PORDENONE Martedì 30 luglio ESTATE IN CITTA’

Martedì 30 luglio l’Estate in Città comincia alle 18 in Biblioteca Civica con il viaggio nella letteratura: Gianni Pignat, attraverso immagini e racconti ci accompagnerà sulle orme di Ibn Battuta, il Marco Polo d’Oriente. Nato nel 1304 a Tangeri, Abu ‘Abdallah Ibn Battuta è unanimemente riconosciuto come il più grande viaggiatore dell’epoca pre-moderna. Compì spedizioni non solo nelle regioni centrali dell’impero islamico, ma raggiunse anche le sue remote frontiere, India, Indonesia, Asia centrale, Africa orientale e Sudan, attraverso l’equivalente di 44 paesi moderni. Dopo una carriera durata 29 anni, Ibn Battuta redasse un libro di viaggi che è, a suo tempo, resoconto di avventure e ampio ritratto del mondo cosmopolita di principi, mercanti, studiosi e religiosi musulmani con cui venne in contatto nel corso della sua vita. Seguendo la vicenda e i viaggi di Ibn Battuta, Gianni Pignat racconterà gli stessi luoghi con proprie immagini e aneddoti. 

Gianni Pignat, dopo la laurea in architettura, ha conseguito il diploma d’arte applicata e fotografia presso l’Istituto d’Arte di Udine, dove ha insegnato fotografia. Fotografo di viaggio, è autore di testo e immagini di quattro libri fotografici, Gracias por venir a Colombia, Herat, Afghanistan, Sudan, Tuol Sleng, Cambogia. Ha svolto una ricerca documentaria e fotografica su Tina Modotti. Ha collaborato alla realizzazione di documentari per la televisione francese: Une petite pierre, Que viva Tina e Goli Otok. Sue fotografie sono state pubblicate in riviste e periodici, come ad esempio il domenicale de «Il Sole 24 ore». Oltre che con la fotografia, si esprime con la grafica, la pittura e la scultura, utilizzando materiali quali la ceramica, il metallo, il legno. Molte delle sue opere grafiche sono state utilizzate per copertine di libri e manifesti. Ingresso libero

Con martedì 30 luglio il mini tour cittadino nelle location private, “Teatro in casa, anzi in giardino” a cura della Scuola Sperimentale dell’attore per l’Estate in Città, arrivato all’ultimo appuntamento,  a casa Pegolo, via Lancieri di Monferrato 3, alle 19. Un’iniziativa che ha riscosso grande successo, sia per la qualità dello spettacolo presentato, sia per il piacere di disporre, per fruire lo spettacolo e per farlo seguire di chiacchiere e di buonumore, di un giardino privato, con le sue dimensioni di concentrazione e di civiltà, e con il suo segnale di apertura e di augurio all’incontro e alla condivisione. Essendo uno spettacolo modulare il mix di Storie di Pulcinella e della Gegia, comico e raffinato, è stato sempre diverso e lo sarà anche per quest’ultimo appuntamento in zona Ospedale. L’ingresso è libero, e, come libere e gradite sono le collaborazioni spontanee all’aperitivo. 

 

Dalla Loggia Municipale alle 20 partirà la salutare passeggiata in nordic walking a cura della Polisportiva Villanova.

 

