NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO ‘Scugnizza’ 19 febbraio

Scugnizza in prima regionale con la Compagnia Abbati

Martedì 19 febbraio 2019 – La più famosa operetta italiana

Musica contagiosa e melodie sorprendenti nella più famosa operetta italiana. La storia d’amore della giovane Salomè in una Napoli in festa sarà in prima regionale al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo, martedì 19 febbraio alle 21.

Scugnizza, su testo di Carlo Lombardo e musiche di Mario Costa, è sicuramente la più italiana delle nostre operette e questo per la sua schietta vena melodica, per il divertente testo di ambiente popolare e per quella magia che riesce ancora a ricreare. La musica è contagiosa, le melodie sorprendenti. Alcune sono la voce di tutto un popolo, di tutto un paese (Salomè, Una rondine non fa primavera, Napoletana come canti tu), altre la legano all’opera verista richiamando il miglior Puccini (In riva al mare tutta bianca una casetta). Ma se la struttura portante di Scugnizza è la suggestione e l’incanto della sua musica, il suo successo non può essere scisso dalla briosa linfa apportata da un testo già di per sé felice ma che in questa nuova edizione diretta da Corrado Abbati, si presta a diventare ancor più immediato e senza tempo dove il tema fondamentale della nostalgia si unisce ad un divertimento vero, dove veri sono i personaggi (e non più “personaggi da operetta”), veri sono i loro sentimenti, le loro speranze, i loro colpi di testa. Ne nasce uno spettacolo dalla sincerità affascinante e coinvolgente, una storia in musica (qualcuno oggi direbbe un musical) moderna, gaia e pensosa al tempo stesso, dove è facile appassionarsi alle vicende degli scugnizzi quasi ci si trovasse di fronte ad un appassionante romanzo che non si vorrebbe finisse mai.

Prevendite martedì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30.

 

 




Aperture straordinarie della mostra DE CHIRICO IN 101 LIBRI A CURA DI ANDREA KERBAKER Kasa dei Libri

L’anno si è aperto alla Kasa dei Libri con un artista che ha segnato il Novecento: Giorgio de Chirico, che nella sua prolifica attività editoriale si mostra molto diverso da come viene percepito dall’immaginario collettivo, soprattutto se esplorato in volumi e tirature rare e limitate che pochissimi conoscono. Così come le quasi 100 tavole illustrate, in mostra, create appositamente dall’artista per i suoi libri.

Nel 2017 alla Kasa dei Libri si fece una mostra di Miró, che rivelava un amore viscerale per i libri durato tutta la vita con una copiosa produzione di volumi illustrati e d’arte, copertine e collaborazioni internazionali per cui creava quasi sempre opere originali. L’anno dopo, 2018, è stato il turno di Matisse: il suo rapporto con i libri ci ha svelato un lato meno noto, nascosto tra le righe, dietro le copertine, nella mano che ritaglia fogli colorati e disegna linee in bianco e nero e che ha corrisposto

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Iliade; episodi illustrati da Giorgio de Chirico con traduzione di Salvatore Quasimodo; 1968

per lui a un percorso di sottrazione, un cammino verso l’essenziale.

E de Chirico?”, si è chiesto il padrone di Kasa Andrea Kerbaker, iniziando un percorso di ricerca che all’inizio non sapeva dove l’avrebbe potuto condurre e che, ora che è finito e viene messo in mostra, ha portato alla luce un de Chirico prolifico e instancabile, che nella sua produzione editoriale ci fa quasi dimenticare il pittore che tutti conoscono.

A Kerbaker piacciono le sfide, si sa, e dopo qualche dubbio iniziale “Il pubblico capirà questo de Chirico? Lo saprà apprezzare? Saprà guardare oltre?” la mostra ha preso vita. Si tratta di un percorso decisamente originale, che prende l’avvio al termine del periodo di stretta osservanza metafisica (fine degli anni ‘20) per il quale non ci sono troppe testimonianze in volume, e accompagna l’autore per oltre quarant’anni di vita, con collaborazioni anche molto originali.

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Una delle dieci tavole illustrate da de Chirico per l’IRI; Giove per energia nucleare; Edindustria Roma; 1962

Prova ne sono le quasi 100 tavole che illustrano vari libri e quasi mai si trovano esposte in questo modo. Originale anche l’allestimento realizzato dagli architetti Matteo Ferrario e Salvatore Virgillito che rimanda all’immagine più iconica di de Chirico, lo spazio vuoto di una piazza scandito da portici e dalle loro lunghe ombre. Un racconto fatto di parole ed immagini suddiviso in quattro sezioni che rivelano un de Chirico inaspettato e poco esposto.

L’illustratore

Si parte da de Chirico illustratore, a cominciare da Le mystère laïc di Jean Cocteau del 1928, che altro non è che uno studio indiretto su de Chirico ed è arricchito da molti testi di Cocteau, anche in qualità di artista.

Del ‘41 è l’Apocalisse, una delle migliori prove da illustratore che non conserva praticamente traccia dell’immaginario metafisico ma affonda le sue radici nell’iconografia più classica dei testi sacri; in mostra le spettacolari 22 tavole in grande formato colorate dall’artista per la seconda edizione numerata.

Un altro particolare e ricercato gruppo di tavole è quello realizzato nel 1962 per l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), dove l’artista trasla in rappresentazioni mitologiche tutti i campi di intervento della società.

«[…] Quando mi è stato richiesto di fare una serie dei disegni colorati dedicati all’attività dell’ IRI mi è parso che il modo più poetico e che maggiormente rispondeva al mio modo di sentire fosse questo […]. E d’altra parte oggi i grossi 

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L’Apocalisse è un testo su cui de Chirico si cimenta una prima volta nel ’41 e poi torna colorandone le tavole a mano negli anni ‘70

complessi finanziari sono il mito del nostro tempo. Giove con i fulmini può ricordare I’IRI come le industrie produttrici di energia  elettrica. Facile è l’accostamento  degli  aerei  dell’Alitalia  al cavallo alato Pegaso. […] E per ultimo ho composto, pensando ad Edindustria, la casa editrice che cura le pubblicazioni dell’IRI, la vita silente con il busto di Minerva e i libri». Un altro capitolo è costituito dai disegni realizzati nel 1968 per accompagnare la traduzione che Salvatore Quasimodo realizza dei versi dell’Iliade nei quali riemerge la passione di de Chirico per la mitologia classica.

 

L’autore

È documentato anche tutto l’ampio lavoro di de Chirico come autore, non prolifico come il fratello Alberto Savinio, ma buon praticante della scrittura. Ci sono alcuni dei saggi critici, anche quelli poco noti scritti in giovane età, ci sono le teorizzazioni sulla tecnica pittorica, sulla storia dell’arte e gli altri artisti. In particolare c’è il romanzo Hebdomeros, le peintre et son génie chez l’écrivain, presente in mostra sia nella rara prima edizione parigina del 1929 sia in quella lussuosa, pure numerata, pubblicata alcuni decenni dopo con 25 tavole di grande formato.




Dal 1 al 3 marzo la Green Week riporta a Trento il Festival della Green Economy

Torna l’ottava edizione della Green Week, che dal 1 al 3 marzo radunerà a Trento imprenditori, esperti e operatori per un confronto sullo sviluppo sostenibile. Nei giorni precedenti, come ormai da tradizione, apriranno le loro porte le “Fabbriche della sostenibilità”: da martedì 26 a giovedì 28 febbraio una ventina di aziende di Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia Romagna dimostreranno coi fatti cosa voglia dire essere un’impresa verde.

