il principale interlocutore di Socrate nel Gorgia di Platone. La sua figura di giovane ateniese aristocratico e dalle idee antidemocratiche ha indotto gli interpreti a porre varie ipotesi sulla sua identità: oltre al Gorgia, infatti, di Callicle non si hanno notizie in altri testi.

Secondo Callicle le leggi sono soltanto degli artifici che hanno lo scopo di difendere i meno forti, vale a dire quelli con capacità inferiori, ma dall’altra parte ostacolano il raggiungimento del proprio bene da parte dei più forti. Nel corso del dialogo tra Socrate e Callicle, il giovane ateniese, messo più volte in difficoltà dal filosofo, decide sdegnosamente di abbandonare la discussione, lasciando campo libero all’avversario che può terminare da sé il proprio ragionamento, dimostrare che è meglio scegliere una vita morigerata dedita alla filosofia e alla virtù, e narrare un mito escatologico in cui vengono ribaditi questi principi.

Però molti hanno frainteso la filosofia di Callicle. Perché quando Callicle parla dei più forti, sostiene che i più forti sono quelli che riescono a “estroflettere” qualcosa che possa avere una propria autonomia della vita. Sono quelli che hanno la virtù. (Platone, Gorgia 489 c3, 490 a8, 489 e5, 483 c2. Il traduttore italiano F. Antorno non traduce nel testo greco originale la frase (πλέον έχειν) che significa “un avere di più”, frase molto importante per la filosofia di Callicle.

La forza della politica funziona più come volontà politica, come arte, o scienza, attraverso cui la pluralità riesce convivere. Callicle vede la politica nel suo significato essenziale e anzitutto vede l’esperienza del limite. Crede che l’uomo sia forte, perché l’uomo è la volontà della verità. L’uomo così diventa un concetto della realtà transeunte e particolare su cui bisogna agire. E con la sua libera volontà può e deve crearsi il suo mondo.

Questa forza non è una forza deterministica dell’attività umana, ma è lume che fa discernere il bene dal male, è la volontà che aiuta a risollevare i valori crollati, regola che disciplina le cose perché non vadano contro la loro natura. L’uomo è postulato da Callicle attivo e impegnato nell’azione con tutte le sue energie, virilmente consapevole delle difficoltà che ci sono e pronto ad affrontarle e superarle. Secondo Callicle dove vi è una volontà vi è una strada.

Le sconfinate forze dell’azione, delle passioni, dell’intuizione, della fede, convergono in esso, in un’integrità armonica nella quale l’uomo si completa. La volontà umana possiede di guidare la realtà, di piegarla ai propri orientamenti, di farsi artefice della storia. Però qualunque potere è fatto dall’Egemonia del Principe. La potenza, infatti, indica la semplice possibilità di un ente di tradursi in un atto che può realizzarsi o meno.

La concomitanza fra il pensare e il fare c’è anche nella filosofia di Stirner, e nella filosofia di Tommaso d’Aquino. La verità è semplicemente ciò che è, è l’esistenza unica dell’azione e proprio della forza, secondo Stirner. Il fondamento su cui poggia l’unico, il singolo effimero ed immediato, è la sua stessa esistenza fisica e concreta, la sua vita che si dissolve e si consuma. Ma anche la verità, secondo la definizione di Tommaso d’Aquino, è nella corrispondenza del pensiero con l’azione, ed è vera solo la formula di quei movimenti i cui fatti politici sono contestuali all’elaborazione dottrinaria.

Tuttavia, la figura di Callicle ha rivestito un ruolo importante nella storia della filosofia, soprattutto nel pensiero di Friedrich Nietzsche che trovò l’arrembante giovane ateniese ben più persuasivo del sileno Socrate. “Dio è morto”, proclama Nietzsche, operando un totale azzeramento di valori che decreta il rifiuto assoluto di ogni ideale e valore su cui la civiltà ha costruito per secoli la propria regola di comportamento.

L’irruzione del nichilismo tradisce il nulla che ne era il fondamento nascosto; la terra si snatura e va verso la sua decadenza: se Dio è morto non ha più senso parlare di bene e di male, di giusto e di ingiusto, la verità stessa è labile, perché chi dovrebbe conoscerla o constatarla ha perso il potere di ri-conoscerla e fissarla come contenuto di coscienza. L’uomo è stato ridotto a contenitore di coscienza storica, passivo spettatore degli eventi, incapace di vivere il presente. Il sapere non fine a se stesso, ma preludio dell’utile, la storia che grava sulle spalle della società moderna, vanno combattuti perché impediscono all’uomo di “fissarsi sulla soglia dell’attimo”.

Il processo di soggettivazione caratteristico dell’epoca moderna è visto da Foucault come estensione, come tecnica principale del potere; una forma di potere che “è rivolta all’immediata vita quotidiana che categorizza l’individuo, lo segna della sua individualità, lo fissa alla sua identità, gli impone una legge di verità che egli deve riconoscere e che altri devono riconoscere in lui.”

Il nocciolo del potere è il “biopotere”, il potere che si esercita positivamente sulla vita, nel senso che la gestisce, la potenzia, la plasma riuscendo a regolarla e controllarla in modo sempre più capillare e preciso. Il potere è una relazione fra individui e la società è attraversata da rapporti di potere: ogni rapporto sociale è un rapporto di potere perché il soggetto, animato da volontà di potenza, è per sua natura polemico e guerreggiante. Suo oggetto è il corpo dell’individuo e il corpo-specie della popolazione; le discipline del corpo e i saperi che mirano a regolare la popolazione costituiscono i due poli attorno ai quali si è sviluppata l’organizzazione del potere sulla vita.

Apostolos Apostolou

Scrittore e Prof. di Filosofia




ANONIMO MECENATE VENETO NOMINA “EREDE” LA RISERVA NATURALE REGIONALE DEL LAGO DI CORNINO: LASCITO TESTAMENTARIO DI QUASI 50 MILA EURO PER LA TUTELA DEI GRIFON

Il suo nome non si conosce. Si sa solo che era un uomo, che viveva in Veneto e che quando ha scoperto l’affascinante realtà della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, regno dei grifoni, si è innamorato del sito al punto tale da volerlo nominare proprio “erede”. Alla morte del misterioso mecenate, così, lo scrigno naturalistico e faunistico che rappresenta la perla del Comune di Forgaria nel Friuli ha ottenuto in eredità, appunto, una somma prossima ai 50 mila euro, con il vincolo – chiaramente esplicitato nel lascito testamentario – di destinarla ad azioni di tutela della specie protetta dalla Riserva, per diffondere la conoscenza sia della rarità dei grifoni, sia dell’importantissimo ruolo della realtà che opera per la loro salvaguardia.

«Un gesto di estrema generosità – commenta il sindaco di Forgaria nel Friuli, Marco Chiapolino -, che dimostra come chi visita la Riserva naturale regionale di Cornino se ne innamora. E’ una gratificazione per noi amministratori e per tutti coloro che si sono adoperati e si stanno impegnando per sviluppare il progetto di conservazione e promozione turistica del sito. Il fatto che la persona che ha voluto offrire un contributo così consistente non fosse friulana ma veneta conferisce un peso e una valenza ancora maggiori all’iniziativa. Per definire al meglio le modalità di utilizzo della cifra donata ci siamo confrontati con gli esecutori testamentari, per operare nel pieno rispetto delle volontà del mecenate».

