dal 19 FEBBRAIO alla Sala Bartoli TEATRO ROSSETTI TRIESTE: ACCABADORA dal romanzo di MICHELA MURGIA, con ANNA DELLA ROSA

La vibrante intensità interpretativa di Anna Della Rosa, le linee adamantine del linguaggio registico di Veronica Cruciani, il rigoroso lavoro drammaturgico di Carlotta Corradi e il cuore dellopera, il bellissimo romanzo di Michela Murgia (Premio Campiello 2010)

Quattro sensibilità femminili si declinano e fondono in Accabadora, spettacolo che sarà in programma alla Sala Bartoli dal 19 al 24 febbraio per la stagione Altri Percorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

ANNA DELLA ROSA

La messinscena sarà ricca di suggestioni e di pensiero: «I due grandi temi, che oggi si chiamerebbero delleutanasia e della maternità di fatto, nel testo teatrale come nel romanzo, creano un ambito di riflessione sintetizza Carlotta Corradi ma non sono mai centrali quanto lamore e la crescita. Crescita sempre e inevitabilmente legata al rapporto con la propria madre, naturale, adottiva o acquisita che sia».

Il romanzo di Michela Murgia da cui è tratto il monologo, è ambientato in un immaginario paesino sardo ed ha al proprio centro la storia di Bonaria Urrai, ma per il palcoscenico, la protagonista diventa invece Maria, la bambina di sei anni affidatale come figlia danima. Bonaria Urrai è la sarta del paese ma anche, alloccorrenza accabadora. Il termine dascendenze spagnole indica colei che aiuta a morire chi è in fin di vita. Maria, la cui famiglia di origine era poverissima, cresce felice accanto alla nuova madre, attenta, colta, affettuosa: fino a quando ormai adulta le è rivelato il profilo segreto e inquietante di Bonaria. Una scoperta davanti alla quale ha un rifiuto e fugge. Ma una grave malattia di Bonaria costringe Maria a fare ritorno in Sardegna, per assisterla: lo spettacolo inizia qui e propone al publico la vicenda attraverso lo sguardo di Maria.

Un taglio che ha commentato Michela Murgia non ha tolto nulla alla bellezza e alla pienezza del romanzo originale: il lavoro di drammaturgia infatti ha intessuto lo spettacolo con le parole del libro, che ci sono tutte, offrendo quasi unintegrazione alla visione del libro, unimmagine di Maria che la prima autrice non aveva illuminato ma che altre artiste hanno visto e porgono ora al pubblico in uno spettacolo toccante e molto attuale.

«Da subito ho immaginato il dialogo tra Maria e Tzia Bonaria come un dialogo tra sé e una parte di sé, tra una figlia e il suo genitore interiore» spiega Veronica Cruciani. «Per questo ho voluto realizzare uno spazio astratto, mentale, nel quale Maria cerca di rielaborare la morte della madre adottiva. Ciò darà origine ad un conflitto tra due aspetti di Maria: la parte rimasta bambina e la parte che vuole diventare adulta. Il video mi ha permesso di rendere visibile le dinamiche emotive e relazionali tra queste due parti. La scena chiusa da un velatino crea una divisione tra lattrice e il pubblico, ed è la gabbia mentale in cui Maria è intrappolata e di cui riuscirà a liberarsi soltanto alla fine compiendo un gesto che non ha mai avuto il coraggio di compiere prima: mettere fine alla vita della madre. Lo spettacolo, visto come un sogno che si ripete ogni giorno uguale a se stesso, troverà in questa scelta sofferta la sua risoluzione permettendo a Maria di rompere questa ripetizione e di andare in una nuova direzione di vita».

Lo spettacolo si avvale di una eccellente protagonista,  Anna Della Rosa che è già stata applaudita al Politeama Rossetti ne La Trilogia della villeggiaturadiretta da Toni Servillo e in Blackbirdper la regia di Luis Pasquàl. Accabadorava in scena martedì 19 e venerdì 22 febbraio alle ore 19.30, mercoledì 20, giovedì 21 e sabato 23 alle ore 21 e domenica 24 febbraio alle ore 17.

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040.3593511.




Archeomuseo – Castello di Torre “Questo corpo è un sole. Maternità di Maria e simbolo eucaristico” dal 16 febbraio

Inaugurazione della mostra  sabato 16 febbraio ore 16.45


E’ dedicata all’iconografia di Maria lactans e sul significato eucaristico attribuito al simbolo solare nei corso dei secoli, la mostra “Questo corpo è un sole. Maternità di Maria e simbolo eucaristico” promossa dal Centro culturale Augusto Del Noce, col patrocinio del Comune di Pordenone e del Museo Diocesano di Arte Sacra. L’esposizione, allestita nel Castello di Torre, sede del Museo Archeologico del Friuli Occidentale, sarà inaugurata sabato 16 febbraio alle 16.45, nella Bastia del Castello, con un intervento di Giovanni Catapano, docente di Storia della filosofia medievale a Padova, su “Maria e le controversie cristologiche dei secoli IV e V”.
Il percorso iconografico presenta una serie di immagini che sono parte integrante della nostra cultura e che richiamano ancora oggi la natura di Avvenimento del Cristianesimo.
L’immagine di Maria che allatta Gesù è reperibile sin dai primi secoli cristiani sia in Egitto, come sostituzione di Iside che allatta il figlio Horus, sia in Italia, come sostituzione della Pietas romana. Un modello iconografico successivo si ritrova a Costantinopoli: è quello di Maria Domene (orante), con il Bambino davanti a sé, detta anche Blachernitissa, perché presente nella chiesa delle Blacherne, costruita nel V secolo. In epoca post-bizantiniana tale icona è denominata in russo Znamenie («Segno») e Platytera tou ouranou («più ampia del cielo»). Una variante che richiama tali soggetti è quella della Madonna Odigitria («che indica la strada»), la quale regge il Figlio con il braccio sinistro, mentre lo indica con la mano destra. Agli inizi del Trecento queste tradizioni iconografiche si fondono in una nuova immagine, quella della Madonna dell’Umiltà, nata in ambito avignonese, in cui talvolta il volto di Cristo è dipinto sul petto della Vergine, con un chiaro significato eucaristico. Ciò avviene significativamente dopo il miracolo di Bolsena del 1264 e la promulgazione, da parte di papa Urbano IV, della bolla Transiturus de hoc mundo, che istituiva la festa del Corpus Domini.
Alcune raffigurazioni trecentesche della Madonna del latte e dell’Umiltà, reperibili in area veneto-friulana, risultano molto importanti come documentazione del significato eucaristico del fermaglio che chiude il manto della Vergine: così, ad esempio, la Madonna degli Angeli della chiesa del Cristo di Pordenone, che si può datare alla prima metà del Trecento, e la Madonna dell’Umiltà, presente a Santa Maria Maggiore di Trieste, dipinta da Lorenzo Veneziano, a metà del secolo XIV. Dopo il Trecento, il sole raggiante sul petto della Madonna ebbe grande diffusione in Centro Italia e a Roma, dove diventò la moderna raffigurazione dell’Immacolata. Furono i predicatori del XV secolo a diffondere tale icona, in particolare San Bernardino da Siena (1380-1444), il quale probabilmente fu influenzato da Caterina da Siena, la quale attribuisce a Dio le seguenti parole sull’eucaristia: «El quale Corpo è uno sole, perché è una cosa con meco, vero Sole». A partire dal XVIII secolo si diffusero nella Chiesa gli ostensori raggiati, in cui confluisce probabilmente la simbologia del sole eucaristico. L’icona del sole raggiato sul petto della Vergine scompare così dalla pittura sacra, ma, come ha scritto Celso Costantini, «l’Eucarestia è il sole, che riempie di luce e di vita la Chiesa. Accanto all’astro maggiore vi è un altro astro, che, riflettendo la luce del mistico sole, diffonde nella chiesa un ineffabile sorriso di bellezza e di consolazione. È Maria santissima».
La mostra, a ingresso libero, è visitabile fino al 14 aprile dal venerdì al sabato dalle 15.00 alle 18.00 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.




