Al Palmanova Outlet Village in mostra i cartelloni pubblicitari Martini Sabato 14 dic.

Glamour, eleganza, bellezza ma anche cultura, valori comuni che caratterizzano da sempre Land of Fashion e Martini, due brand fortemente radicati sul territorio ma con una vocazione internazionale. Fare shopping, al Palmanova Outlet Village, diventa un’esperienza a 360 gradi, che comprende eventi esclusivi, concorsi, attività, partnership con il territorio ma anche tante iniziative culturali senza scordare di dare spazio all’arte e alla creatività. Dal 14 dicembre al 27 gennaio, la destinazione dello shopping friulana ospiterà la rassegna “Mondo Martini: la pubblicità come percorso di stile”. Realizzata grazie alla collaborazione tra Land of Fashion, Casa Martini e Archivio Storico Martini & Rossi, l’esposizione è incentrata sulle grandi firme della cartellonistica pubblicitaria tra fine Ottocento e gli anni Settanta del Novecento, cui sarà affidato il compito di raccontare il brand attraverso arte e creatività. Il vernissage della mostra è in programma  sabato 14 dicembre, alle 16.30, nell’unità 62, con dj set Enrico Pellizzari e la presenza di un Barman free style, che saprà intrattenere i visitatori con le sue esibizioni “volanti” offrendo deliziosi cocktails preparati con sapiente maestria. Palmanova Outlet Village racconta il territorio attraverso le sue eccellenze e le sue peculiarità mentre Martini racconta la pubblicità come un vero e proprio percorso di stile, che passa attraverso la storia dell’aperitivo e del Made in Italy. Un binomio vincente, che troverà un punto di arrivo e di partenza in questa mostra. Il Palmanova Outlet Village, noto per la sua disposizione a perseguire il lifestyle in tutte le sue declinazioni, diventa un contenitore perfetto per ospitare un’esposizione d’indubbio appeal, pensata per tutti i target di visitatori, italiani e stranieri. All’interno dell’unità 62 è stato realizzato un allestimento moderno e minimal, caratterizzato da una contaminazione tra antico e contemporaneo. La mostra si potrà visitare gratuitamente tutti i giorni, dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.30. I visitatori del Village, gli appassionati del genere e gli amanti dello shopping avranno la possibilità di soffermarsi su un pezzo di storia del marchio, con illustrazioni, stili, linguaggi e ispirazioni diverse, dal modelli liberty a un linguaggio più veloce e dinamico, creato da alcuni dei più grandi nomi italiani e internazionali del cartellonismo pubblicitario, come Giorgio Muggiani (1887-1938), tra gli iniziatori di questa nuova forma d’arte pubblicitaria, Giuseppe Riccobaldi, Leonardo Cappiello, Jean Droit e Hans Schleger. «Land of Fashion ospita – ricorda la marketing manager, Giada Marangone – fuori dagli spazi espositivi più tradizionali, il brand e la sua arte attraverso una mostra itinerante in tutti i cinque Village della Penisola. L’esposizione dedicata agli amanti del marchio e della comunicazione pubblicitaria su stampa, presenta 22 manifesti unici, che raccontano, attraverso le immagini, l’evolversi di uno dei marchi indiscussi del lifestyle italiano».

«La cartellonistica pubblicitaria rappresenta una delle tappe più amate dal pubblico in visita ai musei di Casa Martini, a Pessione di Chieri (TO). Abbiamo aderito con entusiasmo al progetto espositivo proposto da Land of Fashion per aprire il nostro patrimonio culturale ad un pubblico vasto, interessato allo stile e alla bellezza. – dichiara Marco Budano, Martini Brand Homes Manager –. Insieme all’Archivio Storico Martini & Rossi è stato possibile selezionare i 22 soggetti in mostra e narrare un percorso di comunicazione e arte attraverso alcuni degli esemplari della collezione aziendale: chi fosse incuriosito e volesse scoprire tutte le sorprese che riserva la nostra Brand Home, sarà il benvenuto a Pessione per scoprire il nostro museo e le experience Martini che proponiamo ogni giorno».

Osservando le opere con uno sguardo d’insieme è facile cogliere il percorso che esse disegnano, in modo continuo e coerente, dalla fine del XIX secolo sino agli anni Settanta del Novecento, abbracciando tutto l’arco temporale in cui i manifesti rappresentarono il principale mezzo di comunicazione pubblicitaria, con cui i gestori delle imprese intendevano promuovere le loro offerte e trasmettere attraverso una sola immagine l’essenza del prodotto reclamizzato con la complicità della stampa a colori. I primi a dedicarsi all’affiche furono artisti di altissimo livello e fama internazionale, che prestarono il loro talento a scopi forse meno elevati ma sicuramente gratificanti come Jules Cheret, Henri de Toulouse Lautrec e Alexandre Steinlen. L’epoca dell’affiche ebbe padri illustri anche in Italia firmate dai grandissimi Marcello Dudovich e Leopoldo Metlicovitz che, assieme a Leonetto Cappiello e Aleardo Terzi, furono i pionieri della nuova grafica pubblicitaria italiana. Quando si parla di pubblicità non si può non pensare ai grandi manifesti pubblicitari con cui Martini ha tappezzato l’Italia dal 1863. Al suo servizio lavorarono alcune delle più grandi firme dell’illustrazione, con stili e ispirazioni diversi ma con l’identico desiderio d’interpretare al meglio lo spirito dei tempi e l’anima del prodotto. La marketing manager Giada Marangone aggiunge: «Questa mostra avrà una connotazione tra l’antico e il moderno. Abbiamo voluto valorizzare forme di espressione artistica più recenti e non prioritariamente artistiche. Da anni sosteniamo iniziative culturali di vario genere e ora siamo felici di accogliere nel nostro Village una forma nuova di comunicazione, che si colloca  tra l’arte e la pubblicità, di cui Martini è stato eccellente soggetto e rappresentante».

 




PRESEPE DI SABBIA DI LIGNANO SABBIADORO – Al via un nuovo fine settimana di visite

Un inizio assolutamente promettente per la 16° edizione del Presepe di Sabbia di Lignano Sabbiadoro che, all’8 dicembre scorso, vedeva già ampiamente superate le 6 mila visite, registrando moltissime presenze anche da fuori regione e dall’estero, con Austria e Slovenia su tutte e dalle quali sono pervenute svariate corriere piene di turisti. Con queste ottime premesse prende quindi il via un altro intenso fine settimana di visite per l’opera realizzata dagli artisti dell’Accademia della Sabbia, usando solo acqua e la meravigliosa sabbia dell’arenile lignanese. Il presepe sarà pertanto visitabile venerdì  dalle 14.00 alle 18.00 e sabato e domenica con orario continuato dalle 10.00 alle 18.00. Commenti assolutamente positivi sono pervenuti per la grande qualità delle opere e per il tema scelto per quest’anno, quello della Genesi e della Creazione del mondo. Grande soddisfazione da parte degli organizzatori per i consensi arrivati anche dalle istituzioni, con la visita nei giorni scorsi dell’assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Tiziana Gibelli, che ha dichiarato: “Sono rimasta molto colpita dalla cura e dai riferimenti storico-artistici che i maestri della sabbia hanno saputo rendere nel presepio di quest’anno, merita davvero una visita”. Dell’opera si sono già interessati anche i media stranieri con la visita della delegazione di Tele Capodistria nei giorni scorsi. Bellissima esperienza è poi quella che ha coinvolto gli allievi dell’Istituto Comprensivo “G. Carducci” di Lignano Sabbiadoro, protagonisti, assieme al maestro scultore Antonio Molin, del programma televisivo “Il calendario dell’Avvento”, andata in onda nei giorni scorsi su Rai Gulp e ancora visibile sul portale Rai Play.