La scelta è ricaduta sul potenziamento delle dotazioni (multimediali in primis) del Centro Visite, e per perseguire il miglior risultato possibile – sempre ad attestazione di riconoscenza  nei confronti del finanziatore – ci si è affidati, per la progettazione, a un esperto del settore noto su scala nazionale, l’ingegner Ennio Pepe, che ha già svolto lavori analoghi nel parco partner della Riserva di Cornino, il “Natura Viva” di Bussolengo. Sono previste la reimpostazione della sala d’ingresso, con una rimodulazione, in particolare, della grafica dei pannelli a parete, la realizzazione di una vetrina per esporre lo scheletro di un grifone, l’installazione di un sistema di videoproiezioni e l’attivazione di varie postazioni interattive, dedicate ai rapaci notturni, al confronto fra le specie, al centro di ripopolamento. Ma fulcro dell’intervento sarà la creazione di una stanza multimediale dedicata al Tagliamento: vi verrà anche collocato un mega pannello di 8 metri x 2.30. Completano il programma il posizionamento di monitor per video-proiezioni da proporre nel corso di svariate attività didattiche, di un plastico interattivo e di una nuova, accurata segnaletica, cui si affiancherà un sistema d’illuminazione studiato ad arte.

«Questa donazione – dichiara l’assessore comunale al turismo Pierluigi Molinaro, che detiene anche la delega alla Riserva – è davvero importante per il futuro del sito. Ci permetterà infatti di far compiere alla Riserva un notevole salto di qualità, tramite un’azione di ammodernamento e potenziamento del Centro visite che permetterà di erogare un’offerta ricca, completa e di estrema qualità. L’operazione garantirà indubbi ritorni, trasformando la Riserva in un luogo in cui si potrà trascorrere un’intera, intensa giornata: se già l’affluenza turistica è molto alta, grazie a un percorso di rilancio avviato ormai dieci anni fa e prodigo di risultati, possiamo dunque contare su un ulteriore sviluppo. Sarà fondamentale continuare a investire sulla Riserva, rafforzando, per esempio, la rete sentieristica. Ma un punto cruciale, per favorire un lancio su larga scala, è quello della segnaletica: bisogna indicare la Riserva di Cornino già dall’autostrada. Mi auguro che la Regione, che ha sempre sostenuto questa preziosa realtà, proceda quanto prima in tal senso».




Il desiderio è sempre insoddisfatto e sempre risorgente

Amore è donare quello che non si ha a qualcuno che non lo vuole, sosteneva Jacque Lacan. E Vincenzo Cardarelli, poeta, scrittore e giornalista, diceva che l’amore, sul nascere ha di questi improvvisi pentimenti. Se il desiderio è per definizione insoddisfatto e questo succedo siccome quando amiamo noi torniamo a sperimentare in modo abbastanza vivo il senso di solitudine. L’uomo nella sua vita deve pagare per crescere l’insoddisfazione.

Gli psicanalisti e i poeti conoscono che la crescita esiste verso una dimensione adulta’ e rimasta sempre legata anche al desiderio enorme di cogliere ciò che da bambini ci è stato precluso. L’amore (come il desiderio) è il vissuto dell’assenza, è come se noi – come sostiene Aldo Caratenuto – il percorso dell’esistenza, sperimentassimo continuamente un’insoddisfazione profonda nonostante tutto che riusciamo ad afferrare. Il senso d’illimitato è sempre nell’amore. Infatti noi sentiamo non solo un’ apparente pienezza, ma anche che quella pienezza è falsa secondo Aldo Caratenuto. Cosi l’amore è un’insoddisfazione. Misteri dolorosi e fertili della mancanza d’amore.

Il greco filosofo Christos Yannaras scrive: «Quando nasce, l’eros (amore) nasce la vita. Attoniti tocchiamo con mano come possa la povertà dell’esistere trasfigurarsi in ricchezza inattesa di vita. Momenti quotidiani di routine si mutano in esperienza di festa, poiché la quotidianità incarna, ora, la reciprocità della relazione. Non c’è un tempo con un passato e un futuro, né uno spazio più vicino e più lontano. Il tempo è solamente un presente, e lo spazio solamente immediatezza di presenza, Spazio senza spazio la vicinanza, che dimensioni non conosce, dell’Altro, e tempo senza tempo la natura, che conosce solo pienezza, della reciproca offerta di sé. Al primo segno di reciprocità che l’Altro ci accorda, investiamo tutto il nostro naturale istinto di vita. Senza riserve e senza misura. Viviamo solo per l’Altro e grazie l’Altro. Diamo tutto, giochiamo tutto. Ogni garanzia, ogni sicurezza. I nostri legami e i nostri doveri. Il nostro buon nome, il nostro prestigio o la nostra fame. I nostri progetti, le nostre speranze. Pronti a tutto, persino alla morte, a favore dell’essere amato.»

L’amore è la grande nostalgia, la grande assenza (insoddisfatto), perché anche la vita è una grande mancanza. Finalmente la mancanza è l’essenza della vita. E come dirà Massimo Recalcati «La mancanza non è afflizione, pena, mutilazione della vita. Questa è una rappresentazione solo nichilistica. Non è quello che mi interessa. La psicoanalisi mette in luce che la mancanza è generativa, perché essa costituisce il nutrimento vitale del nostro desiderio, che non è solo rimpianto nostalgico per una pienezza irraggiungibile, ma una potenza, una forza, un’energia trasformativa che rende la mancanza condizione di un’apertura verso l’Altro ricca di vita e di mondo, capace di colmare, come scrive il poeta, il cuore dell’uomo… Il desiderio manifesta la mancanza che abita l’essere umano, né è la sua espressione più pura. Come accade agli innamorati che si incontrano dopo un certo periodo di lontananza: non si chiede all’amato cosa ci ha portato, non lo si investe con una domanda rivolta all’avere. La domanda d’amore è sempre la stessa: ti sono mancato? La mia assenza è stata per te una presenza? »

Il desiderio ha il carattere del bisogno, ma maggiormente con il significato di domanda, in altre parole connette il soddisfacimento del bisogno – ma il desiderio non è bisogno- con qualcun altro al quale il bisogno s’indirizza come domanda. Il desiderio è il desiderio della vita come relazione e amore e lo troviamo nel linguaggio che la psicologia dopo Freud ha consacrato come desiderio erotico e come libido.

Apostolos Apostolou

Scrittore e Prof di Filosofia.




PREMIO HEMINGWAY 2020 A DAVID GROSSMAN: “ISRAELIANI E PAESTINESI DEVONO PARLARSI.

Permetterci di essere più indulgenti e più affettuosi. Più umani”: è l’auspicio dello scrittore israeliano David Grossman, Premio Hemingway 2020 per la Letteratura, in vista di una società umana post pandemica. Le sue dichiarazioni sono un’anticipazione tratta dal dialogo che terrà venerdì 26 giugno, alle 18, in streaming sul sito premiohemingway.it: un’intervista condotta dallo scrittore Alberto Garlini, presidente di Giuria del Premio. «Dopo avere vissuto un’esperienza così traumatica, che ha distrutto tutto ciò che davamo per scontato, dovremmo essere un po’ più modesti riguardo alle nostre aspettative, più comprensivi gli uni con gli altri – osserva ancora Grossman – Per un po’ potremmo mettere da parte la nostra naturale aggressività, l’ostilità e la diffidenza. Quanto a me: durante il coronavirus volevo fare due cose: scrivere libri per bambini, per essere infuso di speranza e di gioia di vita. E ne ho scritti due. E volevo leggere libri, ma solo libri che fossero più vecchi di me». Grossman sarà premiato sabato 27 giugno alle 18.30: la cerimonia si svolgerà sempre online, sul sito premiohemingway.it e inoltre sui social del Premio Hemingway, sul sito e i social di pordenonelegge (pordenonelegge.it) e del Comune di Lignano Sabbiadoro (lignano.org). Il Premio Hemingway 2020 si apre domani, giovedì 25 giugno alle 18 su premiohemingway.it, con l’intervista a Guido Guidi condotta dallo storico della fotografia Italo Zannier, ed è promosso dal Comune di Lignano Sabbiadoro con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso la consolidata collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge.