ANA-THEMA TEATRO: LA LEZIONE DI DANTE: LA LETTURA COME CIBO PER LAMENTE E NUTRIMENTO PER L’ANIMA

Domenica 17 febbraio alle 15.30 nella sala Valle

di palazzo Morpurgo in via Savorgnana 12 a Udine

«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza». Che la lettura sia cibo per la mente e nutrimento per l’anima lo ricordava proprio il Sommo Poeta Dante Alighieri. Ecco allora che, Anà-Thema Teatro abbandona momentaneamente il teatro della Corte di Osoppo per approdare a Udine, dove il regista e attore Luca Ferri, insieme con la soprano Gaja Pellizzari, proporranno “La Divina In-Canta”, un recital emozionante per conoscere e avventurarsi nella Divina Commedia.

Luca Ferri – Foto Elia Falaschi/Phocus Agency © 2016

Lo spettacolo, in programma alle 15.30 di domenica 17 febbraio nella sala Valle di Palazzo Morpurgo in via Savorgnana 12, sarà un susseguirsi di brani letti e recitati, momenti cantati e attimi di riflessione e di approfondimento. L’appuntamento è inserito in un programma di eventi in cui Anà-Thema unisce, ancora una volta, il teatro alla letteratura, portandoli in luoghi significativi del capoluogo friulano dove è sempre l’arte in senso generale la vera padrona di casa. Il tutto si svolgerà in modo estremamente coinvolgente e adatto a un pubblico di tutte le età.

Ma perché leggere Dante oggi? Un valido sostegno, in questo non facile cammino verso “virtute e canoscenza”, viene offerto dalla letteratura che è sempre stata, insieme alla storia, una delle grandi educatrici dell’uomo. Ebbene, dunque, la risposta alla domanda “perché leggere Dante oggi?” è sin troppo semplice: i suoi versi sono di una bellezza assoluta, impareggiabile.
Il piacere che ci giunge dalla lettura di certe terzine è immenso, senza fine e senza tempo, e questa bellezza associata al bel canto crea una serata estremamente piacevole e interessante.
Visti i numeri di posti limitati è consigliabile la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare allo 04321740499 o al 3453146797, o una email all’indirizzo info@anathemateatro.com.



PREMIO TERRY O’NEILL ALLA MIGLIOR FOTOGRAFIA Questa sera alle 18:30 la cerimonia di premiazione

Si tiene questa sera, la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Terry O’Neill alla Miglior Fotografia alle ore 18:30 presso il Magazzino delle Idee di Trieste, con la lettura della motivazione scritta da Terry O’Neill e comunicato il nome del vincitore al quale verrà consegnato il premio.

Al bando, un progetto nato grazie a Casa del Cinema e Erpac con la collaborazione di Iconic Images, hanno risposto in 31 fotografi – professionisti e non – inviando altrettante immagini scattate durante il Trieste Film Festival appena conclusosi oppure realizzate nelle sue edizioni precedenti.

Il comitato di selezione, composto da cinque membri di cui due dell’Associazione Casa del Cinema, due del Trieste Film Festival e uno di Iconic Images, si è riunito nei giorni scorsi ed ha scelto 47 immagini inviate immediatamente al fotografo Terry O’Neill, per la scelta delle venti da mettere in esposizione dal 5 febbraio alla chiusura della mostra STARS al Magazzino delle idee – protratta fino a metà marzo – e anche il ritratto vincitore di questa prima edizione del Premio.

Tutte e venti le foto finaliste sono esposte in un’area dedicata, adiacente lo spazio #ToBeFaye, all’interno del Magazzino delle Idee nell’ambito della mostra STARS – Ritratti fotografici di Terry O’Neill.

Considerato il grande successo ottenuto per questa prima edizione, si stanno valutando i termini per l’apertura della seconda edizione del Premio.

Andrea Forliano




EDIPO RE AL CENTRO STUDI DI CASARSA VENERDÌ 15 FEBBRAIO ALLE 17.30

Sarà la tragedia di Edipo ad aprire venerdì 15 febbraio alle 17.30 al Centro Studi Pasolini di Casarsa il nuovo ciclo di appuntamenti di formazione che esplorano il cinema di Pasolini, in unpercorso dedicato ai miti dell’antica Grecia.

“Edipo re”, pellicola girata nel 1967, affronta uno degli archetipi più noti dell’antichità, narrato nella tragedia di Sofocle e riattualizzato nel secolo scorso dalla psicanalisi freudiana alla ricerca dell’io più profondo nelle sue pulsioni ancestrali. Pasolini ne sullo schermo una rilettura in chiave personale e autobiografica, come arrovellante itinerario della conoscenza che aspira alla verità, sullo sfondo di una Grecia arcaica. A presentare “Il mito e la tragedia di Edipo” sarà la lezione di Luciano De Giusti, docente di Storia e semiologia del cinema all’Università di Trieste, con studi monografici su autori come Visconti, Loach, Bresson, Bergman, Losey, e alcuni più specifici sulla cinematografia di Pasolini: Il cinema in forma di poesia (1979), I film di Pier Paolo Pasolini (1983) e, con Roberto Chiesi, Accattone. L’esordio di Pier Paolo Pasolini raccontato dai documenti (2015).

Info: 0434 870593. www.centrostudiperpaolopasolinicasarsa.it




Dal 1 al 3 marzo la Green Week riporta a Trento il Festival della Green Economy

Torna l’ottava edizione della Green Week, che dal 1 al 3 marzo radunerà a Trento imprenditori, esperti e operatori per un confronto sullo sviluppo sostenibile. Nei giorni precedenti, come ormai da tradizione, apriranno le loro porte le “Fabbriche della sostenibilità”: da martedì 26 a giovedì 28 febbraio una ventina di aziende di Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia Romagna dimostreranno coi fatti cosa voglia dire essere un’impresa verde.