Nella giornata di domenica 15 dicembre saranno proprio i ragazzi della 5° elementare dell’Istituto “G. Carducci” a gestire il presepe e a accogliere il pubblico, testimonianza della partecipazione alla riuscita dell’opera da parte di molteplici realtà del territorio. Il Presepe di Sabbia sarà visitabile tutti i giorni fino al 6 gennaio e per tutti i fine settimana fino al 2 febbraio 2020. L’entrata al presepe è a offerta libera. Info e orari su www.presepelignano.it, www.lignanosabbiadoro.com e sulla pagina Facebook Associazione Dome Aghe e Savalon d’Aur




NATALE A PORDENONE venerdì 13 dicembre Santa Lucia, teatro, musica ALAN SORRENTI

Venerdì 13 dicembre è la giornata di Santa Lucia, che si apre come da tradizione nel Natale a Pordenone con gli auguri in pediatria. A portare la gioia della musica e del canto ai piccoli malati sarà l’accademia VoCem della scuola di Musica SoundCem.
Attesissimo il corteo di Santa Lucia, accompagnata dagli asinelli, che sfilerà in centro in collaborazione con Sviluppo e Territorio e il supporto di Pn Bar, Moretto e Studio Immobiliare Tubaro & Carraro. Il corteo partirà da Borgo Colonna alle 16.45 e percorrerà via Cavallotti, via Bertossi, piazzetta cavour, piazza XX Settembre (dove ci sarà l’esibizione di Dance Mob), viale Cossetti, via Cesare Battisti, Corso Vittorio Emanuele, con arrivo alla Loggia Municipale alle 18, dove sarà accolto dal Coro della Scuola dell’Infanzia Santa Maria Goretti di Borgomeduna. Santa Lucia arriverà anche nei quartieri. Alle 19 nella parrocchia SS. Ilario e Taziano, racconterà storie ai bambini e alle bambine di Torre

Il Pordenone Christmas festival venerdì 13 dicembre alle 21.30 porta in piazza XX Settembre Alan Sorrenti, per una serata musicale tutta anni Settanta, con ingresso gratuito, che prenderà il via già alle 19.30 con la musica italiana del dj Massimo Rossini. In scaletta per il cantante italo inglese i suoi più grandi successi di sempre da figli delle stelle a Sei l’unica donna per me. “Figli delle stelle – afferma Sorrenti – ha toccato una corda invisibile che tutti abbiamo a livello inconscio e di cui molti ne sono consapevoli e sono per questo figli delle stelle. Si è trasformata nei decenni facendosi vivere da generazioni con esigenze e costumi diversi, Figli delle stelle è un modo di essere, uno stato mentale, se per mente si intende cervello connesso al cuore. Fa vibrare quella corda che forse ci collega alla nostra gioiosa solitudine universale”. Alan Sorrenti copre un ruolo fondamentale nella storia della musica italiana, in qualità di cantante e autore dallo stile unico e inconfondibile, che si è sempre rinnovato nel corso del tempo,interpretando e spesso anticipando il gusto e le tendenze delle nuove generazioni. Nato a Napoli da padre partenopeo e madre gallese,una combinazione che fa di lui un cantante non tipicamente italiano,Alan cresce con il “progressive rock” inglese degli inizi anni ’70,che finirà per caratterizzare le sue prime produzioni mentre la sua voce si ispira alle originali modulazioni di un eccentrico e innovativo cantautore californiano,Tim Buckley, che Alan riconoscerà come suo maestro. Debutta con l’album”Aria”(EMI 1972) che ottiene il premio della critica discografica come miglior album dell’anno. Il singolo “Vorrei incontrarti” tratto da questo album diventa una delle canzoni simbolo della generazione ribelle post ’68. Il suo secondo album”Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto”(EMI 1973),r egistrato e prodotto a Londra,ospita musicisti inglesi appartenenti a gruppi significativi della scena progressive inglese, come i Van der Graf Generator, ed è contaminata dalle vibrazioni psichedeliche dei Pink Floyd. Nel suo terzo album”Alan Sorrenti”(EMI 1974), l’artista ripropone in una chiave assolutamente originale e dissacratoria il classico napoletano ”Dicitencello Vuje” che entra nelle Top 10 italiane. Un anno dopo a San Francisco realizza il suo quarto album ”Sienteme it’s time to land”(EMI 1976), con una band locale di “fusion”. “Figli delle Stelle”(EMI) esce nel 1977: oltre un milione di copie vendute solo in Italia. Il brano “Figli delle Stelle”, tratto dall’album omonimo, diverrà presto una “cult-song” e il “leading symbol” della dance italiana. La sua canzone più popolare “Tu sei l’unica donna per me” uscirà due anni dopo arrivando nei primi posti in classifica in tutta Europa, specialmente in Germania, Svizzera e Scandinavia e vincendo il Festival Bar. Il singolo “La strada brucia” e il cd album”Angeli di strada”(RICORDI 1982) segna l’inizio di una rinascita spirituale che si materializzerà nel mistico “Non si nasce mai una volta sola” del cd album “Bonno Soku Bodai”(WEA 1986) e nella successiva conversione dell’artista al “Vero Buddismo di Nichiren Daishonin”. Successivamente esplora la nuova scena musicale internaziona. Con alcuni componenti dei “Planet Funk” realizza 2 nuovi singoli,il primo :“Kyoko mon amour”che viene pubblicato in una raccolta di Greatest Hits “Miami” (EMI 1996) mentre il secondo “Paradiso Beach” tratto dal più recente cd album “Sottacqua”(SONY 2003), riceve un’ottima accoglienza da parte dei network radiofonici balzando all’attenzione delle nuove generazioni.