L’ottava edizione della manifestazione diffusa sulla sostenibilità e la green economy, promossa da ItalyPost assieme a Fondazione Symbola, Buone Notizie del Corriere della Sera, Provincia di Trento, Comune di Trento, Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Edmund Mach, MUSE – Museo delle Scienze, Trentino Sviluppo, Comune di Rovereto, Fondazione Francesco Fabbri, e curata da Goodnet – Territori in Rete, con la partnership di Scania, APT Valsugana Lagorai e Trentino Progetti, la partecipazione diMelinda e BIT Spa Credito Cooperativo, con Egea come editorial partner e con la collaborazione della Commissione Europea, vedrà quest’anno una serie di importanti novità.
A Rovereto, la sera di giovedì 28 febbraio si terrà un evento di anticipazione che avrà come tema “SetaTech, Le nuove vie della Seta”, un progetto nato a Rovereto con l’obiettivo di favorire la rinascita della produzione della seta in Italia,sfruttando terreni incolti per la coltivazione dei gelsi. Il fine è un tipo di agricoltura ad alto valore aggiunto: la seta ha infatti proprietà straordinarie che possono essere sfruttate non solo per il settore tessile, ma anche in ambito medico, farmaceutico e industriale. Tra gli ospiti della serata, Sergio Calò, direttore di Venetian Cluster, Sergio Tamborini, amministratore delegato di Ratti, l’azienda tessile comasca nota per la lavorazione della seta nell’alta moda, Carlo Santulli, autore di Biomimetica (Ciesse Editore) e professore dell’Università degli studi di Camerino, e Gunter Pauli, autore diEconomia in 3D (Edizioni Ambiente), che, in collegamento Skype da Città del Capo, parlerà dei progetti che ha ispirato Rovereto in chiave di blueconomy.
La manifestazione si aprirà ufficialmente il giorno dopo, venerdì 1 marzo, a Trento, prima con una visita al cantiere dell’ex asilo San Martino, originale contributo di riqualificazione urbana a cui si abbina un progetto edilizio in chiave sostenibile, e poi alle 11, con l’evento “Competere, innovare, includere: la green economy tra local e global”. Dopo i saluti istituzionali, il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci, dialogherà con il vicepresidente di Assolombarda e autore de L’impresa riformista (Egea), Antonio Calabrò, il presidente della Fondazione Bruno Kessler e presidente della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo, e il presidente della Fondazione Edmund Mach, Andrea Segrè, in un incontro che di fatto darà il via agli oltre 30 eventi che animeranno il weekend trentino.
Fra gli altri appuntamenti cardine del programma, sempre venerdì, “Kilometro Verde-Kilometro Rosso. Tecnologia,ambiente, innovazione sociale” metterà a confronto Davide Bollati, presidente Davines, Salvatore Majorana, direttore Parco Scientifico e Tecnologico Kilometro Rosso, Chiara Maule, assessore del Comune di Trento con delega per le materie della partecipazione, innovazione, formazione e progetti europei, e Raimondo Orsini, direttore Fondazione Sviluppo Sostenibile, in un incontro che si focalizzerà sulle attività svolte dal Kilometro Verde di Parma e dal Kilometro Rosso di Bergamo e sulle diverse iniziative che hanno portato la Città di Trento a diventare una delle dieci più importanti Smart Cities a livello mondiale. Si parlerà invece di investimenti responsabili nell’incontro “La finanza sostenibile in Italia e in Europa” che vedrà come protagonisti Ugo Biggeri, presidente Banca Etica e Etica Sgr, Pierluigi Stefanini, presidente Unipol Gruppo e presidente ASvis, e Francesco Timpano, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e che sarà moderato da Nicola Saldutti, caporedattore del Corriere della Sera.
Le scelte sostenibili delle aziende Buzzi Unicem e Fomet saranno al centro dell’incontro“Sostenibilità: il percorso delle imprese”. Seguirà poi un confronto sul turismo sostenibile, che vedrà gli interventi di Mariangela Franch, docente e responsabile del Corso di Laurea in Management della Sostenibilità e Turismo dell’Università di Trento, Lorenzo Delladio, amministratore delegato La Sportiva, e Stefano Ravelli, amministratore delegato APT Valsugana Lagorai. Molti altri gli eventi in programma per la giornata, come il confronto curato dalla Fondazione Edmund Mach dal titolo “Pesticidi nel piatto? La realtà tra scienza e fake news”, e il confronto curato da BIT Spa Credito Cooperativo su “Come si finanzia l’efficienza energetica”, con gli interventi di Chiara Candelise, research fellow dell’Università Bocconi, partner e founder Ecomill, Mauro Conti, direttore di BIT Spa Credito Cooperativo, Corrado Moalli, responsabile Ufficio Agricoltura ed Agroenergie di BIT Spa credito Cooperativo, eDaniele Ziveri, direttore tecnico di BIT Energia Srl.
Tra le altre iniziative della giornata di venerdì, anche il convegno a cura dell’Università degli Studi di Trento e con la partecipazione del Comune di Santa Maria a Monte (PI) dedicato alle“Misure tributarie di promozione per la tutela e riqualificazione ambientale”.
Di particolare interesse l’incontro organizzato in collaborazione con Scania, mobility partner della manifestazione, dedicato a “La mobilità commerciale ai tempi di Amazon. Sostenibilità, una sfida per imprese, produttori e operatori”, che vedrà gli interventi di Maurizio Codognotto, amministratore delegato Codognotto, Franco Fenoglio, amministratore delegato Italscania, ePino Musolino, presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale.
La giornata si concluderà con un incontro sul consumo di suolo che vedrà come protagonistaGian Antonio Stella, giornalista del Corriere della Sera e che sarà condotto da Elisabetta Soglio, responsabile di Buone Notizie – Corriere della Sera.
Nell’arco di tutto il sabato, l’Università di Trento ha organizzato la “Seconda giornata della sostenibilità ambientale in Ateneo”, concentrandosi sul tema del rapporto tra ricerca e sostenibilità e sull’importanza degli Atenei nella creazione di reti per lo sviluppo sostenibile. Per tutta la giornata, si susseguiranno dibattiti e confronti per discutere delle iniziative verdi portate avanti dall’Università e delle proposte da mettere in atto in futuro.
Nella mattinata di sabato 2 marzo si affronterà il tema dell’energia rinnovabile, che sarà al centro del panel che vedrà tra i suoi protagonisti Luigi Crema, responsabile dell’Unità area ARES FBK-Fondazione Bruno Kessler, Valter Alessandria, Business Development Director Italy Alstom, Stefano Modena, Sales Services and Product Manager SOLIDpower Spa, Camilla Palladino, EVP Corporate Strategy and Investor Relations Snam Spa, e Alberto Dossi, presidente Sapio Srl. “Comunicare la sostenibilità” sarà poi l’argomento di confronto traNicolao Bonini, docente di Psicologia cognitiva dell’Università di Trento e responsabile del Laboratorio di Neuroscienze del Consumatore (NClab), Rossella Sobrero, presidente Koinètica, e Demian Zendron, studente dell’Università di Trento, in occasione della presentazione del libro Sostenibilità,Competitività, Comunicazione (Egea) di Rossella Sobrero.
Nella giornata di sabato sarà presentato anche il volume Età dell’erranza. Il turismo del prossimo decennio (Marsilio Editori) del sociologo Domenico De Masi, che insieme a Mara Manente, direttore Ciset-Università Ca’ Foscari Venezia, sarà tra i protagonisti di un incontro dedicato al“Turismo industriale e turismo post-industriale”.
Fabio Renzi, segretario generale di Fondazione Symbola, interverrà poi all’incontro “Un albero di 30 piani. Boschi, territori, città, giardini, bellezza, mutamenti climatici” che vedrà dialogare Gabriele Calliari, presidente di Federforeste – Federazione Italiana delle comunità forestali, Nada Forbici, presidente Assofloro Lombardia, Matteo Marsilio, amministratore delegato DomusGaia, e Alessandra Stefani, direttrice generale Direzione generale delle foreste del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.
Il pomeriggio proseguirà con un incontro sul Terzo Settore, che vedrà la partecipazione diLeonardo Becchetti, economista e docente dell’Università Tor Vergata, e di Alessandro Invernizzi, presidente onorario Lurisia. In seguito, si terrà un confronto sul rapporto tra sostenibilità ambientale e sostenibilità esistenziale, che vedrà, tra gli altri, gli interventi diJeronimo Treccani, giurista e docente di Diritto agroambientale dell’ateneo brasiliano Universidade Federal Do Parà, e che sarà moderato da Maurizio Grandi, direttore del Centro La Torre Torino e vincitore dell’award 2018 Etnomedicina dell’Università della Pace delle Nazioni Unite.
Tra gli altri appuntamenti della seconda giornata del weekend trentino, anche l’incontro curato da Fondazione Francesco Fabbri “Il buon governo della città e del territorio nella società circolare”, che vedrà gli interventi di Federico Della Puppa, dottore di ricerca in Economia Montana e dell’Ambiente, Roberto Masiero, professore ordinario di Storia dell’architettura e Tendenze dell’architettura contemporanea dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, eVittoria Polese, architetto e curatrice di del libro Smart City, Smart Land, Switch City.
 
