Al Flor De Vida di Udine doppio seminario di kundalini con Sotantar Singh Khalsa

Domenica 3 marzo. Iscrizioni entro il 25 febbraio

Al Flor De Vida di Udine con Sotantar Singh Khalsa

In mattinata, dalle 9.30 alle 13, è previsto un primo seminario per iniziare a conoscere ‘L’arte della cura’, nel pomeriggio, invece, sarà la volta di ‘Numerologia e guarigione’.

UDINE – Domenica 3 marzo, dalle 9.30, l’Associazione Flor De Vida di Udine ha in programma un doppio evento condotto da Sotantar Singh Khalsa, fondatore dell’accademia ZeroYoga (iscrizioni entro il 25 febbraio).

‘SAT NAM RASAYAN – L’ARTE DELLA CURA’ – In mattinata, dalle 9.30 alle 13, è previsto un primo seminario per iniziare a conoscere e utilizzare un metodo molto antico, semplice ed efficace per trasformare noi stessi in veicoli di cura e guarigione. Il ‘Sat Nam Rasayan’ consiste nell’uso della mente meditativa proiettiva, che permette alla nostra consapevolezza di relazionarci con l’altro da una posizione trascendente, immersa in un «vuoto rigenerativo». Questo spazio di apertura neutrale diviene lo sfondo dell’esperienza di cura e permette di far rilassare profondamente l’altro, accompagnandolo naturalmente a riattivare le proprie risorse e il proprio equilibrio, superando o eliminando del tutto le condizioni all’origine di blocchi fisici, mentali o emotivi.

‘ELEVEN HEALERS – NUMEROLOGIA E GUARIGIONE’ – Nel pomeriggio, invece, dalle 15 alle 18, si terrà un altro seminario che avrà per argomento il metodo Eleven Healers, dedicato a offrire una visione completa delle undici dimensioni dell’esistenza. Sarà l’occasione per iniziare a formare una consapevolezza su come funziona l’influenza della data di nascita, per comprendere e ridurre i conflitti interni, tra la nostra verità più profonda e la nostra forma esteriore. I meccanismi percettivi che originano il dialogo tra la nostra parte illimitata e la nostra parte terrena possono essere spiegati e risolti sino a cambiare lo sguardo che abbiamo su noi stessi e sul prossimo. Gli eventi che ci occorrono vanno reinterpretati per liberarci dalla visione duale della realtà: gli undici guaritori non sono altro che undici diversi movimenti della consapevolezza, tutti legati tra loro dalle leggi dell’anima, divinità interiore, unità e compassione.

SEMINARI – È possibile partecipare a uno dei due seminari o a entrambi. E’ obbligatoria la prenotazione del proprio posto entro il 25 febbraio. I due eventi si svolgeranno a Udine, presso l’Associazione Flor De Vida, in via Pirona 4, a Udine, località Paparotti.

SOTANTAR SINGH KHALSA – È nato a Roma il 12 febbraio 1972. Laureato in Matematica alla Sapienza di Roma. Insegnante di kundalini yoga e formatore, guaritore con metodo Sat Nam Rasayan e formatore di guaritori. È sposato e ha due figlie di 18 e 15 anni, anche loro praticanti di Yoga ed insegnanti. Condivide la sua esperienza da anni usando la conoscenza dello yoga e della numerologia tantrica per facilitare il processo di auto cura e auto liberazione dell’umano. Ha insegnato in Italia, Russia, Cina condividendo con flessibilità e attenzione gli insegnamenti di Yogi Bhajan, Guru Dev Singh, Sri Aurobindo e il cammino del Sikh Panth. Ha fondato con la moglie, Siri Ram K. Khalsa, l’accademia ZeroYoga, un percorso di raffinamento degli insegnamenti dello Yoga che ne mette in evidenza i valori e i punti fondamentali.

INFO E PRENOTAZIONI – 333.7992738 | associazione.flor.de.vida@gmail.com

press.cuberli




dal 19 FEBBRAIO alla Sala Bartoli TEATRO ROSSETTI TRIESTE: ACCABADORA dal romanzo di MICHELA MURGIA, con ANNA DELLA ROSA

La vibrante intensità interpretativa di Anna Della Rosa, le linee adamantine del linguaggio registico di Veronica Cruciani, il rigoroso lavoro drammaturgico di Carlotta Corradi e il cuore dellopera, il bellissimo romanzo di Michela Murgia (Premio Campiello 2010)

Quattro sensibilità femminili si declinano e fondono in Accabadora, spettacolo che sarà in programma alla Sala Bartoli dal 19 al 24 febbraio per la stagione Altri Percorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

ANNA DELLA ROSA

La messinscena sarà ricca di suggestioni e di pensiero: «I due grandi temi, che oggi si chiamerebbero delleutanasia e della maternità di fatto, nel testo teatrale come nel romanzo, creano un ambito di riflessione sintetizza Carlotta Corradi ma non sono mai centrali quanto lamore e la crescita. Crescita sempre e inevitabilmente legata al rapporto con la propria madre, naturale, adottiva o acquisita che sia».