«Devo ammettere: di solito le persone ritornano alle loro vecchie modalità, ai luoghi che conoscono, ai vecchi comportamenti – spiega ancora Grossman –  Forse, però, dopo questo choc, dopo avere provato quanto siamo fragili, quanto sia breve la vita e limitato ogni tipo di potere, dopo esserci resi conto che eravamo più attaccati al denaro che al nostro tempo, spero che alla fine un po’ di questo ci resterà, almeno ancora per qualche mese. E che quando torneremo alla nostra vita abituale, alla nostra routine, ci ricorderemo ciò che abbiamo passato, il buio che ha gravato su di noi, e forse questo, voglio sperare, influirà sul nostro comportamento, sul rapporto con gli altri».

Dallo scrittore israeliano arriva anche una dichiarazione appassionata di solidarietà e di affetto per l’Italia: «sin dall’inizio dell’esplosione del virus – racconta Grossman – chi ama l’Italia ha seguito con grande apprensione e con dolore gli sviluppi della pandemia. Per me l’Italia ha un legame così profondo con le cose belle, con le belle persone che ho conosciuto, col calore della gente, con la generosità e la bellezza di ogni singolo paesaggio. E il pensiero che ora, su tutto questo, grava la pesante nube della pandemia, che tante persone ancora muoiono, tante perdono il lavoro e soffrono, è davvero molto doloroso, e lo seguiamo come se stesse accadendo da noi, nel nostro Paese. Spero davvero che il nostro prossimo incontro sarà più normale, più umano, da persone reali: che potrò vedervi negli occhi, stringervi la mano e potremo sorridere insieme, che potremo comportarci come la gente dovrebbe comportarsi».

 

Il premio Hemingway 2020 è stato assegnato a David Grossman “per i romanzi carichi di sensibilità e ricchi di un’immaginazione che si dispiega pagina dopo pagina in architetture romanzesche perfette e innovative, fino alle pieghe più nascoste, sofferte e vive dell’animo umano. I suoi personaggi ci sorprendono perché sanno andare oltre i propri limiti e le proprie inibizioni, sanno soffrire, parare i colpi che arrivano dal passato, rinnovarsi, rinascere e imparare a far proprio un linguaggio affettivo nuovo per guardare l’altro – e se stessi – sotto una luce diversa”. Del suo ultimo libro, “La vita gioca con me” (Mondadori) Grossman ricorda: «Tutto è iniziato un giorno, quando è squillato il telefono di casa e c’era questa donna, con una voce molto decisa, e ha detto “David”, mi ha chiamato così, con l’accento di Ben Gurion, il nostro leggendario primo ministro, e poi ha iniziato a parlarmi e a raccontarmi di lei. E la storia della sua vita era una delle storie più incredibili che avessi mai sentito. Ho scritto questa storia ispirandomi alla vera storia di una donna straordinaria, Eva Panic Nahir, che viveva in un kibbutz in Israele. Se il libro che scrivo non mi trasforma, per me non ha scopo scriverlo. Non accade con ogni libro, purtroppo, ma con molti libri è successo: li scrivo e poi, d’improvviso, capisco qualcosa. Solo attraverso la scrittura lo capisco».

 

E sull’eterna questione legata al suo Paese, Grossman commenta: «Si parla sempre di come Israele e la Palestina, di come le narrative dei due popoli si scontrino tra loro, e io odio questa parola, “narrativa”, penso che la narrativa sia una storia umana che si è congelata, che è morta. Il mio desiderio di scrittore è quello di riuscire ad ammorbidirla, a massaggiarla per renderla meno rigida, meno legnosa, per darle movimento. Senza movimento non c’è vita. Ed è questo che mi auguro che la mia scrittura riesca sempre a fare.  Da anni in Israele non abbiamo più un dialogo interno, abbiamo solo accuse reciproche, violenza reciproca e sospetto, tra israeliani e israeliani, tra parti diverse, tra destra e sinistra, tra sfera religiosa e secolare, tra vecchi arrivati e nuovi arrivati. Il dialogo è morto tra questi gruppi. Se non c’è dialogo, non c’è ideologia. Qualcuno potrebbe dire che, tutto sommato, nel 2020 non abbiamo bisogno di ideologie. Invece io credo che ne abbiamo un grande bisogno, forse più di prima, perché ci sentiamo così sradicati e fragili, talmente soli. Dobbiamo parlare con i palestinesi, dobbiamo avviare delle trattative, dobbiamo cambiare la situazione, altrimenti rimarremo intrappolati in questa guerra infinita per sempre. Ma ci sono sempre più agenti di violenza e di ostilità tra i due popoli e ogni giorno sempre meno agenti di pace. E quegli agenti di guerra non faranno che generare sempre più guerra. Perché conoscono solo quella, questo è il loro DNA, il DNA della guerra, dell’odio e del sospetto. La forza che mi ha attratto mentre scrivevo è il potere del dialogo: il dialogo che con molta prudenza e con dolore rivela segreti, segreti che sono oscuri, dolorosi e terribili, ma che d’un tratto, una volta eliminati dai polmoni, ti fanno tornare a respirare».  La Giuria della 36^ edizione del Premio Hemingway è composta dagli scrittori Alberto Garlini (Presidente) e Gian Mario Villalta, con lo storico della fotografia Italo Zannier, il sindaco del Comune di Lignano Sabbiadoro Luca Fanotto e il presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, ed è operativa in sinergia con l’Assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia Tiziana Gibelli e l’Assessore alla Cultura del Comune di Lignano Ada Iuri.  Insieme a David Grossman sono stati premiati quest’anno l’astronauta dell’ESA Samantha Cristoforetti, lo storico Alessandro Barbero e il Maestro della fotografia Guido Guidi.

David Grossman (Gerusalemme, 1954), noto per il suo impegno in favore di una soluzione pacifica della questione palestinese, è uno dei più grandi narratori contemporanei. È diventato un caso letterario nel 1988 con Vedi alla voce: amore, seguito da Il libro della grammatica interioreCi sono bambini a zigzagChe tu sia per me il coltelloQualcuno con cui correreCol corpo capiscoA un cerbiatto somiglia il mio amoreCaduto fuori dal tempo e Applausi a scena vuota, vincitore del prestigioso Man Booker International Prize nel 2017, infine La vita gioca con me. Suoi sono anche alcuni celebri libri inchiesta dedicati alla questione palestinese: Il vento gialloUn popolo invisibileCon gli occhi del nemicoLa guerra che non si può vincere.




