4 dic: R-EVOLUTION 2020, L’EDITORIALISTA LUCIO CARACCIOLO INTERVIENE SU USA/EUROPA: IL FUTURO E’ NATO?

VENERDì 4 DICEMBRE ORE 18 SITO E FB TEATRO VERDI PORDENONE

 Con l’editoriale del Direttore di Limes Lucio Caracciolo, l’edizione 2020 di R-evolution entra nel cuore dello scacchiere europeo e mediterraneo in rapporto al turnover della Casa Bianca. “Il futuro è NATO? Dall’Alleanza transatlantica all’autonomia strategica” titola l’intervento programmato per venerdì 4 dicembre, dalle 18 sul sito e sulla pagina facebook del Teatro Verdi di Pordenone: per tutti, liberamente accessibile in un clic. R-evolution. Cronache dal futuro del mondo è il format di Lezioni di storia del nostro tempo promosso dal Teatro Verdi Pordenone e curato dall’Associazione Europa Cultura, interamente dedicato al “Turnover” nel pianeta virale. La Digital Edition 2020 trova il sostegno dell’ufficio EuropDirect del Comune di Pordenone e di web partner Esploratori Culturali CGN ed ha il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia. Tutti gli interventi saranno poi recuperabili sul canale youtube del Teatro Verdi Pordenone. «Grazie alle tecnologie moderne oggi siamo quasi sommersi da informazioni, che fagocitiamo velocemente, passando subito alle successive – osserva Guglielmina Cucci, Assessore alle Attività Produttive, Turismo e progettazione fondi europei del Comune di Pordenone – È invece importante trovare il tempo per riflettere e approfondire. R-evolution 2020, con l’autorevolezza e la professionalità dei suoi relatori e relatrici, ci dà l’opportunità di farlo, per comprendere meglio il nostro presente e immaginare il nostro futuro».

«Credo che il riposizionamento degli Stati Uniti in direzione della NATO si profili più di stile che di sostanza – anticipa intanto Lucio Caracciolo, in attesa di approfondire il tema con il suo intervento che sarà proposto anche da Il13 TV nella serata di sabato 5 dicembre, a fine Tg intorno alle 19.45 –  Certamente Biden farà le sue aperture agli europei, ma dubito che l’approccio americano verso la NATO cambierà molto, perché si basa sul sentimento dell’opinione pubblica e sulle abitudini degli apparati americani. La NATO – spiega ancora Caracciolo – resterà una sorta di riserva strategica da usare meno possibile, soprattutto in guerra dove sarebbe più un problema che un aiuto». E rispetto al Green Deal? «L’atteggiamento americano è indipendente dal sentimento del presidente – racconta ancora Caracciolo – Credo che noi europei resteremo l’avanguardia del movimento ecologista, almeno a parole, e gli americani la retroguardia che resiste». Diverso il discorso in prospettiva di un riposizionamento sul Mediterraneo: «Oggi ci ritroviamo a confinare, sul canale di Sicilia, con la Russia allungata in Cirenaica e con la Turchia a Tripoli – osserva Caracciolo – Gli americani hanno considerato finora la Libia come un affare secondario, ma la temperatura è cambiata e forse anche loro adesso dovranno battere un colpo per rendersi credibili all’interno dell’alleanza atlantica».

Lucio Caracciolo dirige la rivista italiana di geopolitica Limes ed è presidente e responsabile dell’analisi geopolitica di Macrogeo. Giornalista, ha lavorato al settimanale Nuova Generazione dal 1973 al 1975, al quotidiano la Repubblica dal 1976 al 1983. È stato caporedattore di MicroMega dal 1986 al 1995. Scrive per la Repubblica e per il settimanale l’Espresso. Ha tenuto corsi e seminari di geopolitica in alcune università. Dal 2009 insegna Studi strategici all’Università Luiss di Roma e dal 2017 Geopolitica all’Università San Raffaele di Milano. Ha scritto tra l’altro “Alba di guerra fredda” (1986, Laterza), “Euro no: non morire per Maastricht” (1997), “Terra incognita” (2001, Laterza) e “America vs. America” (2011 Laterza), “Storia contemporanea”, con Adriano Roccucci (Le Monnier 2017).




Scuola Pasolini, dal 5 al 7 dicembre l’alta formazione per 20 accademici, dedicata alla forme del romanzo

DAL 5 AL 7 DICEMBRE 2020 TORNA LA “SCUOLA PASOLINI” DI ALTA FORMAZIONE ORGANIZZATA DAL CENTRO STUDI DI CASARSA

FOCUS, QUEST’ANNO, SULLE FORME DEL ROMANZO

IN VERSIONE ON-LINE VEDRA’ PARTECIPARE 20 FRA LAUREATI, DOTTORANDI e DOCENTI UNIVERSITARI DI TUTTA ITALIA

FRA GLI AUTOREVOLI ESPERTI DELL’OPERA PASOLINIANA CHE TERRANNO LE LEZIONI C’E’ ANCHE WALTER SITI, SCRITTORE E CRITICO, UNO DEI MAGGIORI ESPERTI DI PASOLINI, CURATORE DELLA SUA OPERA OMNIA PER “I MERIDIANI” MONDADORI 

RINVIATA DAL COVID DALLA SUA COLLOCAZIONE ESTIVA, LA MASTERCLASS SI CONFERMA UNO DEGLI APPUNTAMENTI DI STUDIO PIÙ PRESTIGIOSI E ATTESI DALLA COMUNITÀ ACCADEMICA, PROMOSSO IN COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITÀ SORBONNE DI PARIGI, IL DIPARTIMENTO DI STUDI UMANISTICI DELL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE

E LA SOCIETÀ PER LO STUDIO DELLA MODERNITÀ LETTERARIA (MOD)

Si terrà tutta on-line, dal 5 al 7 dicembre, l’edizione 2020 della Scuola Pasolini, organizzata per il terzo anno consecutivo dal Centro Studi Pasolini di Casarsa. Il Covid aveva già costretto lo spostamento dalla sua tradizionale collocazione estiva al periodo invernale; l’emergenza sanitaria tutt’ora in corso fa sì che le date programmate rimangano valide, ma nella nuova formula: una scelta obbligata. “Abbiamo voluto assolutamente mantenere l’appuntamento – sottolinea la Presidente del Centro, Flavia Leonarduzzi – nonostante le difficoltà del periodo, perché si tratta per noi di un momento irrinunciabile all’interno della programmazione. Organizzare per il mondo accademico uno fra i più prestigiosi momenti di alta formazione sull’opera pasoliniana, qualifica a livello internazionale l’attività del Centro Studi di Casarsa. Speriamo – aggiunge – di poter recuperare nella primavera del 2021 anche quel contatto con il territorio che per ora è impedito e che costituisce un aspetto fondamentale del progetto. Stiamo pensando a un evento in appendice alla Scuola, che per i partecipanti sarà occasione sia di studio che di conoscenza dei luoghi pasoliniani”.

