L.I. Lingua Imperii: indumenti e corpi accatastati per salvare la Memoria

Due schermi ai lati del palco, un dialogo fra due volti in divisa costituisce il filo conduttore di “L.I. Lingua Imperii”, presentato dalla sorprendente compagnia veneta Anagoor sabato sera al Palamostre per “Differenze”, la stagione di Teatro Contatto: uno spettacolo multimediale costruito attraverso un raffinato compendio di immagini, suoni, voci, frammenti letterari, sapientemente plasmato dalla regia di Simone Derai. Il pregio dello spettacolo è quello di dare spazio a tutte le voci: quelle dei buoni e quelle dei cattivi, quelle delle vittime e quelle dei carnefici, ognuno dal proprio punto di vista.li1

La discussione fra l’ufficiale delle SS che ricerca nelle origini della lingua parlata le motivazioni per annientare una popolazione caucasica di religione ebraica si risolve a favore dell’esperto linguista che definisce “filosofia veterinaria” delle razze l’approccio utilizzato dai nazisti: il militare non sa dare una risposta perchè una risposta non esiste. Riesce a dare allo sterminio però una spiegazione “statistica”: dato che la percentuale di malvagi in certi gruppi è più alta rispetto ad altri, si fa prima ad ammazzare tutti, anche i buoni (che poi sono la maggioranza): in tempi di guerra è concessa una certa approssimazione. E a proposito di veterinaria, uno dei temi trattati è la caccia, nata per soddisfare i bisogni primari dell’uomo e poi diventata un divertimento: la riflessione che scaturisce è che in tempi di guerra andare a caccia di uomini e ucciderli è più naturale rispetto ad ammazzare animali.

Padri e figli: viene dato spazio alla figura di Ifigenia uccisa dal padre Agamennone per poter vincere la guerra di Troia. Sullo schermo appaiono immagini di giovani con corone di fiori intrecciate sul capo e una insolita museruola che impedisce di gridare o parlare ma lascia che sia lo sguardo ad implorare pietà. Di contro, vengono ripetuti in varie lingue 15 strazianti consigli per un genitore che ha perso un figlio: “usa il nome del tuo bambino; piangi, abituati a rispondere alla domanda quanti figli hai…”. Gli attori si spogliano e accatastano i loro indumenti. Poi si accatastano loro stessi come in una fossa comune. Accatastati come lo sono stati i corpi dei deportati nei campi di sterminio, come documentano gli oggetti quali le distese di scarpe, valigie, occhiali, protesi, esposti accatastati ancora oggi ad Auschwitz per ricordare il massacro di innocenti. Come monito affinché tanto orrore non accada più.

li2Sembra ancora però che questo grido rimanga inascoltato: mattanze antiche e recenti, armeni, shoah, Srebrenica tutte legate da un filo conduttore, cecità e sordità apparenti di chi non vuole vedere o sentire. Purtroppo non è medioevo, purtroppo tutto è successo negli ultimi cento anni. In tempi di pace, un’occasione di riflessione da non perdere, in concomitanza con la Giornata della Memoria che cade giusto domani.

Maria Teresa Ruotolo

 




Quarto appuntamento di gennaio de La Scimmia Nuda

Lunedì 27 gennaio andranno dunque in scena Francesco Bertolini alla chitarra, Federico Missio al sassofono, Paolo Corsini al pianoforte, Andrea Pivetta alla batteria e Roberto Franceschini al contrabbasso. “La Scimmia Nuda origin edition” trasformerà dalle ore 19:00 la Casa della Contadinanza al Castello di Udine in un live club dal respiro internazionale che permette al pubblico di cenare e ascoltare della buona musica dal vivo in un percorso artistico e culturale di contaminazione tra i generi.  Liberamente ispirata all’omonimo libro (1967) di Desmond Morris, La Scimmia Nuda si propone agli ascoltatori mostrandosi nella sua “nudità”, ossia nel pieno atto creativo fatto di spontaneità, passione, leggerezza e profondità, apertura e condivisione. Pur essendo l’unica scimmia priva di peli (da qui l’aggettivo nuda) il comportamento dell’uomo è sostanzialmente analogo a quello degli altri primati: istintivo, curioso e profondamente creativo.Il progetto de La Scimmia Nuda è organizzato dall’Associazione Culturale LiveAct, una start-up che ha come preciso intento quello di supportare la musica dal vivo e diventare un soggetto riconosciuto, un collettore di idee e di esperienze, in grado di portare nel mercato della musica dal vivo nuove risorse economiche e un nuovo impulso alla scena musicale. LiveAct ha deciso di intraprendere un percorso partecipato che porterà a finanziare la propria attività con le donazioni provate, forti della convinzione che sia giunto il momento che ciascuno si riappropri della libertà di finanziare direttamente iniziative e progetti che ritiene meritevoli di essere supportati. Per consentire il coinvolgimento del singolo nel sostegno dei progetti proposti, tutti gli eventi de La Scimmia Nuda sono e saranno ad ingresso gratuito.Lunedì 27 gennaio andranno dunque in scena Francesco Bertolini alla chitarra, Federico Missio al sassofono, Paolo Corsini al pianoforte, Andrea Pivetta alla batteria e Roberto Franceschini al contrabbasso. “La Scimmia Nuda origin edition” trasformerà dalle ore 19:00 la Casa della Contadinanza al Castello di Udine in un live club dal respiro internazionale che permette al pubblico di cenare (prenotazioni 348.2736535) e ascoltare della buona musica dal vivo in un percorso artistico e culturale di contaminazione tra i generi. Dopo il concerto, la seconda parte della serata è dedicata alla riscoperta dell’aspetto sociale della musica con il pubblico che diventa protagonista nella jam session in evoluzione. La Scimmia si sgretola e si ricompone, si allarga e si stringe, muta il suo organico e rompe le tradizionali barriere tra pubblico e musicisti ridando la vera funzione sociale alla musica live: interazione e contaminazione.