Il pomeriggio proseguirà con la presentazione del libro Tessiture sociali. La comunità, l’impresa, il mutualismo, la solidarietà (Egea) di Aldo Bonomi e Francesco Pugliese: discuteranno con gli autori Alessandro Balducci, docente di Tecnica e pianificazione urbanistica del Politecnico di Milano, e Claudio Bertorelli, paesaggista e fondatore di Asprostudio.
Grande attesa per l’intervento che concluderà la seconda giornata del Festival della Green Economy, dedicato ai destini dei ghiacciai artici: all’Auditorium del Dipartimento di Lettere prenderà la parola Peter Wadhams, uno dei massimi esperti a livello mondiale di ghiaccio marino e degli oceani polari, che, presentando il suo libro Addio ai ghiacci (Bollati Boringhieri), spiegherà come il destino dell’Artico sia una miccia che potrebbe innescare una spirale che finirebbe col coinvolgere il mondo intero. A discutere con l’autore, Antonio Maconi,curatore della Green Week.
Domenica 3 marzo la Green Week si concluderà con l’ormai tradizionale giornata di “porte aperte” al MUSE a ingresso gratuito. La domenica green propone, all’interno degli spazi espositivi e delle aule didattiche del MUSE, piccoli esperimenti, dimostrazioni, video e momenti di dialogo con esperti, per presentare le buone pratiche, le ultime tecnologie e le nuove conoscenze in tema “green”. Tra le diverse attività “Che fine hanno fatto i ghiacciai?”, “Zoo vibrazionale & Bugmap”, “Cos’è l’idrogeno? Esplorazioni di una molecola leggera” e “Don’t worry, bioplastic” a cura degli Enti del Sistema Trentino dell’Alta Formazione e della Ricerca. In programma, un evento dedicato alle “Trasformazioni urbane a Trento”, che vedrà la partecipazione di docenti, architetti e ricercatori per fare il punto degli interventi che il capoluogo trentino sta mettendo in atto per diventare una città resiliente. A seguire il “comicista” Paolo Franceschini, comico -ciclista che vanta molteplici esperienze televisive tra cui Zelig e Colorado, modererà la conferenza spettacolo “Alla scoperta dei ghiacciai… per non restarci di ghiaccio” alla quale parteciperanno i glaciologi Claudio Smiraglia, professore ordinario all’Università di Milano, e Christian Casarotto, mediatore culturale del MUSE.
A concludere la manifestazione sarà invece Norbert Niederkofler, chef altoatesino tre stelle Michelin del ristorante St. Hubertus, entrato nell’olimpo della cucina italiana elevando prodotti della montagna e ingredienti selvatici in un panorama culinario dominato da sapori mediterranei. Lo chef sarà intervistato da Alberto Faustini, direttore del Trentino Alto Adige.

LE “FABBRICHE DELLA SOSTENIBILITÀ”

Anche quest’anno la Green Week si aprirà nel pomeriggio di martedì 26 febbraio con un tour alla scoperta delle “Fabbriche della Sostenibilità”, con tre diversi itinerari di visita che attraverseranno le eccellenze imprenditoriali e i territori green di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia e Trentino.  

 
Ad aprire i battenti, martedì 26 febbraio, l’evento speciale promosso dal Porto di Venezia per scoprire il “Venice Green Innovation Hub”, che vedrà quattro tappe: da VTP-Venezia Terminal Passeggeri, azienda leader nella conduzione e nello sviluppo di terminal crociere, con prodotti tecnologici che permettono una miglior gestione dei flussi di passeggeri e una riduzione dei consumi energetici connessi alle attività portuali, a Eni Bioraffineria di Marghera, il primo esempio di economia circolare nel settore della raffinazione, la prima raffineria al mondo trasformata da impianto tradizionale a raffineria green (con 360mila tonnellate di oli vegetali l’anno). Tappa conclusiva alla Venezia Heritage Tower, start-up culturale create all’interno di una torre di raffreddamento del 1938, patrimonio di archeologia industriale ora trasformato in un hub per l’arte e l’educazione, dove verrà presentato anche il progetto di Venice LNG, new company nata alla fine del 2017 con l’obiettivo di realizzare un deposito costiero per lo stoccaggio e la movimentazione di GNL a Porto Marghera. Sempre nella giornata di martedì 26 febbraio, il secondo itinerario partirà da Padova alla volta del primo impianto di Buzzi Unicemprotagonista alla Green Week. Buzzi Unicem, azienda nata nel 1907 e dedicata alla produzione di cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali, aprirà per la giornata di apertura della manifestazione l’impianto di Monselice, dove è in funzione un doppio sistema di filtrazione che include anche un sistema di abbattimento catalitico: tra i temi della visita, la filtrazione dei fumi, le emissioni e le ricadute dei gas.
 
Il terzo percorso della giornata inaugurale partirà invece da Istrana (Treviso), dove SNAMpresenterà l’impianto di compressione costruito nel 1975. L’impianto, che occupa un’area di 131mila mq effettua la ricompressione del gas naturale lungo i gasdotti paralleli di importazione dalla Russia.  Da Istrana, il percorso si concluderà a Montorso Vicentino da Cielo e Terra Vini, la prima azienda vinicola in Italia ad aver introdotto il lean management in un’ottica di cambiamento e miglioramento; in occasione della Green Week, l’azienda presenterà il proprio bilancio ambientale e illustrerà il percorso che l’ha portata ad acquisire il marchio b-corp.
 