PREMIO HEMINGWAY, DA GIOVEDI’ 25 GIUGNO IL FESTIVAL DIGITALE

I DIALOGHI CON DAVID GROSSMAN, SAMANTHA CRISTOFORETTI, ALESSANDRO BARBERO, GUIDO GUIDI. E SABATO 27 GIUGNO IL TALK DI  PREMIAZIONE CON I 4 VINCITORI

 ACCESSO LIBERO CLICCANDO SU PREMIOHEMINGWAY.IT

Da giovedì 25 a sabato 27 giugno anche quest’anno il Premio Hemingway diventa un piccolo Festival, e vedrà protagonisti i suoi quattro vincitori: l’autore israeliano David

Alessandro Barbero

Grossman per la Letteratura, l’astronauta Samantha Cristoforetti nella sezione Testimone del nostro tempo, lo storico Alessandro Barbero per l’Avventura del pensiero e l’artista Guido Guidi per la Fotografia. Attraverso i suoi vincitori la 36^ edizione del Premio dedicato ad Ernest Hemingway celebra, ancora una volta, la straordinaria capacità del grande autore americano di guardare nel profondo dell’animo umano. L’edizione 2020 del Premio Hemingway, dopo il lungo lockdown in Italia e nel mondo, avrà come filo rosso lo sguardo sugli scenari che ci aspettano: un tema che riecheggerà nei quattro incontri con i vincitori che saranno accessibili liberamente  cliccando sul sito e i canali social del Premio (premiohemingway.it) e inoltre di Fondazione Pordenonelegge (pordenonelegge.it) e del Comune di Lignano Sabbiadoro (lignanosabbiadoro.org)

Il Premio Hemingway 2020 per la Letteratura va ad una delle voci più profonde,

influenti e ammirate della letteratura mondiale, David Grossman “per aver scritto

Grossman – copyright Claudio Sforza

romanzi carichi di sensibilità e ricchi di un’immaginazione che si dispiega pagina dopo pagina in architetture romanzesche perfette e innovative, per arrivare fino alle pieghe più nascoste, sofferte e vive dell’animo umano”. Il pubblico del Premio Hemingway potrà incontrare Grossman venerdì 26 giugno, alle 18, attraverso il dialogo digitale che terrà con il presidente di Giuria Alberto Garlini. All’astronauta Samantha Cristoforetti va il Premio Hemingway 2020 nella sezione Testimone del nostro tempo, “per averci fatto guardare la Terra da un’altra prospettiva, che non è solo quella dello spazio, ma soprattutto quella dei sogni”. Samantha Cristoforetti dialogherà con Alberto Garlini venerdì 26 giugno, alle 21.  va

amantha_Cristoforetti_onboard_the_International_Space_Station_pillars-@ESA_NASA

allo storico Alessandro Barbero il Premio Hemingway 2020 per l’Avventura del pensiero, “per la sua capacità di rendere viva e soprattutto empatica una materia di studio spesso concepita come asettica, attraverso uno stile narrativo sobrio equilibrato e avvincente, e una conoscenza vastissima dei periodi trattati”.  Sabato 27 giugno, alle 11, Barbero converserà con Gian Mario Villalta nel dialogo digitale disponibile online. Anche per l’edizione 2020 il Premio Hemingway seleziona una personalità eccellente della “fotografia”: è l’artista Guido Guidi, premiato

Guido-Guidi-foto-di-Manuela-De-Leonardis

per il volume “In Sardegna 1974 – 2011”  (Mack Books Londra), “opera di intensa letteratura fotografica nella quale risalta l’ideologia culturale dell’autore, teso a rappresentare l’identità sociologica e antropologica di un territorio – qui, la Sardegna – superando la convenzionale iconografia spettacolare e turistica”. Guidi dialogherà online con lo storico della fotografia Italo Zannier, inaugurando il festival giovedì 25 giugno alle 18.

E diventerà un vero “talk digitale” la cerimonia di premiazione, che vedrà protagonisti i quattro vincitori, David Grossman, Samantha Cristoforetti, Alessandro Barbero e Guido Guidi: appuntamento sabato 27 giugno alle 18.30, come gli incontri accessibile a tutti online su www.premiohemingway.it

INFO www.premiohemingway.it  PRESS ufficiostampa@volpesain.com

 E.L.




PREMIO HEMINGWAY 2020 ALLO STORICO ALESSANDRO BARBERO: “LA PANDEMIA HA EVIDENZIATO L’INFINITA’ FRAGILITA’ DELL’EUROPA”

«Cos’è la storia? L’idea iniziale della storia, nell’antichità, era di ricordiamo le cose grandiose accadute, oggi il concetto si è allargato: si continuano a studiare i grandi uomini e i grandi avvenimenti, ma studiare la storia significa studiare il comportamento degli esseri umani: di tutti. La storia è il catalogo immenso di tutto quello che gli uomini hanno fatto sulla terra nel tempo, le cose grandiose e le porcherie, le infamie ma anche le cose banali e quotidiane. Perchè lo scopo è capire meglio chi siamo, quindi la storia è un grande catalogo di esempi. Conoscere gli esempi di situazioni analoghe accadute in precedenza ci aiuta a decodificare meglio il presente: se studi la storia non rimani indifeso di fronte alle cose che succedono Se invece manca questa dimensione è come mancasse uno dei cinque sensi …». Lo spiega lo storico Alessandro Barbero, Premio Hemingway 2020 per l’Avventura del pensiero: le sue dichiarazioni anticipano il dialogo che terrà sabato 27 giugno, alle 11, in streaming sul sito premiohemingway.it, un’intervista condotta dallo scrittore Gian Mario Villalta.

“La capacità di rendere viva e soprattutto empatica una materia di studio spesso concepita come asettica, attraverso uno stile narrativo sobrio equilibrato e avvincente, e una conoscenza vastissima dei periodi trattati” sono valsi a Barbero il Premio che sarà virtualmente consegnato sabato 27 giugno alle 18.30: la cerimonia si svolgerà sempre online, sul sito premiohemingway.it e inoltre sui social del Premio Hemingway, sul sito e i social di pordenonelegge (pordenonelegge.it) e del Comune di Lignano Sabbiadoro (lignano.org). Il Premio Hemingway 2020 è promosso dal Comune di Lignano Sabbiadoro con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso la consolidata collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge.

«La pandemia ha evidenziato l’infinita fragilità dell’Unione Europa – spiega ancora Barbero – Anzi, la sua inesistenza perché di fronte alla cosa piu preoccupante accaduta nel nostro tempo è mancata una “risposta”. In futuro gli storici potrebbero dire che con la pandemia si è ritrovata la necessità di riorganizzare l’Europa ritrovando entusiasmo per il progetto comune, oppure che  dopo la pandemia si é andati verso l’esaurimento di quel progetto. In passato le grandi pandemie hanno cambiato il mondo soprattutto in conseguenza del bilancio demografico: con la drastica riduzione della popolazione sono mutate profondamente le condizioni e i meccanismi economici».  E poi c’è la questione delle diseguaglianze: «L’accentuarsi delle diseguaglianze nelle società occidentali, negli ultimi quarant’anni, potrebbe essere un elemento alla base di futuri eventi: il mondo finirà dominato da élite internazionali di oligarchi o avremo una nuova rivoluzione d’ottobre? Una misurazione del fenomeno è arrivata con i saggi di Thomas Piketty: lo scorso secolo  le diseguaglianze si erano ridotte solo perché la gente non le voleva più e le oligarchie avevano davanti lo spettro del comunismo. Dissolta questa ideologia, le oligarchie non hanno più dovuto rinunciare a nulla. Molto diversa è la questione della democrazia, che non serve perché tutti insieme prendiamo la decisione migliore, anzi spesso non è così. Ma è fondamentale per sviluppare in tutti il senso di appartenenza e partecipazione alla cosa pubblica. Democrazia via web? Quella dei 5 Stelle è una democrazia interna, limitata a un partito. L’idea di estendere questa modalità al governo del Paese andrebbe meditata molto a lungo».