Il romanzo di Michela Murgia da cui è tratto il monologo, è ambientato in un immaginario paesino sardo ed ha al proprio centro la storia di Bonaria Urrai, ma per il palcoscenico, la protagonista diventa invece Maria, la bambina di sei anni affidatale come figlia danima. Bonaria Urrai è la sarta del paese ma anche, alloccorrenza accabadora. Il termine dascendenze spagnole indica colei che aiuta a morire chi è in fin di vita. Maria, la cui famiglia di origine era poverissima, cresce felice accanto alla nuova madre, attenta, colta, affettuosa: fino a quando ormai adulta le è rivelato il profilo segreto e inquietante di Bonaria. Una scoperta davanti alla quale ha un rifiuto e fugge. Ma una grave malattia di Bonaria costringe Maria a fare ritorno in Sardegna, per assisterla: lo spettacolo inizia qui e propone al publico la vicenda attraverso lo sguardo di Maria.

Un taglio che ha commentato Michela Murgia non ha tolto nulla alla bellezza e alla pienezza del romanzo originale: il lavoro di drammaturgia infatti ha intessuto lo spettacolo con le parole del libro, che ci sono tutte, offrendo quasi unintegrazione alla visione del libro, unimmagine di Maria che la prima autrice non aveva illuminato ma che altre artiste hanno visto e porgono ora al pubblico in uno spettacolo toccante e molto attuale.

«Da subito ho immaginato il dialogo tra Maria e Tzia Bonaria come un dialogo tra sé e una parte di sé, tra una figlia e il suo genitore interiore» spiega Veronica Cruciani. «Per questo ho voluto realizzare uno spazio astratto, mentale, nel quale Maria cerca di rielaborare la morte della madre adottiva. Ciò darà origine ad un conflitto tra due aspetti di Maria: la parte rimasta bambina e la parte che vuole diventare adulta. Il video mi ha permesso di rendere visibile le dinamiche emotive e relazionali tra queste due parti. La scena chiusa da un velatino crea una divisione tra lattrice e il pubblico, ed è la gabbia mentale in cui Maria è intrappolata e di cui riuscirà a liberarsi soltanto alla fine compiendo un gesto che non ha mai avuto il coraggio di compiere prima: mettere fine alla vita della madre. Lo spettacolo, visto come un sogno che si ripete ogni giorno uguale a se stesso, troverà in questa scelta sofferta la sua risoluzione permettendo a Maria di rompere questa ripetizione e di andare in una nuova direzione di vita».

Lo spettacolo si avvale di una eccellente protagonista,  Anna Della Rosa che è già stata applaudita al Politeama Rossetti ne La Trilogia della villeggiaturadiretta da Toni Servillo e in Blackbirdper la regia di Luis Pasquàl. Accabadorava in scena martedì 19 e venerdì 22 febbraio alle ore 19.30, mercoledì 20, giovedì 21 e sabato 23 alle ore 21 e domenica 24 febbraio alle ore 17.

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040.3593511.




Archeomuseo – Castello di Torre “Questo corpo è un sole. Maternità di Maria e simbolo eucaristico” dal 16 febbraio