Mercoledì 27 febbraio – seconda giornata del tour alla scoperta delle “Fabbriche della Sostenibilità” – si aprirà in provincia di Vicenza con la seconda edizione dell’“Arzignano Green Land”, itinerario speciale promosso da UNIC-Unione Nazionale Industria Conciaria alla scoperta del più grande distretto conciario a livello europeo raccontato secondo la prospettiva dell’economia circolare. Dopo la prima tappa da Medio Chiampo, impianto di depurazione industriale che illustrerà il masterplan avviato nel 2019, si proseguirà alla scoperta delle eccellenze del settore conciario come Dani Concerie Laba, dove si mostreranno tutte le fasi della lavorazione della pelle, dal grezzo al finito. Il percorso dell’economia circolare si concluderà nel settore della chimica e della trasformazione dei prodotti di scarto della lavorazione per la produzione di fertilizzanti per l’agricoltura.
 
La giornata si concluderà poi allo stabilimento Lattebusche di Sandrigo, dedicato alla produzione di Grana Padano e Asiago e al successivo incontro pubblico con lo chef stellatoAlessandro Dal Degan, de La Tana di Asiago, durante il quale il Premio “Giovane dell’anno” della prestigiosa guida de l’Espresso racconterà di come vive il rapporto cucina-natura nella ricerca degli ingredienti nei boschi che hanno ispirato la grande letteratura di Mario Rigoni Stern.
 
In contemporanea, la giornata di mercoledì 27 febbraio vedrà un altro itinerario partire daAmorim Cork Italia, filiale italiana del Gruppo Amorim, la prima azienda del mondo per il riciclo dei tappi in sughero, ottenendo così dal prodotto rilavorato materiale per l’edilizia, la coibentazione, l’abbigliamento, la meccanica e l’aeronautica spaziale. Da Conegliano si prosegue verso Porcia (Pordenone), con IES Biogas, controllata SNAM,azienda leader in Italia per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti biogas/biometano nel settore agricolo e agro-industriale. A Porcia, IES Biogas ha realizzato un innovativo ed efficiente impianto di biogas made in Italy, in grado di produrre 4.200.000 mc di biogas all’anno. Da Porcia, ci si sposterà quindi al secondo impianto Buzzi Unicem, a Fanna (Pordenone), dove verrà analizzata la gestione dei rifiuti in un’ottica di CSS-Combustibile Solido Secondario derivato dai rifiuti quale alternativa ai combustibili fossili nel proprio processo produttivo. L’ultima tappa del percorso sarà da CDA di Talmassons (Udine), leader nel settore della distribuzione automatica di alimenti e bevande, esempio di grande interesse per i progetti legati alla responsabilità sociale d’impresa all’insegna del claim “le persone al centro, l’ambiente tutt’intorno”.
 
Il terzo itinerario della giornata di mercoledì inizia invece alle Officine di Cartigliano, una realtà industriale avanzata che studia, progetta e realizza macchinari per conceria, sterilizzatori a radiofrequenza per la pastorizzazione e sterilizzazione di prodotti alimentari ed essiccatoi per fanghi da depurazione. In quella occasione ci sarà, alla presenza delle autorità locali, anche l’inaugurazione di un nuovo impianto di essicazione. Da Cartigliano si raggiungerà poi la bassa veronese per una visita alla Fomet. una azienda che storicamente ha puntato tutto, con enorme successo, sui concimi biologici. Grazie anche alla presenza in zona di numerosi allevamenti, Fomet oggi fornisce le più importanti coltivazioni dei marchi del settore agroalimentare più sensibili alla sostenibilità. Ultima tappa della giornata sarà in una delle più belle aziende orgoglio del Made in Italy, la comasca Ratti del gruppo Marzotto, che produce, con grande attenzione al lato etico e di sostenibilità, tessuti e accessori di alta gamma dei più grandi brand dell’alta moda italiana.
 
Nella terza giornata della Green Week – giovedì 28 febbraio – le visite proseguiranno in Emilia Romagna, con una prima tappa al terzo impianto Buzzi Unicem, a Vernasca (Piacenza), dove verrà presentato il progetto europeo “Cleanker”, coordinato dal LEAP-Laboratorio Energia Ambiente di Piacenza, per una produzione più pulita del cemento: con la tecnica del calcium looping per la cattura e stoccaggio della CO2,si si stima sia possibile arrivare a produrre cemento catturando oltre il 90%dell’anidride carbonica. L’itinerario proseguirà poi versoDavines, l’azienda di Parma nota nel mondo per i suoi prodotti cosmetici ecosostenibili, elaborati con spirito artigianale e sviluppati scientificamente attraverso le tecnologie più avanzate. I visitatori potranno visitare cosi la nuova bellissima sede realizzata su progetto di Matteo Thun, uno degli architetti italiani – già ospite lo scorso anno della Green Week – più attento in assoluto al tema della sostenibilità.
 
In contemporanea, invece, in provincia di Rovigo, i visitatori della Green Week potranno scoprireIrsap (Arquà Polesine), dal 1963 leader italiano nella produzione di radiatori tubolari in acciaio. Una storia, quella di Irsap, caratterizzata dalla continua ricerca tecnologica, con l’obiettivo di studiare soluzioni rispettose per l’ambiente sia nel settore residenziale che nel piccolo terziario. Il percorso in Trentino, invece, si aprirà da SolidPower di Mezzolombardo, tra i leader globali nella tecnologia delle celle a combustibile ad alta temperatura: con BLUEGEN l’azienda offre al mercato europeo il cogeneratore con un livello di efficienza elettrica del 60%, il più elevato a livello globale. Da Mezzolombardo, si prosegue per una visita al campus di Fondazione Mach,ente d’eccellenza internazionale impegnato da 145 anni nella ricerca, educazione, formazione e trasferimento tecnologico negli ambiti di agricoltura, alimentazione e ambiente, per poi approdare alla sede italiana di Scania, il mobilty partner della manifestazione, che proprio sulla sostenibilità dei mezzi di trasporto commerciale e turistico sta puntando per affrontare il futuro della mobilità commerciale. L’ultima visita della giornata sarà alla Green Factory di Manifattura Tabacchi a Rovereto, laboratorio di idee, start up e progetti dedicati alla green economy.
 
Il percorso delle Fabbriche della Sostenibilità vedrà quest’anno due appendici nelle giornate di venerdì 1 marzo e domenica 3 marzo. La prima, infatti, prevede una tappa al cantiere dell’exAsilo S.Martino, dove non solo si potrà constatare un efficace intervento di riqualificazione urbanistica, ma anche una ristrutturazione edilizia, realizzata dall’impresa Mubre su progetto ingegneristico di Trentino Progetti, di altissimo livello in termini di ecosostenibilità.
 