Organizzata in collaborazione con la Sorbonne Université Parigi, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste e la Società Italiana per lo studio della Modernità Letteraria (MOD) diretta da Marco Antonio Bazzocchi, la Scuola è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Casarsa della Delizia e dalla Fondazione Friuli e si rivolge a studenti universitari, laureandi o dottorandi di qualsiasi nazionalità il cui lavoro di studio verta appunto sull’opera di Pasolini.

Sono venti i partecipanti (selezionati fra oltre 40), quest’anno in prevalenza italiani, provenienti dalle più importanti Università: alcuni hanno già la laurea magistrale, altri sono dottorandi, qualcuno è docente, tutti sono comunque avanti nel loro percorso di ricerca. Diversi, poi, hanno già preso parte alla Scuola negli anni precedenti. “Si è creata una grande comunità, non solo scientifica – sottolinea Lisa Gasparotto, docente dell’Università di Milano-Bicocca, che coordina la Scuola con Paolo Desogus della Sorbonne Université Parigi – testimoniata dalle stesse domande ricevute, nelle quali i giovani hanno rilevato l’importanza di questa occasione non solo per avanzare nella loro ricerca, ma anche per gli importanti rapporti umani che si sono creati”. Un progetto, quello della Scuola, che oltre ad affermare quanto, ancora e sempre, sia di interesse lo studio di Pasolini, “rispetto ad altre occasioni – prosegue Gasparotto – offre possibilità di dialogo e confronto che difficilmente si trovano altrove, attraverso la dimensione didattica che crea un rapporto molto più diretto con docenti e relatori di cui gli allievi in genere sono piuttosto abituati a leggere i lavori”.

Il tema dell’edizione 2020 della Scuola è “Le forme del romanzo”, con lezioni, seguite da dibattiti, dedicate all’opera narrativa di Pasolini alla luce delle implicazioni tematiche, linguistiche e poetiche dell’intero corpus pasoliniano. Sarà inoltre valorizzato l’approccio comparativo tra il romanzo di Pasolini e l’opera di autori italiani e stranieri da lui frequentati, insieme ad un approfondimento sul rapporto tra la prosa pasoliniana e altri linguaggi artistici, come la pittura e il cinema.

Come sempre è di altissimo profilo accademico il gruppo di esperti che parteciperanno in qualità di docenti a questa autorevole masterclass: tra i nomi figurano quelli di Marco Antonio Bazzocchi (Università di Bologna), Silvia De Laude (saggista e curatrice editoriale), Roberto Galaverni (critico letterario del Corriere della Sera), Robert Gordon (University of Cambridge), Davide Luglio (Sorbonne Université), Gianluca Picconi (Università di Genova), Pasquale Voza (Università di Bari), a cui si aggiunge la presenza di Walter Siti (Università di Pisa), la cui nota figura di scrittore e critico si accompagna a quella di curatore dell’opera completa di Pasolini per “I Meridiani” di Mondadori.

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Info: www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it




NOVARA ; Scrittori&giovani digitale: un successo di contatti e letture. Ora con il festival laboratori, e-book, booktrailer e podcast

Decuplicate le interazioni con l’edizione on line 2020 chiusa dal reading con Laura Pariani. Tra dirette da Svezia e Usa e distribuzione di libri digitali il tema delle “contaminazioni” ha creato un’attenzione propositiva negli oltre 1500 giovani protagonisti nelle classi. Intanto si sono aperte le iscrizioni al contest Booktrailer e ai laboratori di e-book e redazione.

Successo oltre le previsioni per l’edizione 2020 di Scrittori&giovani che si è chiusa domenica scorsa in versione on line, con oltre 40mila persone raggiunte, 5mila interazioni sui social, un migliaio di libri distribuiti in oltre 45 classi delle scuole superiori tra Novara, Vercelli, Arona, Borgomanero e Gozzano con quasi 1500 studenti in dialogo in streaming con gli scrittori invitati, da Larsson alla Maraini, da Henriksen alla Mustafah, alcuni in diretta dalla Svezia e dagli Stati Uniti, alcuni resi pubblici su Facebook e Instagram con oltre mille visualizzazione nei soli giorni della rassegna.

La formula digitale e multicanale della rassegna diretta da Roberto Cicala e promossa dal Centro Novarese di Studi Letterari con sostegno e patrocinio dei maggiori enti novaresi, con alcuni eventi anche sulla piattaforma A-Novara del Comune, ha fatto di necessità virtù trovando una nuova direzione tecnologica che ha coinvolto maggiormente i giovani studenti. Non a caso alcuni eventi saranno proposti anche in formato podcast e sarà offerto anche un laboratorio di e-book per trasformare in edizione digitale testi dei giovani da condividere gratuitamente sul sito www.scrittoriegiovani.it. In questo modo il festival on line vuole conservare una testimonianza fruibile da tutti nel tempo: sul sito sono già disponibili reportage degli incontri, approfondimenti, estratti, foto e video-gallery, con registrazioni video direttamente dagli incontri.

Per la prima volta il festival ha dovuto confrontarsi con una pandemia e con restrizioni che rischiavano di minare il cuore del progetto: l’incontro diretto tra scrittori e giovani studenti. Il mondo digitale è stato però grande alleato e ha permesso comunque agli autori di entrare virtualmente nelle scuole. Si è trattato di un’organizzazione e realizzazione 2.0, con utilizzo di piattaforme streaming digitali, larga distribuzione di copie e-book, oltre che al cartacee, dirette Facebook e Youtube, webinar, incontri e reading musicali virtuali, collegamenti europei e americani, realizzazione di video e registrazioni, news e articoli sui canali social del festival.

La conferma di questo importante appuntamento con la cultura voleva infondere speranza per vincere la crisi causata dall’emergenza Coronavirus, promuovendo una cultura dei libri come bene sociale sempre più necessario. L’obiettivo è sempre diffondere il piacere e l’interesse della lettura, mai scontato in un’epoca tanto visuale e tecnologica quanto distratta come la nostra, con un valore aggiunto: avere l’opportunità di trovarsi faccia a faccia con personalità del panorama letterario internazionale.

Il festival Scrittori&giovani è stato organizzato con il contributo di Fondazione CRT, Regione Piemonte e Comune di Novara-Biblioteca Civica Negroni, a cura del Centro Novarese di Studi letterari con la segreteria organizzativa di Interlinea e il patrocinio di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte-Ufficio XI Provincia di Novara, UPO-Università del Piemonte Orientale, ATL della Provincia di Novara e Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Centro per il libro e la lettura, con sponsor tecnico Cef Publishing Centro Europeo di Formazione (B-Corp) e la collaborazione di Libreria Lazzarelli; Fondazione Teatro Coccia, Fondazione Nuovo Teatro Faraggiana; Fondazione Marazza, Fondazione Educatt; Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica di Milano; Libreria laFeltrinelli Point di Arona; Mondadori Bookstore di Vercelli; Casa Circondariale di Novara; Associazione Amici della Dedalo; Istituto Storico Fornara, con le case editrici dei libri presentati nel festival, da Bao Publishing, Bompiani , Einaudi, Feltrinelli e Iperborea a Mondadori, Piemme, Marcos y Marcos e Rizzoli. Il coordinamento è stato curato dalle volontarie Francesca Galli e Caterina Tognetti.