L’ottava edizione della manifestazione diffusa sulla sostenibilità e la green economy, promossa da ItalyPost assieme a Fondazione Symbola, Buone Notizie del Corriere della Sera, Provincia di Trento, Comune di Trento, Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Edmund Mach, MUSE – Museo delle Scienze, Trentino Sviluppo, Comune di Rovereto, Fondazione Francesco Fabbri, e curata da Goodnet – Territori in Rete, con la partnership di Scania, APT Valsugana Lagorai e Trentino Progetti, la partecipazione diMelinda e BIT Spa Credito Cooperativo, con Egea come editorial partner e con la collaborazione della Commissione Europea, vedrà quest’anno una serie di importanti novità.
A Rovereto, la sera di giovedì 28 febbraio si terrà un evento di anticipazione che avrà come tema “SetaTech, Le nuove vie della Seta”, un progetto nato a Rovereto con l’obiettivo di favorire la rinascita della produzione della seta in Italia,sfruttando terreni incolti per la coltivazione dei gelsi. Il fine è un tipo di agricoltura ad alto valore aggiunto: la seta ha infatti proprietà straordinarie che possono essere sfruttate non solo per il settore tessile, ma anche in ambito medico, farmaceutico e industriale. Tra gli ospiti della serata, Sergio Calò, direttore di Venetian Cluster, Sergio Tamborini, amministratore delegato di Ratti, l’azienda tessile comasca nota per la lavorazione della seta nell’alta moda, Carlo Santulli, autore di Biomimetica (Ciesse Editore) e professore dell’Università degli studi di Camerino, e Gunter Pauli, autore diEconomia in 3D (Edizioni Ambiente), che, in collegamento Skype da Città del Capo, parlerà dei progetti che ha ispirato Rovereto in chiave di blueconomy.
La manifestazione si aprirà ufficialmente il giorno dopo, venerdì 1 marzo, a Trento, prima con una visita al cantiere dell’ex asilo San Martino, originale contributo di riqualificazione urbana a cui si abbina un progetto edilizio in chiave sostenibile, e poi alle 11, con l’evento “Competere, innovare, includere: la green economy tra local e global”. Dopo i saluti istituzionali, il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci, dialogherà con il vicepresidente di Assolombarda e autore de L’impresa riformista (Egea), Antonio Calabrò, il presidente della Fondazione Bruno Kessler e presidente della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo, e il presidente della Fondazione Edmund Mach, Andrea Segrè, in un incontro che di fatto darà il via agli oltre 30 eventi che animeranno il weekend trentino.
Fra gli altri appuntamenti cardine del programma, sempre venerdì, “Kilometro Verde-Kilometro Rosso. Tecnologia,ambiente, innovazione sociale” metterà a confronto Davide Bollati, presidente Davines, Salvatore Majorana, direttore Parco Scientifico e Tecnologico Kilometro Rosso, Chiara Maule, assessore del Comune di Trento con delega per le materie della partecipazione, innovazione, formazione e progetti europei, e Raimondo Orsini, direttore Fondazione Sviluppo Sostenibile, in un incontro che si focalizzerà sulle attività svolte dal Kilometro Verde di Parma e dal Kilometro Rosso di Bergamo e sulle diverse iniziative che hanno portato la Città di Trento a diventare una delle dieci più importanti Smart Cities a livello mondiale. Si parlerà invece di investimenti responsabili nell’incontro “La finanza sostenibile in Italia e in Europa” che vedrà come protagonisti Ugo Biggeri, presidente Banca Etica e Etica Sgr, Pierluigi Stefanini, presidente Unipol Gruppo e presidente ASvis, e Francesco Timpano, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e che sarà moderato da Nicola Saldutti, caporedattore del Corriere della Sera.
Le scelte sostenibili delle aziende Buzzi Unicem e Fomet saranno al centro dell’incontro“Sostenibilità: il percorso delle imprese”. Seguirà poi un confronto sul turismo sostenibile, che vedrà gli interventi di Mariangela Franch, docente e responsabile del Corso di Laurea in Management della Sostenibilità e Turismo dell’Università di Trento, Lorenzo Delladio, amministratore delegato La Sportiva, e Stefano Ravelli, amministratore delegato APT Valsugana Lagorai. Molti altri gli eventi in programma per la giornata, come il confronto curato dalla Fondazione Edmund Mach dal titolo “Pesticidi nel piatto? La realtà tra scienza e fake news”, e il confronto curato da BIT Spa Credito Cooperativo su “Come si finanzia l’efficienza energetica”, con gli interventi di Chiara Candelise, research fellow dell’Università Bocconi, partner e founder Ecomill, Mauro Conti, direttore di BIT Spa Credito Cooperativo, Corrado Moalli, responsabile Ufficio Agricoltura ed Agroenergie di BIT Spa credito Cooperativo, eDaniele Ziveri, direttore tecnico di BIT Energia Srl.
Tra le altre iniziative della giornata di venerdì, anche il convegno a cura dell’Università degli Studi di Trento e con la partecipazione del Comune di Santa Maria a Monte (PI) dedicato alle“Misure tributarie di promozione per la tutela e riqualificazione ambientale”.
Di particolare interesse l’incontro organizzato in collaborazione con Scania, mobility partner della manifestazione, dedicato a “La mobilità commerciale ai tempi di Amazon. Sostenibilità, una sfida per imprese, produttori e operatori”, che vedrà gli interventi di Maurizio Codognotto, amministratore delegato Codognotto, Franco Fenoglio, amministratore delegato Italscania, ePino Musolino, presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale.
La giornata si concluderà con un incontro sul consumo di suolo che vedrà come protagonistaGian Antonio Stella, giornalista del Corriere della Sera e che sarà condotto da Elisabetta Soglio, responsabile di Buone Notizie – Corriere della Sera.
Nell’arco di tutto il sabato, l’Università di Trento ha organizzato la “Seconda giornata della sostenibilità ambientale in Ateneo”, concentrandosi sul tema del rapporto tra ricerca e sostenibilità e sull’importanza degli Atenei nella creazione di reti per lo sviluppo sostenibile. Per tutta la giornata, si susseguiranno dibattiti e confronti per discutere delle iniziative verdi portate avanti dall’Università e delle proposte da mettere in atto in futuro.
Nella mattinata di sabato 2 marzo si affronterà il tema dell’energia rinnovabile, che sarà al centro del panel che vedrà tra i suoi protagonisti Luigi Crema, responsabile dell’Unità area ARES FBK-Fondazione Bruno Kessler, Valter Alessandria, Business Development Director Italy Alstom, Stefano Modena, Sales Services and Product Manager SOLIDpower Spa, Camilla Palladino, EVP Corporate Strategy and Investor Relations Snam Spa, e Alberto Dossi, presidente Sapio Srl. “Comunicare la sostenibilità” sarà poi l’argomento di confronto traNicolao Bonini, docente di Psicologia cognitiva dell’Università di Trento e responsabile del Laboratorio di Neuroscienze del Consumatore (NClab), Rossella Sobrero, presidente Koinètica, e Demian Zendron, studente dell’Università di Trento, in occasione della presentazione del libro Sostenibilità,Competitività, Comunicazione (Egea) di Rossella Sobrero.
Nella giornata di sabato sarà presentato anche il volume Età dell’erranza. Il turismo del prossimo decennio (Marsilio Editori) del sociologo Domenico De Masi, che insieme a Mara Manente, direttore Ciset-Università Ca’ Foscari Venezia, sarà tra i protagonisti di un incontro dedicato al“Turismo industriale e turismo post-industriale”.
Fabio Renzi, segretario generale di Fondazione Symbola, interverrà poi all’incontro “Un albero di 30 piani. Boschi, territori, città, giardini, bellezza, mutamenti climatici” che vedrà dialogare Gabriele Calliari, presidente di Federforeste – Federazione Italiana delle comunità forestali, Nada Forbici, presidente Assofloro Lombardia, Matteo Marsilio, amministratore delegato DomusGaia, e Alessandra Stefani, direttrice generale Direzione generale delle foreste del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.
Il pomeriggio proseguirà con un incontro sul Terzo Settore, che vedrà la partecipazione diLeonardo Becchetti, economista e docente dell’Università Tor Vergata, e di Alessandro Invernizzi, presidente onorario Lurisia. In seguito, si terrà un confronto sul rapporto tra sostenibilità ambientale e sostenibilità esistenziale, che vedrà, tra gli altri, gli interventi diJeronimo Treccani, giurista e docente di Diritto agroambientale dell’ateneo brasiliano Universidade Federal Do Parà, e che sarà moderato da Maurizio Grandi, direttore del Centro La Torre Torino e vincitore dell’award 2018 Etnomedicina dell’Università della Pace delle Nazioni Unite.
Tra gli altri appuntamenti della seconda giornata del weekend trentino, anche l’incontro curato da Fondazione Francesco Fabbri “Il buon governo della città e del territorio nella società circolare”, che vedrà gli interventi di Federico Della Puppa, dottore di ricerca in Economia Montana e dell’Ambiente, Roberto Masiero, professore ordinario di Storia dell’architettura e Tendenze dell’architettura contemporanea dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, eVittoria Polese, architetto e curatrice di del libro Smart City, Smart Land, Switch City.
 