Quella del 30 luglio alle 21.30 al Chiostro di San Francesco sarà una delle serate più ricche e innovative di questa edizione X di FMK (parte del calendario di Estate in città del Comune di Pordenone), che Cinemazero – con la partnership progettuale di FriulAdria Crédit Agricole – ha voluto estendere all’incursione nel campo della video arte che caratterizzerà questo appuntamento con alcune presenze autorevoli. Il critico e curatore Fabiola Naldi (collaboratrice anche di testate come Flash Art, Around Photography e Sentire Ascoltare.com) accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso un mezzo e un’espressione artistica tipicamente contemporanei, alla scoperta delle opere più significative di questo genere attiguo a quello abitualmente proposto a FMK, grazie anche alla sua ultima pubblicazione: “Tell a vision”. La Naldi ha convogliato anni di militanza critica, ricerca – collabora con il corso di Storia dell’Arte Contemporanea dell’università di Bologna – e lunghi confronti con artisti per redigere “non un libro sulla storia e sulla critica della video arte bensì un volume tra la storia e la critica di una delle più importanti pratiche artistiche del secondo Novecento”, per capire e riuscire a spiegare i numerosi corto circuiti che dalla nascita della settima arte si sono verificati tra questi ambiti. La presentazione in anteprima italiana dell’ultimo lavoro di Marotta&Russo, “Bad Smile”, si pone come perfetto esempio di questi sconfinamenti: il Video Wall infatti ben rappresenta la ricerca che il duo di artisti porta avanti nell’ambito del linguaggi digitali contemporanei, riconnettendo le riflessioni messe in campo. Il loro studio disegna i confini espressivi e concettuali di un personale neoumanesimo digitale, grazie ad una continua sperimentazione nell’ambito dei linguaggi e delle logiche digitali contemporanee. Un attraversamento dei generi che sfrutta lo spazio aperto di FMK per entrare in relazione con il pubblico con un lavoro ironico ed empatico, che vuole riportare al centro dell’attenzione l’essere umano ampliato ed esteso dalle tecnologie. Con “Bad Smile” Marotta&Russo cercano la complicità con lo spettatore, che conosce bene quel “sorriso cattivo” perché spesso è costretto ad indossarlo. “Questa animazione raffigura molto bene anche la fase post-internet che viviamo, caratterizzata dall’uscita delle tecnologie dal monitor degli uffici o delle case e sempre più immersa nel reale (pensiamo ai gps o alla diffusione degli smartphone, protesi ormai irrinunciabili): siamo sempre circondati dalla nuvola di dati che però portiamo ad un nuovo tipo di confronto con il mondo. Così l’aggressione che la proiezione sembrerà mettere in atto contro le pareti del chiostro potrà riuscire ad aprire un ulteriore varco. Non soltanto il nostro lavoro di artisti, ma anche il confronto con gli studenti dell’Accademia in cui insegniamo ci mostra quotidianamente questo sorriso amaro. Nei ragazzi pieni di talento che non riescono a trovare la strada assume l’efficace immagine di moscerini schiacciati contro il parabrezza, rendendo universale, soprattutto in questo momento, quel senso di frustrazione provocato dalla presenza di un inaspettato, spesso invisibile ostacolo”.
Il tutto senza dimenticare i corti in concorso che il pubblico sarà chiamato anche questa sera a votare: “Funny webcam effects” di Néstor Fernàndez (Spagna), “Mariposa” di Homideh Moeinfar (Svezia), “No aguanto a tus padres” di Javier Cano (Spagna), “Gravity” di Pau Camarasa, “Pool” di Juan Del Rio, “Us-noi” di Alex Lora, “The fallen” di Pau Camarasa. Gli Amici di Bambi hanno poi affidato la colonna sonora di chiusura a Petrina, cantautrice italiana che David Byrne ha scelto per le sue radio playlist, capace di alternare abilmente le proprie composizioni a trasfigurazioni di brani di altri autori, rivisitandole con esuberante inventiva. Ingresso libero.

 

www.comune.pordenone.it/estate




Le pillole d’Ercole” di Charles Maurice Hennequin e Paul Bilhaud, con la regia di Anna Pia Bernardis.

Domani è ancora “Teatro sotto le stelle” al parco Desio 

Prosegue “Teatro sotto le stelle”, la rassegna di teatro organizzata nelle circoscrizioni cittadine. Domani, 30 luglio, come semprealle 21 al parco Ardito Desio, sarà la volta della commedia “Le pillole d’Ercole” di Charles Maurice Hennequin e Paul Bilhaud, con la regia di Anna Pia Bernardis. In caso di maltempo, lo spettacolo messo in scena dalla compagnia teatrale “Dietroteatro” di Udine verrà rinviato a martedì 6 agosto. La partecipazione è gratuita.




Grottaglie (TA) il 3 e il 4 agosto. IV edizioneVino è… Musica : … partito il countdown

Trentasei aziende pugliesi Wine&Food, 18 musicisti e ben 25 eventi artistici si stanno preparando per animare il quartiere delle Ceramiche di Grottaglie (TA) il 3 e il  4 agosto. Questi i numeri della due giorni per la IV edizione di Vino è… Musica “Il cammino dell’arte, l’incontro dei sapori” e quest’anno sono tante le novità che il turista, enoappasionato o semplice curioso potrà trovare per vivere l’estate tutta  pugliese.