Venerdì 13 dicembre alle 20.45 la rassegna Teatri dell’Anima a cura di Eta Beta porta nella Chiesa del Cristo di Pordenone, con i suoi affreschi trecenteschi, o spettacolo “Acquasantissima”, diretto ed interpretato da Fabrizio Pugliese su un testo di Francesco Aiello e Fabrizio Pugliese. Musiche di Remo Da Vico. Nella messa in scena si rifletterà sul rapporto tra mafia e religione. L’ingresso è gratuito. Dopo lo spettacolo, sarà possibile incontrare l’attore. Inoltre, il giorno dopo, sabato 14 dicembre, nella sede di Etabeta Teatro dalle 10 alle 17, è stato organizzato un workshop di narrazione con lo stesso Fabrizio Pugliese. Che cosa determina la non contraddizione tra la cultura mafiosa e quella cattolica? Com’è possibile all’interno della stessa Chiesa la presenza di un Dio dei carnefici e un Dio delle vittime? La mafia può contare su miti potenti, riti, norme e simboli di forte presa, senza i quali sarebbe come un popolo senza religione. Grazie a questo i mafiosi hanno costruito un’immagine di se da ‘uomini d’onore’, paladini dell’ordine che fanno giustizia, ma nella loro lunga storia non hanno mai difeso i deboli contro i forti o i poveri contro i ricchi: la mafia è un fenomeno di classi dirigenti, di potere. In scena è un mafioso stesso a parlare: le storie e fatti sono filtrati attraverso il suo sguardo con l’intento non di condannare, (troppo facile e troppo spesso acquiescente) ma porre domande, spunti di riflessione ragionare e ripensare quella giusta e ‘complessa’ etica religiosa e sociale dove intenzione e responsabilità hanno pari forza e valore. Il testo dello spettacolo nasce da un lunghissimo lavoro di ricerca sulla ‘ndrangheta per sondarne la natura arcaica, la capacità silenziosa di ramificare le proprie azioni criminali, di creare quei legami che ne fanno una delle mafie più rispettate e “sicure” (la ‘ndrangheta ha un numero assolutamente esiguo di pentiti), e per quella commistione di rituali e regole di comportamento interne estremamente complesse, quasi fosse una società parallela a quella ufficiale. Proprio questa sua arcaicità ha generato un personaggio archetipico, con la caratura di un protagonista shakespeariano che ci consegna uno sguardo spietato e lucido sul presente.

Alle 21 di venerdì 13 dicembre Speakeasy porta in scena Troppo genio, di Lisa Moras con Alejandro Bonn. Protagonista è Leonardo è un ragazzo che fa l’attore e viene da Vinci. Precisa volontà della madre, un nome per la buona sorte, per la fortuna, per il futuro. Ironia della sorte da anni porta in giro uno spettacolo su Leonardo da Vinci e non ne può più. Quel nome è troppo, quel confronto è continuo e lui lo spettacolo non lo vuole portare a termine. Uno spettacolo sul procrastinare, sul destinare al futuro sull’aspetto più umano del genio, su quel suo perdersi nello studio mancando le scadenze e su quelle cose non finite che ancora oggi ci parlano. Dalle 20 aperitivo con Vigneti Pitars, Vanilla Sky 2.0 e Erica Santarossa.




ACCESO IL NATALE A MONFALCONE Tutti gli eventi in programma durante la settimana

Dopo l’emozionante inaugurazione del Natale monfalconese, che ha visto ieri – in piazza della Repubblica – la partecipazione dei cittadini alla tradizionale accensione dell’albero da parte del Sindaco, Anna Maria Cisint, e l’illuminazione della Natività della Rocca, cui è seguito un Concerto Gospel, proseguono oggi e per tutta la settimana le tante iniziative di Monfalcone Natale, pensate dall’Amministrazione comunale per i grandi e, soprattutto, per i bambini e le loro famiglie.
Il programma definito dall’Amministrazione comunale insieme ai Rioni prevede l’accensione degli alberi con bicchierata beneaugurante nei rioni (lunedì 9, alle ore 17.30 al Rione Largo Isonzo Crociera, alle 18.30 al Rione Aris San Polo Anconetta; martedì 10, alle 17.30 al Rione Panzano, alle 18.30 al Rione Marina Julia; mercoledì 11, alle 18.00 al Rione Centro-Piazza Falcone Borsellino, alle 19.00 al Rione Romana Solvay).
Tante le iniziative nelle piazze e nelle principali vie cittadine che saranno animate anche dalla possibilità offerta dal Comune alle imprese e alle attività di somministrazione del territorio di uscire dal luogo fisico della propria attività per promuovere i loro prodotti. Un forte segnale dell’attenzione che l’Amministrazione pone nei confronti di tutte le attività commerciali e un modo per operare in sinergia durante tutto il periodo natalizio. Non potrà mancare il tradizionale mercatino natalizio in Piazza con casette di prodotti artigianali di qualità.
Giovedì 12 dicembre, nella tensostruttura riscaldata in piazza della Repubblica, alle 17.00, il Comune di Monfalcone propone il Concerto Blondeau, mentre venerdì 13, alle 15.30, per la gioia di bambini ci sarà il Circo (senza animali) di Daiana Orfei. In collaborazione con l’Associazione Sei di Monfalcone se… alle 18.00 alla Biblioteca Comunale si parlerà di “Arte, creatività e benessere” con Annamaria Poclem; alle 20.45 al Teatro Comunale andrà in scena l’VIII assegna Monfalcone sul Palco a cura del Piccolo Teatro di Monfalcone.
Ricco di appuntamenti il fine settimana monfalconese. Si inizierà sabato alle 8.00 nel centro cittadino con il Mercatino della Rocca, a cura di Bazar Mediterraneo; alle 10.30 in Biblioteca comunale è in programma la presentazione del libro “ll sole splende, è una bellissima giornata!” a cura di Alessandro Montagnana, e alle 15.00, l’evento “L’armonia sulla tavola delle feste” a cura della Scuola Fioristi FVG con una breve introduzione teorica sulla convivialità e l’uso dei fiori sulla tavola nelle varie epoche e preparazione della tavola di Natale; alle 17.00, in piazza della Repubblica, viene proposto il Concerto per Pianoforte con Fiamma Velo e danza con Human Dance Technique; alle 20.30 al Teatro Comunale andrà in scena lo spettacolo di beneficienza: 15° edizione Progetto Unicef 2020 a cura dell’Associazione International Football for Children. Domenica 15 dicembre, in piazza della Repubblica, alle ore 9.30, si aprirà il Mercatino natalizio solidale; alle 10.30 si potrà passeggiare con Babbo Natale e Natalina; alle 11.00 sarà proposto un Concerto natalizio a cura della Scuola Primaria A. Cuzzi. Tra le 10.30 e le 12.30 e tra le 15.30 e le 18.00 nel centro cittadino sarà proposto lo spettacolo itinerante “Fumetti di Natale”; alle 11.30 al Teatro comunale andrà in scena “Jan Van Der Roost in Concerto” a cura della Banda cittadina di Muggia, mentre alle 16.00 verrà proposto in anteprima il film “Il sogno dell’acqua” a cura dell’Associazione culturale Opera Viva. Alle 17.00, in piazza Repubblica, si concluderà la settimana con il Concerto de La Luna e il Falò.
Si ricorda, inoltre, che tutti i giorni in piazza Unità per il Natale monfalconese dei bambini, il Comune di Monfalcone propone il Villaggio di Babbo Natale, un villaggio scenografico dove i bambini si possono immergere in un’atmosfera unica, con la casetta tridimensionale dove i più piccoli possono inviare le “Letterine a Babbo Natale”. E si può pattinare sulla pista di ghiaccio più grande della regione, andare in trenino turistico (gratuito) nel cuore di Monfalcone.