Il pomeriggio proseguirà con la presentazione del libro Tessiture sociali. La comunità, l’impresa, il mutualismo, la solidarietà (Egea) di Aldo Bonomi e Francesco Pugliese: discuteranno con gli autori Alessandro Balducci, docente di Tecnica e pianificazione urbanistica del Politecnico di Milano, e Claudio Bertorelli, paesaggista e fondatore di Asprostudio.
Grande attesa per l’intervento che concluderà la seconda giornata del Festival della Green Economy, dedicato ai destini dei ghiacciai artici: all’Auditorium del Dipartimento di Lettere prenderà la parola Peter Wadhams, uno dei massimi esperti a livello mondiale di ghiaccio marino e degli oceani polari, che, presentando il suo libro Addio ai ghiacci (Bollati Boringhieri), spiegherà come il destino dell’Artico sia una miccia che potrebbe innescare una spirale che finirebbe col coinvolgere il mondo intero. A discutere con l’autore, Antonio Maconi,curatore della Green Week.
Domenica 3 marzo la Green Week si concluderà con l’ormai tradizionale giornata di “porte aperte” al MUSE a ingresso gratuito. La domenica green propone, all’interno degli spazi espositivi e delle aule didattiche del MUSE, piccoli esperimenti, dimostrazioni, video e momenti di dialogo con esperti, per presentare le buone pratiche, le ultime tecnologie e le nuove conoscenze in tema “green”. Tra le diverse attività “Che fine hanno fatto i ghiacciai?”, “Zoo vibrazionale & Bugmap”, “Cos’è l’idrogeno? Esplorazioni di una molecola leggera” e “Don’t worry, bioplastic” a cura degli Enti del Sistema Trentino dell’Alta Formazione e della Ricerca. In programma, un evento dedicato alle “Trasformazioni urbane a Trento”, che vedrà la partecipazione di docenti, architetti e ricercatori per fare il punto degli interventi che il capoluogo trentino sta mettendo in atto per diventare una città resiliente. A seguire il “comicista” Paolo Franceschini, comico -ciclista che vanta molteplici esperienze televisive tra cui Zelig e Colorado, modererà la conferenza spettacolo “Alla scoperta dei ghiacciai… per non restarci di ghiaccio” alla quale parteciperanno i glaciologi Claudio Smiraglia, professore ordinario all’Università di Milano, e Christian Casarotto, mediatore culturale del MUSE.
A concludere la manifestazione sarà invece Norbert Niederkofler, chef altoatesino tre stelle Michelin del ristorante St. Hubertus, entrato nell’olimpo della cucina italiana elevando prodotti della montagna e ingredienti selvatici in un panorama culinario dominato da sapori mediterranei. Lo chef sarà intervistato da Alberto Faustini, direttore del Trentino Alto Adige.

LE “FABBRICHE DELLA SOSTENIBILITÀ”

Anche quest’anno la Green Week si aprirà nel pomeriggio di martedì 26 febbraio con un tour alla scoperta delle “Fabbriche della Sostenibilità”, con tre diversi itinerari di visita che attraverseranno le eccellenze imprenditoriali e i territori green di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia e Trentino.  

 
Ad aprire i battenti, martedì 26 febbraio, l’evento speciale promosso dal Porto di Venezia per scoprire il “Venice Green Innovation Hub”, che vedrà quattro tappe: da VTP-Venezia Terminal Passeggeri, azienda leader nella conduzione e nello sviluppo di terminal crociere, con prodotti tecnologici che permettono una miglior gestione dei flussi di passeggeri e una riduzione dei consumi energetici connessi alle attività portuali, a Eni Bioraffineria di Marghera, il primo esempio di economia circolare nel settore della raffinazione, la prima raffineria al mondo trasformata da impianto tradizionale a raffineria green (con 360mila tonnellate di oli vegetali l’anno). Tappa conclusiva alla Venezia Heritage Tower, start-up culturale create all’interno di una torre di raffreddamento del 1938, patrimonio di archeologia industriale ora trasformato in un hub per l’arte e l’educazione, dove verrà presentato anche il progetto di Venice LNG, new company nata alla fine del 2017 con l’obiettivo di realizzare un deposito costiero per lo stoccaggio e la movimentazione di GNL a Porto Marghera. Sempre nella giornata di martedì 26 febbraio, il secondo itinerario partirà da Padova alla volta del primo impianto di Buzzi Unicemprotagonista alla Green Week. Buzzi Unicem, azienda nata nel 1907 e dedicata alla produzione di cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali, aprirà per la giornata di apertura della manifestazione l’impianto di Monselice, dove è in funzione un doppio sistema di filtrazione che include anche un sistema di abbattimento catalitico: tra i temi della visita, la filtrazione dei fumi, le emissioni e le ricadute dei gas.
 
Il terzo percorso della giornata inaugurale partirà invece da Istrana (Treviso), dove SNAMpresenterà l’impianto di compressione costruito nel 1975. L’impianto, che occupa un’area di 131mila mq effettua la ricompressione del gas naturale lungo i gasdotti paralleli di importazione dalla Russia.  Da Istrana, il percorso si concluderà a Montorso Vicentino da Cielo e Terra Vini, la prima azienda vinicola in Italia ad aver introdotto il lean management in un’ottica di cambiamento e miglioramento; in occasione della Green Week, l’azienda presenterà il proprio bilancio ambientale e illustrerà il percorso che l’ha portata ad acquisire il marchio b-corp.
 
Mercoledì 27 febbraio – seconda giornata del tour alla scoperta delle “Fabbriche della Sostenibilità” – si aprirà in provincia di Vicenza con la seconda edizione dell’“Arzignano Green Land”, itinerario speciale promosso da UNIC-Unione Nazionale Industria Conciaria alla scoperta del più grande distretto conciario a livello europeo raccontato secondo la prospettiva dell’economia circolare. Dopo la prima tappa da Medio Chiampo, impianto di depurazione industriale che illustrerà il masterplan avviato nel 2019, si proseguirà alla scoperta delle eccellenze del settore conciario come Dani Concerie Laba, dove si mostreranno tutte le fasi della lavorazione della pelle, dal grezzo al finito. Il percorso dell’economia circolare si concluderà nel settore della chimica e della trasformazione dei prodotti di scarto della lavorazione per la produzione di fertilizzanti per l’agricoltura.
 
La giornata si concluderà poi allo stabilimento Lattebusche di Sandrigo, dedicato alla produzione di Grana Padano e Asiago e al successivo incontro pubblico con lo chef stellatoAlessandro Dal Degan, de La Tana di Asiago, durante il quale il Premio “Giovane dell’anno” della prestigiosa guida de l’Espresso racconterà di come vive il rapporto cucina-natura nella ricerca degli ingredienti nei boschi che hanno ispirato la grande letteratura di Mario Rigoni Stern.
 