Nella giornata conclusiva della Green Week (domenica 3 marzo), invece, Dolomiti Energiaaprirà la centrale idroelettrica di Riva del Garda, una centrale monumentale ancora funzionante, realizzata in riva al lago negli anni ’20 su progetto dell’architetto di D’Annunzio Giancarlo Maroni, dove i visitatori potranno scoprire il percorso Hydrotour Dolomiti.
LE DICHIARAZIONI DEI PROMOTORI
 

Paolo Collini, rettore dell’Università di Trento, conferma la partecipazione e l’impegno con cui l’Ateneo aderisce al Festival fin dalla prima edizione, condividendo con gli altri partner l’organizzazione e la promozione dell’evento. «Quest’anno è previsto un coinvolgimento maggiore dei docenti, ricercatori e ricercatrici, personale tecnico e studenti e studentesse dell’Ateneo che avranno l’occasione di presentare nuove iniziative green e risultati di attività inerenti i temi del Festival. I settori interessati vanno da quello energetico a quello del comfort indoor, da quello turistico a quello di pianificazione urbana, da quello climatico a quello della gestione dei flussi inquinanti, dalla sostenibilità alla tutela ambientale. Come lo scorso anno, poi, la Green Week sarà l’occasione per organizzare la Giornata per la Sostenibilità ambientale di Ateneo, con la partecipazione attiva di alcuni studenti. La sessione finale della Giornata sarà, infatti, a disposizione dell’intera comunità universitaria per presentare proposte che saranno poi analizzate e che potranno portare alla diffusione di buone pratiche, nell’Ateneo e sul territorio».

 
Ermete Realacci, presidente di Symbola, Fondazione per le qualità italiane: «C’è un’Italia che punta sulla Green Economy. Un cammino verso il futuro che incrocia strade che arrivano dal passato e che ci parlano di una spinta alla qualità, all’efficienza, all’innovazione, alla bellezza. Una sintonia tra identità e innovazione che negli anni bui della crisi è diventata una reazione di sistema, spesso senza incentivi pubblici. Una scelta coraggiosa e vincente, per le imprese e per il Paese. Un modello produttivo e sociale per un’Italia che fa l’Italia. Più competitiva, più solidale, più green».
 
Filiberto Zovico, fondatore di ItalyPost e ideatore della Green Week: «Mai come in questo periodo la competitività economica e sociale si gioca sul terreno della sostenibilità. È dalle imprese che è partita la rivoluzione della green economy che ha cambiato la vita quotidiana delle persone, delle famiglie e dei consumi, ma che sta cambiando anche il modo di progettare e fare impresa. La Green Week è una vetrina per scoprire le eccellenze green del nostro Paese, ma è anche un laboratorio per approfondire e discutere i temi chiave del prossimo futuro,dalla mobilità alla chimica verde, dalla bioarchitettura ai green jobs».
 
Alessandro Andreatta, sindaco di Trento: «Forse non s’è mai parlato così tanto di ambiente come in questi ultimi decenni. Ma alla mole di discorsi sui cambiamenti climatici, sull’economia verde, sulle piccole e grandi rivoluzioni energetiche non corrisponde un volume altrettanto consistente di azioni concrete, di provvedimenti, di politiche di lungo corso. La Green Week si distacca da questo paradigma perché, tradizionalmente, tiene ben saldate la teoria alla pratica ,anzi alle buone pratiche, che esistono e resistono, ma sono per lo più puntiformi, non strutturali, affidate alla buona volontà dei singoli più che a un piano generale. Auspico che questa edizione della Green Week aumenti non solo la nostra conoscenza dei temi ambientali ma soprattutto la consapevolezza che le politiche verdi devono ispirare non solo questa o quella solitaria impresa, ma diventare il motore dello sviluppo del Ventunesimo secolo».
 
Francesco Profumo, presidente di FBK-Fondazione Bruno Kessler: «Il colore del Green è inequivocabilmente associato all’azione di inversione dei cambiamenti climatici, alla sostenibilità, alla circolarità dell’economia. Il 2018 è stato l’anno più caldo degli ultimi 200, con un aumento di quasi 1,8 °C della temperatura media. Lo studio dei sistemi complessi, le tecnologie dell’intelligenza artificiale, le nuove soluzioni per la decarbonizzazione possono costituire una risposta coordinata, da attuare in tempi rapidi. Su questo ci impegniamo in FBK, ricercando quotidianamente i percorsi della sostenibilità, unica via verso il futuro, nostro e di chi ci seguirà».
 
Annapaola Rizzoli, dirigente del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach: «La partecipazione alla Green Week ci riesce “naturale”: la sostenibilità è infatti iscritta nel Dna della Fondazione Edmund Mach, primo centro italiano “OneHealth” impegnato in attività di ricerca, trasferimento tecnologico, formazione ed educazione che riguardano la salute unica e globale di piante, animali e ambiente. Ogni giorno, da 145 anni, nei nostri laboratori, aule e campi sperimentali lavoriamo quindi per trovare risposte concrete alle esigenze del territorio, inserite però in una prospettiva globale che è quella degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030». Per questa edizione di Green Week la Fondazione Edmund Mach propone due focus: uno sulla comunicazione che riguarda i prodotti fitosanitari, con la moderazione del presidente Andrea Segrè, e un altro sull’economia circolare. Inoltre, da quest’anno, il campus FEM è anche entrato nel circuito delle Fabbriche della sostenibilità.
 
Michele Lanzinger, direttore MUSE-Museo delle Scienze: «Il concetto di sostenibilità è divenuto un fattore fondamentale dell’idea stessa di sviluppo e di futuro, sia inteso in senso planetario sia di sviluppo locale. Parlarne non è e non può più essere un’azione di sola informazione, di sensibilizzazione e promozione, ma un momento di confronto tra strategie, buone pratiche, programmazione. I nostri territori sono fortemente impegnati nel tradurre la complessità delle relazioni che stanno alla base del concetto di benessere equo e sostenibile e la Green Week, per la sua pluralità di voci, è divenuto un appuntamento non eludibile nel quadro degli importanti festival che annualmente rendono Trento una città sempre più connessa con il divenire della contemporaneità».
 
Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea: «Le sfide ambientali non conoscono confini e hanno bisogno di soluzione condivise. L’Unione europea ha norme rigorose che proteggono la natura, riducono l’utilizzo della plastica e promuovono un’economia circolare. Vogliamo fare di più: abbiamo proposto che il 30% del prossimo bilancio UE 2021-2027 sia dedicato allo sviluppo sostenibile. Sono fondi che saranno destinati alla riduzione di CO2, alle risorse naturali e all’ambiente e alla protezione dei cittadini dai rischi ambientali».
 
Denis Pasqualin, presidente di APT Valsugana Lagorai: «L’azienda turistica Valsugana Lagorai sostiene con convinzione il Festival Green Week e gli obiettivi di valorizzazione dell’ambiente e del territorio legati allo sviluppo sostenibile come attrattore economico e primo indicatore della qualità della vita. Prima destinazione turistica in Italia e in Europa, L’APT Valsugana Lagorai ha infatti intrapreso il percorso di certificazione per il turismo sostenibile attraverso il Global Sustainable Tourism Council, organizzazione accreditata presso le Nazioni Unite (UNWTO, United Nation World Tourism Organization). La nostra partecipazione alla Green Week sarà una valida opportunità di confronto e condivisione».
 