Per informazioni su “La Scimmia nuda”www.facebook.com/lascimmianudacollettivo




PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA 1 feb. TEATRO GIOVANNI DA UDINE

Lui, il marito, è un piccolo uomo onesto; lei, la moglie, una donna coraggiosa che sa volare alto, come solo le donne sanno fare. La pièce prende il via in una serata estiva, tremendamente calda, a New York. Sul divano di casa sua, sulla Seconda Strada, Mel non riesce a dormire funestato da diversi, esilaranti contrattempi condominiali, ma soprattutto dal problema di come non dire alla moglie di essere stato appena licenziato, cosa di cui si vergogna enormemente. PRITITOLOL’affettuosa moglie Edna cerca di carpire il motivo della sua dichiarata insoddisfazione verso il lavoro di dirigente d’azienda che compie onestamente da ventidue anni. Dopo che i ladri svaligiano interamente la casa, non resta al povero Mel che affidarsi a “terapie psicologiche” che lo lasceranno ancora più solo; tocca a lei, ora, sostenere la famiglia, ma…PRIG
Commedia tra le più amare di Neil Simon, la più amata dall’autore, Prigioniero della Seconda strada ritrae un’umanità ferita dalla società, ma sempre capace di riscatto, in un ritmo dove il comico è come una luce sulle difficoltà dei rapporti umani e sul sollievo per la rivelazione che alla fine, a contare sono proprio solo quei rapporti di vicinanza difficile che, pur nel conflitto, si dimostrano amorevoli e veritieri e motori di autentico riscatto.

CROSSOVER Teatro del territorio

sabato 1 febbraio 2014·h 20.45

PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA
di Neil Simon

con Maurizio Casagrande e Tosca D’Aquino

e Adriano Giraldi

musiche di Massimiliano Forza
scene Alessandro Chiti
costumi Alessandra Ricci
regia di Giovanni Anfuso

produzione: La Contrada-Teatro Stabile di Trieste

Alberta Gallo




Emanuele di Ippolito Nievo Teatro Palamostre lunedì 27 gennaio 2014 – ore 21.00

E’ con un reading e con un testo teatrale dal sapore di assoluta novità che il Teatro Club Udine porta il suo contributo al ricordo della tragedia della Shoah, già presente nel progetto “Akrópolis. 14” e ora inserito anche nel programma voluto dal Comune di Udine per l’edizione 2014 della Giornata della Memoria.  Al Teatro Palamostre, con inizio alle ore 21 di lunedì 27 gennaio,  sarà infatti proposto il dramma Emanuele di Ippolito Nievo,  su idea e con la presenza sul palco di Angela Felice e Paolo Patui, accanto ad un piccolo gruppo di lettori: Gianni Cianchi, Danilo D’Olivo, Daniela Zorzini  e Giacomo Trevisan, per la parte del protagonista Emanuele.

A loro il compito di proporre il testo con cui nel 1852  il giovane Nievo, poco più che ventenne, esordì nella

Angela Felice e Paolo Patui,

Angela Felice e Paolo Patui,

scrittura per la scena, poi arricchita da ben altri sei copioni, e dirottò lì un’ansia militante, momentaneamente bloccata sul piano dell’azione concreta dopo la fallita rivoluzione del ’48-‘49 e i fatti tragici dei martiri di Belfiore.  Il testo, come in genere la drammaturgia neviana, non entra direttamente nei temi della lotta patriottico-risorgimentale, ma semmai vi allude con pensiero problematico, teso a suscitare il dibattito critico e pensato per un teatro che per Nievo doveva essere un “Liceo del popolo”, dalla marcata funzione civile, pedagogica, quasi pre-brechtiana e con un occhio ai valori su cui fondare la futura nazione italiana.