Inaugurazione della mostra  sabato 16 febbraio ore 16.45


E’ dedicata all’iconografia di Maria lactans e sul significato eucaristico attribuito al simbolo solare nei corso dei secoli, la mostra “Questo corpo è un sole. Maternità di Maria e simbolo eucaristico” promossa dal Centro culturale Augusto Del Noce, col patrocinio del Comune di Pordenone e del Museo Diocesano di Arte Sacra. L’esposizione, allestita nel Castello di Torre, sede del Museo Archeologico del Friuli Occidentale, sarà inaugurata sabato 16 febbraio alle 16.45, nella Bastia del Castello, con un intervento di Giovanni Catapano, docente di Storia della filosofia medievale a Padova, su “Maria e le controversie cristologiche dei secoli IV e V”.
Il percorso iconografico presenta una serie di immagini che sono parte integrante della nostra cultura e che richiamano ancora oggi la natura di Avvenimento del Cristianesimo.
L’immagine di Maria che allatta Gesù è reperibile sin dai primi secoli cristiani sia in Egitto, come sostituzione di Iside che allatta il figlio Horus, sia in Italia, come sostituzione della Pietas romana. Un modello iconografico successivo si ritrova a Costantinopoli: è quello di Maria Domene (orante), con il Bambino davanti a sé, detta anche Blachernitissa, perché presente nella chiesa delle Blacherne, costruita nel V secolo. In epoca post-bizantiniana tale icona è denominata in russo Znamenie («Segno») e Platytera tou ouranou («più ampia del cielo»). Una variante che richiama tali soggetti è quella della Madonna Odigitria («che indica la strada»), la quale regge il Figlio con il braccio sinistro, mentre lo indica con la mano destra. Agli inizi del Trecento queste tradizioni iconografiche si fondono in una nuova immagine, quella della Madonna dell’Umiltà, nata in ambito avignonese, in cui talvolta il volto di Cristo è dipinto sul petto della Vergine, con un chiaro significato eucaristico. Ciò avviene significativamente dopo il miracolo di Bolsena del 1264 e la promulgazione, da parte di papa Urbano IV, della bolla Transiturus de hoc mundo, che istituiva la festa del Corpus Domini.
Alcune raffigurazioni trecentesche della Madonna del latte e dell’Umiltà, reperibili in area veneto-friulana, risultano molto importanti come documentazione del significato eucaristico del fermaglio che chiude il manto della Vergine: così, ad esempio, la Madonna degli Angeli della chiesa del Cristo di Pordenone, che si può datare alla prima metà del Trecento, e la Madonna dell’Umiltà, presente a Santa Maria Maggiore di Trieste, dipinta da Lorenzo Veneziano, a metà del secolo XIV. Dopo il Trecento, il sole raggiante sul petto della Madonna ebbe grande diffusione in Centro Italia e a Roma, dove diventò la moderna raffigurazione dell’Immacolata. Furono i predicatori del XV secolo a diffondere tale icona, in particolare San Bernardino da Siena (1380-1444), il quale probabilmente fu influenzato da Caterina da Siena, la quale attribuisce a Dio le seguenti parole sull’eucaristia: «El quale Corpo è uno sole, perché è una cosa con meco, vero Sole». A partire dal XVIII secolo si diffusero nella Chiesa gli ostensori raggiati, in cui confluisce probabilmente la simbologia del sole eucaristico. L’icona del sole raggiato sul petto della Vergine scompare così dalla pittura sacra, ma, come ha scritto Celso Costantini, «l’Eucarestia è il sole, che riempie di luce e di vita la Chiesa. Accanto all’astro maggiore vi è un altro astro, che, riflettendo la luce del mistico sole, diffonde nella chiesa un ineffabile sorriso di bellezza e di consolazione. È Maria santissima».
La mostra, a ingresso libero, è visitabile fino al 14 aprile dal venerdì al sabato dalle 15.00 alle 18.00 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.




ANA-THEMA TEATRO: LA LEZIONE DI DANTE: LA LETTURA COME CIBO PER LAMENTE E NUTRIMENTO PER L’ANIMA

Domenica 17 febbraio alle 15.30 nella sala Valle

di palazzo Morpurgo in via Savorgnana 12 a Udine

«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza». Che la lettura sia cibo per la mente e nutrimento per l’anima lo ricordava proprio il Sommo Poeta Dante Alighieri. Ecco allora che, Anà-Thema Teatro abbandona momentaneamente il teatro della Corte di Osoppo per approdare a Udine, dove il regista e attore Luca Ferri, insieme con la soprano Gaja Pellizzari, proporranno “La Divina In-Canta”, un recital emozionante per conoscere e avventurarsi nella Divina Commedia.

Luca Ferri – Foto Elia Falaschi/Phocus Agency © 2016

Lo spettacolo, in programma alle 15.30 di domenica 17 febbraio nella sala Valle di Palazzo Morpurgo in via Savorgnana 12, sarà un susseguirsi di brani letti e recitati, momenti cantati e attimi di riflessione e di approfondimento. L’appuntamento è inserito in un programma di eventi in cui Anà-Thema unisce, ancora una volta, il teatro alla letteratura, portandoli in luoghi significativi del capoluogo friulano dove è sempre l’arte in senso generale la vera padrona di casa. Il tutto si svolgerà in modo estremamente coinvolgente e adatto a un pubblico di tutte le età.

Ma perché leggere Dante oggi? Un valido sostegno, in questo non facile cammino verso “virtute e canoscenza”, viene offerto dalla letteratura che è sempre stata, insieme alla storia, una delle grandi educatrici dell’uomo. Ebbene, dunque, la risposta alla domanda “perché leggere Dante oggi?” è sin troppo semplice: i suoi versi sono di una bellezza assoluta, impareggiabile.
Il piacere che ci giunge dalla lettura di certe terzine è immenso, senza fine e senza tempo, e questa bellezza associata al bel canto crea una serata estremamente piacevole e interessante.
Visti i numeri di posti limitati è consigliabile la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare allo 04321740499 o al 3453146797, o una email all’indirizzo info@anathemateatro.com.