Scolamaccarruni (scolapasta)

 

Via Crispi, la strada che accoglie le storiche botteghe di ceramica sarà arricchita da stand artigianali ed enogastronomici e da perfomance artistiche.  Il vino autoctono pugliese, come il primitivo e il negroamaro, sarà il principe dei percorsi di degustazione, insieme ai prodotti caseari e ai salumi e, per chi ama la cucina mediterranea, i ristoranti della città proporranno i piatti simbolo della tradizione pugliese. In tutto 36 le aziende pugliesi che parteciperanno all’evento.

Ma non finisce qui.

Tante le novità che la quarta edizione dell’atteso evento pugliese ha in programma.

Con il patrocinio di Enoteca Italiana, l’ente nazionale vini, sarà possibile conoscere da vicino il mondo del vino con dei mini corsi creati ad hoc e poi l’istituzione del I Premio Vino è…Musica legato alle migliori eccellenze presentate durante la manifestazione. La selezione avverrà grazie alla collaborazione di Radici Wines, l’associazione che da anni si occupa della promozione dei vini autoctoni del sud a livello nazionale ed internazionale.

L’evento, inoltre, ospiterà la cooperativa Mytilus Tarenti, una realtà di trenta cooperative che si sono riunite per produrre a Taranto la storica “cozza tarantina”. Sarà per i visitatori  un’occasione unica per conoscere e degustare il prodotto simbolo della provincia Jonica, avendo tutte le informazioni su qualità ed autenticità.

Sempre più ricco poi sarà il cast che andrà a formare gli itinerari artistici:  18 musicisti presenti con 25 eventi artistici. Giovani promesse si confronteranno attraverso le loro performance: teatro, fotografia, pittura, estemporanee. Ma soprattutto musica, quella live, in acustico, autoprodotta, delle più importanti band del panorama pugliese.

 E come ogni anno, le grandi mostre di cultura fittile grottagliese organizzate all’interno di Casa Vestita. L’esposizione di quest’anno sarà intitolata “Cotture, ceramica da fuoco in Puglia”, un viaggio attraverso le diverse forme ceramiche utilizzate nel corso dei secoli per la cottura degli alimenti. Nell’ambito della mostra sarà possibile visitare la chiesetta rupestre con i suoi affreschi databili tra il XII e XIV secolo.

Una serie di eventi collaterali, inoltre, offrirà la possibilità di passare una piacevole vacanza: gli itinerari della green road tra le cento masserie, visita al museo del primitivo, escursioni nelle gravine, pesca turistica nel golfo di Taranto e tanto altro.

Insomma davvero ricco l’evento promosso dall’Associazione Intersezioni e organizzato da Qiblì e Gir&Grafica con il patrocinio di Enoteca Italiana e il sostegno dell’assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia insieme alla Città di Grottaglie e il Gal Colline Joniche.

Un evento ideale per chi vuole vivere un’entusiasmante esperienza tra enogastronomia, arte, cultura e spettacolo in una terra ricca di storia e tradizioni e che, con un piccolo ticket, permetterà al visitatore di passare due serate d’estate in uno degli angoli più belli della Puglia, a pochi chilometri dal mare.

 

 

Per informazioni è possibile telefonare al numero 328.4273428, Web: www.vinoemusica.it




FAMIGLIE “NORMALI”, FAMIGLIE OMOGENITORIALI!

Genitori dello stesso sesso possono essere pessimi genitori? Sì, certo, come i genitori etero. Con questa semplice battuta di Giacomo Deperu, Presidente di Arcigay Friuli, si può riassumere la conferenza dell’Associazione Universitaria Iris dal titolo “La vita normale delle famiglie omogenitoriali” che ha visto protagonisti Margherita Bottino, psicologa e sociologa, Daniela Santoro dell’Associazione Famiglie Arcobaleno e Federica e Sara coppia di ragazze 24enni in attesa di una figlia.

Un momento del dibattito

La conferenza, presentata e moderata da Alessandro Baldo, Presidente di Iris, è stata aperta da Margherita Bottino che ha spiegato come il fenomeno delle famiglie omogenitoriali in Italia, sia di due tipi: le famiglie pianifica composte da gay o lesbiche che scelgono di avere un figlio utilizzando i diversi metodi possibili, o in casi più numerosi, coppie di ragazzi o ragazze in cui uno dei due partner ha avuto un figlio da una precedente relazione eterosessuale.