Scottante era dunque il tema dell’antiebraismo ottocentesco affrontato nella pièce, che prende il titolo dal nome di un reale amico di Ippolito, Emanuele Ottolenghi, ma che soprattutto fu suggestionato dalle posizioni violentemente antisemite  del giornale bresciano “La sferza” e dai persistenti fenomeni di intolleranza razziale del tempo, vivi nonostante il processo di emancipazione e di parificazione giuridica della minoranza ebraica italiana,  sostanzialmente acquisite con il ’48. Al centro del testo è allora il tema della effettiva integrazione del popolo ebraico, sempre messa a rischio da rigurgiti ricorrenti di ostilità, vischiosi pregiudizi o anche da dispersioni assimilazionistiche della propria identità.

E’ quanto sperimenta il protagonista Emanuele, il giovane e ricco ebreo che, in nome dell’uguaglianza tra gli uomini e della bontà naturale del mondo, vuole lottare sia contro la vecchia logica usuraia del ghetto da cui provengono i suoi avi, sia contro la società mondana e benestante dei gentili e dei nobili, che oppongono ataviche barriere di pregiudizi razziali. Di questi avversari del bel mondo Emanuele avrà infine ragione e anzi ne vedrà la rovina finanziaria e personale. Potrà anche sposare la cristiana e integerrima Teresa, con quella soluzione matrimoniale che nell’Ottocento vale come fattore primo di integrazione. Nel finale, troverà un alleato sincero anche in un medico illuminato, raisonneur di idee mazziniane sui destini luminosi del progresso e sulla liberazione futura di una nuova “Umanità” di fratelli e di uguali secondo ragione, natura e scienza.

Ma questo è un programma di azione politica e di letteratura engagée lanciato al futuro più che ripreso dal presente. E infatti, alla conclusione della sua storia, Emanuele trae un bilancio ben più incrinato, se egli è stato accolto nel mondo dei ricchi solo sotto falsa identità, salvo rivelarla, con coup de théâtre,  nel momento cruciale di una drammatica resa dei conti e di un orgoglio ritrovato. Ma, soprattutto, Emanuele ha potuto espugnare le resistenze altrui grazie al potere del denaro, che in Nievo è costante oggetto di una forte polemica antimaterialistica e che qui è il mezzo perverso che amplifica la propensione umana al vizio e al male. Nulla di sorprendente se dunque il testo si chiuda con ombre crepuscolari, che annuvolano anche il matrimonio misto di Emanuele e Teresa, sposa buona e mite ma infine “malinconica, tetra”.

Info, Teatro Club 0432.507953  www.teatroclubudine.it

Ingresso  12 € – la biglietteria presso il Teatro Palamostre apre alle ore 20 la sera di spettacolo

La redazione




UDINE, Teatro Nuovo Giovanni da Udine ACCOGLIE PINTUS CON DUE SOLDOUT

SABATO 25 GENNAIO 2014 – ore 21:00 – SOLDOUT

DOMENICA 26 GENNAIO 2014 – ore 17:00 – SOLDOUT

MERCOLEDÌ 14 MAGGIO – ore 21:00 – BIGLIETI IN VENTITA

Un successo travolgente quello che sta accompagnando il comico più amato del momento, PINTUS, che con lo spettacolo “50 Sfumature di… Pintus” sta collezionando un esaurito dopo l’altro nei teatri di tutta la penisola, tra cui il TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE, che lo vedrà protagonista con due spettacoli, sabato 25 gennaio alle 21.00 e domenica 26 gennaio in pomeridiana alle 17.00. Entrambe le date sono andate esaurite in prevendita già nei mesi scorsi, ecco allora che per soddisfare la grande richiesta del pubblico è stata fissata una terza data per il fortunato spettacolo, prevista per il prossimo 14 maggio, con inizio alle 21.00. I biglietti per lo show primaverile, sempre organizzato dallo stesso Teatro e Azalea Promotion, con la collaborazione del Comune di Udine, sono già disponibili (prezzi a partire da 15 Euro più diritti di prevendita) nei circuiti Ticketone, Azalea Promotion e direttamente alle biglietterie del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