Franco Fenoglio, Presidente e Amministratore Delegato di Italscania: «Siamo molto orgogliosi di essere tra i promotori del Festival della Green Economy. È un’occasione importante per mettere in evidenza il nostro impegno nel guidare il cambiamento verso un trasporto sostenibile e, al tempo stesso, un momento prezioso per aprire le porte della nostra sede e far conoscere la filosofia di Scania e il costante impegno nell’offrire soluzioni di trasporto che consentano di minimizzare l’impatto nei contro di clima e ambiente, in occasione del Tour nelle Fabbriche della Sostenibilità».
COME PARTECIPARE ALLA GREEN WEEK

Il programma completo della Green Week è disponibile online sul sito www.greenweekfestival.it. Tutti gli eventi della Green Week sono a ingresso libero: per avere garanzia di posto a sedere in sala, è consigliata la registrazione online sul sito seguendo le indicazioni in calce a ciascun evento. Il sito internet della manifestazione è anche punto di riferimento per aggiornamenti in progress. È già molto attivala comunità di Facebook e di Twitter, disponibile al profilo @GreenWeekItalia; hashtag ufficiale della manifestazione #greenweek19.




Foto di gruppo dei premiati alla V edizione del concorso fotografico “Trieste Opicina Historic 2K18”

Foto di gruppo dei premiati alla V edizione del concorso fotografico “Trieste Opicina Historic 2K18” promosso da mc59.com e dal Club dei Venti all’Ora che si sono svolte sabato scorso presso l’area eventi del centro commerciale Il Giiulia. Primo assoluto per la migliore foto scelta tra tutte le categorie (La Gara, Reportage e Particolari) è risultato Didier D’agostini, Trofeo “Trieste Opicina Historic 2018”. Per la categoria La Gara, Coppa Trieste Opicina Historic, primo Devid Monasso, secondo Guido Zoch e terzo Gabriele Altin. Nella categoria Reportage, Coppa Trieste Opicina Historic, Lorenzo Pozzecco ha preceduto Martina Trombetta (seconda) e Roberto Furlan (terzo classificato). La categoria Particolari, Coppa Trieste Opicina Historic infine ha premiato nell’ordine Lorenzo Pozzecco, Devid Monasso e Fabrizio Ruzzier.  Contestualmente è stata inaugurata la mostra composta da una cinquantina di pannelli con foto e didascalie della Trieste Opicina storica, che si è svolta tra il 1911 e il 1971 e dei piloti triestini che hanno partecipato alla famosissima gara in salita. L’esposizione di foto storiche sulla Trieste Opicina rimarrà visitabile, a ingresso libero, fino al 5 aprile, vigilia della prossima edizione della Trieste – Opicina Historic prevista per il 6 e 7 aprile 2019.

Nel valutare le opere la giuria, composta dal presidente del Club, Paolo Grava e dai consiglieri Achille Tresoldi, Giorgio Dagnelut, Maurizio Grio e Sergio Prodan ha preso in considerazione l’inquadratura, la tecnica e la composizione più o meno originale e l’attinenza dei soggetti fotografati con il tema proposto dal concorso.

Andrea Forliano




Clima.Obiettivo 30/5“Una scomoda verità 2”, 15 feb.Delle Palme,Napoli

Clima.Obiettivo 30/50”: dibattito con proiezione di “Una scomoda verità 2”, sequel del documentario di Al Gore

Venerdì 15 febbraio alle 20, al cinema Delle Palme, si discute di adattamento climatico e obiettivi per il futuro a livello internazionale, italiano e locale con la proiezione del sequel di “Una scomoda verità”

Venerdì 15 febbraio, al cinema Delle Palme di Napoli, dalle ore 20, un focusdedicato al clima un incontro/dibattito sul clima e proiezione del sequeldi “Una scomoda verità” – film in italiano -, il documentario, vincitore di un Premio Oscar, che ha contribuito ad assegnare ad Al Gore, ex Vicepresidente degli Stati Uniti d’America, il Premio Nobel per la Pace del 2007L’incontro rappresenta il secondo appuntamento di un progetto più ampio: “Clima.Obiettivo 30/50” è partito a dicembre dal prestigioso Circolo Posillipo con la presentazione del “comitato per l’adattamento e il contrasto al cambiamento climatico”. Due giornalisti, Marco Merola Marcello Milone, e un architetto-scrittore, Francesco Escalona, hanno accettato la sfida e hanno deciso di chiamare a raccolta cittadini e scienziati, studenti e ricercatori, chiunque si senta parte attiva, con l’intento di unire le forze migliori del territorio per sensibilizzare opinione pubblica e attori politici sulle urgenze dettate dagli effetti del cambiamento climatico.

Quello di venerdì 15 febbraio si prospetta come un vero e proprio evento sul tema. Partecipa al dibattito, che precede la proiezione, Paola Fiore, Coordinatrice Nazionale per l’Italia del The Climate Reality Project di Al Gore, una delle più prestigiose associazioni ambientaliste al mondo che, per la prima volta, invia un suo rappresentante nel Sud Italia. L’adattamento ai cambiamenti climatici è uno dei pilastri fondamentali della politica climatica globale – afferma Paola Fiore -. La partecipazione dei paesi firmatari dell’Accordo di Parigi del 2015 (COP21) allo scambio internazionale di esperienze e informazioni è uno dei principi chiave dell’adattamento ai cambiamenti climatici. L’Italia deve guardare in primis ai paesi transfrontalieri e dell’area mediterranea, offrendo agli stessi le proprie conoscenze e buone pratiche”.

Un dibattito completo, che racconta la realtà internazionale come quella locale della città partenopea: tra i relatori Giorgio Vacchiano, Ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università di Milano e Valeria D’Ambrosio, Professore Associato di Tecnologia dell’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Attualmente la città di Napoli si sta confrontando, con sempre maggiore frequenza, con gli impatti di fenomeni come bombe d’acqua, ondate di calore e siccità prolungate – afferma la Professoressa D’Ambrosio -. Dagli studi svolti emerge che gli scenari di impatto già a medio termine (nel trentennio dal 2040 al 2070) rivelano una totale inadeguatezza della città a garantire condizioni di vivibilità e sicurezza. Ciò rende indispensabile l’avvio di programmi e interventi di adattamento orientati all’incremento delle condizioni di vivibilità e sicurezza”.

Nelle città, gli alberi producono benefici ambientali abbattendo l’inquinamento chimico e acustico, migliorano la nostra salute, neutralizzando gli effetti delle ondate di calore, e ci danno sicurezza trattenendo la pioggia e rallentando il deflusso superficiale dell’acqua – afferma il Prof. Vacchiano -. Investire nella gestione delle foreste e degli alberi in città è l’unica strada per collaborare con la natura e, insieme, rendere la nostra società pronta alle sfide climatiche.

“Esistono tutte le condizioni perché la città di Napoli promuova un grande e innovativo piano per il verde urbano gestito, come ben fa per l’acqua pubblica, che consenta alla città di utilizzare al meglio i fondi esistenti in città metropolitana e nell’Agenda 20/30”, parola di Francesco EscalonaPurtroppo le azioni di contrasto e adattamento al cambiamento climatico continuano a non comparire nell’agenda politica italiana – continua Marco Merola -. Si registra, invece, una maggior presenza del cambiamento climatico tra i temi trattati sui giornali e nei Tg. Il problema è ‘come’ i media parlano di questo argomento. Male, in maniera incompleta, talvolta assolutamente fuorviante. L’obiettivo principale del progetto giornalistico ADAPTATION e del comitato “Clima.Obiettivo 30/50” è informare in maniera completa e responsabile le persone affinché siano consci di quel che sta succedendo a livello globale e, al contempo, capiscano che il loro apporto può essere fondamentale per invertire la tendenza”.