Il pubblico che ha seguito l’incontro

Il caso di Daniela Santoro è il primo. All’inizio degli anni 2000 infatti, assieme alla compagna di allora, decise di cercare un donatore per mettere al mondo una bambina, Magda, che oggi ha 12 anni. Dopo avere letto molti libri e manuali di psicologia decisero di intraprendere questa strada, molto rara in quegli anni. Nello stesso periodo assieme ad altre madri omosessuali iniziarono uno scambio di mail che portò pochi anni dopo, nel 2005, alla nascita delle Famiglie Arcobaleno, che da allora hanno l’obiettivo di tutelare i figli dall’omofobia che colpisce i loro genitori e vincere la battaglia per garantire parità diritti affettivi ed economici rispetto alle famiglie eterosessuali. Diritti che permetterebbero ai figli e in generale alla società di accettare un fenomeno che in altri paesi è molto ben conosciuto e normato e quando questo succede, come ha riportato Bottino, la società reagisce meglio e quindi anche il bambino può vivere la propria vita in modo più sereno senza dover far conoscere un fenomeno non conosciuto dai figli di famiglie etero. La società italiana invece, purtroppo, appare ancora pregna di pregiudizi figli dell’ignoranza dovuta alla mancata lettura di studi e semplici dati.

Esistono però casi positivi come nel caso di Daniela Santoro appunto, abitante a Treviso, che ha raccontato la sua positiva esperienza di crescita con la sua bambina accolta, con la sua famiglia, nei migliore dei modi dai vicini di casa, dai genitori dei compagni e dalle maestre. Importante, in questa esperienza, sono state le maestre in particolare nell’asilo e il confronto con altre mamme lesbiche delle Famiglie Arcobaleno.

 

Il tavolo dei relatori

Normalità quindi, che sarebbe utile anche per quanto riguarda i diritti, perché non ha senso trovare normative ad hoc, ma è fondamentale garantire i diritti che hanno tutte le coppie etero, cioè la possibilità di sposarsi e di vedere riconosciuta la genitorialità di entrambe le figure genitoriali.

Normalità che riguarda anche il modo con il quale i genitori parlano della propria omosessualità ai figli che vivono in modo semplice e chiaro il rapporto dei propri genitori perché lo vedono crescere nel tempo assieme a loro. Il problema nasce quando è tempo di far capire al figlio cos’è l’omofobia e come, per alcune fette della società, il rapporto dei genitori non sia accolto particolarmente bene e che l’omogenitorialità sia vista ancora in modo peggiore difendendosi, in alcuni casi, dando motivazione del tipo “è più probabile che un bambino figlio di omosessuali diventi omosessuale!”. Studi, dice Bottino, confermano che questo non avviene visto che l’omosessualità è un fatto naturale e non certo un comportamento appreso.

La conferenza è proseguita con l’intervento di Giacomo Deperu, soddisfatto anche per l’unione di diverse associazioni legate al mondo LGBT e anche per i notevoli passi in avanti fatti dalle diverse amministrazioni locali che stanno, giustamente, alzando la soglia di attenzione sul tema.
Deperu ha presentato Federica e Sara, coppia di ragazze di 24 anni che hanno iniziato il loro percorso di genitorialità 3 anni or sono, prima informandosi con le Famiglie Arcobaleno poi provando con l’inseminazione semplice a Copenaghen prima e in Spagna poi raggiungendo l’obiettivo di un’attesa e decisamente cercata gravidanza. Le ragazze hanno raccontato come hanno vissuto il periodo in cui hanno scoperto di essere lesbiche analizzando in particolare il rapporto con le famiglie, più facile per Federica rispetto a Sara. Entrambe sono uscite di casa a 19 anni e sono cresciute in autonomia con un lavoro arrivando a questa importante scelta decisamente impegnativa per due ragazze della loro età ma non impossibile dal punto di vista economico, il costo totale è stato di circa 8.000 euro, ma comunque molto complicata dal punto di vista logistico viste le varie trasferte in giro per l’Europa e per i pregiudizi con i quali devono convivere quotidianamente e con le classiche paure di due giovani genitori. L’esempio di queste ragazze ha commosso il numeroso pubblico presente così come Margherita Bottino felice nel vedere una giovane coppia che ha fatto questa scelta perché fa fare un altro passo nel verso della quotidanizzazione delle famiglie omosessuali, fenomeno maggiormente conosciuto nelle grandi città, meno in queste zone.