PINTUS è il comico più rappresentativo del programma televisivo di grande successo Colorado, show campione di ascolti anche in questa edizione. Dopo il trionfo catodico, ora, e per la prima volta, l’artista si presenta in teatro con un proprio spettacolo: “50 SFUMATURE DI… PINTUS” appunto, nel quale esprime tutto il suo talento di grande intrattenitore, sia comico che musicale. In questo show la comicità è dappertutto, nei politici che litigano, nelle parodie di alcuni programmi televisivi e nelle pubblicità. Oltre al suo talento comico, Pintus si distingue come grande imitatore, che non perdona niente a personaggi come Valentino Rossi, Berlusconi, Mourinho, Belen, Balotelli, Antonio Banderas e molti altri. Sul palco Pintus propone tutti i personaggi che lo hanno reso celebre, ma soprattutto improvvisa, gioca con il pubblico e si ricollega all’attualità, rendendo unica ogni serata. Uno spettacolo adatto a tutti che diverte bambini, giovani e meno giovani, grazie alla freschezza e alla semplicità che l’artista dimostra, emozionandosi e divertendosi assieme al suo pubblico.

Con l’arrivo di Pintus la città di Udine diventa “capitale della risata”, molti sono infatti gli spettacoli in programma nelle prossime settimane con protagonisti i più grandi comici d’Italia tra cui  Cochi e Renato (il 5 marzo al Teatro Nuovo Giovanni da Udine), Teo Teocoli (il 21 marzo al Palasport Manlio Benedetti) e Giuseppe Giacobazzi (il 3 aprile sempre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine). I biglietti per tutti gli appuntamenti sono già disponibili, per informazioni www.azalea.it .





Venerdì 24 gennaio: proseguono al Giovanni da Udine gli appuntamenti di Casa Teatro. Protagonisti Stefano Bartezzaghi e Mario Turello.

Venerdì 24 gennaio, alle ore 17:30, nel Foyer del Teatro Nuovo Giovanni da Udine si terrà l’ultimo appuntamento del ciclo Casa Teatro “Sul Sorriso”, che vedrà protagonisti il celebre saggista e giornalista Stefano Bartezzaghi e il critico letterario Mario Turello che dialogheranno con il pubblico sui concetti di Creatività e Comico. Stefano Bartezzaghi, linguista e docente di teorie della creatività, proporrà degli esempi di comicità creativa attraverso dei giochi di parole. Come egli stesso scrive, «l’umorista vede combinazioni di idee e di parole che gli altri non colgono»; non per nulla Arthur Koestler apre il saggio «L’atto della creazione» trattando appunto del riso e dei giochi di parole, che comportano ricreazione, certo, ma anche scoperta e invenzione. Il comico, secondo alcuni, è il “nemico dei filosofi”: perfido, sfuggente, inafferrabile. Studiato per secoli da tutte le discipline, dall’antropologia alla psicologia, dalla sociologia alla psicanalisi, conserva intatto il suo mistero. È forse, come sostiene Peter L. Berger, un “segnale di trascendenza”?

Si ricorda inoltre che sabato 25 gennaio, alle ore 16.00, nel Foyer del Teatro Nuovo, si terrà il primo appuntamento del Laboratorio di Storytelling, racconti di antichi mestieri in Friuli, a cura di Sonia Cossettini. Il laboratorio si propone di far conoscere e insegnare i rudimenti dell’arte dello “storytelling”, ovvero della tradizione orale di raccontare “storie”, creando un momento di comunicazione guidata tra le generazioni familiari: figli, genitori e nonni. Sonia Cossettini, storyteller e attrice, invita a partecipare bambini e adulti, per apprendere qualche semplice regola della narrazione e dell’ascolto, per trasformare in una affascinante “storia” ricordi personali, aneddoti familiari. Le testimonianze saranno arricchite dai ricordi raccolti da Sonia dagli anziani della Residenza “La Quiete”, Azienda pubblica per i Servizi alla Persona, con la quale il Teatro ha avviato una collaborazione finalizzata al coinvolgimento attivo degli ospiti. Iscrizione obbligatoria al laboratorio: iscrizioni@teatroudine.it.

 

FEDERICO GANGI




DOMANI (giovedì 23 gennaio) alle 9.30 APRE AGRIEST ad UDINE FINO AL 26 GEN.

E’ il momento di Agriest,  è il tempo in cui l’agricoltura torna con maggior peso e ruolo al centro  del dibattito e delle scelte per il futuro. Domani, giovedì 23 gennaio, alla Fiera di  Udine si aprirà la 49^ edizione della fiera dedicata al settore primario con stand aperti dalle 9.30 alle 18.30.