Il tema che ha contraddistinto l’edizione 2020, “le contaminazioni”, è stato scelto per riflettere sul drammatico anno in corso, con il virus della pandemia da Covid-19. Infatti nella sua accezione negativa questa parola indica, in altri campi, anche inquinamento ambientale o corruzione economica e sociale. Eppure, al tempo stesso, parlare oggi di contaminazioni, al plurale, significa ribadire in modo simbolico che una reazione positiva per vincere questo male è possibile e sta proprio nella capacità di privilegiare fusioni e interconnessioni propizie, salvaguardando relazioni, stili di vita, attenzione alla cultura e pure alle culture diverse dalla nostra. La letteratura ancora una volta è venuta in soccorso per trovare le parole adatte a esprimere qualcosa di inesprimibile che si agita dentro di noi, perché gli scrittori, con storie e testimonianze scritte nelle lingue del mondo, ci fanno capire come la nostra esistenza sia fatta di contaminazioni favorevoli che possono aiutarci a cambiare in meglio: dal rapporto tra esseri viventi e natura a quello tra mondo analogico e digitale, fino all’importanza dell’intercultura tra popoli e mentalità. I giovani sono così i protagonisti di un modo nuovo di vedere e migliorare il mondo anche a partire dai libri.

Proprio la riflessione sulle contaminazioni con lettura, scrittura, cultura, contaminazioni con l’ambiente, con il disegno e le immagini, con la musica, con luci e ombre, con odio, razzismo e diversità hanno portato alla realizzazione di diciassette incontri, sedici dei quali dedicati alle scuole tra cui due lectio magistralis e tre eventi aperti al pubblico adulto, eventi in collaborazione con il Teatro Coccia e la Biblioteca Civica Negroni. Quindici gli autori ospiti, a partire da quelli internazionali, come lo svedese Björn Larsson (con La vera storia del pirata Long John SilverRaccontare il mare e Diario di uno scrittore), il norvegese Levi Henriksen (con Il lungo inverno di Dan Kaspersen e Norwegian Blues) e l’americana Sahar Mustafah (con La tua bellezza). Hanno partecipato poi Silvia Avallone (con Un’amicizia), Alessandro Barbaglia (con La balena), Gabriele Clima (con Black Boys), Riccardo Falcinelli (con FigureFederica Gasbarro (con Diario di una striker), Loredana Lipperini (con La notte si avvicina), Elisa Macellari (con Papaya Salad), Dacia Maraini (con Trio), Laura Pariani (con Le montagne di don Patagonia) e Silvano Petrosino (con Lo scandalo dell’imprevedibile), Matteo Righetto (con I prati dopo di noi), con la partecipazione di Eleonora Calamita, Francesco Cordeo, Mariagrazia Mazzitelli e Roberto Pimuni.

Nel progetto di Scrittori&giovani per accostare i giovani in modo attivo al mondo della scrittura, della cultura e dei libri, anche superando i problemi causati dal Coronavirus, dopo il successo del digitale, sono prolungate alla primavera le attività collaterali, nella speranza di una continuazione in presenza, con: laboratorio di scrittura in carcere con la partecipazione di Antonio Ferrara insieme ai detenuti della Casa Circondariale di Novara; laboratorio di social news per studenti per aggiornamento della pagina Facebook del festival e realizzazione di una newsletter finale, su carta e in formato digitale, con foto e news sul sito; laboratorio di editoria con avvicinamento al mondo e alle professioni del libro per i giovani in collaborazione Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica ed Educatt con realizzazione di un e-book per racconti e testi nati dal confronto con gli autori e dallo stimolo dei docenti; contest “Booktrailer” cui possono partecipare tutti gli studenti al di sotto dei 20 anni, previa compilazione on line della scheda di partecipazione reperibile sul sito del festival Scrittori&giovani (www.scrittoriegiovani.it) dal 18 novembre 2020 al 28 febbraio 2021 (la scelta del libro oggetto del booktrailer può avvenire in due modi: un libro tra quelli presentati durante la rassegna di Scrittori&giovani o un romanzo a piacere ma che abbia attinenza al tema del festival 2020 “le contaminazioni”); premio Novara Terra degli aironi/Dante Graziosi con consegna del premio alla carriera per promuovere la letteratura di pianura.

 

«Bisogna restare, accettare lo scandalo della peste, cominciare a camminare nelle tenebre e tentare di fare il bene» (Albert Camus).

www.scrittoriegiovani.it– festival@letteratura.it

0321 1992282




TIZIANO TERZANI: LE SUE ULTIME PAROLE LIBERE NEL WEB CON “LA FINE E’ IL MIO INIZIO” REDUX, A CURA DI FOLCO TERZANI. DAL 7 DIC