DINOSAURO BRUNO IN MOSTRA AL CASTELLO DI DUINO (TRIESTE): DA DOMANI, SABATO 7 DICEMBRE, AL 1^ MARZO PROSSIMO

DUINO (TRIESTE)- Nel gennaio 2019 la Soprintendenza Archeologia belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, ha incaricato a titolo gratuito la ditta triestina Zoic – azienda leader nel settore della preparazione di reperti paleontologici a livello internazionale, che alla fine degli anni Novanta aveva estratto e preparato il noto dinosauro del Villaggio del Pescatore Antonio, sempre sotto la guida del geologo Flavio Bacchia – di “preparare” quanto oltre era stato estratto vent’anni or sono riguardante Bruno – il secondo dinosauro, quasi completo, proveniente dal Villaggio del Pescatore – e di scavare per finire di estrarre tutto le parti che erano rimaste nel terreno.

Alcuni blocchi di roccia con i resti di Bruno erano già stati portati alla luce ai tempi dell’estrazione di Antonio, ma non erano ancora mai stati eseguiti i lavori di preparazione dello scheletro fossile, mentre il cranio e la coda erano rimasti nel terreno: nel corso di questi mesi è stata ultimata l’estrazione e anche la lunga e meticolosa preparazione.

 

Ora Bruno può essere finalmente visto completo nella sua versione definitiva: il fossile sarà esposto al Castello di Duino, da sabato 7 dicembre (inaugurazione per stampa e istituzioni venerdì 6 dicembre) fino ai primi giorni del mese di marzo 2020 negli orari di apertura alle visite del Castello (ogni fine settimana e festivi – ad esclusione del 25 dicembre e 1^ gennaio – dalle 9.30 alle 16.00) con il biglietto di ingresso al Castello.

Il lavoro svolto dai tecnici triestini della Zoic che in questi mesi hanno estratto e preparato il cranio e la coda e portato a completamento le fattezze di Bruno (tre persone per 4 mesi e oltre 2000 ore di lavoro) ha permesso di ricomporre i blocchi che contengono il fossile e di comprenderne in gran parte la struttura.

Bruno è un adrosauro simile ad Antonio (dinosauro erbivoro dal becco ad anatra), lungo circa 5 metri, quindi supera di oltre 1 metro il “fratello”, con un peso di circa 600 Kg e un’età di oltre 70 milioni di anni. Come esemplare è sicuramente adulto, ma per ora non si può essere più precisi. La preparazione dell’animale, che ha seguito gli standard utilizzati alla fine degli anni 90 (sgrosso meccanico e rifinitura a getto d’acido formico) si è presentata molto complessa a causa della frammentazione del fossile. Alcune parti sono mancanti in origine e sono state restaurate in fase finale di lavorazione.

Curiosa la sua dislocazione su una piega degli strati che curvano il fossile su sé stesso per 180°, ma ancora ignota per ora la ragione della struttura geologica che contorce il dinosauro. Da un lato si trovano cranio, collo, dorso, dall’altro coda e zampe. La frammentarietà del reperto ha reso le operazioni di preparazione chimica molto delicate. Per prevenire potenziali effetti negativi si è ridotta la percentuale d’acido in uso, passando dal 8% al 4%, a titolo cautelativo. Ciò ha allungato i tempi di lavoro ma ha consentito una miglior calibrazione delle operazioni. Altro fattore di complicazione è la parziale disarticolazione dello scheletro, sempre in connessione anatomica, una delle peculiari caratteristiche dei fossili del sito paleontologico giuliano.

Bruno – La storia

La campagna di scavo del 1998 al Villaggio del Pescatore aveva come oggetto principale la rimozione dei blocchi contenenti il dinosauro Antonio. Sulla superficie topografica non erano evidenti tracce di altri reperti. Dopo il taglio con filo diamantato, taglio che ha creato l’attuale pavimento del sito paleontologico, i blocchi in cui si suddivideva naturalmente la roccia sono stati accatastati per consentire l’accesso al reperto. A taglio fresco, nonostante il lavaggio con idropompa, non si evidenziavano altri affioramenti.

Dopo due mesi di esposizione agli agenti atmosferici, il naturale cambio di colore della roccia per ossidazione rendeva evidente la presenza di altri fossili. In particolare, su un grande blocco alla sinistra presso l’ingresso del sito si notava una lunga struttura scura curva. Chiaramente un grande esemplare che, per la sua curvatura, veniva interpretato come il carapace di una tartaruga.

Questo il motivo per cui, nei primi diorami realizzati sull’ambiente del Villaggio del Pescatore sono presenti esemplari di testuggini (che certamente erano presenti all’epoca, ma mai rinvenute). Lo spostamento del blocco con il presunto carapace chiariva che non si trattava di tartaruga, ma di un altro dinosauro. Essendo il blocco numerato si esaminava la sua posizione di partenza e si notavano due sezioni ossee presenti sul piazzale. Le due sezioni non apparivano sullo stesso strato (calcare laminato) quindi si supponeva la presenza di due esemplari. La successiva constatazione che il dinosauro era ripiegato su sé stesso a 180° chiariva che le due sezioni erano relative al cranio e alla coda dello stesso animale.

La prima persona a notare questo dinosauro è stata Bruno Zoppolato, a suo tempo dipendente della ditta che effettuava i lavori: da qui il nome di Bruno dato al fossile.

 

Capita l’importanza del reperto si intraprendeva una minuziosa ricerca di altri frammenti di roccia contenenti parti dell’animale. Venivano individuato 818 frammenti di varie dimensioni. Di questi, in fase di preparazione e restauro, poco più di un terzo sono risultati utili alla composizione dello scheletro. Tutto il materiale è stato trasportato al Museo di Storia Naturale di Trieste, e accatastato nei sotterranei. Il blocco principale costituente Bruno, montato su apposito telaio, è stato esposto nel 2001 alla mostra “I dinosauri della regione Adriatica” allestita dalla Stoneage al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto. Date le dimensioni ed il peso è stato trasportato a destinazione mediante elicottero.

Con il trasferimento del Museo da Piazza Hortis a via Tomiz anche i pezzi di Bruno sono stati spostati e rimessi nel nuovo scantinato. Solo il 12 febbraio del 2018, a fronte incarico da parte della Soprintendenza Archeologia belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia il materiale è stato trasferito nel laboratorio della Zoic (evoluzione della vecchia Stoneage) per essere definitivamente assemblato e preparato.

 

La fase iniziale del lavoro, ricerca delle connessioni tra blocchi e frammenti, è stata la più impegnativa. Rimaneggiati più volte in Museo e poco compresi da persone extra Stoneage i campioni erano dispersi in decine di cassette. Quattro settimane sono state necessarie per riuscire ad utilizzare nella preparazione tutti i pezzi di roccia contenenti resti ossei dopo averne definito le posizioni all’interno dello scheletro. Parte di questo era sezionato nel mezzo, ovvero le ossa comparivano in calco e controcalco. L’opera di ricongiungimento delle due metà di buona parte del dinosauro è stata molto impegnativa: la giunzione non può essere mai perfetta, situazione che poteva compromettere le fasi successive di lavorazione chimica. La verifica a posteriori ha permesso di constatare che non ci sono state sconnessioni superiori ai due millimetri. Una volta ricomposti tutti i pezzi del blocco contenente Bruno si sono eliminate le parti di roccia in eccesso, con un minuzioso lavoro meccanico. La preparazione chimica è iniziata dalla zona caudale, più compatta, per verificare la validità dell’esperienza maturata alla fine degli anni 90. Per cautela si sono usate concentrazioni di acido più basse di quelle utilizzate in precedenza ma la procedura si è dimostrata comunque valida: avvicinamento meccanico alle ossa, il più possibile, ciclo di acidatura sotto controllo visivo, risciacquo ad acqua persa, asciugatura, consolidamento delle ossa emerse, reiterazione del ciclo.