I visitatori di Agriest, che da quest’anno e negli anni pari declinerà l’offerta tematica e merceologica nei settori del focus Land (tutela dell’ambiente,  prevenzione rischi del territorio, interazione tra paesaggio urbano ed extraurbano, energie alternative, parchi e foreste, gestione delle risorse idriche …) avranno a disposizione 6  padiglioni di area espositiva,  potranno prendere parte a 19 appuntamenti tra convegni, seminari, workshop e incontri. UD

L’agenda convegnistica di Agriest Land prenderà il via domani (giovedì) alle 15.30 in sala bianca con il convegno inaugurale su  “agricoltura conservativa, biodiversita’, sostenibilita’: tre sfide, un solo obiettivo”, organizzato dalla Regione FVG con il coinvolgimento  di Udine e Gorizia Fiere degli sponsor Federazione Banche di Credito Cooperativo F.V.G. e Confcooperative F.V.G.

Ad introdurre i lavori saranno il Presidente della Fiera Luisa De Marco, il Presidente delle BCC Giuseppe Graffi Brunoro e il Presidente di Confcooperative Franco Bosio che lasceranno quindi la parola al Vice Presidente della giunta regionale Sergio Bolzonello e al Presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo Paolo De Castro. Coordinata da Francesco Marangon dell’ateneo udinese, si svilupperà la tavola rotonda nel quale porteranno i referenti per l’Agricoltura delle regioni  Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna.

Le conclusioni sono previste per le 17.30 e a seguire taglio del nastro e brindisi inaugurale nel padiglione 8 dove la Regione ha allestito il proprio stand per illustrare, anche attraverso una serie di incontri, l’attività e gli obiettivi del P.S.R. Piano di Sviluppo Rurale.

 

Maggiori info e tutto il programma eventi su www.agriest.it




L.I. Lingua Imperii Teatro Palamostre – Udine 25 gennaio 2014 [Teatro Contatto]

Uomini predatori di altri uomini annientati a milioni. La caccia più sanguinosa del XX secolo. #LinguaImperii è sconvolgente Memoria nazista

Accogliamo per la prima volta a Teatro Contatto una fra le formazioni più “colte” e innovative della scena emergente, Anagoor, con uno spettacolo che rinnova il ricordo storico, in occasione della Giornata della Memoria.
L.I. Lingua imperii è ispirato allo sconvolgente romanzo Le Benevole di Jonathan Littell, in cui drammatici episodi storici della seconda Guerra mondiale e della persecuzione degli ebrei emergono dai dialoghi fra due ufficiali nazisti, distaccati nel Caucaso, nel 1942.  L.I. Lingua Imperii si nutre anche del pensiero e delle opere di W.G. Sebald, Primo Levi, Eschilo, Martha C. Nussbaum, William T. Vollmann e molti altri autori.LI2

Ciò che ci sta a cuore è di operare, con una sorta di in-canto, l‘attivazione dei processi del ricordo attorno ad antiche odiose abitudini secondo le quali, nelle forme della caccia, alcuni uomini si sono fatti predatori di altri uomini e, ancora nel XX secolo, hanno intriso il suolo d‘Europa del sangue di milioni di persone: tanto il suo cuore civile, quanto le sue vaste e bellissime foreste, fino ai suoi estremi confini montuosi.
La forma teatrale scelta per questa creazione è quella del coro tragico dove il canto e la musica, il gesto e la visione totemica si intrecciano.
Una piccola comunità di donne e uomini di diverse età tende la voce-dardo al confine tra il sussulto al cuore, il lamento e il sogno.
LI1Mentre su un grande schermo emerge il volto molteplice della vittima, su due schermi a cristalli liquidi laterali si consuma l‘agone tra due ufficiali nazionalsocialisti campioni di pensieri divergenti.
testo :Simone Derai, Patrizia Vercesi

regia : Simone Derai

interpreti : Anna Bragagnolo, Mattia Beraldo, Moreno Callegari, Marco Crosato, Paola Dallan, Marco Menegoni, Gayanée Movsisyan, Eliza Oanca, Monica Tonietto e con Hannes Perkmann, Hauptsturmbannführer Aue Benno Steinegger, Leutnant Voss voci fuori campo di Silvija Stipanov, Marta Cerovecki, Gayanée Movsisyan, Yasha Young, Laurence Heintz

musiche originali: Paola Dallan, Simone Derai, Mauro Martinuz, Marco Menegoni, Gayanée Movsisyan, Monica Tonietto | non originali: Komitas Vardapet, musiche della tradizione medievale armena

traduzione e cosulenza linguistica Filippo Tassetto

costumi Serena Bussolaro, Silvia Bragagnolo, Simone Derai
produzione Anagoor 2012
coproduzione Trento Film Festival, Provincia Autonoma di Trento, Centrale Fies, Operaestate Festival