Prima dell’inizio

C’è stato spazio anche per un padre omosessuale, Stefano Miorini, protagonista della campagna di Arcigay Friuli con la figlia Nadia, diventato padre 20 anni fa all’interno del matrimonio prima di vivere la propria omosessualità qualche anno più tardi e viverla includendo la figlia affrontando in maniera esplicita il tema quando Nadia aveva 8 anni.

A fine conferenza qualche spunto politico con Deperu che, pungolato dall’organizzato di Hompage, Manuele Ceschia, ha puntato il dito contro i politici che non dovrebbero utilizzare i paraocchi ma muoversi secondo i dettami della Costituzione in un paese laico. Posizione questa espressa anche da Hosam Aziz, consigliere comunale e segretario del PD Udinese, che ha sottolineato come la legge deve garantire i diritti che devono prescindere dalle discriminazioni e che non è solo necessario scagliarsi contro i politici ma che bisogna inchiodarli alle proprie responsabilità dando strumenti ai cittadini per sconfiggere l’ignoranza con azioni concrete perché la società è pronta.

La conferenza, ospitata all’interno della splendida cornice della Corte di Palazzo Morpurgo, è stata allieta dalla mostra fotografica “Amore oltre le differenze” di Erika Zucchiatti, che ha scattato anche le foto che arricchiscono questo articolo.

Rudi Buset
rudi.buset@ildiscorso.it
RIPRODUZIONE RISERVATA




Domenica 28 luglio Piccolo Teatro di Monfalcone-. Assassinate la zitella!!!!

 Domenica 28 luglio tocca al Piccolo Teatro di Monfalcone, che alle 21 salirà sul palcoscenico di piazza della Repubblica con “Assassinate la zitella”, un’esilarante pièce firmata da G. Carlo Pardini per la regia di Claudio Bologna.

Recita la sinossi: “La ricchissima e anziana zia Sara è venuta da poco a mancare e la sue quattro adorate nipoti sono state invitate nella villa della defunta per la lettura del testamento. Zia Sara ha giocato un ultimo simpatico scherzetto prima della sua dipartita e sarà proprio il notaio a svelarlo. Una rivelazione che getterà sconforto e agitazione tra gli astanti”. Tra numerose gag e i brillanti colpi di scena un’irresistibile commedia, tinta di giallo e di noir, si snoda nell’elegante salotto di casa Smith, protagonisti delle cugine scatenate, un notaio quanto meno discutibile e un temibile e improbabile sicario. Un lavoro che ha coinvolto uno staff numeroso, che all’insegna della passione per il teatro e del divertimento offrirà una serata spassosa al proprio pubblico.

Protagonisti sul palcoscenico sono gli attori Alan Dodd, Graziella Bencich, Claudio Bologna, Paolo Massaria, Laura Barbarossa, Loredana Stradolini, Paolo Vivoda, Rita Carone. Dietro le quinte hanno lavorato invece, con il regista Claudio Bologna, Enzo Mari per le scenografie, ancora Loredana Stradolini ai costumi, Erica Grundner all’ottimizzazione, Annalisa Del Neri per l’assistenza alla regia, Nicola Di Benedetto alla supervisione.
Una serata di divertimento nel cuore della città rigorosamente a ingresso libero




Comune di Pordenone – Estate in Città Sabato 27 luglio

ore 18, Parcobaleno: Parco Sonoro, con la Banda comunale Santa Cecilia di Puos d’Alpago

ore 20.45, Chiesa Beato Odorico: Festival Internazionale Cori d’Europa, con il Youth Female Choir Oriana di Odessa e il Gruppo polifonico Claudio Monteverdi di Ruda

ore 21.15, Castello di Torre: Capitan Calzerotte e Arlecchin senza panza, teatro

 