PREMIO TERRY O’NEILL ALLA MIGLIOR FOTOGRAFIA Questa sera alle 18:30 la cerimonia di premiazione

Si tiene questa sera, la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Terry O’Neill alla Miglior Fotografia alle ore 18:30 presso il Magazzino delle Idee di Trieste, con la lettura della motivazione scritta da Terry O’Neill e comunicato il nome del vincitore al quale verrà consegnato il premio.

Al bando, un progetto nato grazie a Casa del Cinema e Erpac con la collaborazione di Iconic Images, hanno risposto in 31 fotografi – professionisti e non – inviando altrettante immagini scattate durante il Trieste Film Festival appena conclusosi oppure realizzate nelle sue edizioni precedenti.

Il comitato di selezione, composto da cinque membri di cui due dell’Associazione Casa del Cinema, due del Trieste Film Festival e uno di Iconic Images, si è riunito nei giorni scorsi ed ha scelto 47 immagini inviate immediatamente al fotografo Terry O’Neill, per la scelta delle venti da mettere in esposizione dal 5 febbraio alla chiusura della mostra STARS al Magazzino delle idee – protratta fino a metà marzo – e anche il ritratto vincitore di questa prima edizione del Premio.

Tutte e venti le foto finaliste sono esposte in un’area dedicata, adiacente lo spazio #ToBeFaye, all’interno del Magazzino delle Idee nell’ambito della mostra STARS – Ritratti fotografici di Terry O’Neill.

Considerato il grande successo ottenuto per questa prima edizione, si stanno valutando i termini per l’apertura della seconda edizione del Premio.

Andrea Forliano




NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO ‘Scugnizza’ 19 febbraio

Scugnizza in prima regionale con la Compagnia Abbati

Martedì 19 febbraio 2019 – La più famosa operetta italiana

Musica contagiosa e melodie sorprendenti nella più famosa operetta italiana. La storia d’amore della giovane Salomè in una Napoli in festa sarà in prima regionale al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo, martedì 19 febbraio alle 21.

Scugnizza, su testo di Carlo Lombardo e musiche di Mario Costa, è sicuramente la più italiana delle nostre operette e questo per la sua schietta vena melodica, per il divertente testo di ambiente popolare e per quella magia che riesce ancora a ricreare. La musica è contagiosa, le melodie sorprendenti. Alcune sono la voce di tutto un popolo, di tutto un paese (Salomè, Una rondine non fa primavera, Napoletana come canti tu), altre la legano all’opera verista richiamando il miglior Puccini (In riva al mare tutta bianca una casetta). Ma se la struttura portante di Scugnizza è la suggestione e l’incanto della sua musica, il suo successo non può essere scisso dalla briosa linfa apportata da un testo già di per sé felice ma che in questa nuova edizione diretta da Corrado Abbati, si presta a diventare ancor più immediato e senza tempo dove il tema fondamentale della nostalgia si unisce ad un divertimento vero, dove veri sono i personaggi (e non più “personaggi da operetta”), veri sono i loro sentimenti, le loro speranze, i loro colpi di testa. Ne nasce uno spettacolo dalla sincerità affascinante e coinvolgente, una storia in musica (qualcuno oggi direbbe un musical) moderna, gaia e pensosa al tempo stesso, dove è facile appassionarsi alle vicende degli scugnizzi quasi ci si trovasse di fronte ad un appassionante romanzo che non si vorrebbe finisse mai.

Prevendite martedì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30.

 

 




24 FEB 2019 Il Circolo letterario Bel-Ami il volume ANTONIO DE CURTIS – Il Principe Poeta

DOMENICA 24 FEBBRAIO 2019

Il Circolo letterario Bel-Ami invita

alla presentazione ufficiale romana del volume

ANTONIO DE CURTIS – Il Principe Poeta

Per la prima volta raccolte in un unico progetto editoriale multimediale tutte le poesie e i testi delle canzoni di Antonio De Curtis, il leggendario Totò: il libro è curato dalla nipote del ‘principe poeta’, Elena Anticoli de Curtis, e da Virginia Falconetti

Il Circolo Letterario Bel-Ami organizza –DOMENICA 24 FEBBRAIO 2019 alle ore19.00 – la prima presentazione pubblica a Roma del volume “Il principe poeta. Tutte le poesie e le liriche di Totò” (Colonnese Editore) di Antonio De Curtis, a cura diElena Anticoli De Curtis e di Virginia Falconetti.