 

Rimanevano ancora da estrarre il cranio e la coda del dinosauro. Si è optato per una prima rimozione del cranio, di lunghezza nota, e lo scavo della coda successivamente dopo l’acquisizione di maggiori informazioni sulle strutture geologiche complesse che contengono lo scheletro.

Per prima cosa, prudentemente, sono stati eseguiti dei piccoli tagli nella roccia parallelamente alle strutture emergenti in sezione sul vecchio piano di scavo. In questo modo, con una preparazione meccanica in loco si è potuto constatare che l’ipotesi di giacitura del cranio era esatta. A questo punto si è eseguita una serie di tagli paralleli all’asse principale del cranio fino alla profondità di 73 cm sia frontalmente che posteriormente all’affioramento. Un’ulteriore sequenza di tagli è stata eseguita ortogonalmente ai primi. Si è proceduto alla rimozione di tutta la roccia antistante il cranio, in nodo da creare una fossa dove poter operare agevolmente. Infatti, per rimuovere il blocco contenente il fossile era necessario tagliarlo alla base. Ciò è stato fatto eseguendo una serie di fori orizzontali alla profondità massima possibile. Nei fori si sono inseriti i cunei spaccaroccia (evoluzione della tecnica già in uso ai romani) che opportunamente percossi hanno consentito il distacco del blocco pesante circa 600 kg. Il blocco è poi stato sollevato con opportuno paranco e trasportato in laboratorio dove, dopo un lungo lavoro meccanico teso a conservare le pieghe degli strati su cui si articola il cranio, ha subito la preparazione chimica. In questo caso la preparazione è stata simile a quella di Antonio visto che la roccia era sana e compatta. Il cranio, sulla sua matrice è stato montato su un supporto fornito di ruote per essere accostato al blocco.

 

Per estrarre la coda si è impostato il lavoro come per il cranio. Sono stati fatti dei tagli paralleli per creare il necessario grado di libertà alla base del blocco che è stato poi tagliato questa volta con il filo diamantato.

La sorpresa si è presentata quando in uno dei tagli verticali sono emerse delle sezioni di vertebre che lì non ci dovevano stare. Approfondendo la sorprendente situazione geologica si è scoperto che gli strati che si pensava concordi nell’immersione con quelli del blocco principale, in realtà erano ripiegati una volta di più e la coda, che doveva scendere in profondità ritornava a piegarsi verso la superficie tendendo ad affiorare. La situazione paradossale della giacitura del fossile, evidenziata dalle sezioni rinvenute aveva un piacevole riscontro: nel blocco tagliato era compresa tutta la coda e non c’era bisogno di procedere con macchinari pesanti e costosi per scavare più in profondità.

Rimane il mistero delle condizioni ambientali che hanno consentito allo scheletro del dinosauro, con dislocazioni contenute, di articolarsi su una serie di pieghe come quelle esistenti.




Il Touring Club Italiano per il Museo della Comunità Greco Orientale di Trieste “Costantino e Mafalda Pisani”

 

Prende avvio nella sede della Comunità Greco Orientale di Trieste il secondo ciclo di conferenze promosse dal TCI – Club di Territorio di Trieste per far conoscere e valorizzare le opere esposte nel Museo della Comunità, che i Volontari del TCI tengono aperto nell’ambito del progetto del Touring Club Italiano “APERTI PER VOI”.

 

Ringrazio vivamente tutte le studiose (le relatrice sono tutte donne) che hanno accettato di condividere con noi soci e volontari del TCI e con la Comunità Greco Orientale le loro competenze. Senza la loro entusiastica partecipazione, non avrei potuto dare corpo a questo progetto.”

Si inizia lunedì 9 dicembre 2019 ore 17 con il tema L’iconografia biblica tra interpretazione ebraica ed esegesi cristiana, di cui sarà relatrice la dott.ssa Andreina Contessa, storica dell’arte, direttrice del Museo Storico e Parco del Castello di Miramare. Esperta medievalista, dal1990 al 2017 ha vissuto, studiato e insegnato a Gerusalemme; in particolare dal 2009 al 2017 è stata Conservatore/Capo Curatore del Museo di Arte Ebraica Italiana U. Nahon di Gerusalemme. Nasce proprio da questa sua esperienza professionale l’affascinante racconto sull’iconografia biblica.

Si continua lunedì 17 febbraio 2020 con la dott.ssa Rossella Fabiani, funzionaria storica dell’arte, che si occupa della promozione e attività culturali del Polo museale del Friuli Venezia Giulia. Ci aggiornerà su La testimonianza della classicità oggi a Trieste. Dopo la grande mostra sul Neoclassico, promossa e organizzata dal Comune di Trieste nel 1990, sarà interessante capire l’evoluzione degli studi che sono stati intrapresi e pubblicati nel corso degli ultimi trent’anni.

 Lunedì 23 marzo la dott.ssa Maria Masau Dan, storica dell’arte, già direttrice del Museo Revoltella parlerà su I volti della storia. La collezione di ritratti del Museo Pisani. Sarà sicuramente interessante inquadrare i bellissimi e numerosi ritratti presenti nella collezione museale nel contesto della ritrattistica triestina dell’Ottocento e dei primi del Novecento.

Giovedì 2 aprile (solo qui per ragioni organizzative la giornata degli incontri si sposta a giovedì) la dott.ssa Lorenza Resciniti, funzionaria direttiva conservatrice dei Civici Musei di Storia e Arte illustrerà La collezione Stavropulos dei Civici Musei. Un dono alla città di un mecenate greco. Sarà l’occasione per conoscere una parte del Civico Museo di Storia Patria di via Imbriani, dove si trovano le raccolte artistiche di Stavropulos: un corpus di pitture e sculture di artisti italiani ed europei antichi e contemporanei.

Il tema del collezionismo sarà svolto anche nell’ultimo degli appuntamenti calendarizzato per lunedì 4 maggio. La dott.ssa Rossella Scopas, storica dell’arte e componente del Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per il Friuli Venezia Giulia parlerà su Da Giovanni Vordoni alla famiglia Economo: il contributo della comunità greca alla crescita culturale e artistica di Trieste.

 Tutte le conferenze saranno illustrate da immagini e si svolgeranno nella giornata di lunedì (tranne una al giovedì) tradizionalmente dedicata dalla Comunità a incontri e laboratori culturali. Gli appuntamenti sono sempre alle ore 17 nella sala del terzo piano della Comunità (ingresso a fianco della Chiesa di San Nicolò). L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti. In allegato il calendario.