Udine: GIORNATA DELLA MEMORIA 2014 TANTI EVENTI PER NON DIMENTICARE

 

Un viaggio per non dimenticare e per conoscere. Un percorso civile all’insegna della memoria attraverso gli spunti che possono venire dalle ricerche storiche e dai documenti di una mostra, così come dalle suggestioni proposte da uno spettacolo, un concerto o un film o, ancora, dalle parole, rare e preziose, affidate ai testimoni della Shoah. Come sempre con un particolare occhio di riguardo alle giovani generazioni.   Appuntamento tradizionale e irrinunciabile per la città, torna anche quest’anno il ricco calendario di iniziative organizzate dal Comune di Udine per la Giornata della Memoria, che dal 2000, ogni 27 gennaio, il mondo intero dedica al ricordo dell’anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, per commemorare tutte le vittime della persecuzione fascista e nazista come ebrei, rom, omosessuali, disabili, malati di mente e testimoni di Geova.  “Il rischio dell’oggi – spiega l’assessore alla Cultura, Federico Pirone – è che ci abituiamo ai rumori in un mondo che non sa più ascoltare. L’inconsistenza di disturbi che provocano fastidio e inducono alla sordità. L’impegno dell’amministrazione comunale con l’organizzazione della Giornata della Memoria – prosegue –, ha l’obiettivo di rendere giustizia a chi è rimasto vittima del nazismo, dell’Olocausto e onorare coloro che hanno rischiato la propria vita per proteggere i perseguitati, qui come altrove. Ma non solo. Riteniamo infatti indispensabile che oltre a ricordare le violenze del passato, si aumenti la consapevolezza delle tragedie e delle discriminazioni purtroppo esistenti ancora oggi nella società. Ricordare significa oggi più che mai – conclude – responsabilizzarsi nel presente e per il futuro e pensarsi come una vera comunità”.  La rassegna, come sempre organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune, vede il coinvolgimento anche di numerose realtà culturali e associazionistiche del territorio, come i Civici Musei del Comune, la biblioteca civica “Joppi”, l’Aned – associazione nazionale ex deportati, il Centro Espressioni Cinematografiche, il Css Testro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia, il Teatro Club Udine e Kappa Vu.  Entrando nello specifico del calendario, il programma messo a punto dal Comune partirà già questo giovedì 23 gennaio alle 17.30 alle Gallerie del Progetto di palazzo Morpurgo (via Savorgnana 12) con l’inaugurazione di due mostre. La prima si intitola “Cent’anni della Sinagoga di Trieste. Carlo Morpurgo, la tragedia di un uomo giusto” ed è realizzata dal Museo della Comunità ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner”. L’esposizione, visitabile fino a domenica 9 marzo, racconta attraverso immagini e documenti la storia della Sinagoga di Trieste, una delle Sinagoghe più grandi d’Europa, dal progetto di Ruggero e Arduino Berlam ad oggi e le vicende del triestino Carlo Morpurgo, l’uomo che negli anni di guerra salvò le memorie ebraiche triestine. La seconda mostra, anch’essa visitabile fino al 9 marzo, si intitola “Sterminio in Europa. Perché ricordare” ed è curata dall’Aned. I pannelli narrano gli anni tragici della proclamazione in Italia delle leggi razziali nel 1938, con le quali gli ebrei vennero discriminati ed espulsi da ogni settore della vita pubblica e professionale. Le immagini conducono attraverso l’orrore della “soluzione finale” nei campi di concentramento nazisti, costata dodici milioni di deportati e undici milioni di sterminati. Ebrei, Rom, oppositori politici, omosessuali e testimoni di Geova dovevano subire la deportazione e l’eliminazione in questi campi appositamente attrezzati per lo sterminio.  Venerdì 24 gennaio alle 17.30 alla Sala Corgnali della biblioteca “Joppi”, sarà la volta della conferenza “Presenze ebraiche in Friuli. Oscar Luzzatto e gli ebrei udinesi tra Otto e Novecento: vite spese per il Friuli e per l’Italia”. Nel 50° anniversario della morte di Oscar Luzzatto, l’incontro si propone infatti di ripercorrere la storia paradigmatica di un ebreo friulano, pienamente inserito nel tessuto sociale, politico, economico e culturale friulano e costretto a rifugiarsi in Svizzera per sfuggire alle persecuzioni antiebraiche. Uno spaccato di storia locale che si interseca con la “grande storia” del ‘900. Introdotti da Pier Cesare Ioly Zorattini, interverranno Maddalena Del Bianco Cotrozzi, Valerio Marchi, Fulvio Salimbeni, Emanuele D’Antonio e Pietro Ioly Zorattini.  Dedicato alla “Deportazione femminile”, invece, l’incontro in calendario sabato 25 gennaio alle 17.30 sempre in sala Ajace a cura dell’Aned e guidato da Antonella Tiburzi e Gianpaolo Carbonetto. Le donne italiane scampate ai campi di sterminio hanno dovuto giustificarsi per essere sopravvissute, hanno dovuto affrontare il sospetto di essersi concesse per avere salva la vita e questo è un altro elemento di specificità di genere, purtroppo tutta italiana, all’interno della tragedia della Shoah. Spazio al teatro, poi, alle 21 al Palamostre con la performance della compagnia Anagoor “L. I. Lingua Imperi”. Lo spettacolo, per la drammaturgia di Simone Derai e Patrizia Vercesi e per la regia di Simone Derai è portato a Udine all’interno della stagione “Contatto n° 32” del Css Teatro Stabile di Innovazione del Fvg. “Uomini predatori di altri uomini annientati a milioni, la caccia più sanguinosa del XX secolo”, lo spettacolo è ispirato allo sconvolgente romanzo “Le Benevole” di Jonathan Littell nel quale drammatici episodi storici della Seconda Guerra Mondiale e della persecuzione degli ebrei emergono dai dialoghi fra due ufficiali nazisti distaccati nel Caucaso nel 1942 (info e acquisto biglietti al Palamostre 0432 506925).