Alle soglie di questo inconsueto e incerto Natale in tempo di pandemia, arriva per tutti un dono: è Tiziano Terzani ad inviarcelo, a sedici anni dalla sua scomparsa. Un regalo prezioso: la versione “redux”, ridotta a 175 semplici pagine, del suo ultimo lascito, ‘La fine è il mio inizio’, il libro che usciva postumo nel 2006 per Longanesi, a cura del figlio Folco Terzani. Ed è proprio Folco – 51 anni, figlio del giornalista e scrittore fiorentino – a riprendere adesso l’eco di quelle parole, con un’operazione senza precedenti:
da lunedì 7 dicembre la voce di Tiziano Terzani sarà libera di circolare in rete grazie alla messa online in formato digitale di una versione ridotta de ‘La fine è il mio inizio’, arricchita da un centinaio di affascinanti foto, alcune inedite, molte “rivisitate” dallo stesso Folco con colori che le rendono straordinariamente attuali e vive. Un gesto dal sapore “anarchico” – ma autorizzato con sensibilità dalla casa editrice Longanesi – che ne ricorda altri compiuti da Tiziano Terzani: fra gli altri, nel 2002, dopo l’11 settembre, osteggiato dagli editori angloamericani fece tradurre a proprie spese Lettere contro la guerra e lo distribuì online in formato pdf, raggiungendo una platea vastissima. Una generosità dettata dall’urgenza, dalla voglia di scuotere le coscienze. Oggi la messa online di “redux”
risponde a una domanda che molti fanno, o farebbero a Folco Terzani, alla sorella Saskia e ad Angela Terzani, la sua compagna di una vita: «cosa scriverebbe oggi Tiziano Terzani?»
Ecco quindi “redux”: più che un libro l’invito, per tutti e in particolare per i più giovani, a non sprecare le settimane che ci aspettano e che certamente ricorderemo come le Feste più anomale della nostra vita. «Molti – spiega Folco Terzani, che ha curato la riduzione dal testo originale de ‘La fine è il mio inizio’ – potranno trovarsi di nuovo soli, rinchiusi e impauriti. In quei momenti, nel silenzio assordante di queste strane solitudini, potremo distrarci dal frastuono dei bollettini giornalieri dei tg e lasciar fluire la voce di chi ci parla con serenità, vigore e ottimismo, persino nel momento del suo congedo dalla vita. Sfileranno le speranze e gli errori del secolo appena passato, le sfide che ora ci stanno davanti e, ancor più, le domande eterne e spesso insolute che l’umanità prima di noi si
è posta e che tutti prima o poi dovremo farci. “Redux” è una mappa della vita, una “pozione” da sorseggiare intorno al fuoco, una formula ancora più concentrata delle ultime riflessioni di Tiziano Terzani scandita da pensieri, aneddoti, avventure. Un dialogo intimo, come un canto di Natale, spirituale e laico, che parla ai giovani con forza e fiducia per stimolare le idee che faranno il futuro. Parole chiare, leggere e profonde che arriveranno anche ai più piccoli, agli adolescenti, a chi si apre al mare della vita, subito dopo il ciclo delle scuole primarie».
Il link per scaricare “redux” sarà disponibile – e liberamente condivisibile – dal 7 dicembre, sul sito di vicino/lontano
(www.vicinolontano.it), che dal 2005 organizza a Udine il Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, e su
www.tizianoterzani.com: «questo ebook – spiega ancora Folco Terzani – è il nostro dono per le Feste e nasce perché chiunque possa, a sua volta, condividerlo con le persone che gli stanno a cuore. È il nostro contributo al momento storico che stiamo vivendo: contiene le parole più utili e preziose che ci sono capitate fra le mani. Un contributo alla riflessione per tutti, ora impauriti e confinati, ma sicuramente più ricettivi che mai sulle grandi questioni che stiamo vivendo». Lo stimolo per questo dono arriva senz’altro dalla consapevolezza che ci troviamo in un momento di snodo epocale, che per il suo impatto sul mondo supera quello dell’11 settembre: tanti, dal personale medico e infermieristico agli insegnanti, sono in prima linea per offrire il loro contributo in questo contesto. Anche
la voce di uno scrittore, esploratore del mondo e dell’umanità, può offrire il suo contributo come una carta nautica che aiuta a decifrare e fronteggiare i mari in tempesta. La scelta della messa online di “redux” è questo: un piccolo contributo per dare speranza e ritrovare coraggio. Come se accanto a noi davvero ci fosse un vecchio che, poche settimane prima di morire, riafferma dinanzi ai limiti e alle vulnerabilità di cui tutti soffriamo come sia possibile “fare una vita, una vera vita, una vita in cui sei tu, un vita in cui ti riconosci”.
Tiziano Terzani (1938-2004) fiorentino, ha vissuto per 30 anni in Asia − Singapore, Hong Kong, Pechino, Tokyo, Bangkok, Delhi − come corrispondente del settimanale tedesco Der Spiegel. Viaggiatore poliglotta, autore in vita di otto libri – tra cui i bestseller Un indovino mi disse e Lettere contro la guerra – collaboratore de l’Espresso, la Repubblica e Corriere della sera, muore dopo una lunga malattia nella val d’Orsigna sull’Appennino toscano. Uomo eclettico, con un passato da manager in Olivetti, ha raccontato guerre, rivoluzioni e viaggi avventurosi, instaurando
col pubblico un dialogo autentico capace di ispirare nuove generazioni di lettori e viaggiatori.
Folco Terzani (1969) scrittore e documentarista è nato a New York e cresciuto in Asia. Ha curato il libro postumo La fine è il mio inizio (Longanesi, 2006) e la sceneggiatura dell’omonimo film con Bruno Ganz ed Elio Germano. È autore della biografia A piedi nudi sulla terra (Longanesi, 2011), del memoir sportivo con Michele Graglia Ultra (Sperling & Kupfer, 2017) e della favola Il Cane, il Lupo e Dio (Longanesi, 2017) illustrata da Nicola
Magrin.




Presentate le 6 new entry del Buon Ricordo e la Guida ai Ristoranti del Buon Ricordo 2021

Sei nuovi ristoranti entrano nel 2021 a far parte dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, la prima associazione di ristoratori nata in Italia, che – nonostante le gravi difficoltà per il comparto dettate dall’emergenza Covid 19 – è più che mai coesa e propositiva, e non si   vuole far trovare impreparata quando finalmente si potrà tornare a lavorare.

Queste le 6 new entry, con le specialità che li rappresentano: a Montagnana (Padova) l’Hostaria San Benedetto con gli Gnocchi dolci di patate con uvetta, zucchero e cannella al burro versato, a Bornio (Rovigo) la Trattoria al Ponte con la Coscia d’oca sotto onto, a Fidenza (Parma) il Ristorante Sanafollia-Gluten Free con i Tortelli della Via Francigena, a Cressogno (Como) l’Osteria La Lanterna con l’Insalatona piccolo mondo antico, a Bianzone (Sondrio) Altavilla con La Süpa Sciücia, a Siena il Ristorante Il Mestolo con le Capesante con pappa al pomodoro.

Sono quindi 103 i ristoranti (di cui 9 all’estero, fra Europa e Giappone) che fanno parte del sodalizio, fondato nel 1964 per salvaguardare e valorizzare la cucina regionale italiana che – come scriveva Vincenzo Bonassisi – era “sconosciuta o negletta” e correva il rischio di essere soppiantata dalla moda della cosiddetta cucina internazionale. A ideare il Buon Ricordo fu Dino Villani, uomo di cultura e maestro di comunicazione (a cui si devono, fra l’altro, il primo concorso di Miss Italia, il Premio Suzzara ideato con Zavattini, l’idea di far diventare il 14 febbraio la Festa degli Innamorati) e al suo appello rispose un gruppo di ristoranti di qualità uniti dall’obbiettivo di ridare notorietà e prestigio alle tante espressioni locali della tradizione gastronomica italiana, a quell’epoca poco valorizzata.

A caratterizzare ciascun ristorante, e a creare fra loro un trait d’union,  è oggi come un tempo il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare su cui è effigiata la specialità del locale, che viene donato in memoria di una piacevole esperienza gastronomica agli ospiti che degustano il Menu del Buon Ricordo, di cui è sempre la portata principale, che ciascun ristorante può variare a piacere anche varie volte all’anno, in modo da far fare agli ospiti un excursus esemplare nella cucina della sua terra.

Lo Statuto del Buon Ricordo prevede che i ristoranti possano cambiare periodicamente la loro specialità. Per il 2021, lo hanno fatto in quattro. Le nuove proposte sono: le Tagliatelle e “misultitt” del Ristorante La Piana a Carate Brianza (Monza-Brianza), il Risotto agli aghi di pino mugo e ragù di lepre del Ristorante La Pòsa a Livigno (Sondrio), la Faraona 4.0 all’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia, lamponi e cipolline borettane dell’Osteria in Scandiano a Scandiano (Reggio Emilia), i Ravioli al profumo di limone e vongole del Ristorante Lo Stuzzichino a S. Agata sui due Golfi (Napoli).