«Cosa resterà nel nostro tempo, in eredità per la ricerca dei futuri storici? – si chiede Alessandro Barbero, il cui ultimo saggio, “Caporetto” (Laterza), è dedicato all’appassionata ricostruzione di una battaglia che per gli italiani è diventata sinonimo della disfatta – Certo, un altro Napoleone non si è ancora rivelato e magari aspetta solo la sua occasione. Esiste però una differenza notevole fra gli avvenimenti percepibili come tali e lo scorrere profondo della storia. La mia sensazione è che negli ultimi 20 anni in Occidente abbiamo molto rallentato in termini di accadimenti.  Se paragonassimo i ventenni di oggi ai loro coetanei di 100 anni fa, la differenza sarebbe schiacciante.  I ventenni del 1920, avevano visto una quantità di eventi infinitamente superiore. Fino ad oggi un ventenne occidentale aveva “vissuto” solo l’avvenimento delle Torri Gemelle. Ma puntualmente è arrivata la pandemia … Uno storico del futuro cercherà forse nel nostro primo ventennio del secolo quanto sta lentamente maturando:  se il mondo fra 20 o 50 anni sarà dominato dalla Cina, con  l’occidente  e gli Stati Uniti in declino, nel nostro ventennio si indagherebbe come sono state gettate le basi per l’egemonia cinese. Se la pandemia restasse in circolo, il nostro 2020 resterà come un evento epocale, analogo alla peste del 1348. Se sconfiggeremo rapidamente il covid quest’anno resterà un avvenimento isolato, come la spagnola del 1919-1920. Certamente la pandemia ci dimostrato – conclude Barbero – che la globalizzazione dell’informazione e delle economie che si influenzano a vicenda può coesistere con la dimensione locale e come realtà dominante per la vita di tutti». E rispetto a covid, come indagheranno gli storici? «In futuro – osserva Barbero – ci chiederemo se i dati prodotti in Italia sono stati monitorati con le stesse regole della Germania. Gli storici domani potranno così verificare se davvero l’Italia ha avuto la peggio in questa pandemia, con l’agio e il tempo che oggi non è concesso ai giornalisti …».

Ma accanto al “mestiere” di storico Alessandro Barbero, Premio Strega a soli 37 anni per “Bella vita e guerre altrui di Mr Pyle, gentiluomo”, pratica con successo anche quello di romanziere e divulgatore. «La prima fase del lavoro è la stessa – racconta – Ovvero quella della ricerca. Talvolta  decido dopo lunghi studi se trarre un romanzo o un saggio intorno a un argomento. La scrittura arriva dopo e la differenza sta nel fatto che a un certo punto si deve iniziare a progettare e costruire un libro. Nel caso del romanzo storico la trama è già suggerita se non obbligata. Aggiungere porzioni di trama deve combaciare con i fatti, tutto quello che è verificabile deve corrispondere, e io lo verifico in modo ossessivo.   Per l’autore di un romanzo inventare eventi e personaggi, aggiungere qualcosa alla storia, è al tempo stesso una grande libertà e una grande fatica. Certamente una grande responsabilità, per questo considero più faticosa la scrittura di un romanzo. E a questo riguardo: il prossimo sarà edito da Sellerio e tratterà della Guerra civile americana. Un romanzo inedito, ma che ho scritto parecchi anni fa, stava in un cassetto. Si parlerà però anche di un tema tornato di attualità: bianchi e neri …».

 

Alessandro Barbero, storico e scrittore, è professore ordinario di Storia medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale e Vercelli. Scrive su La Stampa e Tuttolibri. Collabora al programma televisivo Superquark e alle trasmissioni Passato e presente e a.C.d.C. in onda su Rai Storia. Tra le sue pubblicazioni: Benedette guerre. Crociate e jihad («i Libri del Festival della Mente», 2009), Donne, madonne, mercanti e cavalieri. Sei storie medievali, («i Libri del Festival della Mente», 2013), usciti per Laterza; Gli occhi di Venezia (Mondadori, 2011); Il divano di Istanbul (Sellerio, 2011); Dietro le quinte della Storia, con P. Angela (Rizzoli, 2012); Le Ateniesi (Mondadori, 2015); Costantino il vincitore (Salerno, 2016); Le parole del papa (2016) e Caporetto (2017), usciti per Laterza.

La Giuria della 36^ edizione del Premio Hemingway è composta dagli scrittori Alberto Garlini (Presidente) e Gian Mario Villalta, con lo storico della fotografia Italo Zannier, il sindaco del Comune di Lignano Sabbiadoro Luca Fanotto e il presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, ed è operativa in sinergia con l’Assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia Tiziana Gibelli e l’Assessore alla Cultura del Comune di Lignano Ada Iuri.  Insieme ad Alessandro Barbero sono stati premiati quest’anno lo scrittore David Grossman, l’astronauta dell’ESA Samantha Cristoforetti, e il Maestro della fotografia Guido Guidi.

E.L.




Profumo di memoria: un viaggio esperienziale nella cultura e nella storia di Udine

“Profumo di Memoria” dà appuntamento alla cittadinanza lunedì 29 giugno, ore 20:30 al Teatro Palamostre di Udine.

Un viaggio nella storia e nella memoria della nostra città, che parte dalla famosa Viola di
Udine e ripercorre cinque secoli, dalla Serenissima sino ai giorni nostri, che il pubblico
rivivrà grazie a cinque eccezionali ospiti:
Lorenzo Dante Ferro, Maestro profumiere di fama internazionale, creatore di profumi
originali, presenterà il “Profumo di Udine”, concepito per l’evento.
La prof.ssa Fabiana Savorgnan Cergneu di Brazzà, docente universitaria e discendente del Conte di Brazzà, narrerà al pubblico di come il prozio sia riuscito a metà ‘800 a ottenere nelle serre della Villa di Soleschiano di Manzano la “Viola di Udine” color zaffiro e
profumatissima.
Giovanni Geotti fondatore, insieme alla moglie Suzanne Lukas, del famoso vivaio Susi Garden, da anni coltivano le famose Viole di Udine e le Viole di Brazzà e racconteranno al
pubblico i segreti di questi straordinari e profumati fiori;
Danilo D’Olivo, noto maestro pasticciere di vicolo Sottomonte, coniugando l’innovazionecon la tradizione presenterà gli amaretti di Udine;
Gli interventi saranno intervallati da una performance artistica di Tommaso Serratore,
ballerino e coreografo, che attraverso la sua danza inviterà il pubblico a interpretare
sentimenti e stati d’animo del passato e del presente.
“Profumo di Memoria” è un progetto nato dall’intuizione di Mariella Ciani e dal suo amore per la storia e le tradizioni locali: un evento esperienziale per celebrare l’arte, la cultura e la storia del Nostro Friuli.
L’evento è organizzato da Brainery Academy, in collaborazione con il Comune di Udine e
il contributo di Fondazione Friuli e della BCC Banca di Udine.
L’ingresso è libero e si chiede di arrivare possibilmente alle ore 20:00 per consentire un regolare deflusso dei partecipanti in ottemperanza delle misure di contenimento Covid19.
L’evento, inizialmente previsto nel mese di marzo, è di fatto il primo appuntamento pubblico dopo il lungo lock down

L’evento, inizialmente previsto nel mese di marzo, è di fatto il primo appuntamento pubblico dopo il lungo lock down.