Clima.Obiettivo 30/50 è un Comitato apolitico e apartitico che intende dare un’informazione corretta e rigorosa sui temi ambientali, accendere i riflettori su quanto sta accadendo a livello mondiale in termini di ricerca e programmazione, stimolare il dialogo e il confronto tra esperti, istituzioni e cittadini. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli attori politici sull’urgenza degli effetti del cambiamento climatico e sulle necessarie azioni da intraprendere a tutela della salute delle persone e dell’ambiente, soprattutto in considerazione che siamo alla vigilia dell’ultima “finestra” per adoperare fondi europei e nazionali necessari a mettere in sicurezza il nostro Paese” conclude Marcello Milone.

Appuntamento venerdì 15 febbraio alle 20 al Cinema Delle Palme, in via Vetriera 12 a Napoli, con incontro/dibattito e proiezione del film “Una scomoda verità 2”. Prenotazione obbligatoria via email con nome, cognome e numero di cellulare da inviare a comitatoclima@gmail.com, via whatsapp/sms al 335.8204711 o via pagina FB Clima.obiettivo 30/50 entro il 12 febbraio e attendere ricevuta di conferma. Verranno prese in considerazione le prenotazioni per ordine cronologico di arrivo e sarà aperta un’eventuale lista di attesa. Se necessario, la visione del solo film (non dell’incontro) sarà possibile in un’altra sala adiacente.




Un momento difficile nel Circuito ERTMassimo Dapporto e Ariella Reggio

Due beniamini del pubblico del Friuli Venezia Giulia impegnati in un testo inedito di uno degli autori regionali più apprezzati.
Un momento difficile del triestino Furio Bordon vedrà in tournée per quattro serate nel Circuito ERTMassimo Dapporto e Ariella Reggio, diretti da Giovanni Anfuso.
La pièce che ha per interpreti anche Debora Bernardi e Francesco Foti, sarà martedì 12 febbraio al Teatro Modena di Palmanovamercoledì 13 febbraio al Nuovo Teatro Monsignor Lavaroni di Artegna e giovedì 14 febbraio all’Auditorium Centro Civico di San Vito al Tagliamento.
Lo spettacolo ritornerà in Circuito anche in marzo, lunedì 11, per Smartheater, la rassegna di prosa del Teatro Luigi Bon di Colugna.
Tutte e quattro le serate avranno inizio alle 20.45.




Al PAFF! un fine settimana tra musica, danza, laboratori e visite guidate

Ancora un week end ricchissimo al PAFF! di Pordenone il 9 e 10 febbraio.

Per la prima volta anche la musica dal vivo riempie le bellissime sale del Palazzo del Fumetto, fondendosi con le straordinarie opere del serbo Smudja.

 

Sabato 9 febbraio, alle 21 “Cello at an Exhibition” vede protagonista Riccardo Pes.
E sempre nel week end anche laboratori per bambini, workshop di danza e le immancabili visite guidate

Si intitola “Cello at an Exhibition” ed è il primo evento musicale del progetto “PAFFsonic” che inizia da sabato 9 febbraio (ore 21) a portare la musica all’interno degli spazi espositivi del PAFF!. Ospite del primo incontro è il violoncellista Riccardo Pes che propone una rivisitazione moderna del grande repertorio classico per violoncello, alternato a brani di propria composizione. Accanto a lui sono l’attrice e performer Giulia Pes e Roberto Viola alle tastiere, per la direzione musicale di Michele Giacalone. L’evento è aperto a soli 60 spettatori, ed è sviluppato come una sorta di commento sonoro e gestuale al percorso espositivo di Gradimir Smudja, allestito al PAFF! dallo scorso tutte le informazioni per i biglietti sono su www.paff.it.

“Riccardo Pes è davvero un violoncellista e un compositore creativo. Il suo modo di suonare

è una perfetta combinazione di conoscenza, competenze tecniche, naturale lirismo, suono

fluente e raffinato istinto musicale” così ha detto Giovanni Sollima del giovane musicista spilimberghese, oggi impegnato al Royal College of Music di Londra dove frequenta il primo anno del corso Artist, dopo essersi specializzato anche a Santa Cecilia e aver seguito decine di master internazionali. Ha suonato con i Solisti Veneti di Scimone e insieme a Mario Brunello e Giovanni Sollima e con il pianista Matteo Andri compone un consolidato duo.

Sempre sabato, ma al mattino (dalle 10 alle 13), si tiene anche il primo appuntamento del workshop Incontro Danzateatro, che attraverso l’arte della danza esplora e sviluppa le potenzialità comunicative del corpo, dal gesto simbolico alle azioni più quotidiane, il suo rapporto con l’altro e lo spazio che lo circonda, senza perdere il proprio centro e le proprie radici. La danzateatro pone come traguardo artistico la composizione coreografica. Quello di sabato 9 febbraio è il primo di una serie di incontri a cadenza bimestrale che compongono il percorso didattico-creativo ospitato dal PAFF!.

Domenica 10 febbraio torna anche il laboratorio dedicato ai bambini dagli 8 agli 11 anni su “La Paura”. A partire dalle ore 16 i bambini (massimo 12 partecipanti) possono realizzare un “amuleto” speciale che cattura le loro paure, con vari materiali che andranno a costruire il rifugio per le paure stesse: la realizzazione del laboratorio sarà un “luogo” in cui le paure del bambino, rese esplicite, possano essere mandate a riposare e farlo sentire più consapevole e coraggioso.

Continuano, come sempre, anche le visite guidate che ogni sabato e domenica alle ore 15.00 e alle ore 18.00 propongono il giro della mostra di Gradimir Smudja,

INFO

Le informazioni per entrambi i corsi sono si trovano su www.paff.it/didattica/ oppure scrivendo a info@paff.it.

Andrea Forliano




12 febbraio Cena a quattro mani Alla Tavernetta al Castello di Capriva del Friuli degustazione della Rosa dell’Isonzo

La Rosa dell’Isonzoâ sarà protagonista il 12 febbraio della serata di presentazione e degustazione con cui la Tavernetta al Castello di Capriva del Friuli inaugurerà la sua stagione di eventi 2019. Ospite del ristorante gourmet annesso al Castello di Spessa Resort sarà il noto chef Roberto Franzin, che – con lo chef del ristorante Antonino Venica e la sua brigata – elaborerà un raffinato menu a quattro mani a base di questo speciale e prelibato radicchio in abbinamento ai vini del Castello di Spessa.

Dall’antipasto con la Rosa al fumo, battuta di manzo, focaccina di mele Rosa, Canarino e mimosa, acciughe di Grado, al dessert con ilTortino di Ricotta e Radicchio, cremoso all’Amaretto e glassa di Melograno e Grappa del Conte del Castello di Spessa, passando per golosi primi (Agnolotti ripieni di pere cotti nel Vino, Rosa dell’Isonzo e Formadi Frant e Riso al Casanova Pinot Nero Castello di Spessa e Rosa dell’Isonzo) e l’inconsueta Paletta di vitello leggermente affumicata su fondente di Topinambur e Rosa dell’Isonzo al burro di Bottarga e Aglio nero, questo prezioso radicchio verrà esaltato dai due chef, in tutti i suoi sapori, con un sorprendente menu che permetterà ai commensali di apprezzarne l’inconfondibile gusto e la grande versatilità in cucina.