10 nuovi piatti per un Buon Ricordo che guarda al futuro

Nell’impossibilità di poterlo fare fisicamente, i nuovi associati e i cambio piatto sono stati annunciati virtualmente l’1 dicembre in diretta live sulla pagina Facebook del Buon Ricordo dal presidente dell’associazione Cesare Carbone e dal segretario generale operativo Luciano Spigaroli che – dopo i saluti di Cristiano Casa, Assessore al Turismo del Comune di Parma, dove l’associazione ha sede- hanno passato la parola a ciascun ristoratore per brevi presentazioni del locale e della cucina. Graditissimo è stato il saluto da parte di Gerry Scotti, storico amico del Buon Ricordo.

“Il Buon Ricordo – hanno ribadito Carbone e Spigaroli – è più che mai vivo e attivo, tant’è che abbiamo il grande piacere ed onore di accogliere nella nostra associazione ben 6 nuovi ristoranti: la loro presenza, e il loro apporto, è di grande stimolo per tutti noi. Siamo convinti che restando uniti, come lo siamo stati fraternamente (e lo diciamo senza retorica) in questi difficili mesi, abbiamo una maggiore possibilità di superare questa crisi senza precedenti. Il nostro impegno è quello di tornare a lavorare con passione e professionalità come è nel nostro DNA, per poter continuare ad accompagnare i nostri ospiti nello straordinario viaggio culinario alla scoperta della cucina della tradizione, regalando loro emozioni e piacevoli ricordi.”

La Guida Buon Ricordo 2021

Nel corso della diretta, che può essere rivista sul profilo FB del Buon Ricordo, è stata presentata anche la Guida Buon Ricordo 2021, dove sono raccontati i ristoranti associati e le loro specialità, e gli Hotel Special, che hanno al loro interno un ristorante del Buon Ricordo. In ogni scheda un QR Code riporta al sito del locale, in modo che si possono avere tutte le informazioni a portata di click. La Guida è sfogliabile e scaricabile dal sito www.buonricordo.com o la si può trovare in distribuzione gratuita nei ristoranti del gruppo.

I partner

L’incontro virtuale è stato l’occasione per presentare, e ringraziare, gli importanti partner che affiancano l’associazione, condividendone le finalità e sostenendone i progetti. Un sostegno ancor più prezioso in questi momenti particolarmente difficili per la ristorazione, di cui il Buon Ricordo, e ciascun associato, sono particolarmente grati. Si tratta di realtà importanti, simbolo dell’eccellenza del Made in Italy: BellomoConfagricoltura, Consorzio Franciacorta, Consorzio Parmigiano Reggiano, Coppini Arte Olearia, Filette Prime Water, Illy Caffè, Zanussi Professional.

I NUOVI RISTORANTI

Hostaria San Benedetto

Montagnana (Padova)

Via Andronalecca, 13

Tel. 0429.800999

www.hostariasanbenedetto.it

info@hostariasanbenedetto.it

Specialità: Gnocchi dolci di patate con uvetta, zucchero e cannella al burro versato

 

Una cornice che sa di storia, all’interno delle mura medievali dell’incantevole città murata di Montagnana, quella dove è nato nel 1988 il ristorante Hostaria San Benedetto. Gianni e Laura Rugolotto aprono il loro ristorante in un palazzetto del 1700 con giardino interno, già sede della residenza della Contessa Andronalecca. Lo Chef Gianni, rispettando le tipicità e tradizioni locali, realizza piatti con materie prime selezionate seguendo la stagionalità. Laura accoglie gli ospiti con un servizio attento, cercando di interpretare gusti ed esigenze. Il figlio Federico, sommelier, cura con passione le proposte della carta dei vini. Selezionati vini italiani e non, con particolare attenzione ai vini naturali.

Trattoria al Ponte

Bornio (Rovigo)

Via Bertolda, 27

Tel. 0425.669890

www.trattorialponte.it

info@trattorialponte.it

Specialità: Coscia d’oca sotto onto

 

La Trattoria al Ponte è l’unico ristorante della provincia di Rovigo riconosciuto ufficialmente come Locale Storico d’Italia. Trattoria storica e conosciutissima del Polesine, la sua cucina e la sua filosofia sono l’espressione più autentica del territorio, sia nella scelta delle materie prime a “chilometro zero”, sia nei piatti della tradizione. Ma anche, e soprattutto, nella salvaguardia del patrimonio culturale e umano l locale.

Ristorante Sanafollia-Gluten Free

Fidenza (Parma)

Via Benedetto Bacchini, 23

Tel. 0524.527616

ristorantesanafollia@libero.it 

Facebook: https://www.facebook.com/Ristorante-Sanafollia-Gluten-Free-274627049386507/

Specialità: Tortelli della Via Francigena

 

Nel centro storico di Fidenza, in una delle vie più antiche della città, la stessa dove un tempo passava la Via Francigena, c’è Sanafollia, nome giocoso che identifica l’unico ristorante 100% Gluten Free della provincia di Parma e dintorni. La scommessa è fare in modo che Gluten Free faccia rima con gusto, per sfatare la diffusa convinzione che mangiare senza glutine significa dover rinunciare al piacere della buona tavola. La semplicità della tradizione e la spontaneità dell’innovazione insieme, in una cucina istintiva ma con solide basi classiche. Una tavolozza variegata di atmosfere dove gli ospiti vengono accolti e coccolati con cordialità.

Osteria La Lanterna

Cressogno (Como)

Via G. Finali, 1

Tel. 0344.69014

www.osterialalanterna.it

osterialalanterna@gmail.com

Specialità: Insalatona Piccolo Mondo Antico

 

L’Osteria La Lanterna è un piccolo e incantevole locale sulle sponde del lago di Ceresio, nel Piccolo Mondo Antico  poco distante dal confine svizzero. Un accogliente ristorante gestito dalla Chef Pamela Paredi. Si potranno gustare originali piatti con accostamenti tradizionali ma, allo stesso tempo, speciali, con un tocco di originalità che solo Pamela può dare. Importantissime sono per lei la qualità e la stagionalità delle materie prime: per questo il menù cambia spesso in base al periodo dell’anno. Ad accompagnare i piatti, è possibile scegliere tra una vasta scelta di vini: appassionata del buon mangiare e del buon bere, Pamela è attenta ad avere sempre una cantina ben fornita per poter consigliare il miglior vino in abbinamento.