Parma Capitale Italiana della Cultura Le novità di Parma2020+21

Parma Capitale Italiana della Cultura non si è fermata e, in virtù della proroga del titolo anche per il 2021, ha lavorato sul suo palinsesto di iniziative – bruscamente interrotte a causa dell’emergenza sanitaria – rimodulato e arricchito di nuove riflessioni scaturite dal recente vissuto, che ha così profondamente mutato il nostro modo di vivere.

La cultura torna quindi a battere il tempo, riappropriandosi dei suoi spazi, consolidando il legame di Parma con il suo territorio e riprendendo a scandire, con rinnovato vigore, la vita della città. La rinascita non può prescindere dalla cultura: ne è testimonianza il ricco programma di eventi, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, concerti musicali, incontri con autori, performance di danza, laboratori per bambini, senza dimenticare i musei e le mostre ospitate nei luoghi culturali della città (www.parma2020.it).

Ma la ripartenza di Parma avviene anche sotto il segno dell’innovazione digitale: la Capitale della Cultura si presenta infatti a cittadini e turisti tecnologicamente all’avanguardia, grazie al lancio di una nuova piattaforma, una app, una card e un nuovo sito di networking per il volontariato, strumenti per coniugare cultura, tradizione e sguardo al futuro, fulcro del suo progetto di candidatura, che forniranno a cittadini e visitatori un modo nuovo di scoprire la città, con tantissimi vantaggi e una tecnologia di ultima generazione alla portata di tutti.

«Trasformiamo il dramma della pandemia in un’opportunità: non solo non abbiamo perso il programma di Parma Capitale della Cultura, ma utilizzeremo i mesi del 2020 per ampliare il calendario di appuntamenti verso il clou del prossimo anno» dichiara Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna «Avevamo detto che non avremmo permesso al virus di cancellare questo riconoscimento e rinnovo il ringraziamento alle istituzioni, agli organizzatori, al Governo e al ministro Franceschini per aver prorogato al 2021 le iniziative di Parma Capitale. È una grande opportunità per la città e per tutto il territorio emiliano-romagnolo: utilizzeremo questo periodo per rendere questo evento ancora più speciale».

«Parma Capitale è tornata, ma a dire il vero non se n’è mai andata. L’emergenza vissuta ha cambiato parte dei nostri ritmi e delle nostre priorità, per questo avvertiamo oggi più che mai il bisogno di ripartire e di riprenderci quel che in questi mesi ci è stato improvvisamente tolto» commenta Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma. «Per Parma Capitale non ci saranno cambiamenti progettuali, ma nuove idee e strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. Ancora una volta, soprattutto oggi, siamo convinti che la cultura dovrà funzionare da collante nella società: ripartire dalla cultura per ripensare le città, l’Italia e il nostro mondo, in un momento difficile e in continua evoluzione».

«Parma Capitale Italiana della Cultura aveva costruito il suo discorso e ogni suo progetto a partire dal tema della rigenerazione del Tempo, chiedendosi come la cultura può trasformare il nostro vivere la memoria, il presente e le sfide che il futuro richiede» aggiunge Michele Guerra, Assessore alla Cultura del Comune di Parma «Mai come oggi, nel pieno della metamorfosi sociale, culturale ed economica che siamo stati costretti a fronteggiare, avvertiamo che è possibile ripartire da dove siamo stati interrotti. Nessuno stravolgimento di una linea progettuale che sa ancora parlarci con voce chiara e autorevole, ma nuovi strumenti che ci mettano in condizione di comprendere come debba essere la cultura, in tutte le sue forme, a favorire il riavvicinamento sociale e darci nuova consapevolezza rispetto ai tempi di vita che dobbiamo ricostruire».

Piattaforma e app

Due risorse privilegiate simbolo di una ripartenza che più che mai vuole focalizzarsi sulle potenzialità del digitale con un approccio human-centric, pensato per semplificare l’esperienza di ciascun visitatore e, contemporaneamente, amplificarne l’effetto di immersività di luoghi, opere ed eventi. Sia la piattaforma – della quale Parma 2020+21 si è dotata per meglio supportare i visitatori e gli utenti – sia la app – scaricabile gratuitamente da Play Store e Apple Store – permetteranno di conoscere ogni angolo e ogni sfaccettatura della città, di scoprire il territorio circostante con tutte le sue ricchezze, di pianificare un turismo enogastronomico di qualità.

Gli utenti potranno usare la app per visite virtuali e immersive a 360 gradi già da casa; pianificare una visita personalizzata che coinvolga luoghi di interesse, eventi e itinerari enogastronomici ad hoc; usufruire di audioguide e di un sistema di prenotazione del posto in coda; avere suggerimenti di eventi e luoghi in linea con i propri interessi.

Entrambi i sistemi possono offrire informazioni specifiche anche per programmare itinerari e visite per persone con disabilità.

Sono inoltre strumenti preziosi per garantire un’esperienza in assoluta sicurezza: consentono infatti di prenotare il posto in eventi gratuiti e di monitorare le code, evitando il sovraffollamento.

Parma Card

Uno strumento agile, disponibile sia tramite app che prossimamente in versione cartacea, che dal 1 settembre 2020 permetterà a cittadini e turisti di accedere con prezzi competitivi e molti benefici al sistema turistico-culturale del territorio e ai suoi trasporti. Tutte le strutture aderenti sono parte del programma “Parma Città Sicura”, che garantisce il rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie post-Covid. La card per i cittadini di Parma e provincia ha validità annuale, quella per i turisti è valida per 3 giorni (72 ore) e consente l’accesso al bike sharing e ai trasporti senza limitazioni per una persona. Acquistabile sulla piattaforma, tramite app o nei luoghi convenzionati, ha un costo di 20 euro se la si acquista nel 2020 e di 21 euro se la si acquista nel 2021. Per i cittadini di Parma e della provincia è disponibile la promozione Early Bird: fino al 30 agosto il costo è di 15 euro e la validità è fino al 31 dicembre 2021.

Il sistema digitale – piattaforma, app e card – è stato sviluppato da Fabbrica Digitale e realizzato grazie al sostegno di TIM, partner ufficiale platino di Parma Capitale.

Un nuovo sito di matching dedicato al volontariato

Altra novità disponibile online è il sito di networking per il volontariato della città (www.miimpegnoaparma.it), creato dal Comune di Parma in collaborazione con CSV Emilia – Forum Solidarietà e il coordinamento scientifico di Promo PA Fondazione, per promuovere l’impegno civico e la cittadinanza attiva.

Promuovendo l’incontro e l’integrazione dei rapporti tra il volontariato e la cultura, il sociale, lo sport, l’ambiente e, in generale, con la composita energia del territorio che si concentra attorno all’idea di Capitale, il portale intende essere una reale opportunità di aggregazione e crescita collettiva, ben oltre il 2020.

Il sito integra tutti i diversi settori in cui si può svolgere un’attività di volontariato: dalla cultura al sociale, dalla salute allo sport, dall’ambiente all’enogastronomia, per creare un sistema di ricerca e gestione del volontariato uniforme ed efficace. Sul portale sarà possibile non solo pubblicare e consultare offerte, ma anche trovare video formativi.