Mentre al Castello di Torre si replica Capitan don Calzerotte e Arlecchin senza panza (ore 21.15) della Scuola Sperimentale dell’attore, sabato 27 luglio dell’Estate in Città protagonista sarà la musica Alle 18 per Parco Sonoro a cura della Filarmonica Città di Pordenone al Parcobaleno di viale Martelli si esibirà la Banda Comunale Santa Cecilia  di Puos d’Alpago diretta dal diretta dal giovane maestro Andrea d’Incà.   Alle 20.45, nell’ambito dell’Esatte in Città del Comune di Pordenone la chiesa Beato Odorico ospita il Festival Internazionale Cori d’Europa, manifestazione dove la musica  accomuna le persone nel segno della fratellanza universale, dell’armonia e della pace, che vedrà il gemellaggio artistico del Gruppo Polifonico Claudio Monteverdi di Ruda, diretto da Matjaž Šček, con lo Youth Female Choir Oriana di Odessa, diretto da Galina Shpak. In programma ci sono brani principalmente di carattere sacro e profano tra cui Da pacem di Orlando Di Piazza, Ientrade Glorie dalla Messe cul popul di Cecilia Seghizzi, Bring Him Home di Claude-Michel Schönberg, Neotverzhi mene di Maksim Berezoviskij, Gloria dalla Missa Brevis di Gyula Fekete. A cori riuniti verrà eseguito il graduale per coro a cappella Locus Iste di Anton Bruckner. Il Coro Femminile Oriana si è costituito nel 2008 ed è attualmente diretto dalla maestra Galina Shpak diplomata al Conservatorio di Odessa. Nella sua attività la compagine di Odessa ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in vari Concorsi e Festival Internazionali tra cui il premio speciale quale “miglior coro a voci pari” 3° premio nella categoria Composizioni polifoniche del XIX secolo al 50° concorso internazionale C.A. Seghizzi di Gorizia. Ultimamente ha conseguito il 1° premio nelle categorie “musica sacra”, “folklore nazionale” e “cori femminili” al XXII Festival Internazionale di Cori Accademici IFAS (CZ) ed il 1° premio nella categoria “voci pari” al Concorso Internazionale “South Palmira” (Ucraina).

Il Coro Monteverdi ha partecipato alle più importanti manifestazioni corali internazionali d’Italia, conseguendo affermazioni di prestigio ai Concorsi di Arezzo, Ravenna e di Gorizia. Nel corso dei 35 anni di attività ha eseguito più di 660 concerti in Italia, in tutta Europa: dalla Spagna alla Russia, dalla Norvegia a Malta, in Canada e Stati Uniti. Il suo vasto repertorio classico, sacro e profano, spazia dal cinquecento al barocco, al romanticismo, agli autori moderni e contemporanei. Per la valorizzazione e la diffusione del canto popolare e della lingua e cultura friulane ha pubblicato 8 volumi di musiche e canti composti ed elaborati dal maestro Orlando Dipiazza, fondatore e direttore del coro fino al 1996.

L’arena verde del Castello di Torre, dopo l’eccezionale performance de I Papu, che per il terzo anno consecutivo hanno calcato la scena naturale del parco sbancando il botteghino, ospita sabato 27 luglio alle 21,15 nell’ambito dell’Estate in Città l’ultima replica dello spettacolo “Capitan don Calzerotte e Arlecchin senza panza” della Scuola Sperimentale dell’Attore, interpreti  Stefano Gava, attore che è bello definire paralimpico, dato che ha messo in gioco, rispetto al proprio handicap, la stessa grinta e la stessa capacità di equivalenza tecnica di un atleta ufficiale e Claudia Contin nel suo consueto ruolo di Arlecchino. Sulla scena un vecchio attore dal passato glorioso e dal presente difficoltoso decide il riscatto insieme al suo amico Arlecchino, un po’ matto e un po’ ciarlatano: metteranno in scena il loro capolavoro, Don Chisciotte. Incomincia così una serie di comiche e rocambolesche avventure, che vedono i due amici giocare sul confine tra la vita e l’immaginazione. Un inno all’amicizia, al rispetto reciproco, alla voglia di condividere tutto con tutti; una ricetta di speranza contro ogni crisi. Il testo è stato scritto proprio per Stefano Gava da Claudia Contin e Ferruccio Merisi: una sfida vinta per Stefano Gava che gioca in scena  alla pari con Contin e le allieve della Scuola Lucia Zaghet e Giulia Colussi. In questo senso lo spettacolo è un’ottima prova collettiva di compagnia, in cui la performance di Stefano non è un’ospitalità speciale, ma un vero punto di forza tra gli altri. Questa di agosto è l’ultima possibilità per quest’anno di vedere lo spettacolo a Pordenone, prodotto dal Teatro Tascabile di Bergamo, con un sostegno speciale della Provincia di Pordenone nell’ambito dei progetti di inclusione delle differenze, prima del tour italiano 2013 – 2014.  Prevendite ed informazioni si possono avere ai PnBoxStudios, dove si può anche prendere un aperitivo o cenare (prima o dopo lo spettacolo). Avranno diritto alla riduzione tutte coloro che lo richiederanno.