 

 

Particolarmente ricca di appuntamenti è la Giornata della Memoria, domenica 27 gennaio. Si parte alle 10.30 all’auditorium Zanon con il reading, dedicato agli studenti delle secondarie di secondo grado, di e con Nicoletta Oscuro “Partenze”. Attraverso un’accurata selezione di brani letterari, l’attrice prende in considerazione il dramma umano di chi deve lasciare la casa, la terra, gli affetti a causa di logiche folli basate sull’ideologia della razza (info Biblioteca Civica V. Joppi Sezione Moderna tel. 0432 271589). Alle 20.45 al Cinema Visionario, invece, sarà la volta della proiezione della pellicola “Hannah Arendt” di Margarethe von Trotta. Il film, che sarà replicato anche il 31 gennaio alle 10, ricostruisce un periodo fondamentale della vita di Hannah Arendt: quello tra il 1960 e il 1964. All’inizio della vicenda, la cinquantenne intellettuale ebrea vive a New York con il marito. Ha già pubblicato testi fondamentali di teoria filosofica e politica e insegna in una prestigiosa Università. Nel 1961, quando il Servizio Segreto israeliano rapisce il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann, Arendt si sente obbligata a seguire il processo che si tiene a Gerusalemme (ingresso a normali tariffe di pagamento – www.visionario.info). Chiuderà la giornata, alle 21 al Teatro Palamostre, “Emanuele”, adattamento drammaturgico e lettura del testo di Ippolito Nievo proposto all’interno della stagione di Akròpolis dal Teatro Club Udine. Emanuele Ottolenghi è un giovane e ricco ebreo animato dal principio dell’uguaglianza tra gli uomini e dalla fiducia ottimistica nella bontà naturale del mondo. Forte di ciò, egli vuole contrastare sia la vecchia logica usuraia del ghetto, da cui provengono i suoi avi, sia la società mondana e benestante dei gentili e dei nobili che oppongono barriere di pregiudizi razziali. Un testo teatrale, mai rappresentato e pressoché sconosciuto, con cui nel 1852 il ventenne Ippolito Nievo prese posizione netta contro il pregiugizio antiebraico. Una pagina decisamente inedita, proposta da Paolo Patui e Angela Felice secondo la rodata formula di “Letture in corte”, tra momenti di lettura e contrappunti di riflessione (info per acquisto biglietti 0432 507953).

 

 