Antonio Poilucci, storico dell’arte, già ministro per i beni culturali e ambientali, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino e direttore dei Musei Vaticani, afferma che il TCI non potrà mai rinunciare a essere produttore di conoscenza, indipendentemente dagli strumenti utilizzati *. Ecco anche questo progetto del Club di Territorio di Trieste aspira ad essere un produttore di conoscenza ed è un piccolo tassello nel grande puzzle dei 125 anni di vita del Touring Club Italiano.

 

Informazioni sull’attività del Club del Territorio di Trieste si trovano su:

https://www.touringclub.it/voci-del-territorio/friuli-venezia-giulia/trieste




NATALE A PODENONE Venerdì 6 dicembre luminarie, presepe, teatro

Venerdì 6 dicembre protagonista del Natale a Pordenone sarà il quartiere di Torre, che si illuminerà a festa. Alle 18.15 illuminazione albero di Natale in piazzetta dei mutilati a cura di Associazione San Valentino; alle 18.30 illuminazione della catalpa a cura dell’Associazione Torre; alle 18.45 illuminazione dell’albero e inaugurazione del presepe in piazza Lozer con l’esibizione del coro dei bambini della
parrocchia SS. Ilario e Tazian, a cura di Associazione Torre in Musica, Comunità San Valentino, Avis Torre, Gruppo Alpini Torre e ASD Torre danza.

Dalle 20 in piazza XX Settembre ad accompagnare la serata di degustazioni delle casette (aperte dalle 17.00 alle 22.00) saranno le selezioni musicali di Gianfranco Amodio, dj nei locali di tendenza di Lignano

Alle 20 nella sede della Scuola Sperimentale dell’Attore in via Selvatico prosegue il laboratorio intensivo “Concerto- voci ”dedicato alle poesie e ai racconti di Natale organizzazione Scuola Sperimentale dell’Attore assieme Fita Uil. Condotto da Ferruccio Merisi, il laboratorio dedica al Natale uno studio su “L’Amore Paterno “ di Carlo Goldoni, una commedia allegorica moraleggiante scritta “in esilio” a Parigi nel 1762. “Per esempio: Goldoni 2020”, questo il sottotitolo del laboratorio, propone degli esercizi di recitazione di tipo avanzato, che

Gianfranco Amodio

spaziano dalla funzionalità e organicità della voce, all’analisi del testo, alla creazione del personaggio, alla messa a punto della lingua tra storia e attualità, con lo scopo di costruire un esempio di interpretazione vocale attuale di un classico, senza subirne i segni anacronistici, ma al contrario comprendendo come la distanza linguistica possa essere colmata ma non eliminata dal punto di vista poetico.

Barbara Moselli.io

Alle 21, nel convento di San Francesco Speakeasy porta in scena a ExConventolive lo spettacolo “Le donne baciano meglio”, di e con Barbara Moselli, una interpretazione diretta da Marco Taddei e una produzione di NIM Neutroni in Movimento e Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse. Il testo, totalmente autobiografico, racconta l’accettazione della propria omosessualità in una narrazione intima e autoironica attraverso un percorso di scoperta di sé. Il monologo, a tratti comico, parte da una doppia esigenza dell’autrice: da una parte il bisogno di raccontarsi, dall’altra quello di affrontare la tematica dell’omosessualità femminile, da sempre poco discussa, con semplicità. «Le donne baciano meglio» è la storia di chi ce l’ha fatta, quindi di incoraggiamento, ma anche di quanto sia faticoso parlare della propria omosessualità ai genitori, al mondo e a se stessi. È, inoltre e soprattutto, una storia d’amore destinata a tutti: sia a quelli che hanno sentito il loro cuore battere quando sono stati innamorati sia a quelli che hanno sofferto e si sono sentiti abbandonati. Lo spettacolo ha i costumi a cura di Daniela de Blasio. Alle 20 aperitivo con Vigneti Pitars, Vanilla Sky 2.0 ed Erica Santarossa.




20 anni di sorrisi con Spirito di Vino

Sabato 7 dicembre alle ore15.30 pressoil Centro Internazionale Vittorio Podrecca, via Monastero Maggiore 38 a Cividale del Friuli i membri della giuria e le autorità presenti proclameranno i vincitori della 20° edizione del concorso internazionale di illustrazioni satiriche Spirito di Vino, organizzato annualmente dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia.

“Quest’anno abbiamo raggiunto il traguardo dei nostri primi 20 anni, un risultato molto importante”, dichiara soddisfatta Elda Felluga, presidente del Movimento Turismo del Vino FVG. “La scelta di affidare un messaggio sul vino all’espressione pungente della satira è ciò che contraddistingue da sempre questo concorso che riscuote un notevole successo internazionale, cresciuto costantemente nel tempo. Un’originale e accattivante sfida lanciata ogni anno in tutto il mondo, in cui il tema del vino si rivela un elemento culturale in grado di essere spunto infinito di inedite creazioni. Siamo soddisfatti” continua la presidente “di poter festeggiare questo significativo compleanno in collaborazione con il Comune di Cividale del Friuli, la Fondazione Auxilia e gli esercenti di Confcommercio”.

Le premiazioni e la mostra saranno ospitate dal Centro Internazionale Vittorio Podrecca, un’eccellenza regionale del Teatro di figura in Italia e nel mondo. Un collegamento culturale internazionale perfetto con il concorso che da sempre valorizza la satira come mezzo di comunicazione tra diverse culture. Inoltre, è prevista una mostra diffusa in una quindicina di esercizi commerciali aderenti a Confcommercio per rivivere 20 anni di storia del concorso. Nelle vetrine dei negozi aderenti saranno esposte per tutto il periodo della mostra, fino al 6 gennaio 2020, alcune opere delle passate edizioni così una passeggiata nel centro di Cividale sarà impreziosita dall’ironia e dai sorrisi! Per conoscere in anticipo gli esercizi coinvolti, trovate l’elenco completo sul sito www.spiritodivino.cloud.

Cividale diventa anche la Capitale della satira sul vino, grazie a questa importante mostra che il Movimento turismo del vino ha voluto organizzare in Cividale” commenta Daniela Bernardi, Vicesindaco e Assessore al Turismo del Comune. “Tra le tante attrazioni del periodo natalizio; Cividale può annoverare i 20 anni di Spirito di Vino. Grande e condivisa anche la partecipazione dei commercianti che hanno voluto rispondere attivamente a questo progetto, scegliendo delle vignette legate alle loro attività da esporre. La scelta della location della mostra dei 20 anni della satira del vino, unica a livello mondiale, approda presso il Centro meraviglie Podrecca Signorelli, una magia nella magia, in occasione del sempre magico sentimento Natalizio”.