 




NOTIZIE NOVARESI


Ex Olcese, accordo per il recupero

La città cambia volto. Il recupero dell’area delle caserme e dell’ex macello, la realizzazione del Polo d’innovazione tecnologico di Sant’Agabio e la riqualificazione del mercato coperto sono i tre tasselli della politica di uso e riuso degli spazi urbani sviluppata negli ultimi mesi dall’Amministrazione. Lo scorso 22 luglio, con la firma a Palazzo Cabrino del protocollo con i rappresentanti della procedura di liquidazione della ex Olcese, il Comune intende favorire il recupero funzionale di uno spazio da anni abbandonato. Circa 50mila metri quadrati di superficie a ridosso della stazione potranno essere destinati ad interventi di riqualificazione. «Con questo protocollo – spiega l’Assessore Marco Bozzola – liberiamo l’intera zona da vincoli che rendevano complesso il recupero». La possibilità di modificare la destinazione d’uso dell’ex Olcese, anche per lotti, dovrebbe garantire una progressiva e graduale alienazione di ciascuna area interessata in maniera indipendente.

 

 

 

Un “bando ponte” per la gestione del verde

Interventi lampo sul verde cittadino. I lavori sono cominciati al Parco dei Bambini, al Parco Vittorio Veneto e nei dintorni della Questura e si estenderanno al resto della città. Un’azione resa necessaria dallo stop imposto all’assegnazione del servizio dopo il ricorso al Tar di una delle aziende partecipanti alla gara per l’incarico della gestione del verde 2013 – 2015. Il tribunale amministrativo si pronuncerà solo nel febbraio 2014, data troppo lontana per aspettare di intervenire su parchi, giardini, aiuole e rotatorie, con particolare riferimento al decoro urbano e alla sicurezza. «Abbiamo pensato a un “bando ponte” – spiega l’Assessore Giulio Rigotti – che permette di intervenire su una situazione divenuta critica, più volte segnalata dai cittadini. Impiegando contemporaneamente cinque squadre sulle aree verdi cittadine e sulle aiuole, riporteremo la situazione alla normalità per poi proseguire nella gestione del verde fino alla decisione del Tar».

DAL CORRISPONDENTE




DUE NUOVE REPLICHE DI PREDIS, 27 LUG. e 16 agosto

27 LUGLIO ALLE ORE 21 A GORICIZZA DI CODROIPO (UD) E 16 AGOSTO ALLE ORE 21 A MOGGIO UDINESE

Dopo il sold out del 24 luglio alle ore 21 e la replica straordinaria delle ore 23 al Teatro S.Giorgio di Udine per UdinEstate sono già in programma due nuove repliche di Predis, il nuovo spettacolo scritto e interpretato dalla celebre compagnia del Teatro Incerto, co-prodotto da Teatro Incerto e CSS Teatro stabile di innovazione del FVG con il sostegno di BCC Banca Credito Cooperativo Basiliano.

Lo spettacolo sarà in scena Il 27 luglio alle ore 21 nella Corte Bazan di Goricizza di Codroipo (UD) e il 16 agosto alle ore 21 nel Nuovo Centro Polifunzionale di Moggio Udinese (UD).

Tre sacerdoti in una sala d’attesa. Fin qui nulla di strano, se non fosse che la porta dietro la quale stanno aspettando è quella di un Reparto di Ostetricia. La partoriente è una donna che, per diversi motivi, sta molto a cuore a tutti e tre: un’immigrata a cui loro hanno dato accoglienza e aiutato ad inserirsi nel tessuto sociale.

Ma ciò che rende i tre preti ancor più partecipi al lieto evento è il fatto di non sapere chi sia il padre del bambino che sta per nascere.

Ed è per questo che, con lievità, assumono il ruolo di padri teneri, preoccupati, amorevoli. Sentimenti che li portano a fare i conti con le maldicenze di qualche parrocchiano, i pregiudizi, ma soprattutto con i loro dubbi, con il loro stesso bisogno di paternità. In attesa della chiamata il tempo si sospende: è una lunga notte. Natale è alle porte.  Il luogo in cui si svolge l’azione diventa spazio dell’anima: l’ospedale si fa deserto, labirinto, cielo stellato. E giungono messaggi misteriosi che invitano i tre a mettersi in cammino.

e.l.