Altavilla

Bianzone (Sondrio)

Via ai Monti, 46

Tel. 0342.720355

www.altavilla.info

benvenuti@altavilla.info 

Specialità: La Süpa Sciücia

 

Ci troviamo nel cuore della Valtellina sul versante Retico e di fronte alle Alpi Orobie. L’Altavilla Locanda e Tipica Trattoria fu acquistata nel 1958 da Pietro e Lucinda, genitori di Anna Bertola, che la gestisce dal 1985. La struttura fa parte dei Locali Storici di Lombardia. Nella trattoria va in tavola la bontà della tradizione gastronomica valtellinese: dai Pizzoccheri alla maniera di mamma Lucinda, agli Sciatt con cicorino, alle Manfrigole e altre deliziose proposte, il tutto accompagnato da Nebbioli e altri grandi vini valtellinesi. Tradizione, accoglienza e amore nel raccontare e far conoscere la sua valle sono gli ingredienti principali che caratterizzano la trattoria di Anna.

Ristorante Il Mestolo

Siena

Via Fiorentina, 81

Tel. 0577.51531

www.ilmestolo.it

ilmestolo@libero.it 

Specialità: Capesante con pappa al pomodoro

Una grande sfida, quella di dar vita, a Siena, nel cuore della Toscana, ad un ristorante di pesce. Considerato poi il periodo (la metà degli Anni Novanta del secolo scorso) in cui Il Mestolo fa il suo esordio, quando in terra di Siena si riteneva che il pesce fosse qualcosa che si dovesse mangiare rigorosamente al mare. Per fortuna le aspettative dei coniugi Gaetano De Martino e Nicoletta Marighella non vengono disattese e nel giro di poco tempo andare a mangiare il pesce al Mestolo diventa quasi un rito, al quale soprattutto i Senesi non riescono a rinunciare. Una clientela locale affezionata locale, che torna spesso.

 

C.L.




UN MOSAICO PER MONFALCONE Nuovo intervento urbano voluto dal Comune di Monfalcone

Un mosaico per presentare la varietà del territorio di Monfalcone: si tratta del nuovo intervento urbano voluto dal Comune di Monfalcone per piazzetta Montes, la cui realizzazione è stata affidata alla Scuola Mosaicisti del Friuli.

“Il mosaico intitolato Monfalcone: dal Carso al mare” – afferma l’assessore all’ambiente e alla qualità della vita, Sabina Cauci – “viene assemblato e posizionato in questi giorni, con il coordinamento dei maestri Luca de Amicis e Francesco Anchora. Lunedì è stato allestito il primo pannello, dedicato alla Rocca alle rappresentazioni dell’ambiente naturale: le rocce calcaree, il sommaco, il bosco. Tempo permettendo, l’opera dovrebbe essere completata giovedì”.
Con uno sviluppo di 12 metri, il grande pannello composto da “fazzoletti” di mosaico rappresenta il passaggio dall’ambiente carsico a quello marino, la biodiversità con numerose specie di piante, le campagne e rappresentativi elementi antropici come la Rocca e le barche a vela che animano il golfo di Panzano.
Il bozzetto è firmato dall’architetto Sergio Valcovich e sintetizza la complessità del paesaggio, senza trascurare il dettaglio di piante autoctone o elementi naturali caratterizzanti.

Nei laboratori della Scuola Mosaicisti del Friuli, negli scorsi mesi, è stato pianificato il lavoro, affidato a più mani di abili mosaicisti, e si sono svolte le prime fasi di composizione del grande mosaico. Per le tessere sono stati scelti gli smalti veneziani che hanno colori brillanti e vivaci, particolarmente vibranti alla luce. Tagliate una a una, le tessere sono state applicate su carta secondo una modalità messa a punto e brevettata in Francia a metà Ottocento dal sequalese Gian Domenico Facchina. Si tratta della tecnica a rovescio su carta, insegnata agli allievi e impiegata dai professionisti, in quanto è estremamente versatile e permette l’esecuzione condivisa, il facile trasporto e il rivestimento di vaste superfici.




A VOLTERRA LA LUCE È PROTAGONISTA DEL PRIMO NATALE DELL’ALABASTRO Sarà inaugurata l’8 dicembre

(Volterra, 1 dicembre 2020). È la luce che nasce dall’alabastro la protagonista dell’installazione di design Arnioni in piazza, che dà il via a VOLTERRA/LUMINA primo Natale dell’alabastro a Volterra, con una serie di iniziative che saranno l’occasione per coniugare rigenerazione e creatività, mettendo in luce le potenzialità della pietra trasparente volterrana, versatile, raffinata e dalle mille sfumature.

 

In programma l’8 dicembre l’inaugurazione dell’opera urbana che illuminerà la centrale Piazza dei Priori. Si tratta di uno dei progetti più significativi del dossier di candidatura di Volterra, entrata nella short list delle città finaliste per il titolo di Capitale italiana della cultura 2022: 22 designer per 22 artigiani è l’iniziativa sostenuta della Regione Toscana e curata dalla designer internazionale Luisa Bocchietto, già Presidente e ora Senator di WDO (World Design Organization).

 

L’alabastro è di nuovo al centro della città, per un ritorno alla materia prima, con nuove forme di creatività che riaffermeranno la rilevanza dei progetti intorno all’alabastro in un percorso di conoscenza e partecipazione che coinvolge tutta la comunità verso Volterra 22.

 

“Vorrei ringraziare il Sindaco e l’Assessore Danti con cui abbiamo voluto scommettere sulla necessità di riportare l’alabastro al centro della vita della città – dichiara Paolo Verri, direttore della candidatura – mettendo in evidenza come i destini economici della città siano fortemente interconnessi ai processi culturali contemporanei. L’installazione coordinata da Luisa Bocchietto è ricca di simboli molto forti e segna l’avvio di una nuova fase per questa eccellenza toscana e italiana”.

 

La luce è uno dei temi cari alla designer, celebre per numerosi lavori tra cui, il Vas-One, il grande vaso luminoso oggi diffuso in tutto il mondo, che l’architetto Bocchietto ha disegnato per Serralunga. “La realizzazione di questa opera urbana per il primo Natale di Volterra dell’alabastro – sottolinea Luisa Bocchietto – è la prima tappa di un percorso che si svilupperà nel corso del 2021, per valorizzare la trasparenza e le peculiarità di questo materiale. È importante trasmettere il messaggio che le venature dell’alabastro, che è un materiale naturale sempre diverso, sono caratteristiche della sua preziosità e rendono unica ogni opera”.

 

In collaborazione con i maestri alabastrai volterrani, oltre all’opera pubblica in piazza, saranno realizzate dei lumi portacandele in alabastro. Questi primi oggetti di design della collezione 2020/2021, segno concreto di rinascita attraverso la luce, saranno messi in vendita nelle settimane a ridosso del Natale.