Dedicata alla scuole è ancora la mattinata di martedì 28 gennaio quando, alle 11 al Cinema Visionario, verrà proiettato, sempre a cura del Cec, il film di Dorino Minigutti “Oltre il filo”. Una decina di anni fa Metka Gombac, ricercatrice dell’Archivio di Stato di Lubiana, portò alla luce alcuni disegni e componimenti di bambini rinchiusi nel campo di Gonars. Sono testimonianze toccanti scritte nel 1944, quando i ricordi erano ancora freschi nella memoria di quei bambini. “Oltre il filo” è un intreccio avvincente e toccante della storia di quei sopravvissuti. Le testimonianze dei bambini di allora sono molto più di un ricordo: a quelle voci è affidata la ricostruzione storica di una delle pagine italiane più ignobili della Seconda Guerra Mondiale. La proiezione avverrà alla presenza del regista stesso.  Per tutta la giornata di mercoledì 29 insala Ajace, inoltre, è previsto il convegno a cura di Kappa Vu e intitolato “I campi di concentramento fascisti”. Durante la Seconda Guerra Mondiale, almeno centomila civili jugoslavi vennero internati dal regime fascista in campi di concentramento, nelle varie regioni italiane e nelle isole della Dalmazia. Migliaia di persone – donne, uomini, vecchi, bambini – vi morirono di fame e di malattie. Si tratta di una tragedia di cui si è parlato poco, ma che è importante conoscere non solo per capire meglio la storia del confine orientale d’Italia, ma anche per riflettere sulla disumanità di tutte le strutture concentrazionarie, sull’oggi e sulle origini del razzismo crescente nella nostra società. Coordinati da Alessandra Kersevan si alterneranno, dalle 9.15 alle 12.40 e dalle 14.30 alle 17.30 gli interventi di Piero Purini, Carlo Spartaco Capogreco, Boris Gombač, Dragutin Drago V. Ivanović, Sandi Volk, Andrea Martocchia, Claudia Cernigoi, Genni Fabrizio, Ferruccio Tassin, Ivan Cignola, Alessandra Piani, Dorino Minigutti. Sempre il 29 gennaio ancora cinema dedicato ai ragazzi con la proiezione curata dal Cec, alle 11 al Visionario, del film “Anita B.” di Roberto Faenza. Tratto dal romanzo “Quanta stella c’è nel cielo” di Edith Bruck  «Quanta stella c’è nel cielo» non è un errore, è il primo verso di una ballata amara del giovane Petöfi, il grande poeta ungherese. Quei versi sono tra le poche cose che Anita porta con sé, insieme a molti ricordi laceranti. Anita non ha ancora sedici anni. È una sopravvissuta ai campi. È bella, è sensibile, le prove della vita le hanno tatuato l’anima. Sta fuggendo da un orfanotrofio ungherese per andare a vivere a casa di una zia, Monika. Eli, il giovane cognato di Monika, è venuto a prenderla al confine per accompagnarla nel viaggio in Cecoslovacchia, dove si ritrova clandestina in un mondo ancora in subbuglio (info e prenotazione obbligatoria a scrivendo a giulia@cecudine.org, tel 0432 299545).  Chiude la rassegna organizzata dal Comune di Udine, venerdì 7 marzo alle 18 in sala Ajace, la presentazione di “Le rose di Ravensbrück. Storia di deportate italiane”, video di Ambra Laurenzi e presentato a Udine grazie all’Aned.

 

Per tutte le informazioni è possibile contattare il PuntoInforma del Comune di Udine telefonando allo 0432 414717 o inviando una email a puntoinforma@comune.udine.it.

 

 

 




Giovedì 23 gennaio: il grande pianista Behzod Abduraimov in concerto al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Imperdibile appuntamento con la grande musica al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, giovedì 23 gennaio, alle ore 20.45, con il concerto del pianista di fama internazionale Behzod Abduraimov.

Proiettato nell’olimpo del concertismo mondiale dalla sensazionale vittoria, conseguita all’età di 18 anni, nel 2009, al Concorso internazionale di Londra, grazie a una emozionante esecuzione del Concerto n. 3 di Prokof’ev, Behzod Abduraimov è oggi una certezza.

Nato nel 1990 a Tashkent in Uzbekistan, dopo l’affermazione londinese è stato invitato a suonare dalla Royal Philharmonic e dalla London Philharmonic Orchestra, ha tenuto tournée in Cina e a Kuala Lumpur con la Sydney Symphony, diretta da Vladimir Ashkenazy, ha vinto il primo premio alle Olimpiadi di pianoforte a Bad Kissingen ed è stato protagonista di un trionfale debutto alla Wigmore Hall nel maggio del 2010. Nella primavera del 2014 Abduraimov farà il suo debutto con la Boston Symphony Orchestra diretta da Lorin Maazel, che sarà seguito da un tour in Cina.

Le performance elettrizzanti di cui è artefice e la particolare empatia che sa instaurare con il pubblico lo portano a essere interprete acclamato nei recital per gli International Piano Series di Londra o il Klangraum Waidhofen e a collaborare con artisti quali Charles Dutoit, Pinchas Zuckerman, Vasily Petrenko e Michael Christie.

Nella serata udinese verrà eseguito da Abduraimov un programma che prevede la Sonata n.12, op.26 di Ludwig Van Beethoven, Fantasie op. 49 diFryderyk Chopin, Danse macabre op.40 diCharles Camille Saint-Saëns, Franz Liszt, Vladimir Horowitz, Improvvisi n.3 e n.2 – D.893 op.90di Franz Schuberte Gaspard de la Nuitdi Maurice Ravel.