Un progetto che non è collaterale a quello della Capitale della Cultura, ma ne è parte integrante e complementare: la crescita di una cittadinanza attiva nella cultura è un obiettivo di Parma 2020+21, che intende la cultura stessa come elemento cardine per il raggiungimento della sostenibilità sociale. La collaborazione tra il mondo del volontariato e quello degli organizzatori di eventi è stata pensata per creare un prodotto che resti alla città e rappresenti un lascito concreto e permanente di Parma 2020+21.

HIGHLIGHTS PROGRAMMA ESTATE-AUTUNNO 2020

Parma riparte quest’estate con un ricco calendario di eventi, per entrare poi in autunno nel vivo del programma della Capitale Italiana della Cultura 2020+21. Tra riaperture di ciò che si era bloccato nei mesi scorsi e nuove produzioni originali, turisti e cittadini potranno trovare appuntamenti per tutti i gusti: grandi mostre e installazioni, la musica del Festival Verdi, le rassegne gastronomiche e quelle dedicate alla scienza, passeggiate nella natura e la grande letteratura.

ESTATE

Florilegium

Fino al 19.12.20 | Oratorio di San Tiburzio

È una cascata naturale composta dalla coabitazione di 200mila fiori la prima personale italiana dell’artista britannica Rebecca Luise Law, curata da OTTN Projects nell’ambito di Pharmacopea, progetto promosso dal Gruppo Chiesi e Davines.

I quadri di Pietro. Capolavori della Collezione Barilla d’Arte Moderna

Fino a fine 2021 | Pinacoteca Stuard

Ha riaperto il progetto espositivo a cura di Giancarlo Gonizzi, voluto e organizzato dal Comune di Parma e dalla Famiglia Barilla, che mette in mostra – un quadro al mese – alcune delle più interessanti opere della Collezione Barilla di Arte Moderna, non esposte al pubblico da più di 25 anni.

Fornasetti. Theatrum Mundi

Fino al 14.02.2021 | Complesso Monumentale della Pilotta

Una mostra, a cura di Barnaba Fornasetti, Valeria Manzi e Simone Verde, che fa dialogare le forme classiche del Complesso della Pilotta con il design contemporaneo di Piero Fornasetti. Una produzione di Complesso Monumentale della Pilotta, in collaborazione con Associazione Fornasetti Cult.

Festa della Musica

20-22.06.2020 | Sedi varie

Tre giorni all’insegna della musica e non solo, per celebrare la Festa della Musica del 21 giugno. Numerosi gli appuntamenti organizzati tra concerti e spettacoli.

Il tempo della Scienza. Citizen science per conoscere la natura delle aree protette

20.06.2020 – 18.10.2020 | Sedi varie

Una rassegna di Parchi del Ducato in collaborazione con WWF, LIPU e APS “Io non ho paura del lupo” per conoscere le diverse specie animali che popolano i parchi, le loro abitudini e il lavoro di monitoraggio e conservazione della biodiversità dei tecnici che ne permette la salvaguardia.

Sentiero d’arte – Langhirano Torrechiara 2020

20.06.2020 – fine 2021 | Da Langhirano a Torrechiara

Da un’idea di F.lli Galloni Spa nasce questa passeggiata di bellezza e contemplazione che collega i principali luoghi che caratterizzano l’area del Comune di Langhirano: un itinerario attraverso prati e colline, boschetti e vigneti, in un ambiente naturale rimasto immutato nei secoli. Il progetto è a cura di Ass. Sentiero d’arte Langhirano Torrechiara Odv, in collaborazione con Comune di Langhirano.

Tappa a Parma del Premio Strega

22.06.2020 | Arena estiva del cinema Astra, ore 21

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma, in collaborazione con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, organizza una serata con i sei autori finalisti del Premio Strega 2020: Jonathan Bazzi, Gianrico Carofiglio, Gian Arturo Ferrari, Daniele Mencarelli, Valeria Parrella e Sandro Veronesi, intervistati dalla giornalista Alessandra Tedesco.

Il Bello e il Buono dell’Emilia, Itinerari narrativi alla scoperta del territorio, con stile”

dal 02.07.2020, ogni giovedì d’estate

Rassegna di appuntamenti digitali con un narratore d’eccezione, Davide Rampello, Direttore Artistico Fidenza Village, che ci porterà alla scoperta delle meraviglie e delle bellezze dell’Emilia; obiettivo del progetto è la narrazione identitaria del territorio e dei suoi valori.

da settembre

Mostre e installazioni

HOSPITALE – Il futuro della memoria

05.09.2020 – 08.12.2020 | Crociera dell’Ospedale Vecchio, Oltretorrente

La più grande installazione di Parma 2020+21 prodotta dal Comune di Parma, progettata e realizzata da Studio Azzurro – è una video-narrazione, articolata in più parti, che racconta la storia dell’Hospitale nato dalle acque, i suoi canali, i mulini, le alluvioni.

L’ultimo Romantico. Luigi Magnani il signore della Villa dei Capolavori

12.09.2020 – 13.12.2020 | Villa dei Capolavori, Mamiano di Traversetolo

Una mostra-omaggio a Luigi Magnani, uno dei massimi collezionisti di opere d’arte al mondo, nella dimora che trasformò in una casa-museo sontuosa e sorprendente. La mostra, a cura di Stefano Roffi e Mauro Carrera, è una produzione di Fondazione Magnani Rocca.

Attraverso le Avanguardie. Giuseppe Niccoli / visione e coraggio di una Galleria

12.09.2020 – 21.02.2021 | APE Parma Museo

La Fondazione Monteparma ricorda con questa mostra la figura di Giuseppe Niccoli, la sua straordinaria attività di scoperta e valorizzazione di talenti e la storia della Galleria fondata negli anni ’70.

La Certosa di Parma. La città sognata di Stendhal interpretata da Carlo Mattioli

19.09.2020 – 20.12.2020 | Palazzo Bossi Bocchi

Ritorna la mostra promossa e realizzata da Fondazione Cariparma e Fondazione Carlo Mattioli, incentrata sulla figura di Stendhal, che dedicò il suo più celebre romanzo, La Certosa di Parma, alla città e sulle opere di carattere stendhaliano del pittore Carlo Mattioli. La mostra è a cura di Francesca Magri, Anna Zaniboni Mattioli, con la collaborazione di Francesca Dosi.

Ligabue e Vitaloni – Dare voce alla natura

19.09.2020 – 30.05.2021 | Palazzo Tarasconi

Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma dedica una mostra, a cura di Augusto Agosta Tota, Marzio Dall’Acqua e Vittorio Sgarbi, ad Antonio Ligabue e Michele Vitaloni: due artisti che traggono la loro potenza rappresentativa da quella parte istintuale e primordiale che accosta la sfera umana a quella animale.

Il corpo della città nel tempo sospeso

Settembre – novembre 2020 | Palazzo del Governatore

Il fotografo Luca Stoppini ha intrapreso un viaggio antropologico con oltre 100 persone, tra attori del Teatro Due e abitanti di Parma meno visibili, per riappropriarsi del Corpo della Città meno spettacolare. Ne è nata una mostra fotografica prodotta da Fondazione Teatro Due in collaborazione con Reggio Parma Festival.