L’evento, ospitato dalla Libreria Teatro Tlondi via Nansen, vedrà protagonista il prezioso volume: per la prima volta, condensata in un unico volume, tutta la produzione letteraria di Antonio De Curtis – con cinque inediti – che raccontano l’uomo dietro la ‘maschera’ Totò.

Alla presentazione del 24 febbraio 2019 saranno presenti le due curatrici del volume, che racconteranno la genesi di questo progetto editoriale. Modererà l’incontro il giornalista e scrittoreMichelangelo Iossa.

Una serata per conoscere un nuovo e affascinante aspetto del ‘principe’, accompagnati dalle letture delle poesie da parte del regista e attore Giuseppe Schirrillo e dalle canzoni scritte da Totò, eseguite dal ‘cant-attore’ Marco Francini in una elegante versione per voce e chitarra acustica.

Bellezza, disincanto, nostalgia e, naturalmente, la sua amata Napoli: questo volume rilancia e riscopre le poesie di Totò, riprese dalle “carte originali” da sua nipote, Elena Anticoli de Curtis, insieme a Virginia Falconetti.

“Il Principe Poeta” è anche un libro multimediale che consente – grazie al lavoro condotto da Activart – di ascoltare, mentre si scorrono le pagine, la voce originale di Totò.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti, è consigliata la prenotazione.
Prenotazioni: eventi@bellami.it




Teatro e scienza, giocare imparando

Fino al 15 febbraio il San Giorgio di Udine diventa teatro de “Le mani nella scienza” laboratori concettuali di esplorazione operativa in mostra Gei, giochi esperimenti idee. Educare alle competenze scientifiche: teatro e scienza uniti per dare la possibilità ai piccoli studenti di avvicinarsi al mondo dei fenomeni scientifici.
Il senso della mostra è quello di diffondere competenze scientifiche sul territorio utilizzando attività esplorative a carattere ludico.
La mostra Giochi esperimenti idee è stata fondata da Marisa Michelini docente di fisica dell’università di Udine: si tratta di una mostra “da fare e non solo da guardare”. Gli esperimenti sono semplici, realizzati con materiali poveri e facilmente riproducibili e organizzati in sezioni tematiche. In questo modo la semplicità delle attrezzature consente ad ogni tipo di utente di interagire negli esperimenti in modo da facilitare le risposte. La professoressa Michelini ha posto l’accento sulla importanza di combattere l’analfabetismo scientifico: bisogna trovare delle modalità didattiche a tutti i livelli in modo da educare alle competenze scientifiche. Non devono esserci azioni isolate ma una costante integrazione tra realtà e cultura. In particolar modo è importante formare insegnanti per affrontare le tematiche scientifiche con i bambini.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione tra l’Università di Udine, il CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e la fondazione Pittini per aiutare la realizzazione della mostra e i laboratori concettuali di esplorazione operativa Cloe in diverse sedi nelle classi delle scuole richiedenti.
Marina Pittini presidente della fondazione ha evidenziato come l’innovazione sia fondamentale per far crescere le nuove generazioni con strumenti utili per il futuro in particolare nelle zone difficili da raggiungere. Sarebbe importante, ha specificato la professoressa Michelini che i sindaci trovassero dei locali idonei e intervalli di tempo per sostenere il progetto nelle scuole: la mostra viene prestata gratuitamente ai comuni che ne fanno richiesta.
La mostra sarà visibile anche a Tolmezzo al palazzo Frisacco dal 25 al 28 febbraio.  Alberto Stefanel direttore del Cird dell’Università di Udine ha evidenziato come la mostra sia un’occasione imperdibile per avvicinare i ragazzi, attraverso il gioco, al mondo scientifico.
Alberto Bevilacqua presidente del CSS ha ricordato come il teatro si occupa di ciò che accade intorno a noi. Il teatro diventa quindi casa ideale in cui la scienza si può esprimere appieno.  La collaborazione con l’Università di Udine e con la professoressa Michelini è iniziata lo scorso anno in occasione dello spettacolo Copenaghen (coproduzione del CSS) e del dibattito tra scienza, etica e potere politico. Per il futuro il CSS sta già pensando a un nuovo progetto che coniughi realtà immersiva e drammaturgia.