La Rosa dell’Isonzoâ è un radicchio che vieneprodotto nell’area che bagna l’Isonzo da Gorizia a Fiumicello e viene coltivato da 23 produttori. La sua nascita ha visto la partecipazione, oltre che dei produttori,dell’Istituto Brignoli di Gradisca d’Isonzo che ha coordinato l’organizzazione e si sta occupando della selezione delle sementi e delle tecniche di coltivazione e di forzatura. Anche l’Ersa è coinvolta con attività di ricerca e sviluppo sulle sementi di radicchio che meglio possono rappresentare un prodotto di qualità. La lavorazione è piuttosto lunga ed è tuttamanuale: viene seminato in campo ad agosto e lasciato crescere fino a novembre. Dopo le prime brine il prodotto viene raccolto e portato in “forzatura” ovvero in luogo caldo e buio, in modo da stimolare la crescita della “rosa”. Quando è pronto viene poi pulito e lavato per essere messo in commercio. La Rosa dell’Isonzoâ ha molte qualità benefiche, contiene poco azoto e rappresenta un ottimo alimento invernale.

Lo chef Roberto Franzin è un convinto sostenitore di questo prodotto e ha già realizzato diverse ricette che presto saranno rese pubbliche nel libro “La Rosa dell’Isonzo. Colori e sapori di una squisita storia del Friuli Venezia Giulia”.

 

Per informazioni e prenotazioni: La Tavernetta al Castello – 0481 808228




La diablo swing orchestra per la prima volta in Italia

La Diablo Swing Orchestra, dalla Svezia arriva per la prima volta in Italia per un tour di quatto date. La riot opera, termine con cui il cantante e chitarrista Daniel Hakansson identifica la propria musica, andrà in scena mercoledì 1 maggio al Revolver Music Hall di San Donà di Piave (VE), giovedì 2 maggio al Legend Club di Milano, venerdì 3 maggio al Cycle Club di Calenzano (FI) e sabato 4 maggio al Sonic Room di Fabriano (AN). I biglietti sono disponibili sui circuiti ufficiali indicati per ogni tappa.

Con la propria musica dirompente, che stravolge ogni schema, Diablo Swing Orchestra unisce swing, progressive, gospel, jazz, bluegrass, metal, pop, musica classica e qualunque altro genere che possa dare plus reali alla propria ricerca musicale. Il loro ultimo disco, Pacifisticuffs, è il primo in studio con la nuova cantate e front woman Kristin Evegård. Un progetto che incanta, con brani immediati ma che mantengono la tradizione compositiva della band, con attenzione e cura verso i minimi dettagli e le citazioni di genere.

La Diablo Swing Orchestra è composta da Daniel Håkansson (chitarre, voce), Pontus Mantefors (chitarre, synth, effetti), Kristin Evegård (voce, piano), Anders Johansson (basso), Johannes Bergion (violoncello), Martin Isaksson (tromba), Dabiel Hedin (trombone), Johan Norbäck (batteria).

www.diabloswing.com
DIABLO SWING ORCHESTRA
 
Mercoledì 1 maggio – Revolver Music Hall – San Donà di Piave (VE)
Biglietto: € 16,00 + prev. / € 20,00 in cassa la sera del concerto
Biglietti su Ticketone e Mailticket
 
Giovedì 2 maggio– Legend Club –Milano
Biglietto: € 16,00 + prev. / € 20,00 in cassa la sera del concerto
Biglietti su Ticketone e Mailticket
 
Venerdì 3 maggio– Cycle Club – Calenzano (FI)
Biglietto: € 16,00 + prev. / € 20,00 in cassa la sera del concerto
Biglietti su www.cycleclub.it
 
Sabato 4 maggio – Sonic Room – Fabriano (AN)
Biglietto: € 16,00 + prev. / € 20,00 in cassa la sera del concerto
Biglietti su www.diyticket.it
 
info su www.baganamusic.com



PROGETTARE NARRAZIONI VISIVE: BIG DATA, L’ATTO DELLA DATA VISUALISATION

Unione Industriali Pordenone – Sala Convegni Piazzetta del Portello, 2 – Pordenone
PROGETTARE NARRAZIONI VISIVE:
BIG DATA, L’ATTO DELLA DATA VISUALISATION
workshop con Michela Lazzaroni

E tenuto da Michela Lazzaroni – membro del Density Design Research Lab di Milano, Information designer, Editorial designer, esperta di Progettazione grafica, Architettura dell’informazione e Progettazione editoriale, le cui infografiche (pubblicate anche dall’inserto culturale del Corriere della sera La Lettura) hanno ricevuto importanti riconoscimenti – il workshop “Progettare narrazioni visive: big data, l’atto della data visualisation” che si terrà giovedì 7 febbraio alle 17 nella Sala Convegni di Unione Industriali Pordenone (piazzetta del Portello). Si tratta del secondo appuntamento del ciclo “Design Punto Domani”, che accompagna e arricchisce la mostra “Il Design dei Castiglioni “ in corso in Galleria Bertoia, evento espositivo realizzato da Unindustria, Comune di Pordenone e Fondazione Achille Castiglioni che vuole generare un laboratorio di idee e di stimoli. Il workshop (gratuito e aperto a tutti fino a esaurimento posti, con una corsia preferenziale per le scuole è incentrato sulla descrizione progettazione e narrazione dell’universo analitico e dei big data. Esso si propone di consentire l’esplorazione di un progetto di visualizzazione di dati in tutte le sue molteplici forme: dalla scelta dei temi da rappresentare, all’analisi dei dati legati a tali temi, fino ad arrivare alla rappresentazione visiva. Il contesto espositivo funzionerà da riferimento per dar vita a un momento interattivo di coinvolgimento del pubblico.
La rassegna “Designa Punto Domani” si compone di 5 appuntamenti dinamici e potenzialmente interattivi, su argomenti diversi fra loro, che gettano uno sguardo interessante e pertinente sul fare “design contemporaneo” e sulla filosofia sperimentale pressoché galileiana, basata sul processo “ipotizzare – verificare – correggere – ripetere – decidere”. Il Design evolve con la società ed è coinvolto in processi economicamente e sociologicamente rilevanti. Esiste un Design che studia risposte a scenari attuali e futuri molto complessi, che risponde in modo nuovo a vecchi problemi, che affronta l’intreccio apparentemente inestricabile fra la rivoluzione del 4.0 e le società liquide, e che proprio per questo emerge sempre come risorsa preziosa per creare valore in molti modi. Gli incontri – organizzati da Unione Industriali Pordenone con la curatela del prof. Giuseppe Marinelli – sono pensati per coinvolgere e stimolare un pubblico più ampio possibile, specie i più giovani.
I prossimi appuntamenti sono: Geneticamente diverso (a cura di Coop Futura) martedì 12 febbraio alle 17.00 nella Sala “Pier Paolo Pasolini” del palazzo della Regione a Udine; Design dei luoghi ostili, a cura di Aristide Barone, lunedì 18 Febbraio alle 17.00 nella Sala “Predonzani” della sede della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in Piazza Unità d’Italia a Trieste; Fil: Felicità interna lorda, a cura di Paolo Atzori, martedì 26 febbraio alle 17 nelle sede di Unidustria Pordenone.