In contemporanea, la giornata di mercoledì 27 febbraio vedrà un altro itinerario partire daAmorim Cork Italia, filiale italiana del Gruppo Amorim, la prima azienda del mondo per il riciclo dei tappi in sughero, ottenendo così dal prodotto rilavorato materiale per l’edilizia, la coibentazione, l’abbigliamento, la meccanica e l’aeronautica spaziale. Da Conegliano si prosegue verso Porcia (Pordenone), con IES Biogas, controllata SNAM,azienda leader in Italia per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti biogas/biometano nel settore agricolo e agro-industriale. A Porcia, IES Biogas ha realizzato un innovativo ed efficiente impianto di biogas made in Italy, in grado di produrre 4.200.000 mc di biogas all’anno. Da Porcia, ci si sposterà quindi al secondo impianto Buzzi Unicem, a Fanna (Pordenone), dove verrà analizzata la gestione dei rifiuti in un’ottica di CSS-Combustibile Solido Secondario derivato dai rifiuti quale alternativa ai combustibili fossili nel proprio processo produttivo. L’ultima tappa del percorso sarà da CDA di Talmassons (Udine), leader nel settore della distribuzione automatica di alimenti e bevande, esempio di grande interesse per i progetti legati alla responsabilità sociale d’impresa all’insegna del claim “le persone al centro, l’ambiente tutt’intorno”.
 
Il terzo itinerario della giornata di mercoledì inizia invece alle Officine di Cartigliano, una realtà industriale avanzata che studia, progetta e realizza macchinari per conceria, sterilizzatori a radiofrequenza per la pastorizzazione e sterilizzazione di prodotti alimentari ed essiccatoi per fanghi da depurazione. In quella occasione ci sarà, alla presenza delle autorità locali, anche l’inaugurazione di un nuovo impianto di essicazione. Da Cartigliano si raggiungerà poi la bassa veronese per una visita alla Fomet. una azienda che storicamente ha puntato tutto, con enorme successo, sui concimi biologici. Grazie anche alla presenza in zona di numerosi allevamenti, Fomet oggi fornisce le più importanti coltivazioni dei marchi del settore agroalimentare più sensibili alla sostenibilità. Ultima tappa della giornata sarà in una delle più belle aziende orgoglio del Made in Italy, la comasca Ratti del gruppo Marzotto, che produce, con grande attenzione al lato etico e di sostenibilità, tessuti e accessori di alta gamma dei più grandi brand dell’alta moda italiana.
 
Nella terza giornata della Green Week – giovedì 28 febbraio – le visite proseguiranno in Emilia Romagna, con una prima tappa al terzo impianto Buzzi Unicem, a Vernasca (Piacenza), dove verrà presentato il progetto europeo “Cleanker”, coordinato dal LEAP-Laboratorio Energia Ambiente di Piacenza, per una produzione più pulita del cemento: con la tecnica del calcium looping per la cattura e stoccaggio della CO2,si si stima sia possibile arrivare a produrre cemento catturando oltre il 90%dell’anidride carbonica. L’itinerario proseguirà poi versoDavines, l’azienda di Parma nota nel mondo per i suoi prodotti cosmetici ecosostenibili, elaborati con spirito artigianale e sviluppati scientificamente attraverso le tecnologie più avanzate. I visitatori potranno visitare cosi la nuova bellissima sede realizzata su progetto di Matteo Thun, uno degli architetti italiani – già ospite lo scorso anno della Green Week – più attento in assoluto al tema della sostenibilità.
 
In contemporanea, invece, in provincia di Rovigo, i visitatori della Green Week potranno scoprireIrsap (Arquà Polesine), dal 1963 leader italiano nella produzione di radiatori tubolari in acciaio. Una storia, quella di Irsap, caratterizzata dalla continua ricerca tecnologica, con l’obiettivo di studiare soluzioni rispettose per l’ambiente sia nel settore residenziale che nel piccolo terziario. Il percorso in Trentino, invece, si aprirà da SolidPower di Mezzolombardo, tra i leader globali nella tecnologia delle celle a combustibile ad alta temperatura: con BLUEGEN l’azienda offre al mercato europeo il cogeneratore con un livello di efficienza elettrica del 60%, il più elevato a livello globale. Da Mezzolombardo, si prosegue per una visita al campus di Fondazione Mach,ente d’eccellenza internazionale impegnato da 145 anni nella ricerca, educazione, formazione e trasferimento tecnologico negli ambiti di agricoltura, alimentazione e ambiente, per poi approdare alla sede italiana di Scania, il mobilty partner della manifestazione, che proprio sulla sostenibilità dei mezzi di trasporto commerciale e turistico sta puntando per affrontare il futuro della mobilità commerciale. L’ultima visita della giornata sarà alla Green Factory di Manifattura Tabacchi a Rovereto, laboratorio di idee, start up e progetti dedicati alla green economy.
 
Il percorso delle Fabbriche della Sostenibilità vedrà quest’anno due appendici nelle giornate di venerdì 1 marzo e domenica 3 marzo. La prima, infatti, prevede una tappa al cantiere dell’exAsilo S.Martino, dove non solo si potrà constatare un efficace intervento di riqualificazione urbanistica, ma anche una ristrutturazione edilizia, realizzata dall’impresa Mubre su progetto ingegneristico di Trentino Progetti, di altissimo livello in termini di ecosostenibilità.
 
Nella giornata conclusiva della Green Week (domenica 3 marzo), invece, Dolomiti Energiaaprirà la centrale idroelettrica di Riva del Garda, una centrale monumentale ancora funzionante, realizzata in riva al lago negli anni ’20 su progetto dell’architetto di D’Annunzio Giancarlo Maroni, dove i visitatori potranno scoprire il percorso Hydrotour Dolomiti.
LE DICHIARAZIONI DEI PROMOTORI
 

Paolo Collini, rettore dell’Università di Trento, conferma la partecipazione e l’impegno con cui l’Ateneo aderisce al Festival fin dalla prima edizione, condividendo con gli altri partner l’organizzazione e la promozione dell’evento. «Quest’anno è previsto un coinvolgimento maggiore dei docenti, ricercatori e ricercatrici, personale tecnico e studenti e studentesse dell’Ateneo che avranno l’occasione di presentare nuove iniziative green e risultati di attività inerenti i temi del Festival. I settori interessati vanno da quello energetico a quello del comfort indoor, da quello turistico a quello di pianificazione urbana, da quello climatico a quello della gestione dei flussi inquinanti, dalla sostenibilità alla tutela ambientale. Come lo scorso anno, poi, la Green Week sarà l’occasione per organizzare la Giornata per la Sostenibilità ambientale di Ateneo, con la partecipazione attiva di alcuni studenti. La sessione finale della Giornata sarà, infatti, a disposizione dell’intera comunità universitaria per presentare proposte che saranno poi analizzate e che potranno portare alla diffusione di buone pratiche, nell’Ateneo e sul territorio».

 
Ermete Realacci, presidente di Symbola, Fondazione per le qualità italiane: «C’è un’Italia che punta sulla Green Economy. Un cammino verso il futuro che incrocia strade che arrivano dal passato e che ci parlano di una spinta alla qualità, all’efficienza, all’innovazione, alla bellezza. Una sintonia tra identità e innovazione che negli anni bui della crisi è diventata una reazione di sistema, spesso senza incentivi pubblici. Una scelta coraggiosa e vincente, per le imprese e per il Paese. Un modello produttivo e sociale per un’Italia che fa l’Italia. Più competitiva, più solidale, più green».
 