Carnevale Europeo, dal 14 al 16 febbraio MonsterKonzert, Sfilata lungo le vie del centro e concerti ed esibizioni in varie piazze di Trieste. Il programma completo

Un MonsterKonzert, una Sfilata lungo le vie del centro e concerti ed esibizioni in varie piazze cittadine, al mercato Coperto e presso Eataly. Tutto è pronto a Trieste per accogliere, dal 14 al 16 febbraio, il Carnevale Europeo, con una quarantina tra bande e gruppi mascherati da tutto il Centro e Nord Europa. La prestigiosa manifestazione itinerante, che si svolge ogni anno in una diversa città europea, è stata assegnata infatti alla nostra città che l’aveva già ospitata con successo nel 2014.

La prestigiosa iniziativa, che richiama ogni anno moltissime persone e vede la partecipazione di bande e gruppi mascherati da tutto il Vecchio Continente, con una nutrita rappresentanza del Centro e Nord Europa (Austria, Germania, Svizzera e Liechtenstein, ma anche e Italia), dopo avere toccato le più importanti città europee (Salisburgo, Klagenfurt, Praga e Magonza) approda quindi nuovamente a Trieste dopo il grande successo della precedente edizione ospitata nel capoluogo giuliano 5 anni fa. Sarà un gustoso prologo del Carnevale di Trieste, la cui 28esima edizione si svolgerà dal 24 febbraio al 6 marzo 2019.

Anche questa volta la quarantina di gruppi presenti, dopo una due giorni che prevede esibizioni nei vari rioni cittadini dove saranno allestiti degli appositi palchetti, darà vita a una grande Sfilata cittadina che, sabato dalle 14.30 in poi, muoverà lungo il collaudato percorso dell’annuale Corso Mascherato del Martedì Grasso (Piazza Oberdan, Via Carducci, Via Reti, Via Imbriani, Corso Italia, Piazza della Borsa e Piazza dell’Unità). All’arrivo in Piazza dell’Unità d’Italia i gruppi saliranno sul palco per dare vita al cosideetto Monster Konzert: un’esecuzione d’assieme di alcuni brani musicali da parte delle 25 guggen band presenti.

Per tutta la cittadinanza sarà quindi un’occasione da non perdere per vivere giornate di divertimento e allegria spensierata seguendo l’intenso programma di iniziative. La candidatura di Trieste ha radici lontane nel tempo. Da una quindicina d’anni infatti la nostra città è regolarmente presente al Carnevale Europeo con una forte e colorata rappresentanza musicale e mascherata.

“La cultura che Trieste vivrà ancora una volta in queste intense giornate di festa e allegria grazie alla presenza dell’Euro Carneval – spiegano la presidente del Comitato di Coordinamento del Carnevale di Trieste e del Palio cittadino, Sabrina Iogna Prat e il presidente onorario, Roberto de Gioia – è diversa rispetto al nostro Carnevale: i gruppi che scenderanno a Trieste sono costituiti in prevalenza da bande musicali mascherate, le famose “Gugge”, bande musicali carnevalesche provenienti da Austria, Germania, Liechtenstein e Svizzera promotrici di una musica costituita da brani conosciutissimi riarrangiati per fiati e percussioni – molto colorata, vivace e dall’allegria contagiosa -, che nelle loro aree di provenienza accompagna le feste del Carnevale. 

I figuranti saranno circa un migliaio e nei quattro giorni di permanenza in città avremo modo di ascoltarli nelle varie piazze cittadine con un ricco programma che verrà reso noto nel dettaglio successivamente. Sarà un’occasione anche per promuovere le nostre bellezze ed è prevista pure una trasferta a Muggia nella giornata di venerdì”.

Nel dettaglio, giovedì dalle 15 in poi, sono previste tappe al Mercato Coperto,  in Via delle Torri, in Piazza Ponterosso, in Piazza della Borsa, in Piazza Unità in Piazza Cavana e presso Eataly. Venerdì mattina è previsto il trasferimento delle “Gugge” a Muggia dove, in collaborazione con il Comune di Muggia e l’Associazione delle Compagnie del Carnevale Muggesano, dalle 11.30 si terranno momenti di spettacolo nel Mandracchio, in Piazza della Repubblica e in Piazza Marconi. Alle 15.30 prenderà quindi il via la Sfilata lungo le vie e calli della cittadina rivierasca al termine della quale, alle 16.45, in Piazza Marconi si svolgerà il “Monsterkonzert” con tutte le Gugge, che dalle 18.00 rientreranno a Trieste.

La giornata conclusiva, sabato, si aprirà alle 10.30 con una Santa Messa officiata nella Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo. Dall  11.00 alle 13.30 seguiranno esibizioni in Via delle Torri, in Piazza Ponterosso, in Piazza della Borsa, in Piazza Unità in Piazza Cavana e  presso Eataly. Alle 14 i gruppi si ruiniranno in Piazza Oberdan da dove, alle 14.30, partirà il Corteo Mascherato che si snoderà tra via Carducci, via Reti, via Imbriani, Corso Italia, Piazza della Borsa, Capo di Piazza Bartoli e Piazza Unità d’Italia che al termine, alle 16.45, ospiterà il  Monsterkonzert” finale.