GEMONA DEL FRIULI :TEMPUS EST JOCUNDUM 1-2-3-4- AGOSTO

L’idea di dedicare un fine settimana alla fantasia e alla creatività, aprendo una finestra sul Medioevo, ricreando angoli di vita quotidiana e dando l’opportunità al visitatore di essere protagonista e di respirare un’atmosfera magica legata ad un’epoca ormai molto lontana dalla vita di ogni giorno, è senz’altro lo spunto vincente, per ottenere un successo, che Tempus Est Jocundum, sta aumentando di anno in anno.Il tema che caratterizzerà l’edizione del 2013 sarà:

DE VITA… JOCUNDA : L’humana comedia de lo vivere

Nelle strade del centro storico il visitatore potrà quindi intraprendere un viaggio accompagnato da persone e avvenimenti nuovi e talvolta inaspettati.
Oltre al viaggio nelle varie tappe della vita il visitatore potrà trovare anche taverne per rifocillarsi e dissetarsi, nobili e messeri, accampamenti militari, saltimbanchi, musici e tanto altro ancora.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito:
www.tempusestjocundum.altervista.org

Enrico  LIOTTI 



Omofobia, no a una ‘legge truffa’

Arcigay, appello ai deputati friulani

A sorpresa, la legge “Antiomofobia” in discussione Venerdì 26 luglio alla Camera, non prevede la piena estensione della Legge Mancino anche all’omo/transfobia.

Deperu, presidente Arcigay Friuli:”Ai parlamentari friulani chiediamo di tutelare la nostra dignità. Senza l’articolo 3 della Legge Mancino, la cosiddetta “Legge Antiomofobia” è una truffa e deve essere affossata alla Camera!”

Appello anche alla Presidente Debora Serracchiani

“Ai parlamentari friulani del centrosinistra, chiediamo di tutelare la nostra dignità. Abbiate coraggio e trasparenza: non deludeteci!” dichiara Deperu, presidente Arcigay Friuli “Dopo le promesse elettorali del centrosinistra di estendere anche all’omofobia e alla transfobia la Legge Mancino sui crimini d’odio a sfondo razziale e religioso, ecco che dalla Commissione Giustizia della Camera esce a sorpresa un testo di legge monco e omofobo, dal quale sono state escluse le aggravanti previste dall’art.3 della Legge Mancino, svuotandola di fatto di ogni significato e creando discriminati di serie A e discriminati di serie B.” spiega Deperu “Un regalo fatto per onorare le ‘larghe intese’? Dopo l’umiliazione dei DICO di pochi anni fa, non vogliamo nemmeno pensare che si voglia nuovamente percorrere la strada dello scontro fra partiti e movimento lgbt!”

In tutta Italia, le associazioni omosessuali e transessuali si stanno mobilitando per scongiurare il rischio di quella che definiscono una “legge truffa”, e anche dal Friuli il monito è severo: “Il movimento omosessuale italiano non è più disposto a farsi prendere in giro e chiediamo ai nostri parlamentari un atto di coraggio e civiltà tutto friulano, che restituisca fiducia nella politica: senza l’articolo 3, la cosiddetta “Legge Antiomofobia” è una truffa e deve essere affossata alla Camera!”

Lo stesso relatore del PD e primo firmatario, onorevole Ivan Scalfarotto, ha chiesto che Venerdì alla Camera si modifichi il testo base reinserendo l’articolo 3: ma l’allarme di un tentativo trasversale dei reciproci fronti fondamentalisti di PDL e PD per svuotare ulteriormente questa legge e renderla “innocua”, è alto e potrebbe riservare brutte sorprese.

Deperu, che è anche Consigliere Nazionale Arcigay, è impegnato a contattare telefonicamente i deputati friulani del PD, di SEL e del M5S che Venerdì 26, salvo slittamenti, voteranno in aula e ha inoltre inviato un appello alla Presidente Debora Serracchiani affinchè interceda per conto del movimento lgbt.

Rudi Buset
rudi.buset@ildiscorso.it
RIPRODUZIONE RISERVATA