Fino al 6 gennaio 2020 (dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00, sabato e domenica orario continuato dalle 10.00 alle ore 17.00) nella sede di Auxilia in via Monastero Maggiore 38 a Cividale del Friuli verrà ospitata la mostra della 20° edizione di Spirito di Vino in cui potrete apprezzare l’umorismo pungente e la satira graffiante capaci di regalarvi sorrisi e momenti di riflessione.
La collaborazione con Auxilia Onlus (impegnata da oltre 15 anni in attività umanitarie all’estero e in attività di sensibilizzazione e prevenzione rivolta ai giovani in Italia) e Auxilia Foundation (attiva nel mondo dell’arte della formazione specialistica in ambito sanitario e di sicurezza) è perfettamente in linea con la filosofia del Movimento Turismo del Vino FVG, il quale da oltre 20 anni in occasione di Cantine Aperte sostiene i progetti umanitari dell’UNICEF.

In questi 20 anni Spirito di Vino è diventato un punto di riferimento per aspiranti vignettisti e professionisti già affermati, acquisendo un respiro sempre più ampio e raccogliendo oltre 9.000 vignette provenienti da oltre 50 paesi del mondo.
L’arduo compito di selezionare le opere per la fase finale e decretare i vincitori è stato svolto da una giuria d’eccezione, capitanata dal presidente in carica Alfio Krancic e dal presidente onorario Giorgio Forattini, dai vignettisti Emilio Giannelli e Valerio Marini e da nomi illustri del giornalismo e grafica quali Gianluigi Colin, Franz Botré ed Enzo Rizzo, Carlo Cambi, Paolo Marchi, Aldo Colonetti, Fede & Tinto, Francesco Salvi e da Elda Felluga. I membri della giuria si sono ritrovati a Milano presso la Sala della Satira all’interno del Ristorante Rigolo, storico locale vicino al Corriere della Sera a Milano, dove sono esposte alcune delle più belle vignette di Spirito di Vino.

Si ringraziano gli sponsor e i partner tecnici del concorso: PromoTurimoFVG Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Cividale del Friuli, Auxilia Onlus e Auxilia Fondation, Civibank, Dolomia, Del Torre, Juliagraf e Zorzenone.




TORNA A LIGNANO SABBIADORO IL GRANDE PRESEPE DI SABBIA

La 16° edizione del Presepe di Sabbia di Lignano sarà visitabile dal 30 novembre al 6 gennaio e per tutti i fine settimana fino al 2 febbraio. Per consultare le giornate e gli orari di apertura www.presepelignano.ito www.lignanosabbiadoro.com

Appuntamento fra i più attesi del Natale del Friuli Venezia Giulia e non solo, capace di attirare decine di migliaia di persone ogni anno, molte delle quali provenienti da fuori regione e dalle vicine Austria, Slovenia e Croazia, torna puntuale il grande Presepe di Sabbia di Lignano Sabbiadoro, giunto alla 16° edizione. Attrazione centrale del calendario di appuntamenti natalizi del centro balneare friulano, è organizzato dall’Associazione Dome Aghe e Savalon d’Aur con il sostegno della Città di Lignano, in collaborazione con Lignano in Fiore Onlus, Lignano Sabbiadoro Gestioni, Consorzio Spiaggia Viva, Consorzio Holiday Vacanze, Consorzio Marine Lignano, Consorzio 6 Parchi e con il fondamentale contributo delle associazioni lignanesi. La maestosa opera in sabbia vedrà la sua inaugurazione sabato 30 novembre alle 17.00 (per chiudersi il 6 gennaio, rimanendo visitabile tutti i fine settimana fino al 2 febbraio 2020) nella tensostruttura collocata a ridosso della Terrazza a Mare. Tutte le informazioni e gli orari su www.presepelignano.it, www.presepedisabbia.it, www.lignanosabbiadoro.com e sulla pagina Facebook Associazione Dome Aghe e Savalon d’Aur. con il sostegno della Città di Lignano, in collaborazione con Lignano in Fiore Onlus, Lignano Sabbiadoro Gestioni, Consorzio Spiaggia Viva, Consorzio Holiday Vacanze, Consorzio Marine Lignano, Consorzio 6 Parchi e con il fondamentale contributo delle associazioni lignanesi. La maestosa opera in sabbia vedrà la sua inaugurazione sabato 30 novembre alle 17.00 (per chiudersi il 6 gennaio, rimanendo visitabile tutti i fine settimana fino al 2 febbraio 2020) nella tensostruttura collocata a ridosso della Terrazza a Mare. Tutte le informazioni e gli orari su www.presepelignano.it, www.presepedisabbia.it, www.lignanosabbiadoro.com e sulla pagina Facebook Associazione Dome Aghe e Savalon d’Aur.

Foto Davide Carbone

La luce è l’elemento di continuità ideale che unisce il Presepe della passata edizione – il Cantico delle Creature di S. Francesco, visitata da oltre 70.000 visitatori – al tema di quest’anno “Genesi: all’origine dell’amore”. La luce, che gli occhi ormai ciechi di S. Francesco continuavano a scorgere nel miracolo del Creato, quest’anno sarà evocatrice della nascita mondo: un big bang che ha messo ordine luminoso nel disordine del “nulla”, squarciando il silenzio e la tenebra primordiali per far sbocciare l’universo e la vita. Il visitatore sarà condotto in un percorso mozzafiato che racconta le fasi della creazione del mondo e dell’umanità, fra decine di opere magnificamente scolpite nella sabbia.

La prima parte è dedicata alla Creazione della materia: partendo da una camera oscura-installazione virtuale allestita dallo Studio 4 Dodo di San Giorgio di Nogaro, il nulla assoluto del Caos primordiale sarà interrotto dalla comparsa dei protoni e dei fotoni. Da lì la creazione della luce e la separazione delle acque dalla terra: la scena dove avverrà la nascita al mondo delle creature viventi.

Il passo successivo è la Creazione di Adamo: le mani – simbolo del contatto tra di Dio e Uomo – costituiscono il continuum che accompagnerà il visitatore lungo il percorso del presepe, a partire dalla estrapolazione del particolare del tocco divino che infonde lo spirito vitale ad Adamo (dal celeberrimo affresco di  Michelangelonella Cappella Sistina), per passare alla mano omicida di Caino, culminando nell’abbraccio consolatore della Natività. Segue la Creazione degli animali, con la riproduzione dell’icona dell’artista russa

Foto Davide Carbone

contemporanea Lyuba Yatskiv. Un canguro con il suo cucciolo nel marsupio è immagine della creazione biologica nella Creazione divina. L’amore tra fiere e prede, possibile non solo nell’Eden, è descritto dalla tranquillità di un agnello accucciato tra le zampe di un imponente leone. La fedeltà trova corpo simbolico in un labrador, mentre i pesci che affiorano dalle acque e i pinguini che abitano uno scoglio riassumono la vita marina.

Dopo il mondo animale ecco la Creazione del mondo vegetale e degli uccelli, con uno scenografico albero carico di volatili. La scimmia Lucy, l’anello ritrovato dell’evoluzione dell’uomo, liaison tra mondo animale e umanità, guarda teneramente gli umani che sfileranno davanti alle scenografiche installazioni di sabbia.  Siamo quindi arrivati alla Creazione dell’umanità, con in primo piano, il gesto creatore di Dio raffigurato in una scultura a tutto tondo che dà tridimensionalità a un’icona di Lyuba Yatskiv. A destra, un totemfonde in un unico genere un’umanità che è contemporaneamente maschio e femmina, creata a immagine e somiglianza di Dio.