“Trieste – evidenziano ancora Iogna e de Gioia – è stata scelta per la sua bellezza, la sua storia, la nota ospitalità, la riconosciuta capacità di organizzare eventi e soprattutto per la grande cultura carnevalesca che storicamente alberga da queste parti. Tre Carnevali importanti, di cui due storici, nel piccolo fazzoletto di terra che è la nostra provincia sono elementi che non lasciano dubbi sulle capacità organizzative e sull’attaccamento dei triestini a iniziative culturalmente rilevanti come il Carnevale che riunisce arte, musica, ballo, mimica e creatività”. Gli organizzatori hanno quindi rivolto un ringraziamento a tutti i soggetti che si sono adoperati per la realizzazione e il buon esito dell’evento e in particolar modo al vicepresidente Paolo Zini e a Corrado Moratto, che si è occupato del coordinamento musicale della manifestazione.

La grande opportunità offerta dal Carnevale Europeo è stata salutata con soddisfazione e piacere dal sindaco Roberto Dipiazza, che ha voluto evidenziare l’impegno dello “storico” organizzatore, il presidente Roberto de Gioia. A lui e a tutti i suoi collaboratori – riferisce il sindaco di Treiste, Roberto Dipiazza –  va il merito di tutto ciò, con l’auspicio di continuare a lavorare insieme per il bene della nostra città e di tutto il suo territorio. Un auspicio condiviso anche dall’assessore Francesca De Santis, che ha messo in luce la valenza turistica – soprattutto in un periodo di bassa stagione – del Carnevale Europeo a Trieste. La manifestazione si realizza con il patrocinio e la co-organizzazione del Comune di Trieste, il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il patrocinio dell’Autorità di Sistema Portuale Mare Adriatico Orientale (ADSPMAO) e la collaborazione del Comune di Muggia e dell’Associazione delle Compagnie del Carnevale Muggesano. Media partner, Trieste Cafe.

Programma Euro Carnevale 2019

Giovedì 14 febbraio

in mattinata arrivo delle “Gugge”, bande musicali carnevalesche provenienti da Austria, Germania, Liechtenstein e Svizzera

15:30-16:30 esibizioni in MERCATO COPERTO

16:00-17:00 esibizioni in VIA DELLE TORRI

15:00-19:30 esibizioni in PIAZZA PONTEROSSO

15:30-19:30  esibizioni in PIAZZA DELLA BORSA

15:00-19:00 esibizioni in PIAZZA UNITA’

17:00-18:30 esibizioni in PIAZZA CAVANA

18:00-18:30 esibizioni presso EATALY

Venerdì 15 febbraio

in mattinata trasferimento delle “Gugge” a Muggia

11:30-15:00 esibizioni in Mandracchio, Piazza della Repubblica e Piazza Marconi

ore 15:30 SFILATA lungo le vie e calli della cittadina rivierasca

ore 16:45 Piazza Marconi “MONSTERKONZERT”

dalle 18:00 rientro a Trieste delle Gugge

Sabato 16 febbraio

ore 10:30 Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo Santa Messa

11:00-14:00 esibizioni in VIA DELLE TORRI

11:00-13:30 esibizioni in PIAZZA PONTEROSSO

11:00-13:30 esibizioni in PIAZZA DELLA BORSA

11:00-13:30 esibizioni in PIAZZA UNITA’

11:00-13:30 esibizioni in PIAZZA CAVANA

12:00-13:00 esibizioni presso EATALY

ore 14:00 Piazza Oberdan Assemblamento gruppi

ore 14:30 CORTEO MASCHERATO via Carducci, via Reti, via Imbriani, Corso Italia, Piazza della Borsa, Capo di Piazza Bartoli, Piazza Unità d’Italia

ore 16:45 Piazza Unità d’Italia “MONSTERKONZERT” esecuzione d’assieme (25 gugge) di alcuni brani musicali

Andrea Forliano




Aperture straordinarie della mostra DE CHIRICO IN 101 LIBRI A CURA DI ANDREA KERBAKER Kasa dei Libri

L’anno si è aperto alla Kasa dei Libri con un artista che ha segnato il Novecento: Giorgio de Chirico, che nella sua prolifica attività editoriale si mostra molto diverso da come viene percepito dall’immaginario collettivo, soprattutto se esplorato in volumi e tirature rare e limitate che pochissimi conoscono. Così come le quasi 100 tavole illustrate, in mostra, create appositamente dall’artista per i suoi libri.