 

L’OPERA: ARNIONI IN PIAZZA

Il progetto – spiega Luisa Bocchietto – nasce dal fascino esercitato su di me dalle immagini degli “arnioni” liberati in cava dal materiale inerte, per iniziare il loro percorso verso la luce. Nell’immaginario collettivo dei non addetti ai lavori, estranei alla realtà di Volterra, infatti, s’identifica l’alabastro con il marmo, pensando che venga semplicemente cavato da blocchi all’esterno. Non si conosce il percorso di lavorazione del materiale, la sua unicità sul territorio, il suo valore, le sue caratteristiche di trasparenza e modellabilità, che ne fanno un materiale unico e prezioso. In questo senso, piuttosto che realizzare una forma disegnata, mi è sembrato interessante trovare il modo di evidenziare quest’unicità, con l’obiettivo di valorizzare il materiale e il processo che si svolge a monte della realizzazione dei prodotti, in modo da costruire un racconto d’immediata comprensione”.

L’idea è di portare degli Arnioni in piazza, con le loro forme “pettinate” a una scala più grande possibile, inserendo della luce al loro interno, per mettere in evidenza la varietà dei colori e delle venature che contraddistinguono il materiale naturale. Quest’idea, accolta durante un workshop dall’amministrazione e dagli artigiani, si sta sviluppando con il contributo di tutti, per realizzare un’installazione urbana che possa veicolare un duplice messaggio: la qualità del materiale e la capacità delle imprese locali di lavorarlo per trarne prodotti eccellenti, e l’intento di dare un segnale di speranza per il futuro in un momento difficile, con la luce come elemento di vita.

 

L’ALABASTRO

L’alabastro di Volterra, pietra gessosa formatasi 6-7 milioni di anni fa, è considerato il più pregiato d’Europa e cambia aspetto, colorazione e consistenza al variare della composizione chimica del terreno, mostrando diverse venature che rendono ogni oggetto unico e non replicabile. In epoca etrusca fu utilizzato per la produzione di urne cinerarie e Volterra divenne il centro di produzione di questo prezioso materiale. Poche testimonianze ne attestano l’uso nel Medioevo, ma è alla metà del ‘500 che si afferma una vera rinascita della sua lavorazione. Oggi Volterra è un centro di manifattura esclusivo di questa pietra naturale dalle magnifiche trasparenze.

 

LA CANDIDATURA

L’alabastro è una delle basi su cui poggia la candidatura di Volterra a Capitale italiana della cultura 2022, di cui Volterra è una delle dieci città finaliste. Il progetto complessivo, presentato nel dossier dal titolo Rigenerazione umana mette al centro la rigenerazione delle persone e delle comunità, ponendosi come esempio di sperimentazione e punto di riferimento per la rinascita dell’Italia attraverso i centri di media dimensione e i loro territori. Temi di grande dibattito che, alla luce della recente pandemia, hanno assunto ulteriore centralità.

Accanto alla sapienza artigiana, il dossier trova forza propulsiva nelle esperienze di rigenerazione umana che hanno modellato la città, in particolare quella dell’ex Ospedale Psichiatrico, dove si conserva parte del graffito di Nannetti capolavoro dell’art brut, e quella della pluripremiata UBU, Compagnia della Fortezza, la più importante e longeva esperienza di teatro-carcere nel mondo, condotta da Armando Punzo, che ha creato un innovativo e unico modello di ricerca culturale in continua evoluzione.

 




Mu|Ca e Villaggio Operaio di Panzano nella “Guida al turismo industriale” di Jacopo Ibello

Il Mu|Ca – Museo della Cantieristica e il Villaggio Operaio di Panzano sono tra le mete scelte da Jacopo Ibello nella sua “Guida al turismo industriale” (Morellini Editore, nelle migliori librerie di tutta Italia), un pratico libro che vuole portare il lettore alla scoperta di città, siti, musei e fondazioni riconducibili alla civiltà industriale del nostro Paese, per sperimentare un’Italia diversa dall’immagine che comunemente ne abbiamo. Un viaggio appassionante – presentato in anteprima proprio a Monfalcone nel corso del MEMO Festival organizzato a luglio dal Mu|Ca e dal Consorzio Culturale Monfalconese –  che evidenzia lo stretto legame tra le produzioni di ogni tipo e i territori e le culture di appartenenza, dal distretto dell’automobile torinese alle grandi officine marittime, passando per i villaggi operai di fine Ottocento, fino agli esempi industriali “illuminati” novecenteschi e alle produzioni autoctone come il marmo toscano, la liquirizia calabrese o le saline siciliane.

Nel ricordare la storia di Monfalcone e del suo cantiere navale, la Guida sottolinea l’attenzione della famiglia Cosulich per i dipendenti, testimoniata dal villaggio di Panzano, oggi una delle ultime company town in Europa a mantenere la sua funzione originaria. Nella scheda dedicata al polo museale si legge che “il complesso rapporto tra fabbrica e città viene magistralmente raccontato nel Museo della Cantieristica, che ha ridato vita al bellissimo Albergo Operai in stile viennese: il visitatore può scegliere di seguire il percorso “immedesimandosi” in un personaggio e conoscere la storia di Monfalcone secondo un determinato punto di vista. Grazie agli innovativi sistemi multimediali utilizzati, i visitatori sono accompagnati in una realtà immersiva, caratterizzata da un tunnel sensoriale, un simulatore di gru e altre postazioni di realtà aumentata e ricostruzioni 3D”.

Negli ultimi anni, il patrimonio industriale è diventato un tema d’interesse anche per il turismo: sono nati ovunque percorsi locali e regionali, reti di musei e veri e propri sistemi di promozione del territorio. E il nostro Paese è in prima linea nella valorizzazione di questa grande risorsa che comprende sia l’archeologia industriale – fabbriche dismesse, musealizzate o riconvertite a nuove funzioni – sia la cosiddetta cultura d’impresa, che include i musei e gli archivi aziendali e le visite all’interno di impianti industriali ancora attivi.

Foto Albergo Operai di Jacopo Ibello




LEGGIAMO 0-18 PRESENTA: VENERDI 4 DICEMBRE, ore 16.30 GIORNATA DI FORMAZIONE +LEGGI +CRESCI

+Leggi + Cresci: la nona edizione della giornata di formazione, proposta dal progetto regionale di promozione della lettura LeggiAMO 0-18, si svolge online, venerdì 4 dicembre, dalle 16.30 alle 18.30 e porta il titolo di “Ridire Rodari”.

Rivolta a docenti, operatori, educatori, bibliotecari, librai, ospita tre autorevoli firme del mondo della lettura: Vanessa Roghi, Bernard Friot e Franco Lorenzoni.

In linea con il tema guida di Crescere Leggendo, la giornata di formazione + Leggi + Cresci (venerdì 4 dicembre, ore 16.30, online), quest’anno porta il titolo di “Ridire Rodari”, in omaggio al grande scrittore di cui si celebra il centenario della nascita; si sviluppa, con Damatrà Onlus capofila del progetto, nell’ambito del programma regionale di promozione della lettura LeggiAMO 0-18.