I Mesi e le Stagioni – Piazza Duomo con gli occhi dell’Antelami

Autunno 2020 – estate 2021 | Battistero, Duomo e Museo Diocesano

Le statue dei Mesi e delle Stagioni di Benedetto Antelami, collocate sul loggiato interno del Battistero, saranno occasionalmente poste a terra permettendo al visitatore una fruizione più che mai ravvicinata. Una produzione di Diocesi di Parma, in collaborazione con Capitolo della Basilica Cattedrale, Fabbriceria della Basilica Cattedrale, Fondazione Cariparma e Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma.

Design! Oggetti, processi, esperienze – Through Time

Novembre 2020 – gennaio 2021 | Abbazia di Valserena e Palazzo Pigorini

Gli archivi dello CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione, custodi di un immenso patrimonio di conoscenze dei designer che hanno definito la cultura del progetto italiano nel Novecento, si aprono raccontando così i temi centrali del design. All’Abbazia di Valserena la parte centrale della mostra, a Palazzo Pigorini la sezione dedicata alla moda, in collaborazione con GIA, Imprese Settore Moda.

Festival e rassegne

Settembre Gastronomico

01.09.2020 – 30.09.2020 | Sedi varie

Parma Alimentare, Comune di Parma e Associazione “Parma, io ci sto!” propongono nell’intero mese di settembre un calendario ricco di eventi per celebrare le filiere della Food Valley e la cultura del cibo.

XX edizione Festival Verdi

11.09.2020 – 10.10.2020 | Parco Ducale, Teatro Regio e altre sedi

Il festival di Fondazione Teatro Regio di Parma festeggia il suo ventesimo anniversario con un nuovo programma, “Scintille d’Opera”, ricco di concerti e spettacoli.

Verdi Off 2020 – Verdi Sotto Casa

12.09.2020 – 01.11.2020 | sedi varie

La V edizione di Verdi Off, a cura di Barbara Minghetti, arricchisce e moltiplica il Festival Verdi con appuntamenti one to one per le strade, nei cortili, nei quartieri, in centro e in periferia, per portare la musica di Verdi davvero a tutti.

Spiegamelo! Festival della divulgazione

24.09.2020 – 27.09.2020 | Salsomaggiore Terme

Quattro giorni di incontri, laboratori e workshop pensati per dare spazio al tema della divulgazione come primo passo per la diffusione della cultura. Un progetto di Ass. Coworking Salsomaggiore Terme, a cura di Daniela Ravanetti e Federico Vergari.

Info Parma Card

Può essere acquistata online sulla piattaforma e sull’App di Parma 2020+21, nelle strutture convenzionate e allo IAT di Parma e provincia. Si attiva al primo ingresso o utilizzo tramite lettura del QRcode.

Per i cittadini di Parma e provincia validità un anno.

Per i turisti dura 72 ore con diritto ad accedere al bike sharing e ai trasporti pubblici in maniera illimitata per una persona.

Il costo è di 20 euro se la si acquista nel 2020 e di 21 euro se la si acquista nel 2021; per i cittadini di Parma e provincia è disponibile la promozione Early Bird: fino al 30 agosto il costo è di 15 euro e la validità è fino al 31 dicembre 2021.

Informazioni: www.parma2020.it




RIPARTONO I VIAGGI A PIEDI DELLA COMPAGNIA DEI CAMMINI: DA NORD A SUD E NELLE ISOLE, TANTE LE PROPOSTE TUTTI NEL RISPETTO DELLE NORME ANTICOVID

Con l’inizio della fase 3, riparte anche il mondo dei camminatori e dei viaggi a piedi, un settore di nicchia che ogni anno raccoglie sempre maggiore consenso e che, grazie alla riscoperta del turismo di prossimità, quest’anno sta suscitando un interesse ancora crescente. Dopo il periodo di fermo, ripartono così anche i viaggi a passo lento della Compagnia dei Cammini – associazione di turismo responsabile dedita ai cammini lenti – che, per l’estate 2020, ha programmato un ricco calendario di viaggi per camminanti adulti e piccini, tutti nel rispetto delle norme anti Covid.

 

“Dopo una stagione davvero buia, ripartiamo, lentamente come lentamente camminiamo, cercando di capire cosa si può fare con responsabilità, usando il buon senso e il rispetto delle norme – spiega Luca Gianotti, coordinatore della Compagnia dei Cammini -. Laddove non ci sentiremo tranquilli di assicurare in un cammino le norme di distanziamento fisico, preferiremo annullarlo, prestando attenzione alla differenza tra il sensato e l’insensato. Nel camminare ritroveremo i pensieri positivi e la voglia di cambiare il mondo per un mondo migliore”. Distanziamento fisico, sicurezza sanitaria e igiene, saranno buona norma nei cammini proposti dall’associazione che offrirà cammini itineranti e stanziali con diversi livelli di difficoltà secondo il proprio allenamento in tenda, rifugi e B&B, tutti selezionati. Tra le proposte viaggi in Italia Nord a Sud e nelle isole e anche qualche proposta sull’estero laddove è concesso. Non mancheranno inoltre viaggi a piedi per famiglie e bambini con la Compagnia dei bambini.

Tra i viaggi dell’estate 2020 per i principianti dal 12 al 19 luglio in Trentino un cammino itinerante all’insegna della tranquillità, della natura, dell’arte e del profumo del miele. Ospiti della meravigliosa Ca’ de Mel, una casa rurale del Settecento ristrutturata con rispetto e amore, recentemente trasformata in azienda apicultrice, si andrà alla scoperta degli altopiani del Bleggio e del Lomaso: terre di campi e castelli dove le comunità mantengono forti i legami di mutua cooperazione. Dal 1 agosto al’8 agosto in Abruzzo un altro cammino itinerante con zaino leggero con facili e bellissime escursioni alla riscoperta degli antichi “tratturelli” nei paesi del Parco Nazionale d’Abruzzo (Pescasseroli, Opi, Civitella Alfedena, Villetta Barrea).

Per i camminatori intermedi dal 26 luglio al 1 agosto 2020 un cammino stanziale nell’estremo Sud della Calabria all’interno del Parco nazionale dell’Aspromonte dove vive una minoranza linguistica denominata “Greci di Calabria”. Una terra accogliente con la sua musica dai ritmi travolgenti e la cucina tradizionale dai forti ma tipici sapori che ricordano un passato ancora “presente” tra borghi e fiumare dove non perdere l’occasione di fare dei rinfrescanti bagni. E ancora dal 22 agosto al 29 agosto la grande traversata Lubiana–Trieste, un itinerario pensato e costruito per ricollegare due piccole città-gioiello, due sorelle così vicine e così lontane allo stesso tempo. Un cammino a cavallo tra gli umori e i colori dell’Est e della Mitteleuropa, tra due città dai tanti nomi. Una discesa intensa nell’atmosfera di epoche diverse, e soprattutto un’immersione profonda nelle foreste e nei boschi.

Solo per chi è veramente molto allenato e preparato fisicamente dal 20 luglio al 25 luglio in Piemonte lungo i percorsi occitani per sei giorni di cammino itinerante in terra contadina e resistente. Un cammino in terre di confine: la Valle Stura, infatti, si trova incastonata fra le rocciose cime che separano le Alpi Marittime dalle Cozie e corre per oltre 60 km – da Borgo San Dalmazzo fino al Colle della Maddalena – confinando con la Francia, con la pianura cuneese e con le valli Maira, Grana e Gesso.

 

Per informazioni sulla COMPAGNIA DEI CAMMINI: www.cammini.eu