Nel 2017 alla Kasa dei Libri si fece una mostra di Miró, che rivelava un amore viscerale per i libri durato tutta la vita con una copiosa produzione di volumi illustrati e d’arte, copertine e collaborazioni internazionali per cui creava quasi sempre opere originali. L’anno dopo, 2018, è stato il turno di Matisse: il suo rapporto con i libri ci ha svelato un lato meno noto, nascosto tra le righe, dietro le copertine, nella mano che ritaglia fogli colorati e disegna linee in bianco e nero e che ha corrisposto

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Iliade; episodi illustrati da Giorgio de Chirico con traduzione di Salvatore Quasimodo; 1968

per lui a un percorso di sottrazione, un cammino verso l’essenziale.

E de Chirico?”, si è chiesto il padrone di Kasa Andrea Kerbaker, iniziando un percorso di ricerca che all’inizio non sapeva dove l’avrebbe potuto condurre e che, ora che è finito e viene messo in mostra, ha portato alla luce un de Chirico prolifico e instancabile, che nella sua produzione editoriale ci fa quasi dimenticare il pittore che tutti conoscono.

A Kerbaker piacciono le sfide, si sa, e dopo qualche dubbio iniziale “Il pubblico capirà questo de Chirico? Lo saprà apprezzare? Saprà guardare oltre?” la mostra ha preso vita. Si tratta di un percorso decisamente originale, che prende l’avvio al termine del periodo di stretta osservanza metafisica (fine degli anni ‘20) per il quale non ci sono troppe testimonianze in volume, e accompagna l’autore per oltre quarant’anni di vita, con collaborazioni anche molto originali.

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Una delle dieci tavole illustrate da de Chirico per l’IRI; Giove per energia nucleare; Edindustria Roma; 1962

Prova ne sono le quasi 100 tavole che illustrano vari libri e quasi mai si trovano esposte in questo modo. Originale anche l’allestimento realizzato dagli architetti Matteo Ferrario e Salvatore Virgillito che rimanda all’immagine più iconica di de Chirico, lo spazio vuoto di una piazza scandito da portici e dalle loro lunghe ombre. Un racconto fatto di parole ed immagini suddiviso in quattro sezioni che rivelano un de Chirico inaspettato e poco esposto.

L’illustratore

Si parte da de Chirico illustratore, a cominciare da Le mystère laïc di Jean Cocteau del 1928, che altro non è che uno studio indiretto su de Chirico ed è arricchito da molti testi di Cocteau, anche in qualità di artista.

Del ‘41 è l’Apocalisse, una delle migliori prove da illustratore che non conserva praticamente traccia dell’immaginario metafisico ma affonda le sue radici nell’iconografia più classica dei testi sacri; in mostra le spettacolari 22 tavole in grande formato colorate dall’artista per la seconda edizione numerata.

Un altro particolare e ricercato gruppo di tavole è quello realizzato nel 1962 per l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), dove l’artista trasla in rappresentazioni mitologiche tutti i campi di intervento della società.

«[…] Quando mi è stato richiesto di fare una serie dei disegni colorati dedicati all’attività dell’ IRI mi è parso che il modo più poetico e che maggiormente rispondeva al mio modo di sentire fosse questo […]. E d’altra parte oggi i grossi 

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L’Apocalisse è un testo su cui de Chirico si cimenta una prima volta nel ’41 e poi torna colorandone le tavole a mano negli anni ‘70

complessi finanziari sono il mito del nostro tempo. Giove con i fulmini può ricordare I’IRI come le industrie produttrici di energia  elettrica. Facile è l’accostamento  degli  aerei  dell’Alitalia  al cavallo alato Pegaso. […] E per ultimo ho composto, pensando ad Edindustria, la casa editrice che cura le pubblicazioni dell’IRI, la vita silente con il busto di Minerva e i libri». Un altro capitolo è costituito dai disegni realizzati nel 1968 per accompagnare la traduzione che Salvatore Quasimodo realizza dei versi dell’Iliade nei quali riemerge la passione di de Chirico per la mitologia classica.

 

L’autore

È documentato anche tutto l’ampio lavoro di de Chirico come autore, non prolifico come il fratello Alberto Savinio, ma buon praticante della scrittura. Ci sono alcuni dei saggi critici, anche quelli poco noti scritti in giovane età, ci sono le teorizzazioni sulla tecnica pittorica, sulla storia dell’arte e gli altri artisti. In particolare c’è il romanzo Hebdomeros, le peintre et son génie chez l’écrivain, presente in mostra sia nella rara prima edizione parigina del 1929 sia in quella lussuosa, pure numerata, pubblicata alcuni decenni dopo con 25 tavole di grande formato.