Filiberto Zovico, fondatore di ItalyPost e ideatore della Green Week: «Mai come in questo periodo la competitività economica e sociale si gioca sul terreno della sostenibilità. È dalle imprese che è partita la rivoluzione della green economy che ha cambiato la vita quotidiana delle persone, delle famiglie e dei consumi, ma che sta cambiando anche il modo di progettare e fare impresa. La Green Week è una vetrina per scoprire le eccellenze green del nostro Paese, ma è anche un laboratorio per approfondire e discutere i temi chiave del prossimo futuro,dalla mobilità alla chimica verde, dalla bioarchitettura ai green jobs».
 
Alessandro Andreatta, sindaco di Trento: «Forse non s’è mai parlato così tanto di ambiente come in questi ultimi decenni. Ma alla mole di discorsi sui cambiamenti climatici, sull’economia verde, sulle piccole e grandi rivoluzioni energetiche non corrisponde un volume altrettanto consistente di azioni concrete, di provvedimenti, di politiche di lungo corso. La Green Week si distacca da questo paradigma perché, tradizionalmente, tiene ben saldate la teoria alla pratica ,anzi alle buone pratiche, che esistono e resistono, ma sono per lo più puntiformi, non strutturali, affidate alla buona volontà dei singoli più che a un piano generale. Auspico che questa edizione della Green Week aumenti non solo la nostra conoscenza dei temi ambientali ma soprattutto la consapevolezza che le politiche verdi devono ispirare non solo questa o quella solitaria impresa, ma diventare il motore dello sviluppo del Ventunesimo secolo».
 
Francesco Profumo, presidente di FBK-Fondazione Bruno Kessler: «Il colore del Green è inequivocabilmente associato all’azione di inversione dei cambiamenti climatici, alla sostenibilità, alla circolarità dell’economia. Il 2018 è stato l’anno più caldo degli ultimi 200, con un aumento di quasi 1,8 °C della temperatura media. Lo studio dei sistemi complessi, le tecnologie dell’intelligenza artificiale, le nuove soluzioni per la decarbonizzazione possono costituire una risposta coordinata, da attuare in tempi rapidi. Su questo ci impegniamo in FBK, ricercando quotidianamente i percorsi della sostenibilità, unica via verso il futuro, nostro e di chi ci seguirà».
 
Annapaola Rizzoli, dirigente del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach: «La partecipazione alla Green Week ci riesce “naturale”: la sostenibilità è infatti iscritta nel Dna della Fondazione Edmund Mach, primo centro italiano “OneHealth” impegnato in attività di ricerca, trasferimento tecnologico, formazione ed educazione che riguardano la salute unica e globale di piante, animali e ambiente. Ogni giorno, da 145 anni, nei nostri laboratori, aule e campi sperimentali lavoriamo quindi per trovare risposte concrete alle esigenze del territorio, inserite però in una prospettiva globale che è quella degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030». Per questa edizione di Green Week la Fondazione Edmund Mach propone due focus: uno sulla comunicazione che riguarda i prodotti fitosanitari, con la moderazione del presidente Andrea Segrè, e un altro sull’economia circolare. Inoltre, da quest’anno, il campus FEM è anche entrato nel circuito delle Fabbriche della sostenibilità.
 
Michele Lanzinger, direttore MUSE-Museo delle Scienze: «Il concetto di sostenibilità è divenuto un fattore fondamentale dell’idea stessa di sviluppo e di futuro, sia inteso in senso planetario sia di sviluppo locale. Parlarne non è e non può più essere un’azione di sola informazione, di sensibilizzazione e promozione, ma un momento di confronto tra strategie, buone pratiche, programmazione. I nostri territori sono fortemente impegnati nel tradurre la complessità delle relazioni che stanno alla base del concetto di benessere equo e sostenibile e la Green Week, per la sua pluralità di voci, è divenuto un appuntamento non eludibile nel quadro degli importanti festival che annualmente rendono Trento una città sempre più connessa con il divenire della contemporaneità».
 
Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea: «Le sfide ambientali non conoscono confini e hanno bisogno di soluzione condivise. L’Unione europea ha norme rigorose che proteggono la natura, riducono l’utilizzo della plastica e promuovono un’economia circolare. Vogliamo fare di più: abbiamo proposto che il 30% del prossimo bilancio UE 2021-2027 sia dedicato allo sviluppo sostenibile. Sono fondi che saranno destinati alla riduzione di CO2, alle risorse naturali e all’ambiente e alla protezione dei cittadini dai rischi ambientali».
 
Denis Pasqualin, presidente di APT Valsugana Lagorai: «L’azienda turistica Valsugana Lagorai sostiene con convinzione il Festival Green Week e gli obiettivi di valorizzazione dell’ambiente e del territorio legati allo sviluppo sostenibile come attrattore economico e primo indicatore della qualità della vita. Prima destinazione turistica in Italia e in Europa, L’APT Valsugana Lagorai ha infatti intrapreso il percorso di certificazione per il turismo sostenibile attraverso il Global Sustainable Tourism Council, organizzazione accreditata presso le Nazioni Unite (UNWTO, United Nation World Tourism Organization). La nostra partecipazione alla Green Week sarà una valida opportunità di confronto e condivisione».
 
Franco Fenoglio, Presidente e Amministratore Delegato di Italscania: «Siamo molto orgogliosi di essere tra i promotori del Festival della Green Economy. È un’occasione importante per mettere in evidenza il nostro impegno nel guidare il cambiamento verso un trasporto sostenibile e, al tempo stesso, un momento prezioso per aprire le porte della nostra sede e far conoscere la filosofia di Scania e il costante impegno nell’offrire soluzioni di trasporto che consentano di minimizzare l’impatto nei contro di clima e ambiente, in occasione del Tour nelle Fabbriche della Sostenibilità».
COME PARTECIPARE ALLA GREEN WEEK

Il programma completo della Green Week è disponibile online sul sito www.greenweekfestival.it. Tutti gli eventi della Green Week sono a ingresso libero: per avere garanzia di posto a sedere in sala, è consigliata la registrazione online sul sito seguendo le indicazioni in calce a ciascun evento. Il sito internet della manifestazione è anche punto di riferimento per aggiornamenti in progress. È già molto attivala comunità di Facebook e di Twitter, disponibile al profilo @GreenWeekItalia; hashtag ufficiale della manifestazione #greenweek19.




Festival Viktor Ullmann: domenica 10 febbraio 2019 alle ore 11.00 alla Casa Cavazzini di Udine, concerto a ingresso libero el Duo clarinetto e pianoforte Davide Casali e Pierpaolo Levi

Il dodicesimo appuntamento della seconda parte della V edizione del Festival Viktor Ullmann – rassegna dedicata, unica in Europa, alla musica concentrazionaria, degenerata e dell’esilio – proporrà domenica 10 febbraio alle ore 11.00 a Casa Cavazzini in via Cavour 14 a Udine il concerto a ingresso libero del duo clarinetto e pianoforte Davide Casali e Pierpaolo Levi. Verranno eseguite musiche di E. Schulhoff, E. Russoli, L. Sinigaglia – A. Gentili e G. Klein.

“Quello del 10 febbraio – rileva il direttore artistico della rassega e presidente dell’associazione promotrice, Davide Casali – sarà un appuntamento veramente importante: si potranno ascoltare musiche di autori “concentrazionari”, “degenerati” e dell’”esilio” che sono di rara esecuzione. Musiche bellissime fanno parte del repertorio da camera che il duo cameristico ha già eseguito in varie parti d’Italia e poco tempo fa, anche a Bucarest.