Nessuno possiede la parola magica. Dobbiamo cercarla tutti insieme, in tutte le lingue, con modestia, con passione, con sincerità, con fantasia; dobbiamo aiutare i bambini a cercarla, lo possiamo anche fare scrivendo storie che li facciano ridere: non c’è niente al mondo di più bello della risata di un bambino. E se un giorno tutti i bambini del mondo potranno ridere insieme, tutti, nessuno escluso, sarà un gran giorno, ammettetelo.”  Con queste parole di Gianni Rodari, che hanno introdotto anche tutte le attività di Crescere Leggendo, gli organizzatori accolgono l’incontro + Leggi, + Cresci, anch’esso dedicato alla vita e alle storie del grande scrittore: il pomeriggio si prospetta denso di contenuti e ospita tre firme illustri del panorama internazionale e nazionale del mondo della lettura.

Dopo i saluti istituzionali dell’Assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, Tiziana Gibelli e del Presidente del Consorzio Culturale del Monfalconese, Davide Iannis, alle 16.30 l’apertura è affidata a Vanessa Roghi il cui intervento porta il titolo di “Tutti gli usi della parola a tutti”: Vanessa Roghi è una storica del tempo presente e ricercatrice indipendente. Fa ricerca sulla storia della cultura: ha scritto di molti argomenti, ma il suo amore più grande è la storia della scuola. I suoi ultimi saggi sono “La lettera sovversiva” (Laterza 2016) e “Piccola città” (Laterza 2018). Le piace pensare che l’immaginario storico possa avere un posto nel dibattito storiografico, fa di tutto per portarcelo. Ha insegnato per anni alla Sapienza e firma documentari di storia per Rai Tre.

Alle 17 la parola passa a Bernard Friot che dedica a “Gianni Rodari: uno scrittore nella città” il suo intervento. Friot è uno dei più originali e amati scrittori per ragazzi. Con i suoi romanzi prova a raccontare il mondo in cui viviamo a quelli che lui definisce ‘degli adulti che hanno provvisoriamente meno di 14 anni’. Durante Crescere Leggendo è arrivato in Friuli Venezia Giulia con moltissime domande e risposte illuminanti.

Alle 17.30 l’ultimo degli interventi è affidato a Franco Lorenzoni, con “Il dialogo è ridere insieme”. Lorenzoni è maestro elementare dal 1978. Attivo nel Movimento di Cooperazione Educativa, ha fondato e dirige ad Amelia, dal 1980, la Casa-laboratorio di Cenci, un centro di ricerca e sperimentazione educativa ed artistica, particolarmente impegnato su temi ecologici e interculturali. Ha pubblicato diversi libri tra cui “L’ospite bambino” sull’educazione interculturale e “Così liberi mai” sul ruolo della narrazione nella costruzione di contesti educativi accoglienti. Collabora alle riviste “Lo straniero”, “Eco” e “Cooperazione educativa”.

Dalle 18 in poi i partecipanti avranno modo di confrontarsi e di dialogare sui temi della giornata e di condividere domande e riflessioni con gli ospiti presenti.

L’iscrizione, gratuita per tutti gli iscritti, va formalizzata riempiendo il form al seguente link https://register.gotowebinar.com/register/1063841682723976205, che si troverà anche sul sito di LeggiAMO 0-18, www.leggiamofvg.it. In seguito verranno inviate le istruzioni per partecipare.

L’incontro si realizza in collaborazione con Paola Pala e Francesco Pandini di MLOL – Media Library Online ed è riconosciuto ed autorizzato – ai sensi dell‘ex Direttiva Ministeriale n. 90 dicembre 2013 e successiva n. 170 del 21 marzo 2016 – dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia. Ai presenti verrà inviato un attestato di partecipazione.

Per informazioni: info@damatra.com / info@medialibrary.it




Ballando nudi nel campo della mente

Ballando nudi nel campo della mente

 

“…. Le ruote anteriori della mia piccola Honda argentata si arrampicavano su per la montagna. Mentre le mani seguivano la strada e le curve, la mente tornava in laboratorio. Filamenti di DNA si avvolgevano e volteggiavano nell’aria: immagini di molecole elettrificate colorate di rosa e blu scuro riuscivano a infilarsi tra i miei occhi e la strada (..)

Ero in discesa e la macchina si infilò a ruota libera in una curva. Mi fermai. Un gigantesco ramo di ippocastano sporgente strusciò sul finestrino… frugai nello sportellino dei guanti e trovai una busta e una matita… All’altezza della pietra miliare 46.58, sulla Highway 128, stava per affacciarsi l’era della PCR. Ne ero certo. Mi misi a scrivere in fretta e spezzai la mina…

In una calda notte di maggio, percorrendo il tragitto alla volta del suo chalet di Mendocino nella Anderson Valley in California lo scienziato americano Kary Mullis intuì la reazione a catena della polimerasi, metodo innovativo quanto semplice che ha permesso di ricostruire in vitro uno specifico passaggio della duplicazione cellulare, ovvero la sintesi (o ricostruzione) di un segmento a doppia elica di DNA a partire la un singolo filamento.

Questo è quanto l’eccentrico biochimico americano, racconta nella sua autobiografia “Ballando nudi nel campo della mente”. La scoperta gli fruttò il premio Nobel per la chimica nel 1993.

Un evento rivoluzionario che ha trovato applicazioni e impieghi in svariati campi della medicina e della biologia: genetica, microbiologia, biologia molecolare e virologia, medicina forense, in oncologia, in botanica e*/=in zoologia, in tutte quelle discipline che hanno in qualche modo a che fare con le scienze della vita.

L’ipocrisia è in sostanziale antitesi a qualsiasi argomento trattato nel libro.

Appassionato di surf, di astrofisica, di biochimica, ma anche di astrologia consiglia agli psicologi di studiare e tenere in considerazione l’allineamento dei pianeti nel tema natale dei loro pazienti. Definisce quelli che si occupano di salute mentale soggetti che di solito ”hanno bisogno di più di aiuto di quello che possono offrire”.

Ribelle ed egocentrico, supportato da una mente brillantemente poliedrica: il verbo “sperimentare”è quello che più si attaglia a definire, tant’è che ha fatto della sua stessa esistenza uno spazio temporale per sperimentare.

Affatto propenso a dare per assodato ciò che è convenzionalmente accettato, volle provare da sé e su di sé reazioni, emozioni e sensazioni attraverso le quali allargare lo sguardo sull’invisibile per accedere a stati emotivi “altri” indotti anche da sostanze allucinogene.

Salì alle cronache anche il suo studio di approfondimento sul virus HIV che riteneva potesse essere disgiunto e quindi non necessariamente la causa della malattia dell’AIDS. Mullis cercò di contestualizzare l’AIDS negli anni in cui si manifestò e fece notare che una parte di umani stava sperimentando un nuovo stile di vita caratterizzato da rapporti di grande promiscuità che avrebbero immunodepresso i sistemi immunitari, creando anche un ottimale terreno di coltura per il virus HIV che di per sé è solo un virus.

Teoria questa che certamente non piacque alle grandi case farmaceutiche.

Nel libro s’intravede un rapporto di grande complicità con la madre e l’amatissima compagna della vita, Nancy Lier Cosgrove Mullis, alla quale dedica il volume.