Il riposo di Dio, riferimento al settimo giorno della Genesi, vede scolpito su sabbia il quadro Notte stellata di Vincent Van Gogh. Ancora Michelangelo nella Cacciata dal Paradiso riprodotta nella quinta superiore, per passare in primo piano a una Eva dei giorni nostri che urla tutta la sua disperazione.

La scena successiva è quella che vede protagonisti Caino e Abele, in cui il fratricidio è condensato nella violenza di uno sguardo d’odio e in una gestualità accusatoria. Le figure si riflettono in un unico modello somatico: fratello contro fratello, uomo contro uomo, l’umanità contro sé stessa. Alle loro spalle il bassorilievo di una megalopoli contemporanea. La prospettiva dal basso verso l’alto con cui è resa, nega quasi totalmente la visione del cielo perché la città – opera dell’agricoltore stanziale Caino dopo l’uccisione del pastore nomade Abele, – è il luogo degli scontri e delle invidie degli uomini.

Altra splendida rappresentazione presente nel Presepe è quella del Diluvio, con l’immagine di un mare in tempesta e, tra le onde, l’Arca di Noè. In primo piano, su uno spuntone roccioso non ancora sommerso, un padre e una madre incuranti della propria vita, cercano di porre in salvo i loro figli. Con lo stesso amore una tigre protegge il suo cucciolo tenendolo tra le fauci. Il gruppo scultoreo a tutto tondo traduce un particolare dell’incisione di Gustave Doré del 1866, ma il riferimento ai drammatici episodi contemporanei è immediato.

Maestosa è poi la riproduzione della Torre di Babele, che rappresenta la difficoltà comunicativa dell’uomo e il suo arrogante desiderio di raggiungere Dio, senza comprendere che, al contrario, sarà Dio stesso a scendere sulla terra per abbracciare ogni uomo con amore incondizionato. La torre allora si fa abbraccio. La scultura in sabbia, nella citazione grafica di Pieter Bruegel, si fonde in ununicum a tutto tondo con l’abbraccio del padre al figliol prodigo di Rembrandt.

L’immagine classica dell’Annunciazione è stata poi sostituita dalla traduzione in bassorilievo dell’affresco Maria, nuova Eva della chiesa di Bevazzana, ora ricollocata a Lignano Sabbiadoro, dove le figure di Eva e di Maria sono graficamente e concettualmente speculari. Il visitatore raggiungerà così la grande scena della Natività con un’icona raffigurante Maria e Giuseppe come immagine della genitorialità umana di Gesù. In primo piano una mega-scultura a tutto tondo mostra mani accoglienti e protettive sulle quali è adagiato un gigantesco neonato.

Ad arricchire la scena, una Cometa che è guida per chi – pur avendo la possibilità, capacità e desiderio di aiutare e condividere – non sempre coglie la richiesta di aiuto dell’uomo che gli sta accanto. Parla quindi a tutti noi. In uno spazio adiacente alla tensostruttura è ospitato anche quest’anno l’Albero di Yule, sui cui rami grandi e piccini potranno appendere biglietti colorati con messaggi di augurio e buon auspicio per l’anno a venire.

La realizzazione 16° edizione del Presepe di Sabbia di Lignano Sabbiadoro (da un’idea dell’associazione Dome aghe e savalon d’aur) è stata curata dagli artisti dell’Accademia della Sabbia di Roma, capitanati da Antonio Molin e con la direzione artistica diPatrizia Comuzzi. Il lavoro di creazione ha richiesto diverse settimane per l’equipe composta anche da artisti internazionali, come Irina Sokolova (Russia), Charlotte Kostner (Olanda) e Eda Kaytan (Turchia). Questi grandi artisti hanno modellato ben 300 metri cubi di sabbia, all’interno di una tensostruttura di 400 metri quadrati. Ricordiamo che l’opera è creata senza l’ausilio di colle o altri additivi chimici, solo acqua, sabbia e l’abile lavoro degli scultori professionisti. Come da tradizione l’entrata al Presepe sarà a offerta libera

E.L.




Ad Abbadia San Salvatore (SI) si preparano le “fiaccole” che illuminano di fuoco il Natale

 

 

Ad Abbadia San Salvatore (Monte Amiata – Siena) si preparano le “fiaccole” che illumineranno di fuoco il Natale.

È tutto pronto per iniziare la costruzione delle grandi cataste di legna che saranno incendiate la notte della Vigilia secondo una tradizione molto vissuta e ricca di magia.

Qui l’intera comunità festeggia il 24 dicembre nelle strade del paese, rinnovando un rito ancestrale che si tramanda di generazione in generazione.

 

Un appuntamento che viene preparato già dall’autunno quando i “fiaccolai” iniziano a cercare la materia con cui costruire le “fiaccole”, tipiche cataste di legna a forma piramidale alte fino a sette metri che, costruite in ogni terziere del piccolo borgo medioevale, si levano al cielo in attesa della vigilia quando poi verranno incendiate. Una lavorazione impegnativa che coinvolge tutta la comunità impegnandola nella realizzazione di questi monumenti rurali unici. Si intrecciano tronchi sfidando la gravità grazie a tecniche segrete che qui si tramandano di generazione in generazione, per celebrare un rito del fuoco che coinvolge tutti, sposando simbolici significati pagani e religiosi.

 

Sono “figli del fuoco” infatti gli abitanti dell’Amiata, una montagna vulcanica che nelle sue viscere nascondeva lava incandescente, una terra che da sempre offre cibo e benessere per la collettività. Si estraeva cinabro da cui si ricavava mercurio nella grande miniera che oggi è diventata Museo. Una storia complessa che vede legati indissolubilmente uomo e natura, in un dialogo talvolta difficile ma sempre pieno d’amore.  E’ infatti quella montagna amata e sentita come madre, come presenza sacra che i badenghi celebrano anche attraverso la tradizione delle Fiaccole.

Dopo giorni di lavoro, arriva il tanto atteso 24 dicembre con il suo rituale consolidato. Alle ore 18, in un momento spettacolare che riunisce centinaia di persone, si dà il via alla Cerimonia di Accensione con la “Benedizione del Fuoco” che segna l’inizio della festa. La filarmonica suona canti natalizi e la fiaccola davanti al Municipio viene accesa con il fuoco sacro. Questo è il segnale convenuto: da qui i Capi Fiaccola, con le loro torce divampanti, portano il fuoco che accenderà le altre decine di Fiaccole disseminate nel centro storico e in tutto il resto della cittadina del Monte Amiata. Uno spettacolo carico di magnetismo e suggestione.

E la comunità, che durante tutto l’anno vive e attende la sua incantevole notte, celebra per un intero mese le Fiaccole con un ricco calendario di spettacoli, intrattenimenti, mercatini e moltissime altre iniziative che trasformano Abbadia in un autentico villaggio natalizio. Un Natale unico, che non si trova in nessun altro luogo al mondo.

 

Per maggiori informazioni: tel 0577770361; sito: www.cittadellefiaccole.it;

email: info@cittadellefiaccole.it;  Facebook: abbadia città delle fiaccole