Organizzato dall’Associazione Musica Libera di Trieste, il Festival Ullmann è l’unico in Europa dedicato alla musica concentrazionaria (così definita perché composta nei campi di concentramento e nei ghetti), alla musica degenerata (la musica proibita nella Germania nazista e nell’Italia fascista perché ritenuta decadente e dannosa) e alla musica d’esilio. L’intento del festival è riscoprire quelle pagine musicali per far rivivere il genio creativo dei loro compositori e riflettere sulla Shoah da un diverso punto di osservazione.

Il concerto è organizzato con la collaborazione del Comune di Udine area Cultura e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Ingresso libero e gratuito.

Erwin Schulhoff, compositore praghese molto prolifico e particolarmente apprezzato per la sua composizione e per la ricerca innovativa, scrisse molta musica da camera e ben 8 sinfonie. E’ morto nel 1942 in un campo di concentramento in Germania.

Leone Singaglia, compositore dell’area torinese molto famoso ed eseguito da Toscanini, morì di infarto per la paura di essere deportato quando, nel 1944, le Ss arrivarono in una casa di riposo dove si era nascosto. Molte delle sue composizioni erano basate su motivi popolari.

Gideon Klein venne arrestato molto giovane e portato a Terezin. Pianista di qualità eccezionale e dalle grandissime doti, morirà nel 1945 in un campo di concentramento dopo essere stato deportato ad Auschwitz.

Alberto Gentili, compositore dell’area milanese, diventa il primo insegnate in Italia di Storia della Musica all’università di Torino. A lui si deve il recupero e la conservazione della produzione di Antonio Vivaldi.

Emilio Russoli è stato un pianista e compositore triestino. Docente al conservatorio di Trieste, venne espulso a causa delle leggi razziali e si nascose in varie località del Friuli Venezia Giulia. Dopo la guerra, non avendo potuto maturare abbastanza anzianità per la quiescenza, torno à insegnare al Conservatorio triestino, ma morì appena due anni dopo.

Informazioni e programma completo sul sito www.festivalviktorullmann.com

Andrea Forliano




Ultimo appuntamento del ciclo di conferenze “Iapodes e noi” domenica 10 febbraio, al Civico Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann”

“Contatti e interazioni tra Friuli e costa orientale dell’Adriatico tra il 6000 e il 4000 a.C.”

Relatrice Paola Visintini, Responsabile del Museo Archeologico dei Civici Musei di Udine

Visita guidata e Finissage della mostra „Iapodes – Il popolo misterioso degli altopiani dell’Europa centrale“ domenica 17 febbraio

Sarà dedicata ai “Contatti e interazioni tra Friuli e costa orientale dell’Adriatico tra il 6000 e il 4000 a.C.” l’ultima conferenza del ciclo “Iapodes e noi”, in programma domenica 10 febbraio, alle ore 11.00, nella sala conferenze del Civico Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann” (piazza della Cattedrale 1 e via della Cattedrale 15, Trieste), nell’ambito della mostra „Iapodes – Il popolo misterioso degli altopiani dell’Europa centrale“, ospitata al Museo e curata dal Museo Archeologico di Zagabria, co-organizzata dal Comune di Trieste e dalla Comunità Croata di Trieste.

Relatrice sarà la dott.ssa Paola Visentini, Responsabile del Museo Archeologico dei Civici Musei di Udine, la quale ci offrirà l’opportunità di rileggere la storia delle comunità affacciate sulla costa orientale dell’Adriatico e le interazioni avvenute con la pianura friulana nel periodo di riferimento.

“Il progresso delle ricerche e la revisione di vecchi contesti” – anticipa Paola Visentini – “permettono infatti di disegnare un quadro sempre più accurato, seppur non ancora definitivo, del Neolitico di questa macro area. Con successive e sempre più approfondite revisioni si è giunti a un panorama articolato del Neolitico, che mostra aspetti culturali comuni e tematiche interessanti ancora da sviluppare”.

Tra i molti lavori realizzati da Paola Visentini – che è stata anche Direttore scientifico del Museo della Grotta di Pradis, Pordenone (2001-2003) e ha lavorato per la Soprintendenza per i Beni Archeologici del F.V.G.-MiBACT (1999-2005) – ricordiamo l’ideazione e la curatela della mostra “Adriatico senza confini. Via di comunicazione e crocevia di popoli nel 6000 a.C.”, allestita a Udine tra ottobre 2014 e febbraio 2015 e poi alla Galerjia Sveta Srca di Pola, dove è stata realizzata in collaborazione con colleghi di Croazia e Slovenia (marzo-aprile 2015) nell’ambito delle iniziative per celebrare l’entrata della Croazia nell’Unione Europea.

A conclusione della mostra “Iapodes” al Civico Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann” sono infine previsti due eventi: domenica 17 febbraio, alle ore 11.00, sarà organizzata una visita guidata condotta dal prof. Paolo Paronuzzi, docente di Geologia Applicata presso l’Università di Udine e di seguito è in programma il finissage con le curatrici dell'”Arheološki muzej u Zagrebu” AMZ di Zagabria, dott.sse Lidija Bakarić e Ana Đukić.




LA GRANDE STORIA DELL’IMPRESSIONISMO a UDINE il 4 aprile con MARCO GOLDIN e REMO ANZOVINO

VignaPR in collaborazione con il Teatro Nuovo Giovanni da Udine

presenta

MARCO GOLDIN

racconta in teatro

LA GRANDE STORIA DELL’IMPRESSIONISMO

IL NUOVO RACCONTO – SPETTACOLO CHE METTE IN SCENA L’INCANTO DELLA PITTURA DA MONET A VAN GOGH

con le musiche composte ed eseguite dal vivo da REMO ANZOVINO e la scenografia video di FABIO MASSIMO IAQUONE e LUCA ATTILII

DA MONET A VAN GOGH E GAUGUIN, PASSANDO PER PISARRO, RENOIR, SISLEY, CÉZANNE E DEGAS, UN NUOVO SPETTACOLO TRA PAROLE, IMMAGINI E STRAORDINARIE MUSICHE ESEGUITE DAL VIVO  

ph Simone Di Luca

LA TOURNEE CHE STA ENTUSIASMANDO IL PUBBLICO DEI PRINCIPALI TEATRI ITALIANI ARRIVA FINALMENTE ANCHE IN FRIULI VENEZIA GIULIA PER UN’UNICA ESCLUSIVA DATA

GIOVEDÌ 4 APRILE 2019, ore 21:00

UDINE, TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE

Biglietti in vendita a partire dalle ore 10:00 di venerdì 8 febbraio online su Ticketone.it, nei punti vendita autorizzati e dalle ore 16:00 di venerdì 8 febbraio alle biglietterie del Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Arriva finalmente anche in Friuli Venezia Giulia “La grande storia dell’impressionismo”, il nuovo racconto-spettacolo creato da Marco Goldinche mette in scena l’incanto della pittura da Monet a Van Gogh, entusiasmando il pubblico dei principali teatri italiani con una produzione visiva davvero unica che dà vita ai quadri degli impressionisti. Viene annunciata oggi l’unica tappa in regione di questo straordinario progetto: giovedì 4 aprile (inizio ore 21:00) al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. I biglietti (prezzi da 16 a 32 euro più diritti di prevendita) saranno in vendita a partire dalle ore 10:00 di venerdì 8 febbraio online su Ticketone.it e nei punti vendita autorizzati e dalle ore 16:00 di venerdì 8 febbraio alle biglietterie del teatro.

ph Simone Di Luca

Marco Goldin, il maggiore esperto di impressionismo del nostro paese, condurrà poeticamente lo spettatore per mano nella Francia degli ultimi decenni dell’Ottocento, con il suo modo unico di raccontare l’arte, semplice ma mai banale, scandagliando emozione e conoscenza, e mettendo insieme parole, sensazionali immagini e straordinarie musiche. Al suo fianco sul palco Remo Anzovino, uno dei principali esponenti della scena musicale contemporanea che ha composto le musiche originali dello spettacolo che eseguirà dal vivo al pianoforte, e sullo sfondo le esclusive scenografie video create dai videomaker Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii, in grado di ideare una produzione visiva che non si era mai vista prima d’ora nei teatri italiani per uno spettacolo di questo genere.

ph Simone Di Luca

Il racconto teatrale si svilupperà in cinque momenti, in due ore di spettacolo: Goldin, facendo ricorso al suo narrare sempre fluido ed empatico, con le parole che generano continue immagini, accompagnerà tutti dapprima nella foresta di Fontainebleau, dove i giovani impressionisti, da Monet a Pissarro, da Renoir a Sisley, si incontravano a metà degli anni sessanta per dipingere nei boschi. L’amore nei confronti del paesaggio farà da contrappunto a tutto il percorso, anche quando, e sarà il secondo momento della narrazione, si entrerà nel decennio successivo, quello canonico dell’impressionismo. Periodo in cui prenderanno il via, da quella memorabile del 1874 nello studio di Nadar, le esposizioni impressioniste, con l’ingresso sulla scena parigina della pittura anche di Cézanne, Degas e Gauguin, o di figure femminili come Berthe Morisot o l’americana Mary Cassatt. La meraviglia del fiume, i disgeli lungo la Senna, le alte scogliere di Normandia, le sue spiagge e il mare, daranno la possibilità a Goldin, nel terzo tempo del suo racconto, di parlare della crisi dell’impressionismo e della fine del dogma della pittura di plein-air in Monet. Prima dei due momenti conclusivi, riservati a due straordinari artisti che hanno portato fino alle estreme conseguenze la crisi dell’impressionismo: Vincent van Gogh e Paul Gauguin.

Oltre alle musiche originali appositamente composte per lo spettacolo, per il pubblico friulano sarà anche la prima occasione per ascoltare dal vivo “Helene”, “Requiem”, “Avec Ma Nymphe” e “Vincent”, ovvero alcuni dei temi principali composti, orchestrati e diretti dal Maestro Remo Anzovino per la colonna sonora dei docufilm evento “Le Ninfee di Monet” e “Van Gogh tra il grano e cielo”, scelti da Marco Goldin per l’aderenza con la storia narrata nello spettacolo e dato che l’incontro tra i due artisti è avvenuto proprio in occasione del film campione d’incassi “Van Gogh tra il grano e il cielo”, di cui entrambi sono stati protagonisti.

Le tre colonne sonore del compositore pordenonese proprio nei giorni scorsi sono diventate 3 album che Sony Masterworks sta pubblicando in tutto il mondo: le prime due sono uscite alla fine di gennaio, mentre l’album “Van Gogh tra il grano e il cielo” sarà disponibile su tutte le principali piattaforme digitali mondiali a partire dal 15 febbraio.

La tournee de “La Grande Storia dell’Impressionismo” è prodotta da International Music and Arts e Linea d’ombra, con il sostegno del Gruppo Baccini, mentre l’unica data in Friuli Venezia Giulia sarà organizzata dall’agenzia friulana VignaPR in collaborazione con il Teatro Nuovo Giovanni da Udine. 

LA GRANDE STORIA DELL’IMPRESSIONISMO

GIOVEDÌ 4 APRILE 2019, ore 21:00

UDINE, Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Prezzi dei biglietti:

Platea numerata         € 32,00 + dp

Prima galleria             € 26,00 + dp

Seconda galleria        € 22,00 + dp

Terza galleria             € 16,00 + dp

Biglietti in vendita a partire dalle ore 10:00 di venerdì 8 febbraio online su Ticketone.it nei punti vendita autorizzati Ticketone e dalle ore 16:00 di venerdì 8 febbraio alle biglietterie del Teatro Nuovo Giovanni da Udine

PER INFORMAZIONI SULLA DATA DI UDINE:

VignaPR – www.vignapr.itinfo@vignapr.it

VignaPR – Luigi Vignando – tel. (+39) 340 3731626 – luigi.vignando@gmail.com

Teatro Nuovo Giovanni da Udine – www.teatroudine.it – tel. +39 0432 248418

PER MAGGIORI INFO SULLA TOURNEE:

International Music – www.internationalmusic.it – tel. +39 059 644688




Festival Viktor Ullmann: sabato 9 febbraio 2019 alle ore 21.00 al Teatro Verdi di Muggia, concerto a ingresso libero dell’Orchestra Abimà diretta dal M° Davide Casali

L’undicesimo appuntamento della seconda parte della V edizione del Festival Viktor Ullmann – rassegna dedicata, unica in Europa, alla musica concentrazionaria, degenerata e dell’esilio – proporrà sabato 9 febbraio 2019 alle ore 21.00 al Teatro Verdi di Muggia il concerto a ingresso libero dell’Orchestra d’archi Abimà diretta dal M° Davide Casali. In programma musiche di L. Sinigaglia, A. Finzi, E. Schuloff e M. Lavry.

“Quello del 9 febbraio – rileva il direttore artistico della rassegna e presidente dell’associazione promotrice, Davide Casali – sarà un appuntamento veramente importante: si potranno ascoltare musiche di autori “degenerati” e dell’”esilio” che sono di rara esecuzione. Musiche bellissime che l’orchestra ad archi riesce a far risuonare alla perfezione”. Nell’occasione saranno eseguiti anche due pezzi suonati al clarinetto da Davide Casali che da anni si dedica con forte impegno alla ricerca musicale di questi pezzi molto poco eseguiti.

Organizzato dall’Associazione Musica Libera di Trieste, il Festival Ullmann è l’unico in Europa dedicato alla musica concentrazionaria (così definita perché composta nei campi di concentramento e nei ghetti), alla musica degenerata (la musica proibita nella Germania nazista e nell’Italia fascista perché ritenuta decadente e dannosa) e alla musica d’esilio. L’intento del festival è riscoprire quelle pagine musicali per far rivivere il genio creativo dei loro compositori e riflettere sulla Shoah da un diverso punto di osservazione.

Il concerto è organizzato con la collaborazione del Comune di Muggia e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Gilulia.

Ingresso libero e gratuito.

Marc Lavry, musicista originario di Riga, dovette scappare per motivi razziali attorno agli anni ’40 e si trasferì in Israele, dove divenne una dei compositori più importanti. L’orchestra Abimà ha appena pubblicato un cd della collana “Vivere in musica” con alcune delle sue composizioni registrate per la prima volta in Europa.

Leone Singaglia, compositore dell’area torinese molto famoso ed eseguito da Toscanini, morì di infarto per la paura di essere deportato quando, nel 1944, le Ss arrivarono in una casa di riposo dove si era nascosto. Molte delle sue composizioni erano basate su motivi popolari.

Aldo Finzi, autore dell’area milanese e grande compositore, vinse nel 1937 un concorso alla scala di Milano per un ‘opera lirica che però non venne mai eseguita a causa delle leggi razziali emanate nel 1938 in Italia.

Erwin Schulhoff compositore praghese piuttosto prolifico – scrisse molta musica da camera e ben 8 sinfonie – era molto apprezzato per la sua composizione e per la ricerca innovativa. E’ morto nel 1942 in un campo di concentramento in Germania.

Informazioni e programma completo sul sito www.festivalviktorullmann.com

Andrea Forliano